ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 398

Se per gli invalidi la ripresa è un miraggio

“Nessuna indicazione dall’Inps sulle nuove risorse destinate agli invalidi, mentre perdura la carenza di insegnanti di sostegno”

Riceviamo e pubblichiamo / Restituire certezze alle persone con disabilità, per andare oltre la crisi e tutelare i loro diritti: dal mantenimento all’assistenza sociale; dall’istruzione al sostegno scolastico. È l’appello lanciato dal Il Tulipano Bianco, Associazione di promozione sociale che realizza progetti in tutta Italia a favore di anziani, adulti e giovani disabili. L’Associazione chiede in particolare all’Inps di intervenire al più presto per chiarire le modalità di erogazione della maggiorazione prevista per pensioni di invalidità civile al 100%, che il Decreto Agosto ha incrementato fino a un massimo di 651,51 euro allargando al tempo stesso la platea dei beneficiari ai cittadini dai 18 anni in su.

“L’aumento della pensione di invalidità sarebbe dovuto diventare effettivo a partire dal mese successivo all’approvazione del decreto, ma finora l’Inps non ha diffuso alcuna circolare né altra comunicazione ufficiale su tempistiche e modalità di erogazione. Comprendiamo le difficoltà che sta affrontando il nostro istituto di previdenza, ma crediamo che le persone più bisognose non debbano essere costrette ad attendere senza chiare indicazioni in un momento così delicato”, dichiara Francesco Giordani, presidente del Il Tulipano Bianco.

L’altra urgenza riguarda l’apertura delle scuole, che non possono contare su un numero di insegnanti di sostegno sufficiente. Secondo le stime diffuse in questi giorni ne mancherebbero dai 50 ai 75mila, mentre sono soltanto 1.600 circa le nomine andate in porto contro le 21mila previste. Ammontano quindi a 19mila i posti di ruolo per il sostegno non ancora assegnati e destinati a un supplente. Si tratta di un problema cronico del nostro sistema scolastico, che in questa fase si può considerare un’emergenza nell’emergenza. La chiusura dei mesi scorsi ha avuto infatti maggiori ripercussioni sugli studenti disabili.

“Le persone con disabilità hanno già pagato un prezzo alto a causa delle limitazioni imposte dal coronavirus, per questo bisogna fare in modo che non restino indietro. Dobbiamo lavorare affinché possano di nuovo partecipare in modo pieno e attivo alla vita sociale del Paese. La tutela dei più fragili è una cartina di tornasole che rivela se le istituzioni sono davvero in grado di prendersi cura di tutti i cittadini. Ci auguriamo quindi che il Governo riesca a recuperare i ritardi accumulati in questi mesi in tempi brevi”, conclude Giordani.

 

IL TULIPANO BIANCO

Il Tulipano Bianco è un Associazione di Promozione Sociale (Aps). Nasce nel 2012 con l’obiettivo di operare in ambito socioassistenziale a favore di minori, adulti, anziani e disabili portatori di svantaggio sociale o psichico. L’Associazione è orientata a sviluppare idee e progetti anche attraverso il vaglio di proposte e segnalazioni di soggetti esterni. E’ presente sul territorio italiano con delegazioni territoriali associate alla sede nazionale.

Con “Le terapie cellulari” riprendono gli incontri dell’Accademia di Medicina

L’Accademia di Medicina di Torino riprende il 30 settembre alle ore 17.30, dopo una lunga pausa imposta dalla pandemia, le sue riunioni periodiche di aggiornamento scientifico aperte a tutti, nell’aula magna di via Po 18, con possibilità di seguire a distanza la conferenza collegandosi al sito www.accademiadimedicina.unito.it

“Le terapie cellulari” è il tema dell’incontro che, introdotto da Giovanni Camussi, professore di nefrologia dell’Università di Torino, verrà sviluppato da Benedetto Bruno, responsabile dell’Unità di trapianto di midollo del Reparto di Ematologia delle Molinette e da Franca Fagioli, Professoressa di Pediatria dell’Università di Torino e Direttore del Laboratorio del Centro Trapianti di Cellule staminali e Terapia Cellulare dell’Ospedale Regina Margherita.

