ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 7

A Torino la Giornata Internazionale dei Fiumi 

Insieme a CISV e il progetto The Water Code per imparare la gestione sostenibile delle risorse idriche

 

Martedì 24 settembre, ore 18

Parco del Valentino, fronte Imbarchino

 

Che cosa possiamo fare per migliorare lo stato delle acque? E come possiamo aumentare la consapevolezza sul tema della salute dei fiumi, dei mari, dei laghi e di tutte le risorse idriche?

 

CISV ETS, all’interno del progetto “The Water Code”, in occasione della Giornata Internazionale dei fiumi, martedì 24 settembre, invita le cittadine e i cittadini di Torino al Parco del Valentino per cercare delle risposte a queste domande.

 

Un kit di adesivi, un set fotografico “acquatico” e dei quiz per renderci più consapevoli rispetto all’utilizzo e la difesa delle acque. Un modo per portare il progetto dalle scuole alla città, dopo i laboratori di citizen journalism e di coding in alcuni istituti torinesi e della provincia, condividiamo alcuni risultati e spunti intergenerazionali.

 

L’appuntamento è dalle ore 18 al Parco del Valentino, di fronte all’Imbarchino, con le sorprese di The Water Code per celebrare insieme i fiumi.

 

“The Water Code” è un progetto di Helpcode, CISV, Mare Vivo, Fondazione Acquario di Genova, Fondazione Feltrinelli, Annulliamo la distanza, New Horizons, Step4, Tamat, CNR sostenuto dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

 

Per informazioni

https://cisvto.org/

https://thewatercode.it/

Peste Suina, la Commissione Europea: Piemonte verso l’uscita da misure restrittive

Per il Piemonte si profila l’uscita dalle misure più restrittive imposte da oltre due anni dall’epidemia di Psa, la Peste Suina Africana. Il Comitato Paff (Piante, Animali, Alimenti e Mangimi) della Commissione Europea ha deciso oggi a Bruxelles l’abolizione delle ultime misure di restrizione per la Psa in Sardegna, che ha completamente eradicato la malattia dopo quarant’anni di infezioni.

La Commissione Europea si è espressa all’unanimità anche sull’uscita dalle zone di restrizione per la peste suina di alcuni territori della regione Piemonte, dove la zoonosi si è manifestata dal marzo 2022 causando ingenti danni economici al settore suinicolo e imponendo massicce misure di contingentamento e contrasto. Ne dà notizia il commissario straordinario per la Peste Suina Africana Giovanni Filippini. La declassificazione viene concessa alle aree dove da almeno 6 mesi non si sono più riscontrati casi di contagio. i Comuni tornati indenni potrebbero così uscire dalla zona di protezione 2 e passare alla cosiddetta Zona 1.

Commenta l’Assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, che ha la delega al contrasto della Psa: «Attendiamo di conoscere ufficialmente quali zone e comuni del Piemonte potranno uscire dalle restrizioni più severe. Ma è comunque una splendida notizia per i nostri allevatori e per il settore suinicolo, che ha affrontato sacrifici immensi e che rappresenta una voce fondamentale dell’economia agraria piemontese. Dopo tanti sacrifici, il coordinamento e un’azione di contrasto che ha avuto nuovo impulso con l’arrivo del commissario straordinario Giovanni Filippini – che con la sua azione ha eradicato la Psa dalla Sardegna – dimostra come sia possibile ottenere risultati significativi. Non dobbiamo abbassare la guardia. L’impegno non cesserà fino a quando tutto il Piemonte non potrà dirsi indenne come la Sardegna. Anche di questo tema discuterò martedì 24 al G7 di Ortigia con il Ministro Lollobrigida, che ringrazio per il sostegno che ci ha assicurato finora e per quello che ora è necessario mettere in atto per sconfiggere definitivamente questa piaga».

Mobilità sostenibile, un’indagine ha scelto come campione i giovani 

Le cinque regole d’oro, secondo le nuove generazioni, per avere uno stile di vita amico del pianeta sono cammina, condividi, ricicla, ripara e riusa. Punto di partenza è rappresentato dalla mobilità sostenibile. Il 60% si ‘promuove’ in termini di attenzione quotidiana alla riduzione delle proprie emissioni carboniche quando si muove da un luogo all’altro.

