ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 715

Molinari, il direttore dal Medio Oriente a Barriera di Milano

STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Tour del responsabile della Stampa nelle periferie torinesi. La direttrice dei Bagni lapidariamente mi contraddice: i problemi non sono determinati dalle scelte politiche, ma dal karma negativo della Barriera.  La nostra ilarità si è mischiata con la voglia di piangere (foto: Piero Chiariglione)

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I bagni pubblici di via Agliè: se con un ipotetico ed immaginario compasso si tracciasse un cerchio per delimitare il cuore della Barriera di Milano, il centro è lì. Vicini anche pezzi di storia, come la prima pizzeria napoletana della città. Dove storici accordi di sono realizzati, come quello tra il sindaco Sergio Chiamparino e l’ ad dell’allora Fiat Sergio Marchionne. Siamo nel cuore del cuore, scelto da Maurizio Molinari neodirettore  della Stampa. 15 minuti accademici di ritardo, e l’inizio. La paura di non trovare posto a sedere mi ha indotto a presentarmi prima.

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Effettivamente sala piena. Totale mutismo di chi ospitava e introduzione del Direttore. Ha spiegato perché era lì: giro delle periferie per conoscere la realtà, per raccontarla, e poi per promuovere il suo giornale. Ottimo corrispondente estero dagli Usa e poi dal Medio Oriente sta rodandosi per il suo nuovo incarico. Sala attenta e qualificata. Arriva il meglio della serata. Si toglie la giacca, si alza dal tavolo e sollecita i presenti nell’intervenire. Tutti civili nell’esporre le proprie preoccupazioni, tutti concordi nel sottolineare il deteriorarsi della situazione sociale e di convivenza. Alcune persone di colore e una ragazza con il foulard come copricapo. Il primo intervento mi ha colpito. Presidente di una associane di anziani dice che organizza camminate per il quartiere.

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Riprendere il commercio al minuto, isole pedonali per facilitare il non uso dell’auto, poi la suggestione di far diventare la Barriera quartiere più bello di Torino. Il meglio della barriera era lì.Esco un attimo sapendo che alcuni amici sono accaniti fumatori, e siamo raggiunti dalla direttrice dei bagni.Si continua la discussione ed io accentuo su ciò che ha provocato il degrado e che cosa si dovrebbe fare subito. La direttrice lapidariamente mi contraddice: i problemi non sono determinati dalle scelte politiche, ma dal karma negativo della Barriera.  La nostra ilarità si è mischiata con la voglia di piangere.

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Il dibattito si fa più interessante con un’altra parola chiave: convivenza tra le varie diversità. Sicuramente suggestivo, ma complicato nella sua gestione. Finio, sicuramente interessante. Piccolo giro in auto tra Corso Giulio Cesare, via Elvo e via Leini. Chiedo all’autista cosa fanno qui ragazzi di colore. Spacciano droga. La Sala giochi di via Leinì non c’è più, lavori in corso. Cosa costruiscono? Un supermercato. Chiedo: riqualificazione edilizia? Una lontana chimera, il valore degli alloggi è crollato. Proprio vero: tra dire ed il fare c’è di mezzo il mare. Ma voglio essere ottimista, perlomeno vedere il bicchiere mezzo pieno. M’induce speranza l’aver visto queste persone animate da buoni propositi e direttamente impegnati. Speriamo che la politica, i politici ascoltino, capendo ed agendo.

Alla ricerca di turisti, il Piemonte pensa globale e conquista Germania e Russia

A Berlino il 9 marzo è stata presentata l’offerta turistica piemontese patrimonio dell’UNESCO, ovvero le Residenze Sabaude, i Sacri Monti, i Siti Palafitticoli dell’arco alpino sul lago di Viverone e i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato

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Questo mese il mondo del turismo piemontese è protagonista di due importanti fiere di settore: la prima, di cui presto avremo un bilancio, si e’ tenuta  dal 9 al 13 all’ITB di Berlino, con una delegazione di 19 rappresentanti, tra ATL e tour operator. Il secondo appuntamento, dal 23 al 26 al MITT di Mosca con 7 rappresentanti. La presenza regionale ai due eventi, voluta dall’Assessorato al Turismo della Regione Piemonte e coordinata dal Centro Estero per l’Internazionalizzazione (Ceipiemonte) ha lo scopo di implementare l’immagine del turismo e della cultura della nostra regione , che già sta riscontrando eccellenti risultati dimostrati dalle presenze da tutto il mondo sul territorio piemontese.

ITB – Internationale Tourismus Börse è la più grande rassegna internazionale dell’industria turistica dedicata al trade e al grande pubblico, con oltre 188.000 visitatori registrati nell’edizione 2015 di cui 115.000 trade visitor e 10.000 espositori provenienti da 185 Paesi. Il Piemonte sarà presente all’interno di uno spazio espositivo di 50 mq allestito all’interno dello stand ENIT- Agenzia Nazionale del Turismo nel padiglione 1.2 – stand126.

MITT – Moscow International Travel & Tourism – con oltre 1.800 espositori, circa 200 destinazioni e una media annuale di circa 32.000 visitatori, è la manifestazione di settore più importante della Russia e tra le prime nel mondo. Il Piemonte sarà presente all’interno di uno spazio espositivo di 20 mq allestito all’interno dello stand ENIT- Agenzia Nazionale del Turismo.

