ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 600

Dopo la fashion week torinese

Di Paolo Pietro Biancone*

È terminata  il 3 luglio la settimana della moda a Torino. Inserita tra le fashion week mondiali dagli operatori del settore, la settimana della moda ha per protagonisti gli stilisti emergenti torinesi, italiani e stranieri, alcuni dei quali famosi nel proprio paese d’origine, ma non all’estero. Fashion Week  quest’anno si è svolta presso la Ex Borsa Valori in via San Francesco da Paola 28. L’evento è organizzato dall’associazione TMODA ed ha il patrocinio della Città di Torino; i partner istituzionali sono Unioncamere Piemonte, Camera di commercio di Torino, Entreprise Europe Network (rete europea a sostegno delle PMI cofinanziata dalla Commissione europea), CNA, Slow Fashion, Centro Estero Internazionalizzazione Piemonte, Associazione Piemontese Agenti e Rappresentanti di Commercio – USARCI, Università degli Studi di Torino Dipartimento di Management. La vocazione internazionale della TFW – che tuttavia non sottovaluta l’importanza dei talenti del territorio e nazionali presenti dal 27 giugno al 3 luglio – è confermata dalla capacità di richiamare aziende, marchi, buyers e stilisti da tutto il mondo grazie alla collaborazione con enti locali e stranieri per offrire ai fashion designer una vetrina mondiale. In questo modo anche il made in Italy meno conosciuto ha la possibilità di essere scoperto nel mondo e Torino torna ad essere epicentro della moda come nel secolo scorso. Gli oltre 80 protagonisti della fashion week, organizzata da Tmoda, con il patrocinio del Comune di Torino e con partner istituzionali Unioncamere Piemonte, Camera di commercio di Torino, Entreprise Europe Network (rete europea a sostegno delle PMI cofinanziata dalla Commissione europea), CNA, Slow Fashion, Centro Estero Internazionalizzazione Piemonte, Associazione Piemontese Agenti e Rappresentanti di Commercio – USARCI, Università degli Studi di Torino Dipartimento di Management, hanno firmato una capsule collection puntando sulla ricerca estetica e stilistica, sull’impiego di materiali inediti o animal free, sull’arte come espressione di moda e sullo sportwear.  Dal 29 giugno all’1 luglio è stata anche protagonista Maze, primo festival italiano dedicato al mondo della Streetculture. L’evento, gratuito, si articola in exhibitions, concerti, dj set e naturalmente sfilate (il 29 giugno e l’1 luglio) dedicate a questa tendenza internazionale che ha conquistato stilisti come Dolce e Gabbana, Balenciaga e Valentino. Torino è stata, inoltre, l’unica location italiana selezionata per le sfilate di Modest fashion, moda etica islamica, in programma nell’ambito della settimana della moda. Anche l’Università di Torino contribuisce alla ideazione e alla realizzazione di Torino Fashion Week, tramite lo spin off accademico dell’Università degli Studi di Torino, Halalto Srl, che annovera tra i suoi partner docenti universitari e esperti del settore, mettendo a disposizione studi e ricerche sul tema del modest fashion e della moda etica. L’iniziativa nasce nell’ambito delle attività di ricerca e di business che fanno capo all’ European Research Center for Islamic Finance (ERCIF) che ha la sua base a Torino. Torino è una hub di prestigio sul tema del modest fashion e della moda etica. Prima capitale della moda, la Città rivela attenzione a nuove opportunità che favoriscano tradizione e innovazione, in ottica di sviluppo. Il modest fashion è un filone appositamente ideato per tutte quelle donne che amano vestirsi alla moda, ma nel pieno rispetto delle norme coraniche e di quel principio cardine di coprirsi il corpo, mixato a un senso di pudore e modestia che vanno mantenuti nel comportamento come nell’abbigliamento. Facciamo chiarezza: oggi l’abaya (ovvero la lunga tunica che lascia scoperto solo capo, mani e piedi) e l’hijab (vale a dire il velo che lascia scoperto il viso) non sono più solo ed esclusivamente neri, bianchi, cremisi, ma hanno adottato anche colori vivaci e fantasie glam. Secondo le stime, il modest fashion produrrà entro il 2019 un fatturato pari a circa 500milioni di dollari ed è destinato a crescere ancora. E’ importante che le nostre aziende del settore valutino le opportunità del mercato: ne hanno capacità e competenze. Il nostro ruolo è stimolare nuove opportunità, nell’ottica di valorizzare il made in Italy a livello internazionale.

