Lunedì 12 febbario dalle ore 14,30 alle ore 17, presso l’Aula Magna della Clinica neurologica dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (via Cherasco 15), in occasione della Giornata mondiale dell’Epilessia, si terrà un incontro con gli epilettologi aperto a medici, sanitari e pubblico sulla patologia, organizzato dal professor Paolo Benna e dalla dottoressa Elisa Montalenti del Centro Epilessia dei Dipartimento di Neuroscienze con il patrocinio della Lega Italiana contro l’Epilessia.
La giornata del 10 febbraio è dedicata al ricordo del dramma degli italiani delle Venezie e della Dalmazia. Le foibe e l’esodo dall’Istria e dalla Dalmazia sono una ferita sulla quale nel nostro Paese è stata a lungo stesa una cortina di silenzio. Da tempo ormai la parola foiba non descrive più semplicemente il territorio del Carso triestino e giuliano ma è diventata l’atroce, simbolo di una tragedia che si è consumata sul confine orientale e che ha come sfondo la seconda guerra mondiale, il fascismo di frontiera, il totalitarismo titino. Migliaia di italiani uccisi dall’esercito di liberazione iugoslavo e gettati nelle foibe, cavità naturali il cui nome, mutuato dal dialetto giuliano, deriva dal latino fovea, cioè fossa, cava. In due momenti, durante il conflitto e nell’immediato dopoguerra. le foibe furono il palcoscenico di esecuzioni sommarie quando i partigiani del maresciallo Tito vi gettarono migliaia di persone colpevoli di essere italiane, fasciste o contrarie al regime comunista.
Da questi massacri deriva il termine infoibare. E poi circa 350.000 italiani costretti, dopo il Trattato di pace che assegnò l’Istria alla Iugoslavia, ad abbandonare le terre delle origini con un tragico esodo, disperdendosi nel mondo. Il Giorno del ricordo va considerato come un segnale di ulteriore pacificazione e di riconciliazione dell’Italia repubblicana. Si è trattato, è vero, di una tragedia a lungo rimossa ma ricordarla rende tutti più forti e credibili nella difesa e nell’affermazione dei valori fondamentali sui quali è nata e si è costruita la Repubblica: libertà, tolleranza, convivenza pacifica, rispetto della dignità umana e della persona. Nessuna violenza che mortifichi quei valori può essere giustificata, neanche come risposta a violenze
subite. Nessuno può negare che il fascismo, con l’occupazione militare italiana, abbia usato il pugno duro contro le popolazioni istriane, in una dolorosa catena di soprusi, misfatti e violenze. Le ritorsioni, a loro volta terribili e disumane, sommarono dolore e violenza a violenza e dolore. Gli studiosi sono ancora alla ricerca di documenti, di dati e non vi sono conclusioni condivise sulle ragioni della ferocia dei combattenti di Tito, ma non vi è dubbio che quella fu una tragedia con tante facce. Le foibe furono il prodotto di odi diversi : l’odio etnico, nazionale, ideologico.
