Sabato 10 marzo il Lions ha organizzato un convegno sul problema diabete. Il dott. Paolo Limone (socio del L.C. Torino La Mole) e il dott. Salvatore Piazza (socio del L.C. Torino Solferino), hanno risposto alle domande del pubblico presso il Teatro 7 di corso Regio Parco. L’evento è stato ripreso e trasmesso in diretta dall’emittente locale Rete 7. Insieme ai medici Lions erano presenti rappresentanti dell’A.N.I.E.D. (Associazione Nazionale Infermieri Endocrinologia Diabetologia) e dell’A.G.D. (Associazione Giovani Diabetici Piemonte e Valle d’Aosta) per riferire importanti testimonianze, come quella di Giorgia, ragazza di 15 anni affetta da diabete. Anche in questa occasione sono stati predisposti spazi per gli screening gratuiti della glicemia. Nei tre giorni precedenti grazie all’aiuto dell’A.N.I.E.D. e della Circoscrizione 6 della Città di Torino sono stati allestiti alcuni punti per effettuare gratuitamente screening della glicemia. Quattro giorni totalmente dedicati ad una delle cinque campagne internazionali che i Lions seguono nell’A.S. 2017/2018, quella per la quale ci si prefigge di rendere cosciente la gente di un vero e proprio “pericolo esplosivo”, poiché il diabete è ormai considerato una epidemia globale.
di Pier Franco Quaglieni
.
La morte di Piero Ostellino, giornalista principe, priva il mondo della cultura, in particolare di quella liberale, di uno dei suoi protagonisti più importanti. E’ l’ultimo grande liberale insieme a pochissimi altri come Giuliano Urbani ,con cui Ostellino, insieme a Valerio Zanone, fondo’ il Centro Einaudi, destinato, quest’ultimo, via via ad allontanarsi sempre di più dagli obiettivi dei padri fondatori. Erano gli ultimi anni 60 e il liberalismo subalpino era prigioniero di visioni conservatrici molto limitate e viveva in contemporanea la crisi legata all’esplosione del ‘68 .Il giovane Ostellino, ben più di Zanone, era il maitre a’ penser a cui noi giovanissimi guardavamo .Una sorta di Gobetti ,ma molto più colto e maturo di quello vero già allora molto venerato più che studiato. Era un grande giornalista, ma era anche un uomo di studi severi. La sua cultura era ampia ed approfondita. Come altri giornalisti colti – penso a Bettiza e a Ronchey- aveva girato il mondo, era stato corrispondente del “Corriere “da Mosca e Pechino in anni cruciali. Aveva come direttore riportato all’onor del mondo il “Corriere della sera”, aprendolo anche a firme scomode come Dino Cofrancesco. Fu il vero superamento del degrado del giornale raggiunto con la direzione di Piero Ottone .
***
Nel 2010 fu insignito del Premio Pannunzio e fu l’occasione per rinverdire un’amicizia nata tanti prima. Scrisse per un’antologia di scritti in mio onore pubblicati nel 2013 una splendida ed affettuosa prefazione. Venne a Torino al Consiglio Regionale a fare, su mio invito, nel 2012,una straordinaria lectio magistralis sulla cultura liberale . Il testo venne stampato e rappresenta una densa summa del suo pensiero politico. Pochi politici erano presenti, ma tanti docenti e giovani capirono il livello altissimo dell’oratore. Gli piacque che io avessi fatto aprire l’incontro con lui con l’Inno Nazionale, cogliendo anche il taglio risorgimentale del suo essere liberale. Di fronte ai neo falsi liberali che hanno studiato liberalismo al Cepu, Ostellino fu implacabile . E’ stato uno dei tanti torinesi importanti, come Soldati e Dionisotti, costretti ad emigrare oltre la Mole per veder riconosciute le proprie qualità .Una volta mi definì un eroe per essere restato a Torino. Provai un orgoglioso imbarazzo per quelle parole. Torino , città angusta e provinciale, non era fatta per Ostellino che trovo ‘ negli ultimi anni come interlocutore torinese soprattutto ,se non esclusivamente, il Centro Pannunzio. Era anche disgustato di questo paese e viveva sempre più spesso in Francia. Era un giornalista e un politologo di fama internazionale ,non poteva scodinzolare nei salotti e nei tinelli snob di Torino ne’ in quelli dell’Avvocato, ne’ in quelli molto peggiori dei nuovi notabili rozzi, arroganti, arricchiti che comandano in questa città . Ostellino amava la storia, prediligeva i temi alti e sempre meno persone si rivelavano in grado di capirlo, malgrado la chiarezza della sua prosa .Con la sua scomparsa sento che è mancato un fratello maggiore. Non riesco a scrivere di più perché la commozione prevale.
