ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 541

Carta addio. La Regione diventa digitale

Prosegue l’impegno della Regione Piemonte per la completa transizione al digitale, intesa come definizione di sistemi, servizi e modelli organizzativi che sfruttano pienamente la tecnologia attualmente disponibile

Negli ultimi mesi le varie Direzioni regionali hanno compiuto notevoli passi in avanti verso questo traguardo da tagliare per la fine della legislatura: è proseguita l’individuazione e la ridefinizione delle procedure e dei processi amministrativi da rendere adeguati ad una gestione totalmente informatizzata migliorando le produzione di documenti nativi digitali e riducendo il ricorso al cartaceo, sono state attivate le operazioni necessarie per predisporre un unico modello comune per tutte le componenti dei processi (fasi, strumenti, informazioni, comunicazione, produzione). I risultati finora ottenuti sono estremamente soddisfacenti: la percentuale media di documenti conformi al modello nativo digitale prodotti nel 2018 dalla varie Direzioni è stata del 96,1%, con punte superiori al 98%; l’incremento complessivo rispetto al 2017 è stato del 12,5%. In questo periodo si sta in particolare procedendo alla definizione di un data base dei processi dell’ente, che permetta di rispondere a tutte le esigenze di rilevamento, controllo e verifica delle informazioni. Seguirà l’individuazione di un software gestionale e di reportistica che costituirà lo strumento esclusivo per rispondere a tutte le esigenze operative, con specifico riguardo alla ridefinizione semplificata delle procedure, all’individuazione di attività standardizzabili o trasversali, alla gestione totalmente informatizzata dei processi. Tra le iniziative avviate, si segnala quella della Direzione Promozione della Cultura, del Turismo e dello Sport, che ha messo a punto un supporto informativo legato alla gestione dei contributi regionali erogati ad enti e istituzioni culturali, turistici e sportivi che mira a dematerializzare gli iter amministrativi, ridurre i tempi di elaborazione dell’istruttoria, della graduatoria e dei controlli della spesa, mantenere un rapporto costante con i richiedenti per una maggiore trasparenza sull’operato della Pubblica amministrazione. Per rinnovare all’intero assetto organizzativo dell’ente le motivazioni alla base della scelta digitale, l’Amministrazione regionale ha avviato ultimamente un’azione di informazione diffusa per ribadire che digitalizzare fa bene all’ambiente, crea nuove opportunità di lavoro, apre nuovi segmenti di mercato, offre prospettive di innovazione, abbatte le barriere architettoniche e sociali. Una sfida quindi non solamente tecnologica, nonostante la tecnologia sia fondamentale e necessaria, ma soprattutto comportamentale: è necessario che i funzionari siano consapevoli che il pensiero digitale deve influenzare il miglioramento dei servizi pubblici e l’eliminazione dei processi e delle norme inutili, e non semplicemente automatizzare i processi esistenti. Insomma, un’operazione che deve reinventare il modo in cui i servizi pubblici sono concepiti, disegnati, gestiti e fruiti, e che ha inoltre lo scopo di rafforzare il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità dell’Agenda europea 2030 e la promozione dell’informazione del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) come primo fattore per la piena realizzazione della cittadinanza digitale.

 

(cs) www.regione.piemonte.it

Imprese piemontesi in fase di stallo

Per il primo trimestre del 2019 la maggior parte delle imprese manifatturiere prevede un calo della produzione e degli ordini. Stagnano l’export e gli investimenti, non si prevedono assunzioni. Dall’indagine di Confindustria Piemonte, Intesa Sanpaolo e Unicredit emerge inoltre che il raffreddamento del clima di fiducia non riguarda al momento  il comparto  servizi.  “Dopo quasi quattro anni il ciclo espansivo dell’industria manifatturiera pare  concluso”, afferma  il presidente di Confindustria Piemonte, Fabio Ravanelli che sottolinea come tale situazione sia anche dovuta all’effetto  psicologico di azioni di politica economica “incoerenti e dannose e di un clima politico apertamente anti industriale e contrario alla crescita”.

