ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 6

Carenini nel Comitato esecutivo nazionale Cia Agricoltori Italiani

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Il presidente regionale di Cia Piemonte e Valle d’Aosta, Gabriele Carenini, è stato eletto nel Comitato esecutivo nazionale di Cia Agricoltori Italiani dal Consiglio direttivo nazionale dell’Organizzazione.

Orticoltore alessandrino di Valmacca, 49 anni, Carenini è stato riconfermato a marzo, per acclamazione e per la terza volta consecutiva, presidente regionale di Cia Agricoltori italiani di Piemonte e Valle d’Aosta.

L’elezione nel Comitato esecutivo nazionale rappresenta per lui il riconoscimento di un lungo percorso all’interno dell’Organizzazione. Nel 2018 Carenini era stato eletto per la prima volta presidente regionale di Cia Piemonte, risultando il più giovane presidente regionale della Confederazione a livello nazionale. In precedenza, dal 2010 al 2014, aveva ricoperto il ruolo di vicepresidente nazionale di Agia, l’associazione dei giovani agricoltori di Cia, mentre dal 2018 al 2022 è stato presidente nazionale del Caa, il Centro di assistenza agricola di Cia.

«Ringrazio il Consiglio direttivo nazionale e tutta l’Organizzazione per la fiducia accordatami – dichiara Carenini –. È importante che nei vertici direttivi di Cia ci siano agricoltori che vivono quotidianamente il lavoro nei campi e conoscono da vicino le difficoltà e le esigenze delle imprese agricole. Sosterrò con piena determinazione le battaglie a favore della categoria, per garantire redditività, dignità e prospettive a chi opera nel settore primario».

Carenini rivendica da sempre la centralità degli agricoltori come priorità assoluta dell’azione sindacale, con l’obiettivo di salvaguardare non soltanto la produzione, ma il produttore, senza il quale non esisterebbero le eccellenze del Made in Italy” e il territorio, specialmente nelle aree interne e più fragili, sarebbe abbandonato a sè stesso.

I componenti del nuovo Comitato esecutivo nazionale di Cia Agricoltori italiani sono: Cristiano Fini, Gianmichele Passarini, Valentino Berni, Gennaro Sicolo, Gabriele Carenini, Graziano Scardino e Maria Possidente.

Dal Piemonte fanno parte del Consiglio direttivo nazionale di Cia Agricoltori italiani, oltre allo stesso CareniniGianni Champion, Michele Votta, Gabriella Fallarini, Daniela Ferrando ed Emanuela Ceruti.

Approvato il bilancio Sagat

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L’Assemblea dei Soci di SAGAT S.p.A. ha approvato oggi il Bilancio d’esercizio 2025 della Capogruppo e il Bilancio consolidato 2025 del Gruppo SAGAT, il quale si chiude con un risultato netto positivo pari a 6,8 milioni di euro.

Di seguito i principali indicatori economici:

  • Valore della produzione: 63,5 milioni di euro
  • EBITDA: 11,9 milioni di euro
  • Risultato Netto: 6,8 milioni di euro
  • Investimenti: 11,1 milioni di euro
  • Indebitamento Finanziario Netto: 7,4 milioni di euro

Pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2025 del Gruppo SAGAT

È stato inoltre pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2025 del Gruppo SAGAT, che rendiconta in modo trasparente il contributo dell’azienda al raggiungimento dei propri obiettivi ESG, in coerenza con una visione strategica di lungo periodo.

Dopo aver integrato la sostenibilità nella propria strategia aziendale attraverso la Mission di Sostenibilità, la Policy di Sostenibilità e il Piano di Sostenibilità pluriennale, il Gruppo SAGAT mette a disposizione dei propri stakeholder un documento che dà conto dell’avanzamento delle principali iniziative realizzate nel corso del 2025.

Tra i principali risultati emersi dal Bilancio di Sostenibilità 2025:

  • il 2025 è stato un nuovo anno record per il traffico dell’aeroporto, con 5.006.169 passeggeri movimentati, in aumento del +6,7% rispetto al 2024 e del +26,7% rispetto al 2019, ultimo anno pre-pandemico. È inoltre il primo anno in cui lo scalo supera la soglia dei 5 milioni di passeggeri;
  • nel 2025 l’Aeroporto di Torino ha ottenuto l’ASQ Award come “Airport with the Most Dedicated Staff in Europe”, riconoscimento che valorizza la dedizione e l’impegno del personale aeroportuale nel garantire la qualità dell’esperienza dei passeggeri;
  • l’Aeroporto di Torino ha mantenuto la certificazione al Livello 3+ “Neutrality” del programma ACA-Airport Carbon Accreditation, confermando il proprio percorso verso la decarbonizzazione e l’obiettivo Net Zero al 2040;
  • nel 2025 l’impianto fotovoltaico aeroportuale, ulteriormente ampliato, ha prodotto 2.209 MWh di energia elettrica, coprendo il 17% del fabbisogno energetico dello scalo; il restante fabbisogno elettrico è stato acquistato da fonte rinnovabile certificata con Garanzia d’Origine;
  • il 58% del parco mezzi aeroportuali è costituito da veicoli ibridi o elettrici e presso l’aeroporto sono disponibili 41 stalli elettrificati per la ricarica dei veicoli;
  • il Gruppo SAGAT ha proseguito le attività del progetto Torino Green Airport e del consorzio europeo TULIPS, nell’ambito del quale nel 2025 sono continuate le sperimentazioni per la produzione e l’utilizzo di idrogeno verde in ambito aeroportuale;
  • sul fronte della sostenibilità sociale, il Gruppo SAGAT rafforza il proprio impegno verso la comunità locale e le future generazioni attraverso collaborazioni strutturate con scuole e istituti accademici del territorio e percorsi di formazione e orientamento: nel corso del 2025 le Aziende del Gruppo hanno infatti concretizzato progetti di formazione e tirocinio nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO), rivolti a 78 allievi e allieve, attivato 6 tirocini e coinvolto complessivamente 120 studenti nei progetti realizzati con scuole e istituti di formazione, favorendo l’avvicinamento al mondo del lavoro;
  • in base al modello dell’Economic Impact Calculator di ACI Europe, l’impatto economico diretto generato dalle aziende che operano direttamente in aeroporto è pari a 225,8 milioni di euro.

