Referendum: un’anomalia, un limite e una certezza
LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Marrone (FdI): “Tubercolosi al Neruda? Preoccupante”
“ANTAGONISTI LEGATI AD ASKATASUNA TENGONO IMMIGRATI IN PRECARIETÀ IGIENICA. SGOMBERO.”
“Da emergenza di ordine pubblico Askatasuna diventa emergenza sanitaria, continuando a tenere decine di immigrati in condizioni di sfruttamento e precarietà igienica, con l’intollerabile inerzia, se non accondiscendenza, delle politiche sociali del Comune di Torino, anche lì proprietario della palazzina occupata e quindi responsabile di cosa vi accade dentro.
Quell’occupazione va chiusa nell’interesse delle persone che vi abitano, per farle seguire dal welfare istituzionale e non dall’anti-Stato degli antagonisti, il cui presunto impegno sociale ci regala solo focolai di malattie contagiose” lo dichiara l’assessore regionale alle Politiche sociali Maurizio Marrone, dopo che l’Asl ha rilevato un nuovo focolaio all’interno del Neruda Occupato.
Riceviamo e pubblichiamo
La campagna repressiva del Governo prosegue: il 19 febbraio 18 giovani del Coordinamento Torino per Gaza sono stati colpiti da misure cautelari per le mobilitazioni di “Blocchiamo Tutto” a sostegno del popolo palestinese e contro le politiche dello Stato di Israele.
Come Rifondazione Comunista – Federazione provinciale di Torino denunciamo un accanimento verso la nostra città, già segnata negli ultimi mesi da interventi contro giovani, anche minorenni. Il Governo guidato da Giorgia Meloni continua a rispondere al dissenso con misure repressive, restringendo spazi sociali e diritto di manifestare, mentre porta avanti riforme che mettono in discussione l’indipendenza della magistratura.
Esprimiamo forte preoccupazione per l’involuzione democratica del Paese e ribadiamo la necessità di continuare la mobilitazione, nelle piazze e nei territori, a partire dalla Manifestazione Regionale indetta dal Coordinamento Regionale per la Palestina per Sabato 14 Marzo, per la libertà di dissenso, contro la repressione e per una Palestina libera.
RIFONDAZIONE COMUNISTA
Federazione provinciale di Torino


Mattarella dal Csm bacchetta politica e toghe
POLITICA
Leggi l’articolo su L’identità:
Mattarella dal Csm bacchetta politica e toghe per i toni della campagna referendaria
BENE NUOVE MISURE CAUTELARI, NO A TORINO LABORATORIO D’ILLEGALITÀ
«Torino non può trasformarsi in una zona franca dove la violenza politica viene scambiata per conflitto sociale. Né passare da laboratorio d’Italia per l’innovazione a quello di esportatore d’illegalità organizzata».
Lo dichiarano il senatore Roberto Rosso, vicesegretario regionale di Forza Italia, e Marco Fontana, segretario cittadino del partito a Torino, commentando gli sviluppi investigativi resi noti dalla Questura.
«Leggiamo di blocchi ferroviari, intrusioni in infrastrutture sensibili, assalti a sedi istituzionali, danneggiamenti e aggressioni alle Forze dell’Ordine. Non siamo davanti a manifestazioni di dissenso, ma – se i fatti saranno confermati nelle sedi giudiziarie – a un metodo organizzato di intimidazione che colpisce l’intera comunità torinese», afferma il senatore Rosso.
«Il diritto a manifestare è sacrosanto e va difeso sempre. Ma non può diventare un alibi per chi pensa di poter violare la legge, devastare beni pubblici e privati o mettere a rischio la sicurezza degli operatori di polizia», aggiunge Fontana. «La libertà di uno finisce dove inizia l’incolumità degli altri».
I due esponenti azzurri sottolineano il rispetto per il lavoro della magistratura e il principio costituzionale della presunzione di innocenza: «Tutti i soggetti coinvolti sono da considerarsi non colpevoli fino a sentenza definitiva. Proprio per questo, riteniamo che l’applicazione di eventuali misure cautelari, quando richieste dagli inquirenti, sia uno strumento previsto dall’ordinamento per tutelare la collettività e garantire che i fatti vengano accertati con serenità».
Rosso e Fontana richiamano poi l’attenzione sui più recenti episodi legati all’ultimo corteo pro Askatasuna: «Siamo preoccupati, però, dalla recente “giurisprudenza” di certa magistratura sull’applicazione delle misure cautelari nei casi in cui siano interessati antagonisti: liberazione di chi dà martellate, calci e pugni ai poliziotti e obblighi di firma concordati. Attendiamo la decisione sul ripristino delle misure cautelari nei confronti di coloro che, secondo le ricostruzioni investigative, avrebbero attentato alla vita di un poliziotto. Parliamo di fatti gravissimi, che non possono essere derubricati a semplice tensione di piazza».
E concludono con una riflessione netta: «Ci chiediamo, con rispetto ma con altrettanta fermezza, se esista ancora un giudice a Torino – parafrasando una celebre espressione – capace di affermare con chiarezza che la legge vale per tutti. Perché se passa l’idea dell’impunità, a perdere non è una parte politica, ma lo Stato stesso».
Gli schemi di intesa preliminare sull’Autonomia differenziata sottoscritti tra il Governo e le Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria sono stati presentati oggi al Consiglio dei Ministri, alla presenza dei Presidenti delle quattro Regioni che hanno avviato il confronto con lo Stato.
