ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 540

In Piemonte nascono nuovi Comuni

All’unanimità dei votanti, il Consiglio regionale ha approvato le leggi che istituiscono, a partire dal primo gennaio 2019, i Comuni di Valdilana in provincia di Biella e Gattico-Veruno in provincia di Novara

Il provvedimento sul nuovo Comune di Valdilana, che nasce dalla fusione dei Comuni di Mosso, Soprana, Trivero e Valle Mosso, è stato illustrato in Aula dai relatori di maggioranza Vittorio Barazzotto (Pd) e di minoranza Davide Bono (M5s). Per in nuovo Comune, che avrà una popolazione di circa undicimila abitanti, è previsto lo stanziamento una tantum di 145.000 euro per il 2019 e di 29.000 euro annui per il quinquennio 2019-2023. Il provvedimento sul nuovo Comune di Gattico-Veruno, creato con la fusione dei Comuni di Gattico e di Veruno, è stato illustrato in Aula dal relatore di maggioranza Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte) e di minoranza Gian Paolo Andrissi (M5s). Per il nuovo Comune, che nasce dalla volontà di rendere istituzionale la collaborazione già esistente tra i vecchi Municipi, è previsto lo stanziamento una tantum di 130.000 euro per il 2019 e di 26.000 euro annui per il quinquennio 2019-2023. Rimandata alla seduta di giovedì, invece, la discussione del disegno di legge 308, “Istituzione del Comune di Lu e Cuccaro Monferrato mediante fusione dei due Enti in Provincia di Alessandria”. Dopo l’illustrazione del provvedimento da parte del relatore di maggioranza Giaccone (Chiamparino per il Piemonte) e di minoranza Luca Angelo Rossi (Fi), il consigliere Davide Bono (M5s) ha espresso la propria difficoltà a votare la fusione, “che non prevede istanza di ripensamento” per approfondire meglio i termini della questione all’indomani dell’esito del referendum, che ha visto nel Comune di Cuccaro prevalere il no. Alla richiesta si è unita la consigliera Maria Carla Chiapello (Moderati), mentre Gian Luca Vignale (Mns) ha sottolineato che il Consiglio “non è obbligato a ratificare” e deve evitare di far venir meno il rispetto della volontà dei singoli Comuni. Domenico Ravetti (Pd) ha chiesto che la legge possa venire votata entro fine anno. Il vicepresidente della Giunta Aldo Reschigna ha concluso che da parte dell’Esecutivo non ci sono impedimenti ed “è responsabilità politica dei sindaci dare importanza o meno alla consultazione referendaria”. L’Assemblea ha poi approvato i disegni di legge che prevedono l’incorporazione, in provincia di Cuneo, del Comune di Valmala nel Comune di Busca e del Comune di Castellar in quello di Saluzzo. I due provvedimenti, illustrati da Giaccone, prevedono per il Comune di Busca e per quello di Saluzzo lo stanziamento una tantum di 130.000 euro per il 2019 e di 26.000 euro annui per il quinquennio 2019-2023. Con 23 sì, 4 no e 3 non votanti l’Assemblea ha infine approvato, con emendamenti, l’ordine del giorno presentato dal primo firmatario Paolo Allemano (Pd) che impegna la Giunta regionale “ad accompagnare i processi di fusione ed incorporazione di Comuni secondo la logica degli Ambiti integrati territoriali, vale a dire aree omogenee definite in base ai dati sociali, economici, ambientali e infrastrutturali, oltre che alla storia, all’identità e alle relazioni e a monitorare le fusioni avvenute al fine di agevolare il miglior adattamento dei Comuni limitrofi al contesto che si è determinato con la fusione, al fine di valutare eventuali modifiche ai criteri d’incentivazione regionale alle fusioni”.

