POLITICA- Pagina 273

Sanità, Pd: “Oltre gli annunci niente”

«Ad aprile 2021 la Giunta Cirio annunciava trionfalmente il finanziamento Inail per otto nuovi ospedali. Così si poteva leggere sul comunicato della Regione:  “l’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi non nasconde la sua soddisfazione per un risultato di quasi due anni di intenso lavoro con i vertici dell’Inail e del Ministero. Gli investimenti dell’Inail avvalorano la bontà del nostro piano di edilizia sanitaria e ci consentiranno di procedere con celerità nella realizzazione di nuovi ospedali che sono di vitale importanza per la sanità piemontese”.

Il punto veniva rilanciato nella conferenza stampa di inizio anno, 4 gennaio 2022, dal presidente Cirio: “prosegue l’iter per i nuovi ospedali”.

Com’era ampiamente previsto (e denunciato dalle opposizioni), quello di Inail non era che un bluff, l’ennesimo annuncio frettoloso a cui non sono seguiti i fatti e così, prima a Cuneo ed ora ad Alessandria, si arriva a parlare di partenariato pubblico privato e ipotesi di manifestazioni di interesse. Come dire: siamo a zero.

Mancano completamente indicazioni sulle condizioni finanziarie di un partenariato e persino una decisione netta sulla localizzazione. Non solo ad Alessandria purtroppo: VCO, Torino sud (AslTO5), eporediese…

Nella conferenza stampa il Presidente Cirio affermava: “Mi hanno insegnato fin da piccolo che le cose che si cominciano si finiscono”. Dopo tre anni, sarebbe ora di cominciarne qualcuna». .

Domenico RAVETTI, Consigliere regionale Pd

Daniele VALLE, vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte

Alberto Soressi e la bella politica

 

Trenta giorni come sindaco della propria città sono pochi, quasi niente.

Eppure sono bastati ad Alberto Soressi, morto per una feroce malattia dopo essere stato eletto sindaco di Omegna, per lasciare un segno che rimarrà indelebile nella memoria collettiva del capoluogo del lago d’Orta. Alberto Soressi era un amico. Ci conoscevamo da tanto tempo, eravamo coetanei, avevamo le stesse idee, i medesimi sogni. Eravamo compagni, nome bello e antico che non va lasciato in disuso. Il termine deriva dal latino “cum panis”, accomunando coloro che mangiano lo stesso pane. Chi lo fa condivide anche l’esistenza, con tutto quello che comporta: gioia, lavoro, lotta e anche sofferenze. E’ un grande dolore, non averlo più con noi. Il più grande rammarico è di esserci persi troppo di vista negli ultimi anni. Generoso, altruista, sensibile, colto. Una persona perbene che , nonostante il dolore della malattia non gli desse tregua, ha voluto impegnarsi senza risparmio in una impresa che sentiva necessaria, utile alla sua città, all’Omegna che immaginava degna di Gianni Rodari, vicina e accogliente per i più piccoli e gli ultimi. Era animato da una volontà e voglia di vivere che mi hanno ricordato una bella canzone di Roberto Vecchioni: “..la vita è così forte che attraversa i muri per farsi vedere; la vita è così vera che sembra impossibile doverla lasciare; la vita è così grande che quando sarai sul punto di morire pianterai un ulivo convinto ancora di vederlo fiorire”. Mancherà innanzitutto alla sua famiglia e a chi gli ha voluto bene. Ha dimostrato quanto può essere bella la politica, quanto può essere utile per governare e autogovernare il destino delle persone. Perché è un grande strumento di cambiamento se si alimenta con i valori, la tensione, la passione, l’ ispirazione. Questa è la sua eredità. Per esserne degni occorre innanzitutto non disperderla.

Marco Travaglini

Altri fogli di via a Extinction Rebellion, Grimaldi (LUV): Misure di sproporzionata durezza

 

“Ci aspettavamo che i toni si alleggerissero e i 5 fogli di via gia emessi fossero revocati, invece la Questura ne assegna altri 12 della durata di un anno. Tutti a persone che solidarizzavano in strada verso un’azione non violenta, senza alcun disturbo della quiete, interruzione di servizio, danno a persone o cose. Una misura di pura repressione del dissenso priva di alcuna giustificazione” – commenta il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi e dirigente nazionale di Sinistra Italiana, Marco Grimaldi.