Autotrasporto: Fermo sospeso ma vertenza aperta

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Giovanni Rosso (Presidente Autotrasporto Confartigianato Piemonte): “Dopo settimane di silenzio, il Governo ha riconosciuto che la crisi dell’autotrasporto esiste e che servono misure specifiche. Questo è un primo importante risultato della pressione esercitata dalla categoria”

 

“Abbiamo aperto una porta, ma ora il Governo deve dimostrare con atti concreti che l’autotrasporto non viene ascoltato solo quando minaccia di fermarsi”

 

UNATRAS ha sospeso il fermo previsto dal 25 al 29 maggio 2026 dopo il confronto con il Governo a Palazzo Chigi, prendendo atto delle aperture annunciate dall’Esecutivo.

La sospensione del fermo nazionale dell’autotrasporto va letta per quello che è: un atto di responsabilità del sistema della rappresentanza, non la chiusura della vertenza, un atto di debolezza o una resa.

Infatti, secondo quanto emerso, il Governo avrebbe messo sul tavolo un pacchetto di interventi che comprende circa 300 milioni di euro per il credito d’imposta all’autotrasporto, una riduzione dei tempi per la compensazione delle accise trimestrali da 60 a 30 giorni, misure temporanee sui versamenti fiscali e la riattivazione di strumenti di confronto permanente, tra cui la Consulta generale dell’autotrasporto. Il comunicato del Consiglio dei Ministri segnala inoltre la proroga al mese di giugno 2026 del taglio delle accise sul carburante.

“Questi elementi rappresentano un’apertura politica che non va sottovalutata.  -dichiara Giovanni Rosso, Presidente Autotrasporto Confartigianato Imprese Piemonte – Dopo settimane di silenzio, il Governo ha riconosciuto che la crisi dell’autotrasporto esiste e che servono misure specifiche. Questo è un primo importante risultato della pressione esercitata dalla categoria, anche se ad oggi non abbiamo ancora elementi sufficienti per dire se le misure siano adeguate, tempestive e realmente utilizzabili dalle imprese. Per questo la nostra valutazione deve restare prudente e per questo dobbiamo continuare a monitorare l’evolversi della crisi che sta coinvolgendo il nostro settore”.

“La sospensione del fermo è una scelta di responsabilità, non di debolezza. – conclude Rosso – Abbiamo aperto una porta, ma ora il Governo deve dimostrare con atti concreti che l’autotrasporto non viene ascoltato solo quando minaccia di fermarsi. Se le misure saranno adeguate, lo riconosceremo. Se saranno insufficienti, tardive o solo annunciate, la mobilitazione resterà pienamente legittima.”

