ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 542

Quarant’anni di salute tra conquiste e nuove sfide

L’Italia ha il minor tasso di mortalità in Europa, merito anche del suo servizio sanitario universalistico, di cui quest’anno si celebrano i 40 anni. In occasione dell’anniversario dall’approvazione della legge 833, istitutiva del Servizio sanitario nazionale, il Consiglio e la Giunta regionali hanno organizzato nell’aula consiliare di Palazzo Lascaris un convegno. Con l’obiettivo di sottolineare l’importanza di una legge che ha realizzato un sistema sanitario equo e universale, accessibile a tutti indipendentemente dal reddito e dalla condizione sociale, ma per riflettere anche sulle criticità ancora aperte.

L’incontro è stato promosso dal Consiglio e dalla Giunta regionali del Piemonte con il supporto tecnico del Coripe ed è patrocinato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome. “Da quel 1978 il sistema sanitario è cresciuto, è diventato adulto nel tempo, ha conquistato il suo posto in Europa, si è specializzato unendo competenze tecnologiche ed umanità”, ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Nino Boeti in apertura dei lavori. “Rimangono però numerosi problemi aperti, fra cui le liste di attesa, la mancanza di specialisti, il problema forse più importante oggi, dato che, se si vuole mantenere il numero chiuso in medicina, bisogna però che tutti i ragazzi e le ragazze che si laureano abbiano la possibilità di accedere alla scuola di specializzazione, sia che si tratti della medicina di famiglia, sia delle varie branche della medicina e della chirurgia. E ancora le preoccupazioni sulla sostenibilità del sistema, le disuguaglianze, in un Paese, il nostro, che considera un diritto esigibile quello sanitario, e non altrettanto quello sociale, relativo per esempio all’assistenza domiciliare. L’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, ha affermato che “il modo migliore per celebrare questi 40 anni di Servizio sanitario nazionale è riflettere su quanto ancora la politica deve fare per superare le criticità, a partire dalla realizzazione di un sistema unico per il Paese, che risponda a criteri univoci per il paziente, investendo sulla rimodulazione dell’offerta sanitaria per garantire la cura delle cronicità, uno dei più grandi problemi aperti, insieme con la mancanza di personale”. Durante il convegno è stato sottolineato il problema del sottofinanziamento del settore, tenendo conto che la spesa pubblica e privata si ferma all’8,9% del Pil nazionale, un dato inferiore alla media europea, 9,6%, e lontano dai due Paesi al vertice, ossia Francia e Germania, oltre l’11%. Nonostante questo, l’Italia ha il tasso di mortalità più basso in Europa e un’aspettativa di vita a 30 anni che oscilla, con un lieve scarto in base alla condizione sociale, fra 49,7 e 53,4 anni, secondo i dati illustrati dal professor Giuseppe Costa, ordinario del Dipartimento di scienze cliniche e biologiche dell’Università di Torino. Guido Giustetto, Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, ha invece sottolineato l’alto grado di fiducia che i cittadini nutrono nei confronti dei medici del Servizio sanitario nazionale, e in particolare nei medici di famiglia, anche se i pazienti chiedono però loro più tempo a disposizione e una riduzione degli adempimenti burocratici.  “L’aspetto più importante della riforma del ’78 è stato quello della territorialità, perché le regioni sono diventate i garanti del sistema”, ha commentato Stelio Mangiameli, professore ordinario di Diritto costituzionale e direttore Issirfa-Cnr, mentre Nicola Magrini, segretario della Who list of essential medicines, Organizzazione mondiale della sanità, ha affermato che l’Oms apprezza i Paesi come l’Italia che possiedono un Servizio sanitario a copertura universale, dato che l’Organizzazione incoraggia l’adesione a un modello improntato al raggiungimento degli standard più elevati di salute per la popolazione.