Questo aspetto risulta quello più importante da curare, secondo il 39%, per ridurre il proprio impatto ambientale, seguito dalla raccolta differenziata (24%) e dal recupero, riuso degli oggetti (23%).

Non manca chi pone attenzione a comportamenti virtuosi come usare meno risorse, quali l’ acqua ed energia in primis, per il benessere personale ( 8%), o prodotti cosmetici meno inquinanti (7%).

Questo in sintesi il messaggio lanciato dalla comunità di 2500 studenti di età compresa tra i 15 e i 35 anni che hanno partecipato all’indagine “I giovani e la mobilità sostenibile”, condotta nelle scorse settimane da Skuola.net per ‘Eco Festival della mobilità sostenibile e delle città intelligenti’, tenutosi a Roma il 17 e 18 settembre, evento che espone lo stato dell’arte della transizione ecologica nei trasporti di persone e merci in Italia.

L’impegno delle generazioni Y e Z non si limita alle parole, ma si traduce nei comportamenti di tutti i giorni. Oltre 2 su 3 sostengono di aver abbandonato i mezzi di trasporto più inquinanti. Il 33% preferisce sfruttare il servizio pubblico, laddove è possibile ( bus, tram, metropolitane, treni locali). Il 13% si divide tra biciclette e monopattini, il 4% sta già sperimentando altre forme di micromobilità elettrica, come gli hoverboard, i monowheel e dintorni. il 19% quando ha modo va direttamente a piedi. Solo il 31% continua a prediligere i classici veicoli à motore (automobili, moto e motocicli) da ospite e guidatore.

Anche il ricorso allo shopping online che, secondo studi recenti, potrebbe ridurre le emissioni di CO2 di quasi tre volte rispetto ad un acquisto nel canale fisico, rappresenta un contributo alla causa, seppur inconsapevole. Solo il 16% è a conoscenza di questo aspetto mentre l’8% pensa che l’è commerciale abbia addirittura degli impatti ambientali negativi.

La prima mossa da compiere per agevolare la transizione è rappresentata dal riassetto del trasporto pubblico. Per quasi la metà di loro ( 45%) potrebbe bastare un potenziamento nella frequenza delle corse. Il 26% punterebbe al potenziamento della frequenza delle corse, il 26% pensa all’allargamento della rete al maggior numero di aree cittadine , il 21% pensa che il contenimento dei prezzi di biglietti e abbonamenti costituirebbe una soluzione ottimale, solo l’8% agirebbe su sicurezza e comfort dei veicoli.

Allo stato attuale l’automobile, specie per alcune esigenze lavorative, logistiche e familiari, rimane un mezzo indispensabile o quasi. Gli stessi ragazzi, proiettandosi al domani, prevedono comunque di acquistarne una. Per il 61% è praticamente certo, il 23% potrebbe rinunciarvi solo se dovessero crescere e affermarsi i servizi di noleggio e di car sharing. Appena il 16% lo esclude a priori. Un dato, questo, apparentemente in controtendenza rispetto ai numerosi studi che vedono la Generazione Z lontana dall’auto di proprietà quale status symbol, ma che risente della sfiducia dei ragazzi rispetto a quanto il Paese sta facendo per la transizione ecologica. Soltanto il 30% dei ragazzi e delle ragazze sta pensando che si stia lavorando efficacemente verso questo obiettivo sia dal punto di vista economico sia culturale e per questo chiedono uno sforzo anche agli adulti, per mettere in campo azioni che accelerino il cambiamento. Alla fine oltre uno su due prevede tempi molto lunghi per il suo raggiungimento e uno su quattro sostiene che in Italia smart cities e mobilità sostenibile siano un’utopia irrealizzabile.

Secondo gli intervistati, per imprimere una spinta decisiva verso un approccio ecologico al settore delle auto, si dovrebbe agire su di un doppio binario. Da un lato incrementando le colonnine di ricarica nelle nostre città, dall’altro incentivando il passaggio tramite bonus e incentivi, secondo il 31%. Solo in secondo piano vengono le campagne sulla conoscenza dell’elettrico per il pianeta e dei benefit che si possono avere grazie a questi veicoli (parcheggi gratuiti, accesso ai centri storici). A considerarle primarie è il 18% della popolazione giovanile intervistata.

