Il Piano banda ultralarga è in ritardo. Deve essere accelerato e non può fallire. I cantieri devono partire. Subito, domani mattina. Lo hanno ribadito il Presidente Uncem Piemonte Lido Riba e il Presidente Uncem nazionale Marco Bussone nelle scorse ore ai dirigenti regionali e ai vertici degli Enti locali che compongono la “cabina di regia” per l’attuazione del Piano BUL nelle “aree bianche” del Piemonte, cioè nei Comuni montani dove gli investimenti per la rete vengono fatti grazie a 280 milioni di euro di fondi pubblici. Uncem ha richiesto un’urgente riunione della cabina di regia nella qualerimuovere ogni ostacolo affinché prendano il via i cantieri nei paesi, ad opera delle imprese incaricate da Open Fiber. Le ditte dovranno scavare, fare i ripristini perfettamente, agire velocemente e bene. Non c’è tempo da perdere e i Sindaci dei Comuni montani piemontesi avrebbero preferito l’avvio dei lavori prima delle elezioni amministrative. Una richiesta legittima, vista l’attesa eccessiva finora. Per lungaggini burocratiche e iter autorizzativi eterni, in molti Comuni che dalle tabelle diffuse da Infratel e Ministero dello Sviluppo economico risultano “in esecuzione”, i lavori per fibra e sistemi wireless non sono ancora partiti. Una situazione molto grave che Uncem vuole possa essere sbloccata nel giro di qualche giorno. “Ci abbiamo messo la faccia, abbiamo raccontato il Piano e lo abbiamo idealmente, istituzionalmente, socialmente sostenuto – precisano Riba e Bussone – Ora non devono essere le burocrazie italiane a fermare i lavori che daranno reti moderne e decisive per la competitività e la digitalizzazione dei distretti territoriali rurali e montani, PA, imprese, comunità, case, scuole e municipi. Si è già perso troppo tempo. Intervengano i vertici della Regione per evitare ogni ulteriore lungaggine. I Comuni vogliono quei lavori, già finanziati con fondi UE, nazionali, regionali, e al più presto da effettuare. Apriamo i cantieri, in Piemonte e in tutt’Italia. Subito”.
Nasce a Torino il Museo del diabete
Venerdì 19 aprile 2019 dalle ore 15, presso l’Aula Magna del Rettorato, Università di Torino (via Verdi 8), si svolgerà la Cerimonia di inaugurazione de La dolce vita: il Museo del Diabete (Per un museo di medicina a Torino). In occasione dell’apertura, verrà organizzata una breve conferenza durante la quale saranno presentati il Museo, il suo vissuto e obiettivi, le nuove frontiere della ricerca (pancreas artificiale e bioingegnerizzato) da parte di studiosi italiani di caratura internazionale, perché il Museo e la Fondazione Diabete Torino intendono il passato come guida per il futuro. Nella stessa occasione saranno presentate ufficialmente la Fondazione Diabete Torino Onlus e le attività dalla stessa promosse nel corso degli anni. L’organizzazione della mostra e i costi relativi sono a carico della Fondazione Diabete Torino Onlus, con il contributo di Fondazione CRT, Reale Mutua Assicurazioni, Registro FIAT ed FCA.
La Fondazione Diabete Torino (professor Massimo Porta) ha scelto di non chiedere il supporto di Case Farmaceutiche o soggetti comunque direttamente implicati nel business legato alla diagnosi e al trattamento del diabete.
La dolce vita: il Museo del Diabete
(Per un museo di medicina a Torino)
Da martedì 23 aprile sino a sabato 22 giugno 2019
con orario 10.00-19.00
nei locali della Biblioteca Arturo Graf dell’Università di Torino
Palazzo del Rettorato di via Verdi 8
Il nome un po’ retrò della mostra ci conduce ad immagini antiche, l’intento è rivisitare un passato anche lontano per meglio comprendere quanto accade oggi e quanto il futuro ci può riservare. Si desidera raccontare la storia del diabete e come la ricerca abbia modificato il percorso di vita delle persone che si sono trovate e si trovano a vivere la malattia. Un viaggio dall’antichità agli anni più recenti, per sottolineare l’importanza della prevenzione e corretta informazione per pazienti e non. Saranno considerati anche gli aspetti di possibile discriminazione nel mondo del lavoro e nella società. La ricca collezione personale di materiale bibliofilo (circa 3000 volumi) e strumentale del professor Bruno Bruni (1923-2006), unica al mondo in tema di storia del diabete, fu da lui stesso organizzata in Museo del Diabete (www.museodeldiabete.it) e ricevuta in lascito dalla Fondazione Diabete Torino Onlus. La Fondazione persegue l’obiettivo di rendere fruibile al pubblico ed agli studiosi il suddetto materiale anche mediante iniziative come la mostra in oggetto. Attraverso un percorso coinvolgente il visitatore potrà conoscere gli aspetti di vita quotidiana, attraverso i secoli per arrivare ad oggi, di chi è diabetico e di chi gli è accanto. Sono previste stazioni video, con rivisitazione del film “Glory enough for all” sulla scoperta dell’insulina e video realizzati dal prof. Bruni e dalla sua équipe, utilizzando ancora materiale informatico degli anni ’80 e ’90. opo un breve excursus sul diabete nella storia, dall’antico Egitto all’antica Roma, attraversando Medioevo e Rinascimento fino all’Ottocento, il percorso della mostra si articolerà su:
- L’alimentazione, ovvero non esiste più la “dieta per diabetici”.