Secondo alcuni storici si trattò di un fenomeno dovuto sia alla politica di italianizzazione forzata da parte del fascismo, che mirava all’annullamento dell’identità nazionale delle comunità slovene e croate, sia alla politica espansionistica di Tito per annettersi Trieste e il goriziano. Lo storico Gianni Oliva sostiene che “affinché al tavolo delle trattative di pace venisse riconosciuta la sovranità di Belgrado sul territorio giuliano, occorreva che nessuna forma di opposizione contrastasse l’annessione. E dunque bisognava contrastare i movimenti antiannessionistici anche con l’eliminazione fisica di tutti coloro, fascisti o antifascisti, fossero in grado di organizzare e dirigere quei movimenti“. La lunga notte della guerra fredda ha impedito per troppo tempo una lettura meno ideologica di quelle vicende. Ora quella contrapposizione frontale è, almeno per quanto ci riguarda, alle spalle. È possibile una
elaborazione condivisa che consenta analisi più serene e obiettive? Non è cosa facile ma è altrettanto necessaria. Come dichiarò Carlo Azeglio Ciampi, e sottolineò poi Giorgio Napolitano “la tragedia delle foibe fa parte della memoria di tutti gli italiani“. Fa parte della storia del Paese. Ristabilire il dovuto riconoscimento di quelle vicende tragiche e dolorose è necessario per la
costruzione di un’Europa poggiata su basi di condivisione che rendano più estesi e radicati i valori fondamentali della convivenza tra diversi, del multiculturalismo, del pluralismo etnico e religioso. Claudio Magris, con lucida efficacia , scrisse “..sulle frontiere si sono da sempre scatenate e si scatenano le passioni scioviniste più furibonde, con il loro bagaglio di violenze, provocatrici a loro volta di cieche vendette foriere anch’esse di feroci rappresaglie“. Gli storici hanno il compito di continuare a ricercare documenti e testimonianze per portare alla luce fatti ed eventi, che aggiungano ulteriori pezzi alla verità storica. A tutti gli altri, a partire da chi ha delle responsabilità pubbliche, rimane il dovere di creare una memoria critica e solidale, di creare le condizioni per una verità civile e condiviso, secondo un ordine di valori che condannino ogni forma di totalitarismo, razzismo e nazionalismo sciovinista.
Marco Travaglini
I robot Comau per Industria 4.0

Comau è stata protagonista dell’evento “Piano Impresa 4.0 – Innovazione e competenze” che si è svolto a Torino, presso le Officine Grandi Riparazioni (OGR). Per l’occasione, la sala “Fucine” è stata allestita con i robot Comau, tra i quali i collaborativi AURA, in grado di cooperare con l’uomo in condizioni di sicurezza, ed e.DO, innovativo braccio robotico modulare e open-source, sviluppato con finalità didattiche. Comau, società del Gruppo FCA, è leader nel settore dell’automazione industriale e della robotica, a livello globale. La presenza dei robot e delle tecnologie dell’azienda in questa importante occasione per l’industria italiana, testimonia il ruolo di protagonista che Comau svolge nel settore dell’automazione industriale, in Italia e nel mondo. Grazie a un’esperienza di 45 anni e alla costante attenzione all’innovazione, Comau conferma il proprio impegno nello sviluppo di nuove tecnologie per l’automazione di fabbrica e la trasformazione digitale delle imprese.
Un progetto di collaborazione tra l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino e l’ASL TO4 per il supporto all’attività clinica nell’ambito della Pediatria e Neonatologia del Presidio Ospedaliero di Ivrea. E’ questo l’oggetto di una Convenzione tra le due Aziende che prevede, da parte dell’AOU Città della Salute e della Scienza, l’impegno a mettere a disposizione dell’ASL TO4 il personale medico afferente al Dipartimento di Pediatria e Specialità Pediatriche e al Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia per l’espletamento di prestazioni professionali di pediatria generale e specialistica e di neonatologia a favore dei piccoli pazienti seguiti dalla Pediatria e Neonatologia di Ivrea. La Convenzione copre il periodo dal 22 gennaio al 30 giugno. Il Commissario dell’AOU Città della Salute di Torino, avvocato Gian Paolo Zanetta, commenta: “Siamo molto soddisfatti di questo accordo di collaborazione, che in modo innovativo apre nuove strade per sopperire a carenze di alcune specialità mediche sul territorio. Abbiamo seguito gli input della Regione ed ora siamo pronti a dare una mano all’ASL TO4, che ci ha chiesto un aiuto nei campi della Pediatria e della Neonatologia. Tutto ciò segue un discorso di collaborazione, di reciproco aiuto e di rete per far sì che la Sanità in Piemonte migliori sempre più per il bene dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. Inoltre sarà un ottimo viatico per la crescita professionale dei nostri professionisti”. “La carenza di medici pediatri nell’ambito della Pediatria di Ivrea – riferisce il Direttore Generale dell’ASL TO4, dottor
