LIFESTYLE- Pagina 218

Quattro pose Yoga per ritrovare energia

YOGA SENZA BARRIERE 

 

Nel caos quotidiano, trovare momenti di calma e ricaricare l’energia diventa essenziale.

Lo yoga, con le sue antiche pose, offre una via per riconnettersi con se stessi.

 

In questo articolo, esploreremo quattro pose yoga specifiche, ognuna progettata per rinnovare il tuo spirito e donarti energia.

 

1. Virabhadrasana 1 (Posizione del Guerriero 1)

La Virabhadrasana 1 coinvolge gambe, braccia e torace.

Per eseguirla, posizionati a gambe larghe e piega il ginocchio destro a 90 gradi.

Solleva le braccia sopra la testa, unendo i palmi delle mani.

Questa posa apre il petto, donando una sensazione di potenza e fiducia in se stessi

2. Virabhadrasana 2 (Posizione del Guerriero 2)

Estendi le braccia lateralmente mentre mantieni le gambe nella stessa posizione di Virabhadrasana 1.

Questa posa migliora l’equilibrio mentale e fisico, rinvigorendo corpo e mente.  

3. Parsvakonasana (Posizione dell’Angolo Laterale)

In Parsvakonasana, piega il ginocchio destro a 90 gradi mentre abbassi il braccio destro al pavimento e sollevi il braccio sinistro sopra la testa.

Questa posizione stimola l’addome e libera l’energia bloccata nei fianchi, donando una sensazione di rinnovamento.

4. Parivrtta Parsvakonasana (Posizione dell’Angolo Laterale Invertito)

In questa posa, ruota il busto verso il ginocchio piegato, mantenendo le braccia in linea con il pavimento.

Questo movimento torsionale aiuta a purificare l’organismo e a stimolare la digestione, portando nuova energia al corpo.

SERENA FORNERO

Namasté – @odakawithserena

 

Guerlain Boutique apre in piazza San Carlo da Sinatra Galerie de Beauté

UN’ELEGANTE BOUTIQUE NEL SALOTTO DI  TORINO

La Maison annuncia l’apertura di Guerlain Boutique presso Sinatra Galerie de Beauté a Torino. Il nuovo spazio firmato Guerlain è un’area indipendente all’interno del più esclusivo salotto di Torino, Sinatra Galerie de Beauté, una delle più rinomate e storiche insegne della Profumeria Italiana, caratterizzata da spazi luminosi e raffinati che dominano Piazza San Carlo nel cuore del capoluogo piemontese.

Un concept store di oltre 1000 metri su tre piani che propone tutte le migliori case di profumi, cosmetica, home design, champagnerie e che vanta un’ampia specializzazione in servizi accurati e personalizzati in ambito beauty. La fondazione di Guerlain nel 1828 coincide con l’apertura della prima boutique nel cuore di Parigi. Da allora, la Maison ha sempre coltivato una precisa idea di boutique: uno spazio dove accogliere i clienti nell’universo Guerlain, condividendo con loro un savoir-faire unico e offrendo esperienze indimenticabili. La nuova Boutique Guerlain torinese è caratterizzata da un design lussuoso e moderno, decorata con elementi marmorizzati, impreziosita da decorazioni in legno ed eleganti rifiniture dorate. I Guerlain Experts condurranno attraverso un viaggio esperienziale tra le più preziose creazioni della Maison a partire dall’area fragranze, dove sono presenti i capolavori olfattivi, in esclusiva nella città di Torino, firmati dai Guerlain Perfumers: L’Art & La Matière, una collezione di eaux de parfum interamente personalizzabili formulate utilizzando materie prime rare e preziose, Fragranze Eccezionali in edizione limitata e pezzi numerati e le Bee Bottle, simbolo di eccellenza artigianale della Maison, che possono essere acquistate scegliendo tra le più iconiche fragranze Guerlain già disponibili in Boutique oppure, su ordinazione, selezionando la fragranza desiderata. Per renderle ancora più esclusivi, Guerlain offre servizi made-to-measure:

• personalizzazione degli iconici flaconi, che diventano una pagina bianca per la propria
creatività potendo scegliere tra infinite combinazioni del colore del cordoncino e del sigillo che
decorano il collo del flacone e, per L’Art & La Matière della targhetta sulla parte superiore del
tappo.
• incisione sul vetro con una parola, un nome, delle iniziali, una data o il ricordo di un momento
speciale; un tenero gesto nei confronti di qualcuno di importante, la promessa di un dono
perfetto o la possibilità di concedersi un regalo prezioso.
• refill del flacone L’Art & La Matière, che, nel rispetto dell’impegno della Maison di combinare
lusso e sviluppo sostenibile, è stato progettato con il 10%* di vetro riciclato e può essere
ricaricato infinite volte.


Nell’area skincare sono disponibili le collezioni Blue e Black di Orchidée Impériale, eccellenza della Maison Guerlain, risultato delle ultime scoperte scientifiche sulla longevità della pelle e formulate con l’orchidea, una materia prima rara e preziosa. Infine, nell’area make-up, la preziosa collezione rappresentata dai prodotti iconici quali la Bronzing Powder Terracotta dall’effetto “bonne mine” e Rouge G, il primo rossetto gioiello da incidere con una parola o un nome caro e personalizzare secondo il proprio stile, simbolo di femminilità e seduzione. Per rendere l’esperienza indimenticabile, Guerlain offre un menù di servizi made-to-measure realizzati dai Guerlain Experts:

• Your Signature Fragrance Consultation per scoprire la passione di Guerlain nella
celebrazione dell’arte dei profumi ed esplorare le proprie intime emozioni;
• Your Targeted Make-up Counseling per realizzare un make-up look dall’incarnato naturale,
labbra parigine o occhi seducenti;
• Parisian Beauty Looks, un make-up look completo personalizzato e ispirato allo stile parigino
di Violette, Guerlain Make-up Creative Director;
• Your Expert Facialist Consultation per scoprire la routine skincare e la gestuelle di bellezza
adatte alle proprie esigenze.
Per rendere l’experience ancora più indimenticabile, dal 28 Novembre al 2 Dicembre 2023, le linee
skincare Abeille Royale e Orchidée Impériale saranno protagoniste di eccezionali trattamenti viso da
45 minuti ispirati alla tradizione e ai valori della Maison Guerlain ed eseguiti dalle Skincare Expert
Guerlain in una cabina riservata:
• Abeille Royale Repair Facial un trattamento di intensa idratazione che dona una pelle più
luminosa e giovane, grazie ai principi attivi naturali e riparatori a base di miele, presenti
all’interno della linea.
• Orchidée Impériale Rejuvenation Facial un percorso multisensoriale con l’esclusiva gestuelle
di bellezza della Maison Guerlain per contrastare i segni del tempo grazie all’eccezionale
formulazione dei prodotti Orchidée Impériale.
• Orchidée Impériale Black Ultimate Rejuvenation Facial un lussuoso trattamento che unisce i
benefici della straordinaria linea skincare Orchidée Impériale Black alle tecniche di
massaggio esclusive, per attenuare i segni del tempo e donare al viso compattezza, luminosità
e levigatezza.


All’interno della Guerlain Boutique sarà possibile vivere l’esperienza dei trattamenti viso e di servizi tailor made guidati dai Guerlain Expert durante diversi momenti nell’anno. Per conoscere il calendario degli appuntamenti contattare +39 3386193864 – boutiquetorino@guerlain.fr.