- Dall’insulina alle “insuline”.
- Gli altri farmaci per il diabete.
- Come faccio a controllare se la glicemia va bene?
- Come utilizzare al meglio tutte queste cose – La self-management education.
- Cosa sono le complicanze e come prevenirle.
- Attenzione alle bufale ed ai falsi rimedi.
- Il mio compagno/a (di scuola, di lavoro, di vita) ha il diabete: cosa posso fare?
Al termine del percorso il visitatore troverà uno spazio allestito con i mobili e gli oggetti di lavoro personali del prof. Bruni, che ne ricorderanno la figura ed il contributo alla diabetologia non solo torinese.
Un ricercatore e nuove apparecchiature per il trattamento di particolari patologie malformative delle vie aerodigestive superiori saranno a disposizione dell’Otorinolaringoiatria grazie alla sinergia tra Confindustria Piemonte e la Compagnia di San Paolo
Strutturare un nuovo percorso di eccellenza all’interno dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino grazie alla generosità del territorio. È questo l’obiettivo che ha guidato gli sforzi delle imprese piemontesi, coordinate da Confindustria Piemonte, e di Compagnia di San Paolo, grazie all’indirizzo ed al supporto della Onlus Io Sto Con Il Regina Margherita, che si è fatta regista del progetto. L’iniziativa di fundraising ha avuto come beneficiario il reparto di Otorinolaringoiatria pediatrica, diretto dal dottor Paolo Tavormina, ed è stata finalizzata ad innovare tutto il sistema di diagnosi, gestione e terapia in favore di bambini e neonati che presentano una serie di patologie malformative o espansive a carico delle vie aerodigestive superiori. Si tratta di pazienti che, spesso anche in età neonatale, devono essere sottoposti a delicati interventi chirurgici che necessitano successivamente di una lunga e laboriosa riabilitazione per il ripristino delle funzioni fonatorie e deglutitorie. Un settore di intervento nel quale il reparto dell’ospedale torinese è impegnato da circa dieci anni e che ha visto crescere progressivamente, anno dopo anno, il numero di diagnosi ed operazioni da gestire, con la conseguente necessità di aggiornare anche dotazioni tecnologiche e modelli di intervento. Nel 2018 l’Otorinolaringoiatria pediatrica del Regina Margherita ha trattato per questo genere di patologie 80 piccoli pazienti: in prevalenza giovanissimi di età da zero a dieci anni insieme a qualche caso che ha coinvolto preadolescenti. In dettaglio, l’impegno di un gruppo di imprese piemontesi, coinvolte da Confindustria Piemonte, ha permesso di raccogliere la cifra di circa 50.000 euro da destinare all’istituzione di una borsa di studio per un anno in favore di un giovane laureato in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Otorinolaringoiatria per la ricerca nell’ambito della terapia chirurgica e la riabilitazione dei bambini con patologie a carico delle vie aerodigestive superiori. Una opportunità che si è concretizzata con l’affidamento dell’incarico ad una giovane medico specialista, in servizio da metà marzo 2019. Il sostegno della Compagnia di San Paolo, pari a circa 160.000 euro, ha invece
consentito l’acquisto di una nuova e sofisticata apparecchiatura per la videoendoscopia otorinolaringoiatrica e chirurgica, capace di migliorare notevolmente la qualità della gestione del paziente sia nella fase di esame e diagnostica, sia in quella successiva di terapia chirurgica. Il dottor Silvio Falco, Direttore generale AOU Città della Salute di Torino, ha dichiarato: “Ringraziamo Confindustria Piemonte, Compagnia di San Paolo e Io sto con il Regina Margherita per l’impegno profuso e per aver investito importanti risorse nelle eccellenze dell’ospedale Regina Margherita, che si conferma in numerose specialità punto di riferimento regionale e nazionale in campo pediatrico. Tutto questo conferma quanto crediamo e quanto continuiamo ad investire nelle eccellenze dell’ospedale Infantile per il presente e per il futuro per quello che sarà un cardine del futuro Parco della Salute”. “La responsabilità sociale è alla base di una visione etica del fare impresa che Confindustria sostiene – ha spiegato il Presidente di Confindustria Piemonte Fabio Ravanelli – ed impegnarci in modo concreto in favore dell’ospedale Regina Margherita ci è sembrato un atto emblematico per