TOMMI: il videogioco creato per i piccoli pazienti

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Si chiama TOMMI ed è il nuovo videogame con cui potranno giocare i piccoli pazienti oncologici del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino (diretto dalla professoressa Franca Fagioli)

Si tratta di un progetto, creato dalla startup italiana Softcare Studios, volto a migliorare la qualità di vita dei pazienti grazie alle potenzialità delle tecnologie digitali. Ora per la prima volta, grazie alla collaborazione dell’Associazione DEAR Onlus, sbarca al Regina Margherita. TOMMI è un progetto innovativo sviluppato per aiutare i bambini malati di cancro ad affrontare meglio la terapia e l’ospedalizzazione unendo gioco e nuove tecnologie. Creato da un team di giovani professionisti della startup italiana Softcare Studios, TOMMI è un’esperienza in realtà virtuale (VR) realizzata per ridurre stress, ansia e dolore associati ai trattamenti medici, che permette ai bambini di immergersi in uno scenario digitale dove distrarsi dall’ambiente ospedaliero. Un’alternativa sicura e non invasiva per ridurre l’uso di farmaci sedativi o antidolorifici impiegati normalmente per calmare i giovani pazienti durante le procedure mediche. Presentato in forma di videogame, TOMMI è stato costruito attorno alle reali necessità e condizioni dei pazienti oncologici, coinvolgendo anche i parenti in sessioni di gioco collaborative, grazie alle quali ritrovare momenti di spensieratezza e complicità. Grazie alla realtà virtuale, TOMMI permette di coinvolgere i pazienti rilassandoli e calmandoli per contrastare le emozioni negative derivate dalla terapia, che impattano non solo la loro psiche ma anche il loro stato di salute fisico. Allo stesso tempo, il gioco è progettato per testare e analizzare le performance psicomotorie dei bambini normalmente influenzate dal decorso della terapia, fornendo ai medici uno strumento innovativo per seguire le condizioni di benessere dei pazienti, anche da remoto. In TOMMI i bambini si troveranno in un ambiente di fantasia, dove verranno coinvolti in diverse attività, ad esempio mettendo alla prova la loro memoria per ritrovare esserini magici che appariranno e scompariranno, oppure dovranno colorare con la loro bacchetta magica un drago volante collaborando con i genitori che daranno loro le giuste istruzioni a voce. Ogni piccola sfida serve per mettere alla prova il bambino, ma anche per testare le sue abilità che possono essere di interesse anche per il decorso della terapia. TOMMI ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti in Italia ed all’estero, guadagnando grande visibilità nel mondo dell’innovazione digitale della salute, oltre ad essere stato selezionato da percorsi di accelerazione in Germania, USA e Danimarca, dove la startup ha da poco aperto la sua seconda sede. Recentemente, Softcare Studios è stata inoltre premiata dalla Commissione Europea come miglior startup di e-health in Europa durante la finale degli Startup Europe Awards a Sofia, in Bulgaria. L’obiettivo adesso è permettere ai pazienti ed ai loro parenti di scoprire le potenzialità di TOMMI, pronto nella sua versione beta, portando il progetto negli ospedali italiani a partire dal Regina Margherita, permettendo al personale medico di familiarizzare con la tecnologia e valutare futuri percorsi di validazione scientifica del suo impatto sulla vita dei bambini durante la terapia. L’associazione DEAR Onlus si occupa di umanizzazione degli ambienti di cura e dal 2016 è attiva nel reparto di Oncoematologia pediatrica del Regina Margherita con il progetto Robo&Bobo. Questa nuova collaborazione con il reparto è resa possibile grazie al supporto della Fondazione Amici di Jean.

Pierpaolo Berra

Tav, perché sì. Il libro di Fassino e Chiamparino

Signori, l’impresa che vi proponiamo, non vale celarlo, è impresa gigantesca; la sua esecuzione dovrà però riuscire a gloria e vantaggio del Paese. Le grandi imprese non si compiono, le immense difficoltà non si vincono che ad una condizione, ed è che coloro cui è dato di condurre queste opere a buon fine abbiano una fede viva,assoluta,nella loro riuscita.Se questa fede non esiste,non bisogna accingersi a grandi cose né in politica,né in industria..”. Con questa citazione di Camillo Benso di Cavour si apre l’instant book scritto da Sergio Chiamparino e Piero Fassino “Tav.Perché sì”, pubblicato da La nave di Teseo, disponibile in questi giorni nelle librerie.Non una citazione qualsiasi ma un frammento del discorso che Cavour tenne il 27 giugno 1857 al Parlamento Subalpino, prima del voto per la realizzazione del tunnel ferroviario del Fréjus. In una novantina di pagine, l’attuale governatore del Piemonte e l’ex sindaco di Torino, delineano il senso della loro iniziativa, tesa a liberare la discussione sulla Tav dalle ideologie politiche, puntando esclusivamente ai dati, ai numeri, alle analisi dei costi e delle attese del mondo economico e sociale. Dal libro emerge un’analisi molto seria, documentata e persino puntigliosa su questa grande opera al centro del dibattito pubblico da anni. La Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino a Lione, e l’Italia alle grandi vie di comunicazione europee, è da 25 anni al centro di uno scontro aspro tra chi è favorevole e chi contrario alla sua realizzazione. Un confronto in cui slogan e accuse hanno spesso soffocato il reale dibattito. Piero Fassino e Sergio Chiamparino hanno affrontato entrambi in prima persona, come membri del governo e amministratori locali, la nascita e l’evoluzione della TAV, ne hanno da sempre difeso gli obiettivi, pur avanzando proposte e non risparmiando critiche per migliorare un progetto di grande complessità. Nel libro presentano, con chiarezza e passione, le ragioni del sì a un’opera strategica per il nostro Paese, e al tempo stesso ne fanno la chiave per difendere l’idea di un’Italia aperta al mondo, rispettosa della partecipazione e del confronto, finalmente capace di prendere decisioni coraggiose.