Uncem: “Autostrade, bloccare gli aumenti”

L’unione ha scritto a tutti i Concessionari e al Ministero dei Trasporti

I rincari autostradali sono da bloccare. È prioritario oggi stoppare gli aumenti dal primo gennaio, su tutta la rete nazionale. Per la A24 e A25, ad esempio, i Sindaci e Uncem Lazio sono stati chiari scendendo più volte in piazza negli ultimi mesi: no agli aumenti delle tariffe. Devono essere ascoltati. I Sindaci non possono accettare, così come tutti gli utenti, un aumento del 15 per cento delle tariffe sulla Strada dei Parchi. Vale per tutti i 6940 chilometri di autostrade italiane. Un terzo di queste vie di comunicazione attraversa Alpi e Appennini. Solo in Piemonte, sono già scadute diverse concessioni, compresa la tangenziale di Torino. Nella nuova gara, i territori devono avere un ruolo: vanno individuati precisi ristorni e investimenti locali. Uncem ha scritto a tutti i Concessionari e al Ministero dei Trasporti chiedendo di bloccare gli aumenti. Ma il tema è, secondo Uncem, politico. Richiede cioè una presa di posizione del Parlamento e del Governo. “Deve essere previsto che una parte del canone incassato dallo Stato torni sui territori”, sottolinea Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem. Ad esempio per finanziare il fondo nazionale montagna. Lo prevedeva un emendamento alla legge di bilancio, non accolto. Bussone prosegue: ” Era necessario prevedere il ristorno di una parte dei canoni versati allo Stato dai concessionari autostradali, ai fini di compensazioni ambientali i territori montani compromessi dal punto di vista paesaggistico e ambientale dalla presenza di queste grandi infrastrutture, delle autostrade. Una parte dei proventi derivanti dai canoni versati a seguito delle concessioni dovrebbero essere usati per rimpinguare tre fondi: il fondo manutenzioni dell’Anas, il fondo per il trasporto pubblico locale e, appunto, il fondo per la montagna”.  “Si sarebbe trattato, nella legge di bilancio varata ieri, di un provvedimento storico per gli enti locali della montagna italiana – commenta Bussone – per assicurare un’alimentazione finanziaria a progetti di sviluppo e di compensazione ambientale, introducendo un meccanismo innovativo che non grava sulla finanza pubblica ma ripristina una logica di naturale compensazione ambientale secondo la logica del pagamento dei servizi ecosistemici”.

Treni, Torino e Aosta alleate per migliorare i servizi

E’ stato raggiunto un accordo di massima su problemi come quelli della linea ferroviaria tra la Valle d’Aosta e Torino, la prosecuzione dell’elettrificazione tra Ivrea e Aosta, la  sicurezza della Chivasso-Aosta eliminando passaggi a livello e sono stati presi in esame progetti per  diminuire i tempi di sosta nella stazione di Chivasso. Il futuro delle ferrovie tra Piemonte e Valle d’Aosta è stato preso in esame nell’incontro tenutosi a Torino tra gli assessori ai trasporti delle due regioni, Francesco Balocco e Luigi Bertschy. Obiettivo rilanciare un’iniziativa comune per ridefinire l’Accordo di Programma Quadro con Rfi sulla Aosta-Ivrea-Chivasso-Torino. “Lavoreremo insieme per conciliare le esigenze degli utenti piemontesi e aostani”, hanno sottolineato i due assessori.

Chiude il ristorante del grattacielo

Chiude temporaneamente il ristorante Piano 35 sul grattacielo Intesa San Paolo. La banca, scrive il quotidiano Repubblica,  smentisce una trasformazione in foresteria, dopo il 31 dicembre, quando il locale si fermerà. Il Piano 35 e il lounge bar collocato al 37esimo piano dell’edificio di corso Inghilterra forse riapriranno  in piazza San Carlo (nei locali del vecchio Caval ‘d Brons?). Il contratto tra la banca e la coop Cir Food che gestiva il ristorante e il bar è stato interrotto, così come non è stato rinnovato  il contratto con lo chef da due stelle Michelin  Marco Sacco del “Piccolo Lago” di Verbania, che da settembre 2018 era responsabile delle cucine del ristorante in cima alla torre Intesa san Paolo.

