ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 696

Prezzi delle case in calo ma aumentano le compravendite

A Torino la diminuzione dei prezzi rispetto al 2014 nel mercato residenziale è stata del 5,8%

casaContinua nel 2015 la discesa dei prezzi delle abitazioni in Torino e Provincia confermando la tendenza al ribasso degli anni precedenti; il valore più basso degli immobili fa aumentare le compravendite agevolate anche dal sistema creditizio.Lo rileva l’Osservatorio Immobiliare 2015 condotto dagli agenti immobiliari aderenti a Fiaip Torino, secondo il quale nel capoluogo la diminuzione dei prezzi rispetto al 2014 nel mercato residenziale è stata del 5,8%.Le zone dove i valori delle case sono calati anche del 15% sono principalmente le periferiche Lucento, Vallette, Mirafiori Nord e Sud ma anche la più centrale San Donato. Altre zone della città, seppur diverse fra loro, dove i prezzi medi sono invece diminuiti tra l’8% e il 9% sono la collinare Cavoretto, Falchera, Regio Parco e le semicentrali San Paolo e Santa Rita. Se nella vicinanze di piazza San Carlo si rileva un leggero assestamento dei prezzi, meno 1,6%, in piazza Statuto i lavori pubblici portano ad un deprezzamento del mattone di quasi il 7%. Con il segno positivo si rilevano le zone Cenisia +3% continuando il suo andamento positivo, Vanchiglia e Cit Turin dove i prezzi sono di poco sopra lo zero.Anche nei principali comuni della provincia di Torino vi è stata una perdita del valore degli immobili in media del 5,5% dall’anno scorso. Molte le città dove i loro prezzi nel residenziale sono scesi tra l’8% e il 10%: Alpignano (-7,9%), Chieri (-8,1%), Pianezza (-9,8%) e Venaria (-9,1%); la peggiore risulta essere Beinasco, -15%, probabilmente a causa della vicinanza con l’impianto di termovalorizzazione.pavese casa 2 Se nel 2014 i più popolosi comuni della cintura torinese hanno avuto variazioni negative a due cifre, con il picco di Nichelino che perdeva il 21%, quest’anno si rilevano differenze decisamente più contenute: Moncalieri -2% e Nichelino -3% mentre Orbassano addirittura svolta prima di altri con un +3,4% segno forse che il peggio è passato.Il mercato residenziale dell’Alta Val Susa e Val Chisone risente maggiormente della diminuzione delle quotazioni registrate nel resto della provincia. Nel 2015 gli appartamenti in montagna perdono mediamente il 10%, mentre le unità immobiliari indipendenti scendono di circa il 5%.Continua la caduta dei prezzi di box e posti auto. Dopo il -13% del 2014, per l’anno rilevato la perdita è stata dell’11%. Escluse le zone centrali o quelle con carenza cronica di posti auto dove i valori sono stabili o in aumento, in tutte le altre zone di Torino si evidenziano forti sconti per la vendita.Nel settore commerciale, dopo le importanti perdite degli anni precedenti i prezzi medi sono scesi del 3%. Molto variegata la situazione dei negozi da zona a zona con l’unica certezza che gli acquisti sono concentrati sulle vie principali rispetto le posizioni secondarie. Il mercato degli uffici continua a soffrire con un -11% trainato al ribasso dalle zone periferiche e semicentrali. Infine, nel settore industriale si rileva una perdita del valore immobiliare di oltre il 20%.Per il 2016, gli agenti immobiliari di Fiaip prevedono che il mercato immobiliare di Torino e provincia sarà all’incirca lo stesso dell’anno precedente o in lieve miglioramento. Il numero delle compravendite in aumento unito ad una maggiore propensione all’erogazione di mutui delle banche non saranno sufficienti, nell’attuale congiuntura economica, ad invertire la tendenza sicuramente più neutrale/ottimistica rispetto agli ultimi anni.Sul fronte dei prezzi, i professionisti del settore immobiliare dichiarano che per tutto il 2016 i prezzi saranno stabili o con una riduzione contenuta nell’ordine del 3% che favorirà ulteriormente l’aumento del numero di compravendite.

 

 

Il sindacato debutta alle assemblee olandesi

Uliano interverrà alle tre assemblee come piccolo azionista “per portare le istanze dei lavoratori  in un contesto internazionale”
sciopero cgil1

Il sindacato debutta alle assemblee olandesi di Cnh Industrial, Fca e Ferrari, venerdì all’Hotel Radisson vicino ad Amsterdam. Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim-Cisl, informa l’Ansa, interverrà alle tre assemblee come piccolo azionista per portare le istanze dei lavoratori  in un contesto internazionale”. Uliano, infatti, acquistò 200 euro di azioni due anni fa per poter partecipare alle assemblee dei soci.