Marchionne uomo e manager

Il libro parte dal suo arrivo a Torino

C’è il Marchionne manager, duro e risoluto, che non esita a scontrarsi con la Fiom e a sbattere la porta di Confindustria, ma c’è anche l’uomo che si commuove quando suona l’inno nazionale e sfilano i carabinieri in divisa e che, nonostante resti ancorato al suo motto “chi comanda è solo”, ha saputo trovare l’amore che gli ha cambiato la vita. Sono tanti i Marchionne che vengono raccontati da Luca Ponzi, caporedattore Rai oggi in Calabria che per anni ha seguito per Tg1 e Tg2 le vicende legate alla Fiat, nel libro “Sergio Marchionne, storia del manager che ha salvato la Fiat e conquistato la Chrysler”, edito da Rubbettino.

 

Quale Marchionne viene fuori dal suo libro?

Il libro parte dal suo arrivo a Torino, allora era un manager sconosciuto al grande pubblico e indossava ancora la cravatta. La Fiat era sull’orlo del baratro, cassetti vuoti, zero progetti, modelli vecchi, clienti sempre meno affezionati. Marchionne è riuscito a invertire la tendenza, ha giocato una vitale partita con General Motors, facendosi pagare un miliardo e mezzo di dollari per evitare le clausole di un contratto che obbligava gli americani a prendersi la Fiat in crisi, ha conquistato la Chrysler grazie a Obama senza tirar fuori un quattrino. Ha poi inventato una seconda vita per la Cinquecento, promosso ai vertici giovani manager, ma ha anche messo in garage lo storico marchio Lancia, uno dei più prestigiosi, tanto che ancora oggi nelle parate di Stato il Presidente della Repubblica è a bordo di una scintillante Flaminia, ha venduto il quotidiano La Stampa e spostato la sede legale del gruppo all’estero.

Il libro è ricco di aneddoti personali. Lei ha conosciuto Marchionne?

Si l’ho conosciuto personalmente, fin dal suo arrivo a Torino, quando amava mangiare in mensa con gli operai o si stupiva delle condizioni pessime dei servizi igienici nello stabilimento di Mirafiori. Per la Rai ho seguito trattative sindacali, spesso infinite, i saloni dell’auto di Ginevra, le innumerevoli presentazioni dei nuovi modelli. Marchionne c’era sempre e spesso forniva ai giornalisti una notizia ghiotta, un titolo. Conosceva alla perfezione i meccanismi della comunicazione.

Che idea si è fatto di Marchionne?

Un manager esigente, soprattutto nei confronti di sé stesso. Un manager votato al lavoro, stargli accanto non era facile. Nel libro c’è un capitolo – I Marchionne boys – dove si racconta dei giovani manager che furono scelti per risollevare la Fiat, le loro fatiche, il loro impegno.

Qual è oggi la sua eredità?

Se non ci fosse stato Marchionne non ci sarebbe in Italia una fabbrica di automobili, Quando lui arrivò, sono parole sue, la Fiat era “tecnicamente fallita”, oggi Fca ha annunciato cinque miliardi di investimenti, a partire dalla 500 elettrica a Mirafiori. Un uomo – Sergio Marchionne – che ha lasciato un segno indelebile non solo in Italia, che ha spronato molti giovani a guardare avanti e che amava ripetere, come è raccontato nel libro “E’ leader chi ha coraggio, sfida l’ovvio, segue strade non battute, rompe vecchi schemi e chiude con le abitudini consuete”.

 

 

Bonus e assunzioni per under 35 e 29

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

 

