ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 366

Sex offenders, maltrattanti e carcere

“Il modo migliore per evitare che il tempo di detenzione sia un ‘tempo sprecato’ è fare in modo che il detenuto, pur sapendo di essere in detenzione, non senta di esserlo”. Con questa riflessione di Fedor Dostoevskij ha preso il via il convegno “Tempo perso? Il ruolo del carcere nei percorsi trattamentali di sex-offenders e maltrattanti”, organizzato e moderato dal garante regionale delle persone detenute Bruno Mellano.

“Un’occasione – ha sottolineato Mellano – per riflettere su esperienze e buone pratiche nell’ambito dei trattamenti previsti in ambito carcerario per le persone detenute per reati da ‘codice rosso’, anche alla luce del fatto che la legge finanziaria nazionale ha previsto nel bilancio 2 milioni di euro annui, per il triennio 2021-2023, per garantire e implementare la presenza di professionalità psicologiche esperte all’interno degli Istituti penitenziari per consentire un trattamento intensificato cognitivo-comportamentale nei confronti degli autori di reati contro le donne e per la prevenzione della recidiva”.

È intervenuta la responsabile dell’Ufficio detenuti e trattamento del Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria regionale Catia Taraschi, che ha fatto presente come al momento, nelle carceri piemontesi “siano presenti complessivamente 373 maltrattanti e sex offenders: 173 al Lorusso e Cutugno di Torino, 106 a Biella, 49 a Vercelli, 11 a Ivrea, 10 a Cuneo, 6 rispettivamente al San Michele e al Don Soria di Alessandria, 4 a Verbania, 3 rispettivamente a Fossano e a Novara e 2 ad Asti. E ha sottolineato “l’importanza dello stanziamento statale, che consentirà di implementare gli interventi già attivi sul territorio e, soprattutto, di prevederne di nuovi per averne almeno uno in ogni sezione che ospita questa tipologia di detenuti”.

Dea Demian Pisano, assistente sociale ed esperta presso l’Ufficio del garante regionale della Campania ha raccontato un progetto messo in atto con 17 sex offenders del carcere di Poggioreale (Na) osservando che “in alcuni casi non si rendevano pienamente conto del male compiuto per via dei pregiudizi e delle mentalità in cui sono cresciuti. “Avere avuto la possibilità di avvicinarli e confrontarsi – ha concluso – ha contribuito a modificare il loro punto di vista”.

La coordinatrice della formazione e dei progetti speciali del dipartimento di salute mentale dell’Asl Roma 1 Adele Di Stefano ha sottolineato che “non è detto che tutti i trattamenti siano validi per tutti i tipi di detenuti che hanno commesso questi tipi di reato, ma per l’Italia l’importante è cominciare, dal momento che è ancora piuttosto indietro rispetto a molti Paesi d’Europa” e la necessità “di imparare a lavorare in rete a cominciare dai Tribunali, dagli avvocati e dal Servizio sanitario regionale. Se non cominciamo ora che ci sono le possibilità, anche economiche, per farlo, rischiamo di perdere un’occasione importante”.

Il presidente del Centro italiano di promozione della mediazione (Cipm) di Milano Paolo Giulini ha evidenziato la necessità che “la pena, soprattutto in questo ambito, sia utile ed efficace. E l’Ue insiste sulla necessità che la pena non sia solo retributiva, ma ‘riparativa del sé e delle relazioni future che l’autore del reato intratterrà al termine della pena’ e miri a far comprendere appieno il male commesso nei confronti delle vittime”.

Georgia Zara, docente del dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino e vicepresidente dell’Ordine degli psicologi del Piemonte, ha sottolineato che “il reato sessuale non è una ‘questione privata’, non ha nulla a che fare con il desiderio di contatto con la vittima” e ha illustrato il progetto pilota “Sorat” destinato a chi ha commesso reati sessuali ed è recluso nell’Istituto Lorusso e Cutugno di Torino.

