Una passeggiata verde in Barriera di Milano con Orticola

Nella mattinata di sabato 6 giugno, il quartiere Barriera di Milano si è  trasformato in un laboratorio a cielo aperto. Accompagnati dall’Assessora alle Politiche Educative della Città di Torino Carlotta Salerno e dagli esperti di ecologia urbana di Orticola del Piemonte, i partecipanti all’iniziativa, unitamente ai ragazzi e alle ragazze del progetto Barriera Multispecie, hanno esplorato strade, giardini e angoli nascosti del quartiere  per scoprire le specie vegetali e animali che convivono con noi ogni giorno. Si è trattato di un’occasione di gioco, di scoperta e confronto che ha coinvolto giovani e meno giovani, volto alla riscoperta di Barriera di Milano come ecosistema vivo e condiviso.

MM

Giachino: “Lo Russo Non ha rilanciato Torino”

Aumentati il disagio e la precarietà giovani, periferie abbandonate

Sala piena nello storico ristorante Defilippi di Gassino uno dei templi del Boom Economico ottenuto dai Governi De Gasperi e centristi. Negli ultimi venticinque anni l’Italia è cresciuta mediamente dello 0,4 l’anno, l’Europa dello 1,4 gli USA del 2.1. Il debito pubblico è cresciuto a 3.200 miliardi con il costo degli interessi a 90 miliardi  con un forte aumento delle diseguaglianze. 100.000 ragazzi andati all’estero solo negli ultimi 5 anni. Torino è più povera dopo noi, la Caritas lo dice anche LA CISL. I giovani al lavoro tra 16 e 29 anni vedono Torino solo 54a. Per UDC occorre difendere a tutti i costi l’industria, spingere di più sulla Intelligenza artificiale legata all’auto spinta all’aerospaziale e alla digitalizzazione. Per Torino le priorità sono le Alpi, la TAV, la tangenziale , la logistica e cercare una azione sinergica con Lione, Genova e Milano. Grave errore l’aver cercato il dialogo con Askatasuna con i lavori della TAV pressoché fermi dal lato italiano. Troppo accondiscendente con la fuga della Fiat dall’Italia. Grave che gli assessori pagati con i soldi nostri parlino già di liste elettorali senza presentare un BILANCIO DEL LAVORO SVOLTO.
In conclusione SICUREZZA, LAVORO GIOVANI e PERIFERIE sono gli obiettivi  dei fans dello Scudo crociato per rilanciare la Città dell’auto e della Unità nazionale con l’appello ai torinesi e in modo particolare a quelli in difficoltà a battersi andando a votare in massa per cambiare la Amministrazione comunale

Mino GIACHINO UDC Torino

Venaria Reale, 32enne ferito in una violenta aggressione da un gruppo di minorenni

Sono in corso accertamenti per fare piena luce sull’aggressione che nei giorni scorsi ha portato al ricovero di un uomo di 32 anni, rimasto ferito al termine di una violenta lite avvenuta nel centro cittadino.

Secondo le prime ricostruzioni, il trentaduenne sarebbe stato circondato e colpito da un gruppo composto da diversi adolescenti, una decina. I giovani sosterrebbero di essere stati aggrediti loro dall’uomo. L’episodio si è verificato in serata in una delle piazze della città e ha richiesto l’intervento dei soccorsi. Trasportato in ospedale, l’uomo ha riportato traumi e fratture che hanno reso necessarie cure mediche e un periodo di recupero di diverse settimane.

Le forze dell’ordine hanno identificato i ragazzi coinvolti, tutti minorenni, e stanno raccogliendo testimonianze e immagini dei sistemi di videosorveglianza per ricostruire con precisione la sequenza degli eventi. Al momento restano al vaglio degli investigatori le diverse versioni fornite dai protagonisti della vicenda.

Calamari, speciali in tutte le stagioni

/

Gusto e colore per questa deliziosa insalata di pesce.

Delicata e leggera è adatta come antipasto o come secondo, speciale in estate ma ottima da servire durante tutto l’anno, anche tiepida. 