Chi assume giovani può beneficiare del bonus assunzioni, un’agevolazione che vuole contrastare il precariato garantendo degli incentivi alle imprese che intendono assumere con contratti stabili. Dal 2019 l’incentivo avrebbe interessato solo gli under 29, ma grazie al Decreto Dignità, potranno goderne anche i giovani che non hanno ancora compiuto i 35 anni. Con la proroga infatti, fino al 2020 le aziende interessate potranno beneficiare di un importante sgravio fiscale introdotto dalla Legge di Bilancio 2018. L’agevolazione permette alle imprese di fruire di una riduzione dei contributi dovuti dal datore, del 50% e entro un limite di 3.000€ all’anno per ogni dipendente assunto. Il tutto per 36 mesi. Il Bonus Under 35, introdotto dalla Legge 205/2017 (quella di Bilancio 2018) consiste in due differenti agevolazioni per le aziende che assumono, con contratto a tempo indeterminato: esonero del versamento del 50% (nel limite di 3.000 euro annui e per un massimo di 36 mesi) o del 100% dei contributi previdenziali. L’esonero al 100%, sempre nel limite di 3.000 euro e per un massimo di 36 mesi, però, si applica solamente nei confronti di coloro che hanno conseguito il titolo di studio da massimo 6 mesi. In questo caso è anche necessario che questi abbiano svolto, presso il medesimo datore di lavoro, attività di alternanza scuola lavoro o un periodo di apprendistato di I e III livello. Il secondo bonus assunzioni, quello under 29, di cui possono disporre le aziende è quello previsto dal programma Garanzia Giovani, rivolto ai giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni iscritti al programma, purché questi non siano impegnati in altre attività lavorative o di studio.

Tutte le novità del Piano energetico-ambientale

Sono diverse le modifiche al Piano energetico-ambientale, annunciate  in Commissione dall’assessora all’Energia, Giuseppina De Santis. La Vas ha esaminato e inserito all’interno del Piano variazioni sostanziali quali l’impossibilità di realizzare impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili in aree ritenute non idonee; l’utilizzo delle biomasse elettriche e termiche adeguandole al Piano della qualità dell’Aria, il recepimento delle osservazioni tecniche formulate dal Politecnico di Torino in materia di impianti aerotermici, idrotermici e geotermici con pompe di calore. Il settore sviluppo energetico sostenibile della Regione aveva avviato a suo tempo le consultazioni e il coinvolgimento di soggetti competenti in materia ambientale interessati al procedimento riguardante la valutazione ambientale strategica (Vas) rispetto al relativo Piano energetico (Pear). L’informativa si è svolta durante i lavori della commissione congiunta, terza e quinta (Energia e Ambiente), presieduta da Silvana Accossato prima e Raffaele Gallo poi. Si sono aggiunti approfondimenti sull’utilità del ricorso alle società di servizi energetici e ai contratti di rendimento energetico, ai fini del conseguimento di obiettivi di riduzione dei consumi  nell’ambito del patrimonio immobiliare della pubblica amministrazione; precisazioni che investono i settori dei trasporti, delle reti elettriche, di gas naturale e dei sistemi di teleriscaldamento mentre si è aggiornato il capitolo delle comunità energetiche, all’interno del capitolo sulla Green Economy, rispetto ai contenuti della normativa regionale numero 12/2018. Nel corso del dibattito sono intervenuti i commissari Domenico Rossi (Pd), Gianpaolo Andrissi e Mauro Campo (M5s). La proposta di Piano, oggetto di informativa all’organo tecnico regionale oltre che alle commissioni competenti, verrà quindi riadattata con delibera di Giunta e trasmessa al Consiglio regionale per l’approvazione finale.

 

Fca e Poli rinnovano la collaborazione

Fiat Chrysler Automobiles e il Politecnico di Torino hanno esteso fino al 2022 la collaborazione nata nel 1999 per offrire agli studenti una solida preparazione tecnico-scientifica generale, estesa a tutte le conoscenze utili per l’impostazione di progetti tecnici e di ricerca applicata in campo autoveicolistico.

Il protocollo d’intesa, sottoscritto a Torino dal Presidente di FCA John Elkann e dal Rettore del Politecnico Guido Saracco, rilancia per la quarta volta le iniziative di cooperazione avviate nel 1999 e successivamente estese nel 2010 e nel 2014. L’accordo si proietta fino al 2022 e  riguarda soprattutto il Corso di Laurea di Ingegneria dell’Autoveicolo, oltre che alcune attività di ricerca di interesse comune e prevede un impegno da parte di FCA per un ammontare totale di 7,4 milioni di euro, pari a 1,85 milioni di euro all’anno, comprensivo di contributi finanziari e in beni e servizi. In particolare, gli obiettivi a livello didattico, formativo, di ricerca e di innovazione sono focalizzati non solo sulle nuove sfide tecnologiche in atto nel settore automotive, come l’elettrificazione della mobilità, la guida autonoma e interconnessa del futuro e la fabbrica digitale ed ecologica, ma anche su possibili iniziative di sviluppo del profilo internazionale della didattica.