“Un foglio di via a persone che vivono, studiano, pagano affitti e lavorano a Torino significa perdere il lavoro, saltare una sessione di esami, interrompere relazioni e affetti” – prosegue Grimaldi. – “È una misura che andrebbe usata solo in caso di grave e accertata pericolosità. Adesso basta, chiediamo un confronto e un chiarimento”.

Le elezioni aspettando Godot

Ma perché la Nancy Pelosi non è rimasta  a casa sua? Se proprio, ma proprio voleva farsi una vacanza il mondo è pieno di località turistiche.  A momenti faceva scoppiare la terza guerra  mondiale.  C’è chi grida al complotto di misteriosi poteri mondiali. Non sono sicuramente un esperto di questioni mondiali o dirsivoglia problemi internazionali.
Ma mi sembra tutto governato da caos ed approssimazione. Mi sembra che Nancy Pelosi sia andata a Formosa punto e basta senza pensare alle conseguenze evidenziando l’ignavia  del Presidente degli States Biden. Non siamo in mani sicure.
La situazione è ballerina anche nel nostro Paese. Giorgia Meloni si sente già Presidente del Consiglio e vuole schierare la marina italiana in acque internazionali per impedire gli sbarchi clandestini. Qualcuno in Forza Italia le ha fatto presente che sarebbe considerato un atto di guerra. Non sono messi molto bene i Moderati nel centro destra e tra poco, non saremo messi bene manco noi italiani. Matteo Salvini fa di tutto per visibilità e vuole assicurazioni su fatto che lui e alcuni suoi sodali facciano i Ministri. Il resto poco gli importa. Berlusca decisamente assente e sonnacchioso nel senso letterale del termine.  Lo voglio proprio vedere questo film di lui Presidente del Senato. Eppure non ci sono Santi, il centro destra vincerà: il centro destra con due variabili.  Affluenza alle urne e quantità e qualità della vittoria. Concretamente? Gli stessi sondaggisti lo dicono : il 50% dice di essere indeciso nella scelta.  Chi dimostra di avere una pazienza da certosino è Enrico Letta. Se accontenta la Sinistra sbrindellata fa arrabbiare Calenda e se accontenta Calenda fa arrabbiare la sinistra sbrindellata. Un Pd che non ha scelto di essere carne né pesce. In fondo non è colpa sua. Un destino cinico e baro lo ha perseguitato. Ora un Pd donatore di sangue visto che molti captaz non del PD verranno eletti nelle liste dem. L’incognita rimane per i collegi uninominali. Basta un voto di differenza, e il tutto può cambiare. I vertici del PD piemontese sono accampati a Roma per la formazione delle liste.  Tanto chi deciderà sarà Enrico Letta con alcuni suoi accoliti, generalmente ministri o ex ministri.  Un Enrico Letta che già si è imposto.  Candidatura blindata per Mauro Berruto ex campione di pallavolo, amministratore delegato della Scuola Holden tra sport, cultura e management.
Bella scelta, indubbiamente. E le sezioni territoriali?  Non contavano nulla ieri e non conteranno nulla domani. Blindata Anna Rossomando e Mauro Laus cui verrà assegnato un collegio uninominale sicuro.
Manca poco al 20 Agosto. Un po’ di pazienza non guasta con l’unica certezza che il territorio poco contata.  Rimane un 15 % da spartirsi tra Matteo Renzi e pentastellati. Loro hanno una sola certezza. I soli parlamentari saranno eletti nel proporzionale. Insomma, con due conti a spanne poca roba.  Conteranno pochissimo, anzi niente. Del resto a Giuseppe Conte che gli frega , lui sicuramente sarà eletto. E  a Matteo Renzi che gli frega. Lui spazia dall’Arabia al Mondo e qualche volta si ferma in Italia giusto per dare un bacio a moglie e figli. Non volendolo lasciare solo si aggiunge Calenda che, in fondo, è rimasto il bambino di Cuore. Vuole sempre fare il primo della classe non sapendo che non potrà mai essere il capo classe. Vagheggia il 15%. Più precisamente delirante vagheggia il 15 % .
Fosse anche  avrà meno eletti che con il 7% e l’accordo nel Pd.  In fondo ognuno è libero di suicidarsi come meglio crede. Politicamente parlando, s’intende. Che succederà a Torino?  Per ora nulla.  Tutti ad aspettare Roma. Ho paura che questo aspettare si protrarrà per molto tempo . Come Aspettando Godot, attendere qualcuno che non arriverà mai.
Patrizio Tosetto

