LIFESTYLE- Pagina 111

Gli Artimani APS, corso “Ricuciamo il futuro”

Sono aperte le  iscrizioni al corso gratuito di cucito creativo, organizzato dall’associazione Gli Artimani APS, con il patrocinio della Circoscrizione 4 di Torino (San Donato, Campidoglio, Parella). Il corso, intitolato “RICUCIAMO IL FUTURO”, si terrà presso il Centro di Valorizzazione Territoriale in via Giacomo Medici 28, Torino.

Le lezioni si svolgeranno settimanalmente, con due gruppi disponibili (massimo 10 iscritti per gruppo): il mercoledì e il giovedì, dalle 10:00 alle 12:30. Gli insegnanti guideranno i partecipanti nella realizzazione di oggetti e nell’uso delle macchine da cucire, sia proprie che messe a disposizione dall’associazione.

Per partecipare, è richiesta una tessera associativa del valore di 20€, valida per 365 giorni.

In aggiunta, ogni martedì pomeriggio sarà attivo un gruppo creativo libero, dove i partecipanti potranno esercitarsi autonomamente utilizzando le attrezzature del centro. Questo gruppo proseguirà anche al termine del corso, continuando a offrire uno spazio di socializzazione e apprendimento alla cittadinanza.

 

Per maggiori informazioni e iscrizioni, potete contattarci Tel: 01118836752
Email: info@gliartimani.com
Sito: www.gliartimani.com

Inquinamento indoor: le sostanze inquinanti negli ambienti chiusi

Quando si parla di inquinamento si pensa subito ai fumi delle fabbriche, agli scarichi delle auto e a tutta una serie di agenti che lavorano all’esterno. Sicuramente la percezione della nocività di tutte quelle sostanze che agiscono al di fuori delle nostre mura è più forte per la semplice ragione che è tutto più visibile e tangibile. Si sottovaluta invece quello che è il pericolo di avvelenamento negli ambienti chiusi e quindi anche all’interno delle nostre case nelle quali si può determinare un mix di sostanze dannose per la nostra salute. Il peggioramento dell’aria negli ambienti chiusi, diventata negli ultimi anni più insalubre e nociva, ha diverse cause, ma quello che complica decisamente la situazione è che attualmente, soprattutto dopo la pandemia, le persone vivono sempre di più in luoghi confinati. L’orientamento è certamente quello di ridurre i consumi energetici grazie anche ad una evoluzione di materiali nell’edilizia che sigillino sempre di più gli interni per ovviare, per esempio, agli eventi climatici estremi. Questo miglioramento in termini di isolamento tuttavia ha un risvolto negativo che corrisponde ad una diminuzione del ricircolo dell’aria e questo è uno dei motivi predominanti del deterioramento della qualità dell’aria all’interno degli ambienti chiusi.

Le altre cause che aggravano le condizioni negli habitat domestici o lavorativi sono le attività praticate dagli umani come per esempio il fumo, l’uso di combustibili solidi, la pulizia e la manutenzione con detergenti e igienizzanti chimicamente tossici, l’utilizzo non appropriato di stufe e camini. Gli agenti inquinanti sono di tre tipologie: chimici, fisici, come per esempio i microclimi, impianti radio e tv ed elettrodomestici, e biologici come muffa, acari, funghi e microrganismi.

Le conseguenze sulla salute causate dell’inquinamento indoor sono diverse e di differente entità e gravità: una semplice tosse, ma anche problemi respiratori e purtroppo il cancro.

Quali sono i suggerimenti che gli esperti danno per tenere sotto controllo l’inquinamento domestico? Sicuramente arieggiare spesso gli ambienti, posizionare piante in grado di assorbire l’anidride carbonica e altre sostanze nocive, non fumare, non creare condizioni che favoriscono l’umidità, utilizzare intonaci antimuffa, usare il deumidificatore e il depuratore d’aria, ridurre l’uso di deodoranti per l’ambiente. Inoltre è consigliato di non eccedere con l’utilizzo di detergenti e sostanze chimiche nella pulizia e non fare miscele pericolose come unire candeggina e ammoniaca. Riguardo a quest’ultimo punto è bene, prima di procedere con la detersione, leggere quali sono le dosi indicate e utilizzare i tappi o i piccoli contenitori per calcolarle. È bene anche ricordarsi di limitare al massimo l’uso di pesticidi e insetticidi, veri e propri veleni per il nostro corpo e quello dei nostri amici animali.