In entrambi i saloni sono organizzate agende di appuntamenti b2b. A Berlino il 9 marzo è stata presentata l’offerta turistica piemontese patrimonio dell’UNESCO, ovvero le Residenze Sabaude, i Sacri Monti, i Siti Palafitticoli dell’arco alpino sul lago di Viverone e i paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, ultimi entrati nella lista UNESCO. Un ricco ventaglio di siti cui si aggiunge la candidatura di “Ivrea Città Industriale del XX secolo” che mira a valorizzare il lascito di un modello alternativo e unico di città industriale basato su un sistema sociale e produttivo molto interessante per la sua unicità. “Il Piemonte è una delle destinazioni turistiche in maggior crescita in Italia – rileva l’assessore regionale alla Cultura e Turismo, Antonella Parigi – Soprattutto dai Giochi Olimpici di Torino 2006 in poi il territorio è stato protagonista di flussi internazionali crescenti, grazie all’appeal culturale del capoluogo, delle altre città d’arte e della più generale offerta naturalistica e paesaggistica, il tutto sostenuto dai numerosi riconoscimenti come Patrimonio dell’Umanità Unesco. Senza dimenticare la ricchezza enogastronomica, riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo”. Protagonista della conferenza anche la “Merenda Reale”, rituale goloso che nasce a Torino nel‘700 all’interno delle corti sabaude a base di cioccolata calda e pasticceria secca.

Alla conferenza stampa di Mosca, il 23 marzo, l’assessore presenterà la guida gastronomica/turistica sul Piemonte “Piemonte. Alba e dintorni” del giornalista Anatoly Gendin, dove un focus importate è dedicato ai vini delle Langhe e del Roero, senza dimenticare tutte le specialità della gastronomia piemontese. La guida privilegia un taglio turistico, si rivolge al viaggiatore russo più che all’esperto enogastronomico.

L’Italia è una destinazione amata dai viaggiatori tedeschi e russi. I primi ne apprezzano soprattutto la ricchezza e la varietà del patrimonio naturale e paesaggistico, l’offerta culturale, l’enorme patrimonio architettonico oltreché lo stile di vita. I russi prediligono le città d’arte e i laghi. Sono in aumento anche la richiesta di prodotti turistici di nicchia, come le destinazioni termali, strutture sportive e tour enogastronomici, oltre al grande interesse per lo shopping.

www.regione.piemonte.it – foto: il Torinese

Una nuova stanza per le donne vittime di violenza

CameraAscolto donnePresso la stazione dei Carabinieri Pozzo Strada in via Guido Reni

Sempre più spesso le donne sono vittime di violenze e maltrattamenti. Una situazione che molte volte è difficile da denunciare, nonostante i tanti appelli lanciati. Venerdì 18 marzo, a Torino presso la stazione dei Carabinieri Pozzo Strada in via Guido Reni, è stata inaugurata la sala d’ascolto, allestita a cura del Soroptimist International Club di Torino, con il sostegno della Consulta femminile regionale del Piemonte. Alla cerimonia sono intervenuti colonnello Arturo Guarino, comandante provinciale dei Carabinieri, Cinzia Pecchio, presidente della Consulta femminile regionale, e Patrizia Goffi, responsabile del Soroptimist International d’Italia Club di Torino.

L’iniziativa fa parte del  progetto “Una stanza tutta per sé” – in corso dal 2014 – che ha sinora permesso l’allestimento di tre stanze, presso le caserme dei Carabinieri di Mirafiori e Barriera di Milano, e presso il Comando della Polizia municipale di Torino. Le stanze per accogliere le donne che hanno il coraggio di sporgere denuncia, sono state ideate con un arredamento sobrio ma confortevole nella scelta di mobili, colori, illuminazione e complemento d’arredo. I locali sono dotati di attrezzature informatiche e ei videoregistrazione e trascrizione in gradi di evitare interruzioni e richieste di ripetizioni per la verbalizzazione che possono generare ansie e insicurezze.

L’ambiente, riservato e accogliente – è stato più messo in evidenza – favorisce e rassicura la donna in momento particolarmente difficile quale quello della denuncia degli abusi subiti, induce fiducia nelle istituzioni, facilita l’esposizione e il racconto.

In Piemonte una donna su tre ha subito violenza fisica o sessuale. Un dato preoccupante. In un anno, in Italia, le donne sono oltre un milione. Le violenze si sono ripetute al ritmo di ventisei al minuto. Ogni tre giorni, a livello nazionale, una donna viene uccisa dal partner, dall’ex o da un familiare. In un anno più di un milione di donne finiscono nella rete dei soprusi al maschile, che si ripetono più volte arrivando alla cifra di 14 milioni di atti di violenza, dallo schiaffo allo stupro. Oltre 25 casi al giorno sono gli episodi di stalking, segnalati all’autorità di polizia. Una su tre è anche la percentuale di donne che non confessa l’abuso subito.

