LIFESTYLE- Pagina 137

Cavour ha vinto il 7° “Carnevale delle 2 Province”

Cavour ha vinto il 7° “Carnevale delle 2 Province” con il carro “Chi è senza peccato scagli la prima mela”. La vittoria è arrivata nella serata di venerdì 7 marzo nel recupero della tappa del 10° Carnevale della Città di Barge rinviata per il maltempo lo scorso 1° marzo. Anche nell’ultimo atto del “Carnevale delle 2 Province” sono state migliaia le persone che sono scese in strada a Barge per ammirare il festoso corteo di carri e figuranti che hanno attraversato viale Mazzini e viale Stazione, a conferma del successo del Carnevale organizzato da Fondazione Amleto Bertoni e Città di Saluzzo con Città e Pro Loco di Rivoli, Città e Pro Loco di Barge e Città di Nichelino con Ascom di Moncalieri.

La Signora dei Biscotti

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PENSIERI SPARSI  di Didia Bargnani

Mi piacciono le storie, mi piace leggerle ma ancor di più scriverle e questa storia, tutta al femminile, merita di essere raccontata.
Ivana e Vittorina sono due sorelle che nella loro casa di campagna, Bricco Dolce, sulla collina di San Sebastiano Po, all’inizio degli anni 2000 si divertivano a preparare biscotti, torte e marmellate. Decidono così che della loro passione vogliono farne un lavoro e si rivolgono al mulino di Casalborgone dove scoprono che non esiste una sola farina ma tante farine con caratteristiche diverse. Il papà non è d’accordo sul fatto che la sua casa diventi un laboratorio-negozio e le dissuade dal voler stabilire la futura attività proprio lì, in strada Bricco Dolce n.7
Le ragazze riescono a trovare una valida alternativa a Borgaretto dove trasformano un grande garage in laboratorio ed iniziano a seguire dei corsi indicati dalla Regione Piemonte per mettersi in regola. All’inizio dell’avventura decidono di servire i bar e la vendita al minuto, realizzano diversi biscottini che vengono confezionati in piccoli sacchetti, tutto il lavoro viene fatto manualmente. Le ricette sono quelle di mamma Rosina, delle nonna e delle suocere e così nel 2004 fondano la società “ Biscotteria Artigianale Bricco Dolce”, che fornisce alcune enoteche, bar, gastronomie, di biscotti sani, artigianali, belli e ben confezionati.
Il caso vuole che una hostess in servizio su alcuni voli privati che frequentemente portavano Sergio Marchionne ed il suo staff a Detroit scelga proprio le dolcezze di Bricco Dolce per allietare i viaggi di questi passeggeri che mentre giocavano a carte desideravano sgranocchiare qualcosa di buono. Ed è così che Ivana e Vittorina vengono contattate anche da Air Dolomiti che decide di portare a bordo dei propri aerei i loro biscotti.
“Abbiamo avuto un momento di panico – mi racconta Ivana- non saremmo riuscite a confezionare a mano sacchetti per ordini così importanti e così abbiamo acquistato una confezionatrice e nel 2012 abbiamo vinto una gara per fornire anche Alitalia, oggi Ita, ed è arrivata una confezionatrice ancora più performante”.
Ivana mi racconta la storia del biscottificio nel suo negozio in corso De Gasperi 20 a Torino, nel cuore della Crocetta. “ Da noi è tutto artigianale, usiamo solo materie prime eccellenti come le farine Bongiovanni e le uova fresche già sgusciate che riceviamo tre volte alla settimana, in questi giorni stiamo mettendo a punto nuove ricette con farine non raffinate, cereali antichi, grano arso affinché il prodotto finito sia il più naturale possibile. I nostri clienti amano molto la linea dei Biscotti del Buongiorno, senza latte né burro, in vari gusti come vaniglia, farina di mais, cacao e gli integrali. Sono anche richiesti quelli della Linea Classica: meliga, krumiri, ciambelline panna e caffè e gli arancetti con scorza d’arancia e cioccolato”
Chiaccherando scopro che proprio in quel momento sta per salpare, direzione USA, una nave carica di Parlapa’, biscotto ideato ai tempi del Covid quando con il negozio chiuso il tempo per pensare non mancava. “ Il Parlapa’ è un biscotto a forma di gianduiotto realizzato con gli ingredienti del famoso cioccolatino torinese, pasta di nocciole e burro di cacao, la ricetta è stata brevettata come per il Cuore Rosa che ha avuto il patrocinio di Candiolo, bello, buono, ha il sapore di confetto, e fa del bene”.
In negozio, arricchito anche con oggetti molto particolari che volendo vengono abbinati alla vendita dei biscotti ( tazze, latte tedesche, tessuti realizzati appositamente per Bricco Dolce a Chivasso e a Chieri) spiccano sugli scaffali le Meringhette con gocce di cioccolato, i Girasoli integrali, le Pannocchiette, i biscotti senza farina per gli intolleranti al glutine e le Coccole al cocco , senza burro né uova per i vegani , crostate e torte di nocciola.
“ Nel 2025 avremo almeno altri tre nuovi prodotti che per ora sono in fase sperimentale, devono essere buonissimi per metterli in vendita ma soprattutto dobbiamo essere tutte d’accordo: io, mia sorella, mia figlia e mia mamma”.
“Date alle donne occasioni adeguate ed esse saranno capaci di tutto”, lo scriveva Oscar Wilde.

