ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 474

Commercio e terziario nel futuro della Regione

L’assessore regionale alla Cultura, al Turismo e al Commercio ha annunciato l’incontro di venerdì 7 febbraio con Confcommercio e Confesercenti Regionali (associazioni riconosciute al CNEL e firmatarie del CCNL a livello nazionale) per affrontare i temi del commercio

E’ infatti intenzione dell’assessore dare la giusta attenzione alle problematiche che hanno portato alle chiusure definitive di quasi 27500 a fronte di 26000 nuove aperture di aziende piemontesi solo nell’ultimo anno.

L’assessore ha dichiarato inoltre che l’impegno del suo assessorato è su più fronti, a cominciare dall’obiettivo di far stanziare sul bilancio previsionale della Regione quante più risorse possibili a sostegno dei piccoli imprenditori e di far attivare, nelle more della complessiva revisione normativa regionale, anche misure più immediate, come i DUC.

L’assessore sarà anche portavoce presso le sedi di governo affinché, anche a livello nazionale, si proceda con una semplificazione della normativa di riferimento, che porti un concreto vantaggio alle categorie citate.
Sburocratizzazione, semplificazione, agevolazioni per le micro e piccole imprese, sperimentazione dei Distretti Urbani del Commercio e di tutte quelle formule che attribuiscano valore aggiunto alle attività di vicinato sono, dunque le priorità dell’assessore regionale al Commercio.

Alla ricerca del primo uomo sulla Terra

Appunti di viaggio Lions. Da North Kinangop, Marsabit e Turkana (ex lago Rodolfo)

È terminata con una breve, ma intensa escursione, la missione umanitaria guidata dall’urologo Bruno Frea che si è svolta dall’11 al 30 gennaio e di cui facevano parte, oltre all’Urologo, Simone Agosti, specializzando a Torino, Giulia Garelli, specializzanda a Milano, Erika Palagonìa, specializzanda ad Ancona, Stefano Pagliarini di Ancona Today e il presidente del Club Lions Alba Langhe, Tommaso Lo Russo.

Fra i 51 interventi, sotto la direzione di Bruno Frea, anche quello che ha richiesto una sorta di insediamento di una Commissione Etica per risolvere la problematica di un ermafrodita. Vale a dire, quello di un bambino che presentava, fin dalla nascita, caratteri sessuali sia maschili che femminili.

Questo fenomeno di coesistenza nello stesso soggetto è causato da un’alterazione, rara, che interviene nei processi di differenziazione dei genitali; da tale anomalia consegue lo sviluppo simultaneo di tessuto ovarico e testicolare che, dal punto di vista genetico, definiscono maschi o femmine.

A parte la letteratura che ci riporta casi di ermafroditismo, all’Ospedale di North Kinangop se ne è ripresentato uno (il secondo in dieci anni) e bisognava decidere quale sesso far prevalere, ovviamente, ascoltando la volontà dei genitori, ma calandosi nel contesto locale e indirizzandoli nella scelta. Un complesso problema medico in quanto era abbinato un grave problema di ipospadia ed altre anomalie funzionali. La commissione etica era composta dai genitori dell’ermafrodita, don Sandro, suor Fidelia, Bruno Frea con la sua equipe medica costituita da Simone Agosti, Giulia Garelli, Erika Palagonìa, il giornalista Stefano Pagliarini e il presidente del Club Lions Alba Langhe, Tommaso Lo Russo.

Proprio di quest’ultimo, dato il tessuto sociale ed ambientale, il suggerimento di far prevalere i caratteri maschili. Proposta subito avallata da don Borsa che ampliava le argomentazioni e demandava al professor Frea di illustrarne le soluzioni possibili ai genitori che sarebbero stati i soggetti destinatari dell’ opzione definitiva. Un altro caso emblematico che stupisce è quello che riguardava una donna con un tumore al rene e, a causa di esso, aveva anche sbalzi di pressione altissimi. Nell’immaginario collettivo si pensa che l’urologia sia strettamente ed esclusivamente connessa a problematiche maschili, ma evidentemente non è così!

La mattina di sabato, prestissimo, si partiva alla volta della missione di Laisamis per puntare poi verso Marsabit, località radicata negli albesi in quanto don Tablino, ormai scomparso da tempo, ci aveva intenerito con le sue vicende. Ma nemmeno il suo successore don Mario è più là, a Marsabit, bensì in un’altra missione.