Il contesto urbano è il fulcro del discorso. Le città potrebbero essere più a emissioni zero, non solo ricorrendo all’elettrico, ma alle piste ciclabili. Secondo i giovani per invogliare all’uso delle due ruote bisogna lavorare su due aspetti. Il 47% degli intervistati ritiene che sia fondamentale aumentare le infrastrutture dedicate, quali piste ciclabili e bike station, mentre il 23% crede sia fondamentale ripensare gli spazi urbani con più attenzione a ciclisti e pedoni.

Oltre a questo le città del futuro dovrebbero poi poter contare su una riduzione dei limiti di velocità. Il 71% sarebbe ben disposto ad accettarli in cambio di una riduzione della mortalità dovuta agli incidenti stradali (prima causa di morte per i ragazzi sotto i 30 anni) e su una maggiore riformulazione per assorbire le emissioni di CO2 inevitabili. Per 2 intervistati su 3 non si sta facendo ancora abbastanza anche su questo punto.

 

Mara Martellott

“Usa, versa, getta”, campagna sugli oli esausti vegetali

Prende il via in questi giorni la campagna di comunicazione “Usa, versa, getta” dedicata alla raccolta degli oli esausti vegetali: l’iniziativa, promossa dalla Città di Torino di concerto con Amiat Gruppo Iren e CONOE (Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti), accompagna e rafforza il progetto di estensione della raccolta di prossimità, avviato nel corso del 2023 e che ha permesso di posizionare oltre 460 contenitori in tutti i quartieri di Torino.

L’obiettivo è quello di coinvolgere e sensibilizzare i cittadini sulla necessità di differenziare questa tipologia di rifiuto, altamente inquinante, ponendo l’accento sui pochi e semplici gesti necessari per farlo: dopo l’utilizzo, infatti, basta versare l’olio esausto in bottiglie ben chiuse, filtrandolo da impurità ed eventuali residui di cibo, e conferirlo in uno dei cassonetti presenti sul territorio.

La campagna verrà declinata su molteplici canali: affissioni stradali e presso sedi comunali, uffici e attività commerciali, advertising sui mezzi GTT, oltre a contenuti digitali dedicati.

“I risultati ottenuti in un solo anno dall’avvio del progetto di raccolta capillare degli oli esausti vegetali – con il raddoppio dei quantitativi conferiti – ci riempiono di orgoglio e premiano l’impegno dei cittadini e delle istituzioni nel raggiungere traguardi importanti nel campo dell’economia circolare – commenta l’assessora alle Politiche per l’Ambiente Chiara Foglietta -. Proseguendo nella sensibilizzazione, la nuova campagna potrà contribuire a ottenere risultati sempre più importanti in termini ambientali, rendendo Torino una città sempre più rispettosa del nostro ecosistema”.

“L’obiettivo di questa campagna è aumentare la conoscenza degli utenti e migliorare la differenziazione degli oli esausti a Torino: un percorso avviato da oltre un anno e che, nel primo semestre del 2024, ha permesso di raddoppiare i quantitativi di oli esausti conferiti, passando da circa 10mila tonnellate del 2023 alle quasi 20mila raccolte tra gennaio e giugno di quest’anno” dichiara Paola Bragantini, Presidente Amiat.

La raccolta di prossimità degli oli esausti vegetali permette di smaltire olio di oliva e di semi vari usati per frittura, oli di conservazione dei cibi in scatola o in vetro e oli vegetali deteriorati o scaduti, consentendo importanti vantaggi sul piano ambientale e permettendo di dare nuova vita al rifiuto: gli oli esausti, infatti, possono essere riciclati e trasformati in nuova materia, come biodiesel, ma anche bio-lubrificanti, cere per auto, saponi, prodotti cosmetici, inchiostri, asfalti, bitumi, mastici e collanti.