sostenere una delle eccellenze del Sistema sanitario piemontese e, insieme, offrire un segnale di attenzione al sistema di ricerca e studio nel campo delle malattie del bambino, favorendo l’ingresso di un giovane ricercatore. Non dimentichiamo che la white economy rappresenta un settore di investimento ad alto potenziale in termini economici ed occupazionali e la capacità di coniugare ricerca scientifica, formazione, didattica ed operatività costituirà una delle chiavi di successo della sanità piemontese nei prossimi anni”. “La Compagnia – ha aggiunto la dottoressa Franca Fagioli, Componente del Consiglio Generale della Compagnia di San Paolo – è da sempre attenta al miglioramento della qualità delle cure fornite ai piccoli pazienti: l’intervento presentato oggi è rivolto all’incremento della dotazione tecnologica di alto livello dell’ospedale Regina Margherita, polo di eccellenza della sanità regionale in ambito pediatrico. L’iniziativa, nel suo complesso, rappresenta, in continuità con il recente passato, un esempio di efficace e proficua collaborazione tra privati ed ente pubblico”. “Il Comitato Io sto con il Regina Margherita Onlus che rappresento – ha concluso il Presidente della Onlus Walter Ceresa –, sostiene e promuove la crescita e lo sviluppo dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino attraverso donazioni mirate a garantire la qualità dei servizi e delle attrezzature per il benessere dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. In questo caso dobbiamo ringraziare
Confindustria che, a seguito di una campagna di sensibilizzazione, ha raccolto la cifra necessaria ad attivare un contratto libero professionale per un medico specialista in otorinolaringoiatria. Il ruolo della Onlus è fare da tramite tra i tanti sostenitori e le esigenze dell’ospedale realizzando concretamente i progetti che ci vengono proposti dalla Direzione aziendale”. “Sono molto contento dell’arrivo di queste due donazioni – ha aggiunto il responsabile del reparto di Otorinolaringoiatria dottor Paolo Tavormina – perché in un contesto come quello attuale ottenere da due istituzioni esterne l’attenzione e l’impegno per farci avere personale e strumentazione di un certo livello è un atto per il quale la riconoscenza è d’obbligo e non è scontata. Essere un ospedale di riferimento nazionale ci pone di fronte a situazioni complesse. Poterle affrontare con strumentazioni di avanguardia e personale dedicato significa fare un enorme regalo a tutta la comunità”. Hanno contribuito con le proprie donazioni alla creazione della borsa di studio: Finsaa – Associazione per il finanziamento degli studi in Amministrazione aziendale, Mirato Spa, Comoli Ferrari & C. Spa, Esseco Group, Colines Spa, Igor Srl, Ponti Spa e Zschimmer e Schwarz Italiana Spa.
cs
Ecco la prima Oil free zone
Preliminare alla costituzione della Comunità Energetica del Pinerolese
Martedì 16 aprile 2019 dalle ore 9.30 alle 12.30
Sala Toniolo Palazzo Ceriana Mayneri
Corso Stati Uniti 27 Torino
Con la presente desideriamo InvitarLa al Convegno in occasione della firma del Protocollo d’intesa che segnerà la nascita della Oil Free Zone Territorio Sostenibile che pone le basi per la costituzione della Comunità Energetica del Pinerolese, area che baserà progressivamente la sua fonte di alimentazione energetica sulle fonti rinnovabili e sullo scambio di energia autoprodotta come previsto dalla Legge della Regione Piemonte n. 12 del 3 agosto 2018.
Ore 9,00 registrazione partecipanti
Modera Luca Mercalli Presidente Società Meteorologica Italiana e Giornalista scientifico Rai e La Stampa
Ore 9,30 Prof. Angelo Tartaglia Politecnico di Torino “OIL FREE ZONE, la transizione dalle fonti fossili alle
rinnovabili: la svolta è possibile.”
Ore 10,15 Ing. Francesco Carcioffo AD Acea Pinerolese Industriale SpA e Presidente Consorzio CPE “Il Consorzio CPE e Acea Centro Sviluppo e Innovazione, il centro attorno al quale si sono raccolte energie positive per la nascita della Oil Free Zone Territorio Sostenibile”
Ore 11,00 Cerimonia di firma del Protocollo d’Intesa della Oil Free Zone e intervento di alcuni Sindaci del Territorio della Oil Free Zone
Ore 11,20 Conclusioni Luca Mercalli “Cambiamenti climatici e necessità di una svolta concreta verso le rinnovabili”.
