22- 23 e 24 Febbraio 2018 Centro congressi “Torino Incontra” – via Nino Costa 8
Il mondo della comunicazione alimentare si dà nuovamente appuntamento a Torino per la terza edizione del Festival del Giornalismo Alimentare. Dal 22 al 24 Febbraio 2018, nella moderna cornice del Centro Congressi “Torino Incontra”, giornalisti e uffici stampa, blogger e influencer, aziende, enti e istituzioni, alimentaristi e scienziati si ritroveranno per un confronto sulla qualità dell’informazione alimentare e sulla responsabilità sociale di coloro che hanno il delicato compito di comunicare il cibo. Il Festival, che nell’edizione 2017 ha contato oltre 1.000 presenze, tra giornalisti, blogger e comunicatori, manterrà il format ormai collaudato: due giornate di convegni, seminari e momenti di formazione (giovedì e venerdì), e due serate dedicate agli eventi off, mentre il sabato sarà interamente dedicato alle esperienze dirette da far vivere a giornalisti e blogger attraverso press tour a Torino e in Piemonte. Per maggiori informazioni, per l’iscrizione ai panel di lavoro e per gli accrediti stampa si rimanda al sito del Festival, completamente rinnovato nella veste grafica e costantemente aggiornato nei contenuti (www.festivalgiornalismoalimentare.it). Riprendono anche le iscrizioni alla “Rete del Festival”, la community dedicata ai giornalisti, ai blogger e ai comunicatori interessati a promuovere il proprio lavoro e a partecipare attivamente alla costruzione del Festival. L’obiettivo della Rete – che attualmente conta già più di 300 iscritti – è di costituire una piazza “virtuale” dove i professionisti possano fare network e confrontarsi al tempo stesso. Per iscriversi alla Rete è sufficiente andare sull’apposita sezione del sito dove gli iscritti potranno scaricare un marchio di qualità da utilizzare per la loro comunicazione.
Monica Cerutti , assessora alle Pari Opportunità della Regione Piemonte, ha voluto incontrare gli agenti della Polizia di Stato
STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
dibattito. Una certezza : il fenomeno del terrorismo rosso ha riguardato tutti, anche chi nettamente contro ha visto e non capito l’insorgere del fenomeno. L’idea del libro nasce cinque anni fa. Pier Franco Quaglieri presidente del Centro Pannunzio propone a Gianni Oliva di far coniscere la figura di Carlo Casalegno ucciso dalle Br. Inizialmente i ragazzi non lo conoscono. Si ricordano di Mara Cagol o di Renato Curcio ma nulla della vittima. Qualcosa non funziona. L’autore parte dai ricordi personali e da quella linea rossa che l’ha diviso con chi non si è fermato in tempo. Uccidendo,il terrorismo si è tragicamente concretizzato solo
ed esclusivamente nell’ omicidio. Il procuratore Caselli non ha dubbi: furono solo assassini. Ed è impossibile il paragone con i partigiani che erano per la democrazia. I terroristi volevano distruggere la democrazia. Sergio Chiamparino evidenzia che prima della violenza c’è stato chi a sinistra ha cercato di teorizzarla in nome di una improbabile rivoluzione. Gremita la sala ed attenta, non vola una mosca. Con le testimonianze delle vittime. Fino al questionario contro il terrorismo del 1979 dove “troneggiava” la domanda : conoscete terroristi o loro fiancheggiatori? Un invito alla delazione, giudicarono i soliti stupidi. E la stupidità è sempre pericolosa. Non sapevo: nelle risposte 40 utili segnalazioni per la magistratura e dunque per le indagini. Gianni Oliva sottolinea : non si può capire il
terrorismo rosso se non si considera anche il terrorismo stragista dei fascisti coperto dai servizi segreti. Non è solo Storia. É un monito per i pericoli di questo nostro presente, purtroppo. Ultimo e personale ricordo, forse un dettaglio, ma non troppo. Nel 1979 ero un componente della segreteria dei giovani comunisti torinesi. Eravamo in 7 e discutemmo sull efficacia e giustezza del questionario. 4 sostennero l’inutilità della domanda sul denunciare i terroristi. 3 che era giusto. Ed io ero dei tre.Diciamo cosi, tra recensione e personale piccola testimonianza. Studente universitario a palazzo nuovo e le mie foto cerchiate come obiettivo.
Fine anno positivo per l’export piemontese: nei primi 9 mesi – secondo i dati elaborati da Unioncamere 

“Ecco perché – prosegue Antonella – effettivamente si tratta di molto di più un pacchetto regalo; questa campagna è portata avanti da Mani Tese dal 2007 e basti pensare che ha permesso finora di finanziare ben 34 progetti nel Sud del mondo relativi alla tutela dei minori, alla lotta contro la schiavitù e al diritto al cibo; nel 2016 sono stati raccolti 357.070.94 euro. Un altro importante scopo della Campagna consiste nella promozione del volontariato e dell’Associazione, sono circa 5000 infatti le persone che ogni anno a Dicembre decidono di fare volontariato con Mani Tese, alcuni di questi successivamente collaborano stabilmente con l’Associazione”.
utilità sociale) ed una ONG (organizzazione non governativa) che nasce in Italia nel 1964; sin da subito si configura oltre che come un’associazione come un movimento spontaneo che nasce dalla sempre maggiore presa di coscienza della responsabilità verso i propri simili; si occupa infatti di temi quali gli squilibri nel mondo; in particolare tra il sud e il nord del mondo.