Affitti brevi a Torino: un fenomeno che richiede governo, non solo regole

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Di Paolo Biancone

I dati diffusi da ANSA sui ricavi Airbnb a Torino — cresciuti del 240% tra il 2017 e il 2024 — descrivono una trasformazione strutturale del mercato abitativo e ricettivo urbano, non un’anomalia congiunturale. Secondo la ricerca Airmap presentata al Politecnico, nel 2024 gli affitti brevi hanno generato 68,3 milioni di euro, con quasi 10.000 annunci attivi. L’85% riguarda intere abitazioni: il che indica che il fenomeno ha già superato la soglia dell’ospitalità occasionale ed è diventato una componente stabile dell’offerta. Il meccanismo che ne spiega l’attrattività economica è la tariffazione dinamica. In una città che ospita eventi ad alta concentrazione di domanda — ATP Finals, Salone del Libro, partite europee, fiere — il prezzo per notte non è un dato fisso, ma una variabile che reagisce al calendario, al tasso di occupazione atteso, alla scarsità temporanea di offerta. Il Salone del Libro 2026 ha registrato 254.000 visitatori; le ATP Finals, nelle edizioni torinesi, hanno superato i 200.000 biglietti venduti con un impatto economico stimato in centinaia di milioni. In questo contesto, poche notti in alta domanda possono pareggiare — o superare — il rendimento di mesi di locazione ordinaria. Non è un’irrazionalità del mercato: è la sua logica. Questo non significa che il fenomeno sia privo di conseguenze sul tessuto urbano. Quando una quota crescente di abitazioni viene sottratta al mercato residenziale, la disponibilità di alloggi per lavoratori, studenti e famiglie si riduce. La pressione non è uniforme: interessa in modo selettivo alcune zone — Centro, Quadrilatero, San Salvario, Vanchiglia, i quartieri universitari — dove la sovrapposizione tra domanda turistica e domanda abitativa è più intensa. Allo stesso modo, gli effetti sul commercio di prossimità non sono lineari: gli affitti brevi possono sostenere bar, ristoranti e botteghe alimentari, ma tendono a produrre un commercio più intermittente, orientato all’evento, meno radicato nei consumi quotidiani dei residenti. La questione, dunque, non è se regolamentare, ma come farlo in modo che le regole siano efficaci e differenziate. Un primo nodo riguarda la conoscenza del fenomeno. Il Regolamento europeo 2024/1028, applicabile dal 20 maggio 2026, introduce un quadro comune per la raccolta e la condivisione dei dati sugli affitti brevi: registrazione degli host, codici identificativi, trasmissione delle informazioni dalle piattaforme alle autorità competenti. È una base necessaria. Senza dati territoriali aggiornati — annunci per sezione censuaria, quota di intere abitazioni, andamento dei canoni, tasso di residenzialità — qualsiasi intervento rischia di essere impreciso o controproducente. Un secondo nodo è la differenziazione. Il mercato degli affitti brevi non è omogeneo: comprende chi affitta saltuariamente una seconda casa, chi mette a reddito un appartamento ereditato, chi gestisce professionalmente più unità attraverso property manager strutturati. Una disciplina uniforme applica lo stesso trattamento a situazioni con impatti molto diversi sul mercato abitativo, e produce inevitabilmente effetti distorsivi. Resta aperta, infine, la questione degli incentivi. Se l’obiettivo è che una parte del patrimonio abitativo resti o torni sul mercato delle locazioni ordinarie, non è sufficiente rendere più oneroso l’affitto breve: occorre rendere più conveniente e più sicura l’alternativa. Garanzie sui canoni, fondi per la morosità incolpevole, fiscalità differenziata per affitti a studenti, giovani lavoratori e personale sanitario o universitario sono strumenti già disponibili, sottoutilizzati. Torino ha ancora margine per affrontare questo tema prima che le dinamiche diventino difficilmente reversibili. La crescita degli affitti brevi è un indicatore di attrattività. Il modo in cui verrà governata dirà qualcosa di più duraturo sulla capacità della città di tenere insieme sviluppo economico e coesione urbana.

Imprese torinesi, fiducia stabile nonostante le tensioni globali

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LE TENSIONI INTERNAZIONALI NON SCALFISCONO LA FIDUCIA DELLE IMPRESE

A marzo 2026 il clima di fiducia delle imprese resta sostanzialmente stabile. Per settembre si prevede un lieve miglioramento dell’attività economica, dei ricavi e dell’occupazione.

Torino, 21 maggio 2026 – Il sistema del terziario torinese affronta la seconda parte del 2026 con prudenza, ma senza perdere fiducia. Le imprese mostrano una buona capacità di tenuta: l’occupazione rimane stabile, i ricavi lasciano intravedere segnali di recupero e le aspettative per i prossimi mesi sono moderatamente positive. Restano però evidenti alcuni fattori strutturali che limitano la competitività del comparto, in particolare l’eccesso di burocrazia e il fenomeno del dumping contrattuale.

È quanto emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio Congiunturale di Ascom Confcommercio Torino e provincia, realizzato in collaborazione con Format Research e con il sostegno della Camera di commercio di Torino, attraverso un’indagine condotta su 800 imprese attive nei settori commercio, turismo e servizi.

Oggi il terziario torinese conta 109 mila imprese attive, pari al 75,3% del totale delle attività extra-agricole del territorio, e impiega circa 395 mila addetti, equivalenti al 58% dell’occupazione locale. Numeri che confermano il peso strategico del comparto per l’economia del territorio.

Attività economica stabile, ma le aspettative migliorano

L’indice di fiducia sull’economia italiana si attesta a quota 29 nel marzo 2026, sostanzialmente in linea con i semestri precedenti, mentre per settembre è prevista una crescita a 31. Anche le imprese torinesi si muovono sullo stesso trend nazionale, mantenendo un atteggiamento improntato alla cautela, ma non al pessimismo.

«Guerre, instabilità geopolitica, mercati in fibrillazione: il contesto internazionale non potrebbe essere più difficile – sottolinea la presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia, Maria Luisa Coppa -. Eppure, i dati ci dicono che le imprese torinesi non si sono fatte intimorire. La fiducia è stabile, le prospettive migliorano, seppur lievemente. Questo è il segno di un sistema imprenditoriale forte e coraggioso, che si concentra sulla realtà del proprio lavoro quotidiano. Una resilienza che merita rispetto e politiche commerciali all’altezza».

Nel marzo 2026 il 65% delle aziende intervistate valuta l’andamento della propria attività “uguale” o “migliore” rispetto ai sei mesi precedenti. Le prospettive per settembre indicano inoltre un miglioramento dell’indice, che dovrebbe salire a 42 rispetto al 39 registrato a marzo. A trainare la crescita sono soprattutto il comparto della ricezione turistica (indice 56), la ristorazione (52) e i servizi alle imprese (45).