Piccoli fotografi crescono
Fondazione Sella, Biella 13 aprile – 15 giugno 2019

Da aprile a giugno gli spazi della Fondazione Sella di Biella ospiteranno PICCOLI FOTOGRAFI CRESCONO, una serie di laboratori didattici per ragazzi di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni dedicati alla fotografia, a cura di FabLab Biella. Questo ciclo formativo si pone l’obiettivo di coinvolgere e appassionare le nuove generazioni alla fotografia attraverso un percorso di scoperta a forte contenuto esperienziale: con l’uso di vari mezzi espressivi si vuole stimolare la curiosità e la creatività dei ragazzi perché possano presentare le loro idee in modo efficace.
Il primo incontro si terrà sabato 13 aprile, ai ragazzi sarà data una breve introduzione alla storia della fotografia attraverso foto, video e dispense interattive e saranno guidati nella realizzazione di un vero cianotipo, ripercorrendo le orme dello scienziato e astronomo inglese Sir John Herschel che inventò questo procedimento nel 1842.
Nel secondo appuntamento, sabato 11 maggio, i ragazzi impareranno i fondamenti della composizione fotografia e metteranno in pratica le tecniche creative di base apprese per raccontare storie sulle persone e sulle cose intorno a loro.

Domenica 26 maggio, terzo laboratorio: i ragazzi saranno introdotti alla storia della macchina fotografica a partire da Aristotele e costruiranno l’antenata delle fotocamere moderne, una camera pinhole, con cui scatteranno una vera foto analogica. Con l’ausilio di iPad, in un modo divertente e intuitivo, il laboratorio si concluderà con la spiegazione dello sviluppo del negativo in camera oscura insegnando ai partecipanti ad avere più controllo sull’immagine
Nel quarto incontro, domenica 9 giugno, sarà spiegato il funzionamento delle macchine fotografiche moderne attraverso la costruzione di un modello semplificato in cartone di una macchina fotografica reflex.
Ultimo appuntamento sabato 15 giugno, dedicato all’album delle vacanze: i ragazzi metteranno in pratica le tecniche creative apprese per raccontare storie sulle persone e sulle cose intorno a loro, per essere pronti, dopo le vacanze estive, a costruire e raccontare un vero e proprio album fotografico che custodisca i loro ricordi più belli.
La Fondazione Sella onlus raccoglie, conserva e valorizza un vasto archivio documentario e iconografico che mette a disposizione degli studiosi. Fondata nel 1980, ha sede a Biella negli immobili dell’ex Lanificio Maurizio Sella, lungo le rive del torrente Cervo, dove nel 1990 ha trasferito la propria attività e i propri archivi. Oltre al principale fine di conservare e catalogare i documenti dei suoi archivi, la Fondazione ne cura la valorizzazione volta alla diffusione della conoscenza e all’approfondimento dei contenuti. Con questo proposito la Fondazione ha intrapreso un percorso di rafforzamento della propria identità pubblica, di maggiore apertura all’esterno e di collegamento con un pubblico più vasto e giovane. Il progetto “Da archivio a risorsa comune”, ideato e promosso dalla Fondazione con il supporto finanziario di Compagnia di San Paolo, intende evidenziare il ruolo fortemente identitario che il patrimonio culturale e fotografico dell’archivio Sella ricopre sul territorio locale e non solo.
Per informazioni
http://fondazionesella.org/laboratori/
Un grande pranzo di comunità con i volontari, le famiglie, i partner del progetto Fa bene e la partecipazione di Enzima: sono tutti invitati a portare una pietanza da condividere e a vivere il piacere dello stare insieme in comunità
Da una mela, nasce una comunità: “A pranzo con Fa bene” condividere un piatto è un gesto semplice che avvicina chi riceve e chi dona, generando un legame virtuoso di reciprocità. Domenica 14 aprile, il polo di innovazione sociale Open Incet si anima per una giornata all’insegna della convivialità, con un pranzo di comunità: una grande tavolata dove tutti possono portare i piatti cucinati a casa e offrire un ‘pasto sospeso’ a chi non può permetterselo.
“A pranzo con Fa bene” chiude idealmente gli oltre 50 eventi in quattro giorni del Festival “Viaggio al centro delle periferie”, promosso dalla Città di Torino con il programma AxTo: un’occasione di comunità nel cuore dell’innovazione, al centro di un’area simbolo di riqualificazione urbana della Città, per un momento di festa dedicato a famiglie e volontari che vorranno trascorrere una giornata insieme, dalla preparazione della tavola al pranzo, fino al concorso di cucina per i piatti preparati da ciascuna Casa del quartiere con i prodotti dei mercati aderenti a Fa bene.
Dal cibo all’inclusione sociale: un intenso pomeriggio, che pone al centro la ricchezza creativa dei territori per rafforzare e costruire spazi di condivisione con i cittadini, mediante occasioni di incontro fra musica e spettacolo, ma anche laboratori e giochi per le famiglie e per i più piccoli: dall’animazione degli “artisti di comunità” del progetto Enzima, alla Tombolata dei diritti con “Mai più Sole” in Barriera, un momento ludico e di sensibilizzazione contro ogni forma di violenza sulle donne, fino alla biblioteca mobile Bibliobus della città di Torino.