M.Tr.

Sport dietro le sbarre

Il Gruppo Sportivo Polizia Municipale di Torino ha preso parte al “progetto casa circondariale”, sfidando i detenuti e le detenute rispettivamente a calcio e pallavolo: un’iniziativa vincente e destinata ad ampliarsi in futuro

 

Lo sport approda alla casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino grazie al Gruppo Sportivo Polizia Municipale del capoluogo sabaudo; infatti, nell’ambito del “progetto casa circondariale”, vigilesse e vigili gialloblù hanno sfidato detenute e detenuti rispettivamente a pallavolo e calcio, nelle giornate di mercoledì 12 e venerdì 14 dicembre. Tali incontri, come detto, contribuiscono a comporre il mosaico di un’iniziativa alquanto estesa, che mira all’avvicinamento allo sport; legata a percorsi di inclusione sociale, è organizzata in collaborazione con la Fiamma Azzurra e i rispettivi enti di appartenenza (Corpo di Polizia Municipale di Torino, Direzione Polizia Penitenziaria e Corpo di Polizia Penitenziaria) ed è divenuta un appuntamento tradizionale di fine anno, che ci si augura possa sfociare in un più importante e ancor più esteso progetto di riqualificazione sociale. Le prime a scendere in campo sono state le pallavoliste del GSPM Torino (Roraima Pennazio, Roberta Pica, Cinzia De Rosa, Antonella Bifano, Monica Loncone, Francesca Nardella e Giovanna Consoli), che hanno affrontato le detenute dell’ala femminile, allenate e seguite da un tecnico del CUS Torino, senza però scontrarsi effettivamente con loro, dal momento che sono state formate due selezioni miste. Al termine del match sono stati lasciati in dono alcuni omaggi alle ragazze detenute, a cui ha contribuito anche la FIPAV Piemonte nella persona del presidente Ezio Ferro, che ha fornito capi tecnici e materiale utile all’allenamento. Venerdì, invece, sono stati i calciatori della rappresentativa della polizia municipale subalpina (Franco Caporusso, Giuliano Giacobbe, Valter Negro, Carmelo Cartisano, Valerio Piai, Francesco Piccinni, Davide Bianco, Denny Guarise, Simone Manzo, Gennaro Amato, Davide Giorgio, Ernesto Cambio, Alessio Colucci, Marco Ermanni, Fulvio Biscuola, Walter Chervatin, Davide Ossati, Giuseppe Spatolisano e Federico Trabucco) a calcare il rettangolo verde della casa circondariale per dare vita a una partita vissuta con grande sportività da parte di entrambe le formazioni, che tuttavia non hanno certo tirato indietro la gamba e sono andate sin dal primo minuto alla ricerca della vittoria. A spuntarla, per la cronaca, sono stati i vigili torinesi per 4-2, ma al termine del match il vero trionfatore è stato il fair play: strette di mano, sorrisi e, non ultima, la consegna di alcune confezioni di caffè e cioccolatini da parte del GSPM Torino ai detenuti, che hanno apprezzato il gesto e ringraziato calorosamente i loro avversari di giornata. Nota a margine: l’incontro calcistico è stato arbitrato dal direttore di gara federale Marco Chessa, che, tra l’altro, ricopre anche l’incarico di Consigliere comunale presso il municipio sabaudo. Soddisfatti tutti gli organizzatori e i promotori del progetto, unanimemente concordi nell’asserire che «questo genere di manifestazioni contribuisce all’abbattimento, per qualche ora, del muro che separa la casa circondariale dalla società, fornendo ai detenuti la possibilità di un sano confronto umano e sportivo».