Inoltre Mani Tese opera anche attraverso iniziative di sensibilizzazione della società civile, quindi ad esempio in Italia, nella forma di attività di educazione nelle scuole e realizzando esperienze come i campi di volontariato; promuovendo in tal modo stili di vita imperniati su valori come la sobrietà, la condivisione e la partecipazione e modelli di sviluppo non competitivi e rispettosi dell’ambiente.
Non sei torinese. Come sei finita sotto la Mole?
“educazione alla cittadinanza globale” e mi sono resa conto da subito che la mia esposizione di questi temi non si limitava allo scopo del reclutamento dei volontari (comunque di fondamentale importanza per la Campagna) ma riguardava la necessità di trasmettere agli altri un qualcosa in cui si crede e che è necessario per quel voler “cambiare il mondo a partire da noi stessi”. Andiamo a questo punto a guardare un po’ più nello specifico questi temi ai quali non sono rimasta indifferente e verso i quali credo sia veramente necessaria una sensibilizzazione generale: Mani Tese si batte per l’impegno verso la giustizia”
Motivazioni e obiettivi tanto lodevoli quanto impegnativi…
di Pier Franco Quaglieni
legislatura. Ma ciò non toglie che sia una legge liberale che offre un’opportunità e non obbliga nessuno. Chi ritenga la vita dono di Dio la cui fine non è nelle disponibilità dell’ uomo, potrà non usufruire della legge che consente una morte senza dolori eccessivi e spesso intollerabili e senza un degrado umiliante delle proprie condizioni di vita. Ogni legge che tocca dei temi etici suscita dei dubbi,ma questa legge ad un laico liberale con venature cristiane come sono io,appare una legge non perfetta,ma espressione di una civiltà liberale.Forse i 5 stelle, se avessero avuto la cultura necessaria,non l’avrebbero votata.
Il caso Finpiemonte
La Regina Elena
Grande Guerra e nelle steppe di Russia durante la disastrosa ed eroica spedizione in cui rifulse l’eroismo di tante giovani vite stroncate dalla guerra e dal gelo. 
Piemonte.
dall’attuale assessore regionale alla cultura Parigi,vuole impossessarsi dell’organizzazione dell’evento. La polemica contro il precedente presidente Picchioni era finalizzata a questo scopo. Adesso stiamo a vedere cosa sapranno fare. Lo vedremo nei prossimi mesi.Certo lo spettacolo odierno non è esaltante. E c’è da attendersi in prospettiva una cultura torinese totalmente egemonizzata dal circolo dei lettori che in dieci anni con soldi pubblici occupa uno spazio simile ad un piccolo, grasso Leviatano che fagocita tutto . Come possa un circolo torinese che ha un’unica succursale a Novara ,organizzare un evento internazionale e’ un mistero incomprensibile .
riflessioni che ci sono state sottoposte e che abbiamo accolto elaborando la bozza finale del disegno di legge regionale. Ci è stato chiesto di valorizzare le realtà aggregative utili a coinvolgere i giovani nella vita delle comunità locali; creare un registro delle associazioni giovanili; affrontare il tema della mobilità, non solo quella internazionale, che è fondamentale per i nostri ragazzi e ragazze; potenziare la funzione degli Informagiovani; aprire una riflessione sulla fascia di età della popolazione destinataria del provvedimento; agire sul tema dell’inclusione, integrazione e sensibilizzazione alla socialità e al contrasto dei pregiudizi contro ogni discriminazione; pensare al tema del lavoro giovanile anche immaginando il potenziamento di strutture come i co-working; chiarire i criteri di selezione dei rappresentanti che devono essere coinvolti nell’organismo regionale di coordinamento delle politiche giovanili» – ha continuato Monica Cerutti, assessora alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte.
del Master in Tunnelling e Tunnel Boring Machine, Daniele Peila e al direttore ingegneria di TELT, Lorenzo Brino. L’obiettivo è sfruttare le opportunità di studio e innovazione di una delle più grandi opere che si stanno realizzando in Europa: il tunnel di base del Moncenisio infatti è l’ultimo in ordine di tempo (dopo il Loetschberg, il Gottardo e il Brennero) ed è quindi in grado di capitalizzare tutte le innovazioni e le buone pratiche dell’esperienza internazionale. Per questo il cantiere può essere un formidabile laboratorio formativo e applicativo di innovazione per l’ingegneria in ottica internazionale.
Di Patrizia Polliotto*
* Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte
L’incontro ha l’obiettivo di affrontare il tema dell’Etica nell’impresa e far emergere i punti di vista delle culture e delle religioni sull’argomento nell’ottica dell’integrazione tra di esse.