I ricavi si mantengono complessivamente stabili, con un indice pari a 40 nel mese di marzo, ma le previsioni per settembre indicano un incremento fino a quota 44, segnale incoraggiante in un contesto economico ancora caratterizzato da forte incertezza.

Occupazione stabile e maggiore equilibrio finanziario

Il mercato del lavoro continua a mostrare segnali di solidità: l’82% delle imprese prevede infatti livelli occupazionali “uguali” o “superiori” rispetto al semestre precedente. L’indice si attesta a 46, con una previsione di crescita a 48 entro settembre 2026.

Migliora anche la percezione della liquidità aziendale. La quota di imprese che giudica positiva la propria situazione finanziaria passa dall’11% di settembre 2025 al 15% di marzo 2026. L’indice raggiunge quota 43, superiore alla media nazionale ferma a 40, evidenziando una capacità di tenuta finanziaria del tessuto imprenditoriale torinese più forte rispetto ad altre aree del Paese.

Credito: più accessibile, ma permane prudenza

Sul fronte del credito, aumenta la percentuale di imprese che ottiene integralmente il finanziamento richiesto: si arriva al 60%, in crescita rispetto al semestre precedente. La domanda di credito resta stabile e interessa il 17% delle imprese.

Le richieste sono motivate principalmente da esigenze di liquidità e gestione della cassa (58%), mentre cresce leggermente la quota di aziende che ricorre al credito per investimenti, passata dal 29% di settembre 2025 al 30%. Resta invece prudente il giudizio sul costo dei finanziamenti, il cui indice si attesta a 38, in linea con il dato nazionale. Migliorano invece le valutazioni relative alle garanzie richieste dagli istituti di credito.

Dumping contrattuale, un fenomeno che pesa sulla concorrenza

L’indagine evidenzia inoltre come il dumping contrattuale rappresenti un tema ancora poco conosciuto da una parte significativa delle imprese: il 40% dichiara infatti di non avere familiarità con il fenomeno. Tra chi lo conosce, però, prevale la convinzione che si tratti di una criticità urgente da affrontare. Il 51,2% delle imprese segnala infatti di aver percepito irregolarità contrattuali nel mercato.

«Il dumping contrattuale impatta sia sulle imprese sia sui lavoratori, che hanno trattamenti economici molto differenti – spiega il direttore di Ascom Confcommercio Torino e provincia, Carlo Alberto Carpignano -. Le aziende sentono come un problema molto forte la concorrenza sleale dei contratti pirati. Dall’indagine emerge chiaramente come i contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative come Confcommercio, regolino non solo la retribuzione, ma anche un pacchetto di welfare contrattuale, come sanità integrativa e previdenza complementare, bonus e formazione gratuita, che soprattutto i giovani oggi chiedono nei loro colloqui di lavoro».

Le forme più diffuse di dumping riguardano le retribuzioni e i livelli salariali (50%), la gestione di orari e straordinari (37,3%) e gli inquadramenti contrattuali (33,4%). L’impatto sulla concorrenza viene considerato significativo dal 31,7% delle imprese, con percentuali ancora più elevate nel comparto turistico, dove si raggiunge il 52,5%.

Diviso invece il giudizio sull’efficacia dei controlli: il 50,2% delle imprese li considera almeno in parte efficaci, mentre il 49,8% li ritiene insufficienti o del tutto inefficaci.

Per contrastare il fenomeno, le imprese indicano come misura prioritaria l’introduzione di incentivi per chi applica correttamente i contratti collettivi, soluzione indicata dal 56,9% degli intervistati. Seguono il rafforzamento dei controlli ispettivi e delle sanzioni, entrambe indicate dal 25,5% delle imprese.

Il Decreto sul “Salario giusto” è conosciuto dal 70,3% delle aziende, anche se soltanto il 14,9% dichiara di possedere informazioni approfondite sul provvedimento. Gli effetti attesi vengono ancora percepiti come limitati: il 38,3% delle imprese non prevede infatti cambiamenti significativi nel breve periodo.

Auto, Stellantis cerca nuovi accordi globali per sfidare la crisi dell’elettrico

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Stellantis guarda con crescente attenzione alla strada delle partnership internazionali per rafforzare la propria posizione in un mercato automobilistico sempre più competitivo, soprattutto nei settori dell’elettrico e delle vetture di fascia alta. Nelle ultime ore il mondo dell’auto ha acceso i riflettori sui possibili sviluppi dei rapporti tra il gruppo e Jaguar Land Rover, mentre proseguono anche i dialoghi con costruttori cinesi come Dongfeng e Leapmotor.

Le indiscrezioni circolate sulla stampa economica internazionale parlano di un accordo preliminare tra Stellantis e Jaguar Land Rover finalizzato a esplorare forme di cooperazione industriale e tecnologica negli Stati Uniti. Tra le ipotesi sul tavolo figurano la condivisione di piattaforme produttive, componenti e progetti destinati al mercato nordamericano.

Per Jaguar Land Rover, società controllata dall’indiana Tata Motors, una collaborazione di questo tipo rappresenterebbe un’opportunità importante per rafforzare la propria presenza negli Usa, dove il marchio non dispone di strutture produttive dirette e deve confrontarsi con l’incertezza legata ai dazi e alle tensioni commerciali internazionali. Stellantis, dal canto suo, potrebbe sfruttare l’intesa per consolidare il proprio ruolo nel comparto premium e ottimizzare l’utilizzo di alcuni stabilimenti americani oggi impiegati solo parzialmente.