Aromatici biscotti all’arancia 

Invaderà la vostra cucina il delizioso profumo di questi biscotti

Si preparano semplicemente questi friabili e aromatici dolcetti ideali per una sana merenda o colazione. 

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Ingredienti 
250gr. di farina 00 
120gr. di burro 
140gr.di zucchero 
1 uovo intero 
3 cucchiai di scorza di arancia grattugiata 
1 cucchiaio di succo di arancia 
1 pizzico di lievito in polvere 
1 pizzico di sale 
Zucchero a velo 
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Lavorare il burro con lo zucchero ed un pizzico di sale fino a renderlo spumoso, unire l’uovo, la scorza e il succo di arancia poi, aggiungere a pioggia la farina con un pizzico di lievito. Formare una palla, avvolgere in pellicola e riporre in frigo per 30 minuti.  Formare un cilindro, avvolgere in pellicola e mettere in freezer per 30 minuti. Tagliare il cilindro a fette di un centimetro di spessore, disporre i biscotti su una teglia foderata con carta forno e cuocere in forno a 170 gradi per 15 minuti.  Lasciar raffreddare e spolverizzare con zucchero a velo. 
Paperita Patty 

Accettare e accettarsi per vivere meglio / 3

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Terza parte 

Accettare e accettarci dunque, non come resa, ma come accoglienza profonda e consapevole di ciò che è successo e di ciò che siamo. Accogliere significa anche andare oltre il dolore, oltre il rammarico, oltre il rimpianto, oltre la rabbia e la tristezza per ciò che non è , che non è stato o che non è stato come avremmo voluto.

Significa trovare in noi, spesso con fatica, un perché, un motivo, una spiegazione agli accadimenti spiacevoli e dolorosi, e prendere da essi quanto di positivo ci sia possibile trovare: una lezione, un’esperienza, o la sensazione profonda del nostro valore di persone.

Se non riusciamo ad accettare e ad accettarci non ci sarà possibile utilizzare in qualche modo l’esperienza vissuta. Per quanto dolorosa essa possa essere stata, se saremo in grado di accoglierla avremo la straordinaria occasione di farne tesoro per il resto dei nostri giorni.

Molte sono state, sono e saranno le cose che nella nostra vita ci è stato, ci è e ci sarà impossibile cambiare. Molti gli aspetti che non ci piacciono in noi. Ci ostiniamo spesso, con una fatica degna del mitologico personaggio Sisifo, a cercare di modificarli, nell’impossibilità di accettarli.

Vogliamo inutilmente cambiare il nostro passato, le persone che stanno intorno a noi, soprattutto quelle che amiamo di più, o che pensiamo di amare. Vogliamo cambiare aspetti di noi e del nostro presente che in fondo sappiamo essere immodificabili.

Ci costringiamo talvolta a voler credere che tutto possa essere cambiato, sprecando enormi quantità di tempo e di energie, procurandoci un sacco di fastidi e di sofferenze, semplicemente perché non riusciamo a farcene una ragione e a prendere le cose così come sono e come vengono. Accettandole, appunto.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.

(Fine della terza e ultima parte)

Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Entertainment Center di Beinasco. Flash apre le porte del divertimento a Torino

A pochi passi da Torino apre Flash Beinasco, il nuovo entertainement Center che rivoluziona gli spazi per il retail con un’offerta più ampia dedicata alla socializzazione, allo svago e al divertimento. Flash Beinasco è un luogo dove trovare piste da bowling interattive, un kartodromo indoor da 3.700 mq comprensivo anche di un’area food e arcade, negozi, spazi dedicati al gaming e al fitness oltre al più grande ristorante di sushi della città. Un nuovo modello di centro commerciale pensato per chi vuole arricchire il proprio tempo libero e quello della famiglia.