MICROLINO prodotta con orgoglio a Torino

PENSIERI SPARSI di Didia Bargnani

Durante la mia visita allo stabilimento di Microlino a La Loggia, circa 10km da Torino, ho avuto due guide esperte ed appassionate: Giuseppe Livani, Plant Manager e Uberto Gavazzi, Country Manager Italia. La prima cosa che mi ha colpito è stata la pulizia, l’ordine, l’odore di pulito, le piante, gli angolini per il coffe break.

Più che in uno stabilimento dove si producono auto sembrava di essere in una clinica all’avanguardia. “Sono orgoglioso della mia creatura- mi racconta Giuseppe Livani- ho realizzato questo stabilimento, dove prima non c’era nulla, nel giro di un anno. L’ambiente, come può notare, è luminoso, moderno, siamo dotati di pannelli solari e le persone che lavorano qui ( 70/80 dipendenti ),assunte dopo una rigida selezione, collaborano in perfetta armonia, qui non ci sono i ritmi usuranti della catena di montaggio”. Per chi non sapesse ancora cos’è il Microlino, ha suscitato grande curiosità al recente Salone dell’Auto di Torino, sappiate che non è un’auto e non è una minicar. L’azienda svizzera della famiglia Ouboter ( grandi produttori di monopattini elettrici venduti in più di 80 Paesi e con un fatturato di 90 milioni di euro) che lo produce interamente in Piemonte negli stabilimenti di La Loggia, Moncalieri e Caramagna, ha voluto allargare la gamma dei prodotti dedicati alla micro mobilità, mi spiega Uberto Gavazzi, realizzando questo quadriciclo, omologato per due persone e con capiente bagagliaio, ispirato nel design alle Bubble Car degli anni ‘50 ( Isetta BMW), rendendolo molto più sicuro rispetto ad una microcar.

La sua tecnologia è quella di una vera auto, il telaio ultra resistente , con barre anteriori, posteriori e laterali, in acciaio e alluminio, quattro freni a disco, potenti fari a led, interni in microfibre speciali e divanetto confortevole. Microlino presenta tre opzioni di batteria: 5.5 kWh ,10.5 kWh e 15 kWh; la cui durata è garantita per sei anni, e riescono ad effettuare rispettivamente su strada 93 km, 177 km e 230 km. I tempi di ricarica della batteria, che può anche essere effettuata con una presa domestica ( l’assorbimento può essere paragonato a quello di un phon per capelli), è di circa quattro ore, ciò significa che non è necessaria alcuna infrastruttura specifica. Pregio importante di Microlino è quello di pesare solo 500kg. , infatti togliendo peso superfluo, consuma un terzo rispetto ad un veicolo elettrico di classe media, inoltre è consentito l’ingresso gratuito nella ZTL negli orari proibiti agli altri veicoli. La produzione di Microlino viene realizzata per il mercato estero al 93%, questo perché in Italia non è consentito al momento guidarlo in autostrada ( a seconda dei modelli la velocità è di 45 km/h o 90 km/h).

Ricordiamo infine le misure, 2,50 m./1,47 m., i colori infiniti, la cabina di verniciatura è in grado di realizzare qualsiasi colore richiesto dal cliente e il costo di manutenzione molto contenuto, essendo Microlino un veicolo elettrico leggero ha una struttura semplice con un numero di componenti assai ridotto. Il prezzo: da 15.500 a 20.500 circa, compreso di eco bonus. Se siete alla ricerca di un modo ecologico ed economico per spostarvi in città il Microlino è quello che fa per voi, ad oggi è il prodotto di mobilità individuale più sostenibile sul mercato e poi non dimentichiamo che è prodotto con orgoglio a Torino.

A Torino le Regioni del Nord insieme per ridurre i livelli di inquinamento atmosferico

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Centinaia di persone provenienti da tutta Italia hanno partecipato in questi giorni alle numerose iniziative legate all’evento finale del progetto LIFE PrepAir, che ha coinvolto per quasi otto anni le principali Regioni del bacino padano e numerosi altri partner (complessivamente 18, coordinati dalla Regione Emilia-Romagna), allo scopo di ridurre i livelli di inquinamento atmosferico, limitare le emissioni e migliorare la qualità dell’aria. 