 
(Foto: il Torinese)

La "lezione" di Cavallero e la rivoluzione sbagliata

tosettoSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Uscito il film di Lizzani “Banditi a Milano” corsi a vedere uno straordinario Gian Maria Volontè che lo rappresentava, “rubando” dai vecchi compagni di Barriera notizie ed aneddoti sul personaggio. Tutti arrabbiati con lui. Da “rivoluzionario” a rapinatore ed assassino

ll 26 settembre 1967 cenato con i miei, il telegiornale diede la notizia dell’ arresto di Pietro Cavallero. Mio padre scuotendo la testa disse lapidario : doveva finire così, non mi è mai piaciuto. Non capii, non conoscendolo, Uscito il film di Lizzani “Banditi a Milano” corsi a vedere uno straordinario Gian Maria Volontè che lo rappresentava, “rubando” dai vecchi compagni di Barriera notizie ed aneddoti sul personaggio. Tutti arrabbiati con lui. Da “rivoluzionario” a rapinatore ed assassino. Non c’entrava nulla la politica, il PCI,  lui era un ambizioso che aveva tragicamente sbagliato.  Potremmo dire senza ma e senza se. Per questo appena ho saputo che all’ Anatra zoppa si presentava il libro di Claudio Bolognini  “I ragazzi della Barriera” mi sono subito  fiondato. Leggendo prima il libro. Scorrevole amore per il dettaglio e pregevole l’idea dell’io narrante. cavallero barriera

Frugale cena con l’autore dove mi ha colpito la battuta di un insegnante organizzatrice della presentazione : leggendo il libro si parteggia quasi per La Banda Cavallero…non avessero ammazzato…L’autore ha sostenuto la sua equidistanza,  ed io ho apprezzato molto il suo ricercare sul posto i luoghi di Barriera,  dalla Motori alla Stura. Ma Pietro Cavallero non mi è mai stato simpatico e continua ad essermi antipatico.  In particolare un episodio raccontatomi e parzialmente presente  nel libro. La polizia non capiva come questa banda si procurava le armi, intuendo si trattasse di una banda non tradizionale.  Infatti Pietro Cavallero chiedeva un contributo economico per comprare armi da mandare a patrioti algerini. Ma teneva per sé una parte per le rapine. Più che un azione politica era una presa in giro. Dopo hanno voluto e saputo dare motivazione politica ad atti di sola violenza ed uccisione. Leggendo ho capito fino in fondo il disappunto di mio padre che per contrastare il padrone scioperava , il più delle volte da solo,  non concedendo la rivolta sociale con le rapine. Un libro da leggere.

Dopo il Salone del Risparmio 2016

moneyL’angolo del Private Banker/
di Fabio Ferrarese
“Risparmio al centro, demografia, liquidità, sviluppo”. Demografia, liquidità e sviluppo sono state quindi le tre parole chiave su cui si sono articolate le riflessioni di quest’anno

ferrareseSi è da poco conclusa la VII edizione del Salone del Risparmio la cui tre giorni, svoltasi quest’anno a Milano, aveva il seguente tema: “Risparmio al centro, demografia, liquidità, sviluppo”. Demografia, liquidità e sviluppo sono state quindi le tre parole chiave su cui si sono articolate le riflessioni di quest’anno. Sono stati proposti sette percorsi tematici per affrontare alcuni dei grandi temi di attualità, aprendo così una meditazione sull’effettiva validità dei tradizionali paradigmi della finanza: le scelte di investimento delle famiglie; lungo termine, previdenza e sostegno all’economia reale; educazione finanziaria e formazione; finanza sostenibile e impact investing; consulenza finanziaria e distribuzione; portafogli su misura, mercati e servizi finanziari; fintech; I diversi relatori, che si sono succeduti nell’affrontarne il tema proposto, hanno voluto dedicare tempo e spazio a due argomenti che fino a qualche anno fa entravano nei dibattiti in maniera troppo filosofica ed accademica, ma che in realtà sono fondamentali per il futuro del risparmio e probabilmente anche per il domani del nostro Paese: il ruolo delle SGR nell’economia reale e la previdenza complementare. Il Ministero dell’Economia, in particolare,  attraverso tre importanti suoi esponenti (Padoan, Pagano e Zanetti) ha voluto mandare un segnale sulla possibile attuazione futura di provvedimenti volti a indirizzare il risparmio verso le imprese. Le SGR possono contribuire fattivamente alla crescita (non solo economica) del tessuto industriale italiano se idoneamente supportate, ma al tempo stesso le nostre Autorità devono quanto prima concentrarsi sullo sviluppo di un serio terzo pilastro previdenziale.