quaglieni@gmail.com

Laboratorio di lettura per bambini affetti da disturbi dello spettro autistico
11 marzo 2018 ore 10 Ludoteca La Rocca Incantata ‒ Cascina Roccafranca – Via Rubino 45 Torino

Esiste un mondo fatto di muri spessi dai quali è difficile far entrare e uscire la luce. È il mondo dei disturbi dello spettro autistico (ASD), una condizione dalle tante sfumature nella quale la percezione della realtà e la capacità di rapportarsi con il mondo e le persone che lo abitano sono differenti. Eppure esistono modi per aprire uno spiraglio nell’universo di questi bambini, e uno di questi è la lettura.
Nello spazio di Cascina Roccafranca, in Via Rubino 45 a Torino, il prossimo 11 marzo 2018 alle ore 10.00, dopo la prima esperienza dello scorso 3 dicembre, si apriranno le porte del secondo laboratorio di lettura dedicato ai bambini dai 3 ai 6 anni affetti da ASD. Uno spazio accogliente e protetto nel quale questi bimbi avranno modo di entrare, insieme alle operatrici specializzate in collaborazione con l’Associazione di Idee Onlus e A.N.G.S.A. Torino (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), nel mondo magico delle parole, vivendo favole e storie che usciranno dai libri per farsi vedere, toccare, annusare, per giocare insieme ai bambini.
Il laboratorio di Leggermente in Blu può ospitare 10 bambini dai 3 ai 6 anni, indipendentemente dall’intensità disturbo, ed è gratuito. Come per le altre iniziative nell’ambito di Leggermente in Famiglia, seguirà un brunch al costo di € 10.00 per i genitori, completamente gratuito per i bambini che, durante il pranzo, saranno in ogni caso seguiti dalle stesse educatrici specializzate che hanno animato il laboratorio.
I laboratori di Leggermente in Blu costituiscono un capitolo importante nel percorso di Leggermente, perché dedicati all’inclusione e al gioco per questi ragazzi: occasioni per sperimentare un nuovo tipo di socialità legata alla fantasia e alla magia della lettura.
Piemonte d’Istria, esodo e ritorno
Sabato 17 marzo 2018 , alle 16.00, presso la Casa della Resistenza di Verbania-Fondotoce al n.9 di via Filippo Turati, il Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale e l’Associazione Casa della Resistenza di Verbania promuovono l’incontro “Piemonte d’Istria, esodo e ritorno. Da una storia piccola ad una tragedia epocale“. L’iniziativa è dedicata al ricordo dell’ esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre nell’immediato secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Piemonte d’Istria è una piccola frazione del comune istriano di Grisignana, quasi completamente disabitata. Un luogo della memoria non solo per chi in quel luogo ha le proprie radici e si è visto costretto ad abbandonarlo ma anche per tutti coloro per i quali, ancora oggi, l’italianità è un valore da non dimenticare. Dopo i saluti istituzionali del Consiglio regionale e della Presidente della Casa della Resistenza, Irene Magistrini, verrà presentata la versione filmata dell’opera teatrale “Tornar” di Simone Cristicchi, tenutasi a Piemonte d’Istria. Interverranno Franco Biloslavo, Segretario della comunità di Piemonte d’Istria, e lo storico Enrico Miletto che si occupa da tempo delle vicende del confine orientale d’Italia. Infrastrutture ricerca, 8 milioni al Poli
Toccano gran parte degli ambiti relativi all’Industria 4.0 gli 8 progetti presentati dal Politecnico di Torino e co-finanziati dalla Regione Piemonte con un contributo di 8 milioni di euro nell’ambito del bando “INFRA-P Sostegno a progetti per la realizzazione, il rafforzamento e l’ampliamento delle Infrastrutture di Ricerca pubbliche”, a fronte di un analogo investimento dell’Ateneo. In 4 progetti l’Ateneo è unico partner, mentre negli altri 4 collabora con l’Università di Torino, l’INRIM e l’Istituto italiano di Tecnologia.