Nel frattempo il gruppo presieduto da John Elkann continua ad ampliare i rapporti con l’industria automobilistica cinese. Dopo l’investimento in Leapmotor, Stellantis ha avviato nuove collaborazioni con Dongfeng nel settore delle auto elettriche, con l’obiettivo di rafforzare la presenza sia sul mercato europeo sia su quello asiatico. Parte della produzione potrebbe essere assegnata a impianti europei già esistenti, in particolare in Francia e Spagna, nel tentativo di contenere i costi e fronteggiare la concorrenza asiatica.

In questo scenario si inseriscono anche le mosse di Jaguar Land Rover in Cina, dove il gruppo opera già attraverso una joint venture con Chery. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le indiscrezioni su una possibile revisione delle strategie industriali e sull’utilizzo condiviso di nuove piattaforme dedicate ai modelli elettrici.

L’intero settore automobilistico sembra ormai orientato verso una fase caratterizzata da alleanze strategiche sempre più strette. I grandi costruttori cercano infatti di dividere investimenti e costi legati a software, batterie, ricerca tecnologica ed elettrificazione, in un momento in cui il tradizionale modello industriale europeo appare sotto pressione a causa della competizione cinese e della necessità di sostenere investimenti enormi.

Dal punto di vista finanziario, Stellantis rimane uno dei principali gruppi automobilistici mondiali, forte di ricavi superiori ai 150 miliardi di euro e di una produzione che supera i cinque milioni di veicoli all’anno. Nonostante ciò, il gruppo attraversa una fase complessa: il rallentamento del mercato statunitense, la debolezza della domanda europea, i costi elevati della transizione energetica e la crescita dei marchi cinesi stanno incidendo sulla redditività e sulle quote di mercato.

La società può ancora contare su una notevole solidità finanziaria e su marchi storici capaci di generare utili importanti, da Jeep a Peugeot, da Fiat a Ram, fino ad Alfa Romeo. Tuttavia le sfide dei prossimi anni riguarderanno soprattutto la capacità di razionalizzare le piattaforme globali, contenere i costi industriali e rilanciare i brand più esclusivi, come Maserati e Lancia. In quest’ottica, le future collaborazioni internazionali potrebbero diventare decisive non solo per crescere, ma anche per mantenere equilibrio economico e competitività nel lungo periodo.

Piattaforma per il lavoro: dalla Città un piano per facilitare gli investimenti

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Uno strumento di coordinamento con il territorio, capace di intercettare tutte le esigenze che interessano sia le imprese intenzionate a investire, sia i lavoratori arrivati a Torino per iniziare un nuovo percorso professionale e di vita.
È questo uno dei propositi emersi dal quinto incontro della Piattaforma per il Lavoro, un ciclo di tavoli voluti dalla Città di Torino che hanno visto confrontarsi sindacati, associazioni datoriali, enti del terzo settore, fondazioni, atenei, centri per la formazione, chiamati a individuare quali possano essere sfide e soluzioni connesse al mondo produttivo.

L’evento ha visto l’apertura dei lavori da parte del sindaco Stefano Lo Russo e della vicesindaca Michela Favaro. Hanno partecipato il presidente della Camera di Commercio Massimiliano Cipolletta, il segretario regionale CISL Giuseppe Filippone, il segretario regionale UIL Gianni Cortese, Elena Ferro segretaria della Camera del lavoro di Torino (CGIL), Marco Piccolo Unione Industriali, Filippo Provenzano segretario CNA, Dimitri Buzio presidente Legacoop Piemonte  oltre a rappresentati di API, ASCOM, Università di Torino, Politecnico, ITC ILO, Fondazione CRT, Fondazione Compagnia di San Paolo,  ordini professionali e altri stakeholder del territorio.

Tra febbraio e maggio 2026 la Città ha avviato una serie di momenti di confronto e progettazione collaborativa con gli attori del territorio.
L’obiettivo dell’iniziativa è stato costruire una cornice stabile di collaborazione e innovazione per il lavoro, capace di connettere strategie pubbliche, progettualità territoriali e competenze diffuse.

Tra i temi sollevati ci sono stati quelli connessi al lavoro giusto, dignitoso e inclusivo, al capitale umano e all’attrattività dei talenti, allo sviluppo industriale e all’innovazione ma anche, appunto, alla necessità di un accesso territoriale sia per gli investitori che per le lavoratrici e i lavoratori. Uno snodo facilitatore, o una “porta d’ingresso”, pensato per dare risposte mirate a problematiche pratiche. Una infrastruttura di accesso per le persone alla vita urbana (ricerca della casa e orientamento nel mercato degli affitti, servizi sanitari, trasporti e mobilità, servizi comunali, opportunità formative, servizi per famiglie e bambini, attività culturali e reti sociali, etc.) e per le imprese la possibilità di orientarsi tra opportunità, incentivi, spazi disponibili, relazioni con università e centri di ricerca, reti territoriali, servizi e procedure (spazi disponibili per attività imprenditoriali o eventi, strumenti di sostegno, attivazione di collaborazioni con università e sistema della ricerca, reti territoriali di appoggio, servizi per lavoratori temporanei o personale internazionale, etc.).

