L’azienda agricola coltiva nell’area tra Nichelino e Vinovo, in campo aperto e in serra, nel rispetto della stagionalità e dei ritmi lenti legati alla vita agricola

Dal produttore al consumatore, senza intermediari: la filosofia che dal 2005 conduce l’azienda agricola biologica Bosco Vincenzo & Claudio, e che porta nelle case dei torinesi ceste di ortofrutta fresca, sana e di stagione.Fin dal 1957, anno della sua fondazione da parte di Domenico, la famiglia Bosco coltiva nell’area tra Nichelino e Vinovo, in campo aperto e in serra, ortofrutta fresca, nel rispetto della stagionalità e dei ritmi lenti legati alla vita agricola.
Nel 1988, poi, sotto la spinta dei due figli di Domenico, Claudio e Vincenzo, l’azienda ha completamente e definitivamente cessato di utilizzare fitofarmaci e concimi di sintesi, nel rispetto della sostenibilità ambientale e degli equilibri biodinamici del terreno, concetti cui sono tutt’ora fortemente orientati i due proprietari.
Da dieci anni a questa parte, inoltre, l’azienda agricola Bosco Vincenzo&Claudio si è orientata verso la distribuzione tramite filiera corta: niente intermediari, dal produttore al consumatore, per riscoprire il gusto e la freschezza di frutta e verdura di stagione, con la possibilità di ritirare le ceste settimanali (disponibili in due formati, da 5 kg e da 7,5 kg, e con diverse combinazioni di prodotti: frutta, ortaggi, o mista) in azienda, oppure di riceverle direttamente a domicilio.
L’azienda, situata a Nichelino, in via Scarrone 38, è poi aperta a visite su prenotazione e, periodicamente, organizza aperitivi e rinfreschi biologici, e non si fa mancare un sito internet, www.cestedabosco.it, dotato di un’ampia galleria fotografica e di tutte le informazioni utili e i contatti, e una pagina facebook.
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Occorre avviare una riflessione seria sui modelli di ristorazione adottati nel nostro paese, sulle modalità di appalto del servizio, sulla centralizzazione delle cucine, sulla convenienza di scegliere derrate alimentari biologiche, sulla qualificazione complessiva del servizio e sull’importante ruolo nell’educazione e nella formazione dei giovani che riveste l’esperienza del pasto a scuola, oltre che nella prevenzione di importanti patologie
La Legge 107/2015, denominata “la Buona Scuola”, non affronta il tema dell’alimentazione dei ragazzi e della cultura alimentare. Eppure, negli anni passati il nostro paese ha fatto “scuola” in Europa, e non solo, in tema di ristorazione scolastica. Nel 2004 le mense scolastiche romane sono state riconosciute dal Consiglio d’Europa tra le migliori “prove di buone pratiche nella pubblica amministrazione”. Anche l’Agenzia della Nutrizione Scolastica della California ha analizzato i metodi e l’organizzazione dei pasti scolastici degli studenti romani e i ricercatori dell’Università di Cardiff hanno incontrato in Campidoglio le autorità comunali, visitato le scuole, stilando il rapporto “School Meals in Rome – The Quality Revolution”. Non sono mancate le visite di altre capitali europee per studiare le esperienze di altre città italiane: senza fare l’elenco completo, possiamo dire che le esperienze italiane sono state al centro dell’attenzione.
Alcune sue opere saranno esposte nell’ambito della rassegna “Pericentrica” a San Donato, al caffè De Rita. Socia della Promotrice di Belle Arti, con all’attivo mostre internazionali come quella a Barcellona, l’artista indaga con rara sensibilità l’umanità e i suoi rapporti
Il giocatore di calcio in collaborazione con l’ A.S.D. Guardia di Finanza Piemonte, rappresentata dal Presidente Giovanni Mazzarella e la Giemme di Pianezza, fornirà delle bandiere del Torino Calcio che saranno cedute ad offerta libera
generosità delle persone e al contributo fornito dai numerosi volontari. Ed ecco che si riparte subito, dopo il successo dello scorso anno, con il “Cesto Solidale” in occasione delle festività Natalizie.
prodotto gratuitamente per ogni cesto prenotato o donato.
Un Natale solidale a favore delle famiglie che vivono una disabilità: torna il Christmas Shop della Fondazione Paideia, aperto fino al 23 dicembre in piazza Solferino 9 a Torino. 



Cute Project ha come obiettivo la formazione teorica e pratica del personale sanitario nei Paesi in via di sviluppo nell’ambito della chirurgia plastica ricostruttiva, con un orientamento specifico rivolto alle ustioni e ai loro esiti. La Onlus persegue questo obiettivo attraverso lo svolgimento di missioni umanitarie a carattere formativo



