repubblica. Democristiano e, soprattutto, cuneese. Che per essere un buon amministratore pubblico non guasta mai. Notoriamente le fondazioni che controllano le banche sono normate da leggi pubbliche. Ed il comune si “sveglia” e versa soldi che il teatro Regio aspetta dal 2016. Come si sa anche il Comune ha i suoi problemi di bilancio. La coperta é corta: 1 milione e 600 mila. Boccata d’ ossigeno. Sempre meglio che niente, ma cifre molto distanti dai 25 milioni.
comune di Torino devono fare luce su quanto è accaduto. Conveniamo che sia un’ altra tegola su Chiara Appendino. Un po’ meno su Sergio Chiamparino, due volte sindaco e ora Presidente della Regione. Un totale di 14 anni ai vertici amministrativi. Ed almeno su ciò dovrebbero convergere gli interessi istituzionali. Non credo proprio di sbagliarmi se esigo chiarezza. In particolare sul perché ai privati cittadini ai singoli imprenditori si chiede, si esige, un determinato comportamento e poi, di fatto, si deroga verso chi amministra denaro pubblico.



*Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.
coinvolto , come accade ormai dal lontano 1981, centinaia di ragazze e ragazzi, decine di docenti, gli uffici del Consiglio regionale, gli esperti degli Istituti storici piemontesi. Anche in questa edizione sono stati tre i temi di ricerca: il 70° anniversario della Costituzione Italiana, entrata in vigore il 1 gennaio 1948 dopo 18 mesi di lavoro dai 556 costituenti eletti con il referendum del 2 giugno 1946 ( scelta dal 23,5% dei partecipanti) la guerra di Spagna che, dal 1936 al 1939, prefigurò il secondo conflitto mondiale, con il suo carattere di “guerra totale” (preferita dal 53,5% degli studenti) e infine, la lezione culturale e morale di don Lorenzo Milani , maestro della scuola di Barbiana, la piccola frazione di Vicchio, paesino toscano nella valle del
Mugello, divenuta famosa dopo la pubblicazione, nel maggio 1967, della rivoluzionaria “Lettera ad una professoressa” (indicata dal 23 % delle ragazze e dei ragazzi). I lavori pervenuti sono stati valutati da un’apposita commissione regionale, composta da docenti ed esperti di storia contemporanea degli Istituti storici del Piemonte.Questi ultimi hanno provveduto a selezionare gli elaborati, formulando la graduatoria di merito e individuando i 25 gruppi vincitori composti da 125studentesse e studenti. Questi ultimi hanno partecipato,accompagnati dai loro insegnanti, ai viaggi di studio che hanno avuto come mete Trieste (la Risiera di San Sabba , la Foiba di Basovizza e il sacrario di Redipuglia); l’Austria (i lager di Mauthausen e Gusen); la Germania con la visita al Museo della Resistenza tedesca di Berlino e ai campi di concentramento di Ravensbruck e
Sachsenhausen. Va ricordato come il Piemonte, oltre ad essere stata la prima regione in Italia a stabilire, con un’apposita e specifica legge – quarantadue anni fa, nel 1976 – l’istituzione di un comitato per la difesa e l’affermazione dei valori della Resistenza e della Costituzione, è stata anche tra le prime realtà a promuovere progetti di studio sulla storia contemporanea, coinvolgendo decine di migliaia di studenti medi piemontesi ed organizzando centinaia di viaggi nei luoghi della memoria. Un lavoro che non ha eguali, per qualità, diffusione,profondità nell’approccio ai temi della storia contemporanea. La scelta di allargare la platea dei partecipanti anche agli studenti dei Centri di Formazione, operata da tre anni a questa parte, ha consentito anche a queste ragazze e a questi ragazzi di usufruire di quest’opportunità

STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
identikit. Con qualcosa di più. Arriva da una storica famiglia di industriali del petrolio che oltre ad essere aderente all’Unione industriali era anomala perché si trattava di imprenditori “fiancheggiatori” del PCI. Oltre che industriale, frequentatore del gruppo di potere torinese della seconda repubblica. E Piero Fassino lo sceglie per questo delicato compito. Addirittura diventa amministratore unico.
Lubatti. Lui? Solo un esecutore. Ed i pentastellati (disciplinati ed ultimi vetero – comunisti) gli credono pure. Così avanti con i licenziamenti, ma lui non si tocca. Eppure i comuni dell area metropolitana, Regione e garante dei trasporti hanno ripetutamente chiesto alla sindachessa la sua rimozione. Anche, penso, per una questione di stile. Squadra che perde? Bisogna cambiare allenatore. Forse Appendino non ha alternative. Forse, ma è la stessa Appendino membro della commissione bilancio del Comune quando era all’opposizione. E che i conti non tornassero in GTT era di dominio pubblico. O forse aveva già le idee chiare: rivoltare tutto come un calzino era un modo di dire. Lei che arriva dal mondo confindustriale da dove arriva Walter Ceresa.



