ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 373

Da donna a donna, fotoritratti per la ricerca sui tumori

E’ il progetto lanciato dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro con il fotografo di fama internazionale Daniele Ratti. Un’idea regalo speciale per il Natale, il cui ricavato andrà a una causa importante.

 82 donne legate al nostro territorio hanno deciso di prestare il loro volto per sostenere la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e la lotta contro i tumori femminili che viene portata avanti, quotidianamente, all’Istituto di Candiolo-IRCCS.

E’ questo il progetto ideato dal fotografo torinese Daniele Ratti e dalla Fondazione;  un box contenente volti e sguardi di donne, 82 cartoline, una per ogni persona coinvolta, più un buono valido per uno scatto fotografico e per la realizzazione della propria cartolina per chi deciderà di sostenere la campagna acquistando il cofanetto. 

Ferrovie, con il nuovo anno nuovo servizio E arrivano i treni “Pop”

In occasione della visita ai primi 4 nuovi treni Pop destinati al nodo di Torino a partire dal 1° gennaio nell’ambito del contratto di servizio con Trenitalia, che prevede in totale 9 convogli Pop e 23 Rock sulle linee SFM 1 Rivarolo-Chieri (Canavesana), SFM 2 Chivasso-Pinerolo, SFM 3 Torino-Bardonecchia/Susa, SFM 4 Torino Stura – Alba, SFM 6 Torino Stura Asti e SFM 7 Torino Stura-Fossano, l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Marco Gabusi ha sottolineato l’impegno e la politica della Regione Piemonte nel miglioramento del servizio ferroviario. 

«Quando ci siamo insediati – ha detto l’assessore Gabusi – la Canavesana era probabilmente la linea con i maggiori problemi in Piemonte: una linea ferroviaria che viaggiava ai 50 chilometri all’ora, con materiale rotabile decisamente datato e con numerose soppressioni di corse. Dal 1° gennaio e nei prossimi mesi avrà treni nuovi che insieme ai 70 km/h, da qualche mese ormai consolidati sulla linea, garantiranno ai passeggeri un servizio completamente diverso. Siamo contenti di aver raggiunto questo traguardo e vorremmo che, da una linea con molti disagi, diventasse un fiore all’occhiello del Piemonte».

«Quanto fatto sulla SFM1 – ha proseguito l’assessore – è la dimostrazione che la nostra attenzione sul sistema ferroviario è costante e che la nostra idea di ‘investimento’, da sempre trasparente e onesta, funziona. Lo possiamo fare, nelle condizioni economiche attuali, soprattutto là dove c’è utenza. La Canavesana è il primo esempio di questa politica, ma nei prossimi mesi continueremo nella medesima direzione».

 

Quattro nuovi treni Pop saranno in circolazione dal primo gennaio, con l’entrata in vigore del nuovo contratto di servizio del Servizio Ferroviario Metropolitano nel nodo di Torino, a seguito della gara indetta da  Regione Piemonte e vinta da Trenitalia (Gruppo Fs Italiane).

 

Con l’entrata in vigore del nuovo Contratto, nel nodo di Torino saranno 275 i collegamenti giornalieri.

GLI INVESTIMENTI

Il nuovo contratto sottoscritto ha la durata di 15 anni, entrerà in vigore dal primo gennaio 2021 e, come previsto nell’offerta vincitrice di Trenitalia, prevede importanti investimenti di 350 milioni di euro per il rinnovo totale del materiale rotabile con 32 nuovi treni (9 Pop e 23 Rock) che si aggiungono ai  14 Treni Jazz già utilizzati da Trenitalia sulle linee del Servizio Ferroviario Metropolitano.

Dal 1 gennaio anche la gestione della SFM 1 Rivarolo Canavese – Chieri  passa a Trenitalia

I Contratti di Servizio di lunga durata che Trenitalia ha firmato con le singole Regioni consentono alla Società del Gruppo FS di realizzare importanti investimenti che generano ricadute positive sia nella qualità del servizio offerto ai viaggiatori, sia per l’intero indotto industriale italiano.

LA FLOTTA E LE LINEE– Altre consegne sono già previste  nei prossimi mesi che proseguiranno fino al completamento della  fornitura- sottoscritta nel Contratto – di 9 Pop e 23 convogli Rock.