C2 presente negli ambienti chiusi

Apertura finestre per il cambio d’aria importantissime anche per non fare accumulare umidità

Pulire filtri condizionatore

Vestiti tintoria farli arieggiare

MARIA LA BARBERA

Una giornata per riconnettersi con la natura

L’Associazione Nazionale NatureTherapy®, propone la prima edizione di “Connessioni Naturali”.

Un’intera giornata, domenica 6 aprile, per celebrare la Natura con il suo potere terapeutico.

Un evento diffuso in tutta Italia che coinvolge anche il Piemonte con diversi luoghi di ritrovo per le “immersioni” gratuite nella natura nelle province di Torino, Novara e Cuneo.

 

Meditare nella natura e osservarla, sentirsi radicati alla terra, immergere le mani e i piedi nella sabbia, in ascolto e in connessione profonda con gli elementi naturali… Sono tanti gli studi scientifici che dimostrano i benefici della natura sul benessere fisico, mentale ed emozionale dell’uomo.

 

Connessioni Naturali inizia per tutta Italia alle ore 10, con una conferenza stampa da Milano trasmessa anche in diretta streaming su YouTube, che vede la partecipazione di ricercatori e figure professionali che, ognuna da un punto di vista differente, racconteranno il “potere della Natura”. Interverranno, tra gli altri, Giorgio Vacchiano, Ricercatore in scienze forestali all’Università di Milano, nominato dalla rivista Nature tra gli 11 migliori scienziati emergenti nel mondo, Tomaso Colombo, Direttore Parco Adda Nord e Coordinatore AREA Parchi, vicepresidente Rete WEEC Italia e Claudio Belotti, autore, TEDx Speaker, Executive Coach, NLP & Tony Robbins Master Trainer.

 

Nel pomeriggio dalle ore 15.30 si svolgeranno, in contemporanea in tutta Italia, le attività di gruppo nella natura, gratuite e aperte a tutti. Le “immersioni” nella natura coinvolgeranno boschi, campagne e spiagge ma anche giardini e parchi cittadini.

 

In Piemonte le sessioni di NatureTherapy® si terranno a:

Torino | Parco della Pellerina
Mathi (TO) | Riserva naturale della Vauda
Poirino (TO) | Oasi Naturalistica
Ghemme (NO) | lungo l’argine del fiume Sesia
Cuneo | Parco Fluviale Gesso e Stura

 

L’intera giornata si svolge con il Patrocinio di Regione Piemonte.

Per iscriversi si può visitare la pagina dedicata https://naturetherapy.it/connessioni-naturali/

Festa del Vino – I vitigni autoctoni del Piemonte

Domenica 25 maggio nel centro storico di Alba

Go Wine annuncia la settima edizione della Festa del Vino dedicata ai Vitigni Autoctoni del Piemonte che si svolgerà domenica 25 maggio.

Un evento che di anno in anno si sta consolidando con un programma e contenuti unici nel loro genere e sempre più apprezzati dal pubblico degli enoappassionati.

In vetrina la ricchezza e diversità del vigneto piemontese, con oltre 40 i vitigni rappresentati nel corso della giornata.

Raccontando tanti angoli del Piemonte, affiancando varietà di grande diffusione (come il nebbiolo, per esempio) a varietà rare, oggetto di recupero nel corso degli ultimi anni (come il Baratuciat, il Bian Ver o l’Uvalino per indicarne alcuni).

Le cantine partecipano all’evento incontrando il pubblico in un banco d’assaggio che animerà il centro storico della città, altri vitigni-vini saranno presentati in speciali enoteche.