Ingredienti 

2 Calamari freschi 
1 patata 
1 carota 
Pomodori Pachino q.b. 
1 limone 
Olio evo, sale, pepe, prezzemolo q.b. 

Lavare e pulire i calamari, cuocerli per alcuni minuti in acqua salata (fino a quando risultano teneri, dipende dalle dimensioni). Lasciar intiepidire e tagliare a pezzi. 
Cuocere a vapore la patata e la carota, lasciar raffreddare e tagliare a pezzi. Lavare i pomodorini e tagliarli a metà. In una terrina unire tutti gli ingredienti, condire con olio evo, succo e buccia grattugiata di limone, sale, pepe e prezzemolo tritato. Servire tiepido o freddo. 

Paperita Patty 

Coldiretti: “Rallenta il depopolamento dei cinghiali”

/

Appena la metà degli abbattimenti previsti. Di fronte al primo caso di PSA nel Cuneese c’è chi continua a non collaborare

 

«Con il primo caso di Peste Suina Africana in una carcassa di cinghiale in provincia di Cuneo, è ancora più urgente dare reale attuazione al piano di contenimento di questi animali. I nostri allevatori di suini, dai quali dipendono i consumi locali e quote importanti delle grandi Dop della salumeria italiana, non possono rischiare di avere le stalle chiuse e i capi abbattuti perché non si vuole limitare la proliferazione dei cinghiali». Ancora una volta, il presidente di Coldiretti Torino commenta così il mancato raggiungimento dei numeri di cinghiali abbattuti che erano stati decisi in sede regionale.

«Per l’agricoltura torinese è vitale riuscire a bloccare l’epidemia fuori dai distretti suinicoli del Chierese e del Pinerolese, oltre che da tutto il territorio provinciale e regionale. Gli allevatori fanno la loro parte nel rispettare le rigide misure igieniche e di profilassi obbligatorie, ma poi devono constatare che non c’è lo stesso impegno da parte degli organismi preposti al controllo dei cinghiali. Non possiamo permettere che si metta a rischio un comparto strategico per l’economia locale e nazionale».

Con l’entrata in servizio dei bioregolatori e dei tutor, che partono di notte per difendere le coltivazioni degli agricoltori, i numeri degli abbattimenti stavano iniziando a salire e i danni a diminuire. Ma se manca il contributo serio di ATC, CA e di molte Aree Protette, è impossibile garantire un adeguato depopolamento della specie.

Nel territorio della Città Metropolitana di Torino andrebbero abbattuti, ogni anno, almeno 15.000 cinghiali. Invece, nel 2025 ne sono stati prelevati meno della metà: 7.300. In questi primi mesi del 2026 ne sono stati abbattuti 1.900, di cui appena 470 arrivano dalla caccia negli ATC e CA alpini. Tra tutti gli “istituti” che devono contribuire al contenimento dei cinghiali, spiccano i numeri esigui realizzati in alcune Aree Protette anche dove i margari lamentano continui danni ai pascoli.

Assolta per legittima difesa dall’accusa di avere ucciso il padre

Makka Sulaev, ventenne di origine cecena, è stata assolta in appello con la formula della legittima difesa dall’accusa di aver ucciso il padre durante una lite familiare avvenuta il 1° marzo 2024 a Nizza Monferrato. La decisione è stata presa dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino, che ha ribaltato la sentenza di primo grado, nella quale la giovane era stata condannata a 9 anni e 4 mesi di reclusione. La Procura generale aveva chiesto la conferma della condanna, ma i giudici hanno accolto una diversa valutazione dei fatti, disponendo anche la revoca delle misure restrittive a cui la ragazza era ancora sottoposta, tra cui l’obbligo di firma. Al momento della lettura della sentenza, Makka Sulaev non è riuscita a trattenere la commozione.