La partecipazione all’evento è gratuita. I partecipanti sono invitati a portare qualcosa da condividere: un piatto, un sorriso, ma soprattutto la voglia di fare comunità. Chi non può partecipare può comunque essere parte della festa e offrire un pranzo sospeso, anche attraverso la campagna Eppela: eppela.com/da-una-mela-una-comunita-a-pranzo-con-fa-bene. “Una mela fa comunità: a pranzo con fa bene” è un evento finanziato da AxTO, azioni per le periferie torinesi.

Nato da un’idea di Umberto Montano, imprenditore della ristorazione, e dall’esperienza imprenditoriale del gruppo Human Company della famiglia Cardini-Vannucchi, co-fondatore e leader in Italia nel settore del turismo all’aria aperta, il progetto Mercato Centrale è partito nel 2014 a Firenze nello storico mercato di San Lorenzo ed è stato replicato nel 2016 a Roma, in Stazione Termini. Così come per Firenze e Roma, anche per Torino la location scelta per il mercato, il Centro Palatino, si inserisce in una zona in piena riqualificazione – il quartiere di Porta Palazzo – per riproporre a torinesi e turisti un luogo da vivere e condividere nel segno della bontà elementare. Artigianalità, territorio e vocazione culturale: questa è la ricetta vincente che ha fatto del format il nuovo punto di riferimento di chi sceglie, vive e ama il cibo. Molto più di un luogo dove mangiare e fare la spesa, Mercato Centrale è una destinazione in cui cibo e cultura s’incontrano generando forte aggregazione sociale. Mercato Centrale Torino occupa 4.500 mq distribuiti su tre livelli e 26 botteghe tra artigiani del gusto, ristorante, scuola di cucina, birreria, bar e caffetteria e molte novità. All’ingresso del Mercato Raffaele D’Errico accoglie il pubblico con il “pane di Porta Palazzo”, primo atto d’amore verso la città di Torino. Il mulino, affidato a Mattia Giardini e Alberto Iossetti di ViVa La Farina, macina il grano duro destinato a questo pane speciale, offrendo a tutti la possibilità di creare il proprio blend di farine personalizzato. Nuovo anche l’approccio alla macelleria con due diverse proposte: Marco Martini, storica realtà piemontese che segue l’intera filiera produttiva della regina Fassona, e la famiglia Savigni con la carne allevata in Toscana nel pieno rispetto del benessere animale. Al Mercato Centrale Torino ci saranno anche grandi Maestri di Cucina, il visionario Davide Scabin, l’eclettico Marcello Trentini (Magorabin) e i gusti della tradizione piemontese al ristorante Farmacia del Cambio. Due i format inediti: Carbone Bianco per Scabin, con cotture esclusivamente a carbone proposte per zuppe, uova, verdure e la Fata Verde per Trentini, con una linea di cucina vegetariana. In entrambi i casi, a prezzo pop. Così come sarà per la Farmacia del Cambio, il ristorante del Mercato nel quale sarà possibile riservare il tavolo.

Sempre al piano terra ci sono la pizza tradizionale napoletana di Marco Fierro, il gelato di Alberto Marchetti, fatto con una selezione accurata delle migliori materie prime. L’hamburger di Chianina di Enrico Lagorio, prodotto con carni provenienti dai suoi storici allevamenti in Val di Chiana, i formaggi e il burro di Beppino Occelli, autentica espressione dei sapori delle Langhe e degli alpeggi, e il tartufo di Luciano Savini, esaltato dalla conoscenza gastronomica di Aurelio Barbero. Ci saranno le specialità della tradizione romanesca racchiusi nel Trapizzino di Stefano Callegari, la pasta fresca di Egidio Michelis, con i suoi piatti che raccontano storie e tradizioni del Piemonte così come i formaggi e i salumi selezionati da Beppe Giovale. Il fritto dorato e fragrante di Martino Bellincampi, tra tradizione romana e piemontese. E poi ancora i profumi delle specialità siciliane di Carmelo Pannocchietti, il pesce del Mediterraneo di Valerio Lo Russo, il girarrosto con i polli ruspanti di Alessandro Baronti e il vino, tra calici e bottiglie, sapientemente selezionato da Luca Boccoli. Infine, in esclusiva il primo negozio fisico “sperimentale” Cortilia, il mercato agricolo online, che per la prima volta farà conoscere i suoi prodotti freschi da comprare direttamente al Mercato. E ancora la distilleria di Simone Mari, aperta fino a tardi, alla quale è possibile accedere direttamente dalla piazza. Da maggio saranno aperti saranno gli spazi che Mercato Centrale ha dedicato alla formazione: la Scuola di cucina Lorenzo de’ Medici guidata da Carla e Fabrizio Guarducci, il laboratorio didattico di formaggi di Beppino Occelli, la torrefazione didattica di Franco Mondi e l’aula didattica del Mercato Centrale. Il secondo piano e le due storiche ghiacciaie risalenti al XVIII secolo – che