“Quando parliamo di lavoro vogliamo partire da analisi puntuali. Tavoli come questo riuniscono coloro che possono aiutarci ad avere ampie chiavi di lettura e prospettive per il futuro dell’economia di questo territorio – ha affermato il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, intervenuto all’apertura dei lavori -. Ciascuno di noi ha un punto di vista che è figlio della propria esperienza e del proprio ruolo e il compito della Città credo sia quello di raccogliere tutti gli elementi utili ad individuare le migliori strategie possibili da mettere in campo. Torino si trova al centro di una stagione di grande trasformazione che con l’azione del nuovo piano regolatore porterà cambiamenti positivi sostanziali. Stiamo costruendo la linea direttrice del prossimo futuro e vogliamo davvero farlo insieme”.

Nel corso della mattinata di confronto, guidato dalla vicesindaca con delega al Lavoro Michela Favaro, è emersa anche la necessità di dotare il tessuto cittadino di tavoli di monitoraggio inter-istituzionali che periodicamente analizzino tematiche di forte interesse per il territorio.

“Ringrazio le oltre 50 istituzioni che hanno preso parte in modo costruttivo al percorso della Piattaforma per il lavoro. Dobbiamo avere la possibilità di fare periodicamente il punto della situazione, assistiti da dati e focus su produzione e occupazione– ha spiegato la vicesindaca Michela Favaro -. In questo specifico momento storico è essenziale vigilare sulla corsa ai rincari di fonti energetiche e materie prime ma dobbiamo anche dare voce alle diverse esigenze dei diversi comparti sul nostro territorio, che meritano piattaforme specifiche ad essi dedicate. Anche lo stesso servizio unico per imprese e lavoratori, questa porta d’ingresso alla produzione cittadina, va in questa direzione, cioè quella di far diventare la Città un punto di riferimento di chi investe e di chi lavora, un partner affidabile su cui contare per crescere insieme”.

TorinoClick

ANFOV: Tecnologie per l’emergenza, comunicazione e gestione integrata delle crisi

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 Il 27 maggio – Sala Carpanini del Comune di Torino

Strategie e azioni della Pubblica Amministrazione dell’area metropolitana
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Torino, 22 maggio 2026
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Scenari d’emergenza, situazioni di crisi, eventi eccezionali che necessitano di strategie avanzate che possono essere messe in campo dalla pubblica amministrazione e dai privati per gestirli. È il tema di un importante convegno che si terrà il prossimo 27 maggio 2026, presso la Sala Carpanini del Comune di Torino, dal titolo “Tecnologie per l’emergenza: comunicazione e gestione integrata delle crisi”. L’evento è promosso dalla Consulta per l’Innovazione di ANCI Piemonte e da ANFoV, con il patrocinio del Comune di Torino.
L’iniziativa vuole essere un momento di confronto strategico rivolto in particolare agli amministratori e ai dirigenti della Pubblica Amministrazione dell’area metropolitana di Torino, con l’obiettivo di approfondire il ruolo strategico delle tecnologie, delle reti, della comunicazione e delle priorità da adottare nella gestione delle emergenze.
In contesti contemporanei caratterizzati da crescente complessità – come eventi naturali, emergenze sanitarie, situazioni di emergenza nella sicurezza pubblica o eventi ad alta intensità di rischio – la capacità di garantire coordinamento operativo, interoperabilità tra sistemi e condivisione in tempo reale delle informazioni diventa un fattore determinante per la tutela dei cittadini e la resilienza dei territori.
Il convegno intende offrire una panoramica su modelli organizzativi, piattaforme digitali e soluzioni tecnologiche più avanzate – tra cui le comunicazioni mission critical su reti 4G/5G, i sistemi integrati tra enti e le tecnologie per la continuità operativa delle infrastrutture – con un focus specifico sulle esigenze della Pubblica Amministrazione locale dell’area di Torino e provincia. Attraverso il contributo di istituzioni, enti locali e operatori del settore, saranno analizzate esperienze concrete e best practice, con l’obiettivo di promuovere una gestione delle crisi sempre più efficace, integrata e orientata al futuro.
Il convegno vedrà la partecipazione di Michele Pianetta, vice Presidente ANCI Piemonte, di Clelia Imberti, Presidente della Consulta per l’Innovazione di ANCI Piemonte e Vice Sindaco di Borgo San Dalmazzo (Cn) e di Antonello Angeleri, Segretario Generale ANFoV.
Sono previsti gli interventi istituzionali di Marco Gabusi, Assessore alla Protezione Civile, Trasporti e Infrastrutture della Regione Piemonte, Marco Porcedda, Assessore alla Legalità e alla Sicurezza del Comune di Torino e Francesco Tresso, Assessore alla Protezione Civile del Comune di Torino. Sono inoltre previsti gli interventi di Bruno Ifrigerio, Direttore della Direzione Regionale Opere Pubbliche, Difesa del Suolo, Protezione Civile, Trasporti e Logistica della Regione Piemonte e di Daniele Caffarengo, Dirigente Settore Regionale Protezione Civile del Piemonte. Tali interventi forniranno il quadro della situazione di Torino e del Piemonte per quel che riguarda la gestione delle situazioni di crisi o emergenza.
Per quel che riguarda le capacità d’intervento dal punto di vista delle aziende che operano in tali scenari, interverranno:
Federico Protto, Amministratore Delegato Cellnex (con contributo video), principale operatore europeo indipendente di infrastrutture per telecomunicazioni wireless con la gestione di una vasta rete di torri, siti e nodi (oltre 27.000 in Europa), offrendo servizi di condivisione infrastrutturale per operatori mobili, radiotelevisivi e per le reti di emergenza;
Giovanni Noli, Responsabile territoriale E-Distribuzione, società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica a livello nazionale;
Massimiliano Palma, Ceo di Regola, azienda piemontese del gruppo Frequentis specializzata nello sviluppo di soluzioni software per la gestione delle emergenze, l’allertamento, la Protezione Civile e le Forze dell’Ordine;
Fabrizio Tucci, Direttore Risk Management Iren, una delle principali multiutility italiane nei settori dell’energia elettrica, del gas, del teleriscaldamento, della gestione dei servizi idrici integrati.
L’evento si inserisce nel percorso avviato nell’ultimo anno dalla Consulta per l’Innovazione di ANCI Piemonte con una serie di appuntamenti sul territorio piemontese destinati ad approfondire i principali temi legati all’innovazione nella Pubblica Amministrazione con un focus sugli argomenti cruciali per la gestione dei servizi erogati ai cittadini, ai quali sono invitati i Comuni e gli enti locali.
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Michele Pianetta, Vice Presidente ANCI Piemonte: “Questo convegno si inserisce nel percorso che ANCI Piemonte sta promuovendo per accompagnare gli enti locali nell’adozione di soluzioni innovative, con particolare attenzione ai territori dell’area metropolitana torinese, dove la complessità e la diversità territoriale richiedono strumenti sempre più evoluti.”
Clelia Imberti, Presidente della Consulta per l’Innovazione di ANCI Piemonte: “La Consulta per l’Innovazione nasce proprio per creare momenti di confronto concreti tra amministrazioni e imprese. La gestione delle emergenze è uno degli ambiti in cui l’innovazione può davvero fare la differenza, salvando tempo e, soprattutto, vite.”
Antonello Angeleri, ANFoV: “Le emergenze richiedono oggi un salto di qualità nella capacità di comunicare e coordinarsi. Le tecnologie digitali rappresentano una leva fondamentale per supportare le decisioni migliorando la tempestività degli interventi della Pubblica Amministrazione. Siamo lieti di contribuire a fornire strumenti di valutazione utili, con i nostri soci, in questo campo”.
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Il convegno si svolgerà dalle ore 10:30 alle 13:30 in Sala Carpanini al Comune di Torino.
La partecipazione è rivolta agli amministratori locali, agli enti pubblici e agli operatori interessati ai temi dell’innovazione applicata alla sicurezza e alla gestione delle crisi.