money

La sensazione che rimane alla chiusura dei lavori è quella che finalmente l’industria del risparmio gestito ha definitivamente catturato l’attenzione delle autorità di vigilanza e della politica in maniera molto concreta. La speranza che tutta questa attenzione si riversi nelle aule delle varie commissioni parlamentari e che tutto ciò avvenga non come ulteriore fonte di liquidità da spremere per sanare i conti pubblici, ma come veicolo in grado di rilanciare l’economia nazionale. Un punto fondamentale rimane però ancora irrisolto: il discorso intorno all’annosa questione dell’educazione finanziaria. Da un lato, sentiamo Banca d’Italia e la Consob condividere gli stessi pensieri sull’argomento (“serve un approccio sistemico al tema”, hanno affermato Magda Bianco e Giuseppe D’Agostino), ma dall’altro l’Italia sembra non essersi ancora mossa a livello di cultura finanziaria risultando la peggiore dei G7 con un livello di cultura finanziaria molto simile ai Paesi Emergenti. Su un numero di circa centoventi conferenze tenutesi nella Kermesse milanese, oltre trenta avevano dei risvolti legati alla formazione e all’educazione finanziaria. È stato bello vedere più di milleseicento giovani studenti delle superiori partecipare con entusiasmo ad una conferenza dedicata al risparmio gestito. Ma a parte questi interventi sporadici ed isolati che cosa si sta effettivamente facendo per questa questione irrisolta nel nostro Paese?

L’ OCSE ci dice che l’Italia rimane nelle ultime posizioni mondiali su molte classiche di questa tematica risultando così più colti, finanziariamente parlando, solo della Colombia. Forse questo potrebbe essere materia sulla quale concentrarsi nel Salone del prossimo anno e viste le ultime vicende di risparmio tradito, la formazione, l’educazione e l’informazione dei risparmiatori dovrebbero coinvolgere non solo le future generazioni, ma anche e soprattutto gli adulti attuali.

Per curiosità ed approfondimenti potete scrivere a fabio.ferrarese@yahoo.it

Al parco Ruffini la tappa torinese di Ania Campus

ania 1“Nella generale riduzione dell’incidentalità avvenuta negli ultimi anni” afferma la fondazione ANIA “moto e scooter non hanno avuto lo stesso trend positivo di altre tipologie di veicoli, e sono in assoluto i mezzi più pericolosi”

11 aprile 2016: forte del sostegno del Dipartimento della Gioventù – Presidenza del Consiglio, e grazie ai fondi del Bando di concorso per la sicurezza stradale, la Fondazione Ania, in collaborazione con la polizia stradale arriva a Torino per la tredicesima tappa di un tour che tocca le principali città italiane, e che ha lo scopo di approfondire le conoscenze, le regole di circolazione e le migliori tecniche per condurre i mezzi a due ruote.

“Nella generale riduzione dell’incidentalità avvenuta negli ultimi anni” afferma la fondazione ANIA “moto e scooter non hanno avuto lo stesso trend positivo di altre tipologie di veicoli, e sono in assoluto i mezzi più pericolosi”. Da qui il proposito di sensibilizzazione e informazione, volto sia ad adulti che a ragazzi, che ha portato alla nascita del progetto Ania Campus.ania2

Durante la mattinata, ragazzi tra i tredici e i diciannove anni hanno avuto la possibilità di effetuare prove pratiche di guida sicura, in presenza dei piloti della Federazione Motociclistica Italiana, e di approfondire gli aspetti teorici legati alle corrette pratiche di guida dei ciclomotori e ai rischi della guida su strada, mentre nel pomeriggio il Campus aperto al pubblico ha dato la possibilità ad adultidi tutte le età di affinare e rendere più sicure le tecniche di guida su strada.