Il bando, rivolto agli organismi di ricerca pubblici, è indirizzato alla creazione e al potenziamento di infrastrutture di ricerca aperte all’uso di più utenti e funzionali allo sviluppo di attività di ricerca che possano portare ad applicazioni rilevanti nell’industria e di interesse per il sistema delle imprese.
“Questo importante traguardo si aggiunge a quello altrettanto positivo ottenuto tramite i Dipartimenti di Eccellenza selezionati dall’ANVUR e valorizza gli investimenti dell’Ateneo per la ricerca di questi ultimi anni. In particolare, con questi progetti vengono finanziate le linee strategiche e le traiettorie di ricerca lungo le quali operano i nostri Centri Interdipartimentali, che si confermano uno strumento efficace per realizzare iniziative sinergiche anche insieme ad altri attori strategici per lo sviluppo del Territorio”, commenta il Rettore Marco Gilli.
***
Questi gli abstract dei progetti:
IAM@Polito – Integrated Additive Manufacturing@Politecnico di Torino
Le tecnologie di fabbricazione additiva (Additive Manufacturing, AM) da polveri metalliche e polimerichee Net Shape Hot Isostatic Pressing (NSHIP) si stanno affermando come metodi di produzione affidabili con costi sostenibili ed elevata flessibilità in settori industriali quali aerospaziale, biomedicale e autoveicolo (alta gamma, racing) grazie alla capacità di rispondere a necessità industriali, come personalizzazione dei prodotti e materiali, riduzione dei pesi e superiori prestazioni, efficienza energetica.
Al fine di integrare tali processi nella produzione industriale occorre però risolvere problemi quali ottimizzazione della progettazione, controllo dei processi e standardizzazione. Lo scopo del presente progetto di investimento è quello di affrontare tali problematiche potenziando le attrezzature del Centro Interdipartimentale Integrated Additive Manufacturing (IAM@PoliTo), cuore della proposta del Competence Center Piemontese, per migliorare l’offerta di servizi alle aziende.
Costo progetto totale 3.912.000 euro
Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P: 1.965.000 euro
DynLab4JMat – Laboratorio per l’Integrità Strutturale di Giunzioni e Materiali Sottoposti a Carichi Dinamici
Obiettivo dell’IR è la creazione di una struttura di riferimento per la valutazione dell’integrità strutturale di giunzioni e materiali innovativi sottoposti a carichi dinamici.
Come testimoniano le manifestazioni d’interesse di aziende ed enti, l’IR rivestirà un ruolo primario nella ricerca internazionale e svolgerà un efficace e necessario ruolo di supporto al tessuto industriale nell’indirizzare lo sviluppo di giunzioni e materiali innovativi per applicazioni strutturali in ambiti diversi legati alla meccanica in generale, quali l’automotive, l’aerospazio, la meccatronica, il ferroviario, il navale, l’energetico e la difesa.
Il controllo non distruttivo della difettosità interna di giunzioni e materiali e la valutazione della loro risposta sperimentale in presenza di carichi ciclici e dinamici estremi saranno le peculiarità uniche dell’IR che le consentiranno di diventare, negli anni, un polo d’attrazione per finanziamenti derivanti da collaborazioni con aziende e progetti di ricerca.