Sono previste masterclass durante la giornata, e eventi collaterali.

Vini esteri e di altre regioni italiane arricchiranno il programma della giornata.

Per aggiungere qualche riferimento, ecco dunque (in rigoroso ordine alfabetico) un primo elenco dei vitigni protagonisti di questo speciale evento Go Wine:

Albarossa, Arneis, Avanà, Baratuciat, Barbera, Becuet, Bian Ver, Bonarda, Bussanello, Cari, Caricalasino, Cortese, Croatina, Dolcetto, Erbaluce, Favorita, Freisa, Furmentin, Gamba di pernice, Grignolino, Malvasia, Malvasia di Schierano, Malvasia moscata, Moscato, Nascetta, Nebbiolo, Nebbiolo di Dronero, Neretto di San Giorgio, Nibiò, Pelaverga, Pelaverga Piccolo, Quagliano, Rossese bianco, Ruchè, Timorasso, Uva rara, Uvalino, Vespolina.

 

Un’occasione straordinaria per conoscere nuovi e diversi prodotti, per assaporare il fascino delle tipicità che firmano la viticoltura piemontese e che convergeranno, per un giorno, nel centro storico di Alba.

 

“La manifestazione – dicono dall’associazione Go Wine – giunge alla settima edizione; si inserisce tra le iniziative che Go Wine svolge ormai da molti anni in Italia a favore dei vitigni autoctoni: è nata in Piemonte per raccontare la particolare ricchezza del vigneto della regione e rafforza un tema caro all’associazione. Go Wine infatti ogni anno promuove un tour dedicato agli autoctoni in sei grandi città italiane e promuove i vini di territorio come strumento per rafforzare l’enoturismo in Italia; l’evento di Alba rafforza questo impegno dell’associazione sempre nel segno di generale occasioni che promuovono cultura del vino e conoscenza”.

 

Come in ogni edizione l’associazione Go Wine promuoverà un’iniziativa a favore della ricerca in campo vitivinicolo.

La città di Alba è sede dell’evento e il riferimento non è casuale; per il ruolo che Alba ha nel mondo del vino, per le istituzioni presenti come la Scuola Enologica e l’Università, come riferimento di un vasto territorio di vini di eccellenza.

La Festa dei Vini Autoctoni del Piemonte si svolge con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

La gestione ottimale delle nostre energie / 3

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Terza parte

Per una buona gestione delle nostre energie il riposo è essenziale. Impegniamoci, almeno due o tre sere la settimana ad andare a dormire prima delle 23, e cerchiamo comunque di dormire almeno sette ore per notte. Evitiamo cene troppo abbondanti. E lasciamo perlomeno uno spazio di tre ore tra la fine della cena e l’andare a coricarsi.

Evitando così di addormentarci con la digestione ancora in atto, garanzia di una mediocre qualità del sonno. E, se ci è possibile, utilizziamo qualche piccolo trucco per concederci qualche minuto di riposo nel corso della giornata, anche sul lavoro. Un divano (o qualcosa di analogo, anche se magari meno comodo…), su cui schiacciare un veloce pisolino.

Quando sentiamo calare le energie, può rivelarsi di notevole aiuto… E, se ne abbiamo la possibilità, staccare un quarto d’ora per una breve passeggiata nel corso della giornata è una bella iniezione di energia. Una buona respirazione ritmica, consapevole, profonda e lenta, stimola stati psico fisici calmi e rilassati e agisce positivamente sul nostro livello di energia e sullo stato di benessere psico fisico.

Quando ci sentiamo particolarmente affaticati e scarichi e con poche energie, portiamo la nostra attenzione sul respiro e nell’arco di un minuto facciamo cinque o sei inspirazioni ed espirazioni profonde. Ci accorgeremo che, almeno per qualche tempo, ci sentiremo meno stanchi e più energetici.