L’argomento trattato è molto innovativo in quanto le terapie cellulari si sono dimostrate in grado di offrire ottime opportunità terapeutiche in molti tumori, soprattutto del sangue, utilizzando preparazioni di cellule o di tessuti che, opportunamente manipolati in laboratorio, hanno mostrato una straordinaria efficacia.

Oscar Green, edizione 2020 “Innovatori per natura

La finale regionale per il Piemonte-Valle d‘Aosta degli Oscar Green 2020 si terrà martedì 29 settembre prossimo alle 17 al Circolo dei Lettori a Torino, in via Bogino 9

L’evento, presentato già nella passata edizione dal conduttore Mario Bargi, è promosso dalla Coldiretti Giovani Impresa, dalla Coldiretti Piemonte e Coldiretti Valle d’Aosta e vede anche la partecipazione del fumettista Gabriele Scarafia della Scuola Internazionale diComics.

Oscar Green 2020, che reca il titolo emblematico di “Innovatori per natura”, premia le idee innovatrici dei giovani agricoltori. Il titolo condensa, infatti, il senso di una sfida che, quest’anno, si prefiggequale obiettivo primario la premiazione dei progetti dei giovaniagricoltori che si sono dimostrati capaci di coniugare innovazione e tradizione, e che sono stati in grado di realizzare progetti che hanno portato alla realizzazione di un modello agricolo sostenibile.  

La sostenibilità è stata valutata e premiata sotto gli aspettieconomico, sociale ed ambientale.  È stata, inoltre, premiata la creatività di quei progetti in gara capaci di incanalare una cultura d’impresa esemplare, in cui questa si sposa con l’originalità e conuna grande abilità progettuale,  in direzione di un processo di crescita dell’agricoltura italiana attraverso l’applicazione delle più moderne tecnologie.

Il Piemonte cresce nella raccolta differenziata di carta e cartone

Nel 2019  aumenta del 2,9%: è il miglior incremento tra le regioni del Nord Italia

 

Raccolte e avviate a riciclo 290.301 tonnellate di carta e cartone, pari a 65,6 kg di raccolta pro-capite.

Oltre 11,6 milioni di euro i corrispettivi riconosciuti da Comieco ai Comuni in convenzione.

Da una ricerca Astra per Comieco emerge l’attenzione costante per la raccolta differenziata svolta “sempre/spesso” dall’84% dei piemontesi

 

 La regione del Nord Italia che nel 2019 ha registrato la crescita maggiore nella raccolta differenziata, sfiorando il +3% annuo, è il Piemonte, che ha raccolto 290.301 tonnellate di carta e cartone, pari a una media pro-capite di 65,6 kg. A certificare questi dati è la 25a edizione del Rapporto annuale sulla raccolta differenziata e riciclo di carta e cartone in Italia diffuso da COMIECOConsorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica.

“Rispetto al 2018, anno in cui la raccolta differenziata regionale era stata equivalente a 282.018 tonnellate, nel 2019 sono state raccolte e avviate al riciclo ben 8.283 tonnellate di carta e cartone in più, il miglior incremento registrato nell’area del Nord Italia, riflesso di un comportamento sempre più responsabile da parte dei piemontesi” – afferma Carlo Montalbetti, Direttore Generale Comieco. “Nel 2019 168.543 tonnellate sono state gestite dal circuito Comieco in forza delle convenzioni stipulate con le amministrazioni locali che, di ritorno, hanno ricevuto dal Consorzio oltre 11,6 milioni di euro in corrispettivi economici.”

