Dopo che, anche nelle scuole piemontesi, è arrivato il questionario, diffuso dai ragazzi di Azione studentesca – organizzazione parte della Gioventù nazionale, compagine giovanile di Fratelli d’Italia – attraverso il quale viene chiesto agli studenti di segnalare gli insegnanti ritenuti di sinistra nello loro scuole, Acli Piemonte, Arci PIemonte e Forum del Terzo Settore in Piemonte prendono posizione.
Mara Ardizio, presidente Acli Piemonte, Gabriele Moroni, portavoce Forum del Terzo Settore in Piemonte e Andrea Polacchi, presidente Arci Piemonte: «Apprendiamo con sgomento che un’associazione politica studentesca starebbe diffondendo, anche nelle scuole piemontesi, volantini che invitano gli studenti a segnalare i professori “di sinistra” tramite una campagna denominata “La scuola è nostra” – dicono – Quest‘iniziativa intimidatoria riporta alla memoria fasi storiche lontane in cui la democrazia non si era ancora affermata nel nostro Paese, e la schedatura di oppositori politici e la redazione di liste di proscrizione facevano parte degli strumenti di oppressione del regime».
Ricordano la ricorrenza che segna questo 2026: «Nell’anno che ci porta alle celebrazioni degli 80 anni della nascita della Repubblica Italiana, rinnoviamo il nostro impegno per la difesa dei valori della Costituzione nata dalle lotte della Resistenza contro il nazifascismo, e ribadiamo che la Scuola è un bene comune che va difeso, come vanno difesi la democrazia, i diritti politici ed il sano diritto al dissenso».
Acli, Forum del Terzo Settore in Piemonte e Arci si schierano a fianco della scuola: «Azioni di questo tipo sono inaccettabili e vanno contrastate senza esitazioni, perché sono fuori dal perimetro dei valori democratici. Siamo e saremo sempre accanto a studenti, docenti, istituzioni e organizzazioni sindacali impegnati nella difesa di una scuola inclusiva e pluralista».
cs
Chi scrive correggerebbe anche Cavour perché il separatismo tra Stato e Chiesa deve essere netto e chiaro: libero Stato e libera Chiesa, togliendo quell’in che poteva limitare l’autonomia della Chiesa cattolica.In questo spirito è da considerarsi una grave interferenza nella vita democratica italiana la posizione favorevole al No al prossimo referendum sulla Magistratura da parte del presidente della CEI , cardinale Zuppi a cui l’interferire negli affari di Stato appare l’atto più naturale e quasi un dovere civico. In questa occasione non entro nella scelta referendaria, ma non posso non rifiutare l’ingresso nella Chiesa nella polemica referendaria. Già il cardinale Ruini interferì pesantemente in un altro referendum.
Il dibattito è stato arricchito da contributi di assoluto livello del mondo accademico, economico e imprenditoriale, con gli interventi di Stefano Caselli, Dean della SDA Bocconi School of Management, Laura Colnaghi, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Carvico, Carlo Cottarelli, Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano, Emma Marcegaglia, Presidente di Marcegaglia Holding e Vicepresidente ISPI, Giovanni Orsina, docente dell’Università LUISS di Roma, e Gianfelice Rocca, Presidente del Gruppo Techint e dell’Istituto Clinico Humanitas.

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