Tra i suoi numerosi effetti nefasti, Il fumo riduce in maniera considerevole l’apporto di ossigeno al cervello e agli altri organi, determinando una riduzione assai significativa del livello energetico di chi si ostina e perseverare in questa malsana abitudine. La dipendenza dalla nicotina, dando al fumatore l’errata sensazione immediata di piacevolezza e di rasserenamento, in realtà ne limita fortemente l’energia e la capacità vitale.

Cerchiamo anche di seguire una dieta sana ed equilibrata e non saltiamo i pasti. Una errata alimentazione porta in genere ad un aumento del peso corporeo, e determina un dispendio energetico spesso molto più elevato, con condizioni di appesantimento e di stanchezza che si rivelano energeticamente molto gravose. Attenzione dunque a mantenere il nostro peso e la nostra massa grassa entro limiti compatibili.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.

(Fine della terza e ultima parte)

Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Messer Tulipano compie 25 anni

Torna dal 29 marzo al 1 maggio prossimi la venticinquesima edizione di ‘Messer Tulipano’, la grande manifestazione che annuncia ogni anno l’arrivo della Primavera nel parco del castello di Pralormo, in provincia di Torino.

Ogni edizione si caratterizza per un nuovo e originale piantamento di tulipani rinnovato nella varietà e nel colore.

Nell’edizione corrente si contano oltre 1300 tulipani, che vanno ad affiancarsi alle tante varietà curiose, una collezione di tulipani botanici, ma anche un percorso nel sottobosco che è dedicato a tulipani conosciuti già nel Seicento, come le varietà botaniche di quei tulipani che nascono nei boschi, soprattutto in Asia ed in genere sono alti dai 15 ai 20 cm con foglie sottili.

La manifestazione coinvolgerà il parco intero, progettato nell’Ottocento dall’architetto di corte Xavier Kurten, realizzatore dei più importanti parchi all’inglese delle residenze sabaude in Piemonte. Nei grandi prati sono presenti aiuole dalle forme morbide e sinuose, ponendo attenzione a non alterare l’impianto originario, di modo tale che le aiuole serpeggino tra gli alberi secolari, che dominano un sottobosco fatto di ciuffi di muscari, narcisi e giacinti.

Quest’anno, avendo la manifestazione compiuto 25 anni, sarà l’occasione per una festa particolare. Un’introduzione storica racconterà la storia del tulipano, partendo dal Seicento, quando in Olanda scoppiò una vera e propria febbre del tulipano con costi altissimi per ogni bulbo, che valeva come un’abitazione. Gli olandesi si indebitarono per comprarli alle aste. Questo andamento durò fino al 1630, poi di colpo l’interesse per questo fiore svanì e avvenne il primo fallimento finanziario europeo. L’introduzione storica racconterà la vera storia del tulipano in Asia, in Turchia, in Mongolia e poi in Europa.

Quest’anno, accanto ai normali tulipani, sono previste varietà speciali come il tulipano “a fior di giglio”, dal gambo sottile e dai petali appuntiti, i tulipani “famiglietta” a mazzetto su un unico stelo, i “viridiflora”, con le fiammature verdi, i “parroquet” dal gambo movimentato e i petali spettinati, i “frills”, con i petali frastagliati e quei tulipani che durante la fioritura fanno le mutazioni di colore. Un bosco sarà poi dedicato ai narcisi e, nella serra antica, giunta da Parigi dai fratelli Lefevre nel 1890, si potrà ammirare una collezione di orchidee e nel giardino su cui si affaccia la serra il tulipano nero ”Queen of the night”, che viene a spiccare tra tulipani rosa e bianchi.

Sarà presente anche una apprezzata zona shopping che offrirà prodotti stagionali dei produttori agricoli, miele, marmellate, vini doc, cosmetici naturali, tessuti e articoli per la casa, piante, fiori e prodotti per rinnovare il giardino e il terrazzo. Sarà anche allestito un bar ristorante, che proporrà menù, piatti caldi e freddi e panini. Per gli amici a 4 zampe ciotole d’acqua fresca e un vero e proprio Dog Bar nel parco.