Elezioni: Ruffino “Italia ostaggio dei veti dei Verdi, noi siamo per lo sviluppo”

“Quando non si hanno argomenti validi, quando non si ha una vera strategia elettorale, per Bonelli e compagni vari basta solo demonizzare l’avversario dicendogli che è fascista”. Dichiara in una nota la deputata di Azione, Daniela Ruffino. “L’Italia è da anni ostaggio di questi signornò di estrema sinistra, no alla Tav, no ai rigassificatori, no ai termovalorizzatori, no a tutto. Per loro l’ideale è l’età della pietra così i Verdi, che non sono neanche quattro gatti è l’unica cosa che hanno di verde è il colore nel simbolo, sono felici e bloccano lo sviluppo sociale e economico di un paese intero che è nel G7. Per fortuna l’alleanza con questi soggetti è finita prima di iniziare. Il nostro Paese merita tutto lo sviluppo possibile e se per ottenerlo dobbiamo militarizzare le opere contro i vandali dei centri sociali che si faccia! A Letta lasciamo volentieri questi scellerati compagni di viaggio, nostalgici di Neanderthal”, conclude.

Paragone a Torino, il firma day di Italexit per l’Italia continua

Mercoledì 10 agosto

“È una raccolta firme ricca di insidie e di tanta burocrazia, deve essere effettuata non solo in tempi brevissimi in piena estate a 40 gradi con le città semi deserte, ma occorre trovare a Ferragosto: certificatori, ossia avvocati, cancelliere, consigliere comunale” sostiene il coordinatore nazionale di Italexit, il torinese Luciano Bosco.
Il segretario nazionale di ITALEXIT per l’Italia sarà presente a Torino gia’ al mattino presso il mercato di Santa Rita tra gli ambulanti e la gente impossibilitata ad andare in ferie, breve sosta poi al ristorante Arsenico Bistrot al Quadrilatero ed infine concluderà la giornata a partire dalle ore: 17.00 sempre con la raccolta firme c/o il Jazz Club Torino (Piazzale Valdo Fusi).
“Insomma una prova di forza tra autoritarismo e democrazia e noi sappiamo da che parte stare”.
Così in una nota il leader di Italexit per l’Italia il senatore Gianluigi Paragone.

Ferrovie: Gariglio (Pd), Mims disposto a rivedere progetto Ivrea – Aosta

“Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile si è reso disponibile a valutare l’ipotesi di un progetto meno impattante per l’elettrificazione della linea ferroviaria Aosta – Ivrea nel tratto urbano di Ivrea, venendo quindi incontro alle richieste dell’amministrazione comunale che ha approvato una mozione unitaria per limitare i disagi della comunità, riducendo l’impatto ambientale dei lavori”: è quanto dichiara Davide Gariglio, capogruppo Pd in Commissione Trasporti di Montecitorio, sull’incontro che si è svolto oggi, lunedì 8 agosto, al Mims ed a cui hanno partecipato il sindaco di Ivrea Stefano Sertoli, il capo della Struttura tecnica di Missione del dicastero, prof. Giuseppe Catalano e lo stesso Gariglio.

“Il Ministero ha dichiarato che l’ipotesi di non elettrificare la galleria che corre sotto Ivrea, lunga circa un chilometro, e di farvi transitare treni bimodali, cioè alimentati anche a batteria, é tecnicamente fattibile. Il Ministero si é riservato di approfondire gli aspetti finanziari e pratici della soluzione avanzata dal Comune di Ivrea. Siamo comunque fiduciosi di poter raggiungere un accordo che possa ridurre notevolmente i tempi di esecuzione e coniugare una infrastruttura efficace con la salvaguardia del patrimonio storico e paesaggistico di Ivrea”: conclude Davide Gariglio.

Il ritorno di Chiara Appendino: “Il Movimento è la mia casa. Mi candido in Parlamento”

L’ex sindaco di Torino Chiara Appendino si candiderà per i Cinquestelle al Parlamento. “Il Movimento è la mia casa politica, sono orgogliosa di farne parte. E quando sei parte di qualcosa devi avere il coraggio di metterti in gioco, anche nei momenti più difficili. Giustizia sociale, crisi economica e ambientale, diritti e donne, lavoro, giovani e precariato sono i temi principali per i quali continuerò a battermi”, ha detto l’ex sindaca che si presenterà alle elezioni insieme a Giuseppe Conte.