MITO SettembreMusica: Milano e Torino, vent’anni di musica insieme

Con la XX edizione di MITO SettembreMusica, Milano e Torino rinnovano un patto culturale che, anno dopo anno, ha saputo unire le due città: vent’anni di musica insieme, di ascolto, di dialogo fra luoghi, pubblici e tradizioni diverse, fino a imporsi come modello di buone pratiche. Questa ricorrenza conferma la volontà corale che accomuna le due città nel voler continuare a costruire, attraverso la cultura, uno spazio comune, facendo sì che si scelga sempre di superare distanze e confini. Si tratta di una storia che appartiene alle nostre città e che ribadisce l’impegno verso la cultura pubblica, portandola nei luoghi della vita quotidiana, allargandola al pubblico con o casione di ascolto, conoscenza e incontro. Il tema della prossima edizione sarà “Harmonia”. L’armonia come nobilitazione delle differenze e volontà di farle convivere in equilibrio in una congiuntura contrassegnata da tensioni, fratture e conflitti, affinchè la musica ricordi che ogni voce trova senso compiuto solo nell’ascolto dell’altra. La nuova direzioe  artistica, di Speranza Scappucci, inaugura una fase nuova della storia del festival, ancora più aperta all’internazionalità e nel segno, come sempre, della qualità. Il programma mostra con evidenza la natura diffusa del festival: MITO SettembreMusica attraversa le città, i grandi teatri, chiese, spazi culturali, sedi di quartiere e luoghi dedicati ai giovani e alla formazione, contribuendo a disegnare una geografia culturale in cui ogni luogo diventa interprete di un’unica partitura cittadina.

“Ci sono anniversari che ci ricordano il cammino fatto più del tempo trascorso. La XX edizione di MITO SettembreMusica rappresenta uno di questi momenti, un’occasione per ritrovarci, per guardare quello che è stato costruito e, di conseguenza, per rinnovare il senso di un progetto che continua a unire Milano e Torino nella creazione e diffusione della cultura musicale – afferma il Presidente del Festival, Alberto Meomartini – era il 2007 quando le due città scelsero di dare vita a una grande e unica proposta culturale: da allora il festival ha accompagnato generazioni diverse di ascoltatori, abitato spazi urbani consueti e meno consueti, portato la musica dove il pubblico già la cercava e dove avrebbe potuto incontrarla per la prima volta. Uno dei grandi punti a favore di MITO è di essere un progetto condiviso. La visione che accomuna Torino e Milano è un concetto relazionale, e anche per questo sono felice delle parole che la direttrice artistica Speranza Scappucci ha scritto per questa edizione: ‘ovunque risuonano concetti e parole di vicinanza, comune denominatore l’armonia’, da cui deriva il nome dell’edizione. Harmonia rappresenta quindi lo spirito di questa edizione nella quale, la grande tradizione, dialoga con il presente, la dimensione sinfonica incontra la voce, la musica antica si affianca alla nuova creazione, e i grandi maestri si alternano ai giovani e ai progetti di formazione. Dai concerti inaugurali alla Scala e all’Auditorium Rai, fino agli appuntamenti conclusivi, il festival attraversa pagine che parlano di pace, memoria, trasmissione e futuro”.