In occasione di Messer Tulipano inaugurerà anche la nuova stagione di aperture al pubblico dell’interno del castello che propone due itinerari, uno dedicato alla vita quotidiana, in un’antica dimora tra cantine, cucine, camere da pranzo e saloni d’onore e uno al Trenino di corte, un impianto d’epoca in miniatura che occupa tre sale, su cui viaggiano treni a scala 0 tra paesaggi dipinti sulle pareti e gallerie scavate nei muri.

Castello di Pralormo

Via Umberto I 26, Pralormo

Tel 011884870

 

Mara Martellotta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Benvenuto Arneis

L’Enoteca Regionale del Roero ha promosso un evento nella domenica che segna l’inizio della primavera.
Un appuntamento per aprire una nuova stagione di enoturismo e di accoglienza.
Tema della giornata il Roero Arneis, grande vino bianco del territorio, e fiore all’occhiello per molti viticoltori.
Nei locali dell’Enoteca Regionale, in via Roma 57, a Canale ( CN) con orario 11:00-18:00 e’stato allestito un banco d’assaggio con una selezione al calice di oltre 40 etichette della nuova annata 2024 del Roero Arneis.
Ecco un primo elenco delle cantine che aderiscono all’evento
 
Angelo Negro – Monteu Roero
Battaglino Fabrizio – Vezza d’Alba
Cascina Chicco – Canale
Casetta F.lli – Vezza d’Alba
Cascina Cà Rossa – Canale
Cascina del Pozzo – Castellinaldo
Cascina Goregn – Castagnito
Cascina Lanzarotti – Monteu Roero
Cascina Torniero – Castellinaldo
Ceste Vini – Govone
Correggia – Canale
Costa Catterina – Castagnito
Mario Costa – Canale
Teo Costa – Castellinaldo
Deltetto – Canale
Demarie – Vezza d’Alba
Destefanis – Canale
Filippo Gallino – Canale
Francone – Neive
Generaj – Montà
Malabaila – Canale
Massucco F.lli – Castagnito
Nizza Silvano – Santo Stefano Roero
Pelassa – Montà
Poderi Moretti – Monteu Roero
Marco Porello – Canale
Produttori di Govone – Govone
Enrico Serafino – Canale
Tenuta Carretta – Piobesi d’Alba
Tibaldi – Pocapaglia
Alcune note tecniche :
Il vitigno Arneis è utilizzato nella produzione di vini (DOCG) come il Roero Arneis e nella (DOC) Langhe Arneis. Entrambe le denominazioni hanno specifici disciplinari di produzione che regolamentano la coltivazione delle uve e la vinificazione.
Roero Arneis DOCG
Il disciplinare di produzione del Roero DOCG prevede le seguenti caratteristiche per il vino Roero Arneis:
• Vitigno principale: Arneis minimo 95%; possono concorrere altri vitigni a bacca bianca non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte fino a un massimo del 5%.
• Zona di produzione: comprende numerosi comuni in provincia di Cuneo, tra cui Canale, Corneliano d’Alba, Piobesi d’Alba, Vezza d’Alba e altri.
• Resa massima per ettaro: 100 quintali.
• Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.
• Caratteristiche organolettiche:
• Colore: giallo paglierino più o meno intenso.
• Odore: caratteristico, fine, intenso.
• Sapore: secco, fresco, delicato.
 