La raccolta su base provinciale

 

 

Lo spaccato provinciale del dato generale registrato dal Piemonte offre risultati variegati: in provincia di Alessandria nel 2019 sono state raccolte e avviate a riciclo 25.199 tonnellate pari a 58,3 kg per abitante; in provincia di Asti le tonnellate sono state 11.832 tonnellate e il pro-capite pari a 54 kg; in provincia di Biella sono state raccolte 14.485 tonnellate di carta e cartone per un pro-capite di 78,5 kg; in provincia di Cuneo con 46.374 tonnellate, la raccolta pro-capite è stata di 78,3 kg mentre in quella di Novara 61,3 kg pro-capite con 22.779 tonnellate raccolte; in provincia di Torino sono state invece raccolte 146.038 tonnellate di carta e cartone, pari a una media pro-capite di 63,7 kg; a Verbano-Cusio-Ossola 11.764 tonnellate e 73 kg pro-capite e in provincia di Vercelli 11.830 tonnellate di carta e cartone per 67,2 kg pro-capite.

 

L’approccio del Piemonte alla raccolta differenziata

 

L’aumento in termini quantitativi della raccolta di carta e cartone nel Piemonte va di pari passo con la maggior attenzione dei piemontesi nei confronti dell’ambiente e della sostenibilità. Questo è quanto emerge da una ricerca demoscopica commissionata a inizio anno da Comieco all’istituto Astra Ricerche.

I piemontesi, rispetto alla media degli italiani, si mostrano leggermente meno preoccupati per le tematiche ambientali a livello globale (l’86% rispetto a una media nazionale dell’88,5%), mentre mostrano un impegno maggiore della media nell’adottare comportamenti sostenibili (72% rispetto a una media nazionale del 70,7%).

La pratica della raccolta differenziata rappresenta la principale attività effettuata per avere un comportamento sostenibile e viene svolta “sempre/spesso” dall’84% dei piemontesi (rispetto alla media nazionale di 79,7%), anche se l’autovalutazione della propria bravura nell’effettuarla è sostanzialmente allineata con la media nazionale (7,64 vs 7,50 di media).

Quando si tratta di ottenere informazioni o sciogliere dubbi sulla raccolta differenziata, rispetto alla media degli italiani i piemontesi utilizzano meno la guida cartacea distribuita dal Comune (30% vs 41% di media), mentre si avvalgono maggiormente dei motori di ricerca (43% vs 38,5% nazionale), del sito web del Comune (32% vs 27% nazionale) e dei siti dei consorzi che si occupano di raccolta differenziata (22% vs 16,5 nazionale).

 

La raccolta differenziata di carta e cartone in Italia

 

A livello nazionale, la raccolta differenziata di carta e cartone ha fatto registrare nel 2019 una crescita del 3% e complessivamente sono state raccolte 3,5 milioni di tonnellate. L’eccellente stato di salute del settore trova conferma anche nel tasso di riciclo degli imballaggi a base cellulosica, attestatosi all’81% con un ritmo di crescita che rende fattibile centrare l’obiettivo dell’85% fissato dall’Unione Europea al 2030.

Nel 2019, inoltre, è emerso un importante miglioramento sotto il profilo qualitativo dei materiali a base cellulosica avviati al riciclo, con l’incidenza delle impurità nella raccolta differenziata svolta dalle “famiglie” tornata sotto la soglia del 3%, mentre viene confermata l’eccellente qualità delle raccolte sui circuiti “commerciali”.

 

“Ripartiamo dalla mobilità sostenibile”

I VOLONTARI DI GREENPEACE TRASFORMANO LE STRADE DELLE CITTÀ ITALIANE

 

Torino, 27.09.20 – Nel mese della riapertura delle scuole e della ripartenza di molte attività lavorative, in oltre venti città di tutta Italia volontarie e volontari di Greenpeace si stanno attivando per denunciare i problemi della mobilità locale e indicare soluzioni per contribuire a rendere le città sostenibili e rispettose del clima e della salute delle persone.

 

A Torino le volontarie e volontari dell’organizzazione ambientalista sono intervenuti in Corso Unione Sovietca, allestendo un simbolico cantiere di Greenpeace per trasformare una delle ben 6 corsie dedicate alle auto in pista ciclabile, e chiedere che il servizio TO BIKE venga ripristinato. Durante l’attività di denuncia, hanno aperto uno striscione con il messaggio “Città per le persone non per le auto”.