Lorenzo Ardissone – non poteva essere sanata con un concorso perché sul mercato del lavoro non vi sono pediatri disponibili. Abbiamo pensato a una soluzione diversa, che abbiamo potuto realizzare grazie alla disponibilità dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza. Insieme abbiamo compiuto un grosso sforzo e aperto un percorso del tutto nuovo, dando vita a una partnership che rappresenta un esempio della collaborazione tra Aziende richiesta dalla Regione Piemonte a vantaggio dell’omogeneità del servizio sanitario offerto ai cittadini”. “Da parte nostra – aggiunge il dottor Ardissone – credo che questo progetto testimoni quanto sia forte e determinata la nostra attenzione per la qualità dei servizi pediatrici del Presidio di Ivrea. E’ poi nostra intenzione procedere con un concorso verso il prossimo mese di luglio, quando dalla Scuola di specialità
usciranno i nuovi pediatri”. Le prestazioni professionali sono effettuate dagli specialisti dell’AOU Città della Salute in regime di libera professione intramuraria, quindi fuori orario di servizio per non pregiudicare l’attività del Dipartimento di appartenenza. E’ prevista la presenza di un medico pediatra del Presidio Ospedaliero Regina Margherita oppure di un medico neonatologo del Presidio Ospedaliero Sant’Anna nella fascia oraria 8.30-16 nei giorni feriali da lunedì a venerdì per le attività cliniche riconducibili rispettivamente all’area della pediatria generale e specialistica e all’area della neonatologia. Nell’ASL TO4, peraltro, è in corso di assegnazione la carenza di pediatria di libera scelta nell’ambito dell’area territoriale di Cuorgnè, che sarà presumibilmente assegnata a un pediatra ospedaliero.
Cia Piemonte a congresso
Assemblea elettiva regionale, venerdì 9 febbraio all’hotel NH Torino centro, all’insegna del ricambio generazionale. Lodovico Actis Perinetto non si ricandida, al suo posto il quarantenne Gabriele Carenini
Assemblea elettiva regionale all’insegna del ricambio generazionale, venerdì 9 febbraio, alla Cia – Agricoltori italiani del Piemonte. Il presidente uscente, Lodovico Actis Perinetto, socio fondatore dell’Organizzazione, ha deciso di non ricandidarsi per lasciare spazio ai giovani ed al suo posto si presenta l’attuale vice presidente Gabriele Carenini, 40 anni, sposato, con un figlio, imprenditore agricolo a Valmacca (Al), dove produce ortofrutta nell’azienda di famiglia rilevata nel 2004. La votazione avverrà nell’ambito del convegno “Agricoltura: innovare per un futuro sostenibile” all’hotel NH Torino centro, in corso Vittorio Emanuele II 104, a Torino, con apertura alle 9,30. Carenini è stato presidente dell’Associazione Giovani Imprenditori Agricoli (Agia) della provincia di Alessandria, presidente di Agia Piemonte e vicepresidente Agia nazionale. La sua attività in Cia è stata prevalentemente indirizzata ad agevolare il ricambio generazionale
attraverso l’inserimento dei giovani nel mondo agricolo, valorizzando i giovani imprenditori che già operano in agricoltura. Candidato alla vice presidenza è Alessandro Durando, 34 anni, presidente della Cia di Asti, titolare dell’azienda multifunzionale con annesso agriturismo “Terra d’origine”, in quel di Portacomaro (At). I delegati all’assemblea regionale, eletti nelle assemblee provinciali ed interprovinciali, saranno chiamati, oltre che a rinnovare la governance dell’Organizzazione, anche e soprattutto a definire le strategie ed i programmi di Cia Piemonte per il futuro. Cia Piemonte rappresenta oltre il 20 per cento delle aziende agricole della regione. In provincia di Torino è il primo sindacato agricolo per numero di aziende agricole datoriali associate. Nel Cuneese ha una presenza prioritaria nel settore vitivinicolo, mentre nel Biellese e nel Verbano-Cusio-Ossola è fortemente rappresentativa delle aziende montane.