Costo progetto totale 2.970.000 euro
Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P: 1.485.000 euro
FIP – Tecnologie Fotoniche per l’Industria 4.0 in Piemonte
FIP mira a potenziare i servizi dell’IR PhotoNext per le aziende – specialmente PMI – per permettere di sfruttare le potenzialità della fotonica in ambito “industria 4.0”. PhotoNext è un centro interdipartimentale che copre l’intera filiera, dai materiali, ai laser, ai sensori e ai sistemi di trasmissione. In particolare, si vuole dotare l’IR di strumenti per sviluppare nuove sorgenti laser per material processing e per realizzare sensori per il monitoraggio di processo e le smart structures.
Costo progetto totale 1.991.000 euro
Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P: 995.500 euro
TEST-eDrive – Nuova infrastruttura di test di e-DRIVE per applicazioni automobilistiche ed
Aerospaziali
Il progetto TEST-eDRIVE propone il rafforzamento della capacità di testing di azionamenti elettrici per applicazioni automotive ed aeronautiche, mediante un banco prova di nuova generazione dotato di sistemi di acquisizione avanzati e di apparati per la sicurezza. Il banco occuperà un’area del Laboratorio di Enertronica del Dipartimento Energia e del Centro Interdipartimentale PEIC. L’infrastruttura sarà al servizio del territorio, offrendo capacità di sviluppo e testing, non presenti sul territorio piemontese e nazionale.
Costo progetto totale 700.000 euro
Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P: 350.000 euro
CCL – CO2 Circle LAB
La gestione delle emissioni di CO2 di origine antropica nell’atmosfera è certamente una sfida attuale, ma è anche un potenziale e straordinario promotore di innovazione, sia a livello di ricerca che di sviluppo tecnologico ed industriale. Nell’ottica di un’economia sostenibile, IIT e Politecnico di Torino propongono il potenziamento dei laboratori preesistenti presso Politecnico di Torino e Environment Park, attraverso la configurazione di una infrastruttura (IR) che promuova l’incontro tra ricerca fondamentale e applicata, attivando e consolidando collaborazioni di alto valore scientifico e tecnologico con molteplici settori industriali. L’IR si focalizzerà sullo sviluppo di processi biotecnologici, elettrochimici e termochimici innovativi, per la formazione di prodotti ad elevato valore aggiunto da materie prime rinnovabili (CO2, biomasse), garantendo una gestione dei processi sostenibile, ricorrendo alla modellizzazione di scenari per una solida analisi delle strategie energetiche.
Costo progetto totale 3.596.180 euro
Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P: 1.221.811 euro
Progetto realizzato in collaborazione con Istituto Italiano di Tecnologia (capofila)
PiqueT – Piemonte Quantum Enabling Technology
Nell’ambito delle tecnologie abilitanti (KET), le emergenti tecnologie quantistiche, evoluzione delle nanotecnologie e della fotonica, sono per l’industria una robusta occasione di crescita e innovazione su un’ampia gamma di settori, strategiche per la S3 del Piemonte. PiQuET è una facility tecnologica che razionalizza e potenzia le dotazioni esistenti, le mette a fattor comune del territorio, agisce orizzontalmente sulle filiere industriali strategiche per un incremento competitivo e di produttività. L’IR opera su settori sinergici: sviluppo di materiali, dispositivi e sensori micro/nanostrutturati, microfotonica e comunicazione quantistica in fibra, sviluppando sistemi innovativi per l’industria e permettendo anche reti di sensori avanzate e sicure. Gli OdR condividono proprie strumentazioni, le completano con un investimento nuovo e significativo e le collocano in un nuovo laboratorio dotato di impiantistica d’avanguardia localizzato presso TNE a Torino in Corso Settembrini 178. L’IR sarà unica in Italia, perché crea una IR nuova allo stato dell’arte, crea massa critica di competenze e strumenti degli OdR e inizia una collaborazione permanente tra OdR e industria, favorendo il take-up industriale, i percorsi brevetti e un piano industriale che crei nuova occupazione.