 

In Italia ci sono più di 64 auto ogni 100 abitanti, sebbene queste rimangano inutilizzate per più del 90 per cento del tempo, e si sprecano decine di ore imbottigliati nel traffico, con Roma che detiene il record italiano di 166 ore perse all’anno. Ciò si riflette su come sono concepiti gli spazi delle città, piene di strade e parcheggi pensati per il traffico veicolare privato, e con alternative di mobilità sostenibile – come bici, trasporto pubblico e sharing – ancora troppo poco sviluppate e integrate nel tessuto urbano, dal centro alle periferie.

 

«Investire su modelli di mobilità “auto-centrici” significa togliere risorse alle alternative non inquinanti. Per questo le amministrazioni locali devono ripensare il modo in cui le persone si spostano nelle città, che sono al tempo stesso i luoghi con il più alto livello di emissioni di gas serra e quelli con i più gravi problemi di inquinamento atmosferico e problemi di salute connessi», dichiara Federico Spadini, campagna trasporti di Greenpeace Italia. «In questo momento delicato di ripartenza del Paese nella fase post-Covid non possiamo rimanere ancorati alle soluzioni del passato. Gli amministratori locali devono essere lungimiranti e costruire ora la mobilità del futuro, fatta di trasporto pubblico efficiente, infrastrutture per la mobilità ciclistica e pedonale, sistemi di sharing elettrico, trasporto intermodale e spazi progettati per la vita e il benessere delle persone», conclude Spadini.

 

Nei mesi scorsi le città hanno adottato provvedimenti per la mobilità sostenibile, ad esempio attraverso la diffusione di bike lane provvisorie, ma misure del genere non sono sufficienti se non si risolvono le criticità strutturali delle città italiane e dei modelli di mobilità basati sui combustibili fossili, che continuano ad essere ampiamente incentivati dal Governo. Per questo Greenpeace ha lanciato la campagna #RESTART, per chiedere che i fondi pubblici per la ripartenza siano investiti per riprogettare le nostre città, investendo in trasporto pubblico, riqualificazione delle periferie e mobilità alternativa.

Nasce il centro studi Giancarlo Barbadoro

Domenica 27 settembre alle ore 16 verrà inaugurato il “Centro Studi Giancarlo Barbadoro” nello scenario dell’Ecovillaggio di Dreamland, nel Parco della Mandria.

Riceviamo e pubblichiamo / Il Centro Studi nasce con lo scopo di divulgare e promuovere l’immenso patrimonio intellettuale lasciato in eredità dallo studioso e ricercatore Giancarlo Barbadoro scomparso nel 2019. Le sue ricerche nell’ambito della cultura non convenzionale, dalle nuove frontiere della scienza alle tradizioni dei Popoli naturali, dalla storia sconosciuta allo sciamanesimo e all’ecospiritualità, costituiscono una preziosa guida per affrontare temi insoliti e spesso non trattati con la serietà che meritano.

Giancarlo Barbadoro, presidente e fondatore della Ecospirituality Foundation, è mancato il 6 agosto 2019. Era poeta, musicista, giornalista, scrittore. E’ stato un grande attivista per i diritti degli animali, una causa che sentiva più di ogni altra poiché li riteneva gli esseri più sfortunati della Terra. Era attivista anche per i diritti dei Popoli indigeni e per la salvaguardia delle loro tradizioni. Teorico dell’ecospiritualità, con esponenti di Comunità indigene di tutto il pianeta ha fondato la Ecospirituality Foundation per diffondere il concetto della filosofia ecospirituale, che egli riteneva potesse risolvere tutti i mali di una società malata, basata sull’antropocentrismo. Con la Ecospirituality Foundation si è schierato a fianco di molte Comunità native di tutti i continenti portando le loro istanze all’ONU di New York e Ginevra.