MB – www.cr.piemonte.it

Fusione Itedi-Espresso, Elkann: "Una grande operazione"

stampa rep giornali“Mio nonno che, essendo un editore era interessato al futuro dei giornali, l’avrebbe condivisa”

L’operazione Itedi-L’Espresso, che sancisce di fatto la fusione tra La Stampa e La Repubblica “E’ una grandissima operazione per i giornali. Mio nonno che, essendo un editore era interessato al futuro dei giornali, l’avrebbe condivisa perché va in quella direzione. Già la fusione tra La Stampa e Il secolo XIX  ha dato grandi risultati economici, con la nascita di una società molto forte e di un prodotto migliore come si vede dalla soddisfazione dei lettori “. Lo ha detto il nipote dell’avvocato Agnelli, John Elkann, presidente di Itedi, a proposito dell’accordo tra i due gruppi.

(Foto: il Torinese)

Con APE soggiorni linguistici e formazione su misura!

APE2Il soggiorno alla pari (Au Pair) è un modo molto economico e sicuro per vivere qualche mese all’estero presso una famiglia ospitante ricevendo dalla stessa vitto e alloggio gratuiti (oltre ad una paghetta) in cambio di 25-30 ore settimanali di baby sitting . Perché l’esperienza abbia successo è molto importante che entrambe le parti affrontino i rispettivi impegni con serietà e rispetto

 
Oggi incontriamo la dott.ssa Marina Filippi, 38 anni, imprenditrice torinese titolare di APE Au Pair & Education.
 
 

Come nasce APE Au Pair & Education?

L’idea di APE Au Pair & Education risale al 2012 quando, a seguito della nascita del mio secondo figlio, iniziai ad ospitare regolarmente au pairs inglesi. In quegli anni, complice la mia insoddisfazione professionale, decisi di voltare strada e di unire le   competenze maturate in ambito legale e nelle risorse umane al desiderio di offrire ai giovani italiani (sempre restii a partire!) l’opportunità di fare esperienze all’estero in modo economico e sicuro. Studiai il modello di “Au Pair Agency” anglosassone e strinsi le prime partnership con agenzie inglesi interessate a collaborare con l’Italia. Successivamente allargai l’offerta anche ad altri paesi e, ad oggi, APE organizza soggiorni alla pari in Gran Bretagna, Irlanda, Francia, Nuova Zelanda e Cina. Da settembre 2016 probabilmente saremo operativi anche in Germania!

In cosa consiste il “soggiorno alla pari” e come lo organizza APE?APE1

Il soggiorno alla pari (Au Pair) è un modo molto economico e sicuro per vivere qualche mese all’estero presso una famiglia ospitante ricevendo dalla stessa vitto e alloggio gratuiti (oltre ad una paghetta) in cambio di 25-30 ore settimanali di baby sitting . Perché l’esperienza abbia successo è molto importante che entrambe le parti affrontino i rispettivi impegni con serietà e rispetto. Per questo motivo APE, prima di accettare la candidatura di una potenziale au pair, effettua un incontro conoscitivo gratuito volto a verificare la sussistenza dei requisiti necessari (es. esperienza con i bambini, conoscenza della lingua…). Successivamente inizia la ricerca di una famiglia ospitante (tramite i colleghi all’estero), mette le parti in contatto via skype, prepara la documentazione, il contratto (letter of Invitation) e, soprattutto, fornisce assistenza durante tutto il soggiorno, sia dall’Italia sia in loco (tramite un referente).

Oltre ai soggiorni alla pari, quali servizi offre APE?

Nell’ambito dell’Education, APE promuove soggiorni linguistici a Cambridge ed in Irlanda. In particolare, su Cambridge, collaboro con una società inglese – gestita da una professionista italiana – in grado di creare percorsi formativi personalizzati sulle specifiche esigenze del cliente, studente o manager, spaziando da corsi di “general English” volti ad ottenere una particolare certificazione linguistica, a settori specifici quali, ad esempio: il legal, finance, engineering, fashion… A ciò, inoltre, si possono aggiungere attività opzionali nel tempo libero (ad esempio serate a teatro, personal trainer, corsi di disegno… ecc..) concordate precedentemente con il cliente e volte a rendere più piacevole il proprio soggiorno a Cambridge!APE4

Qual è il punto di forza di APE Au Pair & Education?

L’obiettivo principale di APE è la valorizzazione del cliente. I servizi non si acquistano direttamente dal sito internet ma ogni cliente viene contattato personalmente,   consigliato sul percorso formativo o linguistico più adatto alle sue esigenze e monitorato durante tutto il programma. Penso che la personalizzazione dei servizi unita ad un’attenzione al cliente dal punto di vista umano sia il   punto di forza di APE.

Cosa consiglia ai giovani, per prepararsi efficacemente al mercato del lavoro?