Resa massima uva/vino: La resa non deve superare il 70%, con una produzione massima di 70 hl per ettaro. Se la resa supera il 75%, l’intero prodotto perde il diritto alla denominazione.
È prevista anche la tipologia Roero Arneis Spumante, con una spuma fine e persistente e un titolo alcolometrico minimo di 11,50% vol.
Langhe Arneis DOC
Il disciplinare della denominazione Langhe DOC prevede per la tipologia Langhe Arneis le seguenti caratteristiche:
• Vitigno principale: Arneis per almeno l’85%; possono concorrere altri vitigni a bacca bianca non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte fino a un massimo del 15%.
• Resa massima per ettaro: 110 quintali.
• Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10,50% vol.
• Caratteristiche organolettiche:
• Colore: giallo paglierino.
• Odore: caratteristico, fine, intenso con eventuali sentori di legno.
• Sapore: asciutto, fresco, delicato, talvolta vivace.
Resa massima uva/vino: La resa non deve superare il 70%, con una produzione massima di 77 hl per ettaro. Se la resa supera il 75%, l’eccedenza non ha diritto alla DOC; oltre tale limite, l’intero prodotto perde la denominazione.
Esiste anche la versione Langhe Arneis Passito, che prevede un periodo di invecchiamento di almeno 10 mesi a partire dal 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve. L’immissione al consumo è consentita dal 1° settembre dell’anno successivo alla raccolta. Infine deve avere un titolo alcolometrico minimo di 15,50% vol., di cui almeno 11,00% svolti.
Per ulteriori dettagli, consultate il sito
Consorzio tutela del Roero
Alcune caratteristiche di degustazione
L’Arneis si presenta con un colore giallo paglierino tenue, arricchito da riflessi verdolini che ne sottolineano la freschezza. Al naso si distingue per un bouquet delicato e raffinato, note di fiori bianchi come biancospino e camomilla, con sentori di frutta a polpa bianca come pera e mela, accenni di mandorla fresca e una leggera vena minerale.
Al palato offre un profilo secco e armonico, la freschezza vivace e la sapidità marcata con persistenza fine e piacevole con note di mandorla e una delicata mineralità.
Ecco i vini che mi sono particolarmente piaciuti:
Roero Arneis Serra Lupini 2024 – Angelo Negro, Monteu Roero
Roero Arneis 2024 – Barbero Giacomo, Canale
Roero Arneis Merica 2024 – Cascina Cà Rossa, Canale
Roero Arneis 2024 – Cascina Lanzarotti, Monteu Roero
Roero Arneis Cornarea 2024 – Cornarea, Canale
Roero Arneis 2024 – Correggia, Canale
Roero Arneis Arsivel 2024 – Costa Catterina, Castagnito
Roero Arneis Daivej 2024 – Deltetto, Canale
Roero Arneis San Michele 2024 – Deltetto, Canale
Roero Arneis 2024 – Ferrero Michele, Canale
Roero Arneis 2024 – Filippo Gallino, Canale
Roero Arneis Magia 2024 – Francone, Neive
Roero Arneis Bric Varomaldo 2024 – Generaj, Montà
Roero Arneis Pradvaj 2024 – Malabaila, Canale
Roero Arneis 2024 – Morra Stefanino, Castellinaldo
Roero Arneis Jemej 2024 – Nizza Silvano, Santo Stefano Roero
Roero Arneis Pace 2024 – Pace, Canale
Roero Arneis San Vito 2024 – Pelassa, Montà
Roero Arneis Camestrì 2024 – Marco Porello, Canale
Roero Arneis Poggio di Caro 2024 – Enrico Serafino, Canale
Roero Arneis Cayega 2024 – Tenuta Carretta, Piobesi d’Alba
Terre Alfieri Arneis Macadi 2024 – Carlin de Paolo, San Damiano d’Asti