Costo progetto totale 6 milioni di euro
Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P (co-beneficiario): 900.000 euro
Progetto realizzato in collaborazione con Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica Inrim (coordinatore) e Università di Torino (co-beneficiario)
HPC4AI – Centro di Competenza Calcolo ad Alte Prestazioni e Intelligenza Artificiale Torino
Il progetto intende realizzare un centro di competenza di calcolo ad alte prestazioni per l’Intelligenza Artificiale aperto e scalabile con applicazioni centrate nella strategia S3: salute, agroalimentare, meccatronica, automotive, aerospazio. Il centro è costituito da una federazione distribuita di ODR che forniscono in modo complementare le tecnologie abilitanti per l’operatività e la sostenibilità del centro.Fra queste, High-Performance Computing (HPC), IoT, Machine Learning, Big Data Analytics.
La dotazione infrastrutturale (IR) del centro, costituita da 4 green data center federati, sarà resa facilmente fruibile mediante servizi cloud. Per massimizzare il trasferimento tecnologico, il centro opererà mediante la co-progettazione delle applicazioni e delle soluzioni tecnologiche. Il centro offrirà supporto altamente specializzato per favorire l’innovazione e sviluppare le competenze nelle aziende del territorio, quindi a stimolare l’espansione delle opportunità di mercato.
Costo progetto totale 4,5 milioni di €
Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P (co-beneficiario): 750.000 euro
Progetto realizzato in collaborazione con Università di Torino (Coordinatore)
SAX – Strumentazioni avanzate per sistemi complessi
Il progetto SAX prevede l’estensione e potenziamento dei servizi per aziende ed enti di ricerca del Centro Interdipartimentale NIS di UniTO (www.nis.unito.it), in partnership con DISAT di PoliTO (www.disat.polito.it) tramite l’acquisizione di strumentazione FEG-SEM multiaccessoriata, per microtomografia RX digitalizzata e per diffrattometria RX, a costituire un pool strumentale innovativo a livello regionale e nazionale per lo studio di materiali e sistemi di interesse per le aree di innovazione del sistema produttivo individuate dalla strategia regionale S3.
La realizzazione del progetto amplia prospettive di networking già esistenti tra gli Atenei torinesi ed i loro Incubatori di Imprese, e ne apre una nuova verso un futuro Competence Center regionale.
Costo progetto totale 2,5 milioni di €
Finanziamento al Politecnico di Torino sul bando INFRA P (co-beneficiario): 200.000 euro
Progetto realizzato in collaborazione con Università di Torino (Coordinatore)
Uomini, donne, salute
GiovedìScienza – Università di Torino Aula Magna Campus Einaudi , Lungo Dora Siena 100

SCIENZA 2018: NOTIZIE (VERE E FALSE)
Le donne conquistano sempre più spazio nella ricerca: una buona notizia per festeggiare con soddisfazione l’8 marzo 2018. Ma sono ancora troppo poche, rispetto ai colleghi, le ricercatrici che occupano posti direttivi, e rimangono disparità nel trattamento economico. In Europa abbiamo dati sorprendenti: le donne in Lituania sono il 56% dei docenti universitari; seguono Lettonia, Finlandia, Romania, Estonia, Belgio. In Italia sono invece il 37%, sotto la media europea che è del 40% e al penultimo posto tra i 28 paesi (dati 2015).
Partirà di qui l’analisi dei curatori dell’«Annuario Scienza Tecnologia e Società» prodotto da Observa Science in Society, che da 14 anni fotografa l’Italia della ricerca – protagonisti giovedì 8 marzo della seconda trasferta di GiovedìScienza al Campus Luigi Einaudi dell’Università di Torino (alle 17:45 in Aula Magna – Lungo Dora Siena 100, Torino)
E poi vaccini, omeopatia, testamento biologico ed eutanasia. Giuseppe Pellegrini (Università di Padova, Presidente di Observa Science in Society) e Barbara Saracino (Università di Napoli Federico II) con “Uomini, donne, salute, notizie (vere e false)” presentano un’analisi del rapporto tra scienza, tecnologia e opinione pubblica in Italia, con particolare attenzione alla salute e alle fonti di informazione.