Al portavoce dei garanti territoriali Stefano Anastasia, garante dei detenuti del Lazio e dell’Umbria e docente del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Perugia, cui è stata affidata la conclusione dei lavori, ha messo in guardia sul fatto che “si tratta di una sfida ardua, poiché non di rado la pena detentiva è ‘condanna al tempo perso’, ma non impossibile, orientando la prospettiva entro cui operare alla rieducazione dell’autore di reato, alla tutela della vittima del realto e alla prevenzione di comportamenti d’inciviltà una volta scontata la pena.

Un piemontese nel consiglio di Confindustria

Andrea Notari, Presidente Giovani Confindustria Piemonte: “Saprà ben rappresentare la nostra visione e le nostre priorità a livello nazionale”

 Il biellese Christian Zegna è stato eletto oggi nel Consiglio Generale di Confindustria. Zegna, 36 anni, sarà uno dei cinque Giovani Imprenditori che rappresenteranno il Movimento GI nel COGE.

Sono onorato dell’incarico che mi è stato affidato e ringrazio in modo particolare il presidente Andrea Notari e i Giovani imprenditori piemontesi – afferma Zegna – Credo fortemente nell’impegno degli imprenditori all’interno del sistema confindustriale per rappresentare le istanze delle imprese ed essere uno strumento del cambiamento in modo concreto, in particolare anche per il territorio biellese che rappresento. Essere giovani, oggi, significa infatti avere la responsabilità di costruire un grande futuro, cogliendo tutte le opportunità che si presentano anche in un momento complesso e di grande transizione come quello che stiamo vivendo”.

Sono certo che Zegna saprà rappresentare al meglio la visione e le priorità del nostro Gruppo a livello nazionale – commenta il Presidente dei Giovani Imprenditori Andrea Notari  È persona di grande valore e non possiamo che essere soddisfatti per la sua nomina. A lui i migliori auguri di buon lavoro!”.

Christian Zegna, è admin di Btrees, new media agency che ha fondato a Biella nel 2015. È presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriale Biellese dal luglio 2020. Nel Consiglio di Presidenza dell’Unione Industriale Biellese gli è stata affidata la delega alla Digitalizzazio

Crolla la produzione di auto in Europa. E la Cina…

Quanti mesi occorrono per la consegna di una Panda? Troppi.

Ed è anche peggio per altri modelli ex Fiat ed ora Stellantis. Colpa della componentistica, spiegano negli autosaloni ed anche alcune fonti aziendali. E, conoscendo il mondo Fiat, la prima risposta che viene in mente è: “Provate a pagarli, i fornitori, e poi magari i componenti arrivano”…

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Crolla la produzione di auto in Europa: la Cina si è accaparrata i semiconduttori

“Aumentano a dismisura i danni da cinghiali”

Confagricoltura Piemonte chiede l’intervento dei prefetti

 

Ogni anno, con l’avvio delle semine primaverili, si registrano attacchi sempre più massicci di cinghiali alle coltivazioni, in particolare delle zone contigue ai parchi e nelle aree vicine alle zone boscate con la presenza di incolti. È una situazione sempre più pesante, che provoca frustrazione ed esasperazione tra gli agricoltori che vedono i loro raccolti distrutti, con scarse possibilità di ottenere un risarcimento dei danni. “Infatti, per un’interpretazione discutibile della normativa comunitaria, la Regione Piemonte nel 2015 ha equiparato il risarcimento dei danni a un contributo che come tale è soggetto alla normativa sugli aiuti di Stato – chiarisce il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaro –  che fissa un tetto di 25mila euro in tre anni per questo tipo di interventi”. Così molte imprese sono ci trovano a dover subire i danni senza poter ottenere i risarcimenti, alimentando a loro spese la selvatica a spese.