torneranno ad essere visitabili gratuitamente – rappresentano il palcoscenico d’eccezione del Mercato per ospitare un fitto calendario di eventi culturali e installazioni site-specific per diventare un luogo di destinazione della città, una vera e propria area del fare. Primo fra tutti il progetto Plotting the Central Body dell’artista Maria Pecchioli, una ricerca interdisciplinare che negli scorsi mesi ha letto lo spazio urbano come corpo e indagato le energie della città. Non solo cibo quindi, ma anche progetti artistici e culturali, dibattiti, incontri e laboratori. Sono oltre 350 gli eventi gratuiti già in calendario e aperti al pubblico che animeranno il Mercato Centrale nell’arco dell’anno. Il debutto sarà lunedì 15 aprile dalle 18 con Cortilia Academy; il 24 e il 25 aprile i due laboratori di avvicinamento al jazz per bambini. E poi gli incontri divulgativi su scienza e storia, le lezioni con i ragazzi di Viva La Farina per imparare a riconoscere e scegliere le farine, il percorso condotto da Savigni e Martini per un viaggio attraverso i sapori della carne piemontese e i salumi toscani. Immancabili le collaborazioni con Torino Jazz Festival, Il Salone del Libro, MITO e tante altre istituzioni e associazioni culturali della città. Il progetto architettonico e la direzione lavori sono stati affidati allo studio torinese TECSE Engineering guidato dall’Architetto Alessandro Betta. La direzione artistica invece, è stata curata dallo studio Q-bic di Firenze, dei fratelli Luca e Marco Baldini, che ha cercato di valorizzare forme, materiali e colori dell’edificio. Lo sviluppo degli spazi è stato pensato per dare massima visibilità agli artigiani e ai loro laboratori. I materiali scelti sono quelli tipici dei mercati rionali: legno, ferro, ceramica, resina, usati volutamente nel loro colore d’origine, per accentuare il senso di naturalezza e spontaneità in coerenza con le materie prime di qualità.
Pam apre nuovi reparti "freschi"
Sabato 13 e domenica 14 aprile profumo di novità nei supermercati di Milano in via Bazzini e Torino in via San Paolo

Pam stupisce ancora con un restyling che coinvolge Milano e Torino. Due appuntamenti per celebrare il nuovo design che trasforma la spesa in un’esperienza innovativa, in virtù della freschezza, bandiera orgogliosamente portata dalla storica insegna presente sul territorio nazionale da oltre 60 anni.
Un fine settimana, quello del 13 e 14 aprile, con protagonisti i punti vendita di Milano in Via A. Bazzini 33 e di Torino in Via San Paolo 36. Entrambi i supermercati sveleranno al pubblico i nuovi reparti freschi: ambienti curati ed immediati per facilitare il momento della spesa. L’obiettivo? Ottenere la soddisfazione del Cliente in tutte le sue forme, garantendo quotidianamente reperibilità e freschezza delle materie prime. Due giornate fitte di appuntamenti: a Milano si festeggia sabato 13 aprile dalle 15.30 alle 20.00 con la degustazione di Parmigiano Reggiano DOP 30 mesi i Tesori Pam Panorama, servito con gocce di Crema all’Aceto Balsamico di Modena IGP BIO Pam Panorama e uno snack veloce a base di patatine i Tesori. Domenica 14 aprile sarà, invece, una giornata interamente dedicata ai più piccoli: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00 animazione a tema “food” e truccabimbi a cura dell’associazione milanese Oltre i Sogni. A Torino sabato 13 aprile, nel punto vendita di Via San Paolo dalle 15.30 alle 20.00, andrà in scena una degustazione di Prosciutto cotto servito con Grissini all’acqua stirati a mano i Tesori Pam Panorama, prodotti artigianalmente secondo la tradizionale ricetta piemontese, insieme alle patatine i Tesori. In entrambe le città sarà presente la SharingBox!: una divertente attività interattiva per scattare fotografie, stamparle live e creare gif istantanee da inviare via email e condividere sui social. In occasione della riapertura dei due negozi tutti i Clienti potranno realizzare delle foto con stampa istantanea su layout brandizzato e immortalare il momento di festa. “Milano e Torino da sempre rappresentano due delle piazze più importanti per l’espansione di Pam sul territorio italiano” – dichiara Fulvio Faletra, Direttore Customer Engagement di Pam Panorama – “Molti i servizi che andranno ad arricchire i nuovi reparti con un restyling mirato a cambiare il modo di fare la spesa e rendere l’esperienza ogni giorno migliore.” Il design ed il conseguente rinnovo dei punti vendita rappresenta per Pam motivo di ambizione e il traguardo che si vuole raggiungere nei prossimi due anni nell’ottica di accontentare e garantire a tutti i Clienti la migliore esperienza di acquisto possibile.