Scartata l’idea di puntare su Marsabit, distante solo 50 km, per via di una mancata presenza albese, la nostra guida delle Piccole Figlie di San Giuseppe, Sorella Anna (foto con cappellino) ci conduceva dalla missione di Laisamis a Turkana, dove, secondo alcune teorie, ci sarebbero stati gli insediamenti dei primi ominidi, ma c’è pure una missione della Congregazione della Consolata e relativo dispensario.

Turkana (ex lago Rodolfo) è un grande lago salato con rispettivo parco e una attrazione da resort che ospita anche un museo del deserto e tramonti particolarmente suggestivi.

Turkana, grande lago salato dell’Africa orientale (8500 km2), è quasi interamente   nel Kenya, ad eccezione di una estrema sezione settentrionale appartenente all’Etiopia. Lungo 250 km circa e largo 50, è situato nella Rift Valley, a 375 m s.l.m., con una profondità massima di 73 m. È occupato da numerose isole vulcaniche disposte lungo l’asse N-S e ci sono i coccodrilli. Riceve grandi immissari a nord, fra cui il maggiore è l’Omo, e altri notevoli a ovest. Il lago non ha emissario, ma, per l’intensa evaporazione la sua superficie, tende a contrarsi. Fu scoperto nel 1888 da Samuel Teleki (origini ungheresi) di Târgu Mures che lo chiamò Rodolfo, in onore del principe ereditario d’Austria.

 

Nella zona nord-orientale del lago, a Koobi Fora, in territorio kenyota, sono state trovate tracce di attività umane risalenti a circa 2,5 milioni di anni fa: si tratta di manufatti (schegge e strumenti su ciottolo di lava), frammenti di ossa di animali e manuporti (pietre di un tipo presente in zone distanti, portate in loco dall’uomo).

 

In base ai fossili attribuiti a questi Ominidi (scheletri completi, crani interi o frammentari, ossa e pezzi di ossa, impronte) i paleoantropologi sono riusciti a ricostruire, sia pure approssimativamente, l’aspetto fisico e il comportamento.

 

Il più antico fra questi reperti è “Millennium Man“, forse l’anello di congiunzione fra gli ominidi e le scimmie antropomorfe e vi spicca il “bambino di Taung nonché la celebre “Lucy“, una femmina bassa e grassottella.

Il tour alla scoperta del primo uomo sulla Terra finisce e si torna a North Kinangop per l’ultimo controllo dei pazienti e poi fare una sosta alla bidonville di Nairobi, visitare un piccolo ospedale condotto dalle Piccole Figlie di San Giuseppe e tornare a casa. Il ritorno a maggio.

Durante   la festa dell’arrivederci, il Lions Club Alba Langhe ha donato, a don Sandro e Suor Fidelia, due orologi che non solo segnassero il tempo che passa, ma scandissero la sintonia che c’è fra Lions e Kinangop e siano espressione di unione e condivisone di intenti.

Just the Woman I am con “ScattoTorino e Fondazione Marisa Bellisario”

8 Marzo 2020   Anche quest’anno il Team “SCATTOTORINO e FONDAZIONE MARISA BELLISARIO” parteciperà alla camminata/corsa non competitiva JUST THE WOMAN I AM che si svolgerà domenica 8 marzo 2020 in piazza San Carlo a Torino per sostenere la Ricerca Universitaria sul Cancro.

Per iscrivervi al Team e ricevere la t-shirt con il  logo ed avere il pettorale personalizzato con un nickname (max 10 caratteri, senza caratteri speciali) avete tempo fino al 14/2/2020: è sufficiente compilare la scheda di iscrizione e consegnarla al punto di iscrizione di Erregi Service in corso Galileo Ferraris, 57 – Torino in orario di ufficio (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00); oppure consegnarla alle referenti del Team Carole Allamandi e Valeria Ferrero.

JTWIA_scheda iscrizione 2020

La quota di partecipazione è ad offerta libera a partire da 20.00 € e comprende la maglietta con il logo, la welcome bag e il pettorale personalizzato.

Per chi desidera il servizio di cronometraggio la quota di partecipazione prevista è ad offerta libera a partire da 21,00€.

Naturalmente sarà possibile iscriversi alla corsa anche dopo questa data e fino al 6/3/2020, ma non si potrà potranno più ricevere la t-shirt con logo del Team e il pettorale personalizzato.