Oltre ai titoli di studio, consiglio sicuramente di effettuare esperienze all’estero, sia per perfezionare le lingue sia per sviluppare le proprie capacità di autonomia, responsabilità e adattamento. Consiglio, inoltre, di curare particolarmente anche la propria immagine professionale imparando piccoli accorgimenti che possono fare la differenza in un colloquio di lavoro. Anche su questo punto APE Au Pair & Education si sta attivando, preparando una serie di incontri volti ad approfondire queste tematiche.

http://ape-aupaireducation.it/home/

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Empowering women: Paola Licciardi, fotografa e videomaker

Sabrina Allegra è una sociologa freelance specializzata in temi riguardanti il genere. Con il fotografo Stefano Di Marco ha realizzato un reportage  (Empowering women through their job and passion) focalizzando l’attenzione sull’empowerment delle donne attraverso la loro professione. Il reportage comprende sei storie di donne, corredate di foto

Di Sabrina Allegra www.womensocialinclusion.org 

Foto  di Stefano Di Marco www.stefanodimarco.com

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3 / PAOLA LICCIARDI, FOTOGRAFA E VIDEOMAKER
 

CHI È PAOLA LICCIARDI?

Paola è una fotografa e videomaker di Rivoli, prima cintura di Torino, dove gestisce il suo studio fotografico MONOCROMO studio da 5 anni. La sua professione nasce 15 anni fa a contatto con lo studio fotografico di sua zia, dove Paola inizialmente si occupa della post-produzione, la fase cioè che segue lo scatto. Grazie a questa esperienza Paola acquisisce competenze fondamentali che, oltre ad arricchire il suo bagaglio formativo di Grafica Pubblicitaria e Fotografia, le consentono di lavorare finalmente sul campo. Oggi Paola dirige brillantemente la sua attività professionale in MONOCROMO studio di Rivoli (To), specializzato principalmente in servizi wedding, sia per quanto riguarda la parte fotografica che video, avvalendosi della stretta collaborazione di Wedon-Produzioni Video. Ciò che contraddistingue la professionalità di Paola è la capacità di cogliere l’essenza delle coppie che scelgono il suo studio, accompagnandole passo dopo passo sia prima che durante la cerimonia.

 

COME NASCE LA PASSIONE PER LA FOTOGRAFIA?

La fotografia entra nella vita di Paola inaspettatamente: la fotografia non esisteva per lei, non le piaceva e non voleva entrasse a far parte della sua vita. Solo in un secondo momento Paola realizza quanto, in realtà, la fotografia facesse già parte di lei: ogni giorno, seppur non fotografando, le immagini e le foto erano, e sono, parte preponderante della sua professione di post-produzionista.

 

LA SUA FONTE DI ISPIRAZIONE NELLA SUA PROFESSIONE?

La calma. Spesso in eventi complessi e stressanti come il matrimonio mancano gli attimi di pace e tranquillità, indispensabili per prendere fiato e trarre ispirazione per nuovi scatti. La fotografia di Paola è pura creatività e, come tutte le attività creative, ha bisogno di concentrazione che lei ritrova nella musica: i Dire Straits e i Beatles sono i gruppi che preferisce.

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QUANTO É IMPORTANTE AVERE UNA PERSONA DI RIFERIMENTO SU CUI CONTARE?

 

Paola racconta come suo padre abbia contribuito alla valorizzazione del suo potenziale, credendo in lei e spronandola a seguire la strada che più la appassionava. Con l’arrivo della sua prima Reflex, regalatale dai suoi genitori, cresce la consapevolezza di voler diventare una professionista della fotografia.

QUALI SONO LE DIFFICOLTÁ INCONTRATE IN AMBITO PROFESSIONALE?

Tanti gli ostacoli incontrati lungo il percorso professionale di Paola, specie nella fase inziale di post-produzionista. All’epoca Paola lavorava per molti studi fotografici a Torino, Ancona, nel Lazio, in Sicilia e in Campania, ma in ognuno di essi il suo talento trovava barriere invalicabili nell’apportare innovazione, nel far capire ai colleghi che c’era dell’altro rispetto all’impostazione consolidata, ad esempio nello stile del montaggio degli album. La questione remunerativa ha poi rappresentato per Paola la difficoltà maggiore. Se nel mondo del lavoro dipendente è sempre più frequente qualche intoppo nel saldo degli stipendi, nel settore dei liberi professionisti lo è ancora di più. Paola racconta dei numerosi escamotages adoperati dai suoi ex-datori di lavoro per giustificare i ritardi nei pagamenti. Poi, con l’esperienza, ‘‘impari che prima ti pagano e poi fai il lavoro!’’ Paola non si abbatte mai, le difficoltà nel suo lavoro non mancano e capita di dover fronteggiare momenti di insicurezza che lei affronta con tenacia. Dall’intervista di Paola emerge un altro aspetto rilevante che talvolta gioca a suo sfavore, per lo meno a primo impatto: la sua età.Paola è una giovane fotografa che da 5 anni dirige il suo studio fotografico in modo intraprendente, ma negli incontri preliminari la sensazione è quella di non trasmettere la sicurezza di cui hanno bisogno i futuri sposi. Considerando, inoltre, che in media ci si sposa sempre più tardi ecco che la differenza di età si nota maggiormente. Se spesso l’essere giovane si traduce in poca esperienza questo non è affatto il caso di Paola: gli sposi stessi confessano come non si aspettassero tanta professionalità da una fotografa così giovane!

 

 

IN QUANTO DONNA?