***
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Programma completo e diretta streaming su: www.giovediscienza.it
Segreteria organizzativa tel. 011 8394913
Expocasa chiude tra mobili e show cooking
Ha chiuso i battenti dopo 9 giorni, Expocasa, la tradizionale rassegna dell’arredamento al Lingotto Fiere di Torino. In 20.000 metri quadri espositivi all’Oval è stato proposto un calendario con oltre cinquanta appuntamenti destinati ai visitatori e ai professionisti. Poi gli eventi organizzati all’interno della ”Cucina di Expocasa” con sessioni di show cooking, lezioni e degustazioni giornaliere e sulla terrazza dell’Oval lo Spazio Incontri Balcone fiorito ha ospitato numerosi incontri formativi. Circa 40 mila i visitatori del salone.
Regole e deontologia nel parlare di sindrome di Down e autismo. È il titolo del corso di formazione per giornalisti organizzato martedì 27 febbraio al circolo della Stampa di Torino e nel salone d’onore del comune di Cuneo.
Ci sono voci che partono dal basso e cercano di infrangere stereotipi e pregiudizi, provando a smuovere certezze e creare nuovi punti di vista. Il lavoro del giornalista non è mai semplice ma quando ci si trova ad affrontare tematiche delicate come il mondo della disabilità è anche peggio. Così a volte per paura, per pregiudizio e per mancanza di tempo si finisce per scivolare nei luoghi comuni tra stereotipi e termini inesatti.

Come spesso accade, quando ci si ritrova davvero coinvolti, le prospettive cambiano spiega l’organizzatrice Angela Pittavino -. È questo che è capitato con la nascita di mia figlia Miriam, bella e sana ma con un cromosoma in più. Di colpo alcuni titoli dei giornali sono diventati sassi capaci di ferire… e conoscendo altre realtà simili a quella della nostra famiglia ho compreso che non ero solo io a non gradire lapproccio che, troppo spesso, alcuni colleghi giornalisti, senza volerlo e per pura ingenuità, avevano nei confronti delle persone con disabilità. Così ho scoperto un mondo in cui tante mamme e tanti papà lottano più o meno efficacemente per cambiare la comunicazione. Non ho potuto che pensare: perché non andare direttamente alla fonte e spiegare cosa non va a coloro che hanno davvero il potere di cambiare la società? I giornalisti. La risposta è sempre stata lì a portata di mano e bastava solo trovare i giusti relatori per dare vita ad un corso di aggiornamento che fosse il primo passo verso una nuova consapevolezza e alleanza. Grazie a questa stupenda quanto difficile professione sono sicura che si potrà dare uno scossone capace di cambiare la mentalità e offrire una nuova prospettiva di inclusione per queste fasce deboli troppo spesso dimenticate.
I relatori: la giornalista cuneese Cristina Mazzariello (Targatocn.it), Guido Marangoni (ingegnere in informatica, scrittore e padre di una bambina Con SdD), Maurizio Arduino (Psicologo, Psicoterapeuta, Specialista in Psicologia Clinica, responsabile C.A.S.A. -Centro Autismo e Sindrome di Asperger dell’Asl CN1), Annalisa Sereni (medico, scrittrice, blogger e mamma di un bambino con Sindrome di Down) e Martina Fuga (scrittrice, consulente darte, amministratrice di Artkids, una società che produce mostre, libri ed eventi per avvicinare i bambini al mondo dellarte, presidente di Pianetadown Onlus, consulente per la comunicazione del comitato di gestione del CoorDown e consigliere di AGPD Onlus Milano e mamma di una bambina con SdD).
Nonostante buona parte di loro venisse da lontano senza esitazione hanno accettato perché, come cera da aspettarsi, il desiderio di cambiare la comunicazione era più forte.
Per gravi motivi di salute però, allultimo, Martina Fuga ha dovuto rinunciare ad esserci personalmente e ha inviato il suo intervento per scritto. Assente, a causa del meteo avverso, anche Annalisa Sereni che si è collegata via Skype.
***
Tanta la presenza di giornalisti in entrambe le sedi con la conseguente soddisfazione di relatori e organizzatori. Sindrome di Down e autismo disabilità intellettive che ancora spaventano e che molti giornalisti non conoscono appieno sebbene molto spesso ci si ritrovi a doverne parlare per fatti di cronaca o eventi di altri genere.