Villaggio della Prevenzione: verrà allestito da venerdì 6 Marzo a domenica 8 Marzo in piazza San Carlo e sarà possibile effettuare esami gratuiti, previa prenotazione.

 

Marazzato, una lunga storia su Youtube

Disponibile sul nuovo canale ufficiale dell’azienda il video che narra 70 anni di lavoro, coraggio e successo

 

Quando la tecnologia incontra la storia, nascono magie destinate a durare nel tempo. E’ disponibile sul nuovo canale ufficiale YouTube del ‘Gruppo Marazzato’ (visibile all’indirizzo web https://www.youtube.com/user/GruppoMarazzato) l’emozionante video che racconta la storia di una delle più intense, prolifiche e solide realtà industriali italiane dal Dopoguerra a oggi.

 

 

Il filmato inedito, presentato in anteprima lo scorso 22 dicembre nell’ambito del consueto incontro natalizio con tutti i dipendenti e le loro famiglie tenutosi al Multisala ‘MoviePlanet’ di Borgo Vercelli (ove ha sede l’headquarter della rinomata azienda vercellese), “è ora liberamente a disposizione di quanti vogliano approfondire e conoscere da vicino, e con una punta di genuina emozione in più, il percorso e l’evoluzione, dalle origini sino ai giorni nostri, di una famiglia esemplare e affiatata, fatta di generazioni concordi e altrettanto instancabili lavoratori”, spiega Maurizio Scandurra, giornalista e conduttore radiotelevisivo con trascorsi importanti in programmi di punta della tv di Stato quali ‘Mattina in Famiglia’ (Raidue), ‘Scalo 76’ (Raidue) e ‘Telethon’ (Raiuno), nel cast assieme a maestri di prima grandezza del piccolo schermo quali Michele Guardì, Pippo Baudo e l’indimenticato Fabrizio Frizzi.

Una storia infinita di lavoro, coraggio e successo efficacemente sintetizzata nella trama delle immagini abilmente ideata dal valente filmaker vercellese Cristian Sosso in cui, ai normali e consueti alti e bassi della vita, la Famiglia Marazzato e l’intero insieme delle loro valide risorse umane e maestranze ha saputo reagire e rispondere con coerenza, trasformando costantemente ogni problema in un’opportunità, restando saldamente ancorati ai propri valori e guardando all’orizzonte in divenire con incrollabile fiducia nel domani, mantenendo sempre ben salda la rotta”, prosegue Scandurra, anche stimato scrittore al fianco di nomi di punta dello showbusiness nazionale quali Ivana Spagna, Pietruccio Montalbetti dei Dik Dik, Valerio Liboni dei Nuovi Angeli, Antonio Lubrano, Renzo Arbore, Alessandro Meluzzi, Andrea Mingardi e gli indimenticati Cino Tortorella e Paolo Limiti.

Immagini che si prendono per mano e rincorrono ritmicamente fra i decenni”, spiega il giornalista e critico musicale, che ha altresì firmato i testi e fatto da voce narrante alla clip.

Che attraversano, e contestualmente disegnano, la linea del cuore, lasciando spazio a quel profumo di valori sinceri alla base di una mission e una vision consapevoli: far emergere, promuovere, diffondere la cultura del sano e del bello, attraverso l’operosità quotidiana nel delicato e quanto mai più che attuale settore delle bonifiche ambientali. Delle cosiddette ‘Soluzioni per il pianeta’, come recita il nuovo claim del ‘Gruppo Marazzato’ presentato con successo allo scorso ‘Ecomondo 2019’, la più importante Fiera europea di settore ove l’azienda ha riscosso anche amplissima attenzione da parte dei principali media nazionali e di settore”.

Per poi concludere: “Ringrazio il ‘Gruppo’ e la Famiglia che lo guida dandogli il nome per avermi consentito di respirare da vicino – e in profondità – il clima di viva cordialità che permea costantemente il loro ambiente quotidiano: anticamera viva e vera del reale benessere che, con competenza, avanguardia, ricerca e pionierismo, contribuisce a rendere migliore anche quello circostante, così come solo loro sono in grado da sempre di fare”.

Coronavirus, l’assessore alla Sanità in visita all’aeroporto

L’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Icardi,  ha visitato ieri  sera l’aeroporto di Caselle dove,  come anche all’aeroporto di Levaldigi, è attiva la sorveglianza sanitaria sui passeggeri in arrivo con tutti i voli internazionali, anche se non diretti, dalla Cina

Accompagnato dal direttore dell’aeroporto Lorenzo Gusman e dal vicedirettore Francesca Soncini, l’assessore ha visitato l’area off-limits dove avvengono i controlli, ringraziando il personale del Servizio 118 della Regione Piemonte e i volontari che se ne stanno occupando con grande efficienza e professionalità.