L’evento torinese, organizzato dalla Regione Piemonte, oltre a prevedere diversi momenti di coinvolgimento della cittadinanza, ha ospitato in apertura un confronto fra partner, Ministero dell’Ambiente e Commissione Europea: un pomeriggio, quello di mercoledì scorso, che ha permesso di fare sintesi sui principali risultati ottenuti in questi anni di lavoro e di portare una serie di stimoli sulle priorità che PrepAir lascia in eredità a chi continua a lavorare su queste tematiche delicate e cruciali.

In sintesi, PrepAir ha coinvolto un’area di 135mila chilometri quadrati con una popolazione di 28 milioni di abitanti; ha attivato 35 azioni complessive su alcune tematiche fondamentali (monitoraggio dell’aria, combustione di biomasse, trasporti, riscaldamento domestico, industria, energia e agricoltura, comunicazione e coinvolgimento); su questi temi ha realizzato corsi di formazione a cui hanno preso parte oltre 15mila professionisti; ha coinvolto uno staff operativo di oltre 250 persone; ha utilizzato fondi diretti per 17 milioni di euro, stimolando la redazione di sette Piani della qualità dell’aria.

Nel corso della tavola rotonda – a cui hanno partecipato i dirigenti delle Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e della Provincia Autonoma di Trento, oltre a rappresentanti della Commissione Europea e del Governo – sono emersi alcuni temi fondamentali per il futuro, senza escludere la possibilità di una capitalizzazione e prosecuzione delle attività di PrepAir, sebbene non in forma di progetto LIFE.

A fronte degli sforzi effettuati dalle Regioni padane in questi anni per migliorare la situazione, riconosciuti anche dalla Commissione Europea sebbene la situazione degli sforamenti legata alle caratteristiche climatiche e geomorfologiche della Pianura padana non sia ancora risolta, PrepAir si è dimostrato compatto nel chiedere sia al Governo che alla Commissione stessa ulteriori investimenti per dare risposte strutturali alla situazione, trattandola come emergenziale. È stata anche sottolineata la grande e costante collaborazione che si è instaurata in questi anni fra le Regioni e fra le varie Agenzie regionali per l’ambiente: si è creato un substrato comune di intenti e di esperienze che non dovranno essere disperse a fine progetto, bensì diventare la base per future azioni, anche di esempio per altri territori.

Infine, è stato ribadito da tutti il ruolo fondamentale della comunicazione, su cui PrepAir ha investito molto in questi anni con numerose campagne tematiche e decine di altre attività territoriali, per far crescere nella cittadinanza la consapevolezza di alcuni comportamenti necessari a migliorare la qualità dell’aria. Esemplare il tema delle biomasse: una volta dimostrato che bruciare legna dal camino di casa è un comportamento molto inquinante, per far cambiare abitudini alla popolazione è necessario investire molto anche a livello di coinvolgimento e di aumento della consapevolezza della corretta correlazione tra fonti emissive e concentrazione degli inquinanti.

Matteo Marnatiassessore all’Ambiente della Regione Piemonte, ha puntualizzato che Life PrepAir ci ha permesso di costruire il nuovo Piano della qualità dell’aria, che abbiamo appena adottato. Abbiamo preso spunto da questi dati scientifici per fare innovazione, tenendo in considerazione che continuerà sempre questa ricerca. Perchè è importante collaborare insieme a Lombardia, Emilia Romagna Veneto, che hanno i nostri stessi problemi, per dare insieme delle soluzioni. È questo lo spirito di questo progetto, che ha come obiettivo non soltanto quello di limitare, ma di tenere insieme un equilibrio tra gli aspetti ambientali, perché tutti vogliamo un’aria più pulita possibile, gli aspetti economici, perché bisogna anche lavorare e creare ricchezza, e gli aspetti sociali, soprattutto per quanto riguarda la mobilità, quindi evitando delle limitazioni”.

