La manifestazione è di scena a Eataly Lingotto in via Nizza
Gli appuntamenti a tavola con l’Oste della Bon’Ora
Venerdì 21 aprile | dalle ore 19.00 alle ore 22.00
Sabato 22 aprile | dalle ore 12.00 alle ore 22.00
Domenica 23 aprile | dalle ore 12.00 alle ore 21.00
A Eataly Lingotto verrà a trovarci Massimo Pulicati, l’Oste della Bon’Ora di Grottaferrata (Roma), che proporrà la pasta alla Carbonara. Nel Dehors di Eataly si potrà gustare a pranzo e a cena uno dei piatti più tradizionali della cucina romana e non solo.
La carbonara di mare di Pasquale Torrente
Da venerdì 21 a domenica 23 aprile
Dalle ore 11.45 alle ore 15.15 e dalle ore 18.45 alle ore 22.15
Lo chef ospite per tutto il mese di aprile nel Temporary Restaurant di Eataly, Pasquale Torrente, del Ristorante “Al Convento” di Cetara (SA), proporrà una squisita carbonara di mare, un omaggio alla costiera amalfitana.
Le degustazioni gratuite
Da venerdì 21 a domenica 23 aprile | dalle ore 10.00 alle ore 21.00
Alcuni grandi pastifici artigianali del Belpaese verranno a trovarci in negozio durante il weekend di festa: al piano terra, ci sarà la possibilità di provare in degustazione gratuita le eccellenze della pasta fresca di Antignano, Michelis, Alfieri, Campofilone e Antica Madia.
I piatti speciali
Sabato 22 aprile | dalle ore 18.45 alle ore 22.15
Domenica 23 aprile | dalle ore 11.45 alle 15.15
Tra i fornelli dei Ristorantini di Eataly Lingotto si cimenteranno i cuochi di alcuni ristoranti della nostra regione, preparando dei piatti speciali con gli ingredienti tipici della carbonara.
– Ristorantino Michelis, Mondovì (CN) | Al Ristorante della Pasta
– Les Petites Madeleines, Torino | Al Ristorante delle Verdure/Sa&Fo
– H-D Da Ivan, Magliano Alpi (CN) | Al Ristorante della Carne
– Chef Fabio Morisetti | Al Ristorante del Pesce
Il tutto arricchito dall’arte dello stornellatore romano Andrea Tarquini, che intratterrà i clienti con le sue canzoni.
E non solo: nel Dehors di Eataly LIngotto ci sarà il carretto di FOL, il negozio Pop Corn Gourmet di Torino, che proporrà diverse versioni di pop corn, da quelle al caramello, a quelle al cioccolato e cocco. Inoltre, l’Agrigelateria San Pé, al piano terra di Eataly Torino Lingotto, proporrà lo zabaione caldo e la coppa San Bajon.
Gli appuntamenti per i più piccoli
Venerdì 21 aprile | Gratuito
Dalle ore 17.00 | Per i bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni
Le festività pasquali sono finite, ma non per tutti: nel pomeriggio del 21 aprile, durante “Hai ancora voglia di cioccolato?” i bambini si trasformeranno in piccoli detective, con una caccia all’uovo molto particolare. Quiz, indovinelli e prove di abilità per arrivare per primi al bottino: gustosi ovetti di cioccolato nascosti qua e là tra gli scaffali del negozio! È necessario prenotare: www.eataly.it, 011/19506801
Sabato 22 aprile | Dalle ore 15.00 alle ore 18.00
Appuntamento per tutta la famiglia: i volontari dell’Associazione Outsider Onlus, che da 186 anni sostiene le persone con disabilità, dipingeranno e decoreranno le uova sode di gallina. L’appuntamento è gratuito. Sarà naturalmente possibile effettuare una donazione libera all’Associazione.


VENERDÌ 21 APRILE nel corso del pomeriggio dimostrazioni di decorazione floreale con avanzi di potatura a cura del noto flower designer londinese Ercole Moroni















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sta per attraccare al molo. Più che vederlo lo s’intuisce, complice la nebbia che avvolge quel tratto di lago, dal singhiozzare strozzato della sirena. Annuncia la sua presenza prima ancora che s’intravveda la sua mole biancastra. Pochi minuti e, con rapida manovra di sagole, verrà fissata la fiancata ai piloni d’attracco consentendo al signor Alvaro di far scorrere la passerella dal molo all’imbarcazione. 
