ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 400

Uncem e Federfarma per le aree montane

Nelle aree montane stiamo assistendo da anni a un costante spopolamento causato, tra l’altro, dalla mancanza di servizi essenziali.

#Federfarma e #Uncem – Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani – stanno lavorando per invertire questa tendenza
mantenendo i servizi essenziali come sanità, scuola, trasporti.

“La farmacia vuole continuare ad essere fulcro della rete di assistenza sanitaria territoriale, offrendo servizi altamente professionali,
che rispondano ai nuovi bisogni di salute del cittadino”, annunciano le due realtà associative.
#FarmacieRurali #ServiziInFarmacia

Insediato il nuovo consiglio di 5T srl

Il presidente Enzo Amich: “Portereremo la mobilità all’avanguardia nel nostro territorio”

Si è insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione di 5T Srl.

Il nuovo Presidente della società, nominato all’unanimità, è Enzo Amich, 43 anni, Capo di Gabinetto della Città di Casale Monferrato, indicato dal Presidente Alberto Cirio come espressione della Regione Piemonte.
Verrà affiancato dai due componenti del CDA nominati da Comune di Torino e dalla Città Metropolitana, l’avv.Barbara Musti ed il dr.Fabio Figus.
5T Srl è una società in-house a totale partecipazione pubblica che si occupa di Intelligent Transport Systems (ITS), con l’obiettivo di migliorare la mobilità individuale e collettiva.
Nei suoi 25 anni di attività, ha progettato, realizzato e attualmente gestisce sistemi e servizi per la mobilità a Torino e in Piemonte tra cui la metropolitana torinese.

“Grazie al Presidente Cirio per avermi indicato nel CDA e ai colleghi per avermi eletto Presidente” commenta Amich “Come rappresentante della Regione Piemonte il mio ruolo sarà quello di rafforzare il sistema nella città metropolitana e di esportare le buone pratiche del modello 5T alle aree della provincia piemontese”

Massimo Iaretti

Magliano (Moderati): “Suicidi, con il Covid è sempre più emergenza”

Dati in crescita dall’inizio della pandemia. Sul tema, il mio impegno a Palazzo Lascaris: con un’interpellanza, chiedo risposte alla Giunta sulla costituzione della Consulta per la Salute Mentale; con un ordine del giorno, chiedo l’approvazione della normativa nazionale di riferimento in materia di prevenzione di ogni tipo di atto autolesionistico

Da marzo a settembre si sono registrati sul territorio nazionale 72 suicidi (e 37 tentati suicidi) correlati al Covid-19. A questi dati, si devono aggiungere altri 44 suicidi per il quali il Coronavirus è stato una concausa. È quanto emerge dal Convegno Internazionale sulle tematiche legate al suicidio, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma in occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio (10 settembre). A livello nazionale, si registrano ogni anno circa 4.000 suicidi (quasi un decimo dei quali, riporta Istat, in Piemonte) e un numero dieci volte più alto di tentativi di suicidio. Il trend in crescita attribuibile alla pandemia si inserisce in un contesto di preoccupante aumento dei casi di malattia psichiatrica. Da più parti è stato lanciato l’allarme: i dati relativi al numero di suicidi sono in crescita dall’inizio della pandemia e ancora non sono stati monitorati e raccolti i dati relativi alla seconda ondata; potrebbe dunque registrarsi un ulteriore peggioramento del trend. Il 20% delle persone alle quali è diagnosticato il Covid-19 presenta disturbi psichiatrici dopo la diagnosi. La crescita dei tentativi di suicidio e degli atti di autolesionismo tra gli adolescenti è in crescita, secondo lo studio internazionale del Journal of Child Psychology and Psychiatry, a livello europeo.

Un’emergenza, dunque, sempre più grave: le politiche di prevenzione del suicidio non possano essere confinate al solo ambito sanitario, ma debbono tener conto anche dei potenziali fattori di rischio a livello di contesto sociale, economico e relazionale della persona. Il Consiglio Regionale ha approvato a gennaio 2019 il “Piano d’azione per la salute mentale del Piemonte”. Tra le misure previste spicca l’istituzione di un’apposita Consulta Regionale, con il compito di far emergere problemi e avanzare proposte.

