IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
La “Repubblica “ha pubblicato un’intervista a Papa Francesco a firma di Eugenio Scalfari, il vegliardo fondatore ricevuto per la quinta volta, in occasione della Pasqua, dal Pontefice che è molto attento verso i giovani ed altrettanto caritatevole verso gli anziani. Il Papa del laicismo italiano ricevuto dal Papa dei cattolici è già di per sè una notizia. L’Ufficio stampa vaticano ha smentito che si trattasse di un’intervista e ha smentito i virgolettati del Papa scritti da Scalfari.

E’ la solita vecchia, vecchissima minestra giornalistica, quella di attribuire con le virgolette
una conversazione informale, spesso e volentieri deformandola, con la scusa di sintetizzarla. Uno dei vizi più inaccettabili del giornalismo in generale e di quello di “Repubblica” in particolare. Una delle cause che portano i lettori a dileguarsi, non trovando più attendibile il loro giornale.”Repubblica” è in caduta libera.I lettori l’hanno abbandonata anche perché si trattò nei periodi d’oro di un quotidiano-partito da sventolare come una bandiera di appartenenza. La direzione di Calabresi ha ancora peggiorato la situazione fino a renderla drammatica.
La gente non legge più la carta stampata e soprattutto certi giornali. La categoria giornalistica appare sempre meno adeguata al suo compito primario che è quello di informare e non di sentenziare o di stravolgere la verità. Anche i giornalisti televisivi non sono molto meglio. Basta ascoltare” La 7″ che invita sempre gli stessi ,per rendersi conto della povertà assoluta che caratterizza il giornalismo italiano,a partire dal suo patriarca ultra- novantenne. Non sono tanto le nuove tecnologie a mettere in crisi il giornalismo,ma la non credibilità di chi scrive. Morto Montanelli non c’è più stato un giornalista del suo livello e i giovani rampanti che si esibiscono in televisione rivelano una supponenza pari alla loro impreparazione e alla banalità del loro modo di esprimersi. In fondo, potremmo dire, la scuola di Scalfari sta esprimendo ciò che ha creato in questi decenni. Lo scrupolo per la notizia e per la verifica della notizia sono diventati un optional.Anche le parole del Papa sono riportate in modo approssimativo. Ma neppure questa è una notizia perché il Patriarca, ormai, è abituato ad esternazioni televisive che potremmo definire divertenti, per non considerarle leggermente penose.
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(foto: il Torinese)



In cinque anni imprese più veloci di 11 giorni a pagare i fornitori. Protesti ai minimi . Ancora ritardi in alcuni settori e nelle regioni del Centro-Sud. Piemonte ottava regione più virtuosa nei ritardi gravi, il 5,8% delle aziende ha pagato dopo 60 giorni
La copertura vaccinale in Piemonte ha raggiunto l’obiettivo del 95 per cento, la soglia di sicurezza raccomandata dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Durante il breve dibattito che si è svolto nell’Aula del Consiglio regionale,
differimento delle stesse”.
sorpreso dai toni enfatici su un tema che pensavamo già definito. Si tartta della responsabilità in tema di politiche della salute. In certe cose il buon senso non funziona, è compito delle politiche della salute occuparsi anche della prevenzione. Non buttiamo fuori nessuno, è un percorso iniziato un anno fa, è sufficiente fissare un appuntamento per le vaccinazioni”. Nella pausa della seduta d’Aula l’assessore Pentenero e il vicepresidente del consiglio regionale Nino Boeti hanno ricevuto una delegazione di genitori del Coordinamento per la libertà di scelta che, dopo aver manifestato davanti a Palazzo Lascaris, ha esposto le loro ragioni: “Noi genitori siamo pieni di dubbi, troviamo molte contraddizioni, vorremmo solo avere la possibilità di fare chiarezza. Chiediamo che le famiglie possano dialogare direttamente con le Asl, senza mettere di mezzo le istituzioni scolastiche. La legge dice che questo primo anno è transitorio ma parla di procedimento amministrativo e di allontanamento dalla scuola. Siamo pronti a denunciare i dirigenti scolastici che escluderanno i bambini dalle scuole, tutto è frutto di una interpretazione errata della legge”.
attraverso algoritmi che si svilupperanno seguendo tre grandi filoni di ricerca: quello riguardante i modelli statistici, i Data Analytics, che prevedono un processo di raccolta e analisi di grandi volumi di dati per estrarre informazioni nascoste e il Machine Learning, l’apprendimento automatico; il secondo riguarda invece la Feature Extraction e la Image Processing for Computer Vision, che lavora su funzioni di elaborazione di immagini e, in un secondo momento, permette al macchinario di prendere “decisioni” in base all’immagine elaborata; ed infine il terzo filone di ricerca riguarderà il Fog Computing e Opportunistic Networking, utili a distribuire senza soluzione di continuità risorse e servizi di calcolo, immagazzinamento di dati, controllo e funzionalità di rete sull’infrastruttura che connette il Cloud all’Internet of Things (IoT). L’esperienza pluridecennale di Tierra nella telematica offre un’opportunità unica di testare questi sistemi per una grande varietà di dispositivi, con milioni di unità già rilasciate in tutto il mondo. Oltre alla collaborazione sul piano della ricerca, dalla partnership nasce anche una possibilità sul piano dell’impiego lavorativo: è prevista infatti la possibilità di attivare progetti di tesi e tirocini in azienda su argomenti inerenti l’accordo. “La collaborazione con Tierra Spa è estremamente interessante per il nostro Ateneo, tanto che l’azienda ha deciso di portare a Torino il suo nuovo centro di ricerca, grazie al quale sicuramente avremo modo di condurre nuovi progetti comuni”, dichiara Emilio Paolucci, Vice Rettore al Trasferimento Tecnologico del Politecnico di Torino.
ono oltre 12mila
nell’ultimo triennio: sempre più studenti residenti in altre regioni o all’estero scelgono di studiare nei nostri atenei (nel biennio magistrale sono quasi il 50 per cento). Ciò si traduce – come hanno spiegato i ricercatori dell’Osservatorio – in maggiori entrate per gli atenei e ricadute positive sul tessuto socio-economico.
Nel mondo siamo famosi come popolo di santi, navigatori, artisti e poeti, ma pure per mafia, spaghetti e mandolino. Soprattutto gli ultimi tre sono gli stereotipi con i quali all’estero si identifica l’Italia.
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Nella Sala Colonne di Palazzo Civico si è svolta la conferenza stampa che annuncia ufficialmente il via ai lavori del gruppo Sigit per creare a Mirafiori un polo di innovazione legato al mondo dell’industria plastica;
ultima generazione.
e un laboratorio per tutti dove sperimentare il futuro per la crescita economica e sociale della città e del nostro Paese.
Nasceranno un centro di ricerca sulla transizione energetica e un curriculum di dottorato congiunto sui modelli architettonici nel mondo globalizzato, insieme alla Shanghai Jiaotong University e alla Tsinghua University
Torino sia il partner coinvolto grazie a dieci anni di collaborazione tra i due atenei.