POLITICA- Pagina 3

Quanti errori nel costruire la TAV

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Quanti errori nel costruire la TAV, eppure è una infrastruttura importante per Torino e per il Paese. Se il Governo fosse una Spa, gli azionisti sarebbero molto urtati. Ora la Prefettura inizia a vietare i campeggi. La credibilità viene data dalla grande manifestazione SITAV di piazza Castello di quasi 8 anni fa.

Immaginiamo che Governo e Parlamento ragionassero e si muovessero nella logica delle aziende private con i cittadini azionisti della Italia Spa. Il primo progetto della TAV viene consegnato al Governo che lo gira alla Regione ai primi anni 2000. Il progetto è impattante, la Giunta Ghigo non ha assessori che capiscano di trasporti e logistica. In Valle non si riesce a presentare il progetto, tanto sono accese le contestazioni. A sinistra c’è molta contestazione. D’altronde il PCI aveva contestato le autostrade, si era opposto alle metropolitane, al traforo e all’autostrada per il Frejus.

Il blitz di Venaus, quando il Governo tentò di installare di notte il cantiere, fallisce. Gianni Letta istituisce l’Osservatorio a marzo 2006 e nomina Virano commissario. Virano fa la cosa più importante, rivede il progetto, lo rende meno invasivo. Nel 2010, quando si fanno i carotaggi, assalti notturni dei No Tav guidati ancora da personaggi locali e con alcuni esponenti della contestazione dura degli anni di piombo. Mi ricordo bene le notti al telefono col prefetto Padoin, uno molto bravo. Il 12 novembre 2011, ultimo giorno del Governo Berlusconi, illustro a tre Commissioni parlamentari la norma che prevedeva la difesa del cantiere di Chiomonte, strategico per capire cosa c’era nella montagna e per avere un tunnel di sicurezza a fianco del tunnel definitivo. Si concludono gli accordi con la Francia, nasce la TELT, ma i lavori dalla parte italiana non partono, mentre iniziano senza particolari contestazioni da parte francese. Il primo ministro Valls visita il cantiere, Virano mi invita e mi presenta come un grande sostenitore dell’opera.

Nel 2018 capita ciò che nessuno immaginava: le elezioni vengono vinte dai 5 Stelle. Il 2 giugno Di Maio e Salvini firmano l’accordo che prevede l’analisi costi-benefici. Capisco subito che la TAV sarebbe saltata e preparo una petizione SITAV che mi viene firmata anche da Francesco Forte. Una petizione che, grazie al suggerimento di mio figlio Lodovico, metto su Change.org, una petizione che sarà strategica perché serve a raccogliere adesioni che poi porteranno in piazza Castello, secondo la Questura, almeno trentamila persone, a cui si aggiungono i rappresentanti delle imprese, dei partiti, dei sindacati e delle Madamin. Quel giorno, il 10.11.2018, Berlusconi, Letta, Salvini e Conte erano davanti alla TV. Rixi mi mette in contatto con Salvini, che incontro al Viminale il 5.12.2018. Salvini si convince, mentre al mattino, a Palazzo Chigi, Conte aveva detto ai rappresentanti delle imprese che il Governo era contrario. Organizziamo altre due manifestazioni. Il 7 agosto 2019 il Senato, grazie al voto decisivo della Lega, boccia la mozione No Tav dei 5 Stelle. Tutto a posto. No, perché il Governo giallorosso tiene ferma l’opera, il PD non si oppone. Il Governo giallorosso, detto per inciso, in quei mesi farà un’altra cosa negativa: non mette il golden power sulla vendita della Fiat ai francesi. La TAV, lato Italia, rimane ferma; nel 2023 viene assegnata la gara del tunnel lato Italia, ma i lavori, se va bene, inizieranno nel 2027.