Ho appena presentato un’interpellanza e un ordine del giorno in Consiglio Regionale. Con l’interpellanza, chiedo se la Consulta Regionale per la Salute Mentale sia stata costituita, quali soggetti ne facciano parte e se sia prevista la partecipazione di Associazioni di Volontariato. Con l’ordine del giorno (che spero che i colleghi Consiglieri vogliano votare compattamente), chiedo alla Giunta di sollecitare Governo e Parlamento affinché sia approvata la normativa nazionale (che attualmente giace ferma in Parlamento) di riferimento in materia di prevenzione del suicidio e degli atti di autolesionismo.

Silvio Magliano – Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale del Piemonte.

Dalla Regione un aiuto ai centri per disabili. Le strutture sono in difficoltà per la pandemia

Si aiutano strutture in grave stato di sofferenza a causa dell’emergenza pandemica”

Ammonta a quasi cinque milioni di euro lo stanziamento che, su proposta dell’assessore al Welfare Chiara Caucino, la Giunta regionale ha deliberato di destinare alla ripresa delle attività svolte dalle strutture semiresidenziali per disabili.

“Si tratta di un provvedimento molto atteso ed importante, con il quale la Regione interviene a favore di centri che, a causa dell’emergenza pandemica, versano in un grave stato di sofferenza”, dichiara l’assessore.

Caucino precisa poi che “le risorse destinate ai centri diurni sono in parte statali, per poco meno di tre milioni, e in parte regionali per due milioni, come previsto dall’art. 25 della legge RipartiPiemonte, e sono finalizzate al ristoro dei maggiori oneri sostenuti per l’adozione di sistemi di protezione di personale e utenti e alla ripresa delle attività compromesse dalla pandemia”.

Il riparto delle risorse, determinato con un atto che verrà assunto a breve dal Settore competente, avrà come criterio principale sarà il numero degli utenti in carico frequentanti la struttura, come rilevato dal monitoraggio effettuato dagli uffici preposti. Il trasferimento, come di consueto, avverrà tramite gli enti gestori territoriali. Le spese ammissibili, come previsto dal Dpcm del 23 luglio 2020, vanno dall’acquisto di strumenti diagnostici o di misurazione della temperatura alla formazione del personale, dall’acquisto di prodotti igienizzanti e di dispositivi di protezione individuale ai costi di igienizzazione, dall’acquisto di tablet per le videochiamate ai maggiori oneri per il trasporto derivante dalla riorganizzazione delle attività dovuta alla chiusura. L’ammontare massimo di contributo per ciascun posto utente è di 730 euro.

“Riconoscere ai soggetti che gestiscono i centri diurni per disabili un ristoro economico, dopo il periodo di grande difficoltà vissuto a causa dell’epidemia, è doveroso e necessario – conclude Chiara Caucino – Le Istituzioni debbono dimostrare in modo concreto la loro vicinanza e riconoscenza verso coloro che con dedizione e con amore si prendono cura delle persone più fragili, siano esse disabili, anziani o minori”.

Covid e carcere, la luce in fondo al tunnel è ancora lontana

“Dei 4.263 detenuti ospitati nei 13 Istituti penitenziari piemontesi i reclusi positivi al Covid al 24 novembre erano complessivamente 42: 40 gestiti all’interno del carcere e 2 ospedalizzati a Biella. Gli agenti e gli operatori penitenziari positivi erano, invece, 187. Numeri che inducono alla riflessione e preoccupano i detenuti e i loro parenti ma anche gli operatori”. Lo ha dichiarato  il garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Bruno Mellano.

“Anche se la luce in fondo al tunnel dei contagi Covid-19 nel contesto penitenziario è ancora lontana – ha agginto – ora è almeno possibile ragionare su alcuni dati condivisi: il Ministero della Giustizia ha reso finalmente pubblico, sul proprio sito Internet istituzionale, un dettagliato report settimanale per monitorare la pandemia negli Istituti penitenziari italiani, mentre il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria piemontese ha attivato un monitoraggio quotidiano condiviso con le Istituzioni regionali e i sindacati di polizia penitenziaria”.

Osservando che l’assessore regionale alla Sicurezza “ha recentemente raccolto un rinnovato appello dei sindacati di polizia penitenziaria per l’inserimento degli agenti di polizia penitenziaria nella campagna di screening anti Covid prevista per le forze di polizia”, ha concluso che “non si può non ricordare che la comunità penitenziaria è una sola ed è costituita da detenuti, agenti e operatori e che vanno aggiunte politiche reali di decongestionamento delle strutture, in modo da poter permettere una efficace gestione degli spazi e della popolazione reclusa ed eventualmente intervenire con efficacia qualora dallo screening emergessero criticità importanti. La rete dei garanti continua e continuerà a vigilare”.