Gli “stati generali” della Fondazione CRT
Partiamo dal fondo: Fondazione CRT smentisce l’intenzione di acquistare azioni di Intesa San Paolo (rafforzando la posizione torinese, dopo che la Compagnia di San Paolo ha dovuto cedere alcune quote): il settore bancario presenta attualmente criticità e siamo già azionisti di Unicredit e banca BPM, ha detto il Presidente Quaglia, e il nostro obbiettivo è diversificare gli investimenti. Né vuole acquisire le quote Iren che il Comune potrebbe ulteriormente cedere per far quadrare il bilancio della città. Il bilancio della Fondazione è solido, anzi migliora, ha detto il segretario generale Lapucci: “ nel 2012 avevamo registrato una capacità finanziaria netta negativa per 230 milioni, nel 2o18 è stata positiva per 250.” Insomma una corazzata che ha concluso la prima fase dei suoi Stati generali , voluti fermamente dal Presidente Giovanni Quaglia, con preziose indicazioni su come operare in futuro. I risultati del percorso, lungo oltre un anno, saranno consegnati dal Consiglio di Indirizzo uscente al nuovo che sarà eletto il prossimo 30 aprile, perché possa disegnare la “road map 2020-2030” della Fondazione, a partire da un materiale di conoscenza del territorio. In pratica che cosa è emerso dalle consultazione con gli oltre 700 tra Sindaci, rappresentanti delle Istituzioni, Presidenti delle
Fondazioni, opinion leader, protagonisti del mondo della cultura, dell’università, dell’economia, del terzo settore, del volontariato, della ricerca, dell’innovazione? “Gli Stati Generali hanno centrato un primo, importante obiettivo – ha spiegato Giovanni Quaglia – : portare alla luce una forte domanda di leadership da parte della Fondazione nella messa a fuoco delle traiettorie di sviluppo locale, di fronte a una progressiva difficoltà delle istituzioni pubbliche nel guidare o accompagnare i processi sociali con adeguate disponibilità di risorse e competenze. La questione che si pone, quindi, è in che misura la Fondazione potrà assumere questa responsabilità, che non è più solo erogativa, ma strategica, anche tenuto conto che è generalmente riconosciuta come soggetto autonomo e indipendente sia dalla politica sia dalla finanza”. Una Fondazione “agente di sviluppo” a fronte della
percezione diffusa di una minore presenza dell’attore pubblico, mettendo in campo non solo risorse economiche, ma anche una più ampia gamma di competenze tecniche, relazionali, finanziarie, progettuali. La Fondazione “sussidiaria” o “aiuto regista” che, in veste di facilitatore, sia in grado di assicurare un “concorso esterno” a una rinnovata regia territoriale, fornendo strumenti, risorse strategiche e occasioni di confronto al pluralismo. Una Fondazione “supplente” rispetto agli enti locali, penalizzati da progressive difficoltà di bilancio e di potere regolativo. Un Fondazione “tessitrice” di reti con le istituzioni no profit e del terzo settore, capace di aggregare e di creare un effetto leva per i territori, specie quelli non metropolitani, in cui sta incidendo sempre meno il ruolo storicamente esercitato dalle Province.
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LA FONDAZIONE CRT IN NUMERI
27 anni di attività
Oltre 1,6 miliardi di euro per il territorio
Più di 39.000 interventi
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Arte e Cultura 480 milioni di euro |
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2.500 beni storici, artistici e architettonici restaurati con 40,5 milioni di euro (progetto “Restauri Cantieri Diffusi”) |
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3.500 eventi di musica, teatro e danza sostenuti con 38 milioni di euro (progetto “Not&Sipari”) |
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900 iniziative artistiche e culturali sostenute con 12,5 milioni di euro (progetto “Esponente”) |
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15 cantieri per il recupero delle Cattedrali e 4 per i musei diocesani, 500 luoghi di storia e arte sacra in rete sulla piattaforma www.cittaecattedrali.it, per un investimento di oltre 21 milioni di euro |
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55 milioni di euro per le residenze e le collezioni reali |
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40 milioni di euro negli ultimi 10 anni per il sistema museale |
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28 milioni di euro negli ultimi 10 anni per il sostegno alle produzioni nazionali e ai grandi eventi |
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Oltre 100 milioni per la riqualificazione delle OGR |
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Con Fondazione per l’Arte acquisite oltre 800 opere di artisti di tutto il mondo, per un investimento di 40 milioni di euro: una delle collezioni più importanti in Italia e in Europa |
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Welfare e Territorio 303 milioni di euro |
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506 nuove ambulanze per un investimento di oltre 25 milioni di euro (progetto “Missione Soccorso”) |