In questo periodo i No Tav fanno quello che vogliono. Come diceva Perino, loro decidevano di essere pacifici o di aizzare i violenti. Parte il Festival della Felicità, che è il cavallo di Troia per far arrivare giovani da tutta Italia che di notte vengono formati all’assalto al cantiere. Ogni volta la manifestazione del sabato o della domenica parte pacifica per trasformarsi, a un certo punto, nell’assalto al cantiere. Le nostre richieste di non autorizzare il campeggio cadono nel vuoto, perché c’era la convinzione che così facendo si limitassero i danni; intanto i lavori non partono. La magistratura è molto comprensiva. Lo Russo fa l’errore gravissimo di trattare con Askatasuna e così gli dà una parvenza di ragazzi per bene. Due o tre manifestazioni violente a Torino chiariscono chi sono quelli di Askatasuna, che nel frattempo si erano infilati nelle manifestazioni pro Pal e istruivano nuovi aderenti negli assalti con cui ogni manifestazione pro Pal si concludeva.

La settimana scorsa si sono superati tutti i limiti. Centoventi poliziotti feriti, si è sfiorato il morto. Arriva finalmente la Meloni, finalmente prende posizione il Presidente della Repubblica. Cade la distinzione dei sepolcri imbiancati, secondo cui il movimento No Tav è buono, i cattivi sono solo mille. In due conferenze stampa Fissore e Nicoletta Dosio, la rivoluzionaria, hanno detto: siamo tutti responsabili degli attacchi. Non è vero, perché sicuramente ragazzi per bene c’erano dentro la manifestazione di sabato, ma tant’è.

Ora? La TAV è in grave ritardo, la gestione dell’ordine pubblico non ha funzionato molto se 120 ragazzi delle Forze dell’Ordine sono rimasti feriti e, in ogni caso, si è traccheggiato. L’opera costa tre miliardi in più, i benefici che porterà vengono ulteriormente rimandati.

Se io avessi gestito un’operazione strategica per l’azienda che amministro in questo modo, mi avrebbero già mandato a casa. Qui invece tutti rimangono al loro posto. L’unica credibilità sull’importanza dell’opera l’abbiamo e la diamo noi che abbiamo saputo raccogliere in piazza tanta gente SITAV. I giornali torinesi ci supportarono molto per la prima manifestazione, poi hanno dimenticato la TAV, le amministrazioni locali l’hanno portata avanti con gravi limiti, incompetenze e contraddizioni, in particolare dentro il PD. La Città Metropolitana, presieduta da Lo Russo e gestita anche sulla TAV dal suo vice Jacopo Russo, No Tav.

Cavour si sarà mangiato le budella a vedere gestita così male un’opera che il Parlamento ha definito di interesse nazionale, senza che uno senta sulla coscienza i tanti operai e giovani disoccupati che aspettano i lavori del cantiere come la manna dal cielo. Torino, il Piemonte e il Paese avrebbero bisogno di un contributo alla crescita dell’economia che la TAV potrà dare insieme alle altre opere in costruzione. Pensare che nell’Ottocento i tre mitici ingegneri Sommeiller, Grandis e Grattoni avevano terminato i lavori del primo tunnel ferroviario alpino prima del tempo.

Domani noi SITAV, in una prima riunione, incominceremo a discutere come organizzare un’altra grande manifestazione come quella del 10.11.2018.

Mino Giachino

SITAV SI LAVORO

Val di Susa, Mattarella: «Inammissibile la violenza, è un virus letale per la democrazia»

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ROMA – «Quanto avvenuto sabato in Val di Susa è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi». Con queste parole il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto sui disordini verificatisi sabato in Val di Susa.

Il Capo dello Stato ha affrontato il tema nel corso della tradizionale cerimonia del Ventaglio al Quirinale, esprimendo una ferma condanna degli episodi di violenza e richiamando tutte le istituzioni e la società civile a una risposta netta contro ogni forma di aggressione.

«La violenza – ha aggiunto Mattarella – è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica».

Le dichiarazioni del Presidente arrivano dopo gli scontri avvenuti durante la giornata di protesta in Val di Susa, teatro di tensioni tra manifestanti e forze dell’ordine. Un richiamo, quello del Capo dello Stato, alla tutela dei principi democratici e costituzionali, ribadendo che nessuna forma di violenza può trovare giustificazione nel confronto politico o nella manifestazione del dissenso.