I risultati conseguiti nel corso del periodo 2014-2018 sono rilevanti e costituiscono una solida base di sviluppo per raggiungere nuovi traguardi. Per quanto riguarda l’attività didattica legata all’Ingegneria dell’Autoveicolo, sono raddoppiati nell’ultimo quadriennio gli studenti immatricolati sui due livelli (Laurea di I livello e Laurea magistrale), passando a 1275, mentre erano 621 nei quattro anni precedenti. Sempre alta la vocazione internazionale del corso: la percentuale di studenti stranieri si attesta  a circa il 30% degli immatricolati. Salgono così complessivamente a oltre 4.600 gli studenti immatricolati ai corsi di ingegneria dell’Autoveicolo dalla sua istituzione, nel 1999. Positivo il bilancio sulla ricaduta occupazionale di questo percorso formativo: ad un anno dalla Laurea, risulta occupato il 96% circa dei neolaureati magistrali. Il 30% dell’attività didattica è stata erogata da manager e professionisti di FCA, che hanno anche collaborato a numerosi programmi di ricerca congiunti, oltre che workshop e programmi di formazione volontaria per offrire agli studenti ulteriori opportunità approfondimento su aspetti tecnologici ed organizzativi di attualità per l’Industria.

Dal punto di vista dell’internazionalizzazione, l’accordo ha favorito, nel quadriennio scorso, la sottoscrizione di cinque accordi tra il Politecnico e prestigiose università negli Stati Uniti e in Canada, tra le quali l’Università of Windsor con la quale è attivo un percorso di laurea internazionale (International Dual Master Degree, che negli ultimi quattro anni ha visto 26 studenti del Politecnico in mobilità a Windsor e 11 ragazzi canadesi al Politecnico), sempre nell’ambito dell’Ingegneria dell’Autoveicolo. Lo scorso 29 novembre è stato firmato un nuovo accordo tra il Politecnico e la Oakland University per l’istituzione di un secondo percorso di laurea internazionale per studenti meritevoli, mentre l’accordo precedente tra i due Atenei ha consentito a 11 studenti di svolgere la propria tesi di laurea in Michigan.Negli ultimi quattro anni è stato inoltre possibile sviluppare all’interno dell’accordo 57 progetti di ricerca, focalizzati sui cluster: “electrified propulsion connected and automated driving”, “additive manufacturing”, “new materials for lightening and recycling” e “industry 4.0”.

 

Il Presidente di Fiat Chrysler Automobiles, John Elkann ha commentato: “Il rinnovo di questo accordo conferma il nostro impegno nato quasi vent’anni fa per rafforzare il legame tra l’accademia e l’industria automotive: continuiamo a sostenere le eccellenze del Politecnico di Torino non solo per rendere più efficienti e funzionali le automobili di oggi, ma anche per immaginare insieme come ci muoveremo domani. La nostra collaborazione, che vede aumentare da quest’anno le università internazionali coinvolte, sarà fondamentale proprio per questa sfida: sviluppare i saperi e la cultura dell’innovazione necessari per competere sui mercati mondiali anche in futuro”. Il Rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco, ha ricordato: “Oggi il mondo dell’automotive è profondamente cambiato e richiede competenze sempre più multidisciplinari. Il rinnovo dell’accordo con FCA conferma un rapporto di partnership ormai consolidato con una realtà alla quale l’Ateneo è profondamente legato e che ha permesso la nascita di uno dei primi percorsi formativi in Europa e nel mondo in Automotive Engineering progettati congiuntamente dall’Industria e dall’Accademia. Ci concentreremo nei prossimi quattro anni su tematiche di ricerca avanzata e interdisciplinare, potenziando la dimensione internazionale e la rete di collaborazioni necessaria per costruire percorsi di ricerca e formazione adeguati per rispondere alle sfide globali”.