* Presidente del corso di studi in professioni contabili

Coordinatore del Corso di Dottorato in Business & Management

Università di Torino

 

Nuovo reparto di Neuropsichiatria al Regina Margherita

E’ stato inaugurato il nuovo reparto di degenza di Neuropsichiatria infantile universitario (2° piano) dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino

La ristrutturazione del reparto è stata possibile grazie al contributo di 1.410.000 euro fornito dalla Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi. Fondazione Forma ha fattivamente partecipato a questo progetto. Con un investimento di circa 90.000 euro è stato possibile acquistare tutti gli arredi del nuovo reparto: sono state così completate le camere di degenza, la sala medica, la sala giochi, l’aula dedicata alla scuola e tutti i locali del reparto.Il reparto di degenza della Neuropsichiatria Infantile (diretto dal professor Benedetto Vitiello) accoglie bambini ed adolescenti, fino al compimento del 18° anno di età, che soffrono di disturbi neuropsichiatrici la cui severità richiede ospedalizzazione, in quanto non possono essere curati ambulatorialmente o in day-hospital.Tra le più frequenti patologie trattate nel reparto di Neuropsichiatria Infantile vi sono i disturbi dell’umore e del comportamento associati ad alto rischio suicidario, in particolare adolescenti che hanno fatto tentativi di suicidio ed hanno persistente ideazione suicidaria, spesso accompagnata ad autolesionismo, come il tagliarsi o bruciarsi in varie parti del corpo. Un’altra frequente patologia è quella dei disturbi del comportamento alimentare, in particolare gravi forme di anoressia nervosa con grave deperimento fisico e rischio per la vita. Un alto tasso di ricovero riguarda anche i disturbi da comportamento dirompente, con aggressività.In Italia, come in tutto il mondo, i disturbi psichiatrici dell’adolescenza sono in drammatico aumento. Il suicidio è ora la seconda causa di morte, dopo gli incidenti, per gli adolescenti nella fascia di età tra i 15 ed i 19 anni. Con una capacità operativa di 18 posti letto, il reparto di Neuropsichiatria Infantile del Regina Margherita costituisce il punto di riferimento per tutta la psicopatologia grave del bambino ed adolescente in Piemonte e Valle d’Aosta.  L’apertura del nuovo reparto all’insegna della sicurezza e della protezione è pertanto estremamente tempestiva, in quanto offre una risorsa essenziale per affrontare gli ingravescenti problemi neuropsichiatrici in età evolutiva.

 

Il NICO-Università di Torino e la ricerca di nuovo in pista

Sabato 7 e domenica 8 luglio il NICO – Università di Torino e la ricerca tornano in pista con il dr Lorenzo Fabiani della Promosport. Anche quest’anno Fabiani corre infatti la Cesana-Sestriere – prestigiosa gara per auto d’epoca giunta alla 37° edizione – con la sua Subaru Impreza sti N14 e lo slogan METTI BENZINA ALLA RICERCA!

Alzheimer, Sclerosi Multipla, SMA: sono le patologie più conosciute, ma spesso si dimentica che la strada per trovare una terapia per queste e altre malattie e lesioni del sistema nervoso parte dalla ricerca di base. Una strada tortuosa e spesso in salita che – proprio come un rally – richiede competenze, passione, entusiasmo e… benzina! 
Il messaggio è chiaro: tutti possono contribuire a “fare il pieno” e – anche con piccole donazioni – sostenere la ricerca scientifica in campo biomedico svolta all’Istituto di Neuroscienze della Fondazione Cavalieri Ottolenghi – Università di Torino.

Il risultato delle prove di oggi lascia sperare per un buon piazzamento per la gara che si svolgerà domani, domenica. La Cesana-Sestriere sarà comunque un buon trampolino per prepararsi alle prossime sfide: il calendario di Fabiani prevede infatti un Rally nazionale ad agosto e uno di Coppa Italia a settembre. Un ultimo set up a dicembre (magari su ghiaccio) e poi il pilota Neurologo sarà pronto per affrontare – sempre con i colori del NICO – l’avventura del  Rally di Montecarlo 2019.

Per queste gare il dr Fabiani e Promosport si avvalgono del sostegno di Santero vini, Battisti taglio acciai e dell’Agenzia Torino Crocetta di Banca d’Alba.