“Il tema dell’edizione 2026 di MITO SettembreMusica è ‘Harmonia’, una parola simbolica, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica, ma che racchiude in sé molteplici sfaccettature e richiami profondi – afferma la direttrice artistica, Speranza Scappucci – la domanda che mi accompagna è solo in apparenza semplice: come tenere unite differenze reali, di città, pubblici e repertori, luoghi, generazioni senza cancellarne l’individualità. In un tempo segnato da fratture e polarizzazione, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari e uno dei più fraintesi. In musica l’armonia non è solo assenza di tensione, è anche relazione fra voci diverse, una forma di equilibrio costruito attraverso l’ascolto, l’attrito e il movimento. L’armonia non è eliminare il conflitto ma trasformarlo in ascolto. Questo ha guidato la scelta di artisti e contenuti. Ho immaginato un’edizione in cui tradizione e contemporaneità potessero dialogare in modo autentico, dalla musica antica a quella contemporanea. A Torino, Simon Young inaugurerà il festival lunedì 7 settembre alle ore 20, presso l’Auditorium Rai, con il concerto ‘War requiem’, accompagnata dall’OSN Rai, dal Coro e dal Coro di Voci Bianche; Riccardo Chailly si esibirà con la Filarmonica della Scala, Michele Mariotti con l’OSN Rai, William Christie con Les Arts florissants, Jakub Hroŝ con i Banberger Symphoniker, il Pomo d’Oro, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, solo per citarme alcuni. Ho invitato giovani ensemble italiane e straniere di straordinaria vitalità: artisti che forse il pubblico non conosce ancora ma che lo trascineranno con un’energia, una libertà e una qualità musicale capace di lasciare un segno fin dal primo ascolto. Accanto alla tradizione figurerà la musica del presente. Il festival ospita ‘Caos’ di Paola Prestini, compositrice italiana tra le più originali della scena contemporanea, con un brano commissionato appositamente per questa edizione. Verrà poi eseguito un concerto speciale dedicata ai giovani studenti e studentesse del Conservatorio di Milano e Torino, diretto e offerto da me alle due città, un momento importante di crescita per le generazioni future. Due saranno gli anniversari significativi: il 2026 segna i cinquant’anni della morte di Benjamin Britten, uno dei compositori più importanti del XX secolo. Il programma si apre con il ‘War requiem”, monumentale capolavoro pacifista scritto nel 1962 e ancora attualissimo, e la sua musica risuona anche in altri momenti del programma sinfonico e cameristico. Con l’integrale dei Quartetti per Archi di Beethoven, affidata al Quartetto d’archi della Scala, volgiamo lo sguardo al centenario della morte del grande compositore, che si celebrerà nel 2027 in un progetto che dispiega tra questa e la prossima edizione”.

La Filarmonica della Scala si esibirà anche a Torino, presso l’Auditorium Agnelli del Lingotto, con Riccardo Chailly direttore. Venerdì 11 settembre, alle 20, presso il Conservatorio G. Verdi si esibirà il quartetto Pessoa, in un omaggio a Morricone. Sempre al Conservatorio, il 12 settembre, il Quartetto Pessoa dedicherà un omaggio ad Astor Piazzolla. Domeni a 13 settembre, alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, si esibirà l’Orchestra Suzuki di Torino per festeggiare i cinquant’anni dalla sua nascita.

Beethoven verrà celebrato il 14, 16 e 18 settembre al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino dal Quartetto d’Archi del teatro alla Scala.

Infine, Britten verrà celebrato sabato 19 settembre in due appuntamenti al Conservatorio Verdi, alle ore 17, in “Canticles” con Brian Zeger al pianoforte, Kelsey Lauritano come mezzosoprano, Matthew Swensen tenore e Debora Maffeis al Corno, e lo stesso giorno, all’Auditorium Agnelli del Lingotto, con il concerto “In memoriam” con l’Orchestra Sinfonica di Milano, Levy Sekgapane tenore e Alessio Allegrini al corno e alla direzione.

La giornata conclusiva di MITO SettembreMusica sarà il 20 settembre, alle 15, presso l’Auditorium del Lingotto, con Hrusa/Brahms; alle 15.30 e 18 alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani con l’Orchestra dei Piccoli Pomeriggi Musicali di Milano che eseguiranno “L’usignolo” di Andersen. Infine, alle 20, al Conservatorio Verdi, David Frai al Pianoforte eseguirà “Le Variazioni” di Goldberg.

Lunedì 7 settembre, alle ore 16, al Teatro Regio foyer del Toro, si terrà un incontro con Giorgio Pestelli, Walter Vergnano, Carlo Viano, coordinati da Susanna Franchi, dal titolo “Ricordare Giorgio Balmas”. A vent’anni dalla sua scomparsa, il festival ricorda il suo fondatore. Nel 1975, a Torino, venne fondato il primo Assessorato per la Cultura. Diego Novelli, allora Sindaco, nominò assessore Giorgio Balmas, fondatore dell’Unione Musicale Studentesca.