Il progetto sviluppato dal Gruppo Building e gestito da Odos Servizi, riflette crescente interesse verso luoghi destinati ad attività culturali e ricreative che superino l’acquisto di beni di consumo nell’intenzione di spesa con gli italiani. Come evidenziato da recenti indagini, in particolare le generazioni più giovani si stanno allontanando dalla ricerca di uno status attraverso il consumo, privilegiando esperienze capaci di offrire appagamento personale e benessere emotivo. Per rispondere a queste tendenze è nato Flash Beinasco, un luogo dove il fitness, il shopping e la felicità potranno fondersi in un’unica esperienza. Situato strategicamente lungo strada Torino, una delle principali arterie d’accesso al capoluogo sabaudo, con i suoi oltre 18 mila mq coperti, Flash Beinasco è una vera e propria oasi dell’intrattenimento, facilmente raggiungibile da tutta l’area metropolitana torinese per servire circa 1 milione e mezzo di persone. Dietro questo progetto innovativo vi è la visione del Gruppo Building, realtà consolidata nella costruzione di centri commerciali in Italia e all’estero. Con Flash, il Gruppo conferma il suo impegno nel modi di disegnare e vivere le città, creando spazi che uniscano un’architettura a misura d’uomo e d’ambiente, a una migliore qualità della vita.

“Flash rappresenta la nostra idea di come dovrebbero evolversi gli spazi commerciali nel futuro, attenti ai bisogni della gente – afferma Luca Boffa, CEO del Gruppo Building – abbiamo pensato a un luogo dove le persone possano venire non solo per fare acquisti, ma per vivere esperienze coinvolgenti. Dobbiamo ridefinire gli spazi urbani per adattarli ai cambiamenti sociali, a partire dai luoghi del commercio fino ad arrivare agli spazi civili e privati e per il tempo libero, con l’obiettivo di migliorare la vita quotidiana. L’entertainment center Flash Beinasco si prepara ad accogliere oltre 7 milioni di visitatori l’anno, offrendo una vasta gamma di servizi e attività. Il divertimento è garantito dall’innovativa sala bowling, Xgamer interactive bowling, dotata di 14 piste con percorsi luminosi e animazioni, e dall’emozionante esperienza di K1 Speed, con i go-kart elettrici per chi cerca un tocco di adrenalina. Per il benessere della forma fisica, i visitatori possono contare sui centri del benessere Just woman e Fit Active, e su centro odontoiatrico Dentalpro. Tra i ristoranti presenti spiccano MIk Sushi e RIS – storie di riso, perfetti per gli amanti della buona cucina. Lo spazio dedicato allo shopping include marchi come Shun Fa, Action, Boxeur des Rues, Lukito e Pepco, mentre per la cura della casa e della persona è presente uno store di “Acqua & Sapone”.

“Flash Beinasco, acronimo di Fitness Life Style Adventure Shopping Happiness, non è solo una galleria commerciale, ma un autentico centro di intrattenimento e svago – dichiara Luca Verpelli, AD Odos Servizi – grazie a una visione chiara e innovativa Flash intende puntare sulla qualità del tempo trascorso al suo interno offrendo un ambiente ricco di stimoli, capace di rispondere alle esigenze di un pubblico in trasformazione e sempre più eterogeneo. L’obiettivo è che il centro diventi un punto di riferimento per la comunità e per il territorio , capace non solo di soddisfare bisogni pratici ma di contribuire al benessere di chi lo frequenta”.