Informazioni: www.nico.ottolenghi.unito.it

Al Poli il primo cucciolo di robot

Per il terzo anno consecutivo, il Politecnico di Torino ospiterà un laboratorio unico di idee che cambieranno il futuro: l’European Innovation Academy (EIA). In tre settimane (dall’8 al 27 luglio), più di 500 studenti universitari e aspiranti imprenditori, provenienti da oltre 60 nazioni, arriveranno a Torino per proporre e sviluppare la loro idea di impresa. Un team di imprenditori, investitori e mentor di alto livello provenienti da tutto il mondo li aiuteranno a fare in modo che la loro idea abbia successo. E, in più, da quest’anno c’è una novità: il team di EIA è accompagnato da AIBO – il primo cucciolo di robot basato su tecnologia machine learning al mondo prodotto da Sony. I giornalisti sono invitati a partecipare alla giornata inaugurale del 9 luglio, dalle 10 alle 12, presso il Cinema UCI, Via Nizza 262. Al termine, lo staff EIA e i partner saranno a disposizione per presentare ai giornalisti il robot AIBO e la nuova edizione dell’Academy. EIA Torino offre un ricco calendario di appuntamenti, che coinvolgono non solo studenti ma anche imprese e investitori: Executive Innovation 4.0 Masterclass – 12 luglio Ospiti d’eccezione di UC Berkeley (Rick Rasmussen), Transferwise (Lars Trunin), Google (Martin Omander) e altre società della Silicon Valley terranno un corso di una giornata per aziende italiane ambiziose di piccole e medie dimensioni per offrire una panoramica completa del processo di innovazione nelle aziende. Grazie alla Camera di commercio di Torino, partner di EIA fin dalla sua prima edizione, l’accesso alla Masterclass è gratuito per 50 imprenditori o manager torinesi impegnati nella crescita digitale dell’azienda. Startup Expo day – 17 luglio 2018 EIA Startup Expo Day è un evento esclusivo progettato e organizzato per gli imprenditori partecipanti per mostrare le loro idee ambiziose, ottenere un feedback immediato da parte dei clienti, condurre ricerche di mercato e scambiare idee con il pubblico esperto di EIA, orientato alla tecnologia e di tendenza. Gran Pitching Gala – 27 luglio 2018 Idee che cambiano il mondo presentate di fronte al pubblico esperto di tecnologia. I primi 10 team riceveranno premi e l’attenzione degli investitori.

Sviluppo attività produttive, ecco i fondi

In terza Commissione parere favorevole all’atto di Giunta che destina le somme disponibili

 

Primo atto per il riutilizzo dei fondi resi disponibili dalla prevista riduzione di capitale sociale di Finpiemonte Spa, circa 200 milioni di euro, che saranno destinati soprattutto a incentivare l’economia piemontese. La terza Commissione, presieduta da Raffaele Gallo, ha infatti espresso parere preventivo favorevole all’atto deliberativo della Giunta regionale che individua le linee per lo sviluppo delle attività produttive attraverso il programma pluriennale d’intervento 2018-2020. Il nuovo programma – come ha spiegato l’assessora Giuseppina De Santis –  contiene in larga parte le diverse ipotesi di riutilizzo dei fondi ex Finpiemonte. In particolare si prevede di destinare, tenuto conto della provenienza originaria delle risorse, 17,3 milioni di euro al commercio, 25 milioni all’artigianato e 48 milioni all’industria, se possibile e per semplicità di gestione all’interno di un fondo unico, con regole diverse a seconda della dimensione delle imprese. Inoltre, ci saranno 40 milioni destinati a costituire la sezione regionale del Fondo centrale di garanzia. Sempre in tema di risorse legate al progetto di riorganizzazione di Finpiemonte – ha aggiunto De Santis –  oltre 8 milioni saranno destinati a cooperazione e associazionismo. Tempistiche, modalità, obiettivi specifici e livello di incentivi delle varie misure verranno condivisi con le associazioni di categoria proprio nelle prossime settimane, ritenendo indispensabile un confronto costruttivo con le rappresentanze imprenditoriali. Prima dell’espressione del parere, sono intervenuti Andrea Tronzano (Fi), Francesca FredianiMauro Campo e Paolo Mighetti (M5s) per chiedere informazioni più dettagliate. L’assessore all’Agricoltura Giorgio Ferrero ha poi illustrato il Disegno di legge di riordino delle norme in materia di agricoltura e di sviluppo rurale. È stato stilato il calendario delle audizioni dei portatori d’interesse e sono stati nominati i relatori: Domenico Rossi (Pd), Silvana Accossato (Leu) per la maggioranza e Campo per i Gruppi di opposizione. Delle attuali 45 leggi vigenti ne verranno abrogate 35 insieme a oltre cinquanta articoli in materia agricola contenuti nei vari provvedimenti regionali.Si tratta di una vera e propria legge quadro – ha spiegato Ferrero – necessaria per snellire, semplificare e rendere attuale la legislazione regionale. Verranno però introdotte quattro novità: l’agricoltura sociale, i presidi di prossimità (nell’ottica di una nuova forma di multifunzionalità), la birra agricola, le erbe spontanee e le piante officinali.