Mara Martellotta

Ondate di calore. In Piemonte attivo il sistema di sorveglianza

 

Con l’arrivo della stagione estiva torna l’attenzione verso le ondate di calore, fenomeni sempre più frequenti e intensi che possono avere effetti significativi sulla salute, in particolare per le persone anziane, fragili e affette da patologie croniche.

Le elevate temperature, soprattutto quando persistono per più giorni consecutivi e si accompagnano a elevati livelli di umidità e scarsa ventilazione, possono provocare disidratazione, crampi, abbassamenti della pressione arteriosa, svenimenti e, nei casi più gravi, colpi di calore e aggravamenti di condizioni cliniche preesistenti.

Per questo motivo la Regione Piemonte, in collaborazione con ARPA Piemonte, le Aziende Sanitarie Regionali, i Medici di Medicina Generale e i servizi socio-assistenziali del territorio, attiva ogni anno un sistema di prevenzione e monitoraggio dedicato alle persone più vulnerabili.

Il sistema di allerta

Dal mese di giugno e fino al 20 settembre è operativo il sistema regionale di sorveglianza delle ondate di calore, basato sui dati meteorologici elaborati da ARPA Piemonte e integrato con il sistema nazionale HHWWS (Heat Health Watch Warning System), che consente di prevedere con alcuni giorni di anticipo le situazioni di maggiore rischio.

Le informazioni consentono ai servizi sanitari territoriali di attivare interventi mirati e di intensificare il monitoraggio delle persone maggiormente esposte agli effetti del caldo.

Le persone più a rischio

Particolare attenzione è rivolta agli ultra 75enni, alle persone non autosufficienti, ai pazienti con malattie cardiovascolari, respiratorie, neurologiche o metaboliche e a chi assume farmaci che possono influenzare la regolazione della temperatura corporea o l’equilibrio dei liquidi.

In presenza di allerte per temperature elevate, i Medici di Medicina Generale possono modulare e rafforzare l’assistenza sanitaria nei confronti dei soggetti più fragili, in raccordo con i servizi territoriali.

I comportamenti che aiutano a prevenire i danni da caldo

Molti dei problemi di salute legati alle ondate di calore possono essere prevenuti adottando semplici accorgimenti:

  • bere frequentemente acqua, anche in assenza dello stimolo della sete;

  • evitare di uscire e svolgere attività fisica nelle ore più calde della giornata;

  • soggiornare in ambienti freschi e ben ventilati;

  • consumare pasti leggeri e ricchi di frutta e verdura;

  • indossare abiti chiari e leggeri;

  • prestare particolare attenzione ad anziani, bambini e persone fragili che vivono sole;

  • non lasciare mai persone o animali all’interno di veicoli parcheggiati.

Cambiamenti climatici e salute

Le ondate di calore rappresentano una delle principali conseguenze dei cambiamenti climatici sulla salute della popolazione.

Per questo la Regione Piemonte partecipa anche a progetti europei dedicati all’adattamento climatico e alla costruzione di ambienti urbani più resilienti, con l’obiettivo di rafforzare la capacità delle comunità locali di prevenire e gestire i rischi legati agli eventi climatici estremi.

Caldo e tutela dei lavoratori

Le prime giornate di caldo intenso registrate già nel mese di maggio hanno confermato come le temperature estreme non rappresentino più un fenomeno limitato ai mesi centrali dell’estate. Per questo motivo la Regione Piemonte ha anticipato quest’anno l’entrata in vigore delle misure di tutela per i lavoratori maggiormente esposti al rischio da calore, attraverso un’ordinanza specifica finalizzata a proteggere la salute nei comparti più a rischio (https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/sicurezza-sul-lavoro-caldo-estremo-lordinanza-regionale-per-tutela-dei-lavoratori-esposti-alle-alte).