Mobilità internazionale, un milione di euro in più

La giunta ha deliberato  di destinare circa un milione di euro aggiuntivi per le borse di studio dedicate alla mobilità internazionale. In questo modo le risorse regionali in tutto assegnate all’Edisu per il diritto allo studio universitario, per il 2018/2019, non sono più solo i 20,2 milioni di euro impegnati con delibera del 13 dicembre scorso ma 21,2 milioni di euro. “Questo atto è un’ennesima prova che la nostra Regione crede fortemente che, per avere una società migliore, è importante investire nei giovani e dar loro la possibilità di fare esperienze all’estero”, afferma l’assessora al Diritto allo studio, Monica Cerutti. Per il 2019, Edisu stima che le domande di borse di studio per la mobilità internazionale saranno in tutto 513, per un valore complessivo di 1,4 milioni di euro. Il resto delle risorse trasferite dalle Regione andranno invece per le Borse di Studio. Nell’anno accademico 2018/2019 sono 14.111 gli studenti aventi titolo (in aumento del 15,5% rispetto al 2007/2018), per un valore di circa 43,3 milioni di euro. Oltre ai finanziamenti di Regione l’ente allo studio coprirà queste spese con i soldi provenienti dal Fondo integrativo statale (12 milioni di euro) e dalla tassa regionale per il diritto allo studio.

2019. Il Salone del Libro di Torino che verrà

È sempre difficile fare la stima del valore di un marchio. Nel caso di quello del Salone del Libro di Torino, in una conferenza stampa, ne avevamo sentita una molto alta, praticamente, pari al debito che vantano i creditori

Comunque sia, nello studio del notaio Caterima Bima, il 24 dicembre, per l’apertura dell’asta per l’acquisto del marchio, di offerta ce n’è stata solo una, quella presentata dall’Associazione Città del Libro – che raggruppa otto fornitori che vantano un credito di tre milioni di euro nei confronti della Fondazione per il Libro – mentre quella da parte del Comitato “Pazzi per Torino” è stata ritirata e preannunciato il rimborso dei fondi versati dai finanziatori. L’aggiudicazione è però provvisoria in quanto si aspetta la decisione finale del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibact) che si esprimerà a marzo ma che aveva già anticipato di non voler entrare nell’acquisto del marchio come, del resto, si erano espressi Regione Piemonte e Città di Torino. Proposte di Urbano Cairo, patron di RCS, non ce ne sono state. Un respiro di sollievo per Torino, in quanto Silvio Viale e Lorenzo Loreti in rappresentanza degli acquirenti che hanno espresso la loro volontà di mantenere tutto in Piemonte. L’acquisto è avvenuto con il sostegno della Fondazione Crt e della Compagnia di San Paolo che hanno contributo rispettivamente con 200 mila euro e 400 mila euro che hanno dimostrato una lungimiranza notevole. L’organizzazione sarà tutta in mano ai privati mentre la parte culturale sarà appannaggio della parte pubblica, ma bisognerà correre perché il Salone del Libro è già programmato dal 9 al 13 maggio 2019. “Incontreremo al più presto il Circolo dei lettori per definire le attività da effettuare”, concludono i fornitori concludono i rappresentanti dell’Associazione Città del Libro (No Profift). Complimenti a chi ha tessuto sapientemente la tela per far rimanere il marchio del Salone a Torino in Piemonte. Auguri

Tommaso Lo Russo

 

Vite salvate grazie ai polmoni di una trapiantata di cuore

Donare dopo il dono. Questo è accaduto la Vigilia di Natale presso il Centro Trapianti di polmone dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, diretto dal professor Mauro Rinaldi