Troppo spesso queste due disabilità vengono trattate come fossero malattie, usando una terminologia inesatta – spiega Cristina Mazzariello -. Questo corso è stata unoccasione preziosa per fare il punto sulla situazione e dare lopportunità ai giornalisti di approcciarsi in modo corretto e consapevole a questo mondo. Sono tanti gli errori che ogni giorno si possono vedere sulle pagine dei giornali.
Continua la giornalista Cristina Mazzariello: Iniziamo dalla SdD. La sindrome di Down non è una malattia ma una condizione genetica chiamata Trisomia 21 per la presenza di un cromosoma in più in ogni cellula. Per questo ogni volta che un giornalista titola o scrive affetto dalla /soffre di/vittima della sindrome di Down sbaglia perché non è mica un raffreddore! Si deve scrivere semplicemente Ha la/con sindrome di Down. Un altro errore molto frequente è scrivere Un bambino/ragazzo/persona down. Qui troviamo ben due fattori che rendono questa frase terribile alle orecchie di famigliari e specialisti. Non esiste un bambino down, non è una razza, esiste la persona CON sindrome di Down. Non dimentichiamo che dietro a questa condizione genetica cè sempre una persona: Anna, Miriam o Gabriele E solo una piccola parola in più ma fa una grande differenza.
***
Sottolinea la dottoressa Annalisa Sereni: Qui arriva anche il secondo errore frutto probabilmente della scarsa conoscenza della materia. Il termine down non può essere usato come aggettivo perché si tratta di un cognome. Il dottor John Langdon Down nel 1862 ha intuito che alcuni bambini avevano caratteristiche somatiche e mentali simili. Per descrivere i portatori di tale condizione quindi ha coniato linfelice termine mongoloide (direi che riguardo questo termine, bandito da tempo dal mondo medico, non serva ribadire la valenza negativa assunta negli anni, sebbene qualche illustre giornalista labbia usato in tv infatti non deve assolutamente essere utilizzato perché considerato molto offensivo per le persone con Trisomia 21). Da qui nasce la definizione di sindrome di Down che ora, in effetti, dovrebbe essere sostituita da Trisomia 21 poiché il genetista francese Jérôme Jean Louis Marie Lejeune nel 1959, ha scoperto che alla base di questa sindrome vi è la presenza di una terza copia (o una sua parte) del cromosoma 21.
Come ha scritto Martina Fuga: È un fatto culturale prima ancora che sociale. E il linguaggio è lalfabeto di questa cultura in evoluzione. Se sdoganiamo termini come mongoloide facciamo un passo indietro culturale di diversi decenni. Se continuiamo a parlare di malattia, se continuiamo a dire soffre di sindrome di Down, ha una malattia mentale facciamo un danno enorme, un danno culturale nei confronti delle persone con sindrome di Down, perché roviniamo anni di lavoro di associazioni di genitori che cercano di cambiare limmagine di queste persone e la percezione che gli altri hanno di loro sradicando preconcetti pregiudizi e informazioni scorrette sulla sindrome. Scrivere nel modo scorretto delle persone con sindrome di Down va a rafforzare questi preconcetti e lede allimmaginario collettivo della persona con sindrome di Down. Il linguaggio che usate nei vostri articoli incide sulla cultura e sul rafforzamento dei pregiudizi o sulla distruzione di essi.
Stesso discorso vale per i ragazzi con disturbo dello spettro autistico, come ha spiegato Maurizio Arduino: Anche in questo caso troppo spesso viene usato il termine soffre di autismo. Non è una malattia ma un disturbo del neurosviluppo. Da qui la necessità di sapere, informarsi tramite associazioni o specialisti prima di cadere nella trappola dei luoghi comuni. Una persona con questa disabilità non è il Rainman che tutti ricordiamo al cinema. Il disturbo dello spettro autistico è vasto e ricco di sfumature molto spesso difficili da comprendere.