L’obiettivo è rafforzare la prevenzione in tutti gli ambiti maggiormente esposti agli effetti delle alte temperature, promuovendo comportamenti corretti e una maggiore attenzione verso le categorie più vulnerabili della popolazione.

Informazioni utili

I bollettini previsionali sulle ondate di calore sono pubblicati quotidianamente da ARPA Piemonte e consentono di conoscere in anticipo le giornate a maggior rischio.

Per approfondimenti:

Quella strana voglia di censura

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

I recenti interventi pubblici di due esponenti storici della sinistra italiana, seppur molto diversi fra di loro, hanno innescato un dibattito politico e una riflessione culturale che non possono essere frettolosamente archiviati. Parlo, come ovvio, del cantautore Francesco De Gregori e dello scrittore, intellettuale e poeta Erri De Luca. Due personalità molto diverse, come ovvio e scontato, ma anche due figure che da sempre hanno ispirato con le loro gesta il cammino e il percorso della sinistra italiana, e non solo della sinistra italiana. De Gregori, storico ed apprezzatissimo cantautore, è sempre stato un interprete universalmente apprezzato per i testi che accompagnavano le sue note musicali. Musiche uniche ed irripetibili. De Luca, invece, è stato un autorevole dirigente di Lotta continua ed un esponente storico di quella sinistra estremista e radicale che ha accarezzato anche i settori più rivoluzionari di quell’universo culturale che proprio nel nostro paese ha sempre giocato, e gioca tuttora, un ruolo politico e culturale non indifferente. Ora, per motivi diversi e con argomentazioni del tutto diverse fra di loro, sono entrambi incappati in una spiacevole situazione. Perchè, dopo aver sostenuto tesi ed argomentazioni che non rientravano nei canoni del cosiddetto “politicamente corretto” – tesi che ormai è diventata un totem ideologico dell’attuale sinistra italiana – hanno subito una serie di contestazioni, anatemi, insulti ed attacchi personali che sino a qualche tempo fa non erano nè pensabili e nè lontanamente immaginabili. Attacchi che provengono quasi esclusivamente dal pianeta variegato e composito della sinistra italiana. Una sorta di “damnatio memoriae” simile a quella che investì anni fa lo storico giornalista di Repubblica, Giampaolo Pansa, dopo aver scritto un libro sgradito alla sinistra sulla Resistenza e, soprattutto, sul dopo Resistenza nel nostro paese. Insomma, è scattata prima l’abiura e poi, puntuale come una stagione meteorologica, la censura. Al punto che ad Erri De Luca è stato addirittura cancellato il discorso inaugurale per l’edizione di Salerno Letteratura dopo aver pronunciato quelle parole su Gaza, su Israele e sulla situazione in Medio Oriente. Ma, per restare al punto centrale di questa singolare ed anacronistica discussione, non possiamo non evidenziare un aspetto che, purtroppo, rappresenta un autentico filo rosso che lega la sinistra ideologica ed intollerante del passato con la sinistra radicale massimalista del presente. E il filo rosso è persino troppo semplice da spiegare. E cioè, ogniqualvolta qualche esponente di spicco di questo filone culturale ed ideologico – anche se molto diversi tra di loro – osano mettere in discussione l’impianto ideologico su cui si regge l’intera impalcatura della narrazione ufficiale, non solo viene pubblicamente e platealmente contestato ma, ancor più, viene individuato e bollato come un “traditore” della causa. Insomma, un personaggio da emarginare e da espellere definitivamente ed irreversibilmente dalla comunità di riferimento. Per queste ragioni, semplici ma purtroppo oggettive, dobbiamo prendere amaramente atto che il pluralismo – principio cardine della tradizione e della cultura del cattolicesimo politico, liberaldemocratica, socialdemocratica, socialista, azionista e repubblicana – continua ad essere un tabù in molti e corposi settori della sinistra italiana. Spiace che le recenti riflessioni liberamente e democraticamente espresse da Francesco De Gregori ed Erri De Luca abbiano confermato, forse inconsapevolmente, cosa significa praticare concretamente un atteggiamento profondamente illiberale ed antidemocratico. Non vorrei, per usare un paradosso ma sino ad un certo punto, che d’ora in poi l’ex di Lotta continua De Luca non venga più invitato ai convegni e agli incontri letterari – come è già concretamente capitato a Salerno in questi giorni – e che del grande De Gregori non si ascoltino più gli indimenticabili “generale” e “la donna cannone” ai festival dell’Unità…