Ci troviamo in una situazione paradossale – dichiara il presidente Confagricoltura Piemonte  Enrico Allasia – che, con una lunga serie di distinguo politici, mancanza di risorse e conflitti di competenze crea un danno enorme all’attività d’impresa e rischi sempre più elevati per quanto riguarda la diffusione della peste suina africana, di cui i cinghiali sono vettori, come purtroppo è già dimostrato in molte aree del Nord Europa. Abbiamo chiesto, per l’ennesima volta, l’intervento delle autorità competenti e ora – annuncia Allasia – ci siamo rivolti ai prefetti delle province piemontesi, affinché, come rappresentanti del governo a livello territoriale, assumano il coordinamento delle iniziative tra i vari enti per porre un freno a questo scempio”.

Confagricoltura sottolinea che “con l’idea bizzarra che le campagne siano di tutti si distruggono le proprietà private, si vanifica il lavoro degli agricoltori e si creano danni irreparabili alle imprese. Pochi si indignano per i danni prodotti dei cinghiali alle coltivazioni di mais – aggiunge Confagricoltura – mentre sarebbe decisamente più alta l’attenzione se una mandria di cinghiali entrasse indisturbata in un supermercato o in un qualsiasi altro stabilimento produttivo.

Occorre rendersi conto della situazione e affrontare Il problema con senso di responsabilità, prima che si arrivi a un punto di non ritorno – conclude Allasia – anche perché ogni anno abbiamo oltre 5.000 segnalazioni di danni ai coltivi in Piemonte e più di 1.100 indicenti stradali, alcuni dei quali purtroppo mortali. Quanto dobbiamo ancora attendere perché si affronti in modo risolutivo la questione?”.

“R-Esistiamo con umanità”, immagini dal Covid

In omaggio al lavoro dei sanitari che da più di un anno lottano contro il Covid, da lunedì 26 aprile le vetrine dell’URP di via Arsenale 14/G ospiteranno le fotografie intitolate “R-Esistiamo con umanità”: una galleria di immagini in bianco e nero scattate dal fotografo Piero Nizzia all’interno dell’ospedale di Cuorgnè.

Gli ottanta scatti realizzati all’interno del covid hospital canavesano a gennaio 2021 saranno in esposizione nelle vetrine esterne dell’Ufficio relazioni con il pubblico del Consiglio regionale da lunedì 26 aprile fino al 14 maggio 2021.  

“Questa esposizione fotografica – dichiara il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia – può stimolare un momento di riflessione su un periodo difficile che purtroppo prosegue e per ricordare tutte le persone che non sono più con noi. Oggi abbiamo bisogno di speranze, di progetti e di unità di intenti per sconfiggere un nemico che si chiama Covid. Mi preme ringraziare tutto il personale sanitario che da oltre un anno lavora in prima linea nella lotta al virus”.
“Gli ordini professionali che rappresentano il personale sanitario sul territorio piemontese – prosegue Allasia – saranno insigniti, appena ci saranno le condizioni, dell’onorificenza della presidenza del Consiglio regionale per meriti civili, per onorarne il lavoro, l’impegno, la professionalità e il sacrificio mostrati nel corso del 2020, nella prima fase della pandemia da Covid-19”.

L’esposizione è promossa dal Comune di Cuorgnè, in collaborazione con l’Asl TO4 ed i Comuni canavesani partecipanti al progetto, per ringraziare tutto il personale sanitario e valorizzare l’Ospedale Civico di Cuorgnè, in quanto struttura essenziale per la popolazione del territorio anche quando sarà cessata l’attuale emergenza sanitaria.

L’Amministrazione Comunale della Città di Cuorgnè realizzerà una mostra all’aria aperta con le immagini di Piero Nizzia stampate su grandi striscioni esposti per le vie della cittadina. Questo tipo di allestimento potrà essere riutilizzato da altri Comuni che ne faranno richiesta.

Agricoltura, in arrivo i bandi sul biologico

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e Cibo Marco Protopopapa, ha approvato la delibera che permette l’attivazione per l’anno 2021 dei bandi relativi alle misure 10.1 e 11 del Programma di sviluppo rurale del Piemonte, rispettivamente per interventi agroambientali e agricoltura biologica.