Il 31 ottobre Torino ha il sapore di CioccolaTò

HALLOWEEN A CIOCCOLATÒ

Torino. 31 ottobre – 1 novembre 2023

Piazza San Carlo e Via Roma

Il 31 ottobre Torino ha il sapore di cioccolato. Nel giorno più pauroso dell’anno, il cioccolato, insieme a streghe e fantasmi, sarà infatti il grande protagonista di ChocoHalloween, il format degli appuntamenti più spaventosi di CioccolaTò, la kermesse del cioccolato in programma in città dal dal 27 ottobre al 5 novembre.

 

Torino è pronta a trasformarsi in una grande cioccolateria a cielo aperto grazie alla manifestazione dedicata al cibo degli dei, ormai un must del calendario degli eventi della città, un viaggio lungo dieci giorni fatto di gusto, spettacoli e visite guidate che coinvolge tutti i sensi e regala emozioni a ogni assaggio.

Tanti gli appuntamenti organizzati da CioccolaTò per festeggiare insieme Halloween: il 31 ottobre e il 1 novembre saranno due giorni ricchi di eventi gustosi da paura, con giochi, sorprese e laboratori dedicati a grandi e piccini.

Programma Martedì 31 Ottobre

 

Ore 15:00 – 16:30 CioccoLaboratorio – ChocoHalloween

La Pastry Chef Francesca Caon racconta interessanti e macabri aneddoti sul cibo degli Dei risalenti alla cultura Maya, accompagnati da una tazza di cioccolata al latte alle spezie.

Piazza San Carlo – Casa Cioccolatò – Ingresso gratuito fino a esaurimento posti

 

Ore 17:00 Imprenditrici e imprenditori del Cioccolato

Francesca Caon racconta la storia al femminile del suo Caon Chocolate, fatta di passione, ricerca e studio e della scelta di vendere solo online prodotti realizzati completamente a mano, senza l’uso di macchinari.

Piazza San Carlo – Casa Cioccolato – Ingresso gratuito su prenotazione

 

Ore 18:00 Choco Pasta Party & Wine

Pasta Girardi, realtà artigianale piemontese specializzata nella produzione giornaliera di pasta fresca e gastronomia di alta qualità, presenta mostruose ricette con la pasta fresca al cacao: Chef Danilo Pelliccia Ristorante “Du Cesari”, Torino e Lissone, Tonnarelli al Cacao Cacio e Pepe in abbinamento alle eccellenze del Consorzio nelle versioni Ruchè di Castagnole Monferrato Docg e Ruchè di Castagnole Monferrato Docg Riserva

Piazza San Carlo – Casa Cioccolatò – Ingresso gratuito fino a esaurimento posti

 

Ore 19:00 ChocoHalloween con NIDA

Horror Party e Mostruose Sorprese e premiazione maschera più “orripilante”

Piazza San Carlo – Casa Cioccolatò – Ingresso gratuito fino a esaurimento posti

 

Programma Mercoledì 01 Novembre

 

Ore 15:00 Caccia al Cioccolatino Magico

a cura della N.I.D.A. Nazionale Italiana dell’Amicizia caccia al tesoro per il centro di Torino.

Piazza San Carlo – Casa Cioccolatò Stand NIDA – Ingresso gratuito fino a esaurimento posti

 

CioccolaTò è un evento per tutti, capace di andare dritto al cuore e alla gola dei tanti consumatori e visitatori che ogni anno animano la città.