Il Rotary Torino Lagrange fornisce arredi alla scuola

District Grant “AbbracciAMO LA SCUOLA!”

Il Rotary Torino Lagrange, con il supporto della Rotary Foundation, promuove iniziative di alto valore sociale per migliorare il benessere della comunità; nel corso della sua storia il Rotary è stato infatti il veicolo per sostenere ed attuare concrete iniziative ed attività solidali a favore della città di Torino e non solo.

Nel profondo convincimento che, soprattutto per i bambini più piccoli, la scuola costituisca un fondamentale strumento di uguaglianza, integrazione, educazione alla socialità ed ad un sano apprendimento, il Rotary Torino Lagrange intende offrire ai Servizi Educativi del Comune di Torino il proprio contributo per fornire componenti di arredo oggi necessari per assicurare la continuità scolastica, in un momento storico in cui il distanziamento sociale risulta essere l’unica misura possibile per limitare il rischio da contagio Covid-19. In particolare, le scuole che beneficeranno della donazione saranno le seguenti:

  • Scuola Infanzia – Via Reiss Romoli 49;
  • Scuola Infanzia – Via Ala di Stura 23;
  • Scuola Infanzia – via Asinari di Bernezzo 23;
  • Asilo Nido – via Asinari di Bernezzo 23;
  • I.C. Sandro Pertini Scuola Infanzia – Via la Loggia 51/53.

La fornitura sarà basata su componenti già oggetto di donazione negli anni precedenti e individuata in concerto con l’ufficio dell’Economato, e sarà composta da 125 brandine da riposo impilabili.

Anche quest’anno siamo lieti di poter offrire il nostro contributo al sistema scolastico torinese – commenta Alberto Maria Barberis, Presidente del RC Torino Lagrange per l’A.R. 2019/2020 – quale degna conclusione di un Protocollo triennale d’intesa con la Città di Torino che ha permesso a diverse scuole del territorio di beneficiare di arredi e forniture utili a migliorare la fruizione dei plessi. Ringraziamo il Comune di Torino per la sua collaborazione e disponibilità al dialogo e la Rotary Foundation per il suo supporto al nostro progetto. La complessità del periodo che stiamo vivendo a causa della pandemia ha rallentato la definizione delle operazioni, ma grazie allo spirito di servizio che contraddistingue i Soci rotariani è stato comunque possibile portare a termine questa fornitura che auspichiamo possa rappresentare un messaggio di positività e speranza per molti”.

Il Centro “Erik Peterson” nomina Leo nel comitato scientifico

Il Centro interdipartimentale di ricerca in Scienze Religiose “Erik Peterson”, dell’Università di Torino, ha recentemente nominato quale membro del proprio Comitato Scientifico Giampiero Leo

Già assessore regionale alla Cultura, è stato scelto in relazione al suo lungo e costante impegno in favore del dialogo interreligioso (è il portavoce del Coordinamento interconfessionale del Piemonte “Noi siamo con voi”), della promozione della Cultura e dei diritti umani (Vice Presidente – fra l’altro – del Comitato per i diritti umani della Regione Piemonte).

La nomina, proposta dalla Presidente del Centro, prof.ssa Ilaria Zuanazzi, è stata approvata all’unanimità.

Banca in digitale con Digital Factory

“Digital Factory” è la call esplorativa con cui FCA Bank e I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, puntano a contribuire alla trasformazione tecnologica e digitale della Banca.

La partecipazione alla call, rivolta a startup e PMI innovative, è gratuita e le candidature sono aperte fino al 6 gennaio 2021.
Il team vincitore potrà sviluppare un Proof-of-Concept (PoC), lavorando a contatto con FCA Bank e le società controllate del Gruppo.

Esplorare le innovazioni esistenti sul territorio nazionale e internazionale per promuovere e valorizzare nuove soluzioni tramite Open Innovation, al fine di contribuire alla trasformazione tecnologica e digitale del settore bancario. Con questo obiettivo FCA Bank e I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, lanciano “Digital Factory”, una call esplorativa rivolta sia a startup che a piccole e medie imprese innovative.