tratta del settimanale più collezionato d’Italia. La zia Nina ci teneva tanto alle sue copie della Domenica del Corriere, nata come inserto domenicale del Corriere della Sera, nel 1899, recapitata in omaggio agli abbonati del quotidiano ma anche venduta separatamente in edicola al prezzo iniziale di 20 centesimi.Il successo era dovuto al semplice fatto che, a differenza dei quotidiani dell’epoca, la Domenica del Corriere dava ampio spazio alle fotografie e ai disegni. Così, anche il fornaio Adelmo Brovelli e il boscaiolo Teresio Ognissanti, analfabeti loro malgrado, potevano farsi un’idea dei fatti del mondo mentre la zia e le sue amiche leggevano con avidità le cronache e gli articoli di grandi firme come Indro Montanelli che diresse il giornale fino al 1946.E’ sempre stato divertente guardare la tavole a colori e leggere le didascalie. Gran parte sono dedicate alle montagne, agli alpini, all’eroismo della grande Guerra e alle disgrazie. Curiosità e propaganda si mischiano e rendono bene l’idea di cosa si intendesse comunicare all’epoca. Mi fa sorridere la storia dei turisti assaliti da aquile sul Mottarone, illustrata da Beltrame sul numero che uscì a metà maggio del 1931. Anche la didascalia che accompagna il disegno offre l’immagine di una lotta senza quartiere: “Un gitante, suo fratello e la sua figlioletta, soffermatisi a riposare durante una escursione sul Mottarone, in località di dove si domina la vallata del Lago d’Orta, vennero assaliti da tre aquile, una delle quali tentò di ghermire la bambina, I due uomini iniziarono una battaglia a colpi di bastone, riuscendo, dopo lunga lotta, ad abbatterne e catturarne una, e a mettere in fuga le altre”. E che dire di quest’altra, degli inizi d’agosto di quel medesimo anno? “ Mentre guidava sul Lago Maggiore, presso Angera, un “fuori bordo„ appena acquistato, un ingegnere milanese, per una falsa mossa, cadeva in acqua e colpito dall’elica annegava. Una signorina che accompagnava l’ingegnere, terrorizzata, non seppe fermare il motore e allora l’imbarcazione prese a girare vorticosamente, evitando per miracolo una barca carica di bambini. Il battello andò poi a sfasciarsi contro la riva”. Morto l’ingegnere, salvi per il rotto della cuffia i pargoli, che fine aveva fatto la signorina che accompagnava lo sfortunato motoscafista? Una domanda che non avrà mai risposta. Girovagando nel sottotetto m’imbatto nello scaffale d’angolo, tra la finestrella dell’abbaino e l’attaccapanni dove giace, impolverato, un vecchio e liso soprabito. Ci sono diversi faldoni per archiviare i documenti. Su ognuno, in bella grafia e a grandi caratteri, è indicato il contenuto. Uno, in particolare, attira la mia attenzione. S’intitola “Lettere da Alpinia” e contiene un po’ di tutto. Mi colpisce una busta ingiallita dal tempo, bordata di fiorellini di un lilla ormai sbiadito. Contiene una
vecchia lettera, scritta a mano da una calligrafia ordinata e ben leggibile. “Nina carissima, oggi Annarella e io,abbiamo visitato il nostro giardino Alpinia. Ti ricordi quante volte ci siamo state,insieme? Ora, nonostante tu non possa ancora muoverti da Baveno ( Ndr. La zia, a quell’epoca, complice una rovinosa caduta, era costretta a casa, “agli arresti domiciliari”, come raccontava a noi nipoti ) e non possa vederlo con i tuoi occhi, non preoccuparti: è sempre una meraviglia! Il dottor Iginio e il giardiniere Tronchetti lo tengono curato come un bijoux, con i vialetti puliti, le aiuole fiorite, ordinate, e tutte quelle piante alpine così minuscole e pure così forti e resistenti. Oggi c’è un bel sole e lo sguardo può sconfinare in Svizzera e sulla pianura padana. Dalla balconata del Belvedere, incombente sul lago Maggiore e sulle isole, si vedevano piccolissime le case di Stresa e Baveno e,ancor più in là, Pallanza e Intra. Nina, con un solo sguardo abbiamo abbracciato le principali vette della Val Grande, dal Togano alla Laurasca, dal Pedun fin giù nel Verbano dove domina la Zeda. E ancora, più in la, il monte Disgrazia,in Valtellina. E le Grigne, all’estremità delle Alpi Orobie che incombono dalla sponda orientale del Lago di Como, fino al Legnone , la cima più alta della zona di Lecco. Che imponenza, tutte queste vette! Che sarebbero i nostri laghi senza i monti? Così, sedute al tavolino dell’Alpino Fiorente, ci siamo dette: dai, scriviamo a Nina! So bene che tu vorresti buttar via le stampelle e incamminarti fin qui.. Ma, vedrai: è solo questione di tempo e di pazienza. Intanto, ti abbracciamo forte! A presto! Tua Clotilde… Ps. ( ti saluta anche Annarella)”.
vedeva la luce “Duxia” poi ribattezzato, dieci anni più tardi, in Alpinia. Un’avventura riassunta nelle lettere, ritagli di articoli, intere pagine delle riviste d’epoca, dettagliatissime mappe, corredate da minute osservazioni a matita e tante foto in bianco e nero e a colori,scattate con le prime Ferrania. Descrizione dei fiori e piante, appunti su semine e donazioni che arrivavano – grazie agli scambi con gli orti botanici universitari – dai quattro angoli del mondo. In alcuni quadernetti la zia aveva diligentemente annotato, tra l’altro, le essenze dell’orto di guerra, dove si coltivavano – tra il 1942 e il 1944 – piante ad uso alimentare mentre il giardino svolgeva un’azione di “portentoso calmante per lo spirito in questi tempi turbinosi”. Storie di piante pioniere, belle e tenaci. Piante montanare, capaci di vivere sul magro, unite strette nel difendersi, cedevoli alle carezze dell’aurora e resistenti all’infuriare della bufera. Le più adatte a rappresentare lo spirito della montagna. Intanto, dall’abbaino filtrano i raggi del sole che, timido, si fa strada tra le nuvole. Sbircio fuori: ha smesso anche di piovere. Prima di ripartire farò un salto al giardino.La zia, ne sono più che certo, approverebbe.