
Stefano Risso, Federico Marchesano e Enrico Negro giovedì 8 ottobre sul palco del Cinema Massimo di Torino in occasione della prestigiosa rassegna cinematografica, giunta alla XVIII Edizione
Giovedì 8 ottobre i tre artisti della neonata etichetta Solitunes Records – i contrabbassisti Stefano Risso e Federico Marchesano e il chitarrista Enrico Negro – si esibiranno in tre performance sul palco del Cinema Massimo di Torino, uno dei luoghi del festival CinemAmbiente. Un’occasione importantissima per toccare da vicino la filosofia Solitunes, che passa dallo slogan ormai conosciutissimo “Solo dischi in solo” a quello più pertinente per una serata live, ovvero “Solo concerti in solo”: Risso, Marchesano e Negro suoneranno da soli un set a testa, prima della proiezione finale dei corti della giornata. La 18ma edizione di CinemAmbiente, festival che per primo in Italia ha presentato e promosso il cinema ambientale, si tiene a Torino dal 6 all’11 ottobre. CinemAmbiente è diretto da Gaetano Capizzi e organizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e dall’Associazione CinemAmbiente. Il bando di concorso, rivolto a film a tematica ambientale prodotti dopo il 1mo gennaio 2013, si è chiuso il 15 luglio 2015. Sono stati visionati per la selezione circa 1000 film provenienti da tutto il mondo.
“Un’isola deserta, un musicista, un microfono. Una dichiarata discriminazione di numero, mai di genere. Dovunque la musicalità porti il suo autore: alla canzone o alla musica astratta, a una linea sola o a più voci sovrapposte. Immagina un autoritratto. Un autoritratto in musica. E poi mettiti in ascolto”. Non poteva essere più allettante la presentazione di una nuova casa discografica che senza mezzi termini espone la sua filosofia operativa, prendendo spunto dalla visione di un microfono e un musicista in solitudine su un’isola deserta. E’ il grande desiderio di Solitunes Records, nata a Torino con un obiettivo preciso, pubblicare solo dischi realizzati in solitudine da unici musicisti. I tre fondatori di Solitunes si esprimono in contesti collettivi, tra improvvisazione, jazz, contemporanea e musica di frontiera, ma conoscono a fondo le potenzialità e il fascino della musica “in solo”: Federico Marchesano e Stefano Risso (entrambi contrabbassisti e compositori) insieme a Francesco Busso (ghirondista attivo in campo folk e grafico).
L’etichetta documenta il percorso interiore, compositivo ed esecutivo di un unico musicista, senza vincoli di genere, alla ricerca della propria voce o del proprio suono, e i primi tre titoli sono una dimostrazione eccellente del lavoro di Solitunes: Tentacoli di Stefano Risso, The Inner Bass di Federico Marchesano e La memoria dell’acqua di Enrico Negro. “Solo dischi in solo” è la spina dorsale di una dichiarazione di intenti, accompagnata da un manifesto programmatico: settantatre punti variabili e suscettibili di contraddizioni, eccezioni e negazioni, come il 28-29 (Preferenzialmente i dischi Solitunes possono essere fatti da figli unici di figli unici; I non figli unici dovranno invece pubblicare dischi di un(d)ici brani) e il 50 (Solitunes per i mancini diventa Senutilos), che verranno puntualmente lanciati e commentati sulle pagine web di Solitunes.
Stefano Risso (contrabbasso)
Federico Marchesano (contrabbasso)
Enrico Negro (chitarra)
Dal 7 ottobre al 4 novembre torna “Di diritto e di rovescio”, la rassegna cinematografica annuale della Consulta Femminile regionale in collaborazione con Aiace Torino. Tre le pellicole, che raccontano altrettante storie al femminile, diverse per epoche e ambientazioni. La rassegna viene proposta a Torino, Fossano e Asti. Primo appuntamento mercoledì 7 ottobre, alle ore 20.00 al Cinema Centrale di Torino, con il film Mia madre. Diretto da Nanni Moretti, racconta la storia di Margherita – interpretata da Margherita Buy – una regista di successo in crisi che deve anche affrontare la malattia della madre, la fine di una relazione, il rapporto con la figlia adolescente. Lo stesso titolo verrà proposto mercoledì 28 ottobre, alle ore 20.00 presso la sala Cine-Teatro I Portici diFossano. È ambientato a New York il secondo titolo in cartellone, mercoledì 14 ottobre (ore 20.00), al Cinema Lux di Torino, Le signore dello stile: le protagoniste sono sette donne newyorkesi, tra i 62 e i 95 anni, accomunate dall’amore per lo stile e dalla capacità di offrire ciascuna un particolare punto di vista su come superare le difficoltà della vita. L’ultimo appuntamento torinese, mercoledì 21 ottobre (ore 20.00) presso il Cinema Classico, sarà con Dancing with Maria, opera prima del regista Ivan Gergolet, presentato alla Settimana Internazionale della Critica a Venezia. Il documentario racconta la storia di Maria Fux, la celebre e affascinante danzatrice argentina. Lo stesso titolo verrà proposto mercoledì 4 novembre, alle ore 20.00 presso la Sala Pastrone di Asti. Tutte le proiezioni sono gratuite fino a esaurimento posti. Gli inviti per ciascuna delle tre proiezioni a Torino sono in distribuzione presso Aiace, in Galleria Subalpina 30, dal venerdì precedente l’evento. Gli inviti per le proiezioni in Regione a Fossano e Asti sono prenotabili telefonicamente presso l’Aiace (tel: 011.538962 – 011.5067525 )
Liguria e Regno di Sardegna uniti dopo il Congresso di Vienna: è stato questo l’argomento centrale del convegno che si è tenuto lunedì 5 ottobre a Torino presso l’Aula del Consiglio regionale del Piemonte. Caduto Napoleone, le potenze europee si riunirono a Vienna (1814-1815) dando inizio all’epoca della Restaurazione. Tornata Casa Savoia sul proprio trono, nel Congresso si decise il rafforzamento del Regno di Sardegna attraverso l’unione con Genova e il “Genovesato”.