I nuovi treni circoleranno sulle linee SFM 1 Rivarolo-Chieri, SFM 2 Chivasso-Pinerolo, SFM 3 Torino-Bardonecchia/Susa, SFM 4 Torino Stura – Alba, SFM 6 Torino Stura- Asti e SFM 7 Torino Stura-Fossano.

POP, LE CARATTERISTICHE

Il nuovo treno mono piano, tutto Made in Piemonte,  è composto da 4 carrozze, con 4 motori di trazione, velocità massima di 160 km/h, può trasportare fino a circa 530 persone, con oltre 300 posti a sedere (attualmente le regole per limitare la diffusione del Coronavirus permettono di utilizzarne solo la metà)finestrini più grandi per ammirare le bellezze regionali, portale intranet, area passeggini, illuminazione a led, nuovo sistema di climatizzazione, prese usb e di corrente a 220V per ricaricare tablet e smartphone.

VIDEO SORVEGLIANZA E INFORMAZIONI

Trentadue videocamere a circuito chiuso con riprese live per un viaggio in sicurezza ed informazioni ai passeggeri su monitor di dimensioni doppie rispetto al passato.

SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE

Un treno ecosostenibile riciclabile fino al 97% con una riduzione del 30% dei consumi energetici rispetto ai treni precedenti, così come l’utilizzo di materie prime provenienti dal riciclo, caratterizzano l’impronta ecologica del treno Pop.

PERSONE A RIDOTTA MOBILITA’

Presenti due postazioni dedicate ai diversamente abili collocate nelle immediate vicinanze delle porte di accesso e dei servizi igienici, così da ridurre al minimo gli spostamenti all’interno del treno. I mezzi sono costruiti in modo facilitare salita e discesa delle persone a ridotta mobilità.

TRASPORTO BICICLETTE

Sei posti bici con prese elettriche per ricaricare i modelli di nuova generazione.

 

 

Covid, vaccini e speranze per il 2021

Caro 2020 tra pochi giorni non ci sarai più. A non più rivederci, si intende. Rimarrà il tuo ricordo, e che ricordo. Impossibile non ricordarti. Anche chi rimuove, mi sa che il coronavirus ha segnato i nostri destini e le nostre anime. Non darei per scontato che il 2021 sarà migliore ma ci contiamo molto, moltissimo. Ora si punta sul vaccino. Scampato pericolo? Direi proprio, decisamente di no.

Sul vaccino, anzi sui vaccini, come da copione, si litiga e, sempre come da copione si litiga forte, violentemente e costantemente. L’ importante è sempre dire l’incontrario di quello che dice l’altro. Così se il governo dice andiamo a destra l’opposizione dice andiamo a sinistra. Eppure se c’ è una lezione da trarre da questi mesi è che c’era poca solidarietà e che, viceversa la solidarietà è essenziale e preziosa. 7 vaccini, e sta arrivando il vaccino anti Capitalista, quello cubano.  Ci sono poi i complottisti e negazionisti. Giustificano solo i loro personali fallimenti.

