

Consentirà anche gli studenti di licei, accademie di Belle arti, conservatori musicali, oltre che di istituti tecnici e professionali, di essere assunti come apprendisti
Lezioni, esami e soprattutto formazione in azienda, in ufficio e nei laboratori. E’ il sistema duale in Apprendistato che, nelle intenzioni della Regione, consentirà anche gli studenti di licei, accademie di Belle arti, conservatori musicali, oltre che di istituti tecnici e professionali, di essere assunti in apprendistato acquisendo il doppio status di “studente” e “lavoratore”.
La Regione Piemonte ha appena siglato un protocollo d’intesa che regolamenta i contenuti formativi e gli aspetti contrattuali dell’ apprendistato duale. Per la prima volta sindacati, associazioni imprenditoriali, Atenei e Ufficio Scolastico Regionale si sono riuniti attorno a un tavolo. L’accordo consentirà ai giovani tra i 15 e i 29 anni di conseguire, spiegano in Regione ” tutti i titoli di studio previsti dall’ordinamento italiano ed europeo, dalla qualifica professionale al dottorato di ricerca, lavorando, alternando cioè momenti di formazione a scuola e in azienda, attraverso i percorsi previsti dall’Apprendistato di 1° livello e da quello di Alta formazione e ricerca. Dei 72 milioni di euro che la Regione mette a disposizione dell’offerta formativa per tutte le tipologie di apprendistato, circa 26 saranno destinati all’apprendistato duale”.
Novità anche per le imprese che assumeranno in apprendistato o che ospiteranno studenti in alternanza scuola-lavoro: potranno godere di una serie di benefici fiscali e contributivi grazie ai quali sarà possibile realizzare una riduzione del costo del lavoro e una semplificazione gestionale, come l’azzeramento dei costi per la formazione svolta a scuola, la diminuzione al 10% di quelli per la formazione interna all’azienda e la riduzione dal 10 al 5% dell’aliquota di contribuzione per le imprese con più di nove dipendenti.
“L’apprendistato duale – spiega l’assessore all’Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro, Gianna Pentenero – permetterà di collegare in modo più veloce ed efficace l’offerta formativa con la domanda delle imprese e la programmazione didattica con le necessità del sistema produttivo, contrastando così la dispersione scolastica e favorendo l’occupabilità giovanile. Un sistema nel quale formazione e lavoro si raccordano organicamente, grazie all’integrazione di apprendimenti in aula ed in azienda, tra teoria e pratica, che permetteranno di rafforzare il legame tra gli indirizzi di studio scelti dai nostri ragazzi e i fabbisogni di competenze delle imprese”.
Al momento dell’accordo c’era anche il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba: “le imprese – ha sottolineato – non avranno alcun obbligo di assumere l’apprendista e il nuovo contratto costerà il 60-65% in meno del precedente perché si pagheranno solo le ore di lavoro e non quelle di formazione esterna, mentre la formazione interna sarà pagata al 10%. Così facendo si mira a rendere più stringente il collegamento fra mondo dello studio e realtà del lavoro”.





Nessun paziente con disturbi cognitivi si è più allontanato in modo inappropriato
IL MONDO DEL BIO / di Ignazio Garau*

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La consigliera Batzella ha affermato: “Si tratta di un grande passo avanti per il Piemonte, è una legge che mancava
potremo assumere. Si applica in un ambito in cui la Regione non ha una propria normativa, ma non c’è nemmeno una normativa nazionale su questo argomento. Il ddl riguarda tutti i tipi di discriminazione, secondo la normativa nazionale e europea. E’ frutto di un lavoro di consultazione partecipata con le associazioni. Il testo presentato recepisce numerose richieste di modifica presentate durante le sedute di Commissione”.La legge fissa alcuni criteri generali che si riferiscono alla parità di trattamento tra le persone e al divieto di ogni forma di discriminazione, stabilendo norme per la prevenzione e il contrasto alle discriminazioni. Gli ambiti di intervento del provvedimento si riferiscono alla salute e alle prestazioni sanitarie, alle politiche sociali, al diritto alla casa, alla formazione professionale e all’istruzione, ai temi inerenti il lavoro, alle attività sportive, ricreative e culturali, ai trasporti, alla comunicazione ed anche alla formazione del personale regionale. All’articolo 9 la nuova legge prevede anche che il Comitato regionale per le comunicazioni (Corecom) effettui rilevazioni periodiche sui contenuti della programmazione di radio e tv locali e proponga iniziative per promuovere l’affermazione dei principi antidiscriminatori. L’articolo 10 sancisce il diritto alla mobilità per ogni persona e gratantisce l’accessibilità alle strutture regionali.Nel corso del dibattito in aula le posizioni di maggioranza e opposizione hanno trovato un’intesa che ha permesso di approvare i primi dieci articoli del disegno di legge.Per la maggioranza sono intervenuti i consiglieri: Andrea Appiano, Paolo Allemano, Domenico Ravetti (Pd), Marco Grimaldi (Sel) che hanno sostenuto l’utilità di una legge di principio contro tutti i tipi di discriminazione.I consiglieri del Movimento 5 Stelle intervenuti, Stefania Batzella e Giorgio Bertola, hanno dichiarato in apertura di dibattito: “Siamo a favore del progetto di legge presentato dalla nostra consigliera perchè dobbiamo occuparci dei diritti di tutte le persone”.I consiglieri Gianluca Vignale, Diego Sozzani, Francesco Graglia, Claudia Porchietto (Fi), Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia), Gianna Gancia (Lega Nord Piemont) sono intervenuti nel dibattito ed hanno presentato diversi emendamenti. Nei loro interventi iniziali hanno sostenuto che questo testo di legge “crea confusione, perchè in realtà intende tutelare le coppie omosessuali, anche se le priorità del Piemonte sono altre”.Tra gli emendamenti più significativi approvati dall’Aula, quello presentato dai consiglieri di opposizione che pone il divieto alla discriminazione in base alla nazionalità e quello, presentato dall’assessora Cerutti, che “promuove la rimozione degli ostacoli che impediscono una piena parità di accesso alle cariche elettive e introduce correttivi volti al perseguimento di una compiuta democrazia paritaria”.Il dibattito sui restanti nove articoli della legge proseguirà in una prossima seduta del Consiglio regionale.