Numerosi gli eventi collaterali, che hanno registrato ampia partecipazione: giovedì mattina una visita di studio al Museo “A come Ambiente” dedicata alla qualità dell’aria; nelle mattinate di giovedì e venerdì lo spettacolo teatrale “C’è aria per te!” per le classi dell’istituto Comprensivo “Ugo Foscolo”; all’interno di una tensostruttura itinerante allestita in tre parchi cittadini si sono svolti cinque incontri pubblici dedicati ad altrettanti temi legati alla qualità dell’aria: Biomasse e qualità dell’aria nel pomeriggio di giovedì 19 presso il parco Pellerina, Agricoltura e qualità dell’aria nella mattinata di venerdì 20 presso il parco Ruffini seguito nel pomeriggio da Energia e qualità dell’aria, infine sabato 21 presso il Parco Colonnetti gli incontri I dati della qualità dell’aria Trasporti e qualità dell’aria.

Confagricoltura Piemonte esprime solidarietà agli agricoltori colpiti dalle alluvioni

Allasia (Confagricoltura Piemonte): “Manca una seria politica di difesa del territorio”

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla popolazione colpita nelle ultime ore dall’alluvione. Siamo pronti ancora una volta a portare il nostro sostegno nelle aree coinvolte”. Lo ha detto Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, dopo aver appreso della tragica situazione che stanno rivivendo, dopo solo poco più di un anno dall’ultimo nefasto evento, le Regioni Emilia – Romagna e Marche.

Il ciclone Boris, infatti, è arrivato anche in Italia e ha colpito con piogge torrenziali ed eccezionali quei territori che già nel maggio del 2023 erano state martoriate dall’esondazione di alcuni fiumi e completamente sott’acqua, avevano visto l’agricoltura patire i danni più significativi.

Praticamente ogni anno – sottolinea Confagricoltura – in occasione di precipitazioni anomale, che purtroppo sono sempre più frequenti, si registrano esondazioni che causano gravissimi danni alle strutture e alle infrastrutture agricole, alla viabilità interpoderale, ai sistemi di irrigazione e alla viabilità ordinaria, creando seri pericoli per la sicurezza della popolazione.

Lanciamo un appello alle istituzioni perché, nell’interesse del territorio e delle popolazioni, lavorino con noi per frenare il cambiamento climatico e per aiutarci nella nostra opera quotidiana di contrasto al dissesto idrogeologico” afferma Allasia.

Manca, ormai da troppi anni, una seria politica di difesa del territorio che, complice la mancanza di risorse per attuare un’adeguata prevenzione e protezione, dimostra quando sia indispensabile riprendere pratiche oggi ormai abbandonate ma fino a pochi decenni fa considerate fondamentali, quali, per esempio, la manutenzione ordinaria dei fossi e dei rivi e la pulizia accurata degli alvei dei torrenti e dei fiumi.

I fenomeni estremi che si registrano con sempre maggiore frequenza mettono a repentaglio le produzioni agricole – e conclude Allasia – Il “non intervento” degli ultimi anni ha provocato danni gravissimi, sia in termini ambientali, sia per quanto riguarda il vero e proprio danno economico alle attività produttive e al sistema infrastrutturale. E’ necessario intervenire tempestivamente per evitare che questo stato di degrado continui a peggiorare”.

Confagricoltura Piemonte, inoltre, rimarca il fatto che il fondo mutualistico nazionale gestito dalla società AGRI-CAT s.r.l., dedicato a tutte le aziende agricole percettrici di pagamenti diretti PAC, che dovrebbe risarcire i danni alle produzioni causati da eventi atmosferici di natura catastrofale, non abbia una dotazione sufficiente per far fronte a ogni genere di eventi in modo congruo: “Agri-cat è uno strumento con grandi potenzialità, ma vanno rivisti i meccanismi relativi ai dati e alle valutazioni di intervento. C’è assoluta necessità di trovare soluzioni rapide per i territori colpiti: gli agricoltori non possono aspettare oltre” chiude il presidente Allasia.

Un nuovo city brand per Torino

Si chiama city branding ed è il modo in cui una città sceglie di costruire la sua identità e di raccontarla. Un processo per aiutarla a distinguersi nell’era della globalizzazione, a promuoversi meglio all’esterno e ad attrarre risorse umane ed economiche.