VENERDI’ 16 FEBBRAIO 2018 ore 18
L’ANTISEMITISMO OGGI
Venerdì 16 febbraio alle ore 18 nella sede della Fondazione Camis De Fonseca (Via Pietro Micca, 15, scala A), Alberto GIANNONI giornalista e Davide ROMANO, portavoce della Comunità ebraica di Milano, discuteranno sul tema “ANTISEMITISMO E ANTI-ISRAELISMO: È ORA DI FARE I CONTI CON QUANTO STA SUCCEDENDO IN ITALIA”,prendendo spunto dal loro libro “LE RETI DEI NUOVI ANTISEMITI”, edito da Il Giornale. Non importa se siamo cristiani, atei o musulmani. Un fatto è certo: gli ebrei sono un termometro, e misurano la febbre della società in cui vivono. Se gli ebrei soffrono, la libertà di religione e di pensiero è in pericolo per tutti e dobbiamo preoccuparci. È la storia a insegnarlo, e puntualmente: da Hitler a Stalin le cose sono andate così. Incontro organizzato in collaborazione con la Fondazione Camis De Fonseca.
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LUNEDI’ 26 FEBBRAIO 2018 ore 18
“DIECI COSE DA SAPERE SULL’ECONOMIA ITALIANA
PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI”
di Alan FRIEDMAN
Lunedì 26 febbraio alle ore 18 al Centro Congressi dell’Unione Industriale (Via Vela, 17), Alan
FRIEDMAN presenterà il suo nuovo libro “DIECI COSE DA SAPERE SULL’ECONOMIA ITALIANA PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI”, edizioni Newton Compton. Avrò mai una pensione? L’Europa ci aiuta o ci danneggia? Chi paga il salvataggio delle banche? Capire come funziona l’economia è fondamentale se vogliamo comprendere i meccanismi che regolano i rapporti tra noi e lo Stato e prendere le giuste decisioni per la nostra famiglia e per il nostro futuro. Il libro di Alan Friedman è un libro scritto con un linguaggio comprensibile, lontano da quello degli addetti ai lavori, indispensabile per tutti coloro che non vogliono essere più strumentalizzati dagli imbonitori della politica. Numeri, cifre, e statistiche reali per rispondere con la verità dei fatti a chi promette facili soluzioni, per controbattere ai politici che lanciano proclami e mentono su questioni importantissime: perché l’Italia non cresce più? Perché non crea più posti di lavoro? Perché gli italiani sono i più tassati d’Europa? Di quale politico italiano ci si può fidare di più?
Prenotazione obbligatoria al 3488134847 anche con sms, bisogna però affrettarsi perchè i posti disponibili stanno terminando!
Centro “Pannunzio” – via Maria Vittoria 35H, 10123 Torino
Nel corso degli ultimi quindici anni, l’incidenza degli stati dell’Europa orientale sulle politiche comunitarie è progressivamente divenuta maggiore e, su molti temi, divergente dagli indirizzi politici della Commissione e del Parlamento europeo. Nonostante questa situazione, intese e gemellaggi tra Comuni dell’Europa occidentale e orientale continuano a essere stipulati, anche sostenuti da programmi di cooperazione internazionale, favorendo contatti tra istituzioni e popolazioni.. In che misura, allora, le azioni di cooperazione economica, sociale e culturale favorite da gemellaggi possono contribuire a elevare il senso di comprensione e di solidarietà tra le popolazioni e recuperare il senso originario della volontà di ritorno all’Europa? Come si possono sostenere i numerosi gemellaggi tra Comuni del Piemonte e omologhi dell’Europa orientale con programmi comunitari che ne garantiscano lo sviluppo? Strutturato in due sessioni (mattino, ore 9.30 – 13; pomeriggio ore 14.30 -17), il Convegno intende partire da un’analisi storico-politica del tema per rilanciare i gemellaggi, quale strumento di scambio con i Comuni dell’Europa centrale e orientale in una prospettiva di concreta integrazione.