Per la prima volta due trapianti di polmone sono stati eseguiti grazie alla donazione da parte di una giovane donna che aveva a sua volta ricevuto un cuore pochi giorni prima in un ospedale del centro Italia. Purtroppo il suo cuore troppo malato non ha dato tempo al cuore nuovo di darle una nuova vita. I familiari hanno autorizzato il prelievo dei suoi organi ed i suoi polmoni hanno permesso di eseguire due trapianti di polmone, dando nuova speranza a due persone affette da gravi patologie polmonari. A ricevere questo prezioso e “particolare” dono una donna di 59 anni di Torino, ricoverata nell’ospedale di corso Bramante da mesi per un progressivo peggioramento delle sue condizioni respiratorie, ed un uomo di 67 anni, residente a Napoli e trasportato nella notte a Torino con l’ausilio di un volo di Stato. Una corsa contro il tempo. I due trapianti sono stati effettuati in successione dal professor Massimo Boffini, grazie all’impegno contemporaneo di tre équipe chirurgiche. Gli interventi sono tecnicamente riusciti. I due pazienti sono attualmente ricoverati in Terapia Intensiva post-cardiochirurgica, le loro condizioni sono stabili ed a breve saranno trasferiti nel reparto di degenza ordinaria della Cardiochirurgia. I due ultimi trapianti segnano un nuovo record del numero di trapianti eseguiti nel 2018 presso il Centro di Torino, in cui da inizio anno sono stati effettuati 33 trapianti di polmone confermando il centro torinese come uno dei centri trapiantologici più attivi in Italia.    

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 E’ stato un Natale da Champions per i trapianti. Un Natale all’insegna dell’altruismo, delle donazioni e dei trapianti. In 36 ore tra la Vigilia, la notte ed il giorno di   Natale  si è verificata una vera e propria maratona di trapianti. Oltre ai due trapianti di polmone, 4 pazienti in lista d’attesa per trapianto di fegato hanno ricevuto un prezioso dono natalizio all’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino: l’organo tanto atteso, insieme con la possibilità di una nuova vita dopo una malattia così grave. I donatori quattro persone (3 donne e 1 uomo) tutte ultrasettantenni decedute per emorragia cerebrale in ospedali piemontesi. I riceventi quattro pazienti (2 uomini e 2 donne) di età compresa tra 54 e 69 anni, tutti residenti in Piemonte ed affetti da cirrosi epatica, complicata in 3 casi da un tumore maligno del fegato ed in 1 caso da una severa insufficienza funzionale. Il tour de force è iniziato nella giornata della vigilia e si è concluso nella tarda serata del giorno di   Natale (nella foto allegata uno scatto dalla sala operatoria dei trapianti di fegato). Interventi tutti andati a buon fine grazie alla puntuale attivazione delle numerose èquipes coinvolte, in grado di far fronte in ogni momento dell’anno al carico di lavoro generato dalla generosità delle famiglie dei donatori. Così facendo, il Centro Trapianto Fegato delle Molinette, che il 1^   novembre scorso ha visto avvicendarsi nella sua Direzione il professor Renato Romagnoli al professor Mauro Salizzoni, ha raggiunto quota 151 trapianti di fegato nel corso dell’anno 2018, consacrandosi ancora una volta Centro leader a livello italiano ed al top a livello europeo.  Infine sono stati effettuati tre trapianti di rene: un trapianto di rene in un ricevente affetto da insufficienza renale cronica, un doppio trapianto renale in una ricevente ed un altro trapianto di rene singolo in una donna affetta da rene policistico. Gli interventi sono stati effettuati dal dottor Aldo Verri e dalla dottoressa Fiorella Violato dell’équipe di Chirurgia vascolare (diretta dal dottor Maurizio Merlo) insieme al dottor Omid Sedigh urologo dell’équipe del professor Paolo Gontero e con la dottoressa Chiara Melchiorri dell’équipe del dottor Pier Paolo Donadio come anestesista. I pazienti sono ricoverati e gestiti dal punto di vista clinico e dell’immunosoppressione per la delicata terapia preventiva antirigetto presso  la Nefrologia del professor Luigi Biancone. Per Torino è già da parecchie settimane record di trapianti di rene da donatore deceduto in Italia ed il dato natalizio ha ulteriormente incrementato il già straordinario risultato.  Un altro trapianto di rene singolo ed un trapianto di rene doppio attualmente in corso sono stati effettuati presso l’ospedale di Novara.  Tutto questo anche grazie alla regia del Centro Coordinamento regionale trapianti della Città della Salute, diretto dal professor Antonio Amoroso. 