 

MB – www.cr.piemonte.it

Un progetto per santuari e comunità

Entro il 15 ottobre, Diocesi ed enti ecclesiastici titolari di Santuari dovranno proporre progettualità innovative fondate su tre pilastri: restauro dei beni, iniziative sociali e culturali

 Prende il via “Santuari e Comunità – Storie che si incontrano”, il nuovo grande progetto della Fondazione CRT che si propone di recuperare e valorizzare, attraverso la costruzione e il sostegno di progettualità innovative e con l’aiuto delle realtà territoriali, il ruolo storico e sociale di 18 Santuari, uno per ciascuna delle Diocesi del Piemonte e della Valle d’Aosta. Il bando della Fondazione CRT ha l’obiettivo di promuovere e sostenere progettualità integrate, che coniughino e leghino in modo inscindibile tre elementi: la realizzazione di interventi di restauro e recupero dei Santuari; iniziative socialivolte a riscoprire e recuperare il ruolo dei Santuari quali luoghi di inclusione sociale;iniziative di valorizzazione culturale e turistica che possano favorire lo sviluppo sociale ed economico dei contesti locali.I progetti dovranno essere presentati da enti ecclesiastici titolari di Santuari piemontesi o valdostani, canonicamente riconosciuti, in partenariato con associazioni no profit operanti in ambito sociale e culturale. Ogni ente potrà presentare una singola richiesta, candidando un solo Santuario.“Con il progetto ‘Santuari e Comunità’ la Fondazione CRT porta avanti una sfida innovativa, ispirata al ‘modello Consolata’ di Torino – afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –: la trasformazione dei Santuari, da sempre punti di riferimento storici, culturali e devozionali, in moderni luoghi di coesione e aggregazione sociale, crocevia di persone, storie, comunità. Un obiettivo che vogliamo raggiungere incoraggiando la sinergia tra le forze del territorio, chiamate a costruire e a proporre progettualità innovative, che affianchino al recupero strutturale dei Santuari iniziative sociali e di valorizzazione culturale e turistica”.

“I Santuari sono luoghi ‘speciali’. Già i popoli antichi avevano i loro Santuari. Erano meta di pellegrinaggio, luoghi di spiritualità, spazi per la riflessione, posti di incontro e di scambio. Il progetto della Fondazione CRT legato ai Santuari, che segue quello ormai consolidato di Città e Cattedrali, può aiutarci a riscoprire l’importanza sociale e culturale di questi luoghi – dichiara il Vescovo Delegato per i Beni Culturali Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Piemontese mons. Derio Olivero . Ci auguriamo che, oltre alla questione di fede e di pietà popolare, il progetto stimoli questi luoghi a diventare sempre più spazi per la cura della meditazione, del silenzio, dell’interiorità; inoltre spazi per l’incontro tra le culture e le religioni; spazi per intercettare le nuove spiritualità e per mettere in dialogo sport e spiritualità, cura del corpo e cura dello spirito. E, dato che il pellegrinaggio è un lungo cammino attraverso la natura, ci auguriamo che i vari Santuari diventino sempre più veri centri di riflessione sulla questione ambientale, a partire dall’impulso dell’enciclica Laudato sì”. “Santuari e Comunità” prevede lo stanziamento da parte di Fondazione CRT di 5 milioni di euro complessivi, di cui il primo milione nel 2018 per avviare i primi 4 progetti, che potranno beneficiare fino a 250.000 euro ciascuno (ulteriori progetti verranno avviati e sviluppati nel quadriennio successivo). La ripartizione delle risorse rispecchierà gli obiettivi del progetto: circa l’80% del contributo sarà destinato a interventi di recupero, il 15% alle iniziative culturali e di coesione sociale e circa il 5% sarà destinato al matching grant, ovvero al raddoppio delle donazioni raccolte tramite il fundrasing.Sul modello avviato per il Santuario della Consolata di Torino, infatti, è previsto anche per il progetto “Santuari e Comunità” il coinvolgimento di giovani fundraiserspecificatamente formati per attivare campagne di raccolta fondi a beneficio delle attività di restauro e delle iniziative sociali e culturali selezionate e finanziate dalla Fondazione CRT. Il bando, on line dal 29 giugno sul sito www.fondazionecrt.it, si articolerà in tre fasi: la scadenza per la presentazione delle proposte preliminari è fissata al 15 ottobre 2018. Al termine della selezione effettuata dalla Fondazione CRT, le proposte definitive andranno presentate entro il 15 marzo 2019; seguirà la realizzazione dei progetti in parallelo con l’attività di fundraising.