www.cioccola-to.events

Torino al passo con i tempi: una cena in tram alla scoperta della città sabauda

SCOPRI-TO: ITINERARI E SORPRESE TORINESI
“Se dovessi disegnare la società, mi piacerebbe che sul tram, sul metro, su una panchina ci fosse un posto riservato ai lettori di un libro.” Frase celebre rivisitata di Fabrizio Caramagna che ci porta a pensare quanti chilometri hanno percorso i tram torinesi e quanti personaggi importanti hanno usufruito di quei sedili scricchiolanti, ognuno con la sua storia…
Alla fine del 1800 i tram erano vagoni trainati dai cavalli e proprio Torino è stata la prima città italiana ad averli; dal primo dopo guerra diventarono più simili a come li conosciamo oggi, avevano due carrozze una dietro l’altra e si muovevano su rotaie. Con il passare degli anni si sono evoluti per stare al passo con i tempi, fino ad oggi, ormai quasi tutti elettrici. Il 30 gennaio 1988 Torino creò il primo tram Europeo con ristorazione a bordo.
L’inventore fu Franco Rosso che organizzò all’interno di un tram un vero e proprio ristornate con tavole imbandite e menù tipici torinesi avvalendosi dell’aiuto del noto architetto Giorgetto Giugiaro. Agli albori il tram poteva ospitare fino a 40 commensali e faceva due tour uno a pranzo e uno al desio. Il fascino di un tempo è ancora attuale, i tram che effettuano questo servizio per GTT sono Ristocolor e Gustotram che, oltre ai pasti principali, propongono succulenti ed apprezzati aperitivi per circa 32 persone, i tavoli sono da quattro commensali, quindi per coloro che prediligono essere solo in due vi è un supplemento da pagare.

Il tram Ristocolor è un mezzo molto caratteristico con colori esterni che ricordano i quadri in stile Pop-art e con colori accesi che vanno dal giallo al bianco al rosso, l’artista che ha progettato la grafica è Ugo Nespolo, un pittore piemontese molto noto soprattutto negli anni ’60.
Gustotram invece ricorda i primi tram del ‘900 con il suo gusto retrò color panna e rosso.
Per entrambi i tram la ristorazione è affidata al personale del locale Slurp, che propone una cucina realizzata con materie prime d’eccellenza e tipiche del territorio piemontese, adatte a tutte le esigenze anche per vegani e vegetariani.
“LE TRE VARIANTI DEL RISTORANTE IN MOVIMENTO”
Esistono tre differenti tour, l’aperitivo di circa un’ora, la cena classica di giovedì e venerdì che dura un’ora e mezza e la cena gourmet solo il venerdì e il sabato di circa due ore. I prezzi vanno dai 25 ai 50 Euro a persona. Tra le prelibatezze piemontesi spesso si trova il tomino, la millefoglie di asparagi e grana padano, i risotti, i tipici plin, il cremino allo zabaione il tutto accompagnato da ottimi vini e bevande analcoliche.
Durante il tragitto si percorrono le vie principali del centro ad andatura molto lenta e costante non solo per evitare eventuali problemi ma in particolare per apprezzare il cibo e riempirsi gli occhi con le meraviglie di Torino. Il percorso infatti prevede tra gli altri il passaggio al parco del Valentino, la Mole Antonelliana, i grattacieli e la piazza Castello.
Molti sono gli eventi che vengono creati sul tram, ad esempio quello dedicato al salone del libro dal titolo “Attraverso lo specchio” dove vi erano piatti tipici delle storie più famose di tutti i tempi, oppure quello per il club sandwich di Orgoglio e Pregiudizio con il timballo di maccheroni del Gattopardo.
I RISTO-TRAM IN GIRO PER L’ITALIA E NON SOLO
Anche Milano da qualche anno offre questo servizio girando per il centro città e offerendo quattro portate più un aperitivo al costo di 70 Euro a persona.
A Roma troviamo il Risto-tram che offre due tipi di biglietti in base all’evento e che promette serate indimenticabili di grande festa percorrendo le vie principali della capitale.
In giro per il mondo troviamo questo servizio ad esempio a Copenhagen dove offrono un tour con cena sui loro tram, molto differenti da quelli torinesi, più ristretti all’interno dove vengono proposti cibi tipici ed in particolare gli hamburger proposti nei menù nelle diverse varianti in uso e apprezzate nel territorio. Per il prezzo si paga il piatto ordinato e non c’è un prezzo unico a menù come per i tram torinesi.
LE EMOZIONI DELLE CENE SUI TRAM
Sicuramente mangiare su un tram ha un fascino particolare specialmente quando gli anziani ci ricordano che un tempo, in tram, si correva da una parte all’altra della città e a volte bisognava portarsi dietro il famoso baracchino per i torinesi o la schiscetta per i milanesi e magari in quegli istanti ci si sentiva strani a mangiare cibo ormai quasi freddo da un contenitore che lasciava comunque odori che permeavano tutto il tram e facevano voltare i passeggeri ad osservare incuriositi.
Ecco che Ristotram di Torino vuole abbattere questa visione creando in primis un design interno che assomigli ad un vero e proprio ristorante, pareti dipinte, tovaglie, tovaglioli eleganti e calici vetrati.