Campioni della Longevità

I vini che seguiranno rappresentano senza ombra di dubbio la dimostrazione evidente e scientifica della longevità dell’ Arneis .
Tutte queste bottiglie hanno dimostrato con tappi diversi (sughero naturale, tappo a vite , diam ) di mantenere una freschezza e una vivacità nel tempo , virando su sentori terziari uniti a livelli di sapidità , complessità , note di mentolato e idrocarburi davvero esaltanti !
Roero Arneis 7 anni 2016 Angelo Negro
Monteu Roero
Mt 320, vigne 20 anni ,versante sud, terreno calcareo sabbioso con conchiglie fossili , 6mesi sui lieviti in acciaio poi min 7 anni bottiglia
Roero Arneis San Michele 2011 Deltetto Canale
Mt 300 , vigne del 1977 poi 2004 , terreno di marna marina azzurra a strati , sotto 1 mt c’è argilla e poi sabbia calcare e marna , zero sui lieviti, poi 6mesi 30% in Barrique usate e continui rimontaggi ogni 15 gg
Roero Arneis giuan da pas 2015 Pace Canale
Oggi Cru Mompellini
Mt 260/280 vigne 20/30 anni terreno sciolto
poca sabbia , argilla e marna bianca ,zero sulle bucce, poi 12 mesi sui lieviti in acciaio poi bottiglia
Roero Arneis San Vito 2013 Pelassa Daniele Monta’
Mt 330 vigne 30 anni ,terreno con sabbia rossa ghiaia con forti componenti ferrose e argilla 15%
12 gg a 16 gradi , 6 mesi sui lieviti in acciaio poi bottiglia
Alla prossima.
LUCA GANDIN

La Pasqua buona di Bottega Paideia 

Pasqua è il momento perfetto per condividere gesti di affetto e generosità e Bottega Paideia a Torino è Il luogo giusto per chi cerca regali unici e prodotti dolciari solidali che fanno la differenza.

Situata a Torino in Via Villa della Regina 9/D, a due passi dalla Gran Madre e dalle rive del Po, Bottega Paideia non è solo una boutique di design e prodotti selezionati con cura ma una vera e propria bottega solidale. In questo luogo speciale ogni acquisto si trasforma in un aiuto concreto per la Fondazione Paideia, che da oltre 30 anni lavora a Torino e Milano per costruire una società più inclusiva e solidale e si dedica al sostegno dei bambini con disabilità e delle loro famiglie.

 

Con l’arrivo della primavera, Bottega Paideia riapre le sue porte fino al 18 aprile, con un allestimento pasquale che unisce eleganza e solidarietà ma per chi desidera fare un regalo solidale da ogni parte d’Italia, una selezione esclusiva di prodotti è disponibile anche online su www.bottegapaideia.it.

Shopping solidale: una scelta che vale doppio

Bottega Paideia propone una selezione raffinata di oggetti di design per la casa e la tavola, accessori, decorazioni, abbigliamento e prodotti per la cura della persona, oltre a un’ampia gamma di idee regalo che spaziano dal food al tech, dal beauty ai giochi per bambini.

 

Pasqua in Bottega

Tra i prodotti più attesi quest’anno c’è la Colomba Pasquale Galup per Fondazione Paideia, realizzata con la storica ricetta Galup e confezionata in un incarto speciale: per ogni colomba venduta, Galup devolverà il 10% del ricavato alla Fondazione, contribuendo a sostenere le attività dedicate ai bambini con disabilità e alle loro famiglie.

 

Scegliere Bottega Paideia per i propri acquisti di Pasqua significa regalare qualcosa di bello e di speciale, sapendo che ogni dono ha un valore più grande: il sostegno alle famiglie che ogni giorno affrontano sfide importanti.” – afferma Fabrizio Serra, segretario generale di Fondazione Paideia.

 

Bottega Paideia è aperta dal martedì al sabato, con orario 10:00 – 13:00 / 15:30 – 19:00, fino a venerdì 18 aprile.

Fondazione Paideia, nata nel 1993 per iniziativa delle famiglie torinesi Giubergia e Argentero, è un ente filantropico che opera per offrire un aiuto concreto ai bambini con disabilità e alle loro famiglie. Perché paideia? Il termine, in greco, significa infanzia, crescita, educazione, formazione. Paideia offre accoglienza, sostegno e momenti felici ai bambini con disabilità e alle loro famiglie, prendendosi cura di genitori, fratelli, sorelle e nonni, affinché ognuno possa esprimere al meglio le proprie potenzialità. L’obiettivo è sostenere la crescita dei bambini e di chi si cura di loro, partecipando alla costruzione di una società più inclusiva e responsabile.

