STORIE DI CITTA’ / Di Patrizio Tosetto
Eurofidi dal Crepuscolo degli Dei al totale e profondo buio della lunga notte, e poi, diciamocelo, non ci sono più Dei. Due assemblee per l’approvazione di un bilancio con un nulla di fatto. Due “puntate ” per approdare a nulla. Preparativi pomposi, addirittura due sale predisposte: nella prima i soci istituzionali e nella seconda i rappresentanti delle piccole e medie imprese. Realizzato che nella seconda c’era un solo socio si è provveduto a riunificare il tutto. Sforzo organizzativo inutile.
Primo atto dell’assemblea l’elezione del nuovo presidente del collegio sindacale, considerate le
dimissioni del precedente. Da piccolo mi spiegavano che quando si dimette il presidente dei sindaci non è una buona cosa. Si entra nel vivo della non scelta.
FinPiemonte propone di congelare tutto rinviando l’approvazione del bilancio e sospendendo l’attività di rilascio delle garanzie. Fermo attività Eurofidi ed elegante modo di rinviare la necessaria ricapitalizzazione. Presumo che Banca d’Italia non sia contenta. Qui non ci fossero anche 200 dipendenti la tragedia rischia di diventare farsa.
Si astengono l’unico rappresentante di una piccola impresa, Collegio Costruttori e Confapi Ma le banche non avevano detto: adesso tocca a noi la gestione dopo un passato disastroso?
Grosse difficoltà incombono. Una unica e finale domanda : che fine hanno fatto i passati amministratori? Direi bene, con oltre un milione e mezzo tra liquidazione e buonuscita, o riconfermati in altre società della galassia Eurofidi. Ad altri sono rimasti i debiti.
Sempre da piccolo mi spiegavano che a chi amministra male una società i soci danneggiati possono chiedere conto con un atto giudiziale di responsabilità civile sull’attività. Insomma, chiedere loro conto dei danni patrimoniali causati. Chissà se alla prossima assemblea verrà sollevato il problema?
CONCLUSA LA PRIMA EDIZIONE A TORINO
La famiglia Agnelli non abbandonerà (del tutto) Torino, ma proseguirà attraverso le proprie società piani e attività nell’area torinese
Al Lingotto, dall’11 al 29 Luglio, si tiene la European Innovation Academy, programma di accelerazione di startup che riunisce studenti e giovani talenti provenienti dalle università di tutto il mondo.

artigiani, che ad Operæ entreranno in contatto con un mercato internazionale esperto e attento e un pubblico sensibile e preparato. Per partecipare è necessario essere un’impresa artigiana di produzione manifatturiera, avente sede operativa in Piemonte e annotata nella sezione Artigiani del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio della Regione Piemonte. Operæ. Independent Design Festival 2016 Da ormai sette anni Operæ, la fiera internazionale del design indipendente che si svolge a Torino, offre l’opportunità di scoprire nuovi prodotti, di prendere nota dei fenomeni emergenti, di entrare in contatto con gli attori del processo, e di fermarsi a riflettere sui tanti aspetti che il design tocca. Anche quest’ anno Operæ si svolgerà nella prima settimana di Novembre, dal 3 al 6, in concomitanza con Artissima Art Fair nell’ambito del più importante evento diffuso italiano dedicato ai linguaggi contemporanei, “Contemporary Art Torino”. Per l’edizione 2016, la fiera si avvale della presenza come curatrice di Annalisa Rosso, giornalista indipendente di design e architettura, che ha individuato nel tema “Designing the future” la cornice interpretativa e la chiave di lettura con cui guardare ai progetti esposti. Operæ è un progetto di Bold srl con il supporto della Regione Piemonte e della Camera di commercio di Torino. Da un’idea dell’Associazione Torino Design Week.
Trentacinque borse di ricerca applicata della durata di un anno saranno assegnate, attraverso un primo bando, a progetti di eccellenza scientifica e tecnologica nel campo dei sistemi complessi grazie al progetto Lagrange, ideato, promosso e finanziato dalla Fondazione CRT con il coordinamento scientifico della Fondazione ISI. Il bando, aperto fino al 18 settembre, è rivolto a diplomati, laureati (anche con laurea triennale) e dottorandi, con l’obiettivo di consolidare un ponte tra università, ricerca e mondo delle imprese. Entro il 31 dicembre 2016 saranno bandite anche le borse di ricerca applicata nel campo dei Big Data.
9.000 euro dall’impresa co-finanziatrice.
Esposizioni potrà ritornare alla sua iniziale vocazione anche per fiere espositive. La struttura è stata concepita, progettata e realizzata per questo motivo. Portandola, anche grazie all’architetto Nervi ad essere una delle meraviglie architettoniche del settore. Faceva male girovagare per le varie ali dell’edificio, preda dell’abbandono, incuria e vandalismo. E non ci convinceva la scelta della passata amministrazione che voleva realizzare la biblioteca dell’Università. Qualcosa era nato male fin dai suoi esordi, nel mettere a bando la progettazione, dopo alcuni ricorsi che hanno impedito l’inizio. Fa male il degrado anche
perché ognuno di noi ha negli occhi il ricordo di qualcosa che riguarda Torino Esposizioni. Da bambino, figlio di operaio Fiat andavo a Natale alle giostre e ritiravo il dono aziendale. Il primo e unico pesciolino rosso, vinto alle palline. O da appena adulto, il salone della Montagna. Ora, comunque, importa il futuro di questa nostra città. E la programmazione delle politiche fieristiche è un pezzo di questo possibile futuro, io ne sono ossessionato, sicuramente perché ho due figlie. Chi se ne intende molto di realtà espositive e fieristiche, in questi ultimi due anni mi ha “catechizzato” e, forse, qualcosa sto cominciando a capirne. In tutta Italia il settore è in crisi,
tranne a Bologna e Rimini dove sono avvenuti massicci investimenti pubblici. Ora a Milano non sanno che farsene di tutti questi volumi. Non reggono gli ammortamenti immobiliari. I volumi non devono essere “giganteschi” e devono essere modulari, Altro fattore, l’industria manifatturiera piemontese e torinese che regge esporta. Torino deve essere una vetrina . Riqualificare Torino Esposizioni potrà costare dai 2 ai 3 milioni che sono già attualmente in “pancia” al comune. Quasi impossibile rendere tutto agibile entro l’anno. Si debbono rispettare tempi burocratici. Ci sembra che la strada intrapresa sia quella giusta.Non ci resta che augurare buon lavoro alla giunta di Chiara Appendino.
La quota di risparmiatori scende tra le famiglie piemontesi e per la prima volta la nostra regione è più vicino al livello dell’Italia
Rilanciare il ruolo dei genitori nella scuola, in modo da renderli più presenti e partecipativi, migliorando, di conseguenza, l’intero sistema scolastico italiano