Ricerca sul cancro, i risultati della Fondazione piemontese

La Presidente Allegra Agnelli ha presentato il Bilancio di Missione: “Siamo cresciuti tanto e vogliamo crescere ancora”. L’ anno scorso svolte a Candiolo 1 milione e 225 mila prestazioni ambulatoriali. Gli accessi al day hospital sono stati quasi 32 mila e i pazienti ricoverati 6.268. Oltre 5.600 le citazioni delle pubblicazioni dell’ Istituto sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali. Oltre 100 mila sostenitori, più di 265 mila persone che hanno devoluto il loro 5×1000 (relativamente alla dichiarazione dei redditi del 2016). Questi due dati dimostrano in modo eloquente la fiducia che i piemontesi continuano a nutrire nella Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e nel suo impegno a sostegno dell’ Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di Candiolo. Lo ha sottolineato la Presidente della Fondazione, Allegra Agnelli, presentando oggi, a Candiolo, il Bilancio di Missione del 2017. “Siamo cresciuti tanto e vogliamo ancora crescere – ha affermato Allegra Agnelli – abbiamo la volontà di guardare avanti, di migliorare giorno dopo giorno fino a quando non avremo vinto la battaglia contro il cancro”. La Presidente ha ricordato il lungo cammino percorso dalla Fondazione in oltre 30 anni di attività, grazie alla spinta dei suoi sostenitori, che le hanno permesso di realizzare “un centro oncologico di livello internazionale, dove ricerca e clinica si fondono per fornire al paziente il miglior trattamento possibile”. “Le donazioni, la partecipazione alle nostre iniziative e i risultati della raccolta del 5×1000 ci riempiono il cuore di gioia – ha aggiunto – e noi dobbiamo ripagare questa fiducia”. Poi ha citato il successo della edizione 2017 della Partita del Cuore, “che ha fatto registrare per la terza volta consecutiva il tutto esaurito allo Juventus Stadium”, e ha manifestato la volontà di organizzarla nuovamente nel 2019. La Presidente ha concluso rivolgendo un grazie a quanti lavorano all’ Istituto di Candiolo, persone che non solo hanno “indiscutibili competenze, ma anche forti valori umani “.
DONAZIONI E 5×1000  
Un quadro dei risultati economici conseguiti dalla Fondazione è stato tracciato dal Direttore, Gianmarco Sala: “Nel 2017, grazie al decisivo contributo di oltre 100mila sostenitori, la raccolta fondi ha superato i 22 milioni di euro – ha sottolineato – in linea con i risultati degli ultimi anni. Significativo il dato del 5×1000, riguardante la denuncia dei redditi del 2016: le firme espresse a nostro favore sono state infatti 265.662, con un aumento importante rispetto al 2015. La Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro risulta essere la quarta organizzazione per numero di scelte a livello nazionale, un risultato molto rilevante se si pensa che la nostra campagna di promozione del 5×1000 si limita esclusivamente alla nostra Regione, a testimonianza di quanto i Piemontesi abbiano fiducia in Candiolo. Quello che ci gratifica in modo particolare è la crescita del numero di firme dal 2006 – quando i sottoscrittori furono quasi 116 mila – ad oggi: sono più che raddoppiate. Nel 2017 per ogni euro raccolto circa 91 centesimi sono stati destinati alle attività di ricerca e cura del nostro Istituto. I nostri donatori sono al centro: la trasparenza nei confronti di chi ci sostiene viene prima di tutto”.
LA RICERCA
Il Direttore Scientifico, Anna Sapino, ha ricordato i numeri della ricerca, che impiega 310 persone nei 40 laboratori e nelle unità: “Nel 2017 – ha affermato – sono stati pubblicati 127 lavori e sono state 5.678 le citazioni delle pubblicazioni scientifiche, con una crescita costante. Collaboriamo con l’Università di Torino, a Candiolo c’ è una delle sedi del Dipartimento di Oncologia della Scuola di Medicina che è presente con 26 docenti e più di 100 giovani ricercatori”. “Abbiano in corso 18 studi clinici su pazienti – ha aggiunto – e partecipiamo al Piano nazionale di ricerca sanitaria 2017-2020 del Ministero della Salute”. La Fondazione ha destinato alla ricerca circa 5 milioni di euro e finanzia tre progetti triennali. : “Nelle scorse settimane – ha sottolineato la professoressa Sapino – Candiolo è stato l’ unico istituto italiano ad avere visto premiati due progetti di studio dal programma settennale dell’ Airc, che ha stanziato complessivamente ben 100 milioni di euro. Il primo progetto è coordinato dal Professor Alberto Bardelli e riguarda il cancro del colon retto, uno dei cinque “big killer”, secondo per incidenza in Italia e nel mondo. Il secondo ha per oggetto i cosiddetti “Cup”, Cancer of unknown primary, i temibili tumori di origine sconosciuta, ed è coordinato dal Professor Paolo Comoglio. Si tratta di due ambiti di studio in cui l’Istituto di Candiolo ha competenze di assoluto rilievo internazionale”.
L’ ATTIVITA’ DI ASSISTENZA CLINICA
L ‘ Istituto di Candiolo, che fa parte della Rete Oncologica della Regione Piemonte, l’anno scorso ha fornito 1 milione e 225 mila prestazioni ambulatoriali; gli accessi al day hospital sono stati quasi 32 mila e i pazienti ricoverati 6.268. Sono attivi 140 protocolli e studi sperimentali. L’ Istituto è una delle strutture sanitarie più importanti d’ Italia per il numero dei pazienti assistiti per tumore della mammella (5.000) e per sarcoma (600). Nell’ attività clinica sono coinvolti 413 operatori.Il professor Massimo Aglietta, Direttore della Divisione di Oncologia Medica, ha sottolineato che il punto di forza di Candiolo è “il passaggio di informazioni sperimentali precliniche direttamente all’ attività clinica, grazie alla costante interazione tra i diversi settori”. Questa interconnessione ha consentito, ad esempio, di creare in Istituto la raccolta di tessuti tumorali vitali del colon retto più grande al mondo. Tessuti che, una volta prelevati dal paziente, vengono col suo consenso messi in condizione di continuare a vivere e crescere in sistemi sperimentali per sviluppare programmi scientifici e procedere sulla strada della medicina di precisione.
(nelle foto: Allegra Agnelli e Nino Boeti, presidente del Consiglio regionale)
 
La Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro nasce nel 1986 per realizzare un centro per la ricerca e la cura del cancro in Piemonte, l’Istituto di Candiolo, polo oncologico di eccellenza in grado di assicurare ai pazienti il ciclo completo di trattamento diagnostico e terapeutico e di offrire loro l’accesso a strumentazioni e dotazioni tecnologiche più all’avanguardia oggi disponibili. Oltre alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, che svolge attività di fundraising finalizzate allo sviluppo del Centro e all’aggiornamento continuo del suo patrimonio strumentale e tecnologico, in Istituto operano l’Università degli studi di Torino e la Fondazione del Piemonte per l’Oncologia, costituita dalla Regione Piemonte e dalla stessa FPRC ONLUS, per gestire le attività cliniche assistenziali, attraverso l’erogazione di prestazioni sanitarie sia in regime di S.S.N. che di libera professione, e per svolgere attività di ricerca clinica e traslazionale, in coordinamento con gli altri due Enti. L’Istituto di Candiolo è l’unico esempio in Italia di centro di ricerca e cura realizzato senza l’intervento dello Stato o di enti pubblici, ma esclusivamente attraverso la diffusa e solidale partecipazione di oltre un milione di donazioni di privati, enti, istituzioni, imprese e fondazioni bancarie piemontesi. Esso dunque è stato realizzato e finanziato dalla FPRC ONLUS, ma è stato voluto dai cittadini del Piemonte.

Sei aziende pronte a crescere

Sono sei le aziende italiane selezionate da EndeavorX, il programma ideato da Endeavor Italia e Fondazione CRT per supportare potenziali futuri imprenditori “ad alto impatto”: Teeser di Tommaso Lenzi; Cyber Dyne di Ernesto Mininno; MDOTM di Tommaso Migliore e Federico Mazzorin; Enerbrain di Giuseppe Giordano e Andrea Vassia; Oval Money di Claudio Bedino e Benedetta Arese Lucini; Homepal di Andrea Lacalamita, Fabio Marra e Monica Regazzi.