Non c’ è altra logica spiegazione. In Francia, addirittura il 55 % della popolazione dichiara di non volersi vaccinare. Sembrerebbe che in Italia solo 1 su 5 non voglia vaccinarsi.  Con delle cose curiose . l’80 % degli elettori del PD che ha fiducia nel vaccino ed il 30 % degli elettori della lega che non si vaccinera’ mai. Sono sondaggi, ovviamente con la solita domanda, veritieri? Unica risposta possibile, si vedrà.
Indubbiamente, dopo la sconfitta di Trump una certa destra sovranista zoppica decisamente. Le cose si complicano sulla sanità ed assistenza. Se gli operatori sanitari non vogliono vaccinarsi per il prof Ichino nessun dubbio : licenziamento per giusta causa. Mi pare ragionevole, tanto non avverrà.  Si sono già espressi in modo contrario sindacato ed ordini professionali.
Tanti giri di parole per poi arrivare alla sostanza: libertà di coscienza. Comunque sembra che la paura fa 90 e che oltre il 90 degli operai sarà solerte e si vaccinera’.
Arriva l’ inafferrabile ed irraggiungibile Toninelli, sostiene che l’app immuni non ha funzionato per colpa di Salvini e Meloni. Nell’assurda ed illogica affermazione ‘ è, direi comunque, un aspetto positivo.  Non è un problema politico , è solo un problema cognitivo. Di totale incapacità di comprendere.  Poi , in alcuni casi , di voluta non capacità di comprendere.  Non il caso di Toninelli.  Lui non ci arriva proprio. Viceversa uno che d’ intelligenza se ne intente come Piero Angela, senza colpo ferire sostiene: intelligenza e sapere fanno rima con conoscenza e studio. Mirabilmente sottolinea: la scienza è tale perché si basa fu fatti dimostrati . L’ ignoranza trova linfa nelle notizie false. Davanti al coronavirus, davanti al vaccino ci sono le nostre qualità come i nostri difetti. Il coronavirus ed il vaccino sta evidenziando i nostri limiti ed i nostri  indubbi pregi. Esserne coscienti. Speriamo vivamente per aver fatto di necessità virtù.
Trent’anni fa andavo con mia figlia Alice nelle librerie.  Era un appuntamento sacro del sabato pomeriggio. Prima del cinema e del Fast Food. Essendo abitudinari si era diventati amici del proprietario. Aveva appena imparato a leggere e mi inondata di mille domande, di mille perché. Ricordo di una favola siciliana. Grandi disegni dai mille colori. Protagonista un piccolo pesce che per proteggersi dal pesce più grande  convinceva i suoi simili nel mettersi insieme diventando più forti per vincere il pesce grande. Ed in fondo, passati oltre trent’anni la morale è sempre la stessa. Organizzati possiamo difenderci e progredire. Individualmente non andiamo da nessuna parte. Non è un discorso politico o, men che peggio ideologico. Perlomeno non solo un discorso politico.
E’ qualcosa più in alto della politica. È  l’agire umano dalla scienza, alle invenzioni, come alle scoperte. Caro 2020, non sei passato invano.  Speriamo. Come tutte le cose che non uccidono rafforzano. Non sarà una passeggiata.  Sicuro. Non ho tantissime certezze. A volte qualche dubbio sul genere umano. Ma ho fiducia nell’ intelligenza collettiva. Ho fiducia non solo nel vaccino. Ho soprattutto fiducia in chi l’ha progettato e realizzato.

Patrizio Tosetto

Il Progetto Lilliput. I piccoli si coalizzano per sopravvivere

Jonathan Swift scrisse un bellissimo romanzo narrando “I viaggi di Gulliver”, un libro di fantasia che ebbe un successo straordinario e che ancora oggi è letto da migliaia di persone. Il primo viaggio intrapreso dal protagonista è nell’isola di Lilliput, dove fa naufragio e sviene sulla spiaggia. Al suo risveglio si trova legato da uomini alti circa 15 centimetri, che sono riusciti ad immobilizzarlo coalizzandosi.

Oggi Lilliput descrive efficacemente il mondo economico attuale: da una parte ci sono i “giganti” della distribuzione (supermercati, ipermercati, e soprattutto centri mondiali di e-commerce quali Amazon e Alibaba), dall’altra i lillipuziani, i piccoli negozi di quartiere, gestiti spesso da una famiglia che porta avanti una tradizione di generazioni di commercianti.
Nell’ultimo secolo i lillipuziani sono stati decimati per tanti fattori concomitanti (elevati costi fissi, margini ridotti, cambiamenti delle abitudini dei consumatori) e hanno rischiato l’estinzione.
Ma ora il fenomeno potrebbe arrestarsi e addirittura rovesciarsi, anche grazie (sembra assurdo, ma è così) alla pandemia che ha fatto riscoprire certi vantaggi del “negozio sotto casa” (niente assembramenti, qualità e freschezza delle derrate alimentari, umanità del rapporto tra acquirente e venditore).

Però non basta, e allora ecco che nasce l’esigenza di coalizzarsi, usufruendo delle moderne tecnologie messe a disposizione dalla rete, mettendo in comune servizi, opportunità, conoscenze.
Un esempio è il “Progetto Lilliput” (sì, proprio il nome dell’isola di Gulliver!) che offre un’idea innovativa del piccolo commercio, coniugando la “bellezza” di essere piccoli con l’efficienza di essere grandi. Si tratta di un’iniziativa lanciata da due giovani e dinamici imprenditori (il designer torinese Stefano Ollino, titolare della True Flava, e la web manager milanese Beatrice Ferri, oggi trapiantata nelle Marche), che puntano a valorizzare i “negozi di quartiere” attraverso una piattaforma comune che valorizza e potenzia la visibilità dei piccoli commercianti.
Una sorta di community e-commerce, un mercato rionale, ma online.