Mara Martellotta

Quell’8 marzo Anni 6O tra fiori alla maestra e fiabe di sinistra

L’8 marzo ha segnato la mia vita profondamente… e da quando mi ricordo non era così popolare all’ inizio degli anni 60: “roba da comunisti” insomma, e persino trovare le mimose era una impresa. Tant’è che mia madre le ordinava prima dalla fioraia: missione portare i fiori alla maestra.
Ammetto, che vergogna. Alla Gabelli superavamo i mille alunni. Ebbene l’unico che si presentava con i fiori ero io. Diversità, di una diversità marcata fino al midollo. Dopo ne sarei diventato orgoglioso… ma molto tempo dopo. Mia madre era una femminista ante litteram. Iscritta alla Udi, Unione donne italiane. Non mi ricordo se il giornale Noi donne fosse settimanale o mensile. Mi ricordo di Atomino, atomo impazzito e diventato per l’impazzimento pacifista. Inventato dal quel genio intellettuale di Gianni Rodari.  Fiabe di sinistra, incredibile, no? C’erano anche le fiabe di sinistra, ma forse tutte le fiabe sono di sinistra perché finiscono bene. Prima del 68 col cavolo che gli studenti universitari o medi disertavano le lezioni per partecipare al corteo dell’8 marzo.
Ero un ragazzino e vedevo  nelle ragazzine la loro bellezza, soprattutto belle dentro. 1975, Patrizia responsabile di zona Vanchiglia della Fgci. Innamoramento a prima vista. Durò non tanto ma  fu intenso. O Antonella che  ebbe ” l’ardire ” di diventare mia moglie e Madre di Alice. Gonnellone a fiori e zoccoli olandesi, stile “io sono più a sinistra di te”, Patrizio. Ed ancora adesso critica, amabilmente, il mio moderatismo. Si usciva dalla adolescenza. Tutto il bello diventava possibile. Con cortei non solo per urlare ma anche per parlare e conoscersi. Magari scambiarsi i numeri di telefono o raccontarsi l’ultima riunione, l’ ultima assemblea a scuola o l’incredibile emozione nell’essere entrati nella fabbrica dove gli operai non volevano essere licenziati.
Crescere ed andare al corteo con la figlia Alice. Crescere vedendo che i tempi cambiavano e le cose non erano come le avevamo sperate. Poi nel 92 conobbi Paola, attuale moglie che mi ha “regalato” Sara. Paola bellissima e giovanissima e nel 93  lei stava a Biella ed io a Torino. Euroflora, e quell’ anno feci recapitare una pianta di mimose alla suocera Olga. Immancabile telefonata di ringraziamenti. Sai, mi disse Olga: qui in casa non si usa regalare mimose all’8 marzo. Con Paola ho aggiunto alle mimose un’orchidea.  Mi sono imborghesito?
Forse….o….magari  si, mi sono proprio imborghesito vedendo prima Alice e poi Sara a laurearsi a pieni voti. Sono stato e sono un uomo fortunato. Ma, forse,  non solo. Magari per quello che mi è stato possibile un buon compagno. Una cosa è certa: ho cercato di essere un buon padre. E gli ottimi risultati di Alice e Sara mi confortano. E loro mi hanno superato in bellezza e capacità. Forse  anche perché quella piccola donna di nome Maria, mia madre, mi mandava a scuola con le mimose per la maestra. Anzi , più precisamente mi mandava a scuola per la donna maestra. Per apprendere un mondo dove donne e uomini erano e dovevano essere uguali con uguali diritti. Finendo:  grazie a tutte  ” le mie donne” che mi hanno reso migliore di quello che ero.
Buon 8 marzo per tutte le donne. Per le palestinesi e le israeliane. Alle donne ucraine e donne russe. Retorica? No voglia di continuare a dire: per un mondo migliore con l’eguaglianza. Continuare a volere un mondo diverso da quello che è. E soprattutto fare qualcosa affinché questo mondo migliori.
L’8 marzo è una piccola occasione per ripetersi: cambiamo questo mondo per i nostri figli.
PATRIZIO TOSETTO

Lei non sa chi sono io

Questa frase, caduta per nostra fortuna in disuso, ha espresso per decenni l’italica abitudine di far valere il proprio peso, la propria posizione anche quando, in realtà, ci sarebbe stato da nasconderla perché colti in fallo, per aver dato un pessimo esempio di comportamento o altro.

Spesso erano i politici, dal piccolo Sindaco fuori sede al parlamentare, al sottosegretario o portaborse di questo o quel ministro che, ipso facto, si sentivano superiori ai comuni mortali.

Io ho sempre sostenuto che tutti i cittadini, a condizione di esserne in grado giudizialmente e culturalmente, dovrebbero svolgere un mandato in uno qualsiasi degli àmbiti politici del nostro Paese.

Da consigliere di circoscrizione (o Municipalità che dir si voglia) a consigliere comunale, da Sindaco a consigliere regionale fino a parlamentare, non solo è dovere di tutti i cittadini partecipare alla gestione della res publica, ma permetterebbe loro di capire “da dentro” come si svolga l’amministrazione del Paese, quali difficoltà incontri quasi quotidianamente un amministratore pubblico.

Lo vedo sulla mia pelle: cittadini che, non conoscendo il codice degli appalti (o ignorandone l’esistenza) pensano che per aggiustare una strada sia sufficiente chiamare un’impresa e, al termine, effettuare un bonifico per il pagamento; oppure credono che il Sindaco sia un monarca assoluto che può decidere autonomamente e che qualsiasi cosa i sudditi chiedono sia realizzabile.