La morte e i social network

Il terzo ed ultimo appuntamento del ciclo di incontri “Passaggi. Nuovi linguaggi per raccontare la morte 

Mercoledì 12 dicembre ore 17.30

La morte e i social network

Sala Gioco – Circolo dei lettori

Via Bogino, 9 – Torino  

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Il ciclo di incontri Passaggi, organizzato dalla Fondazione Fabretti con Socrem Torino, è giunto alla sua terza edizione e in questa occasione affronta alcuni dei nuovi scenari in cui si sviluppano le rappresentazioni della morte nel contesto attuale, nell’era delle tecnologie digitali e dell’ipercomunicazione, focalizzando l’attenzione nello specifico sui videogiochi, sui mass media e sui social network.Durante l’incontro “La morte e i social network”, il filosofo ed esperto di Digital Death Davide Sisto, autore del volume “La morte si fa social. Immortalità, memoria e lutto nell’epoca della cultura digitale”, dialoga con Stefano Colavita sugli aspetti peculiari che caratterizzano il tema della morte collocata nell’universo dei social network e della rete. 

Ingresso libero e gratuito

Ecco Nuvoletta, la sala di aspetto per i bimbi

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Un intervento che porta ad un significativo progresso nell’ umanizzazione degli ambienti ospedalieri e ad un miglioramento della qualità dell’approccio agli esami diagnostici dei pazienti più piccoli

Nasce “Nuvoletta”: la nuova Sala di aspetto del servizio otorinolaringoiatria          dell’Ospedale Infantile Regina Margherita –  Città della Salute di Torino“Fare sistema tra il finanziamento di privati ed il sistema pubblico. Nuvoletta è un esempio virtuoso di questa sinergia. L’auspicio è che questa tipologia di interventi negli ambienti ospedalieri possa diventare modello di riferimento per sviluppare un concetto di degenza e cura che ponga l’attenzione anche al contesto in cui i pazienti, grandi e piccoli, si trovano a dover interagire.” A dichiararlo è Andrea Jacopo Fava, Presidente del Progetto Pinocchio che, insieme ad Anna Lumello Quaglino, ha seguito il fundraising e la progettazione di questa iniziativa. Ogni anno, come Progetto Pinocchio, regaliamo un progetto di riqualificazione a misura di bambino per l’Ospedale Regina Margherita. Grazie al fondamentale contributo economico dell’Inner Wheel Torino, dell’ Inner Wheel Santhià Crescentino, grazie al supporto dell’ azienda Mottura Serrature di Sicurezza Spa,  del gruppoSikkens spa, che ha fornito una pittura speciale studiata per gli ospedali  ed alla manodopera, gentilmente prestata dalla Geom.Chieppa srl è stato reso possibile questo intervento di riqualificazione. Dopo l’intervento di decorazione delle pareti sono stare applicate pellicole speciali alla sala di aspetto che è stata quindi trasformata in un ambiente accogliente ed a misura di bambino. La finalità principale del restyling è stata quella di rendere meno traumatico non solo l’approccio, ma anche il trattamento dei piccoli pazienti che dovranno essere sottoposti agli esami diagnostici. Una volta entrati all’interno della Sala i bambini saranno accolti in un ambiente colorato ed attratti dai particolari delle decorazioni inserite sulle pareti e sul soffitto. Si tratta di un progetto integrato in cui l’approccio agli esami diagnostici viene valorizzato per migliorare, per quanto possibile, il contesto di cura e di degenza che i piccoli pazienti devono affrontare.

