
La grande kermesse per la quinta volta consecutiva ospitata all’Oval
207 gallerie provenienti da 35 Paesi del mondo sono coinvolte, per il quinto anno consecutivo all’Oval, nella nuova edizione di Artissima, visitabile fino all’ 8 novembre prossimo. Vi partecipano anche una ventina di istituzioni e molte riviste d’arte.
“Anche se la provenienza principale rimane quella europea e occidentale – spiega la direttrice di Artissima Sarah Cosulich – grazie al lavoro di ricerca dei curatori quest’anno sono coinvolti in modo decisivo anche i Paesi dell’America Latina; nella sezione “Present Future”, per esempio, c’è una forte presenza di artisti e gallerie mediorientali. Un peso decisivo hanno anche le gallerie dell’Est europeo, un’area geografica che sta diventando sempre più interessante per gli investimenti in campo artistico. Proprio la sezione “Back To the Future” da tempo si concentra, infatti, sui pionieri dell’avanguardia, vale a dire su quegli artisti che hanno influenzato quelli delle nuove generazioni. La sezione è nata con un focus sugli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, e quest’anno si concentra per la prima volta su opere prodotte nella decade 1975-85, un periodo che si pone ai margini tra concettualismo, inizio della figurazione e una nuova rilevanza attribuita al gesto”.
“Con l’ambizione di andare oltre l’indagine – spiega la curatrice di “Back to the Future” Eva Fabbris – e con l’intento di provare a capire se ci sia un’area o un tema poco esplorato che ci permetta di conoscere il decennio più a fondo, la sezione conserva la sua rinnovata importanza e presenta, per la prima volta, la ricostruzione di mostre”.Quest’anno la seconda sezione “Present Future”, dedicata ai giovani talenti emergenti selezionati da un board di giovani curatori internazionali, presenta opere che includono proposte inedite e realizzate a hoc. “Spesso le aree come questa si pongono il problema – spiega il coordinatore della sezione Fassi – di come proporre ai collezionisti dei giovani. Noi, invece, abbiamo adottato una logica diversa, sorprendendo con nomi totalmente nuovi”.
Dallo scorso anno Artissima si è arricchita della sezione “Per4m”, dedicata esclusivamente alle performance. Si tratta della prima rassegna del genere nel panorama fieristico italiano.”Per4m – spiega il curatore Simone Menegoi – è una vetrina artistico commerciale, in
cui la performance viene considerata come un’opera alla stregua delle altre opere presenti in fiera e venduta come tale”.Altra novità di quest’anno riguarda la Vip Lounge, trasformata per l’occasione dall’artista Maurizio Vetrugno nell’opera totale “Opium Dem”, uno speciale progetto espositivo che si concretizza nella mostra dal titolo “Inclinazioni” , curata da Stefano Collicelli Cagol, accolta all’interno di Artistica, per offrire una vetrina alle istituzioni artistiche piemontesi e alle collezioni di arte contemporanea.
I galleristi propongono quest’anno anche diversi iniziative originali. Per esempio il gallerista torinese Franco Nero, che espone, tra i suoi artisti, anche opere di Jim Lambie e Lara Favaretto, propone, fuori fiera, la colazione in galleria, alle 9.30 e alle 11.30, e concerti dal titolo “Citofonare Beethoven”, che hanno come location un appartamento di piazza Carignano 2. Gli spazi di Artissima si ampliano e all’ospedale Sant’Anna di Torino la rassegna propone il mondo della creatività alle gestanti. Mentre il Cantiere dell’arte ha, infatti, cambiato il volto di molti reparti, in questi giorni sono state organizzate varie occasioni di incontro con l’arte. Sabato 7 novembre alle 12 è prevista una visita guidata della fiera per le mamme in attesa con il medico collezionista Antonio Martino del Fatebenefratelli e Miriam Mirolla dell’Accademia di Belle Arti di Roma, mentre domenica alle 15.30 all’Oval si festeggeranno tre nuovi arrivi nella collezione della Fondazione Medicina a Misura di Donna.
(Foto: il Torinese)
Mara Martellotta








Quest’anno il progetto espositivo internazionale ospitato nell’ex carcere delle Nuove, The Others, in contemporanea con Artissima, coniuga un tema che, nella lingua inglese, lingua della sintesi per eccellenza, si esprime con “stay gold”. Nella sua prima accezione significa rimanere puri, veri, fedeli a se stessi e ai propri ideali, saldi nello spirito ma, al tempo stesso, sempre in movimento e sensibili a ciò che accade intorno a sé. Nella sua seconda accezione significa essere liberi, anticonformisti, sovversivi nei confronti di omologazioni e stereotipi e, quindi, incarna anche il tentativo di essere felici, positivi, creativi, stando bene con se stessi, con gli altri e con il mondo.
Il Teatro Regio Torino è l’unico Teatro italiano a far parte di The Opera Platform, la prima piattaforma web gratuita interamente dedicata all’opera, disponibile su www.theoperaplatform.eu La piattaforma, che ha come scopo la diffusione dell’opera lirica nel mondo, ha ottenuto il supporto della Commissione europea ed è promossa da Opera Europa, l’Associazione che riunisce Teatri e Festival di tutta Europa, con la collaborazione del canale culturale ARTE, partner tecnico del progetto. Su The Opera Platform si possono trovare gratuitamente in streaming e on demand le migliori produzioni di quindici tra i più importanti teatri europei: dalla Wiener Staatsoper, al Teatro Real di Madrid alla Royal Opera House Covent Garden di Londra, per citarne solo alcuni.
piattaforma con la trasmissione dell’Aida inaugurale della Stagione 2015-2016, diretta da Gianandrea Noseda, con la regia del premio Oscar William Friedkin (nella foto in basso), protagonisti della produzione: Kristin Lewis, Anita Rachvelishvili, Marco Berti e Mark S. Doss. Per l’occasione abbiamo prodotto diversi contenuti extra, già visibili sulla piattaforma, per arricchire la nostra Aida: interviste a Walter Vergnano (Sovrintendente del Teatro Regio), Gianandrea Noseda (Direttore musicale del Teatro), William Friedkin (regista dell’Aida), Kristin Lewis (interprete di Aida), Christian Greco (Direttore del Museo Egizio di Torino), nonché una nuova Pillola di Passione di Paola Giunti con ulteriori interviste e riprese nei backstage durante le prove dell’opera.