A Torino ritorna il Fabermeeting 

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Con ospiti internazionali Franck Ekinci e Valentina D’Efilippo.

È di nuovo tempo di Fabermeeting! La manifestazione che fa incontrare a Torino impresa e nuovi talenti digitali, ritorna il 22 e 23 maggio, dalle ore 9,00 alle 19,00 presso Toolbox Coworking in via Agostino da Montefeltro 2, con due giornate intensive dedicate all’incontro tra creativi, imprese, startup e professionisti dell’innovazione. Un luogo unico di connessione e di collaborazione, creato grazie al concorso nazionale Faber 2026 e pensatoappositamente per ampliare il mercato digitale in cui imprese, creativi, PMI, startup, artigiani e realtà dell’innovazione sociale lavorano insieme per sviluppare idee, prototipi e nuovi servizi.

Il ricco programma prevede workshop, incontri di networking, “speed date” creativi e talk tra talenti, imprese e professionisti del settore digitale, focalizzandosi su innovazione, tecnologia e impatto sociale. Nello specifico la prima giornata sarà dedicata alla dimensione concreta del lavoro creativo: strumenti, processi e nuove competenze richieste dal mercato saranno al centro di workshop, incontri e momenti di confronto con professionisti e aziende. La seconda giornata sarà invece un’immersione nel rapporto tra design, tecnologia e innovazione, con la partecipazione di ospiti internazionali che porteranno esperienze e visioni dal panorama creativo globale.

Tra gli appuntamenti più attesi, l’intervento di Franck Ekinci, regista, produttore e sceneggiatore francese di cinema d’animazione. È noto soprattutto per il lungometraggio April and the Extraordinary World (Avril et le Monde truqué), co-diretto con Christian Desmares e ispirato all’universo grafico di Jacques Tardi, vincitore del Cristal Award come miglior film all’Annecy International Animation Film Festival 2015. Durante l’incontro al Fabermeeting Ekinci offrirà ai partecipanti uno sguardo privilegiato sul processo creativo dell’animazione e sulle sfide produttive che trasformano un’idea in un progetto cinematografico.