Lavoro: le settimane della sicurezza

Per ricordare l’anniversario del rogo delle Accarierie Thyssenkrupp
Ritornano le ‘Settimane della Sicurezza’, giunte alla nona edizione che si svolgerà dal 3 al 16 dicembre. Si tratta di una serie di eventi per ricordare l’anniversario del rogo delle Accarierie Thyssenkrupp, nel quale morirono sette operai: Giuseppe Damasi, Angelo Laurino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Bruno Santino, Antonio Schiavone, Roberto Scola. Era il 6 dicembre del 2007. La presentazione si tiene lunedì 3, alle ore 12.30, al Centro San Liborio – FabLab Pavone, in via Bellezia 15, a cura dell’associazione Sicurezza e Lavoro che le organizza. All’incontro, introdotto dalla presidente dell’associazione, Loredana Polito, interviene il sindaco di Torino, Chiara Appendino con i familiari delle vittime ed i rappresentanti di istituzioni, enti, associazioni che promovono la manifestazione tra cui: Enzo Lavolta, vice presidente del consiglio comunale di Torino, Mimmo Carretta, Marco Chessa, consiglieri comunali di Torino, Marco Grimaldi, consigliere regionale, Massimo Guerrini, presidente Circoscrizione 1 di Torino e vice presidente Api Torino, Diego Sarno, assessore alla cultura del Comune di Nichelino, Antonio Boccuzzi, ex operaio della Thyssenkrupp e deputato per due legislature, Salvatore Abisso, vicepresidente dell’associazione Legami d’Acciaio, Cinzia Caggiano, mamma di Vito Scafidi perito nel crollo al liceo Darwin di Rivoli, Rocco Pellgrino, coordinatore del gruppo tecnico Rls-Rlst della Camera del lavoro di Torino, Angel Frau, presidente Cit Turin, Massimo Iaretti, responsabile nazionale sicurezza Apidge, Jasch Ninni, presidente assciazione Artes. Intervengono come testimoniale, a nome delle rispettive società calcistiche Gianluca Pessotto, dirigente della Juventus, e Antonio Comi, direttore generale dl Torino. Modera Massimiliano Quirico, direttore della rivista Sicurezza e Lavoro. Nell’occasione sarà presentata la nuova mascotte di Sicurezza e Lavoro. Le Settimane della Sicurezza sono un’occasione per promuovere – insieme ad istituzioni, enti, associazioni, familiari delle vittime, lavoratori, studenti, cittadini – la cultura della salute.

Dalla Regione 14 milioni per il territorio

Quattordici milioni di maggiori investimenti per il biennio 2018-19: con la presentazione di un maxi emendamento all’Assestamento del bilancio di previsione finanziario, il vicepresidente di Giunta Aldo Reschigna ha esposto  in prima Commissione, presieduta da Vittorio Barazzotto alcune importanti variazioni. Tra gli investimenti più rilevanti contenuti nell’emendamento, ci sono i 4 milioni per il pronto intervento contro il dissesto idrogeologico, i 6 milioni per il turismo montano e nello specifico per aumentare l’innevamento artificiale, 2 milioni alle Province per le funzioni delegate dalle Regioni e 1 milione per il Teatro Regio di Torino. Al Comune di Casale Monferrato andranno 250mila euro per la bonifica dall’amianto, mentre si è deciso di stanziare 800mila euro su tre anni per la Basilica maggiore di Oropa (Bi). Nel dibattito sono intervenuti diversi consiglieri di maggioranza e opposizione, tra cui Gianna Gancia (Lega) che ha sottolineato come, in parallelo all’aumento dei fondi per il Teatro Regio, si debba anche indagare sui motivi che hanno prodotto l’attuale deficit dell’Ente lirico. Si è poi riunita una commissione congiunta tra prima, terza e Commissione speciale per la promozione della cultura della legalità, per le determinazioni in merito alla relazione conclusiva dell’indagine conoscitiva su Finpiemonte. È stata presentata una relazione finale sottoscritta da Pd e Leu, che sarà vagliata nella prossima seduta, per decidere se si possano concludere i lavori con un documento condiviso o meno.

(Foto: il Torinese)

Piemonte al top con 9000 trapianti di organo

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Un traguardo eccezionale e prestigioso, che conferma la regione in vetta in Italia in questo campo. L’ultimo, il 9000, è stato un trapianto di fegato, effettuato con successo il 30 novembre, presso l’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, ad un uomo di 67 anni dalla provincia di Alessandria, affetto da epatopatia di origine virale complicata da un tumore al fegato.