Già introdotto con successo in altri paesi tra cui Brasile e Grecia, il programma EndeavorX si rivolge agli imprenditori le cui aziende non hanno ancora raggiunto le dimensioni necessarie per superare il rigoroso processo di selezione del network internazionale di Endeavor (e.g. fatturato annuale tra i 500.000 e 1 milione di euro), ma che dimostrano di avere il potenziale per giocare, in futuro, un ruolo di primo piano nell’ecosistema imprenditoriale locale e internazionale. Gli imprenditori selezionati per il programma di EndeavorX intraprenderanno un percorso di sei mesi che include mentorship, eventi di networking e workshop in OGR e contatti con alcuni investitori della rete Endeavor. In questo modo potranno accelerare la crescita dell’azienda e prepararsi ad affrontare gli ulteriori step di selezione previsti dal modello Endeavor, che si conclude all’International Selection Panel (ISP) con la valutazione finale da parte di un panel internazionale di venture capitalist e imprenditori di successo.

“EndeavorX è una grande opportunità per gli imprenditori che, pur provenendo da piccole realtà, dimostrano di poter crescere e svilupparsi, seguendo un programma che li porti a prepararsi al processo di selezione di Endeavor”, spiega Raffaele Mauro, Managing Director di Endeavor Italia. “Le aziende che parteciperanno al programma operano in settori diversi, dal retail di Teeser ai servizi finanziari di Oval Money: con EndeavorX ci impegniamo a valorizzare e a rappresentare tutti gli aspetti innovativi dell’economia italiana”. “Attraverso EndeavorX ribadiamo il nostro impegno a supportare gli imprenditori italiani che hanno le potenzialità per competere a livello globale. Il mio auspicio è che queste 6 imprese – una delle quali era già stata selezionata nel 2017 da Fondazione CRT per la progettualità innovativa nel campo dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale – possano avvalersi delle OGR come piattaforma per la loro crescita”, afferma Massimo Lapucci, Direttore Generale OGR e Segretario Generale della Fondazione CRT.

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Chi sono gli imprenditori di EndeavorX

I partecipanti a EndeavorX sono stati scelti tra i 12 candidati identificati dal team di Endeavor Italia con il supporto di B Heroes ed EY nel corso del Selection Day, che si è tenuto il 23 maggio presso le Officine Grandi Riparazioni (OGR) di Torino.Tommaso Lenzi è CEO di Teeser, il primo social commerce che consente a creativi e brand di progettare le proprie t-shirt, promuoverle sui social media e distribuirle sulla piattaforma online. In soli 2 anni, Teeser ha collezionato oltre un milione di creazioni e più di 330.000 utenti registrati.Tramite la piattaforma KIMEME basata su cloud, Cyber Dyne guidata da Ernesto Mininno utilizza l’intelligenza artificiale per aiutare le aziende a ottimizzare e automatizzare i loro processi a livello industriale.Giuseppe Giordano (CEO e co-founder) e Andrea Vassia (General Counsel) sono gli imprenditori di Enerbrain, l’azienda nata e cresciuta a Torino che è in grado di trasformare gli edifici in “smart buildings” grazie ad un’innovativa soluzione di retrofit energetico IoT. Enerbrain ha vinto nel 2017 la call “Innova con CRT” lanciata da Fondazione Sviluppo e Crescita CRT. Nel programma entrano anche Tommaso Migliore e Federico Mazzorin, i due fondatori di MDOTM, società di ricerca di investimento quantitativa abilitata per la tecnologia, che applica tecniche di intelligenza artificiale, apprendimento automatico e analisi statistiche avanzate a dati finanziari su larga scala, per sviluppare strategie di investimento di successo basate sul computer per i mercati finanziari globali.Andrea Lacalamita, Fabio Marra e Monica Regazzi sono gli imprenditori che hanno fondato Homepal, la piattaforma che sta rivoluzionando il settore del real estate mettendo in contatto direttamente venditori e acquirenti senza intermediari immobiliari.Con Oval Money entrano in EndeavorX i founder Claudio Bedino e Benedetta Arese Lucini che hanno sviluppato la piattaforma e app che ha l’obiettivo di inclusione alla finanza e di incentivo all’investimento.