Giachino a Zangrillo: senza Damilano il Centro Destra rischia

Giachino a Zangrillo, il Centro Destra quando ha messo veti o ha vinto male o ha perso. Il Centro Destra più sarà inclusivo più potrà vincere bene e fare le cose che servono per rilanciare un Paese che viene da vent’anni di bassa crescita e un Debito Pubblico enorme.

Invece l’Italia ha bisogno di un Governo serio competente in grado di attuare nei tempi previsti quasi 40 miliardi l’anno di investimenti, di dare risposte alle imprese , a chi non ha lavoro, ai giovani che dopo gli studi non trovano opportunità importanti a alle Periferie dimenticate dalle amministrazioni di sinistra e grilline e che oggi si trovano senza sicurezza e senza lavoro.
Senza gli oltre 30.000 voti di Torino bellissima di Paolo Damilano e delle liste civiche collegate è più difficile vincere bene sia Domenica 25 settembre che alle prossime regionali.
Come nel 94 il Centro Destra si apra alle candidature della società civile torinese che a partire dalla TAV ma non solo , sono state determinanti a salvare l’opera più importante per il futuro di Torino e del Piemonte.
Torino con la Marcia dei 40.000 diede la svolta alle relazioni industriali, con la grande Piazza SITAV a ha sconfitto vent’anni di NO a Tutto che hanno rallentato la economia e i lavoro nel nostro Paese.
Mentre a sinistra le liti e i personalismi stanno dominando e togliendo ogni credibilità, il Centro Destra sia aperto a candidature di qualità, di competenza e di passione civile.
 
Mino Giachino
SITAV

“Il Comune di Torino contro la partecipazione popolare?”

UN APPELLO PER LA DEMOCRAZIA

Ci accingiamo ad affrontare queste importanti elezioni politiche con una legge elettorale che esprime una rappresentanza falsata, essendo in buona parte basata su collegi uninominali, dove chi vince piglia tutto, e con candidati e candidate decisi dai vertici dei partiti. Esse, per la prima volta dal 1919, si svolgeranno nel mese di settembre, con modalità assurde, che comportano l’obbligo di raccogliere centinaia di firme, con relativa autentica, nell’arco di un tempo irrisorio e in pieno mese di agosto. Saranno così tutelate solo le forze politiche già presenti in Parlamento, o che riusciranno, attraverso spericolate alleanze, a farsi imprestare il simbolo elettorale.

In questo quadro, DOBBIAMO PURTROPPO DENUNCIARE CHE IL COMUNE DI TORINO NON ADEMPIE AI PROPRI COMPITI ISTITUZIONALI.

Esso infatti sta rallentando inspiegabilmente le procedure per autorizzare i funzionari comunali che ne facciano richiesta ad autenticare le firme necessarie alla presentazione elettorale.

Assistiamo così a ritardi inammissibili nel protocollare i documenti, fino a sentirci dire   dalla stessa Segreteria del Sindaco, a fronte delle nostre rimostranze, di rivolgerci agli uffici competenti. Sapendo che, essendo venerdì, fino a lunedì non se ne parla.

Il Sindaco Lo Russo non può cavarsela in questo modo pilatesco poiché riteniamo che sia in primo luogo sua la responsabilità di garantire il rispetto dei diritti democratici nella città che deve rappresentare.

Protestiamo quindi contro l’atteggiamento dilatorio del Comune di Torino e chiediamo che esso si impegni immediatamente a far sì che le procedure di autorizzazione si svolgano in tempi rapidi ed adeguati. Diversamente, riteniamo che il Sindaco si renderà responsabile del mancato adempimento dei propri doveri istituzionali.

Non è una questione astratta: in ogni collegio vanno raccolte 750 firme, tassativamente entro il 22 agosto. Ogni giorno in meno disponibile per la raccolta rischia di vanificare gli sforzi a cui siamo costretti da un meccanismo iniquo e scarsamente democratico, peggiorato da un decreto apposito che costringe praticamente solo noi alla raccolta delle firme.

Chiediamo quindi al Sindaco di agire immediatamente per sbloccare la situazione e chiediamo un sostegno a tutti e tutte coloro che hanno veramente a cuore la salvaguardia dei meccanismi democratici, e che rifiutano la logica di porre sbarramenti artificiali all’espressione e alla rappresentanza delle idee che percorrono il Paese.

Unione Popolare Torino