Sulla piattaforma Lilliput si può navigare tra tutte le attività commerciali presenti suddivise per categorie e raggruppate geograficamente: negozi di abbigliamento, centri di bellezza, parrucchieri, ristoranti, librerie alimentari potranno far bella mostra di sé su Lilliput e avranno la possibilità di mettere in vendita dei buoni regalo spendibili poi fisicamente in negozio.
Il meccanismo è quello delle “gift card” delle grandi catene, che offre importanti vantaggi per gli esercenti. Innanzitutto si evitano le consegne e le spedizioni: il consumatore acquista il suo buono e con comodo lo utilizza per gli acquisti futuri. Si realizza così anche un importante obiettivo, quello di riportare in negozio le persone, riscoprire il piacere di scegliere con calma quanto serve, scambiare due chiacchiere con l’esercente.
Inoltre il buono può essere comodamente utilizzato per fare un regalo, donando ad una persona cara non un oggetto scelto da noi (che magari piace a chi lo compra ma non a chi lo riceve!) ma un voucher per comprarsi quello che più gli piace.

E per finire Lilliput accredita in tempo reale al commerciante il valore del buono. Quindi garantisce un incasso immediato anche se il buono verrà speso dopo mesi.
Il sistema non prevede costi fissi per l’attivazione, ma solo un costo percentuale del 10% sul venduto; nella fase di lancio (primo trimestre 2021), Lilliput devolverà la commissione a favore di “SPESA SOSPESA”, progetto che supporta le famiglie in difficoltà, mentre successivamente la donazione sarà d’importo fisso (un euro per ogni transazione).
Anche per questa finalità Lilliput ha ottenuto l’importante patrocinio del Rotary club Torino Nord Ovest, che ne ha apprezzato le valenze sociali, e che si attiverà per la diffusione della piattaforma non solo in ambito regionale ma anche a livello nazionale.

Gianluigi Demarchi

Contatti: info@lillipuziani.com
Telefono 3398747079 (Beatrice) – 3339836665 (Stefano)

Sclerodermia unit al Mauriziano

Continua l’impegno del GILS – Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia – nell’assistenza ai malati di Sclerosi Sistemica, la cui diagnosi precoce ed il follow-up terapeutico sono tra i primi alleati per il trattamento di questa patologia autoimmune.

Si tratta della dodicesima Scleroderma Unit sul territorio nazionale quella appena annunciata grazie all’accordo tra il GILS e l’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino.

Con un ambulatorio dedicato alle persone affette da Sclerosi Sistemica ed un team specializzato ed integrato in una realtà multidisciplinare, la nuova Scleroderma Unit, sotto la guida dalla dottoressa Claudia Lomater – Dirigente Responsabile della SSD Reumatologia – si prefigge di migliorare la qualità di vita dei malati fornendo il più alto standard di assistenza clinica, favorendo l’accesso alle cure e promuovendo corsi di educazione alla malattia per i pazienti ed i loro familiari.

«In questo periodo di criticità assistenziale dovuta all’emergenza COVID-19, questa nuova convenzione ci permette di ridare speranza agli ammalati grazie ad un’assistenza dedicata e specializzata sul territorio. Proprio perché durante gli ultimi mesi molte cure e terapie sono state annullate oppure posticipate, il GILS vuole dare un forte segnale di vicinanza ai pazienti poiché siamo consapevoli di quanto la diagnosi precoce ed un corretto trattamento siano fondamentali per migliorare il decorso della patologia.» commenta Carla Garbagnati Crosti, Presidente del GILS.

 

“Il Progetto è dunque in linea sin dalla sua nascita con le più moderne tendenze nei modelli di presa in carico delle patologie croniche, anzi si potrebbe dire che ha anticipato tali tendenze nell’ambito della patologia specifica. Nell’ambito delle attività condotte dalla Scleroderma Unit ritroviamo infatti tutti gli elementi fondamentali per l’efficace presa in carico del paziente, che vanno dalla definizione puntuale dei bisogni, alla gestione centrata sul paziente, alla definizione di un percorso assistenziale per la cronicità in rete con i Medici di Medicina Generale ed i Medici Specialisti ambulatoriali che operano sul territorio. Questa gestione integrata permette dal lato degli utenti l’erogazione di interventi dedicati, la gestione complessiva della patologia, l’interazione con un team specialistico all’interno di un percorso definito e dal lato degli operatori lo sviluppo di conoscenze e competenze e l’integrazione multidisciplinare e multiprofessionale. A livello di sistema inoltre sono promosse l’appropriatezza nell’uso delle tecnologie e dei farmaci”.