Gruppo Pd: “Consiglio Regionale in stallo. Il centrodestra pensa di essere in un suk”

“Mentre i cittadini affrontano liste d’attesa infinite, una sanità pubblica sempre più in affanno e la crisi di liquidità blocca Comuni, Province e Terzo Settore, la maggioranza di centrodestra trasforma le istituzioni in un mercato di scambi tra i partiti di maggioranza.” È dura la denuncia del Gruppo Pd in Consiglio regionale di fronte al reiterato blocco dei lavori d’Aula.

Da giorni la dinamica si ripete fotocopia: convocazione fissata per le 10:30, ma i lavori non prendono il via prima delle 11:30. Oggi l’ennesimo strappo, con il rinvio dell’apertura alle ore 12:00. Un ritardo ingiustificato verso la cittadinanza, causato unicamente dall’incapacità del centrodestra di trovare un accordo interno sulle nomine e sulle posizioni di potere.

“Siamo di fronte a un vero e proprio ‘suk’ politico all’interno della maggioranza. È intollerabile che l’attività istituzionale venga tenuta in ostaggio dai loro continui litigi. Le priorità del territorio sono completamente paralizzate mentre la maggioranza si scontra su logiche di spartizione”.

Nel frattempo, la realtà fuori dal palazzo presenta un conto salatissimo ai cittadini. Proprio in queste ore arrivano gli ultimi drammatici dati sulle liste d’attesa per visite ed esami specialistici, che continuano ad allungarsi inesorabilmente costringendo molti a rinunciare alle cure o a rivolgersi al privato, per non parlare della situazione allarmante delle Rsa.

“Vergogna è l’unica parola possibile per descrivere questo spettacolo indecoroso. Esigiamo rispetto per le istituzioni e, soprattutto, risposte immediate sui problemi reali delle persone. Se non sono in grado di governare e di garantire nemmeno il funzionamento dell’aula, ne traggano le dovute conseguenze”.

I Consiglieri regionali del Gruppo Pd

Scomparsa dei negozi di vicinato: la proposta Fesica

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Per un’economia di prossimità che unisca salario, identità e innovazione
CARO DIRETTORE,
con una media drammatica di circa 40 micro-attività che chiudono i battenti ogni giorno in Italia, il nostro Paese non sta perdendo soltanto serrande su strada, ma il cuore battente della propria identità urbana, sociale ed economica. Di fronte all’avanzata della Grande Distribuzione Organizzata, del commercio elettronico e delle catene a basso costo, la sindacalizzazione e la tutela del lavoro non possono limitarsi alla nostalgia: serve un patto di realtà tra Stato, lavoratori e impresa. A sottolinearlo è la Fesica, organizzazione sindacale in prima linea nella tutela dell’artigianato. Il sindacato interviene nel dibattito nazionale per rivolgere al Governo una proposta chiara e pragmatica, condividendo appieno le recenti dichiarazioni del presidente di Conflavoro PMI, Roberto Capobianco, ai microfoni di “Morning News” di Mediaset.
“Non possiamo ignorare la realtà quotidiana di milioni di lavoratori e famiglie italiane che affrontano salari tra i più bassi d’Europa”, dichiara il sindacato autonomo dei lavoratori. Un lavoratore con una busta paga al limite della sussistenza non sempre può permettersi il prosciutto di alta gastronomia nella bottega sotto casa, ma deve far quadrare i conti scegliendo la convenienza della GDO o del grande centro commerciale. Demonizzare il consumatore o i nuovi modelli distributivi — che pure garantiscono occupazione a migliaia di addetti — è un errore d’analisi. La vera priorità è restituire potere d’acquisto agli italiani e, contemporaneamente, mettere i micro-negozi nelle condizioni di competere dove ha senso farlo”.
La crisi del commercio di vicinato e dell’artigianato non è solo una questione di prezzi, ma risponde a un vero e proprio cambio d’epoca culturale e generazionale. I giovani di oggi legittimamente cercano un equilibrio tra vita privata e lavoro e non vedono più nel sacrificio di 10-12 ore giornaliere, sei giorni su sette compresa spesso la domenica, un modello di vita sostenibile per margini di guadagno sempre più ridotti. Per questo la Fesica ritiene che la risposta non possa essere “resistere come nel Novecento”, ma innovare l’organizzazione del lavoro e dell’offerta. Per salvare le botteghe storiche e l’artigianato senza fare pura assistenza a fondo perduto, la Fesica chiede al Governo e agli enti locali un pacchetto di interventi strutturali basato su quattro pilastri:
• Zero tasse sul lavoro di prossimità (Cuneo fiscale azzerato per le micro-imprese): Il costo del lavoro e la burocrazia per un piccolo artigiano o un negozio di quartiere non possono essere equiparati a quelli di una multinazionale. Serve una fiscalità di vantaggio mirata per chi mantiene viva la presenza nei centri storici e nelle periferie;
• Incentivi al “ricambio generazionale ibrido”: Agevolazioni a fondo perduto e credito d’imposta per i giovani che rilevano botteghe storiche digitalizzandole — introducendo vendita e-commerce locale, orari flessibili e servizi integrati di quartiere (punti ritiro, consegne a domicilio ad impatto zero, servizi alla persona);
• Calmiere sulle locazioni commerciali e TARI differenziata: Blocco degli affitti speculativi nelle città d’arte e riduzione drastica delle imposte comunali (TOSAP, TARI) per chi svolge una funzione di utilità sociale, presidio del territorio e sicurezza urbana;
• Patto di filiera tradizione-distribuzione: Favorire accordi in cui la stessa GDO e le piattaforme online riservino spazi d’eccellenza e vetrine digitali ai prodotti dell’artigianato locale, integrando la micro-produzione nelle grandi reti logistiche invece di soffocarla.
Un quartiere senza botteghe è, tra l’altro, un quartiere più buio, meno sicuro e socialmente più solo. L’artigianato italiano è la storia dei nostri padri e la qualità del nostro futuro. Ma per salvarlo non servono pianti sulla tradizione, serve una politica economica coraggiosa che aumenti i salari reali degli italiani, riduca le tasse su chi crea lavoro dal basso e aiuti le nuove generazioni a fare impresa in modo sostenibile. Competere sul prezzo è impossibile, vincere sulla qualità e sul servizio è ancora fattibile, ma solo se lo Stato fa la sua parte”, conclude la Fesica.