Ricordando la storia e le date principali, il programma di trapianto di rene è “l’anziano” del gruppo: il 7/11/1981 è avvenuto il primo intervento all’ospedale Molinette di Torino e dal 4/11/1998 i trapianti si svolgono anche presso l’ospedale di Novara. Due anni dopo è stato effettuato il primo trapianto su paziente pediatrico, presso l’ospedale Infantile Regina Margherita: era il 9/11/2000. Il primo trapianto di cuore è avvenuto presso l’ospedale Molinette il 3/4/1990 e, dodici anni dopo, il 22/4/2002, è stato effettuato il primo trapianto di cuore pediatrico, presso l’ospedale Infantile di Torino. Il programma di trapianto di fegato, che si effettua solo presso l’ospedale Molinette, è partito con il primo intervento il 10/10/1990 su paziente adulto ed il 10 gennaio 1993 su paziente pediatrico. Dal 1999 sono stati poi effettuati trapianti su pazienti molto piccoli, in prevalenza affetti da patologie congenite. Ed ancora si ricordano: il primo trapianto di polmoni, eseguito alle Molinette il 5/9/1993, ed il primo trapianto di pancreas effettuato il 18/8/1999 sempre alla Molinette. Anche l’attività di trapianto da donatore vivente, che a Torino è stata avviata per il rene dal 14/5/1985 e per il fegato dal 21/5/2001, ed a Novara dal 13/12/2003 per il rene, ha negli anni visto incrementare con rapidità i numeri degli interventi.

Complessivamente sono stati effettuati 4856 trapianti di rene (di cui 1288 sul polo di Novara), comprendenti tipologie complesse, come quelli che richiedono il trapianto di entrambi i reni sullo stesso ricevente, o quelli su pazienti pediatrici molto piccoli, ed ancora quelli da donatore vivente (come è stato il trapianto numero 8999), e molti trapianti combinati con altro organo (in particolare con il pancreas ed il fegato). Relativamente ai trapianti di rene da vivente vengono valutate annualmente decine di coppie donatore / ricevente, effettuando ormai con regolarità trapianti anche in presenza di incompatibilità per gruppo sanguigno. Si sono oggi perfezionate le tecniche per rimuovere anticorpi anti-tessuto dai candidati al trapianto che, unite a metodi per studiarli sempre meglio, consentono di trapiantare soggetti con moltissimi anticorpi e scarse probabilità di ricevere un trapianto. Molti inoltre i trapianti di rene eseguiti in pazienti che non hanno ancora iniziato la dialisi: essi rappresentano una grande opportunità, consentendo una maggior durata del trapianto.

Gli interventi di trapianto di fegato sono da sempre un numero rilevante, 3133, e molti di essi di difficile esecuzione: basti pensare agli split epatici (due trapianti a partire da un unico fegato che viene suddiviso), ai trapianti di fegato combinati con altro organo, ma anche a quelli provenienti da donatore vivente ed agli interventi su pazienti pediatrici. Ad esempio circa un mese fa è stato trapiantato con successo in urgenza un uomo di 69 anni della provincia di Torino per un avvelenamento da funghi (da amanita falloide). L’ottimo ed efficiente sistema trapianti gli ha garantito un fegato da Catanzaro appena dieci minuti dopo essere stato inserito in lista nazionale trapianto. Il rene ed il fegato beneficiano oggi anche della possibilità di essere “ricondizionati” tramite macchine di perfusione prima del trapianto, e questo consente di utilizzare organi che altrimenti sarebbero scartati, e nello stesso tempo di migliorare la funzione degli organi provenienti da donatori non ottimali. I trapianti di pancreas isolato sono stati 8.Il cuore è stato trapiantato per ben 664 volte, di cui 45 volte su bambini molto piccoli; il polmone è stato trapiantato su 339 pazienti, molte volte come doppio trapianto di entrambi gli organi sullo stesso ricevente, o a favore di pazienti pediatrici. Dal 2011 sono stati effettuati anche 32 trapianti di polmone con una particolare tecnica che permette di rigenerarli e migliorarne la qualità prima del trapianto.A livello italiano il Piemonte è da sempre collocato in posizioni di eccellenza: i centri di trapianto di rene e di fegato occupano costantemente le prime posizioni, come pure quelli dei trapianti toracici, certamente con numeri più piccoli su tutto il territorio nazionale per la minor quantità di donatori idonei per questa tipologia d’organo. La Città della Salute è quella che in Italia trapianta il maggior numero di organi da donatore deceduto: 330 nel 2017.I dati di riuscita dei trapianti indicano in maniera evidente che essi rappresentano ad oggi la terapia che consente ai pazienti la miglior prospettiva di vita. Esaminando solo gli ultimi anni per i trapianti eseguiti in Piemonte ci assestiamo, per il rene, ad una sopravvivenza dell’organo a 5 anni pari a 83%. Il cuore ha una sopravvivenza del 70%, il fegato dell’82%, i polmoni del 46%. Questi dati testimoniano gli importanti progressi organizzativi e chirurgici, di gestione della terapia immunosoppressiva, di mantenimento del donatore e gestione del paziente, e del lavoro coordinato di professionisti di discipline diverse.