L’atmosfera risulta così molto accogliente, distante dalla visione di un cibo consumato di fretta, la musica in sottofondo aiuta ad immergersi ancora di più nella Torino barocca che si scorge guardando dai finestrini, una Torino illuminata e maestosa che sorprende i turisti e ne meraviglia ancora anche il pubblico torinese. La cena sul tram risulta così un’esperienza unica, diversa nel suo genere, a tratti romantica, come le coppie che amano festeggiare i propri anniversari in giro per la città. Vi è inoltre la possibilità di noleggiarli interamente per una serata in caso di eventi personali come gite di gruppo o eventi aziendali. Per questi ultimi risulta molto utile cenare sul tram per meravigliare i propri dipendenti o clienti, mostrandogli Torino e consolidando i rapporti pur senza parlar molto di lavoro, emerge infatti da numerosi studi che essere in un ambiente rilassato e con del buon cibo possa aiutare a trovare dei punti comuni e nuove strategie, conviene però non farlo dopo la cena perché si rischia di addormentarsi in quanto numerose sono le portate a base di carboidrati che possono portare al rilassamento e alla sonnolenza! Sicuramente l’esperienza è rilassante anche grazie alla natura che Torino ha nei suoi parchi come quello del Valentino presente nel percorso del tram, ricerche scientifiche confermano che osservare le piante e tutto ciò che ha a che fare con la natura stimoli gli ormoni del benessere, Torino è quindi ricca di questi spunti e vederli su un tram mentre si mangiano prelibatezze è sicuramente la strategia migliore.
(foto di copertina Michele D’Ottavio)

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NOEMI GARIANO

Sono milionario, anzi sul lastrico

Ai tempi del totocalcio, unico gioco a scommesse oltre al totip ed all’enalotto che però avevano meno sostenitori, i “tredici” erano attesi non soltanto da chi aveva giocato ma anche da chi sperava di scoprire chi fosse il vincitore.

Col passare degli anni e le modifiche intervenute non soltanto nella società ma anche nei regolamenti di gioco, il superenalotto ha sicuramente spodestato gli avversari ed ogni settimana ci si aspetta di vedere se il jackpot aumenterà o verrà finalmente vinto e da chi.

Non so voi ma io mi sono sempre domandato, pur non giocando, nel casso vincessi o ereditassi una somma simile cosa farei, come la impiegherei e come cambierebbe la mia vita; personalmente continuerei a condurre la vita attuale almeno fino alla pensione salvo, forse, permettermi un’auto più comoda, un monolocale dove lavorare senza interferire con le abitudini di casa e poco altro.

Quanti ne conosciamo anche solo per sentito dire che, invece, da milionari sono precipitati in miseria?

Ho cercato indietro nel tempo le vincite che hanno fatto notizia e vi sono notizie decisamente curiose. Andando al 1947 salta all’occhio la storia di Pietro Aleotti, trevisano, che vinse 64 milioni di lire ma non si accorse di aver realizzato un “12”. Fortunatamente, avendo indicato il suo nome sul retro della schedina (all’epoca era possibile) fu rintracciato e poté ricevere il premio.