Giachino: Perché la TAV e’ ancora più importante di prima

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“La incompetenza di molti, la mancata conoscenza dei benefici da parte di chi dovrebbe portarla avanti uno dei motivi della lentezza di un’opera che l’Italia avrebbe dovuto accelerare in  ogni modo”
Più si è consapevoli della importanza di una cosa e più si cerca di realizzarla in fretta. Cavour sapeva benissimo che senza traforare le Alpi rischiavamo la esclusione dalla rivoluzione industriale in corso in Europa così come sapeva che all’epoca il nostro PIL era 1/4 di quello inglese. Così in soli due mesi dopo la approvazione del progetto del Traforo del Frejus costituì la Società che avrebbe dovuto costruirlo e con Vittorio Emanuele II partirono prestissimo al mattino per andare a Bardonecchia a dare il via ai lavori . I lavori grazie anche al lavoro straordinario dei tre Ingegneri incaricati , Sommeiller, Grandis e Grattoni, terminarono prima del previsto . La Autostrada del Sole venne costruita in soli otto anni perché i Governi avevano letto bene la ricerca sulla povertà degli italiani fatta dal Parlamento italiano. Così il Piano Casa di Amintore Fanfani. Al contrario molti che si sono occupati sin qui della TAV non ne conoscono le enormi ricadute economiche, sociali e ambientali. Probabilmente è anche diminuita la sensibilità umana e politici e tecnici non sentono più come proprie le difficoltà dei senza lavoro e dei territori e pertanto se non è un anno sarà l’altro e così via.
L’Europa nei primi anni 90 volle realizzare una Rete di trasporti europea green, su rotaia , quando Greta non era ancora nata. La Rete è composta da 10 Corridoi che coprono l’Europa come una griglia quadrata. I corridoi trasversali come il corridoio dove c’è la Tav e l’altro al Nord sono essenziali per costruire la rete, non a caso Jacques Delors riteneva il Corridoio 5, si chiamava così prima di essere chiamato Mediterraneo, quello più importante.
La TAV è l’anello centrale del Corridoio Mediterraneo che partendo dal sud della Spagna raccoglierà merci e passeggeri del Portogallo arriverà a Lione e dí attraverso le Alpi attraverserà tutta la Pianura Padana sino a Kiev. In questi anni l’Europa ha implementato il progetto decidendo giustamente che i corridoi fossero collegati direttamente  ai porti proprio per facilitare il trasferimento dei container direttamente dalla nave alla rotaia. L’Italia grazie a una norma che ideai e feci approvare, nel 2009 quando ero al Governo , istituì il FERROBONUS il primo incentivo europeo alle aziende manifatturiere ad usare il treno anziché la strada. Per quanto riguarda le ricadute economiche e sociali nella Pianura Padana si incroceranno Corridoi che collegheranno paesi che producono oltre il 50% del PIL europeo . La comodità dell’uso del treno perdipiu veloce e moderno farà aumentare il numero dei passeggeri e quindi l’arrivo dei turisti internazionali alla Stazione di Susa e a quella di Torino. Tra recuperi di traffici logistici italiani che oggi perdiamo a favore dei porti e degli aeroporti tedeschi o olandesi e l’aumento dei traffici merci e passeggeri penso che la crescita della nostra economia potrà aumentare di almeno 1 punto di PIL con benefici per il nostro Bilancio pubblico e il nostro Debito importanti. Se abbiamo presente che da anni cresciamo dello zero virgola l’aumento di un punto di PIL dovrebbe essere l’obiettivo nazionale. Ecco perché da tempo sollecito una presa di posizione da parte della Premier, Giorgia Meloni.