Nello specifico il provvedimento prevede:

– la proroga di un anno per i beneficiari dei bandi per i pagamenti agro-climatico-ambientali (operazioni misura 10);

– la richiesta alla Commissione europea di un nuovo bando di durata triennale sulla produzione integrata (misura 10.1.1) riservata ai giovani agricoltori che non hanno ancora aderito a questa operazione;

– l’attivazione di nuovi bandi di durata triennale sulla misura 11, agricoltura biologica

“Considerando l’urgenza e la necessità che hanno gli imprenditori agricoli nel rispettare gli impegni presi in ambito agroambientale, l’Assessorato regionale all’Agricoltura prosegue con l’iter per avviare la proroga dei bandi della misura 10 e i nuovi bandi per i due anni di transizione del Psr, nonostante a livello nazionale non sia stata ancora ufficializzata la ripartizione tra le Regioni dei fondi del Psr assegnati all’Italia.” precisa l’assessore regionale Marco Protopapa

Si specifica che l’attivazione dei bandi resta collegata all’approvazione da parte della Commissione europea della modifica al Psr 2014-2020 che la Regione Piemonte ha inoltrato per il biennio 2021-2022, e all’assegnazione delle risorse finanziarie al Piemonte sulla base del riparto dei fondi europei Feasr alle Regioni da parte del governo.

Un laboratorio con gli studenti del liceo Einstein sui temi dell’agrifood

Il tema dell’agrifood diventa di sempre maggiore attualità, soprattutto in questa epoca, e tanto più vitale risulta comunicarlo anche in ambito scolastico.

Mercoledì 28 aprile prossimo si terrà un incontro sulle bellezze della filiera agroalimentare e sui suoi attori con gli studenti del liceo torinese delle Scienze Umane, Linguistico di Scienze applicate e Scientifico Albert Einstein

Il laboratorio che verrà tenuto da Simona Riccio, Social Manager del CAAT e Agrifood & Organic Specialist, verterà sull’importanza della conoscenza delle attività della filiera agroalimentare, andando a analizzare i tasselli che la compongono, attraverso anche l’utilizzo del web, della comunicazione digitale e dei social network.
L’Assemblea Generale dell’ONu ha dichiarato il 2021 Anno internazionale della Frutta e della Verdura, rendendo ancora più preziosa la conoscenza e la comprensione dell’intera filiera agroalimentare, a partire dall’azienda produttrice fino ad approdare alle tavole dei consumatori. Spesso si utilizza, infatti l’espressione “Farm to fork”.
Di fronte al pubblico degli studenti verranno affrontati molti argomenti concernenti la filiera agroalimentare,a partire dal suo cuore pulsante rappresentato dai mercati agroalimentari, nei quali avviene l’incontro tra la produzione e la distribuzione, grazie alla professionalità degli operatori del settore.
Nel corso dell’incontro si confronterà con la platea degli studenti il Direttore generale del CAAT (Centro Agroalimentare di Torino) Gianluca Cornelio Meglio, che approfondirà il ruolo che ricopre il CAAT all’interno della filiera agroalimentare e gli impatti che questa riveste sul territorio.
Un altro dei temi che verranno trattati sarà quello degli scenari attuali dello spreco alimentare, in particolare quello che viene creato a monte, fino ad approdare a quello domestico. Verrà anche affrontata la tematica relativa alla possibilità di diminuzione dello spreco alimentare attraverso l’innovazione e il packaging sostenibile. La filiera passa anche attraverso il turismo gastronomico e territoriale e, per questo motivo, verranno analizzate le criticità e le difficoltà presenti attualmente in epoca Covid per le aziende e gli stessi turisti.
Verranno poi trattati i temi della formazione all’interno della filiera agroalimentare, per esempio le risorse impiegate nel settore horeca e l’importanza della preparazione degli operatori, per andare a tutelare, diffondere e comunicare le eccellenze italiane nel mondo. Infine verrà presentato, sempre dalla relatrice Simona Riccio, il progetto “#Eviaggioitaliano”, che punta a valorizzare il patrimonio culturale, enogastronomico e imprenditoriale italiano in chiave di sostenibilità.