 

Alessandro Nidi

Qualità della vita, Torino 78^

Torino  si piazza nella 78esima posizione nella classifica della  qualità della vita, secondo l’indagine realizzata e pubblicata dal quotidiano economico  Italia Oggi. Al primo posto  Bolzano,  al 55esimo  Milano e  all’85esimo Roma. Il capoluogo piemontese ha perso una posizione rispetto al 2017, mentre nel 2016 era 70esima.

Cassa integrazione per i lavoratori Comital

Il primo cittadino  auspica che lo stabilimento venga acquistato e rimesso in attività

All’incontro di ieri al tavolo regionale convocato sulle vertenze Comital e Lamalu è emerso che i curatori fallimentari delle due aziende hanno ottenuto dal tribunale di Ivrea l’autorizzazione a richiedere la cassa integrazione straordinaria per cessazione a decorrere dal 2 gennaio 2019 e per la durata di un anno. Commenta il sindaco di Volpiano Emanuele De Zuanne: «Sono soddisfatto di questo passaggio perché consente ai lavoratori di avere maggiore serenità e auspico che al più  presto lo stabilimento venga acquistato e rimesso in attività».

Fca, Addio Lingotto?

di Ibis

La storica palazzina direzionale Fiat (ora FCA) del Lingotto, dove c’è l’ufficio che fu del fondatore, il vecchio senatore, e poi del nipote Gianni, chiuderà  i battenti ai grandi manager del gruppo? Se così fosse, come sembra da informazioni che abbiamo raccolto,  FCA volerà via, silenziosamente , senza che nessuno (e per nessuno si intende innanzitutto chi governa la città) dica nulla, forse nemmeno lo sa. Pare che accadrà presto, molto presto, sembrerebbe già a gennaio. L’ufficio di John Elkann, per quanto il Presidente starà a Torino, potrebbe trasferirsi alla Fondazione Agnelli in via Giacosa, quello di Manley, il CEO che ha sostituito Marchionne, non è già più a Torino. I manager restanti andranno tutti a Mirafiori, nei grandi e mezzi vuoti uffici di quello che un tempo fu il più grande complesso industriale del mondo. Il declino della bella palazzina del Lingotto è più che un simbolo di quello di Torino. L’accelerazione si è avuta negli ultimi anni dopo l’effetto “droga” delle Olimpiadi: come ogni droga , la fine dei suoi effetti provoca crisi di astinenza. Così il declino sta accelerando in mancanza di scelte politiche coraggiose e capacità di risvegliare o attirare investimenti pubblici e privati ( altro che “decrescita felice”).