In particolare, si è complimentato per l’organizzazione del servizio con i responsabili dell’aeroporto e il direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza del Piemonte 118, Mario Raviolo.

Telemedicina e innovazione, Allasia: “Strumenti essenziali per il territorio”

Il  Consiglio regionale del Piemonte ha promosso a Palazzo Lascaris il convegno “Telemedicina e innovazione in medicina nella Sanità regionale”

L’evento, curato dall’Associazione Sanità del Piemonte Orientale (Aspo) e patrocinato dalla Federazione interregionale degli ingegneri del Piemonte e della Valle d’Aosta (Fiopa), dall’Università del Piemonte Orientale (Upo), dal Politecnico e dall’Ordine degli ingegneri di Torino ha visto la partecipazione  di professionisti e di “addetti ai lavori” provenienti dall’Italia e dall’estero.
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“L’evoluzione  demografica a cui stiamo assistendo ormai da alcuni anni, l’invecchiamento della popolazione, l’incremento delle patologie croniche con la conseguente modifica dei bisogni di salute della popolazione, – ha detto nel suo intervento il presidente dell’Assemblea regionale Stefano Allasia – rendono sempre più necessaria una riorganizzazione strutturale della rete dei servizi sanitari offerti al cittadino affinché si possa mantenere lo standard qualitativo e la sostenibilità del nostro Sistema Sanitario”.
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“Per questo credo e  sono convinto – ha concluso il presidente – che la telemedicina sia lo strumento essenziale per i nostri territori lontani dai centri ospedalieri  specializzati, perché  permette la cura e la gestione del paziente in remoto, fornendo servizi sanitari a distanza e contribuendo cosi a razionalizzare l’intervento sanitario mirando non da ultimo, al contenimento e all’ottimizzazione della spesa sanitaria  oggi sempre più in crisi nelle regioni”.

La Banca d’Italia tra luci ed ombre

Ne parleranno i docenti ed economisti Paolo Turati e Carlo Manacorda nel corso di una conferenza promossa da Aletheia Cittadini Consapevoli allo Spazio Uno

 

La Banca d’Italia tra luci ed ombre, soprattutto negli ultimi anni. A ripercorrere le tappe fondamentali della sua storia, dall’epoca della lira a quella dell’euro, saranno venerdì 7 febbraio prossimo, alle 18, gli economisti Paolo Turati e Carlo Manacorda.

La sede della conferenza dal titolo “Banca d’Italia. Dalla Lira all’Euro”, promossa dall’Associazione “Aletheia-Cittadini consapevoli” sarà lo Spazio Uno, in via Tabacchi 33, a Torino. I due docenti illustreranno le principali trasformazioni del sistema bancario centrale, anche alla luce della trasformazione digitale nel l’ecosistema dei pagamenti al dettaglio,, ed il ruolo che la Banca d’Italia riveste oggi.

L’Associazione culturale torinese Aletheia-Cittadini Consapevoli è nata con l’obiettivo di riflettere sui temi di maggior interesse nel nostro Paese, nei settori economico, sociale e culturale.

Paolo Turati, già Procuratore generale di Agente di Cambio sulla Piazza di Torino e docente, con il professor Manacorda, esperto di contabilità pubblica è anche, formatore e consulente da oltre trent’anni presso enti pubblici e privati.

Mara Martellotta

Per informazioni e prenotazioni per la conferenza gratuita:

alecittconsapevoli@gmail.com

Gradita prenotazione 349/1940664

Spazio Uno. Via O. Tabacchi 33, Torino

Brexit e mercato dell’Arte. Cosa cambierà?

Il parere dell’avvocato torinese Simone Morabito

La Brexit ha, sicuramente, modificato lo scenario all’interno del mondo dell’arte in quanto Londra è riconosciuta universalmente come la capitale europea del mercato dell’arte ed uno dei centri più importanti a livello globale

Gli asset del mercato dell’arte sono sempre stati considerati quali beni rifugio su cui investire anche nei periodi di maggiore incertezza economica. Il mercato dell’arte contemporanea, a livello globale, nel 2016 ha registrato un declino rispetto agli anni precedenti, con una diminuzione delle vendite delll’11% rispetto al 2015. Nel 2017 si è, invece, registrata la vendita record di un dipinto di Leonardo da Vinci, il “Salvator Mundi”, aggiudicato ad un’asta a New York nel novembre 2017, per 450 milioni di dollari Usa, pari a 380 milioni di euro, inclusi i diritti d’asta.