Chiediamo ai giornalisti di essere al nostro fianco in questo difficile cammino, la nostra piccola rivoluzione – spiega Guido Marangoni -. Su Facebook grazie alla pagina Buone notizie secondo Anna qualche passo avanti lo abbiamo già fatto. Anche grazie alla leggerezza e il sorriso della mia bambina con i quali ogni giorno io e la mia famiglia cerchiamo di sfatare i luoghi comuni e gli stereotipi.
Non è una questione linguistica è sostanza, è cultura, è mentalità che si radica.
VisPO cerca 230 giovani per il Po
Il progetto che per 3 anni coinvolgerà giovani tra i 18 e i 30 anni in azioni di pulizia e valorizzazione delle sponde del Po e dei suoi affluenti in Piemonte
Acque inquinate, sponde cementificate, discariche a cielo aperto. E’ così che troppo spesso si presentano il Po e i suoi affluenti. Una grossa pattumiera piuttosto che un bene insostituibile dal punto di vista naturalistico, una risorsa ecosistemica ed economica per il nostro territorio. E’ da questa considerazione che nasce VisPO – Volunteer Initiative for a Sustainable Po, il progetto che per 3 anni coinvolgerà 230 volontari tra i 18 e i 30 anni in azioni di pulizia e valorizzazione delle sponde del Po e dei suoi affluenti in territorio piemontese. Un’esperienza di volontariato e apprendimento per giovani under 30 promossa da Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, in partnership con Arpa Piemonte e European Research Institute, presentata a Torino presso la Società Canottieri Armida.
“Siamo orgogliosi di essere i promotori di un progetto europeo che coinvolgerà in tutto il Piemonte centinaia di giovani in azioni di volontariato ambientale a favore del Po e dei suoi affluenti –ha dichiarato Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Si tratta del primo progetto che promuove nella nostra regione azioni a priorità ambientale a supporto del Corpo di Solidarietà Europeo, l’iniziativa della Commissione Europea che riunisce giovani con l’obiettivo di costruire una società più inclusiva e solidale e che offre al tempo stesso la possibilità di vivere un’esperienza ispiratrice e arricchente per aiutare, imparare e crescere”.
Il progetto VisPO è finanziato nell’ambito del “LIFE Preparatory Project in Support of European Solidarity Corps” che promuove azioni a priorità ambientale a supporto del Corpo di Solidarietà Europeo (ESC) e vede lo scambio di esperienze con attività analoghe svolte da 20 volontari sul Danubio in Ungheria. Oltre alle iniziative di pulizia del Po e dei suoi affluenti, che si svolgeranno principalmente nei siti Natura 2000, VisPO prevede attività di monitoraggio, sensibilizzazione, promozione, formazione ed educazione ambientale e sportiva. “Arpa Piemonte è responsabile del monitoraggio, controllo e studio dell’evoluzione dello stato della risorsa acqua nella nostra regione e partecipa al progetto VisPO dando il proprio contributo tecnico-scientifico e amplificando l’impatto delle attività di formazione e sensibilizzazione dell’iniziativa –sostiene il direttore generale di Arpa Piemonte, Angelo Robotto-. La collaborazione con Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, avviata nel mio primo mandato, prosegue nel mio secondo incarico appena iniziato e il progetto VisPO è un’occasione, nel rispetto dei propri ruoli, per agire in un’ottica di sistema nel dare un contributo sempre più incisivo alla salvaguardia della salute del nostro territorio”. E’ possibile candidarsi per diventare volontari europei VisPO sul sito www.bevispo.eu
Il Cipe ha dato il via libera all’ultima tranche di stanziamenti del Fondo nazionale sviluppo e Coesione (FSC) per importanti interventi sul territorio piemontese. Il più significativo è di 90 milioni di euro e riguarda la realizzazione del Parco della Salute di Torino.
milioni di euro per interventi sull’amianto e altre bonifiche, 4,4 milioni per interventi di restauro e valorizzazione di Palazzo Carignano a Torino, 3 milioni per la villa dei Laghi, nel parco della Mandria, 3,95 milioni sulle dighe, 2,15 milioni per infrastrutture turistiche nelle zone montane, 200 mila euro per i Sacri Monti, 760 mila euro sul fondo per l’innalzamento della qualità progettuale.