Lunedì 5 ottobre Torino ha vissuto un’ emozionante, unica esperienza: Geraldine Chaplin è la straordinaria ospite della nostra città, dove si fermerà due giorni per girare, all’interno del Museo del Cinema di fronte al Moloch e sul terrazzo della Mole , alcune scene del film di Louis Nero “The broken Key”.La conferenza stampa si è svolta presso il Museo Nazionale del Cinema, presenti Paolo Tenna, A.D. di FIP, Paolo Manera, Direttore di Film Commission Torino Piemonte, Paolo Damilano, Presidente di Film Commission e del Museo Nazionale del Cinema, Alberto Barbera, Direttore del Museo e alcuni dei protagonisti del film. Fra questi ultimi Andrea Cocco,il protagonista principale,Diana Dell’Erba, Walter Lippa, Marco Deambrogio. Ma la vera,unica grande e attesa protagonista era lei, Geraldine Chaplin. 
Si sentirà anche questa volta il ritornello: “Torino perde un pezzo alla volta”. In effetti la notizia che il colosso anglo-olandese Unilever ha acquisito la celeberrima azienda artigianale dei gelati Grom, un certo effetto lo fa. La storia di questo brand tutto subalpino è nota: la prima gelateria Grom venne aperta sotto la mole nel 2003 da due amici, Federico Grom e Guido Martinetti. Questo geniale esperimento, allora finanziato con poche migliaia di euro, tanto per partire, ha fruttato molto: oggi i negozi della catena sono 67 non solo a Torino e in Italia ma in tutto il mondo. L’azienda tranquillizza: “Il business Grom rimarrà autonomo e continuerà a essere gestito da Federico e Guido, sempre da Torino”. I dipendenti, leggendo la notizia sul giornale si interrogano legittimamente su quale saranno i possibili cambiamenti per il loro futuro lavorativo. Ma sulla bontà dell’operazione interviene anche un manager di successo, Marco Boglione, manager di Robe di Kappa e BasicNet, che ha dichiarato ai giornali: “Avrei fatto la stessa cosa”. Saranno gli sviluppi della vicenda a dimostrare se l’operazione darà ricadute positive o meno sulla città.
Una 7 giorni ricca di eventi dove l’eccellenza del Teatro di Figura internazionale si confronterà con opere della letteratura e del teatro classico e contemporaneo. Dal 6 al 12 ottobre si assisterà ad un susseguirsi di compagnie provenienti da Giappone, Turchia, Francia, Germania e naturalmente dall’Italia, rappresentazioni che andranno dal racconto dell’affascinante viaggio di Gulliver attraverso il teatro delle ombre fino ad arrivare alle fiabe dei fratelli Grimm, esplorate attraverso l’uso della materia carta. Ricca la presenza e la commistione di diverse tecniche come il teatro d’oggetti, il teatro d’ombre, il teatro gestuale, di marionette e burattini per offrirci differenti visioni del rapporto Letteratura/Teatro di Figura. Continua inoltre la collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, che andrà a concludere il festival omaggiando il maestro d’animazione cinematografica giapponese Hayao Miyazaki. Tra gli appuntamenti fissi della rassegna è presente il PIP –Progetto Incanti Produce ed il progetto CANTIERE che quest’anno si è svolto in collaborazione con la Scuola Holden di Torino, il Teatro del Buratto di Milano e Is Mascareddas di Cagliari. Novità del 2015 è anche il progetto PAB# Progetto Accademia che si occupa di fare da ponte tra le principali scuole europee di Teatro di Figura e la città di Torino. Numerosi sono anche gli eventi collaterali che la rassegna propone.