Sulle conseguenze e gli scenari che la Brexit può aprire nel mercato dell’ arte ne parliamo con l’avvocato torinese Simone Morabito, specializzato in diritto dell’arte, presidente e fondatore di Business Jus, associazione nata da un’idea torinese e sviluppatasi attraverso la collaborazione di professionisti italiani e stranieri, capaci di porsi quali punto di osservazione dei cambiamenti che interessano il mondo dell’impresa. L’avvocato Simone Morabito è anche autore di numerose pubblicazioni in materia di diritto commerciale e diritto dell’arte.

Per il mercato dell’arte, con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, la situazione sarà sicuramente più complessa, anche a seguito della nuova normativa europea sull’importazione dei beni culturali, che verrà gradatamente implementata ( non solo per quanto riguarda l’antiriciclaggio) fino al 2025, anno in cui il sistema elettronico centralizzato, infatti, diventerà pienamente operativo. Tale sistema verrà applicato ai beni culturali importati nell’Unione Europea, una volta che il Regno Unito avrà definitivamente lasciato l’unione doganale.

I beni classificati come “archeologici” (datati oltre i 250 anni) necessiteranno di un’apposita licenza emanata dallo Stato di esportazione. Sarà, altresì, necessario un documento che attesti la legalità dell’esportazione del Paese di origine. I beni datati oltre i 200 anni necessiteranno, invece, solo di una dichiarazione da parte dell’importatore. Un dipinto risalente al XX secolo, di valore pari ad un milione di sterline, potrà, perciò, essere importato senza tale dichiarazione ma, paradossalmente, per una lampada antica del valore di cinquanta sterline potrebbe necessitare una licenza.

La Gran Bretagna attualmente emana in modo meno problematico le licenze necessarie all’esportazione di beni culturali (e queste sono e saranno accettate dall’Unione Europea) e si può pertanto sostenere che l’esportazione dalla Gran Bretagna sarà più semplice rispetto a quella dagli Stati Europei che emanano licenze di esportazione con maggiore difficoltà. Provare la legalità delle esportazioni potrebbe rimanere problematico sino a quando la Commissione Europea non avrà pubblicato specifiche linee guida a riguardo. La Gran Bretagna potrebbe scegliere di non replicare con un nuovo sistema di norme post Brexit e ciò si rifletterebbe sulle opportunità del mercato dell’arte, in particolare per quanto riguarda le fiere d’arte, principalmente in ragione del fatto che sarà molto più complesso importare temporaneamente antichità nell’Unione Europea rispetto al Regno Unito.

 Simone Morabito

Studio Legale Tributario Morabito
www.studiomorabito.eu
www.artlawyers.legal 

Servizio adozioni internazionali, ecco i dati del 2019

Nel 2019 i bambini accolti da coppie che hanno conferito incarico al Servizio adozioni internazionali della Regione Piemonte sono stati 24, provenienti da Corea del Sud, Colombia, Burkina Faso e Tunisia

Il Servizio, che opera in convenzione con le regioni Valle d’Aosta, Lazio e Calabria ha affrontato, nell’ultimo anno, importanti trasformazioni organizzative e, nonostante il calo di adozioni internazionali, ha mantenuto un dato costante degli ingressi di bambini in famiglia.

La Commissione adozioni internazionali (Cai), ha recentemente reso noti i dati sulle adozioni concluse in Italia nel 2019.

Per quanto riguarda i dati nazionali, in quest’ultimo anno si è registrato un calo del numero di adozioni internazionali che non hanno raggiunto la “soglia mille”. Nel 2018 sono stati adottati in Italia 1.394 minori stranieri, mentre nel 2019 sono state concluse 969 procedure di adozione. Un calo del 14 per cento rispetto all’anno precedente.