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Oltre 20 milioni di euro per le attività della Protezione Civile. In particolare: · 6 milioni per l’acquisto di 504 veicoli · 6 milioni per la costituzione e il mantenimento della Colonna Mobile Regionale di Protezione Civile con mezzi pesanti per interventi nei casi d’emergenza regionale e nazionale · 10 milioni per 1.033 interventi in difesa del suolo (progetto “Protezione civile piccoli Comuni”) |
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23 milioni di euro di contributi per 2.000 interventi per le persone con disabilità (progetto “Vivomeglio”) |
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789 percorsi di inserimento lavorativo in Piemonte e Valle d’Aosta per oltre 5 milioni di euro negli ultimi tre anni con “Iniziativa Lavoro” |
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Con Fondazione Antiusura “La Scialuppa CRT Onlus” oltre 14.300 consulenze e 2.200 finanziamenti bancari assistiti, per 38,7 milioni di euro |
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Con Ream SGR gestiti 13 fondi di investimento immobiliare per finalità sociali collettive (es. housing sociale), per oltre 1 miliardo di euro |
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Ricerca, Innovazione e Formazione del capitale umano 490 milioni di euro |
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880.000 studenti, 43.000 classi, 58.000 insegnanti coinvolti nel progetto di formazione “Diderot” per un investimento di 19 milioni di euro. Diderot offre agli studenti una duplice opportunità: avvicinarsi in modo creativo e stimolante a discipline non sempre inserite nei programmi curricolari e, nello stesso tempo, approfondire le materie tradizionali con metodologie innovative |
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300 borse di mobilità internazionale per studenti delle scuole superiori attraverso l’erogazione di oltre 1,2 milioni a Intercultura |
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Opportunità di formazione e crescita in Italia e all’estero, con un investimento complessivo di oltre 36 milioni di euro, per una community di oltre 5.500 giovani Talenti: 4.000 Talenti Neodiplomati, 600 Talenti Neolaureati, 440 Talenti per l’Impresa, 160 Talenti per l’Export, 110 Talenti per il Fundraising, 200 Reading Economics, 154 Talenti Musicali |
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Oltre 30 milioni di euro negli ultimi 10 anni a favore del sistema universitario del territorio (Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Università del Piemonte Orientale e Università di Scienze Gastronomiche). In particolare, sostegno a giovani ricercatori, attraverso l’attivazione di circa 1.000 borse e assegni di ricerca nell’ambito di oltre 300 progetti di ricerca universitari |
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700 borse di ricerca applicata e di dottorato a giovani ricercatori, con uno stanziamento complessivo di 42 milioni di euro (progetto “Lagrange”) |
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Con Fondazione Sviluppo e Crescita CRT deliberati ulteriori 156,5 milioni di euro per 51 iniziative di sviluppo del territorio che riguardano, in particolare, ricerca scientifica, sviluppo tecnologico, start up innovative, microcredito, housing sociale, iniziative di crowdfunding |
domenica 14 aprile – ore 17.30
Polo del ‘900 Palazzo San Daniele
Via del Carmine 14, Torino
INGRESSO LIBERO
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In occasione di ARCHIVISSIMA, il Festival degli Archivi che si terrà a Torino dal 12 al 15 aprile Museimpresa propone la proiezione di “Newmuseum(s). Stories of company archives and museums” il film con la regia di Francesca Molteni che indaga, con lo sguardo attento del cinema, che cosa identifica un archivio/museo. Dai valori da trasmettere, alla storia di un’azienda agli strumenti, digitali e non, necessari affinché un’istituzione sia in grado di comunicare, ma soprattutto aprirsi al pubblico. L’Italia indubbiamente è il paese dell’arte, dell’archeologia, dei grandi musei, ma chi desidera conoscere i cambiamenti della società, la creatività e l’innovazione italiana ha a disposizione un immenso patrimonio conservato nei musei e negli archivi d’impresa. L’appuntamento è per domenica 14 aprile a partire dalle ore 17.30 presso il Polo del ‘900 di Palazzo San Daniele (via del Carmine 14) dove a introdurre il film saranno la regista Francesca Molteni assieme ad Andrea Montorio di Archivissima, Francesca Appiani di Museimpresa. Che cos’è un museo oggi e come funziona? A quale evoluzione è soggetto questo luogo di raccolta, elaborazione trasmissione della cultura, in Italia e in Europa? Come è cambiato il concetto di cultura d’impresa dal dopoguerra ad oggi? Quanta importanza ha questo nella percezione in Italia e all’estero del valore della nostra cultura? Sono tutti interrogativi che il film indaga in un viaggio tra presente e futuro per raccontare l’identità in mutamento degli archivi dando voce a direttori di musei, curatori, ma anche architetti, artisti, musicisti, illustratori e creativi. Le immagini che accompagnano la narrazione sono state realizzate ad hoc, ma anche tratte dai ricchi archivi fotografici e audiovisivi dei musei d’impresa e dell’Archivio nazionale del Cinema d’Impresa.






