Toglietele il vino…

Chi ha visto il film “Vacanze di Natale” ricorderà sicuramente la scena in cui la signora Covelli, mamma di Christian De Sica,comincia a frignare perché ormai a Cortina arrivano anche proletari, persone non abbienti, i “Torpigna” per intenderci.

Il marito, seraficamente, dice ai commensali: “Levateje er vino”.

Evidentemente non è una cosa solo di oggi farsi prendere da facili isterismi se qualcosa non rispecchia i nostri desideri, se fantasmi minano la nostra confort zone.

E’ di questi giorni la notizia che il Festival della Canzone Italiana, che si tiene a Sanremo dal lontano 1951, non verrà più affidato direttamente dal Comune di Sanremo alla RAI, ma l’aggiudicazione avverrà a seguito di una gara, come prevedere il Codice degli appalti.

Immediate la reazioni di chi conosce a mala pena la differenza tra gara d’appalto, gara automobilistica e gara canora.Sanremo Ariston

Tra le perle reperite sui social brilla il commento di una persona che ha sostenuto con veemenza che è dal 1951 che il “festival di Sanremo” viene trasmesso in TV dal teatro Ariston: a parte che non si chiama Festival di Sanremo ma, come ho scritto sopra, “Festival della canzone italiana” e, dunque, potrebbe essere trasmesso anche da Campione d’Italia, enclave italiana in Svizzera, viene trasmesso in TV solo dal 1954, anno in cui la TV cominciò le sue trasmissioni (infatti nel 2024 si sono festeggiati i 70 anni della TV ed i 100 della radio) mentre prima era trasmesso in radio e, soprattutto, è solo dal 1977 che si svolge al teatro Ariston, mentre fino ad allora la sede del festival era nel Casinò municipale.

Il vero problema di molte, troppe, persone è non documentarsi minimamente su cosa stia alla base di una decisione, di voci presunte o reali riguardo un evento.

Il format attuale del festival fu creato da Pippo Baudo che, parecchi anni fa, lo regalò alla RAI che, quindi, può legittimamente organizzare il festival dove vuole mantenendo lo stesso format. Inoltre, continuerebbe a chiamarsi Festival della canzone italiana anche trasferendosi a Torino (ipotesi più accreditata), Sassari, Merano, Catanzaro, Termoli o Ravenna.

Allo stesso modo il Comune di Sanremo, appaltando la realizzazione di un evento canoro avente altro nome (ad esempio “Festival di Sanremo”) potrà creare il format preferito con l’emittente che si aggiudicherà la gara.

E’ palese che, come sempre più spesso notiamo ovunque, chi sa non ha bisogno di divulgare mentre chi non sa sente la necessità di criticare parlando di cose totalmente sconosciute.

L’attaccamento morboso verso un nome, un evento, un’abitudine dimostrano solo l’incapacità di verificare le informazioni, analizzare i problemi, valutare pro e contro e trarne conclusioni, racchiuse in un parere espresso con maniere civili.

Uno dei grossi problemi della nostra epoca, della nostra società è credere a prima vista a ciò che si legge in prima battuta: se siamo fortunati, leggeremo una fonte attendibile, se no saremo incappati in una delle fake news che quotidianamente ci bersagliano.

Un paio di anni fa alcune emittenti trasmisero una campagna di promozione sociale contro le fake news: evidentemente l’effetto è già svanito e ora tutti tornano a giurare che la loro versione dei fatti sia l’unica corretta, in pieno stile fanatismo.

Citavo Torino poc’anzi perché pare che per la prossima edizione del Festival della canzone italiana, la nostra città sia la più adatta, per la presenza del Centro di produzione RAI, dell’auditorium Arturo Toscanini, della direzione ICT, del teatro Regio e dell’Inalpi arena che consentirebbero non soltanto una qualità eccelsa dell’evento, ma anche un risparmio nei costi di trasferta.

Ma l’approssimazione, i presupposti, i preconcetti sono alla base di ogni analisi errata e, ça va sans dire, di ogni risposta fuori luogo, non di rado ridicola. Anche senza vino.

Sergio Motta