Si fa addirittura il contrario, si rifiutano gli investimenti in corso: il più grande di tutti è il Tav , con i suoi due miliardi e 900 milioni che ricadrebbero su Torino e provincia e con la potenzialità di creare un nuovo grande collegamento internazionale innanzitutto per la città, ma che naturalmente interessa anche tutto il Nord e quindi l’Italia. I valsusini, meglio la parte ( forse addirittura minoritaria in valle) contraria al Tav, ha trovato una sponda formidabile nella sindaca, la sua giunta e il governo. ” A questa città manca coraggio. Mancano sogni», ha detto il Presidente dell’Ordine degli Architetti Massimo Giuntoli, venerdì 14 dicembre, nel convegno che ha chiuso i ciclo di incontri Architettiamo la Città promosso dall’Ordine di Torino. Gli architetti hanno sondato la città con incontri in tutti i quartieri per riflettere e cercare potenzialità e per scrivere una piattaforma per il rilancio : sei le questioni prese in esame: degrado e cura del territorio, città a misura di studente, mobilità e viabilità del futuro, fiumi, multi-centralità, commercio. Ma alla base di qualunque politica territoriale futura capace di attrarre investimenti, gli architetti indicano infrastrutture più efficienti e veloci. “La città” . spiega il Presidente Giuntoli , “deve essere connessa con l’area metropolitana , non più Torinocentrica , ma anche con Milano e l’Europa.”  In sala si è notata l’ennesima assenza della sindaca Appendino, ormai consueta quando i temi scottano: dopo il voto contro la Tav in consiglio, la sfilata no Tav dell’8 dicembre ( pur dichiarandosi d’accordo ), il voto favorevole all’opera del consiglio dell’Area metropolitana. Ma non è una buona politica quella di scomparire e non ascoltare. Alla lunga non pagherà ( si parla di sondaggi discreti che darebbero i 5 stelle in caduta libera a Torino ). L’allarme sul declino della città, che sta accelerando , viene da varie parti. Anche dalla chiusura di diversi negozi del lusso. L’ultimo, la gioielleria Olivero in Galleria San Federico il cui titolare ha dichiarato alla Stampa: «Ho deciso di chiudere a fine anno. In queste condizioni non si può andare avanti: la crisi c’è da tempo, ma gli ultimi due anni sono stati insostenibili». E il gioielliere Silvio Palmerio aggiunge «La situazione qui è molto seria in una città come Torino che non dà nessun cenno di risveglio. Ormai siamo la periferia di Milano e la situazione si riflette anche sul turismo, che quando c’è non compra». Nel convegno degli architetti torinesi sono stati dati numeri che fanno paura: li ha illustrati Lorenzo Bellicini, direttore di Cresme, il Centro ricerche economiche e sociali del mercato dell’edilizia. Tra il 2013 e il 2017 Torino ha perso altri 20 mila abitanti, solo Napoli ha fatto peggio; Milano è cresciuta di 43 mila e sono cresciute anche Bologna, Roma, Firenze, Bergamo, Brescia. Con questo trend , nel 2036 gli abitanti di Torino scenderebbero a 750 mila. Qualche segnale di risveglio c’è , ma ancora debole, in prmis la manifestazione dei 40 mila organizzata dalle 7 signore di “Sì Torino va avanti” con Giachino . Il documento firmato da 33 associazioni di categoria e sindacati. Bisognerebbe che emergesse una nuova classe dirigente o che quella che c’è ancora ,soprattutto nell’imprenditoria privata, si risvegliasse prima che sia troppo tardi e con la politica ( quella che ha le sue visioni del futuro ) saldasse una alleanza : bisogna battere a porte in Europa e nel mondo, mettere in campo le migliori relazioni e attirare investimenti, centri direzionali, manifestazioni. E bisognerebbe che la sua borghesia, sì proprio la borghesia caro Grillo caricatura dei vecchi radical chic, incalzasse le classi dirigenti e magari …scendesse di nuovo in piazza per salvare la città e anche le classi popolari con le figlie e i figli a casa disoccupati.

 

(foto: il Torinese)

 

 

Arrivano i fondi per i bacini idrici

ARPIET E UNCEM PRONTI A LAVORARE CON IMPRESE ED ENTI LOCALI PER I NUOVI MICRO-INVASI NELLE AREE MONTANE 

Arpiet e Uncem accolgono positivamente lo stanziamento della Regione, nel quadro dell’assestamento al bilancio, di 6 milioni di euro per la realizzazione di nuovi bacini idrici nelle aree montane. Invasi d’acqua che dovranno avere uso plurimo: agricolo, idroelettrico, per l’innevamento, per lo spegnimento di incendi, oltre al grande valore paesaggistico e turistico di ciascun micro-invaso. La proposta di realizzare una serie di laghetti in quota era stata fatta alla Regione da Uncem e Arpiet (Associazione piemontese delle imprese del trasporto a fune) nel 2016. Le due Associazioni di Enti locali e imprenditori avevano elaborato uno studio che fotografa le opportunità di stoccaggio idrico su tutto l’arco alpino piemontese. Ventidue micro-invasi, senza particolari impatti ambientali, dal costo contenuto, che permettono di accumulare complessivamente 650mila metri cubi d’acqua.
 
“Siamo soddisfatti di questo primo stanziamento di risorse – commentano Giampiero Orleoni, Presidente Arpiet, con Lido Riba e Paola Vercellotti, Presidente e Vicepresidente Uncem Piemonte – La localizzazione e i volumi delle nuove riserve idriche sono stati proposti due anni fa dai proprietari-gestori degli impianti sciistici e il costo medio dello stoccaggio è stimato in 30-35 euro per metro cubo. Ringraziamo la Giunta e il Consiglio regionale per aver accolto la nostra proposta e siamo pronti subito a lavorare con gli Assessori al Turismo e alla Montagna per definire le modalità di realizzazione, progettazione, accesso alle risorse da parte di Enti locali e imprese”. 
 