 

Paola nella sua esperienza di fotografa non ha vissuto esperienze di discriminazione di genere: “l’essere donna in questo campo è un grandissimo vantaggio” afferma. Quando le coppie ingaggiano il suo studio fotografico per il servizio wedding, per la futura sposa è molto appagante e allo stesso tempo rassicurante essere immortalata da una donna. Nella fase che precede l’ingresso in chiesa, l’intesa e la fiducia che Paola costruisce con la sposa si manifestano soprattutto nelle foto scattate a casa: un contesto di intimità dove magari la sposa non è ancora vestita e avere una persona che la rassicuri è una cosa positiva. Nelle esperienze professionali pregresse, Paola ammette però di aver vissuto esplicite avances da parte di un fotografo per cui lavorava: all’inizio con favori e gentilezze subdole, poi via via in modo sempre più palese. Dopo il rifiuto categorico di andare oltre il rapporto professionale, Paola ricevette sempre meno incarichi fotografici fino ad arrivare alla conclusione definitiva del rapporto di lavoro.

COSA SOGNAVA DA PICCOLA PAOLA?

Paola ricorda che da piccola sognava di diventare poliziotta o militare, in un’epoca in cui era ancora raro trovare delle donne in tali professioni.

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SOGNI E PROGETTI FUTURI?

Se deve pensare al futuro Paola vuole continuare a crescere professionalmente: è molto soddisfatta dei traguardi raggiunti e sogna di continuare così, ciò che ha oggi le basta! Un dettaglio che spesso si tralascia quando si guarda al futuro è, infatti, l’importanza del presente.

 

OGGI LE DONNE SONO DAVVERO LIBERE DI SCEGLIERE IL LORO DESTINO?

In ambito professionale Paola vede le donne abbastanza emancipate, specie nel suo settore dove ormai le fotografe donne sono sempre più presenti.

 

PAOLA LICCIARDI IN SINTESI?

Tenace, leale e rispettosa.

Italia Abroad, “2016: Opportunità tra occidente ed oriente”

con reg lascarisDal marketing strategico all’analisi dei mercati  il tutto eseguito da un pool di professionisti. Dopo uno studio della società viene formulata un’offerta che possa creare una connessione con enti pubblici o aziende private con il supporto legale e finanziario

Italia Abroad è un’associazione che si occupa di promuovere l’Italia e i suoi protagonisti all’estero attraverso uno studio trasversale che va dal marketing strategico all’analisi dei mercati  il tutto eseguito da un pool di professionisti. Dopo uno studio della società viene formulata un’offerta che possa creare una connessione con enti pubblici o aziende private con il supporto legale e finanziario. A contorno di questa specifica analisi l’ associazione mostra l’Italia in tutti suoi aspetti da quello culturale a quello turistico gastronomico ,  per poter far conoscere tutte le migliori opportunità del nostro paese nel mondo. Il 16 Marzo  l’associazione organizza dalle ore 14.30 alle ore 18.30, presso la Sala Viglione del Consiglio Regionale del Piemonte, un convegno denominato “2016: Opportunità tra occidente ed oriente” che affronterà vari temi tra cui le possibilità culturali, di investimento e strategiche per l’Italia da esportazione.  Al seminario ci saranno due importanti relatori, ex-parlamentari della Repubblica, che ora si occupano di internazionalizzazione di imprese e di Cooperazione Internazionale. Se volete partecipare affrettatevi a inviare la vostra adesione.

Francesca Ramondo

ABROAD

Relatori del convegno saranno due esperti di relazioni internazionali:l’On. Nicola Manca e l’On. Famiano Crucianelli, mentre dal mondo delle imprese il Dott. Gianni Bientinesi, direttore Business Intelligence di Leroy Merlin Italia, analizzerà il “sistema paese” e le performance delle imprese italiane all’estero. Il seminario continuerà con interventi più tecnici, a partire da un’analisi Paese, con focus su alcuni paesi dell’Africa, il Marocco e sulla Cina, che verranno presentati ed analizzati dalla Dott.ssa Maria Cristina Zuddas e dal Dott. Stefano Maggi. Dopo aver elencato le opportunità, le possibilità di crescita e di sviluppo l’Avv. Stefano Ponza e il Dott. Marco Bodo analizzeranno e illustreranno le caratteristiche, spesso non valutate attentamente dalle medie e piccole imprese italiane degli aspetti della vendita internazionale, il primo da un punto di vista della contrattualistica ed il secondo invece da un punto di vista più fiscale.

Omicidio in Barriera: le avvisaglie c'erano, non si speculi ma si faccia

tosettoSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

C’è chi commentando il delitto ha sottolineato il degrado umano che ne è stata una delle cause. Sembra che tranne l’intervento di un ex alpino, altri siano stati a guardare. Non discuto né confuto. Sono altresì convinto che il degrado umano affonda le proprie radici nel degrado sociale

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Nessuno può speculare sull’omicidio di Piazza Bottesini, usare a propri fini politici questa tragedia. Alcuni fatti mi hanno decisamente colpito. Sicuramente il degrado dell’alcolismo, ed il fatto che l’omicida fosse conosciuto fino ad arrivare ad avere un nomignolo. Quasi fosse entrato di diritto nell’habitat della zona. Proprio come una normale consuetudine, trasformatasi in tragedia. Nessuno vuole trovare altrui colpe, o ritornare su ciò che è stato e sul suo perché. Ma qualcosa bisogna pur fare. Subito! Già scritto: ero stato come osservatore alla manifestazione contro la criminalità e lo spaccio in piazza Foroni.(nelle foto – ndr)