Per costruire il suo city brand la Città di Torino ha avviato un percorso che coinvolgerà i principali attori del territorio. È stato siglato questa mattina a Palazzo Civico un protocollo d’intesa tra Città, Città Metropolitana di Torino, Camera di commercio, Università degli Studi, Politecnico, Fondazione CRT e Fondazione Compagnia di San Paolo con l’obiettivo di condividere il percorso verso il city branding. In particolare, i firmatari si impegnano a garantire supporto e collaborazione reciproci per promuovere la propria appartenenza al territorio e l’identità di Torino con l’obiettivo comune di diventare ambasciatori del “brand Torino”, valorizzarne il patrimonio storico, artistico, culturale e sociale, collaborare nella definizione del posizionamento strategico della città, dare riconoscibilità ai prodotti “made in Torino”, consolidare il senso di appartenenza di cittadini e studenti, attrarre risorse ed investimenti, ampliare il mercato turistico in arrivo, favorire la visibilità della città, veicolare il nuovo city brand – una volta realizzato – nell’ambito di partnership ed eventi.

“L’obiettivo della costruzione di un nuovo city brand – spiega il sindaco, Stefano Lo Russo – è quello di unire le forze con tutti i partner istituzionali pubblici e privati che abbiano a cuore il futuro della città e del territorio metropolitano, per contribuire a riposizionare Torino e renderla sempre più all’altezza di collaborare e competere con le grandi metropoli nel nostro Paese e in tutto il mondo puntando sui suoi tanti settori d’eccellenza. Il capoluogo può e deve fare da traino per l’intero territorio con le sue numerose specificità. Ringrazio tutti i firmatari di questo protocollo; ci unisce il desiderio di raccontare meglio Torino e il territorio al mondo, e di farlo insieme, consapevoli che per ‘raccontarsi’ bene e in modo efficace occorre riconoscere la propria identità in modo condiviso e guardare tutti nella stessa direzione”.

Secondo il presidente della Camera di commercio di Torino, Dario Gallina “È importante che il percorso verso l’individuazione del nuovo brand di Torino sia plurale e condiviso, sia per avere un risultato più rappresentativo di tutte le anime della città, sia per ampliarne la visibilità e la diffusione a livello nazionale e internazionale, con un lavoro di squadra già consolidato in numerosi eventi. Questo modo di lavorare insieme ci permette di presentarci di fronte ai nostri numerosi interlocutori in modo univoco e coordinato e di rendere così Torino più attrattiva dal punto di vista economico, culturale e turistico”.

“Da sempre – dice il rettore del Politecnico di Torino, Stefano Paolo Corgnati – abbiamo creduto nell’idea di Torino come città dell’innovazione nella quale l’università gioca un ruolo cruciale di filiera per l’attrazione sul territorio di giovani talenti che ci scelgono per creare il loro percorso di vita, accademico o professionale. In particolare contribuiremo con la crescita dei campus cittadini, fondamentali per l’attrattività di studenti da tutto il mondo. Siamo orgogliosi e felici di poter aggiungere questo ‘nostro fotogramma’ al racconto generale della città”.

“L’Università – aggiunge il rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna – è da tempo un punto fermo nelle strategie di sviluppo e crescita della città. Ricerca e formazione, con le rispettive fondamentali ricadute in termini di trasferimento di conoscenze e tecnologie, fanno di Torino un luogo privilegiato nel quale investire sul proprio futuro. Con radice salde nella forza del territorio, l’Università rappresenta un’eccezionale occasione per creare opportunità: i campus, sui quali abbiamo fortemente puntato, sono spazi di internazionalizzazione e di acquisizione di elevata professionalità. Anche per questo Torino si è affermata come una ambita finestra sull’Europa e sul mondo”.

 “Siamo lieti di avviare, con la firma del protocollo d’intesa per il city branding, un nuovo cammino condiviso con la Città e con i diversi players del territorio con cui Fondazione CRT collabora da anni sinergicamente con l’obiettivo di tutelare e valorizzare il patrimonio culturale e sociale di Torino e di mettere in campo iniziative ed eventi capaci di attivare reti e attrarre risorse – dichiara Annapaola Venezia, Segretario Generale di Fondazione CRT –. Questo sistema virtuoso che abbiamo costruito tutti insieme, e che ha contribuito a definire l’identità della città, parla ora una sola lingua e inaugura uno storytelling che permetterà a Torino di farsi conoscere e riconoscere in Italia e nel mondo”.