Ricercatore in molti ambiti culturali, si è dedicato con passione fin dagli anni ’70 all’indagine sulla leggendaria città celtica di Rama portando alla luce un’antica leggende che si è poi rivelata una storia reale. Ora molti ricercatori si avvalgono delle sue ricerche, tanto che Rama è stata definita “L’Atlantide del Piemonte”.
Nell’ambito della cultura non convenzionale un posto di rilievo lo aveva la ricerca sulle intelligenze diverse a cui Barbadoro si dedicava con passione e in cui definiva gli animali “gli alieni che coabitano con noi”.

Giancarlo Barbadoro ha lasciato in dono le chiavi di ricerca per proseguire nelle indagini che aveva attivato in molti settori, ricerche che proseguiranno attraverso chi ha raccolto la sua eredità.
Le molteplici attività culturali che egli sviluppava possono essere identificate in quattro settori principali: Esobiologia, Archeologia, Scienza di confine, Ecospiritualità.
Questi quattro settori si suddividono a loro volta un una serie di molteplici argomenti. Temi che verranno sviluppati attraverso convegni, sia nelle sedi del Centro Studi che online, conferenze, pubblicazioni.

Interverranno:
Guido Barosio – direttore Torino Magazine
Massimo Centini – Scrittore
Antonello Micali – Direttore Il Risveglio
Annamaria Bonavoglia – Scrittrice
Enrico Moriconi – Garante Diritti Animali Regione Piemonte
Gino Steiner Strippoli – Giornalista
Condurrà Rosalba Nattero

Nel corso dell’incontro verrà presentato il libro “Alla ricerca di Intelligenze Diverse” di Giancarlo Barbadoro nella edizione aggiornata e ampliata con le sue ultime ricerche.
Seguirà rinfresco vegan

Domenica 27 settembre 2020, ore 16
Ecovillaggio di Dreamland – Parco della Mandria, Via G. Agnelli, 2 Fiano (TO)
L’evento è su invito. Per prenotazioni o informazioni: tel. 011 530 846 – 011 9234 625
info@eco-spirituality.org www.eco-spirituality.org www.centrostudibarbadoro.it

Trasporto pubblico: in futuro si pagherà a consumo

Pagare i mezzi pubblici con il cosiddetto sistema “pay per use”, soltanto quando si utilizza il servizio, rappresenta una delle linee di indirizzo strategico annunciate dall’assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture Marco Gabusi durante l’illustrazione del Defr, Documento di economia e finanza regionale 2021-2023 in seconda Commissione.

Con l’emergere di una nuova flessibilità della domanda dovuta anche allo smart working che determinerà un possibile calo degli abbonamenti tradizionali, l’assessorato intende facilitare l’entrata in vigore di un sistema “pay per use”, legato al pagamento solo in caso di effettivo utilizzo del servizio, accelerando contemporaneamente il progetto “Mass” ovvero “mobility as a service”, che integra tutte le forme di trasporto in un ecosistema digitale all’interno del quale l’utente potrà trovare i servizi di trasporto pubblico disponibili e utilizzabili.

A fronte delle innegabili difficoltà legate al Coronavirus soprattutto a causa della riduzione dell’utenza (ad oggi il calo è del 50% rispetto a un anno fa) è stata espressa la volontà di assicurare un servizio di trasporto pubblico regionale sostenibile sia in termini di efficienza tecnica sia economica, impegnandosi a proseguire gli investimenti strutturali strategici ma assicurando al contempo un’adeguata copertura del servizio su tutto il territorio regionale.

Pilastri importanti di questo approccio saranno da una parte l’incremento dell’operatività del servizio ferroviario metropolitano, che andrà a regime nel 2021 in parallelo con l’avanzamento di alcune opere prioritarie come il collegamento in galleria della linea veloce diretta Torino Porta Nuova- Torino Porta Susa e il completamento delle linee SFM3 e SFM5, e dall’altra la definizione di una prospettiva nuova per il servizio ferroviario regionale, con contratti decennali che consentano di pianificare adeguati investimenti, in particolare per la sostituzione del materiale rotabile e per il miglioramento infrastrutturale, ad esempio delle tratte a velocità ridotta soprattutto nei collegamenti fra i capoluoghi di provincia e Torino.