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Insolentito da due ubriachi ho avuto paura. Non erano italiani, non era l’omicida italiano. Questa mia paura è durata due minuti trasformandosi in agitazione. Insolentito in piazza Bottesini. In quei due minuti ho pensato come, se o  non reagire.  Messa in moto l’auto mi sono dileguato pensando a chi abitava nel raggio di cento metri.Probabilmente per i residenti c’è la costante paura, e per cercare di controllarla, la sua trasformazione in normalità. I cari amici a cui raccontavo il tutto, forse per rincuorarmi mi dicevano: dai…che sarà mai? Mi sono ricordato una emblematica frase di Eduardo De Filippo: continuare a dire che sono cose da niente, diventano cose da niente. Sempre a questi miei amici rispondevo: avverrà qualcosa di irrimediabile, è avvenuto. Di una sorte tragicamente beffarda, ad essere ucciso è stato un romeno.

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Non bisogna essere un chiaroveggente per intuire la tragedia. Non è tempo di polemiche,  è tempo d’agire.Ilda Curti è una cara amica. in questi giorni abbiamo polemizzato, sullo sfondo alcune mie affermazioni negli  articoli scritti sulla Barriera. La polemica ci ha portato alla rottura. Poi abbiamo “scoperto” d’avere in comune l’iscrizione dei figli al Liceo Scientifico Albert Einstein, dopo essere stati iscritti in un liceo del centro. Ed io le ho chiesto di far pace, richiesta prontamente e simpaticamente POLIZIA CROCETTAaccettata. Mi ha amabilmente chiesto di “cambiare” lenti per leggere la realtà della Barriera. Vorrei, ma ciò che vedo non è determinato dall’ideologia. Rimarco il suo lavoro positivo sull’integrazione, importantissimo ma non sufficiente. Ilda ed io siamo “sulla stessa barricata”. Dunque? Non c’è niente da fare: maggiore controllo delle forze dell’ordine per prevenire, come deterrente, ma anche per reprimere. Poi, in ultimo, non per importanza, decongestionare di problemi e di tensioni questo “martoriato” storico quartiere di Torino. C’è chi commentando il delitto ha sottolineato il degrado umano che ne è stata una delle cause. Sembra che tranne l’intervento di un ex alpino, altri siano stati a guardare. Non discuto né confuto. Sono altresì convinto che il degrado umano affonda le proprie radici nel degrado sociale, e la decongestione è un primo passo contro il degrado.

 

(Foto: il Torinese)

Se il bilancio è "pop": Torino prima in Italia e in Europa

Pop può essere anche il bilancio. Lo dimostra per primo in Italia e in Europa il Comune di Torino, che ha redatto il Popular Financial Reporting, uno strumento contabile che rappresenta le performance degli enti pubblici locali, su base integrata. La partenza è concepire il bilancio comunale integrato, in ottica di consolidamento, con i dati contabili delle società e delle organizzazioni (fondazioni, associazioni) che il Comune delega nell’erogazione dei servizi per i cittadini

di Paolo Pietro Biancone*

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Per dirla in parole POP, il bilancio diventa non più un adempimento per addetti ai lavori, ma diventa uno strumento per decidere e condividere con tutti coloro che sono interessati alle politiche e alle strategie dell’azienda pubblica locale. In primo luogo, il bilancio POP, largamente diffuso da ormai molti anni nei Paesi anglosassoni (USA, Canada, Australia), si configura come elemento di stimolo alla partecipazione e al confronto, favorendo il coinvolgimento di tutti i “portatori d’interesse”, dalle famiglie alle associazioni di volontariato, dalle imprese alle organizzazioni sindacali, dai professionisti agli studenti, agli anziani, alle persone con disabilità.

Le idee dei cittadini sono una preziosa risorsa di cui ogni amministratore pubblico deve sempre fare tesoro. Per questo motivo, il Popular Financial Reporting del Comune di Torino, frutto della collaborazione scientifica del Dipartimento di Management dell’Università di Torino, rappresenta uno strumento assai efficace per invogliare le persone a far sentire la propria voce a proposito dei bisogni del territorio in cui vivono, lavorano e trascorrono il loro tempo libero e, al contempo, per spingere a fornire utili indicazioni per la definizione dei programmi di governo della Città. E’ un documento alla base di una più ampia innovazione culturale sia scientifica, in quanto rivede il bilancio in ottica di semplicità e accessibilità ai non addetti ai lavori, sia aziendale, in quanto l’azienda deve compiere sforzi di identità e organizzativi per riuscire a redigere un documento che comporta il coinvolgimento di tutte le aree aziendali e di tutto il gruppo di aziende che gravitano intorno al Comune.
Cruciale è anche il piano di diffusione del documento, che deve essere strutturato, capillare e sfruttare tutti i canali per la condivisione e il confronto: in questo la rete aiuta.

Le sfide lanciate nell’introduzione del bilancio POP sono molte e presentano non poche difficoltà a livello di cambiamento culturale e organizzativo: la prima tra tutte è studiare contenuti che siano adeguati alle aspettative dei portatori di interesse, per lo più non addetti ai lavori, nel rispetto della normativa di bilancio, che non va mai disattesa. Il percorso del bilancio POP è ancora lungo, ma è iniziato. I dettagli del bilancio POP della Città di Torino sono sul sito della Città e sulle relative pagine social.