Uno sguardo ai pazienti in lista fa capire però che il numero di trapianti non è ancora in grado di azzerare il numero di coloro che aspettano un organo: al 31 ottobre 2018 erano 804 i pazienti in attesa di un trapianto di rene, 67 in attesa di un trapianto di fegato, 98 in attesa di un cuore, 71 di un polmone, 9 di pancreas e suoi combinati. Abbiamo inoltre una importante richiesta di inserimento in lista da parte di cittadini non residenti in Piemonte: questi pazienti sono circa il 33% dei candidati in attesa di trapianto renale ed il 43% circa di quelli in attesa di trapianto epatico. I non residenti in attesa di trapianto di cuore sono il 21% e di polmone il 57%. Il Piemonte ha dunque un ottimo potere di attrazione per i pazienti non residenti in regione, rappresentando un’eccellenza.  Dietro a questi successi ed ai grandi numeri ci sono i donatori e le loro famiglie: a loro corre il primo ringraziamento. Occorre poi ringraziare tutti i professionisti che si sono dedicati ai trapianti: le équipes di chirurgia cardiotoracica, di cardiologia e di pneumologia dell’ospedale Molinette e di quello Infantile Regina Margherita di Torino; le équipes di chirurgia epatica e pancreatica e le gastroenterologie degli stessi due ospedali; le équipes di urologia, di chirurgia vascolare e di nefrologia dei due ospedali torinesi e di quello di Novara. Sono infatti numerose le strutture e le persone che sono chiamate ad operare, spesso nelle ore notturne, nella gestione, prelievo e trapianto di organi che provengono da regioni diverse ed alcune volte anche da Paesi esteri. Ed ancora occorre ringraziare i professionisti degli ospedali che segnalano i potenziali donatori deceduti, i coordinamenti regionali, ospedalieri e di trapianto per l’ottimo lavoro di squadra che ha permesso di raggiungere l’eccellenza dell’attività trapiantologica.

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE  CHIAMPARINO E L’ASSESSORE SAITTA

“Il traguardo dei 9000 trapianti raggiunti conferma che il Piemonte è tra le migliori realtà a livello nazionale ed europeo: siamo orgogliosi del lavoro svolto in questi anni dai medici e dalle loro equipe. Un grazie ai medici per la grande professionalità e perizia ed ai donatori che hanno dato un contributo fondamentale: la cultura della donazione è un patrimonio della nostra regione che intendiamo diffondere sempre di più tra i cittadini”

IL DIRETTORE GENERALE SILVIO FALCO

 “Un grande traguardo che testimonia l’eccellenza della Città della Salute di Torino. Un ringraziamento a tutti coloro (dai chirurghi agli infermieri dagli autisti agli operatori tutti) che notte e giorno e per 365 giorni l’anno fanno funzionare al meglio un sistema che permette di salvare vite e che è diventato uno dei nostri fiori all’occhiello ed un ponte verso il futuro Parco della Salute”.

 

(foto: il Torinese)