Per quanto riguarda la logistica, anche in risposta alle domande di un consigliere del Pd, è stata spiegata l’intenzione di promuovere le condizioni per l’ampliamento da parte del governo nazionale delle aree interessate dalle zone logistiche semplificate (zls), mentre la presenza della Regione nella compagine della Fondazione Slala ha l’obiettivo di accelerare l’attuazione della zona logistica semplificata di porto e retro porto di Genova all’interno del quale rientra il progetto di riutilizzo dello scalo merci di Alessandria, sul quale Slala ha già presentato uno studio.

Si intende inoltre proseguire la politica di sollecitazione al completamento delle grandi opere infrastrutturali quali il collegamento ferroviario Torino-Lione e il Terzo Valico dei Giovi, mentre in tema di viabilità e infrastrutture stradali nel prossimo esercizio finanziario si sosterrà la progettazione di almeno una parte delle 30 opere individuate a seguito di consultazioni con gli enti locali, per arrivare a una tempestiva realizzazione di infrastrutture giudicate importanti dai territori ma non sostenibili economicamente per i bilanci di Province e Comuni.

L’assessore ha infine risposto ad alcune domande di consiglieri del gruppo M5S sull’attuazione del trasporto intermodale e sulle criticità delle tariffazioni del trasporto pubblico per gli studenti e del gruppo Pd sullo stato dei lavori della Pedemontana e dell’autostrada Asti-Cuneo.

L’assessore regionale in visita al Caat

L’Assessore regionale alle Partecipate Fabrizio Ricca ha visitato nella mattinata di giovedì 24 settembre scorso il CAAT (Centro Agroalimentare di Torino), accompagnato dal Presidente, ingegner Marco Lazzarino, e dal Direttore generale avvocato Gianluca Cornelio Meglio.

“La visita da parte dell’Assessore Ricca al CAAT – precisa il Presidente del CAAT Marco Lazzarino –  è nata dall’iniziativa, che ho condiviso ed apprezzato, promossa dal nostro Consigliere Carmelo Bruno, il quale rappresenta la Regione Piemonte in seno al Consiglio di Amministrazione del CAAT“.

Ad accogliere l’Assessore presso il CAAT vi era l’intero Consiglio di Amministrazione, unitamente al Collegio sindacale e alle associazioni di categoria che rappresentano i produttori agricoli e i grossisti.

“Con la sua visita – afferma il Presidente del CAAT Marco Lazzarino –  l’Assessore Ricca ha dato una testimonianza concreta del rinnovato interesse da parte della Regione Piemonte  per il nostro Centro e di questo non posso che dichiararmi soddisfatto. Il Consiglio di Amministrazione  e la Direzione sono attualmente concentrati sull’implementazione del Piano Industriale, che prevede importanti investimenti volti all’ammodernamento ed allo sviluppo del Centro. In questa prospettiva, riteniamo estremamente preziosala collaborazione con la Regione Piemonte, al fine di sostenere il settore agroalimentare, che rappresenta uno di quelli maggiormente trainanti dell’economia regionale e che ha, inoltre, dimostrato una forte resilienza durante l’emergenza Covid“.

“L’Assessore Ricca, al termine della visita – aggiunge il Presidente del CAAT Marco Lazzarino – si è dichiarato aperto e disponibile ad accogliere delle proposte che gli giungano dal CAAT e ciò è stato accolto con favore da parte nostra e di tutte le associazioni di categoria presenti all’incontro. Stiamo, d’altronde, da poco uscendo da mesi assai difficili e ritengo prioritario  puntare, con coraggio, su sviluppo, innovazione e crescita; in questa prospettiva risultanoessenziali una visione condivisa ed il supporto da parte di tutti inostri soci pubblici, tra cui i più importanti sono il Comune di Torino e la Regione Piemonte.