 “Il ruolo di un ente filantropico come la Fondazione Compagnia di San Paolo è quello di agire ogni giorno per contribuire allo sviluppo locale della Città e al benessere della popolazione, in sinergia con tutti gli stakeholder del territorio – afferma il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, Marco Gilli – Siamo oggi firmatari del protocollo perché riteniamo fondamentale la condivisione di esperienze, competenze e know-how che solo il fare squadra rende possibile, con l’obiettivo di promuovere un’immagine positiva e unica della nostra città, migliorando la qualità urbana e il senso di appartenenza, e attraendo risorse, visitatori e investimenti”.

In preparazione a questo progetto nel 2023 è stato avviato un percorso di indagine per cogliere la percezione della città di Torino e si è affidata all’Istituto Piepoli un’indagine demoscopica per cogliere gli aspetti ritenuti importanti dal territorio e dalla cittadinanza. Sono stati somministrati in città oltre 5mila questionari, composti di domande aperte e chiuse, a cittadini, turisti, portatori di interesse. L’indagine sta proseguendo e si avvia alla conclusione con un sondaggio telematico su scala nazionale per raccogliere le percezioni di Torino anche da parte degli Italiani nel complesso. Le prime impressioni individuate hanno permesso di definire un “manifesto identitario” di racconto di Torino, condiviso tra i firmatari.

I dati sulla percezione di Torino raccolti dall’Istituto Piepoli verranno illustrati il 24 ottobre alle ore 18 alla casa Teatro Ragazzi attraverso un evento pubblico che si proporrà anche di raccogliere l’interesse di ulteriori soggetti che vorranno aderire al progetto di sviluppo del nuovo city brand. L’amministrazione comunale darà quindi il via ad un avviso pubblico per individuare un’agenzia di comunicazione per lavorare allo sviluppo del progetto e alla definizione delle linee strategiche per la sua promozione nel triennio 2025/2026/2027.

Bollette gas, quel che c’è da sapere sulla modalità “Placet in deroga”

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Buone notizie per chi ancora non ha scelto un fornitore di gas nel mercato libero: la Placet in deroga, l’offerta di tutela speciale introdotta dall’Arera, è stata prorogata fino alla fine del 2025. Questa misura, pensata per accompagnare clienti non vulnerabili, famiglie e condomini nel passaggio al mercato libero, permetterà ai consumatori di avere più tempo per confrontare le offerte e scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.

Quest’anno, chi non aveva ancora scelto un fornitore di gas nel mercato libero si è ritrovato con l’offerta Placet in derogala soluzione con condizioni economiche e contrattuali definite dall’Autorità ma con componente fissa annuale (Pfix) definita dal venditore. Questi clienti riceveranno entro il 30 settembre una comunicazione scritta e distinta dalla bolletta, al fine di proporre il rinnovo del contratto per l’anno 2025.

Tale comunicazione conterrà un’offerta comparativa tra le condizioni economiche più vantaggiose per il cliente, tra l’offerta Placet in deroga (che conferisce al venditore la libertà di definire unicamente la componente fissa di commercializzazione) e l’offerta Placet ordinaria (che consente al venditore di definire sia la componente fissa che quella variabile di commercializzazione).

In assenza di variazioni alle condizioni economiche attuali, il cliente verrà informato di tale rinnovo tramite la prima bolletta utile senza una comunicazione a parte. Le condizioni entreranno in vigore il 1° gennaio 2025, con validità 12 mesi, a meno che non venga sottoscritta dal cliente un’offerta diversa sul mercato libero.

La Placet in deroga è un’offerta di ultima istanza, definita da Arera, che viene applicata ai clienti domestici non vulnerabili che non hanno selezionato un’opzione sul mercato libero. Questa soluzione assicura una fornitura di gas a condizioni economiche e contrattuali stabilite dall’Autorità, garantendo così maggiore trasparenza e tutela ai consumatori.

Questa scelta è stata presa dall’Arera al fine di consentire ai consumatori di effettuare una scelta più consapevole e informata tra le diverse offerte presenti sul mercato. Tale misura contribuisce a garantire una transizione ordinata e graduale verso il mercato libero.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.