Veronica Bosco

 

Crisi economica, la Costituzione "parla" di attualità

Questo è l’obiettivo di fondo del progetto Economia e diritto nei tempi della crisi realizzato dalle associazioni Libertà e Giustizia e Pop Economix e sostenuto dal Comitato Resistenza e Costituzione

 BANDIERE REGIONE

Far “parlare” la Costituzione sui temi economici e finanziari di attualità. Questo è l’obiettivo di fondo del progetto Economia e diritto nei tempi della crisi realizzato dalle associazioni Libertà e Giustizia e Pop Economix e sostenuto dal Comitato Resistenza e Costituzione.

L’iniziativa prevede quest’anno una conferenza teatrale seguita da laboratori condotti da giuristi ed economisti per stimolare gli studenti – e con loro gli insegnanti e le famiglie – a individuare i nessi principali esistenti fra i fatti e le dinamiche economiche e i principi e le regole giuridiche. Con lo scopo di far acquisire consapevolezza del fatto che le vicende economiche possono e devono essere oggetto di regolazione giuridica e di valutazione dal punto di vista dei principi costituzionali.

Lo spettacolo Pop Economix Live Show, scritto da Alberto Pagliarino, Nadia Lambiase e Paolo Piacenza, con Alberto Pagliarino e per la regia di Alessandra Rossi Ghiglione, andrà in scena al liceo Darwin di Rivoli mercoledì 13 aprile alle 10 alla presenza del vicepresidente del Consiglio regionale delegato al Comitato Resistenza e Costituzione. Attraverso la voce e il punto di vista di un narratore si racconta la crisi globale che ha investito il pianeta. Il linguaggio teatrale si avvale così di immagini metaforiche e richiami alla quotidianità, per narrare e spiegare gli eventi economici salienti degli ultimi decenni: la bolla dei titoli tecnologici di fine anni novanta, i mutui subprime, il fallimento della banca d’affari Lehman Brothers, la crisi dei debiti sovrani, il ruolo delle banche nell’area euro e i nuovi rapporti economici mondiali. Una rappresentazione che vuole parlare ai ragazzi in modo diretto e coinvolgente, spiegando avvenimenti e protagonisti dell’economia contemporanea in modo semplice e accessibile e promuovendo un apprendimento attivo e partecipato. Al termine dello spettacolo, gli studenti e i loro insegnanti saranno coinvolti in gruppi di lavoro per riflettere sui contenuti proposti in scena, approfondendo uno dei temi emersi e mettendolo anche in relazione alla propria esperienza e alle parole della Costituzione.

Pop Economix Live Show ha già replicato per 170 date in tutta Italia e ha incontrato oltre 25mila spettatori fra studenti, associazioni e cittadini.

Oltre al liceo Darwin lo spettacolo farà tappa il 12 aprile ad Asti all’istituto Monti, il 3 maggio a Susa all’istituto Enzo Ferrari, il 5 maggio all’istituto Giulio di Torino e il 6 maggio all’istituto Gobetti Marchesini/Arduino di Torino.

(foto: il Torinese)

E quando tutti vedono nero qualcuno vede rosa

euro denaroC’’è un dialogo interessante nel film di Scorsese “The Wolf of Wall Street”, dove Matthew McConaughey a pranzo con l’apprendista broker Leonardo Di Caprio dice : “Nessuno sa dove vanno i prezzi, i mercati…a destra sinistra, in basso in alto, sopra o sotto,…” In realtà le cose non stanno così. Esistono dei trend, delle tendenze più o meno definite messe in moto da quelle che vengono chiamate “le mani forti”, ovvero i grandi investitori, e alimentate dal“parco buoi”, ovvero i piccoli investitori

E quando tutti vedono nero qualcuno vede anche rosa. I mercati ci riservano sempre delle sorprese, il più delle volte inaspettate ma proprio per questo più gradite e piacevoli. Su questo quotidiano la scorsa settimana ho ricordato che l’’attesa per una spinta rialzista stava per terminare. Mancava ancora qualche giorno ma spesso attendere il momento giusto e non agire di impulso può farcicompiere scelte buone, anzi ottime.

Dottor Zuliani, cosa possiamo dire sulla settimana che si è appena conclusa?  zuliani2

I mercati hanno le loro regole e i loro tempi, e i prezzi non si muovono nel caos. C’’è un dialogo interessante nel film di ScorseseThe Wolf of Wall Street”, dove Matthew McConaughey a pranzo con l’apprendista broker Leonardo Di Caprio dice: “Nessuno sa dove vanno i prezzi, i mercati…a destra sinistra, in basso in alto, sopra o sotto…” In realtà le cose non stanno così. Esistono dei trend, delle tendenze più o meno definite messe in moto da quelle che vengono chiamate “le mani forti”, ovvero i grandi investitori, e alimentate dal “parco buoi”, ovvero i piccoli investitori. Il parco buoi si manifesta nella sua imponenza sempre quando i trend stanno per concludersi, siano essi positivi siano essi negativi. Cosi assistiamo a giornate di panico immotivato come quelle della scorsa settimana dove l’indice perdeva anche 3 punti percentuali al termine della giornata.Quando poi l’’atmosfera si è fatta veramente cupa è arrivata la giornata di venerdi 8 aprile e tutti sono rimasto rimasti sbalorditi di fronte ad un + 4%  .