 

Il progetto Scleroderma Unit nasce nel 2014 proprio con l’intento di porre l’ammalato, ed i suoi bisogni, al centro dell’attenzione e dargli la possibilità di accedere con corsia preferenziale ad un’assistenza guidata da un’équipe specialistica che possa favorire la diagnosi precoce e l’ottimizzazione del follow-up e di un percorso terapeutico personalizzato.

 

Aldi ha aperto in Borgo San Paolo

ALDI, parte del Gruppo ALDI SÜD, realtà multinazionale di riferimento della Grande Distribuzione Organizzata, debutta a Torino, in via Millio 10/E.

Il punto vendita ha permesso il recupero e la riqualifica dell’area dismessa situata nel quartiere Borgo San Paolo, e segna una nuova tappa nel piano di costanti aperture ALDI, sempre più presente nel cuore delle città. Dopo le aperture di Nichelino, Collegno, Piossasco, Borgaro Torinese e Carmagnola, ALDI è pronto a conquistare anche le esigenze di qualità e convenienza dei torinesi.

Inserendosi nel contesto urbano, il negozio ALDI di Torino occupa una superficie di vendita di poco superiore ai 900 me mette a disposizione della propria clientela 65 posti auto gratuiti. Sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 21:30 e la domenica dalle 8:30 alle 20:30.

Certificato con la classe energetica A4, il punto vendita ha portato alla realizzazione di due aree verdi e alla piantumazione di alberi. Inoltre, in linea con le politiche di sostenibilità del gruppo, è dotato di impianto fotovoltaico capace di produrre 48,10 KwP di energia green e mette a disposizione dei clienti 2 colonnine di ricarica per veicoli elettrici, da 3,7 kW.

Per festeggiare l’inaugurazione di Torino sono previste speciali offerte in sottocosto, per invitare i clienti ad assaporare i suoi prodotti firmati e lasciarsi conquistare dalla sua offerta discount, che propone prezzi bassi tutti i giorni.

Una spesa accessibile ma ricca di freschezza e Made in Italy: in collaborazione con realtà agricole di eccellenza, l’ 80% dei prodotti in vendita da ALDI è italiano: una valorizzazione che si ritrova nelle 120 referenze ortofrutta, e nelle sue oltre 30 marche esclusive, garanzia di prezzi accessibili senza alcuna rinuncia a bontà e gusto.

Il punto vendita ha portato 16 nuove opportunità lavorative e celebra il traguardo di 16 negozi ALDI in Piemonte, dove si raggiungono complessivamente 199 collaboratori.

Welfare di comunità per aiutare le famiglie

Il Welfare di Comunità è il nome del protocollo siglato tra il CAAT, la Città di Grugliasco, i Grossisti di APGO el’Associazione Solidarietà Alimentare in sostegno delle famiglie in stato di necessità, in continuo aumento

“Welfare di Comunità” è il nome del protocollo di intesa che è stato siglato tra il CAAT (Centro Agroalimentare di Torino),Comune di Grugliasco , Grossisti di APGO, Cisap e Associazione  Solidarietà Alimentare. Un protocollo che rappresenta un aiuto concreto e tangibile nei confronti di quasi 200 nuclei familiari che in questa pandemia si sono trovati a dover fronteggiare una condizione di momentanea necessità. Il  “Welfare di comunità”prevede, infatti, il recupero delle eccedenze alimentari ancora consumabili e la loro distribuzione a questi nuclei familiari, grazie all’impegno di oltre cento volontari.

Il protocollo d’intesa, reso possibile grazie all’impegno e alla generosità  da parte dei grossisti del CAAT, è stato firmato alla presenza del Presidente del CAAT Marco Lazzarino, del Direttore generale Gianluca Cornelio Meglio, del presidente di APGO Federagromercati  Torino ( Associazione Piemontese Grossisti Ortoflorofrutticoli ) Stefano Cavaglia’, del sindaco di GrugliascoRoberto Monta’, dell’assessore al Welfare del Comune di Grugliasco Elena Martino, del Presidente del Consorzio CISAPMarisa Bugnone, del Direttore generale del medesimo consorzio Marco Formato, e di Alberto Claudio Saluzzo, Presidente dell’Associazione di volontariato Solidarietà Alimentare.