“Digital Factory” si concentrerà soprattutto sulla ricerca di soluzioni di Fintech e Insurtech che, attraverso l’utilizzo di algoritmi o metodologie innovative, vadano a supporto dei processi di pagamento, di nuovi sistemi di valutazione del rischio assicurativo e finanziario, di soluzioni alternative per la gestione dei prestiti, finanziamenti e microcredito dedicati al mondo dei finanziamenti automotive. L’ambito di interesse comprende anche la creazione di sistemi automatici e intelligenti per l’analisi dei bisogni assicurativi, finanziari e di gap analysis con cui fornire profilazioni personalizzate sia per nuovi clienti sia, nella fase di remarketing, per i clienti attuali.

La partecipazione all’iniziativa è gratuita: la candidatura dei progetti dovrà essere inviata entro il 6 gennaio 2021 sul sito https://digitalfactory.fcabankgroup.com. I progetti saranno valutati da un comitato di esperti che selezionerà i finalisti entro venerdì 5 febbraio 2021, i quali avranno l’opportunità di presentare la propria soluzione in occasione dell’evento finale che si svolgerà entro il mese di febbraio 2021.

Il team valutato migliore dalla giuria avrà l’opportunità e le risorse per sviluppare un Proof-of-Concept (PoC) con cui testare e dimostrare sul campo la fattibilità del caso d’uso presentato, entrando quindi in contatto con la realtà aziendale di FCA Bank e con le società controllate del Gruppo.

Il lancio della call “Digital Factory”, in collaborazione con I3P, inserita all’interno del programma “Start&Pulse” di Crédit Agricole Consumer Finance, costituisce un nuovo step nel percorso di trasformazione digitale avviato da FCA Bank, volto da un lato a migliorare l’esperienza dei clienti, dall’altro alla ricerca di prodotti sia bancari che assicurativi sempre all’avanguardia. Un percorso, orientato all’innovazione dell’intero settore bancario, che ha già portato a importanti novità per i pagamenti digitali, dall’e-Wallet (il portafoglio digitale che può contenere più strumenti di pagamento) al Payment Hub, che permetteranno a FCA Bank di gestire le numerose transazioni relative ai servizi di in-vehicle payments.

“Riponiamo grande fiducia e aspettative nella collaborazione con I3P, un partner con cui condividiamo l’approccio votato all’innovazione tecnologica e che si è dimostrato decisamente all’avanguardia sul fronte delle soluzioni di open innovation”, ha dichiarato Giacomo Carelli, CEO di FCA Bank S.p.A. “Come FCA Bank, infatti, crediamo fortemente nel valore derivante dalla carica innovatrice di startup e PMI, specie per un settore come il nostro, in cui la spinta alla digitalizzazione di processi e servizi è stata accelerata dall’emergenza pandemica”.

“Siamo molto orgogliosi di collaborare al progetto Digital Factory di FCA Bank attraverso un’azione di supporto all’Open Innovation orientata ad attivare collaborazioni con startup”, ha dichiarato Giuseppe Scellato, Presidente di I3P. “Le iniziative di innovazione aperta rappresentano delle opportunità rilevanti sia per l’esplorazione di nuove tecnologie e servizi sia per lo sviluppo del capitale umano”.

Conseguenze psichiatriche da Covid-19: un dramma nel dramma

“Uno studio della Oxford University (Mississippi) rivela: dopo la diagnosi, disturbi psichiatrici per un paziente su cinque. Le tremende ripercussioni economiche della crisi su ampie fette di popolazione rischiano di peggiorare la situazione. Che risposte intende dare a questo proposito la Giunta Regionale? Che cosa si intende fare, inoltre, per tutelare anche dal punto di vista psicologico il nostro personale medico e sanitario, da mesi sottoposto a uno stress senza precedenti? Presto sul tema una mia interpellanza a Palazzo Lascaris”.