Cosa è successo per giustificare un balzo così significativo dei corsi azionari?

In Borsa come nella vita gli eccessi chiamano altri eccessi, forze negative chiamano forze positive della stessa intensità e potenza. La giornata di venerdì risponde a questa regola di compensazione degli eccessi. L’’importante è farsi trovare pronti e sfruttare l’’opportunità che ci viene data in queste occasioni. Ora godiamoci il rimbalzo con target intorno ai 18000 punti.

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Facebook: Paolo Zuliani

Il Parlamento Europeo degli Studenti

L’iniziativa è stata realizzata da Agorà Scienza, in collaborazione anche con la Consulta regionale europea del Consiglio regionale del Piemonte, rappresentata in occasione della seduta plenaria conclusiva dalla vicepresidente dell’Assemblea con delega specifica. I partecipanti si sono preparerai al dibattito parlamentare presso il Centro direzionale di Intesa Sanpaolo, grazie alle lezioni di politici, autorevoli esperti e alla guida dei tutor con l’obiettivo di formulare le loro proposte per rispondere ad alcune importanti sfide sociali del prossimo futuro. Molto seguita è stata la lectio magistralis “Come dialogano ricerca e diritto. Una lezione sull’etica nella ricerca, nella politica e nell’informazione”, ovvero il delicato equilibrio tra il progresso scientifico-tecnologico e il rispetto di valori, leggi e diritti delle comunità in cui viviamo. I tre giorni di lavori si sono conclusi con la seduta parlamentare l’8 aprile presso il Consiglio regionale del Piemonte, con i lavori  moderati dal giornalista Fabio Lepore, ai quali hanno preso parte anche gli assessori regionali alla Sanità e alle Pari Opportunità.Ancora una volta, dai vari interventi, è emerso come politica e media, cittadini e ricercatori giochino un ruolo ugualmente importante in questa complessa dinamica: il concetto di responsabilità coinvolge tutti e diventa per questo decisivo.L’iniziativa nel suo complesso, ha coinvolto per la seconda edizione circa 1.600 studenti di tutta Europa che stanno prendendo parte tra gennaio e aprile 2016 ai sedici Parlamenti di Studenti ospitati da altrettante città europee. Sei delegati per ogni Parlamento locale avranno la possibilità di partecipare all’evento finale: il Parlamento Europeo di Studenti che si svolgerà a Manchester dal 24 al 28 luglio 2016 durante Esof 2016 – EuroScience Open Forum, il meeting biennale dedicato alla ricerca e all’innovazione scientifica.

 

www.cr.piemonte.it

Bistefani, qualche spiraglio dalla Bauli

Fabio Favola, segretario provinciale della Filcams Cgil, raggiunto telefonicamente nel fine settimana, commenta a freddo l’esito dell’incontro con Stefano Zancan, l’ad di Bauli

bauli bistefani2

Bistefani

“Abbiamo terminato tardissimo l’incontro con l’amministratore delegato ma adesso c’è qualche possibilità per queste ragazze. Del lavoro dovrebbe rimanere nel sito di Villanova, sia per la portineria, sia per le attività di pulizia, sia potrebbe essere la possibilità di assumere direttamente del personale che dovrebbe poi trasferirsi a Verona”. Fabio Favola, segretario provinciale della Filcams Cgil, raggiunto telefonicamente nel fine settimana, commenta a freddo l’esito dell’incontro con Stefano Zancan, l’ad di Bauli, al termine della giornata piuttosto “calda” (con tanto di salita sul silos dello stabilimento insieme all’altro sindacalista Mario Galati, passaggio necessario per sedersi al tavolo con l’azienda). E aggiunge: “Ci sono state diverse aperture ma l’azienda dovrà incontrare le ditte appaltatrici. E’ stato concordato un nuovo incontro con Zancan dopo il 18 aprile”. L’aspetto dei lavoratori “invisibili”, quelli delle ditte assegnatarie degli appalti esterni, all’ex Bistefani, è dunque diventato ormai ben visibile. Come visibile è stato l’accordo nato dal tavolo di trattativa, sempre giovedì, tra i sindacati e l’azienda, poi ratificato a tarda sera dall’assemblea dei lavoratori ad amplissima maggioranza, presenti il deputato Fabio Lavagno ed il consigliere provinciale Federico Riboldi. “Se non si salva la fabbrica abbiamo comunque costruito un paracadute, un materasso, lo si chiami come si vuole – dice Marco Malpassi, segretario provinciale della Flai Cigl – aspettiamo ora la convocazione ai tavoli regionali ed a quelli nazionali che dovrebbe avvenire entro due settimane. Come sindacato siamo giunti ad un accordo, adesso vediamo cosa sarà in grado di fare la politica”..