Mara Martellotta

Vino e distribuzione: Champagne Experience confermata

Le piemontesi Sagna S.p.A. e Les Caves de Pyrene S.r.l. tra i promotori 

 

Sagna S.p.A. e Les Caves de Pyrene S.r.l., parti attive di Società Excellence e realtà di riferimento della distribuzione di vini di qualità in Italia, raccontano perché nel 2021 il più grande evento italiano dedicato allo champagne si farà e offrono il loro punto di vista sull’impatto del Covid19 sul mondo del vino. Nonostante il momento delicato dettato dalla pandemia, si guarda avanti con ottimismo.

 

Arrivano dal Piemonte due importanti conferme per l’edizione 2021 della Champagne Experience, la più importante manifestazione dedicata allo champagne in programma a Modena domenica 10 e lunedì 11 ottobre. Sia Sagna S.p.A., sia Les Caves de Pyrene S.r.l., due delle maggiori aziende importatrici torinesi di grandi vini e parti attive di Società Excellence – realtà che riunisce diciotto tra i maggiori importatori e distributori italiani di vini e distillati d’eccellenza –, hanno infatti ufficializzato in questi giorni la loro partecipazione alla quarta edizione di questo evento, che presenta diversi tratti di unicità a livello internazionale.

 

Per entrambi gli importatori, la conferma della partecipazione alla Champagne Experience 2021 è anche l’occasione per parlare dell’evoluzione del mercato di questo vino e per fare il punto sulla situazione che ha vissuto il settore nell’ultimo anno.

 

“La pandemia ha certamente causato una flessione importante nel comparto della ristorazione, tuttavia enoteche ed e-commerce hanno sopperito in parte a tale perdita – rileva Massimo Sagna, amministratore delegato di Sagna S.p.A. –. I brand internazionali forti hanno tenuto e, in certi casi, migliorato la propria performance. Di contro, i vini nazionali, legati alla propria territorialità, hanno subito un’evidente contrazione delle vendite. Un fatto, questo, che conferma il lavoro di divulgazione dei ristoranti e di quanto essi siano strategici per i vini nazionali. Stante tale situazione, è prematuro e azzardato immaginare ora se ci saranno nel corso di quest’anno incrementi di vendite. Lascia tuttavia ben sperare il fatto che il consumo dello Champagne non è cambiato: i clienti e gli appassionati della casa che distribuiamo hanno continuato ad acquistare i nostri prodotti, privilegiando ovviamente canali e-commerce, ossia piattaforme dedicate o servizi delivery impostati direttamente dalle enoteche. Senz’altro – conclude Sagna – Champagne Experience sarà un’ottima occasione per incontrare i clienti e poter presentare le nuove cuvée, ma sarà anche un evento unico nel suo genere, perché gli appassionati e tutti gli attori del canale Ho.Re.Ca. hanno accesso ad oltre 400 etichette di champagne. Una panoramica allettante per i produttori stessi prima ancora che per i distributori”.

 

 

Christian Bucci, titolare di Les Caves de Pyrene, ha aggiunto: “Come per tutti i vini di ogni zona presenti nel nostro catalogo, anche nella Champagne le scelte di Les Caves de Pyrene sono guidate anzitutto da bevibilità e piacevolezza. Sebbene la Champagne sia storicamente zona in cui i big brand hanno saputo costruire un’allure e strategie di marketing e posizionamento molto potenti, negli ultimi anni il movimento dei vigneron ha contribuito a ridefinire i confini stilistici ed espressivi di una zona imprescindibile nello scenario mondiale del vino. Fino agli Anni Settanta del secolo scorso gli Champagne tendevano, per motivi commerciali, a “raccontare” il territorio della Champagne nel suo insieme, senza valorizzare particolarmente le differenze espositive, climatiche e compositive. Il Metodo Champenoise serviva a definire e a perpetuare lo stile aziendale, ma qualcosa è cambiato negli ultimi anni e i produttori del nostro catalogo si distinguono appunto per scelte drastiche e per certi versi originali. La nostra selezione sarà insomma improntata, come sempre, a una schiettezza espressiva poco accondiscendente e molto caratterizzata dal timbro stilistico di ciascun produttore”.