Il 20% delle persone alle quali è diagnosticato il Covid-19 presenta disturbi psichiatrici dopo la diagnosi: è il preoccupante risultato che emerge da un’indagine condotta dal Dipartimento di Psichiatria della Oxford University (Mississippi, USA). Le terrificanti conseguenze economiche della crisi epidemiologica rischiano di peggiorare ulteriormente la situazione: penso a commercianti e imprenditori, ai lavoratori che hanno perso il lavoro, a ristoratori e baristi e, in generale, a tutti i nostri concittadini che hanno vissuto sulla propria pelle queste conseguenze. Che cosa intende fare, sul tema, la Regione Piemonte? Al momento, mi pare che si stia muovendo piuttosto in direzione contraria all’esigenza di potenziare la capacità di risposta della nostra Sanità, vedi i dubbi sul futuro dei Servizi Psichiatrici al Mauriziano di Torino. Il report dell’ateneo statunitense fa emergere dati in preoccupante continuità con quanto già appurato dall’Ospedale San Raffaele di Milano lo scorso agosto: il 56% delle persone guarite dal Covid-19 ha manifestato disturbi quali disturbo post traumatico da stress, depressione o sintomatologia ossessivo-compulsiva, proporzionalmente alla gravità dell’infiammazione durante la malattia. Il nostro personale medico e sanitario ha a sua volta bisogno di essere tutelato, dopo mesi di sforzo senza precedenti, dal punto di vista psicologico. Di fronte a tutto questo, come intende rispondere la Regione Piemonte? Non si è ancora vista alcuna risposta. Tornerò a sollecitare la Giunta in Consiglio Regionale e presenterò al più presto un’interpellanza sul tema.

Silvio Magliano – Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale del Piemonte.

Turismo, gli artigiani: “Chiediamo alle istituzioni di non compromettere il fatturato delle festività”

In Piemonte sono 14.271 le imprese artigiane che si occupano di attività legate al turismo con riduzione del giro d’affari fino all’80%. Giorgio Felici (Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte): “Per l’artigianato legato alla domanda turistica è importante riaprire gli impianti da sci del Piemonte”.

 

In Piemonte sono 14.271 le micro, piccole e medie imprese artigiane che si occupano di attività legate al turismo, quindi alle vacanze e allo svago, (trasporti, ristorazione, ricettività, benessere, abbigliamento, artigianato artistico, ecc.): gli effetti economici legati all’emergenza sanitaria comporterà una riduzione del giro d’affari fino all’80%, se non una chiusura della stessa attività.

 

A livello provinciale le imprese artigiane che svolgono attività legate al turismo sono così suddivise: Torino 7.402; Cuneo 1.913; Alessandria 1.775; Novara 1.044; Asti 670; Verbano 493; Vercelli 487 e Biella 487.

Trasporti, ricettività, ristorazione, agroalimentare, servizi turistici, benessere, intrattenimento, attività ricreative e culturali ma anche artigianato artistico, abbigliamento e calzature; circa il 12% delle circa 117mila realtà artigiane del Piemonte, è coinvolta, direttamente o attraverso l’indotto, nel mercato turistico regionale, e soddisfa le richieste di 15 milioni di presenze.

 

Sono questi i numeri chiave del dossier “Imprese e valore artigiano in Piemonte“, realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato, che ha analizzato i comparti piemontesi del turismo e dell’artigianato, attraverso i dati Istat e Unioncamere del 2019.

“Le imprese artigiane e le micro e piccole realtà legate direttamente o indirettamente al turismo sono molto preoccupate per l’incertezza del Governo rispetto alle possibili aperture in vista delle festività natalizie-commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte-Anzi, per dirla tutta, ci pare che la politica pensi più a chiudere che a riaprire. Le nostre imprese, già pesantemente penalizzate dallo scorso lockdown, dall’assenza di turismo, dalla cancellazione di tutti gli eventi, e ora dalle restrizioni della zona rossa, esprimono forte preoccupazione per la situazione in atto e per l’incertezza riservata ai prossimi giorni. Con il turismo fermo ai blocchi di partenza e con l’incognita dell’apertura degli impianti sciistici, le imprese vedono calare giorno dopo giorno il proprio fatturato proprio nella fase che normalmente dovrebbe essere di alta stagione. Parliamo dei trasporti, con bus e taxi, del benessere, con acconciatori ed estetiste, e ovviamente della ristorazione, degli eventi e della ricettività”.

“Chiediamo alle istituzioni -conclude Felici– di non compromettere il fatturato legato alle festività natalizie. Per l’artigianato legato alla domanda turistica è anche importante riaprire gli impianti da sci del Piemonte, per permettere una boccata di ossigeno alle tante imprese artigiane che si occupano di attività legate al turismo della neve. Inoltre, chiediamo maggiore rapidità decisionale rispetto alle prossime aperture, per permettere alle nostre imprese di riorganizzarsi in sicurezza e di poter gestire le attività stagionali. Chiediamo alla politica un impegno straordinario e una visione che tenga conto della sofferenza delle micro e piccole imprese, spesso a conduzione familiare, che vogliono solo riprendere a lavorare in sicurezza. I ristori sono solo un palliativo ma non rappresentano la cura per mantenere in vita le nostre imprese”.