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About Endeavor Italia

Endeavor Italia nasce nel 2016 grazie a una rete locale di donatori e fa parte di Endeavor Global, l’organizzazione non-profit che dal 1997 supporta imprenditori ad “alto potenziale” nell’accesso a talento, mercati e capitali su scala globale attraverso il proprio network. Ad oggi Endeavor ha selezionato oltre 1.658 imprenditori in 30 paesi che hanno generato 700.000 posti di lavoro per un fatturato complessivo, nel solo 2016, di 10 miliardi di dollari.
www.endeavoritaly.org

Salone del Libro: ricollocati i lavoratori

Quale sarà il futuro del Salone del libro e quali sono le intenzioni della Giunta regionale nei confronti dei dipendenti e dei fornitori in attesa di essere pagati? A domandarlo, in un’interrogazione a risposta immediata, è stato il consigliere di FI Andrea Tronzano, che ha ricordato come al tavolo di crisi del 25 giugno scorso sia stata proposta la sospensione dei contratti in essere e dei relativi stipendi, mentre ad oggi non esiste una proposta chiara e realizzabile sulla gestione del Salone del libro.

“Regione Piemonte e Comune di Torino, pur in una situazione molto complicata dal punto di vista procedurale e normativo, continuano a lavorare per trovare una soluzione per la ricollocazione dei dipendenti dell’ex Fondazione Salone del libro”, ha dichiarato l’assessora alla Cultura, Antonella Parigi. “Fermo restando la volontà di arrivare alla collocazione definitiva di tutti i 12 lavoratori attraverso procedure di evidenza pubblica, per contenere il disagio dei lavoratori attualmente sospesi si è individuato un percorso che ha già definito alcune possibilità di reimpiego transitorio, e altre se ne cercheranno nei prossimi giorni, con l’obiettivo di dare risposta a tutti e 12 i lavoratori”. È stato inoltre spiegato che l’apertura della procedura di liquidazione generale della Fondazione per il libro, dichiarata il 10 maggio 2018, comporta la cristallizzazione dei debiti e dei crediti alla data di apertura della procedura stessa, crediti che dovranno essere insinuati da lavoratori e creditori a stato passivo. Il Commissario liquidatore sta procedendo a trasmettere tutta la documentazione necessaria alle rendicontazioni ai diversi enti per poter incassare al più presto possibile tutti i crediti della Fondazione e avere una situazione definitiva dell’attivo disponibile. Durante il question time è stata data risposta anche all’interrogazione di Giuseppe Policaro (FdI) sul censimento di residenti e insediamenti dei campi rom, di Stefania Batzella (Mli) sul dosaggio dell’emoglobina glicata dal laboratorio unificato di Susa-Rivoli-Pinerolo al laboratorio dell’ospedale Mauriziano, di GianLuca Vignale (Mns) sul numero di lavoratori in quiescenza nella sanità regionale, di Roberto Ravello (FdI) sulle reali spese per il “Bocuse d’Or”, di Davide Bono (M5s) sull’accorpamento del Centro Demetra con il servizio di psicologia clinica e oncologica, di Gianpaolo Andrissi (M5s) sulla verifica delle modalità di attuazione dei tavoli fra Atc e Comuni per la gestione del pagamento di canoni e spese non effettuati, di Marco Grimaldi (Leu) sul ricorso al Tar e la presa in servizio del primario di ostetricia e ginecologia, di Silvana Accossato (Leu) sulle problematiche inerenti alla situazione contrattuale dei borsisti dell’istituto zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, di Walter Ottria (Leu) sulla piena operatività dello sportello dell’Agenzia delle entrate presso il Comune di Ovada e di Francesco Graglia (FI) sull’attuazione dell’ordine del giorno relativo alla transazione della vertenza relativa al polo sanitario di Fossano.

Come saranno i supermercati di domani?

Il mondo sta cambiando, i gusti dei consumatori si evolvono, seguono le mode, variano da paese a paese; Il commercio si evolve rapidamente e bisogna saper leggere il cambiamento, studiare le abitudini di consumo e trovare nuove soluzioni

C’è un laboratorio a Trofarello, alle porte di Torino, dove, da oltre 40 anni, ogni giorno si studiano, sperimentano, progettano e realizzano i negozi del futuro: Cean. Cean è una vera e propria factory, dove ogni divisione collabora con le altre per trovare nuove soluzioni di business, sfruttare la tecnologia per rendere migliore l’esperienza dei consumatori nei punti vendita, per aumentare le vendite, suggerire cambiamenti strategici…Il quartier generale – 40 dipendenti con un’età media di 35 anni – è un enorme capannone industriale e qui arrivano, non solo le grandi insegne italiane, da Carrefour a Conad, da Crai a PAM, ma persino imprenditori dalla Cina per realizzare i concept del futuro.Creatività, professionalità e operatività per raggiungere sempre il miglior risultato, è questo che ha permesso a Cean di diventare un punto di riferimento per le più importanti catene e per tanti imprenditori del Food, italiani e stranieri.