Proprio Solidarietà Alimentare,  grazie alla generosità dei grossisti del Centro Agroalimentare e dei sostenitori, riceve ogni settimana tra le dieci e le venti tonnellate di frutta e verdura, che vengono distribuite sul territorio attraverso una rete capillare di parrocchie, comitati di quartiere eorganizzazioni di volontariato diffuse. Cento volontari e volontarie si alternano, poi, presso il Centro agroalimentare di Torino per prelevare gli alimenti in ottimo stato di conservazione e caricarli sui furgoni delle associazioni, in aiuto alle famiglie che, quest’anno, nell’area di Grugliasco, rispetto allo stesso periodo del 2019, sono aumentate del 100% nella richiesta di un pasto quotidiano.

Mara Martellotta 

La grande corsa al vaccino

È cominciata la grande corsa a fare il vaccino: in tutto il mondo centinaia di migliaia di persone in coda negli ospedali sono immagini storiche che resteranno impresse nella storia nefasta di questo 2020 che volge al termine. Non ne vediamo l’ora e forse questa è l’alba di  un nuovo giorno.

Vaccinarsi è un grande senso di responsabilità, è una gara tra nazioni ad isolare il virus per sconfiggerlo definitivamente. Non serve renderlo obbligatorio, ognuno di noi nel suo intimo profondo sa che, vaccinandosi, contribuirà a rendere migliore il nostro, già martoriato, mondo.

Non farlo può voler dire, a mio parere, non credere nella medicina, nei progressi della scienza, sottovalutare il Covid, negare la sua esistenza è da irresponsabili. Nella storia dell’umanità mai un vaccino è stato preparato ed iniettato in soli 10 mesi. Miracolo?

Anche: per ci crede ma, soprattutto ,un grazie ai tanti scienziati del mondo che hanno alacremente lavorato giorno e notte, credendo e riuscendo a porre fine a questa pandemia. Si perché con il vaccino questo terribile momento pandemico e come in tutte le favole belle torneremo a vivere felici e contenti.

Vincenzo Grassano

Uno studio del Poli sulla salinità dell’acqua

Un team internazionale composto da ricercatori sauditi del KAUST, dal Politecnico e coordinato dall’Institut Européen des Membranes  dell’Università di Montpellier ha sviluppato membrane poliammidiche per la dissalazione che imitano la struttura delle proteine biologiche

 L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che più di 500 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile di sufficiente qualità: il VI obiettivo riportato dall’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile è proprio quello di garantire un servizio idrico sicuro e senza restrizioni a tutta la popolazione mondiale entro il 2030.

Una delle soluzioni percorribili è rappresentata dalla dissalazione dell’acqua di mare tramite membrane in poliammide grazie ad una tecnica di osmosi inversa. Queste membrane sono semplici da costruire e poco costose, ma hanno come limite il problema della rimozione del sale ed una bassa produttività.

La progettazione di membrane poliammidiche da osmosi inversa contenenti canali d’acqua artificiali è una strategia ibrida messa a punto e brevettata da un gruppo internazionale composto da ricercatori del KAUST (Arabia Saudita), del Politecnico di Torino e coordinato da scienziati dell’Institut Européen des Membranes (CNRS/ENSC Montpellier/Università di Montpellier) e recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature Nanotechnology: il modello permette di combinare la facilità di fabbricazione che caratterizza le membrane di poliammide con le eccezionali proprietà di trasporto dell’acqua e la selettività acqua/soluto tipiche delle proteine biologiche.

La creazione di canali artificiali biomimetici, realizzati con reagenti facilmente reperibili e che imitano le funzionalità delle proteine biologiche, permette una grande flessibilità nella costruzione di strutture utilizzabili anche su scala industriale.

Le sfide chiave nella costruzione di un tale membrana ibrida sono state il delicato autoassemblaggio adattivo dei canali d’acqua all’interno della poliammide, il mantenimento della loro funzione e la prevenzione nella formazione di difetti mantenendo la migliore omogeneità di distribuzione dei canali artificiali d’acqua.

Le membrane ottenute si presentano come sottili fogli facilmente realizzabili su larga scala e sono state testate e applicate per la dissalazione dell’acqua di mare in condizioni rappresentative dei sistemi in scala reale.

Grazie ad una migliore combinazione di produttività e selettività rispetto alle membrane industriali attualmente in uso, il loro flusso è superiore del 75% e richiedono circa il 12% di energia in meno per effettuare la dissalazione; inoltre una serie di esperimenti per testare la resilienza di questo materiale, ha dimostrato la sua robustezza anche rispetto a significative sollecitazioni meccaniche e chimiche, confermando la perfetta incorporazione dei canali d’acqua artificiali nelle membrane poliammidiche.