Foto Facebook

Fondazione Francesco Cerruti per l’Arte: “Impronte#Alice Visentin”

La Fondazione Francesco Cerruti per l’Arte si apre a una nuova stagione con un primo appuntamento dal 6 giugno 

La Fondazione Cerruti, che custodisce la straordinaria raccolta d’arte creata da Francesco Federico Cerruti, composta da oltre mille opere tra dipinti, sculture, tappeti, arredi, ceramiche e volumi che attraversano un arco temporale dal Trecento ai primi anni Duemila, inaugura una fase di rinnovamento volta a consolidare il proprio ruolo culturale e la propria presenza pubblica.

Dal 2019 la Collezione è visitabile grazie alla collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e rappresenta una realtà unica nel panorama italiano. Si tratta infatti di una casa-museo concepita dal collezionista come luogo dedicato alla conoscenza, alla contemplazione e alla bellezza, pur non essendo mai stata abitata. Al suo interno convivono opere di epoche differenti, dagli antichi maestri all’arte contemporanea, insieme a libri rari, arredi e oggetti di pregio che restituiscono il carattere e la visione del suo fondatore.

Negli ultimi mesi il percorso di visita è stato ulteriormente migliorato grazie alla realizzazione di una nuova area parcheggio, al rinnovamento degli spazi di accoglienza firmato da Emil Kerckhove e Annalisa Stabellini e all’introduzione di nuovi servizi dedicati ai visitatori. Tra questi figurano una biglietteria più funzionale, un punto ristoro, aree dedicate alla lettura e un bookshop sviluppato in collaborazione con la libreria indipendente Paint it Black.

Le novità riguardano anche l’offerta al pubblico, con l’aumento dei turni di visita nelle giornate di apertura, una revisione della politica tariffaria e un calendario culturale ampliato. L’obiettivo è rendere la Collezione sempre più accessibile e coinvolgente, capace di attrarre pubblici differenti, dai cultori dell’arte ai ricercatori, dai turisti alle scuole, fino alle famiglie.

In questo contesto prende forma “Impronte”, un progetto dedicato a commissioni artistiche site-specific che nasce da un elemento caratteristico dell’esperienza di visita: l’utilizzo dei calzari protettivi richiesti per accedere agli ambienti della villa. La prima edizione è stata affidata ad Alice Visentin, artista originaria di Ciriè, il cui lavoro indaga i temi dell’immagine e della percezione, trasformando un semplice strumento di tutela in un oggetto capace di diventare opera, ricordo e testimonianza dell’esperienza vissuta.

I calzari realizzati dall’artista accompagnano i visitatori lungo il percorso espositivo e, al termine della visita, possono essere acquistati in una tiratura limitata, assumendo così una doppia valenza: accessorio funzionale e oggetto da collezione.

La pratica artistica di Alice Visentin si sviluppa attraverso pittura, disegno e installazione. Le sue opere prendono spunto sia dal patrimonio della tradizione orale sia dalla letteratura, dando vita a universi immaginari popolati da figure e racconti che intrecciano riferimenti alla cultura popolare e a quella colta. Ne emergono visioni sospese tra contemporaneità e memoria, profondamente legate alle radici e ai paesaggi delle aree montane.

Il progetto “Impronte” proseguirà nel mese di dicembre con un secondo intervento affidato a Taus Makhacheva, artista nata a Mosca nel 1983 e attiva tra Emirati Arabi Uniti e scena internazionale, il cui lavoro riflette sui temi della memoria, della costruzione del racconto storico e dell’identità culturale.

Mara Martellotta