“Quello della Regione Piemonte – ha sottolineato l’assessore alle Politiche della Famiglia e dei bambini, Chiara Caucino – è il primo servizio pubblicoin Italia con il compito di permettere, nel rispetto del principio di sussidiarietà, l’incontro tra i minori in stato di abbandono e le famiglie desiderose di adottarli, nonché di realizzare progetti di cooperazione internazionale a favore dell’infanzia in difficoltà. Il Servizio pubblico, che lavora su un’area territoriale più limitata, rispetto agli altri enti autorizzati nazionali, ha però mantenuto stabile la propria operatività rispetto all’anno precedente, testimoniando una prosecuzione e un consolidamento di buoni livelli di collaborazione con i Paesi Stranieri in cui è operativo”.

Paesi come la Corea del Sud rimangono, per il Servizio, un punto di riferimento importante, per la professionalità e la buona cooperazione che caratterizzano lo svolgimento della procedura adottiva. “Ci auguriamo – ha evidenziato l’assessore – che Paesi come ad esempio la Colombia, che dai dati nazionali passa dalle 128 adozioni del 2018 alle 161 del 2019, possano incrementare il numero di famiglie che la scelgono come nazione di provenienza dei propri bambini”.

“In questo primo mese dell’anno – ha concluso Caucino – registriamo già un buon numero di conferimenti di incarico, segno della fiducia che le coppie ripongono nel nostro Servizio pubblico. Per il futuro auspico un rafforzamento del Servizio, anche attraverso una maggiore dotazione economica, di cui ho già richiesto lo stanziamento su due capitoli di bilancio regionale”.

I dati 2019 sulle adozioni internazionali concluse in Italia: http://www.commissioneadozioni.it/notizie/cai-anticipa-i-dati-sulle-adozioni-internazionali-2019/

Campagna nazionale contro le aggressioni agli infermieri

Nursing Up lancia l’iniziativa: testimonial video Marisa Laurito e Simona Ventura

 

 Riceviamo e pubblichiamo

Delli Carri: “Sviluppiamo con le istituzioni un progetto che tuteli gli infermieri. Il nostro è un mestiere già di per sé usurante, non si può anche rischiare costantemente l’incolumità fisica”

Il Nursing Up, sindacato degli Infermieri Italiani e delle professioni sanitarie, con la segreteria regionale di Piemonte e Valle d’Aosta si unisce alla campagna nazionale lanciata dal sindacato, per la sensibilizzazione e la denuncia sul grave problema delle sempre maggiori e più pericolose violenze che gli infermieri e gli operatori della sanità sono esposti a subire negli ospedali.

La campagna di sensibilizzazione, che prevede anche dei video virali diffusi su tutti i canali, con testimonial come Marisa Laurito e Simona Ventura (vedi i link ai video sotto), è riassunta dall’hashtag #Noviolenzasuglinfermieri e intende porre la questione a tutte le realtà aziendali, comprese quelle piemontesi, per sviluppare in collaborazione con il sindacato azioni che tutelino gli infermieri e gli operatori di ospedali e pronto intervento.

La questione è urgentissima, come dimostra l’ennesimo caso che solo un paio di giorni fa è accaduto al Mauriziano di Torino, in cui un giovane, ubriaco, si è scagliato contro gli operatori. Basti pensare che in Italia un infermiere su 10 ha subito violenze sul lavoro, e il 4% è stato minacciato con una pistola. Cifre che devono far riflettere e si rispecchiano anche sulla nostra regione, dove le aggressioni sono in aumento e il personale, già sfiancato da turni massacranti, è molto preoccupato.

Claudio Delli Carri, segretario regionale del Piemonte e Valle d’Aosta del Nursing Up sottolinea: “La risposta che la dirigenza dell’Asl Città di Torino ha posto in essere, con l’assunzione di guardie giurate da posiionare nei luoghi più caldi, di prima assistenza, perché garantiscano un minimo di sicurezza in più, è un primo passo. Il problema però è strutturale. Va riconosciuto, anche a livello politico, il rischio che i colleghi affrontano ogni giorno a contatto con l’utenza più violenta, ad esempio nei pronto soccorso o nelle situazioni di soccorso esterno. Le aziende di tutta la regione dovrebbero farsi carico di sviluppare progetti di tutela degli infermieri e operatori, magari anche sfruttando quella che è la strada tracciata dall’asl Città di Torino.

Siamo pronti ad incontrare l’assessorato, anche subito, per realizzare assieme un programma d’intervento a tutela di infermieri e operatori, che riguardi tutte le realtà della regione. Il nostro è di per sé un mestiere usurante, non può trasformarsi anche in un mestiere in cui si rischia costantemente l’incolumità fisica”.