Il sostegno della Regione al socioassistenziale

La Regione approva un disegno di legge a sostegno di un settore che accoglie 52.000 ospiti e dà lavoro a oltre 40.000 persone

Il presidente Cirio: “Abbiamo l’obbligo di aiutare chi aiuta gli anziani e le persone più fragili”

La Regione Piemonte interverrà con un contributo straordinario di 41 milioni di euro per garantire la continuità delle oltre 1800 strutture che erogano prestazioni di carattere residenziale di tipo sanitario, socio-sanitario e socio-assistenziale ad anziani, minori, disabili, persone affette da tossicodipendenza o da patologie psichiatriche e la cui situazione finanziaria è in sofferenza a causa delle maggiori spese e delle minori entrate causate dall’emergenza epidemiologica.

E’ quanto dispone un disegno di legge approvato questa mattina dalla Giunta regionale e poi illustrato nel corso di una videoconferenza stampa dal presidente Alberto Cirio e dagli assessori alle Politiche sociali, Chiara Caucino, alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, e alla Ricerca Covid, Matteo Marnati, che passa ora all’esame del Consiglio regionale per l’approvazione definitiva. In videocollegamento anche il sindaco di Novara, Alessandro Canelli. che nei giorni scorsi si era fatto portavoce delle istanze delle 26 aziende pubbliche piemontesi per i servizi alla persona.

“Abbiamo l’obbligo di aiutare chi aiuta i nostri anziani e le persone più fragili del Piemonte con un intervento di importanza assoluta nei confronti di un settore che, a causa della pandemia, ha dovuto affrontare come tutti costi non previsti e minori entrate – ha esordito il presidente Cirio -. Nel momento in cui si cerca di aiutare chi rischia di non farcela, queste realtà non possono essere dimenticate. Investire 41 milioni è un grande sforzo che la Regione compie senza gravare sui cittadini né tagliare somme alle altre voci del bilancio, per sostenere un servizio la cui efficienza si traduce in maggiore tutela per le persone più vulnerabili. Data la necessità di intervenire al più presto per aiutare il comparto, ai capigruppo del Consiglio regionale abbiamo chiesto di riservare a questo disegno di legge una corsia privilegiata per approvarlo prima della fine dell’anno. Parliamo di un mondo che accoglie 52.000 ospiti e dà lavoro a oltre 40.000 persone”.

Dei 41 milioni di euro, 30 sono destinati alle strutture accreditate e 10 a quelle autorizzate.

In particolare, le strutture contrattualizzate/convenzionate di tipo sanitario e socio-sanitario riceveranno complessivamente 20 milioni per quest’anno e 10 per il prossimo del Fondo sanitario regionale come integrazione tariffaria delle prestazioni acquistate dalle aziende sanitarie locali. La somma andrà a copertura delle maggiori spese per la prevenzione ed il controllo dell’infezione da Covid-19 sostenute nel periodo compreso tra il 21 febbraio 2020 e il 30 giugno 2021.

L’integrazione tariffaria ammonterà a 2,65 euro a giornata per le strutture per anziani, a 1,5 euro per le strutture per persone con disabilità, affette da patologie psichiatriche e per minori, a 1,2 euro per le strutture per persone affette da tossicodipendenza. Le spese ammesse sono quelle per la sanificazione degli ambienti, l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, il personale, la messa in sicurezza degli ospiti e degli operatori, il miglioramento della qualità dell’assistenza, lo smaltimento dei rifiuti speciali.

Alle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali autorizzate al funzionamento viene invece riconosciuto un contributo per posto letto autorizzato al 30.11.2020 per complessivi 10 milioni di euro, che comprendono 6,3 milioni per la copertura dei consumi di energia elettrica presi dalla quota che i concessionari degli impianti di grande derivazione idroelettrica devono versare alla Regione, 2 milioni dei fondo per l’edilizia sociale, 1,8 milioni del fondo della dirigenza regionale, che ha destinato parte del suo compenso all’emergenza Covid.

Un altro stanziamento di 1 milione di euro permetterà alle 26 aziende pubbliche di servizi alla persona, che accolgono circa 3.000 ospiti, di essere esentate dal pagamento dell’Irap a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso.