Il ruolo della TAV però non si riduce solo al territorio europeo perché consentirà insieme alla costruzione della Nuova Diga di Genova alla Grande area logistica della Pianura Padana di  rappresentare la porta di accesso o di uscita delle merci dalla Europa all’Africa, al Medio e all’Estremo Oriente e viceversa.
Ovviamente ciò presuppone una politica della logistica che riduca le pastoie burocratiche e le inefficienze pubbliche e private oltre ad una politica turistica coordinata tra le Città e il Governo nazionale. Ecco perché le lentezze degli ultimi anni ai vari livelli locali e nazionali dopo il voto del Senato del 7.8.2019 sono stati gravi. La stasi dei lavori dalla parte italiana ha contribuito a generare la convinzione nei NOTAV che l’opera sia ancora bloccabile. Ecco perché stiamo pensando a una nuova Manifestazione che coinvolga tutta la Città a partire dal mondo del lavoro dai cantieri alla logistica, al turismo, ai giovani e agli anziani, alle Università ai Centri di ricerca perché la Tav dovrà segnare il rilancio economico e sociale di tutti i territori attraversati.
Mino GIACHINO
Associazione SITAV SILAVORO

Pompeo (PD): “Solo 174 Terapisti Occupazionali in tutto il Piemonte”

Il Pd chiede assunzioni e una strategia regionale

29 luglio 2026 – “Ho presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per affrontare la grave carenza di Terapisti Occupazionali all’interno del Servizio Sanitario Regionale del Piemonte, una criticità che, secondo i dati ufficiali, penalizza fortemente la qualità dell’assistenza riabilitativa territoriale” spiega la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che ha ripreso una battaglia già portata avanti dal Pd durante la scorsa legislatura.

“In Piemonte operano appena 174 Terapisti Occupazionali, pari a 4,1 professionisti ogni 100.000 abitanti, contro una media europea di 33,4. È un divario enorme, che si traduce in servizi insufficienti e in un mancato diritto alla riabilitazione per migliaia di cittadini. La distribuzione dei professionisti è fortemente sbilanciata verso il settore privato, con una presenza quasi simbolica nelle ASL pubbliche” prosegue Pompeo.

“Questi i numeri:

  • Torino, Alessandria, Asti: 95 professionisti, nessuno nel pubblico
  • Vercelli e Biella: 46 professionisti, solo 1 in ASL
  • Novara e VCO: 21 professionisti, 5 in ASL
  • Cuneo: 12 professionisti, solo 1 in ASL

che raccontano una realtà che non possiamo ignorare: il Piemonte è fanalino di coda nella riabilitazione occupazionale. Eppure parliamo di una figura essenziale per l’autonomia delle persone, per il reinserimento sociale e lavorativo, per la qualità della vita di chi affronta disabilità, traumi, patologie croniche” aggiunge la Consigliera Pd.