 
“Lo studio elaborato dall’ingegner Francione per Arpiet e Uncem – afferma Giampiero Orleoni – dimostra due cose. In primo luogo che le aree sciabili piemontesi rappresentano una importante e fondamentale realtà̀ economica delle Terre Alte, che spesso sopravvivono allo spopolamento e alla desertificazione soltanto grazie alla presenza degli impianti funiviari. In secondo luogo che sono determinanti una serie di interventi strutturali di investimento, necessari per raggiungere delle capacità di invaso adeguate per garantire la possibilità di ricoprire con neve programmata le piste piemontesi in tempo utile”. “I micro-bacini che abbiamo censito e mappato – prosegue Orleoni – si inseriscono perfettamente nei contesti naturali e ambientali dei territori. Nessun impatto ambientale, non vogliamo certo compromettere l’ambiente. L’uso plurimo della risorsa è fondamentale. Le nostre stazioni potranno continuare a vivere, garantendo 700 posti di lavoro, 750 milioni di euro di fatturato nell’indotto e ora anche 650 mila metri cubi d’acqua in più, custodita, stoccata e rilasciata per diversi scopi. Un buon investimento per la montagna, ma anche per la pianura”.
CS

Più controlli sugli edifici, la sicurezza al primo posto

Il Consiglio Nazionale di ANACI organizzato a Torino all’Auditorium di Intesa San Paolo è servito a ricordare il ruolo sociale degli amministratori condominiali. Impegno in ambito sanitario, nella ricostruzione post sima ed ovviamente la sicurezza delle strutture, anche dal punto di vista delle infrastrutture immateriali. “In Italia circa il 70% degli edifici non è ancora cablato e mancano le linee guida” ha spiegato il Presidente Burrelli che ha presentato il programma dell’associazione, tra i punti pec elettronica e bilancio sociale.   

Una vista al Politecnico di Torino ha preceduto il Consiglio Nazionale di ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali ed Immobiliari), un incontro utile a predisporre le basi della collaborazione tra l’associazione e alcuni politecnici italiani, finalizzata a consolidare i parametri fondamentali della sicurezza e che prevede in futuro la realizzazione di linee guida raccolte in un  volume e la successiva messa on line per formare gli amministratori. Il Consiglio Nazionale, tenutosi oggi 15 dicembre all’Auditorium di Intesa San Paolo di Torino dove sono arrivati oltre 250 amministratori condominiali da ogni parte d’Italia ed organizzato in collaborazione con Anaci provinciale di Torino, ha confermato anche il ruolo sociale della categoria, il suo impegno professionale capace di investire aspetti della quotidianità come quello della sanità, della ricostruzione delle aree in emergenza come quelle colpite dal sisma nelle Marche Lazio Abruzzo Emilia Romagna, della stessa sicurezza complessiva degli edifici, privati ma anche pubblici, compresi i locali di intrattenimento. “Non è possibile morire a 14 o 15 anni come accaduto nella discoteca di Corinaldo, in provincia di Ancona, perché mancano o sono insufficienti i controlli, sulle uscite di sicurezza ad esempio, o sui parapetti affacciati pericolosamente su fossati. Occorrono più rigore e sanzioni per far rispettare regole già esistenti ed anche valorizzare le professionalità tecniche nelle commissioni di controllo. Il ruolo degli amministratori è anche quello di fare segnalazioni sulle irregolarità delle strutture abitative, ognuna di queste può servire a salvare delle vite, ognuna di queste va chiamata semplicemente prevenzione”, ha spiegato il Presidente di ANACI Francesco Burrelli.  Ma la sicurezza, in termini più ampi, può essere garantita anche dall’infrastrutturazione digitale degli edifici, e su questo punto Burrelli ha incalzato le istituzioni. L’Italia è ancora gravemente in ritardo “Circa il 70% degli edifici non è ancora cablato, nonostante la legge relativa risalga al 2015, e la questione riguarda non solo la fibra ottica, ma, in modo più generale, i multiservizi su cavo unico. E servono le linee guida per questo genere di manutenzioni che ancora non ci sono da realizzare con tutti i soggetti interessati, le tlc i tecnici, le associazioni di categoria, utili a gestire gli impianti nei condomini”. Il Consiglio Nazionale è stato utile anche per fare il punto sulla fatturazione elettronica “siamo pienamene d’accordo sull’idea che corre parallelamente ai processi di digitalizzazione su cui ANACI sta investendo molto, grazie anche alla formazione professionale, ma anche in questo caso è necessario che gli amministratori vengano messi nelle condizioni adeguate per poterli utilizzare con efficacia attraverso la dotazione di strumenti adeguati, altrimenti si corre il rischio gestirli in maniera raffazzonata. Gli amministratori devono pertanto avere accessi diretti ai sistemi tracciati come accade con i conti correnti”. Durante il Consiglio, il primo operativo dopo il congresso di Bari dove Burrelli era stato rieletto per il secondo mandato, è stato inoltre presentata una parte del programma di azione di Anaci che prevede la certificazione del bilancio, il bilancio sociale, la pec elettronica, l’iscrizione on line.“Proseguiamo con continuità l’attività di formazione che è garanzia di elevato profilo professionale dell’amministratori e quindi per gli stessi cittadini dei quali siamo un punto di riferimento sempre più significativo” ha detto ancora Burrelli. Al consiglio di Torino era presente Andrea Lecce Direttore Sales e Marketing di Intesa San Paolo, essendo stato anticipato agli iscritti di Anaci il prossimo accordo tra l’associazione e Intesa san Paolo, sottoscritto a giorni e che riguarda tutte le agenzie circa tremila in Italia. 