Protagonista della seconda giornata sarà anche Valentina D’Efilippo, data designer e creative director tra le voci più influenti a livello internazionale nella data visualisation e nella narrazione visiva. Italiana ma attiva nel Regno Unito, ha collaborato con istituzioni, agenzie e brand globali sviluppando progetti che spaziano da mostre interattive a piattaforme digitali e pubblicazioni. Al Fabermeeting guiderà il workshop “Un icebreaker per imparare a progettare con i dati – Visualizza la tua storia sulla mappa del mondo” e terrà il keynote aperto al pubblico “Let’s Speak Data”, offrendo strumenti e metodologie per progettare con i dati. Tra le sue pubblicazioni figurano The Infographic History of the World e Britannica’s Encyclopedia Infographica.

 

Premi e opportunità professionali

Durante il Fabermeeting saranno assegnati premi ad alto valore economico e professionale, tra cui tirocini e collaborazioni retribuite, servizi, membership e opportunità concrete di inserimento nel mercato creativo. Dal 2007 Faber ha coinvolto oltre 1.200 giovani, collaborato con 250 imprese e premiato 180 progetti, confermandosi come uno degli appuntamenti di riferimento in Italia per la creatività digitale e l’innovazione.

Novità 2026: Back to the Skill

In occasione del ventennale nasce “Faber – Back to the Skill | Percorsi di scoperta”, un progetto dedicato ai giovani tra i 16 e i 29 anni sviluppato nell’ambito del programma Città dell’Educazione 16+ della Fondazione Compagnia di San Paolo. L’iniziativa rafforzerà il dialogo tra formazione, talento e futuro professionale attraverso momenti di confronto con i partecipanti e i vincitori del concorso.

Il concorso nazionale FABER

Il Fabermeeting rappresenta il culmine del concorso nazionale “Faber 2026 – Quando la creatività incontra l’impresa di cui le iscrizioni sono prorogate al 22 marzo 2026” e che da quasi vent’anni mette in relazione giovani talenti e mondo produttivo, promuovendo innovazione e nuove opportunità professionali nelle industrie creative e digitali.

Con oltre 60 imprese partner, Faber rappresenta oggi uno dei principali ecosistemi italiani dedicati allo sviluppo della creatività digitale. Più che un concorso, è un modello di collaborazione tra creativi e aziende che condividono competenze, visione e opportunità per individuare nuovi talenti e sviluppare progetti innovativi.

Il concorso nazionale, rivolto a giovani under 35, è aperto ai settori più innovativi della creatività digitale: animazione, design, gaming, realtà aumentata e virtuale, web, app, IoT e ambiti affini. I progetti candidati saranno valutati direttamente dalle aziende partner, che selezioneranno i partecipanti ammessi alla fase finale.

I partecipanti selezionati potranno presentare i propri lavori durante il Fabermeeting, partecipare gratuitamente a oltre 30 workshop e seminari, incontrare le aziende partner e accedere ai premi speciali messi a disposizione.

Tutte le informazioni sono disponibili su: https://www.fabermeeting.it/

cs

A Bagnolo Piemonte in mostra la Filiera delle Cave delle Valli Pellice e Infernotto

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A Bagnolo Piemonte, Pietra Tec, la Fiera della pietra e della meccanizzazione, inaugura dal 21 al 24 maggio l’edizione 202, consolidando l’area espositiva dedicata alle attrezzature e alle lavorazioni di un settore produttivo grazie al quale il territorio al confine tra il Pinerolese e il Saluzzese ha costruito il suo benessere economico. Anche se si svolge in provincia di Cuneo, la manifestazione Pietra Tec, ideata dalla Pro Loco di Bagnolo Piemonte, in collaborazione con ,’amministrazione comunale, è patrocinata dalla Città metropolitana di Torino, in considerazione della presenza di molti operatori provenienti dai comuni di Viviana e Luserna San Giovanni.

L’evento è in programma da giovedì 21 a domenica 24 maggio nell’area Expo Tecnica, in piazza Senatore Paire, dalle 10 alle 23. Dalle 10 alle 17.30 sarà visitabile su prenotazione e gratuitamente il padiglione Pietra Tec, che rappresenta una vetrina molto importante per il territorio montano e pedemontano dell’evasione Pellice e Infernotto. Sarà presente anche un’area food in piazza Divisione Alpini, e quella per i bambini in piazza San Pietro, che completano le proposte di una rassegna commerciale che vuole essere anche una festa di paese capace di confermare il legame inscindibile con l’attività delle cave che ha reso Bagnolo, Viviana e Luserna San Giovanni famose in tutto il mondo.

L’inaugurazione ufficiale avverrà alle 10.30 di giovedì 21 maggio, nella piazza del Municipio. Nel palazzo Comunale e nel Pietra Tec, sia nel giorno inaugurale sia sabato 23 maggio, saranno in programma incontri per gli allievi degli istituti per geometri e scuole professionali, a cui saranno illustrate le opportunità professionali del settore. Incontri sul tema “progettare con la pietra”, in pieghi storici e contemporanei di una materia sostenibile, saranno affidati a architetti e ingegneri, da giovedì 21 a sabato 23 maggio presso Pietra Tec. Sono anche in programma visite guidate alle cave storiche incastonate nelle montagne, programmate con partenza dal Pietra Tec, alle 14.15, in tutte e quattro le giornate di manifestazione.

Info e prenotazioni: contattare la Pro Loco Bagnolo al numero 328 6979118 o agli infopoint di piazza Senatore Paire e di piazza del Municipio.

Dettagli della manifestazione consultabili sul sito www.pietratec.it

Mara Martellotta