Un piccolo messaggio di grande valore

A sostegno  dei progetti di autonomia delle persone con sindrome di Down

“Un piccolo messaggio di grande valore”. È questo il nome della campagna di raccolta fondi proposta da CoorDown e Fondazione Più di un Sogno Onlus, alla quale anche la Città di Orbassano ha aderito. In occasione della Giornata Nazionale della persona con sindrome di Down, celebratasi la seconda domenica di ottobre, e della Giornata Mondiale della sindrome di Down, in programma il 21 marzo di ogni anno, le associazioni aderenti al CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down) promuovono vari eventi e iniziative di comunicazione sociale e di raccolta fondi offrendo un “messaggio di cioccolato” in cambio di un piccolo contributo a sostegno dei progetti di autonomia delle persone con sindrome di Down. Il progetto presentato su scala nazionale, cui il Comune di Orbassano ha aderito, prevede l’installazione di alcuni dispenser di cioccolatini presso i principali luoghi di affluenza di persone: strumenti attraverso i quali l’Amministrazione vuole sensibilizzare sul tema dell’integrazione e dell’accoglienza e sull’importanza del sostenere i numerosi progetti realizzati dalle associazioni appartenenti al Coordown ed in particolare quelli realizzati dalle associazioni presenti nel territorio in cui vengono proposte le iniziative. Ogni dispenser contiene 120 cioccolatini, preincartati singolarmente, a forma di busta da lettera, realizzati con cioccolato fondente proveniente dal commercio equo e solidale. All’interno di ciascun dispenser è presente anche un salvadanaio in cui le persone che ricevono il cioccolatino possono fare la loro donazione. Gli erogatori di cioccolata saranno presenti sul territorio fino al 25 gennaio 2019. Sul territorio di Orbassano, i dispenser sono collocati presso:

1) Segreteria del Sindaco, piazza Umberto I, 5

2) Sportello del Cittadino, via C. Battisti, 10

3) Biblioteca C.M.Martini, strada Piossasco, 8

4) Laboratorio Magellano, strada Piossasco, 8

5) Asilo nido “Il Batuffolo”, via Italia, 13

6) Teatro S. Pertini, via dei Mulini, 1

7) Centro Sportivo Blu Station, via Gozzano

8) Chiesa Parrocchiale S.G. Battista, piazza Umberto I

 

“Con questa campagna di raccolta fondi vogliamo sostenere l’importanza di questo messaggio di alto valore sociale – ha affermato il Sindaco Cinzia Maria Bosso -. L’obiettivo è coinvolgere un numero sempre maggiore di persone, farle riflettere sul tema dell’inclusione nella società delle persone con maggiori fragilità. Grazie a questa raccolta fondi tutti possiamo dare il nostro contributo per sostenere i percorsi realizzati sul territorio torinese nell’ambito dei quali vengono offerti ai giovani con disabilità percorsi quotidiani di inserimento lavorativo, brevi stage residenziali e stage residenziali da svolgere nel fine settimana. Una raccolta fondi innovativa, alla quale speriamo possa aderire un gran numero di persone.”

 

Per maggiori informazioni è possibile visitare i siti: www.piudiunsogno.org | www.coordown.it

Consumi di Natale, cibo al top

Secondo l’analisi dell’Osservatorio per le pmi di Confartigianato Imprese Piemonte che ha studiato i dati Istat, UnionCamere-Infocamere e Mipaaf, relativi a imprese, produzioni alimentari e consumi delle famiglie,  l’economia dei consumi tipici natalizi va a gonfie vele: 337 prodotti agroalimentari tradizionali, 6.568 imprese artigiane, 12.553 addetti e, nel solo mese di dicembre 1.215 milioni di euro di spesa delle famiglie. Commenta  con l’agenzia Ansa Anna Maria Sepertino, presidente della Federazione regionale Confartigianato Alimentazione: “I nostri cibi hanno successo anche sulle tavole di tutto il mondo. Un patrimonio si tradizione  che va  difeso e valorizzato con l’acquisto dei prodotti del territorio in prossimità delle feste natalizie”.