“Chiedo all’Assessore alla sanità quali iniziative intenda mettere in campo per potenziare la presenza dei Terapisti Occupazionali nelle ASL piemontesi, se siano previsti concorsi o avvisi di assunzione dedicati e come si intenda integrare stabilmente questa figura nei nuovi modelli territoriali previsti dal DM 77/2022, in particolare Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Assistenza Domiciliare Integrata. Il Piemonte ha già dimostrato interesse per questa professione, attivando in passato protocolli formativi con l’Università Cattolica. Ora è il momento di fare un passo avanti: servono programmazione, assunzioni e una strategia chiara per valorizzare i Terapisti Occupazionali all’interno del sistema pubblico” conclude Laura Pompeo.

Treni Pinerolo-Torino, Canalis (Pd): “la riapertura della linea è una finta?”

“Le soppressioni sono talmente tante da far venire il dubbio che la data di riapertura in realtà fosse un’altra.”

 «Dopo mesi di chiusura, i pendolari si aspettavano un servizio migliorato e più efficiente. Invece, ieri ed oggi è arrivata la doccia fredda delle soppressioni e dei ritardi su molte corse. Questa situazione non può andare avanti. Sono anni che la Pinerolo-Torino è maglia nera italiana per i disservizi che la contraddistinguono. La Giunta regionale convochi con urgenza le ferrovie e applichi le penali previste dal contratto di servizio».

Monica CANALIS

consigliera regionale PD

Strambinello, unanimità sulla mozione Tari

Di Marco Gindario

Il consiglio comunale di Strambinello, nella seduta che si è tenuta lunedì sera, ha approvato una mozione depositata dal gruppo di minoranza, Strambinello Futura, sulla cosiddetta ‘Componente perequativa IR3 applicata alla Tari. Si tratta di una quota, dovuta alla normativa nazionale (quindi non derogabile dall’Arera) introdotta nella tariffa rifiuti e destinata a finanziare il bonus sociale rifiuti a favore dei nuclei familiari in condizioni di disagio economico. Nel documento i proponenti (Massimo Iaretti, Massiom Abertan-Min e Simone Madelandel) evidenziano che questa contiene una evidente sperequazione in quanto viene applicata a tutti, indipendentemente dalla situazione economica del contribuente. La mozione, inoltre, non metteva in discussione la validità del bonus rifiuti, che è una misura di carattere assistenziale, ma la modalità e le caratteristiche. Il documento chiedeva poi all’amministrazione di rappresentare ad Anci Piemonte, Anci Nazionale, Area e Governo tali criticità, allargando la sensibilizzazione sulla problematica a tutti i comujni del Canavese. Il documento ha ottenuto una convinta adesione da parte dell’amministrazione e del gruppo di maggioranza e, su proposta del sindaco Gualtiero Onore è stato anche approvato, sempre all’unanimità come la mozione nella sua interezza, un emendamento con cui si richiede che tutte le incombenze della Tari vengano ottemperate dall’Ente gestore del servizio esonerando da tale gravame il Comune. “Strambinello è stato il primo comune ad approvare il documento, già presentato ed ideato dal consigliere Raffaele Costa di Noi per Pont a Pont Canavese – dice Massimo Iaretti, capogruppo di Strambinello Futura e presidente del Movimento Progetto Piemonte – la necessità di chiarire questo aspetto è al di là di ogni discoro di posizione politica ma è di assoluto buon senso. Il mio gruppo consigliare in un primo tempo e le altre componenti del consiglio comunale, il sindaco Gualtiero Onore e la giunta e il gruppo di maggioranza, che ringrazio,ne hanno colto l’aspetto positivo e si è giunti quindi al voto unanime. Questo dimostra che se si opera con il buon senso e il senso della civica amministrazione si può andare sempre lontano. L’auspicio è che altri comuni del Canavese, e non solo, seguano questa strada”.