Sarà una celebre opera di Bertold Brecht, “Vita di Galileo” a inaugurare la stagione 2015-2016 del Teatro Stabile di Torino, al teatro Carignano di Torino, martedì 6 ottobre prossimo, alle 19.30. Con questo grandioso affresco, composto di ventisei interpreti e tre musicisti dal vivo, Lavia affronta per la prima volta, come regista e interprete, questo dramma di Brecht in uno spettacolo che debutta in prima nazionale. “Vita di Galileo” si apre a Padova nel 1609, dove lo scienziato detiene la cattedra di matematica dal 1592. Proprio qui Galileo viene in contatto con il canocchiale, inventato l’anno precedente in Olanda, e lo perfeziona, giungendo alla sua prima grande scoperta, l’esistenza dei quattro satelliti di Giove. Come pone in evidenza il drammaturgo tedesco nella scena III, si tratta della prima grande prova capace di mettere in crisi il sistema tolemaico, secondo cui il Sole e tutti gli altri pianeti ruotano intorno alla Terra, centro immobile di tutto l’universo.
Secondo una ricerca condotta presso l’ University College di Londra dalla neuroscienziata Eleanor Maguire, il passato è strettamente connesso al futuro, tanto che chi soffre di amnesia e quindi dimentica il passato, non riesce più nemmeno ad immaginare e a prospettarsi un futuro.
Uniti, all’angolo con Via Sacchi, proprio dove stava passando il tram della linea 9 sbarrato. Fortunatamente il manovratore, accortosi in tempo dell’insano gesto dell’uomo, riuscì ad evitare la tragedia; stordito ma incolume, Giovanni si rialzò tra le urla spaventate dei passanti e si allontanò velocemente.
Era invece la sera del 14 settembre sempre del 1957, quando l’ospedale Martini ospitò la donna che al tempo venne considerata la più bella della città. Quella sera infatti, giunse al Pronto Soccorso, in seguito ad una violenta aggressione subita da una sua amica, Mira Pillon, la diciannovenne eletta (qualche mese prima) “Miss Torino”.
aver aggredito e minacciato con una pistola il benzinaio di 28 anni, Eugenio Campia. L’episodio avvenne davanti al chiosco di benzina di Strada Settimo 14, di proprietà del signor Campia. Domenico Corati giunto al chiosco per fare benzina, chiese al benzinaio 1000 lire di “normale” ma, al momento di pagare, il conto risultò essere di 2865 lire poiché gli era stato fatto il pieno. Domenico cominciò a protestare e a rifiutarsi di pagare e quando il proprietario del chiosco minacciò di chiamare la polizia, il commerciante tirò fuori una pistola da sotto il sedile della sua macchina. Il benzinaio, senza farsi intimidire, cercò di strappare l’arma dalle mani dell’uomo e tra i due iniziò una violenta lotta che terminò con il sopraggiungere della polizia avvisata da alcuni passanti. Il signor Corati venne portato al commissariato Barriera di Milano dove venne arrestato con l’accusa di tentata rapina e porto abusivo d’armi. Al benzinaio non venne mai pagato il pieno.
Il 23 settembre 1992 una macabra storia interessò le pagine di cronaca della città. Il pomeriggio di quel giorno venne ritrovato, all’interno di un congelatore, situato in una cascina di None, il corpo senza vita di Graziano Bausa, un quarantacinquenne residente in quella cascina con la sua famiglia. L’uomo venne ucciso tredici mesi prima dalla moglie Grazia Fichera, 43 anni, dal figlio Vito di 18 anni, dalla figlia Maria Franca di 20 anni e da una sua amica, la ventiquattrenne Romilda Odin. I quattro addormentarono l’uomo facendogli ingerire un potente sonnifero sciolto nella minestra, poi una volta che l’uomo si fu addormentato, gli somministrarono tramite una siringa, una dose letale di eroina. Dopo averne constatato la morte, misero il corpo dell’uomo all’interno di un congelatore, immergendolo completamente in una soluzione di acido muriatico così da accelerarne i tempi di decomposizione. Il corpo senza vita dell’uomo rimase nel congelatore (posto tra l’altro tranquillamente contro una parete della cucina), per ben tredici mesi, fino a quando i carabinieri non intercettarono (per caso) una telefonata tra Grazia Fichera e un tossico dipendente, Marcello Fornerone, un uomo che gli agenti stavano da tempo tenendo d’occhio per altri motivi. Durante la chiamata, la donna offriva dei soldi a Fornerone (venuto a conoscenza del fatto poiché amico intimo di Romilda Odin), affinché si liberasse del congelatore con dentro il cadavere di suo marito. Quando i carabinieri giunsero sul posto trovarono i resti dell’uomo all’interno del congelatore; la madre ed i figli dichiararono di aver compiuto il folle gesto poiché non sopportavano più il comportamento violento dell’uomo e confessarono inoltre, di aver mascherato la sua sparizione dicendo a parenti e amici che Graziano era scappato in Brasile con l’amante.