 

Anche per l’edizione 2021 saranno molti gli ingredienti che caratterizzeranno Champagne Experience, a partire dalla possibilità di poter dialogare con i numerosi produttori di champagne presenti in prima persona mentre si degustano, in un’atmosfera serena, moltissime etichette selezionate per l’occasione. La manifestazione si svolgerà, come nelle precedenti edizioni, negli spazi di Modena Fiere.

 

Per maggiori informazioni: https://societaexcellence.it/

I cinesi mangeranno riso italiano. Via libera all’export

Nell’immaginario collettivo il riso è “il” cibo cinese come la mozzarella è campana e la fontina è valdostana.

 

Ed andare a vendere il riso in Cina pare un’impresa come vendere i gelati al Polo Nord. Eppure, d’ora in poi, a Pechino e dintorni potranno gustare il riso italiano. Dopo un lungo negoziato le autorità asiatiche hanno dato il via libera alle importazioni del prodotto italiano che, ovviamente, è diverso da quello locale…

… continua a leggere: https://electomagazine.it/i-cinesi-mangeranno-riso-italiano-via-libera-allexport/

Agricoltura, fondi incerti ma la Regione va avanti

MANCATA INTESA NELLA RIPARTIZIONE DEI FONDI FEASR ALLE REGIONI. ORA LA DECISIONE SPETTA ALCONSIGLIO DEI MINISTRI
ASSESSORE PROTOPAPA

“Nonostante l’incertezza dei fondi il Piemonte va avanti nella programmazione del Psr 2021-2022”.

In merito alla mancata intesa, in Conferenza Stato – Regioni, nella ripartizione dei fondi europei FEASR assegnati all’ Italia per la programmazione futura del Programma di sviluppo rurale, l’assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Marco Protopapa commenta: “Nonostante i solleciti per il riparto dei fondi Feasr alle Regioni in tempi brevi oggi apprendo della mancata intesa che determinerà ritardi nella determinazione delle risorse economiche per l’attuazione del Programma di sviluppo rurale per i due anni di transizione.
Il Piemonte comunque va avanti nella programmazione del Psr 2021-2022 e la Regione è partita con i bandi sulle misure del Psr agroambientali, in agricoltura biologica  e nella partecipazione ai regimi di qualità. Non possiamo più attendere e abbiamo l’urgenza di sostenere le nostre aziende agricole che hanno necessità di rispettare gli impegni presi. In ogni caso ci aspettiamo che il governo confermi la proposta di riparto formulata dal ministro Patuanelli e sulla quale si sono espresse a favore ben 15 Regioni tra le quali il Piemonte. In questo modo si sancirebbe il superamento degli iniqui e anacronistici “criteri storici” e le nostre aziende potrebbero finalmente contare su fondi commisurati al reale peso dell’agricoltura piemontese”.

Al Tavolo verde, convocato il 21 aprile dall’Assessorato regionale all’Agricoltura con la partecipazione delle organizzazioni agricole, è stato affrontato il tema dell’attuazione delle misure strutturali del Psr per i due anni di transizione.
“In particolare ho espresso la volontà della Regione di attuare la misura del Psr rivolta alle aziende agricole per investimenti nella prevenzione dei danni da calamità naturali – precisa l’assessore Protopapa – e in questo si considerano anche gli interventi per la protezione dal gelo che hanno causato gravi danni a gran parte del comparto agricolo nel mese di aprile”.

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