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Convegno promosso dalla Federazione piemontese dell’AICCRE, in collaborazione con la Regione Piemonte e la Città di Nichelino
Lunedì 12 febbraio 2018
ore 9.30 – 17
Palazzo Comunale, Sala Mattei
p.zza G. Di Vittorio 1 – Nichelino
Darwin Non-Extinction Day
Letture, musica e video per la conservazione della natura. Sala Mostre Regione Piemonte, Piazza Castello 165
Mercoledì 14 febbraio 2018, in occasione dell’ultimo giorno di apertura della mostra ESTINZIONIbiodiversita’ dei vertebrati in allarme rosso, il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino (MRSN) propone una celebrazione del grande evoluzionista nell’ambito del DNE “Darwin Non-Extinction Day”. Dalle ore 15 alle 19 lo zoologo e co-curatore della mostra Franco Andreone presenterà ospiti e letture sul tema“estinzioni, estinti e estinguendi”, a cura di ricercatori, professori naturalisti, e non solo. In tanti, infatti, hanno accolto l’invito a partecipare all’evento e a leggere e commentare brani tratti da testi che affrontano il problema della perdita di biodiversità. Le letture saranno per l’occasione intercalate dalle canzoni di Olga del Madagascar, cantante etnoambientalista che ha fatto della conservazione della natura del suo fantastico paese in pericolo una vera missione. Saranno inoltre proiettati dei cortometraggi a cura di CinemAmbiente. L’esposizione, data la notevole affluenza di pubblico, ha dimostrato chiaramente come la popolazione torinese sia straordinariamente legata al suo Museo naturalistico e come l’argomento trattato sia assolutamente attuale in un’ epoca di cambiamenti climatici e di perdita di ricchezza biologica. Al termine dell’esposizione gli allestimenti e i preziosi reperti scientifici ritorneranno nella sede storica del Museo Regionale di Scienze Naturali di via Giolitti 36, in attesa che riapra al più presto.
Evento: Darwin Non Extinction Day
Periodo: Mercoledì 14 febbraio
Sede: Sala Mostre Regione Piemonte – Piazza Castello 165
Orari: dalle 15 alle 19
Ingresso libero
Informazioni: www.mrsntorino.it
Meno luci per rispettare l’ambiente
I Comuni con più di 30 mila abitanti e, facoltativamente, quelli con popolazione inferiore dovranno dotarsi, per i nuovi impianti di illuminazione, di piani per ridurre l’inquinamento luminoso ottico e migliorarne l’efficienza.
È quanto contenuto nelle nuove norme approvate a larga maggioranza, con l’astensione del gruppo Mns, in Consiglio regionale. Il testo modifica la vecchia legge del 2000 e vuole prevenire danni di diversa natura: ambientali, culturali ed economici. “Tra le finalità della legge c’è una particolare attenzione agli equilibri ecologici di fauna e flora e alla tutela del paesaggio notturno”, ha spiegato il vicepresidente del Consiglio, Nino Boeti, primo firmatario del testo. “Non è una legge che aggiunge burocrazia – ha proseguito, rispondendo alle critiche di Mns e Forza Italia – non è retroattiva e non si applica agli impianti già esistenti. Le città non saranno più buie, ma desideriamo che le nostre città abbiano un’illuminazione migliore”. In particolare, l’articolo 10 vieta i fasci di luce fissi e roteanti e altri tipi di luci che puntano verso l’alto. La legge è frutto di un confronto con associazioni di categoria e operatori tecnici del settore, che hanno contribuito a scrivere alcuni emendamenti tecnici approvati dall’Aula. Sono inoltre previste delle multe per il mancato rispetto dei divieti, con inasprimento delle cifre in caso siano interessate aree ad elevata sensibilità.