CS

Architetti: celebrata “Ivrea città industriale del XX secolo”

Incontri, lectio e visite a corollario della Conferenza Nazionale degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori

 

Torino, 13 dicembre 2018. Dopo l’omaggio a Matera – Città dei Sassi, Capitale europea della cultura 2019 – gli architetti italiani celebrano “Ivrea città industriale del XX secolo” inserita nel Patrimonio Mondiale Unesco, con una serie di iniziative che – nei giorni del 14 e del 15 dicembre – saranno organizzate a Torino e a Ivrea a corollario della Conferenza Nazionale degli Ordini degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Nel corso della mattinata, prima della Conferenza Nazionale di venerdì 14 dicembre, il Presidente degli Architetti italiani, Giuseppe Cappochin, interverrà all’evento pubblico che a La Centrale di Nuvola Lavazza chiuderà il ciclo di incontri “Architettiamo la Città” promossi dall’Ordine degli Architetti di Torino in collaborazione con la Fondazione per l’architettura / Torino. Un percorso di ascolto delle Circoscrizioni per ripensare il futuro di Torino che sviluppa – così come stanno facendo altri Ordini territoriali – gli obiettivi dell’ultimo Congresso Nazionale degli Architetti italiani dedicato alle città del futuro prossimo. Prevista, sempre venerdì, alla fine della prima giornata della Conferenza Nazionale, la Lectio Magistralis “Elogio dell’Architettura”, o della felicità, dell’architetto Aimaro Oreglia Isola. La Lectio vuole essere “un riconoscimento alla professione di architetto partendo da un omaggio rituale al nostro nonno e padre Leon Battista Alberti, ai Lumi, ai Romantici, alla modernità, attraverso un veloce sguardo verso il lavoro di oggi, alla ricerca di un possibile bonheur nell’abitare. Nell’epoca dell’immagine reificata, spettacolarizzata, banalizzata – sottolinea Isola – occorre instaurare le condizioni per affermare con forza quelle verità che le immagini delle nostre architetture ed i nostri paesaggi possono, malgrado tutto, oggi più che mai, veicolare”. La Lectio si concluderà con un breve racconto sulla genesi di Talponia, una architettura come paesaggio e come ricerca, nell’abitare, di una irraggiungibile felicità e bellezza. La giornata si concluderà ad Ivrea – nel Palazzo Uffici Olivetti – con una lezione olivettiana del Segretario Generale della Fondazione Adriano Olivetti, Beniamino de’ Liguori Carino, sul progetto imprenditoriale promosso da Adriano Olivetti. Progetto in cui ricerca tecnologica, design, architettura, responsabilità sociale e responsabilità verso il territorio si sono integrate in un modello unico, innovativo e di assoluta avanguardia di fare impresa. Il giorno successivo, in chiusura dei lavori della Conferenza Nazionale, alla quale porterà i saluti il sindaco di Ivrea, Stefano Sertoli, una immersione a tutto campo nella città di Adriano Olivetti con una visita illustrata alle architetture olivettiane, a cura dello storico e scrittore Marco Pieroni, che sarà introdotta dall’architetto e scrittore Enrico Papa.