Piloti di business

Mondo aeronautico e business si sono incontrati nel seminario promosso dal CDVM

Il mondo aeronautico ed il business costituiscono, in effetti, realtà non così lontane tra loro, come potrebbero sembrare all’apparenza. A dimostrarlo è stato l’appuntamento promosso dal CDVM (Club Dirigenti Vendite & Marketing dell’Unione Industriale di Torino ): “Piloti di business”, il seminario tenuto da I-fly Simulator e MetàHodos presso il simulatore di volo di Torino, lo scorso 19 settembre.

“Si è trattato – spiega il presidente del CDVM il Antonio De Carolis – di una sessione pratica  in cui è stato impiegato un simulatore di volo, che ha permesso di scoprire le analogie presenti tra il mondo del business e quello aeronautico, quando si parla di Conduzione esperta e Gestione degli imprevisti. Affiancati da un pilota professionista, i partecipanti hanno potuto sedersi in una vera cabina di pilotaggio e condurre virtualmente un aeromobile, il Boeing 737, simulando in modo realistico un volo ed una potenziale situazione di avaria”.

“I partecipanti  – aggiunge il Presidente De Carolis – sono stati messi di fronte ad una situazione di forte stress e di grande responsabilità, molto simile a quella che un manager o un imprenditore vivono nel loro percorso professionale.  L’esperienza, sicuramente coinvolgente, è  proseguita con un’interessante attività di gruppo utile a riflettere sul problema gestito, sui rischi affrontati ( fortunatamente solo simulati ), su comportamenti tenuti, sulle decisioni prese”.

Un modo diverso per apprendere e razionalizzare tecniche di approccio è gestione delle problematiche  in un ambiente dove, nonostante  la forte componente tecnologica, è sempre l’uomo ad essere il protagonista.

Mara Martellotta

 

Moria dei kiwi: “Piemonte dimenticato”

L’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Protopapa,  scrive alla ministra alle Politiche agricole a seguito dell’annuncio della costituzione di una task force specifica per affrontare il tema della moria del kiwi, patologia che sta causando gravi danni a una specie frutticola di fondamentale importanza a livello nazionale. Nella comunicazione la ministra dimentica però di citare il Piemonte tra le regioni più colpite in Italia.

L’assessore all’Agricoltura del Piemonte pur apprezzando l’interessamento della ministra sul tema, si trova a constatare, con un certo rammarico, che nella comunicazione inviata dalla ministra, tra le regioni maggiormente coinvolte non viene ricompreso il Piemonte.

Pertanto l’assessore regionale sottolinea a tale proposito che se l’Italia e la Nuova Zelanda sono annoverati tra i maggiori produttori mondiali, a livello nazionale il Piemonte ed il Lazio sono le due Regioni in cui la coltivazione del kiwi si è nel tempo maggiormente affermata.

Le conseguenze della batteriosi prima e, successivamente, della moria, hanno messo a dura prova le maggiori aree frutticole piemontesi. L’assessore specifica che si intende parlare di aree e non di aziende agricole perché la progressiva diminuzione della superficie investita a kiwi, oltre a causare enormi danni ai produttori, ha determinato conseguenze nefaste anche in riferimento agli impianti di lavorazione e condizionamento su cui avevano investito cooperative, organizzazioni dei produttori ed operatori commerciali, che nel complesso avevano dato origine ad un vero e proprio “Distretto del kiwi”.

La Regione Piemonte è da anni fortemente impegnata a sostenere con risorse proprie progetti finalizzati ad individuare una soluzione tecnica al problema della moria. Progetti che sono stati realizzati in collaborazione con le più importanti istituzioni tecnico-scientifiche che operano nel comparto frutticolo a livello regionale e nazionale.

A tale proposito la Regione Piemonte ha anche attivato una misura di intervento economico a sostegno delle aziende costrette ad estirpare gli impianti colpiti da questa grave patologia.

Per tutte queste ragioni l’assessore all’Agricoltura del Piemonte richiede il massimo coinvolgimento del Piemonte in tutte le iniziative che saranno intraprese per la soluzione di un problema che sta particolarmente a cuore all’Amministrazione, rimarcando che i danni subiti dai produttori piemontesi non sono meno gravi di quelli lamentati in altre aree del Paese, tanto da essere dimenticati.