* Director of the European Research Center for Islamic Finance

Editor in Chief European Journal of Islamic Finance

Department of Management

University of Turin

(foto: il Torinese)

Lunedì 14 Marzo alle ore 9.00, presso l’Aula Santander del Nuovo Polo Didattico di Corso Unione Sovietica 218/bis, si svolge l’evento di presentazione del primo “Popular Financial Reporting” in Italia, realizzato nell’ambito del corso di dottorato in Business and Management del Dipartimento di Management, coordinato dal prof. Paolo Biancone.

Programma:
Ore 9.15 Interventi di apertura
Gianmaria Ajani, Magnifico Rettore dell’Università di Torino
Piero Fassino, Sindaco di Torino
Valter Cantino, Direttore del Dipartimento di Management
Davide Di Russo, Vice presidente del Consiglio Nazionale
Dottori commercialisti ed esperti contabili
Luigi Puddu, Professore ordinario di Ragioneria – Università di Torino
Ore 10.10 Presentazione del Popular Financial Reporting della Città:
Paolo Pietro Biancone, Coordinatore del Dottorato di ricerca
in Business Management – Università di Torino
Gianguido Passoni, Assessore al bilancio – Città di Torino
Silvana Secinaro, Ricercatrice – Università di Torino
Valerio Brescia, PhD candidate – Università di Torino

 

Empowering women: Emanuela Allegra, grafica e illustratrice

Sabrina Allegra è una sociologa freelance specializzata in temi riguardanti il genere. Con il fotografo Stefano Di Marco ha realizzato un reportage  (Empowering women through their job and passion) focalizzando l’attenzione sull’empowerment delle donne attraverso la loro professione. Il reportage comprende sei storie di donne, corredate di foto

Di Sabrina Allegra www.womensocialinclusion.org 

Foto  di Stefano Di Marco www.stefanodimarco.com

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2/ EMANUELA ALLEGRA, GRAFICA E ILLUSTRATRICE

CHI È EMANUELA ALLEGRA?

Emanuela è un’illustratrice e artista grafica cosmopolita, creatrice e proprietaria del marchio MANDRILLO. Ormai da tre anni Emanuela vive nella capitale ungherese, Budapest, dove, oltre a riprodurre le sue grafiche su T-shirts, adesivi, posters e cartoline, realizza murales per i suoi clienti.Le grafiche di Emanuela nascono sempre dal disegno a mano libera e solo in un secondo momento elaborate, tramite i vari software in digitale. La fase finale per la produzione delle sue creazioni è la stampa sull’articolo prescelto.Come nelle altre interviste emerge dal racconto di Emanuela l’elemento chiave della passione:

 

mi appassiona e stimola ogni giorno disegnare ed elaborare nuove grafiche, vedere il risultato finale stampato, sperimentare nuove tecniche e materiali ed infine diffondere i miei prodotti nel mondo.

 

COME NASCE LA PASSIONE PER IL DISEGNO?

Emanuela inizia a disegnare presto, sin da piccola, e da allora non ha più smesso. La sua vena creativa impiega anni prima di trovare la forma a lei più congeniale, ma soprattutto il modo di concretizzarla professionalmente. Il potenziale artistico di Emanuela rischiava di affievolirsi nelle estenuanti ricerche di lavoro:

 

Inizialmente consultando le migliaia di offerte di lavoro per creativi provavo un grande senso di smarrimento o inettitudine. Infatti non riuscivo mai a rispecchiare e soddisfare le richieste delle offerte. Vengono richiesti anni di esperienza e conoscenze enormi a qualcuno che sta iniziando a muovere i primi passi nel mondo del lavoro, che pare decisamente un controsenso!

 

Dopo centinaia di curriculum inviati senza quasi mai ricevere risposta e scartando a priori le esperienze di internship come grafica, trattandosi di lavorare gratis o quasi, Emanuela prende in mano la sua vita decidendo di cominciare a viaggiare. Il viaggio fa esplodere in lei la necessità di disegnare per il puro e semplice bisogno personale, dando sfogo al suo istinto creativo. Un giorno incuriosita dalla possibilità di stampare i suoi disegni su T-shirt rimane elettrizzata dal risultato. L’apprezzamento dei suoi prodotti, prima tra i suoi amici e poi tra le persone intorno a lei, segna l’inizio della sua attività professionale, nata fondamentalmente ascoltando se stessa e la sua indole:

 

da lí in poi é stata solo questione di proseguire con coraggio ciò che si era rivelato con tanta spontaneitá.

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LA SUA FONTE DI ISPIRAZIONE NELLA SUA PROFESSIONE?

Nel mondo dell’arte e della creatività l’ispirazione riveste un ruolo cruciale per l’artista. Per Emanuela è il mondo animale e in particolare quello delle scimmie, così sorprendentemente simili a noi, a fornirle l’ispirazione per le sue grafiche, talvolta esilaranti:

 

Guardo molti documentari sulla natura, trovo che le somiglianze tra l’uomo e gli animali aumentino il sentimento di appartenenza ad un unico grande gruppo che condivide la vita su questo Pianeta. Voler far sorridere é uno dei motivi che mi spingono a creare.