Tutti questi enti potranno inoltre accedere alle agevolazioni previste dal Fondo di garanzia di Finpiemonte, e richiedere così la concessione di una garanzia sui finanziamenti erogati dalle banche convenzionate.

“L’Amministrazione regionale – ha affermato l’assessore Caucino – mostra grande attenzione verso un mondo così duramente provato dalla pandemia. Uno sforzo rilevante, che testimonia la volontà di sostenere concretamente un sistema che si prende cura di soggetti fragili e bisognosi di attenzione e la cui tenuta è fondamentale sotto molteplici punti di vista, compreso quello occupazionale. Da settimane sto lavorando in questa direzione. La Regione risponde così presente alla richiesta di aiuto avanzata dalle strutture, in attesa che il Governo faccia la sua parte”.

L’assessore Icardi ha evidenziato che “la Sanità compie un grande sforzo: siamo riusciti a recuperare i fondi non spesi per l’emergenza Covid. Già a luglio avevamo deciso un provvedimento di ristoro: ci sarà un aiuto nazionale ed uno regionale. Altre Regioni delle dimensioni del Piemonte hanno messo a disposizione meno fondi. Avremmo potuto aumentare le rette, ma questo si sarebbe tradotto in un ulteriore aggravio per le tasche delle famiglie che sono già messe a dura prova dalla situazione economica. Superata la fase di emergenza avremo modo di ripensare le funzioni che le strutture residenziali avranno nel futuro, oggi esprimiamo la vicinanza della Regione”.

“Al territorio piemontese arrivano anche i fondi, 6 milioni e 300.000 euro calcolati sul prezzo zonale attuale, che derivano dalla monetizzazione della fornitura di energia gratuita che spetta alla Regione dai concessionari degli impianti di grande derivazione idroelettrica – ha puntualizzato l’assessore Marnati – La nuova legge sull’idroelettrico prevede che queste risorse vadano a servizi pubblici tra cui quelli sanitari, socio-sanitari e assistenziali, scolastici, di protezione civile e comunali. Proprio in ragione dell’emergenza epidemiologica, per il primo biennio 2020-2021 sono stati identificati dalla Giunta, quali beneficiari dei fondi, i servizi socio-sanitari e socio-assistenziali del territorio che a causa dell’epidemia versano in grave difficoltà economica. I fondi serviranno per i pagamenti delle bollette per l’energia elettrica”.

“Ringrazio il presidente Cirio e gli assessori competenti per aver accolto tempestivamente le richieste che giungono numerose dal mondo delle Rsa e dei sindacati in ordine ai gravi problemi di natura economico-finanziaria che stanno attraversando – ha dichiarato il sindaco Canelli – La scorsa settimana ho avuto un incontro proprio con il presidente e l’assessore Caucino, rappresentando l’urgenza di intervenire il prima possibile per mettere in sicurezza un settore che, a seguito di questa emergenza sanitaria, ha grossi problemi di liquidità e un impatto sociale rilevantissimo nella nostra città, così come in tutto il territorio piemontese. In particolare, il comparto delle Rsa di tipo pubblico ovvero ex Ipab – ora APSP – sconta ulteriore rigidità di natura giuridico e finanziaria, elemento che rende ancora più fragili tali strutture. Il lavoro però non è terminato. Occorrerà continuare a monitorare la situazione e in prospettiva cercare soluzioni innovative che incentivino sempre più la domiciliazione dell’assistenza e la razionalizzazione dei servizi”.

Le modalità di assegnazione dei contributi saranno definite con una delibera di Giunta successiva all’entrata in vigore della nuova legge.

Nel dettaglio le risorse saranno erogate a oltre 1800 strutture residenziali, che comprendono 40.000 lavoratori e 52.000 ospiti: 772 strutture per anziani (29.000 lavoratori e 40.000 ospiti), 418 strutture per disabili (6.000 lavoratori e 6.000 ospiti), 311 strutture per pazienti psichiatrici (oltre 2.000 lavoratori e quasi 3.000 ospiti), 227 strutture per minori (con circa 1.900 lavoratori e oltre 2.000 ospiti), 82 strutture per le dipendenze (con oltre 900 lavoratori e oltre 1.200 ospiti).

Durante la videoconferenza stampa è stato anche ricordato il piano di screening varato dalla Regione a fine ottobre, in base al quale fino al 1° marzo verranno effettuati complessivamente 750.000 tamponi rapidi ad ospiti e dipendenti delle residenze per anziani e delle altre strutture assistenziali