Si tratta di un momento istituzionale significativo, che riguarda il riconoscimento alla Regione Piemonte di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in ambiti strategici non collegati ai LEP o per i quali questi risultano già definiti dalla normativa vigente.
Nel dettaglio, gli schemi prevedono l’attribuzione di specifiche funzioni nei settori della protezione civile, delle professioni, della previdenza complementare e integrativa, oltre che della tutela della salute e del coordinamento della finanza pubblica. Si tratta di ambiti ritenuti immediatamente funzionali alla crescita e allo sviluppo del territorio regionale e coerenti con il principio di sussidiarietà.
“Oggi abbiamo compiuto un passo importante per rafforzare il nostro Paese – dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio -. L’autonomia differenziata è prevista dalla Costituzione italiana e rappresenta uno strumento che consente di avvicinare le istituzioni ai cittadini, rendendo più rapide ed efficaci le risposte ai bisogni dei territori. Penso, ad esempio, a una materia strategica come la protezione civile. Il Piemonte è una terra straordinaria ma anche fragile, che deve fare i conti con criticità legate all’assetto idrogeologico, al rischio di alluvioni e agli effetti sempre più frequenti delle calamità naturali. Con l’atto di oggi poniamo le basi affinché il presidente della Regione possa dichiarare lo stato di emergenza direttamente sul proprio territorio, senza dover attendere tempi lunghi per le verifiche da parte del Governo centrale. Un altro esempio riguarda la sanità e la valorizzazione delle professioni sanitarie. In Piemonte, con oltre 1.200 Comuni e vaste aree montane, garantire la presenza dei medici nelle vallate più periferiche è sempre più complesso. Oggi non è possibile prevedere incentivi specifici per chi sceglie di operare nei piccoli centri; con l’attuazione dell’intesa, invece, la Regione potrà valorizzare, anche attraverso risorse proprie, i professionisti che assicurano servizi essenziali nei territori più fragili, garantendo così il diritto alla salute in modo uniforme su tutto il territorio. È un esempio concreto di come questo percorso non divida – conclude il presidente Cirio -, ma al contrario rafforzi l’unità del Paese, migliorando la capacità dello Stato di intervenire in modo tempestivo e vicino alle comunità locali”.
Le intese delineano quindi l’assegnazione alla Regione Piemonte di competenze specifiche in ambiti considerati strategici: dalla protezione civile, con maggiori margini decisionali e operativi nella gestione delle emergenze; al sistema delle professioni, con la possibilità di regolamentare nuove figure professionali di interesse regionale; alla previdenza complementare e integrativa, con l’attivazione di strumenti territoriali dedicati anche al personale pubblico, in particolare sanitario; fino alla tutela della salute e al coordinamento della finanza pubblica sanitaria, attraverso una programmazione economica, tariffaria, organizzativa e strutturale più flessibile, nel pieno rispetto dei livelli essenziali di assistenza definiti a livello nazionale.
“Il passaggio odierno in Consiglio dei Ministri rappresenta un momento importante nel percorso di riconoscimento di ulteriori forme di autonomia alla Regione Piemonte – dichiara l’assessore all’Autonomia, Enrico Bussalino -. Parliamo di competenze che consentiranno una gestione più efficiente di ambiti strategici come la protezione civile, il sistema delle professioni e l’organizzazione delle risorse in ambito sanitario, con l’obiettivo di rendere più rapide ed efficaci le risposte ai cittadini e ai territori. L’autonomia differenziata deve essere uno strumento di responsabilità e di sviluppo, capace di rafforzare la capacità programmatoria delle Regioni senza incidere sull’unità del sistema nazionale e nel pieno rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni”
L’approvazione degli schemi di intesa preliminare costituisce ora il passaggio propedeutico alla trasmissione del testo alla Conferenza Unificata e, successivamente, al Parlamento.
Nuovo passaggio di approfondimento in seconda Commissione a palazzo Lascaris per il disegno di legge “Cresci Piemonte”, dedicato alla semplificazione delle procedure urbanistiche e all’accelerazione degli investimenti. Durante i lavori, presieduti da Mauro Fava, il consigliere Fabrizio Ricca (Lega) ha chiesto l’invio di ulteriori osservazioni scritte da parte del Comune di Torino, audito recentemente insieme ad Ance Piemonte nell’ambito dell istruttoria del provvedimento. Era stato lo stesso Ricca a richiedere le osservazioni in forma scritta.
L’assessore regionale all’Urbanistica Marco Gallo ha sottolineato che “i tempi sono ormai maturi per portare il testo all’approvazione del Consiglio regionale”.
La riforma punta a ridurre sensibilmente i tempi delle varianti urbanistiche, introdurre strumenti di monitoraggio e favorire l’utilizzo rapido delle risorse europee, nazionali e del Pnrr.
Dalle audizioni è emerso un orientamento favorevole: il Comune di Torino, con l’intervento dell’assessore Paolo Mazzoleni, considera positivo il riordino delle procedure con termini certi e maggiore coordinamento con le valutazioni ambientali, mentre Ance Piemonte, con il presidente Antonio Mattio, apprezza l’introduzione di scadenze perentorie lungo l’intero iter autorizzativo, ritenute essenziali per garantire stabilità al settore delle costruzioni e attrarre nuovi investimenti sul territorio.