Il ritorno all’insegnamento dell’educazione civica è un primo, minimo, tentativo di avvicinare i cittadini allo Stato, alla politica intesa come sintesi dei poteri legislativo ed esecutivo (e di conseguenza giudiziario), all’impegno in prima persona.

Decenni di spese incontrollate, evasione da Guinness dei primati, disinteresse dei cittadini fanno si che ogni anno lo Stato stringa i cordoni della borsa salvo, all’improvviso, erogare bonus come se fosse Natale per poi lamentare un aumento del debito pubblico ed un aumento dell’inflazione.

Ecco perché se ognuno partecipasse alla gestione dello Stato con l’accortezza che ogni casalinga pone nella gestione del proprio ménage familiare, se i professionisti ponessero nello svolgimento della loro carica elettiva lo stesso impegno e serietà profusi nel loro impiego privato, d’incanto la macchina statale, nelle sue varie declinazioni e derivazioni, migliorerebbe di colpo.

Ma è opportuno che tutti i cittadini maggiorenni, in possesso di requisiti “normali” ma di dimostrata capacità di analisi, di comprensione dei problemi, con una minima conoscenza del diritto amministrativo degli enti locali partecipino attivamente a turno, per esempio un mandato quinquennale ciascuno, in una sorta di “do ut des”: partecipo alla gestione dello Stato, in cambio godo di ciò che lo Stato mi fornisce (strade, sanità, sicurezza, istruzione, ecc).

Altrimenti, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, il rapporto è sbilanciato: pochi fanno tutto, troppi pretendono molto, e le due parti non si pareggiano mai.

Trovo entusiasmante che in alcuni Comuni sia stato costituito un “consiglio comunale” dei ragazzi, con Sindaco e tutto il resto che partecipano ad alcune iniziative del Comune, imparano a vivere in politica ed apprendono la complessità della macchina amministrativa.

In alternativa avremo da un lato cittadini sempre più insoddisfatti, per colpa della scarsa o inesistente conoscenza del funzionamento della politica e, dall’altro, amministratori subissati di critiche, richieste impossibili, a rischio di commettere errori continui perché alcuni cittadini, anziché essere tutt’uno con le istituzioni, diventano nemici dai quali difendersi.

La Costituzione, approvata il 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1° gennaio 1948 è una delle più belle al mondo; per redigerla furono chiamati anche alcuni linguisti perché venisse scritta in un linguaggio semplice, comprensibile, anziché nel solito politichese col quale troppo spesso ci scontriamo.

Sono solo 139 articoli più 12 norme transitorie: se…. la leggessimo almeno una volta?  Sono certo non provocherebbe reazioni avverse, anzi !

Sergio Motta

Tour Vespucci. Anche se non abbiamo il mare…

Il Piemonte non ha il mare, ma i piemontesi possono muoversi e non perdere l’occasione di visitare il Veliero più longevo. L’Amerigo Vespucci infatti farà tappa in mediterraneo nei prossimi mesi, dopo il secondo giro attorno al mondo approda nei porti accessibili: dopo l’eccezionale accoglienza a Trieste toccherà altri 16 porti del mediterraneo.
È un’esperienza unica sia salire sul Veliero 94 enne che  visitare la recentissima Nave Trieste gioiello del 2024 unità d’assalto della Marina Militare L9890 anfibio multiruolo. Il Gigante che accompagna la Vespucci in questo tour .

Per garantirsi un posto, bisognerà accedere al sito ufficiale www.tourvespucci.it. Una volta aperte, le prenotazioni saranno probabilmente soggette a disponibilità limitata, quindi si consiglia di monitorare gli aggiornamenti ufficiali e di prenotare il prima possibile.

Le prossime  tappe
Venezia: dal 27 al 31 marzo
Ancona: dall’1 al 3 aprile
Ortona: dal 4 al 6 aprile
Durazzo (Albania): dall’8 all’11 aprile
Brindisi: dal 12 al 15 aprile
Taranto: dal 16 al 22 aprile
Valletta (Malta): dal 25 al 29 aprile
Porto Empedocle: il 30 aprile
Reggio Calabria: dal 3 al 6 maggio
Palermo: dal 7 all’11 maggio
Napoli: dal 13 al 17 maggio
Cagliari: dal 19 al 24 maggio
Gaeta: dal 26 al 29 maggio
Civitavecchia: dal 30 maggio al 3 giugno
Livorno: dal 4 all’8 giugno
Genova: il 10 giugno

GABRIELLA DAGHERO