Massimo Iaretti

 
 

I lavoratori invisibili della Bistefani

 Sulla presenza di Cristina Bargero e Fabio Lavagno c’è stato un principio di “incidente diplomatico” in quanto non sarebbe stata volontà dell’azienda avere al tavolo altri interlocutori che non fossero Regione, Provincia e Comune

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Nella vertenza per lo stabilimento Bauli sono entrati in scena giovedì “I lavoratori invisibili della Bistefani”. E lo hanno fatto con un gesto che ha richiamato l’attenzione dei media. Si tratta di coloro che sono collegati lavorativamente allo stabilimento di Villanova Monferrato per il settore degli apparti che riguarda i servizi di portierato, la pulizia dei locali e la logistica, di cui sinora non si è praticamente parlato, perché tutta l’attenzione è stata incentrata sui 114 dipendenti diretti. Ieri giovedì, due sindacalisti della Filcams Cgil, Fabio Favola che è il segretario provinciale di Alessandria, e Mario Galati, dopo che alle 13 circa avevano saputo che non era intenzione dell’amministratore delegato Bauli, Stefano Zancan, riceverli. “Siamo usciti dallo stabilimento, abbiamo visto un silos che prima non avevamo notato e siamo saliti” dicono entrambi, che hanno poi srotolato, in altezza, uno striscione preparato dalle ragazze che seguono nella vertenza. E un risultato l’hanno ottenuto se l’amministratore delegato li ha incontrati , dopo aver incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori Bauli e della rsu. Se il gesto dei due sindacalisti ha animato la giornata di ieri, tuttavia, la questione ex Bistefani ha avuto un momento istituzionale importante con l’incontro della sala consigliare di Casale, promosso dal primo cittadino casalese Titti Palazzetti (al quale erano state nel frattempo consegnate oltre 3000 firme di una raccolta spontanea a sostegno dei lavoratori). In aula c’erano anche i sindaci dei comuni interessati ( Balzola, Morano sul Po, Trino, Conzano, Frassineto, Stroppiana, Motta de Conti), Valeria Olivieri, presidente dell’Associazione dei Comuni del Monferrato, un funzionario regionale, il presidente e vice presidente della Provincia di Alessandria, Rita Rossa e Angelo Muzio, oltre ai parlamentari locali. E proprio sulla presenza di Cristina Bargero e Fabio Lavagno c’è stato un principio di “incidente diplomatico” in quanto non sarebbe stata volontà dell’azienda avere al tavolo altri interlocutori che non fossero Regione, Provincia e Comune. E questo grave impasse è stato superato per la determinazione del presidente della Provincia che ha subordinato alla sua presenza al tavolo a quella dei due parlamentari. Di fronte alla volontà della proprietà Bauli di spostare l’intera produzione gli amministratori hanno rilevato l’ulteriore impoverimento industriale del territorio. Rita Rossa, poi, ha chiesto all’amministratore delegato la disponibilità ad un tavolo di discussione con la Regione Piemonte, anche a fronte dei finanziamenti di FinPiemonte ottenuti dalla Bauli con l’impegno di continuare la produzione fino al 2020, che l’azienda dovrà restituire, quanto meno parzialmente, se avverrà l’annunciata chiusura Monferrato a Verona. Poi Zancan, l’amministratore delegato, in azienda a Villanova ha incontrato i sindacati e qui si è raggiunto l’accordo su chi accetterà il trasferimento e chi non che è stato poi votato a larghissima maggioranza (due astensioni e due voti contrari= nell’assemblea dei lavoratori che è seguita, cui erano presenti il deputato Fabio Lavagno ed il vice presidente del consiglio comunale Federico Riboldi.

 

Massimo Iaretti