 

Emanuela e il suo estro creativo non sono mai avulsi dalla realtà circostante: gli incontri e gli episodi del quotidiano, spesso esorcizzati attraverso contenuti metaforici, hanno infatti un ruolo decisivo nella sua produzione grafica. Le relazioni umane e sociali sono, dunque, sempre presenti nella vita di Emanuela, rivelandosi una preziosa fonte di stimolo e arricchimento che ritrova anche nell’occupazione part-time che svolge a contatto con persone provenienti da tutto il mondo.

QUALI SONO LE DIFFICOLTÁ INCONTRATE IN AMBITO PROFESSIONALE?

Emanuela racconta di come sia stato difficile, inizialmente, applicare la sua passione ad una attività professionale concreta. Tradurre la propria passione nella professione desiderata non è affatto facile, ma una volta raggiunta questa consapevolezza bisogna fare bene attenzione a non fare calpestare i propri sogni dagli altri. Emanuela parla appunto di quale sfida sia stata affrontare il mondo esterno, in particolare:

 

i pregiudizi e i cosiddetti consigli delle persone comuni, quelle non specializzate nel mio ramo professionale e quelle che purtroppo non hanno avuto il coraggio di dar seguito alle proprie passioni.

 

Il rischio è sovente quello di demoralizzarsi convincendosi che tornare coi piedi per terra sia la soluzione più saggia, abbracciando schemi di vita standard e forse più rassicuranti, in un primo momento. Ma è proprio questo l’ostacolo più insidioso da superare: trovare la necessaria sicurezza in se stessi e il coraggio di rischiare mettendocela davvero tutta per realizzare i propri sogni.

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IN QUANTO DONNA?

La percezione di Emanuela è quella di una discriminazione di genere a priori, diffusa a “macchia d’olio” nella società di oggi, che si respira anche in ambito professionale. Ammette infatti di aver avuto esperienze di atteggiamenti machisti nei suoi confronti senza, tuttavia, essersene fatta intimorire.

QUANTO É IMPORTANTE AVERE UNA PERSONA DI RIFERIMENTO SU CUI CONTARE?

Emanuela ha avuto la fortuna di poter contare sul supporto di persone a lei care, familiari e amici. Nutre, inoltre, una profonda gratitudine nei confronti degli insegnanti della University of East London che, durante gli studi di Grafica e Illustrazione, le hanno trasferito con entusiasmo gli strumenti per la sua crescita individuale e professionale.Se il sostegno delle persone che ci circondano rappresenta un punto di forza nel processo di self-empowerment non bisogna, d’altro canto, trascurare l’emento più importante, emerso più volte nel corso delle interviste: il proprio coraggio.

 

quando si tratta di credere nel progetto di cui sei responsabile é imprescindibile trovare in se stessi il coraggio di rischiare e la forza di andare avanti, mettendo “un mattone sull’altro”, giorno per giorno, affinché il progetto si avveri.

 

OGGI LE DONNE SONO DAVVERO LIBERE DI SCEGLIERE IL LORO DESTINO?

Riflettendo sul concetto di discriminazione nei confronti delle donne, Emanuela parla di un atteggiamento discriminitorio quasi involontario le cui radici affondano nell’educazione e nella cultura interiorizzate fin dall’infanzia delle persone. In Ungheria, Paese in cui vive da tre anni, la situazione delle donne è formalmente paritaria rispetto agli uomini, a livello legale le donne sono tutelate tanto quanto gli uomini e godono dei diritti fondamentali.

Tuttavia, scavando negli strati più profondi della società ungherese, permangono, sia nella sfera pubblica che privata, atteggiamenti maschilisti secondo i quali, ad esempio, la donna sarebbe meno forte dell’uomo. All’interno della famiglia esiste ancora una forte divisione dei ruoli che vede l’uomo come fulcro economico della famiglia mentre la donna relegata nei panni di “serva”.

Adottare atteggiamenti, o comportamenti, denigratori e svalutativi nei confronti delle donne diventa una strategia per il mantenimento del potere da parte dell’uomo, preservando in questo modo lo squilibrio nei rapporti di genere.

Emanuela sottolinea quanto sia fondamentale che, nella lotta alla discriminazione e violenza di genere, siano proprio le donne le protagoniste del cambiamento rifiutando qualsiasi impostazione culturale che le vorrebbe sottomesse rispetto agli uomini. Parte del cambiamento sociale risiede, dunque, nelle menti delle donne, attraverso il superamento delle aspettative sociali di stampo tradizionalista e conservatore (la donna come “angelo del focolare”), ed evitando al tempo stesso il circolo vizioso dell’autovittimizzazione.

SOGNI E PROGETTI PER IL FUTURO?

Emanuela vuole continuare a crescere professionalmente su tutti i fronti: sia nell’esportazione delle T-shirt firmate MANDRILLO in tutto il mondo, che nella realizzazione di murales. Inoltre non esclude la possibilità di collaborare con altri artisti a qualche progetto stimolante!

EMANUELA ALLEGRA IN SINTESI?

Ottimista, determinata e creativa.