Altre volte, invece, un montepremi record viene diviso fra così tanti vincitori da rendere il premio pari ad uno stipendio. E’ il caso del concorso n. 17 del 5 dicembre 1993, il cui montepremi raggiunse la cifra record di 34.470.967.370 lire; peccato che a realizzare il “13” furono 1.472 giocatori che intascarono, comunque, circa 12 milioni a testa, giusto il costo di una berlina.

Il rischio è in agguato quando la vincita è clamorosa e chi vince non è abituato a tali somme o non è pratico del mondo della finanza; in più occasioni qualche vincitore, mal consigliato o per aver voluto far di testa sua, ha investito fino all’ultimo centesimo in azioni, quindi un investimento ad alto rischio, ritrovandosi poi, per il lunedì nero di Wall Street nel 1987 o per lo scoppio della bolla tecnologica all’inizio di questo millennio, per la crisi finanziaria del 2008 o la pandemia di COVID-19 a vedere azzerati o quasi i propri investimenti.

Ma il rischio davvero maggiore è quello di sottovalutare la diminuzione della nostra vincita (o eredità) man mano che la erodiamo in cene e spese pazze.

Ricordate il film “Eccezzziunale veramente” in cui l’interista Franco (uno dei tre personaggi interpretati da Diego Abatatantuono) ritenendo di aver fatto “13” al totocalcio comincia a spendere in auto, hotel, videoregistratore, spese superflue, oltre a licenziarsi dal lavoro, salvo poi scoprire che la schedina era fasulla, sostituita dai suoi amici con una riportante i risultati a fine partite.

Ecco, ho conosciuto alcune persone che agivano nello stesso modo, anche con il TFR: cosa vuoi che siano diecimila euro? Ne ho vinti un milione. Poi era la volta di altri settantamila per l’auto desiderata da anni e così il capitale si avvicinava ai novecentomila… poi la casa, il gioiello alla compagna, le vacanze da sogno e alla fine la banca ti augura lunga vita, almeno quantane basta per rientrare dal rosso.

E’ nella natura umana, salvo rare eccezioni, non programmare a lungo termine perché meno gratificante, perché mentalmente faticoso, perché troppe sono le variabili coinvolte; si preferiscenavigare a vista salvo poi ritrovarsi sugli scogli o in secca.

La componente caratteriale di un individuo ha sicuramente una parte notevole in questo fenomeno, ma molto è dovuto anche agli insegnamenti ricevuti in famiglia, all’imprinting: spendere tutto quanto si guadagna espone senza dubbio al rischio di uscite impreviste, non affrontabili, o di dover rinunciare a qualche evento, anche conveniente, perché non lo si era calcolato.

L’Italia era, fino ad un paio di decenni fa, uno dei Paesi con la maggior propensione al risparmio; ora siamo tra i Paesi messi peggio, dove si chiedono prestiti per andare in ferie anziché rinunciare ad esse, dove non si compra l’auto più economica ma ci si indebita pur di averne una già di fascia medio-alta, complici le aziende che applicano uno sconto sul prezzo di acquisto se accendi un finanziamento a questo scopo.

Non stupisce, quindi, che persone anche con cultura elevata, abituate ad un tenore di vita agiato, trovandosi all’improvviso a disporre di ingenti somme di denaro modifichino il loro stile di vita, per il solo gusto di farlo e non certo per bisogno, per compiacere il proprio ego, per sfoggiare uno stile di vita che non appartiene loro, trovandosi presto o tardi (solitamente presto) a possedere meno di quanto avessero prima di diventare ricchi.

La differenza tra i ricchi e gli arricchiti è sotto gli occhi di tutti: se volete recitare un ruolo che non vi appartiene oltre a dimenticare il copione rischiate di ricevere fischi anziché applausi; posso assicurarvi che diventare ricchi e poi tornare poveri è molto peggio che essere rimasti poveri.

Sergio Motta