ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 222

Il vaiolo delle scimmie, alcune brevi considerazioni sulla sua diffusione recente nella nostra società

Nel 1980 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’eliminazione del Vaiolo, una malattia fra le più devastanti conosciute dall’umanità che, prima di essere sconfitta e cancellata dalle nostre vite, è stata responsabile di milioni di morti e questo rappresenta uno dei più notevoli e profondi successi della storia della sanità.

Si tratta di una malattia acuta contagiosa causata dal virus Variola, un membro della famiglia degli orthopoxvirus, oggi prevenibile poiché si dispone del vaccino dedicato.

Il vaccino contro il vaiolo, realizzato da Edward Jenner nel 1796, è stato il primo vaccino sviluppato con successo. Lo studioso aveva notato che le mungitrici che avevano precedentemente contratto il vaiolo bovino, non si ammalavano di vaiolo e riuscì a dimostrare che un’inoculazione simile, poteva essere utilizzata per prevenire il vaiolo in altre persone rinforzando le difese immunitarie, al punto far si che potessero esserne immuni.

Oggi una malattia con caratteristiche simili, ma per fortuna meno gravi, si sta diffondendo nella nostra società: il vaiolo delle scimmie, un’infezione causata da un virus somigliantea quello del vaiolo, diffusa soprattutto in alcuni Paesi africani che, di tanto in tanto, ha dato vita a focolai in altre aree e da queste si è estesa sempre più.

Nel 2022, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato un’emergenza sanitaria globale poiché il vaiolo delle scimmie si era diffuso in molti Paesi attraverso interazioni sociali e contatti intimi.

Anche in questo caso siamo di fronte ad un’infezione causata da un virus; in alcuni Paesi, la malattia è endemica, cioè diffusa tra la popolazione da lungo tempo ed ora si sta diffondendo sempre più nel mondo.

Il vaiolo delle scimmie ha un lungo tempo di incubazionetanto che possono essere necessari da quattro a ventunogiorni per sviluppare la malattia dopo l’esposizione del soggetto al virus.

La malattia inizia di solito con una sensazione generale di malessere, con febbre e dolori muscolari; è questa una fase preparatoria, in cui il sistema immunitario si sta organizzando per affrontare il virus.

Caratteristica della malattia la comparsa, dopo alcuni giorni dal suo esordio, di una eruzione cutanea caratteristica

Dapprima si osservano aree di arrossamento cutaneo, successivamente si evidenziano locali ispessimenti irregolari che si trasformano in vescicole in cui si raccoglie un liquido denso e biancastro. Nel volgere di qualche giorno le vescicole si asciugano, assumono l’aspetto di croste che andranno incontro alla guarigione, si seccano e infine si staccano.

L’eruzione caratteristica del vaiolo delle scimmie, dì solito, inizia sul viso per diffondersi poi alle braccia, alle mani, alle gambe e ai piedi e al dorso.

Se acquisita durante un contatto intimo o sessuale, può anche esordire comparendo nelle aree genitali o peri-anali.

L’aspetto, in una prima fase può essere confuso con la varicella, poiché giungere ad una diagnosi differenziale con i diversi tipi di eruzione può essere complicato ed è richiesto pertanto l’obbligatoria valutazione dello specialista.
La diagnosi viene effettuata analizzando un campione di liquido prelevato dall’eruzione cutanea, per escludere affezioni che producono una eruzione cutanea, come la varicella, il morbillo o la sifilide.

Anche questa malattia, come nella maggior parte delle patologie, può essere prevenuta.

È importante sapere che la vaccinazione contro il vaiolo è efficace all’ottantacinque per cento nella prevenzione del vaiolo delle scimmie.

A chi si reca in Africa occidentale o centrale, conviene evitare il contatto con animali selvatici o con animali che possono essere portatori del virus del vaiolo delle scimmie.

L’ultima pandemia del Covid ci ha abituato ad una ottimale igiene delle mani, che assume una importanza fondamentale anche in questo caso.

Nel caso si debba venire in contatto con una persona che ha il virus saranno fondamentali i dispositivi di protezione personale, mascherine, guanti, occhiali e si dovranno indossare i camici monouso.  

Una buona igiene delle mani può proteggere dall’infezione. Se ci si prende cura di una persona affetta da vaiolo delle scimmie, è necessario utilizzare dispositivi di protezione personale come guanti, mascherine, protezioni per gli occhi e camici monouso.

Se è stato diagnosticato il vaiolo delle scimmie si è restare isolati fino alla completa guarigione, di solito fino alla fase della caduta delle croste.

La tracciabilità dei contatti e l’isolamento delle persone infette possono aiutare a prevenire la diffusione del vaiolo delle scimmie.

A differenza delle precedenti epidemie di vaiolo delle scimmie, in cui si presumeva che la trasmissione avvenisse tramite goccioline di saliva, la principale via di trasmissione si è al corrente ora, il contagio avviene tramite il contatto diretto con la pelle, come confermato da uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista “The Lancet. Per giungere a questa conclusione, gli specialisti hanno dimostrato che la carica virale nelle pustole era molto più alta che nella laringe, il che ha indebolito fino ad annullare la tesi dell’importanza dell’infezione attraverso le vie respiratorie. L’area più colpita è di solito quella che entra in contatto con il virus e, per quanto è attualmente noto la via di contatto diretto e intimo è la via preferenziale per la trasmissione del virus.

Ed è per questo motivo che la modalità di infezione più frequente in questo focolaio è la trasmissione tra partner sessuali, mentre appare meno probabile la trasmissione del virus in seguito ad un contatto casuale con un’altra persona.

La maggior parte delle persone guarisce senza problemi dal vaiolo delle scimmie. Tuttavia, le complicazioni possono includere infezioni secondarie, polmonite, encefalite e infezioni oculari con conseguente perdita della vista.

Al momento è già disponibile un vaccino il cui nome commerciale è Imvanex, negli USA commercializzato con il nome di ”Jmneos”, prodotto dalla Bavarian Nordic, consigliato dell’EMA ( European Medicines Agency ) dal luglio scorso, elemento che fa ben sperare di poter tenere sotto controllo la malattia e risolverla in tempi rapidi, evitando la sua  diffusione veloce e progressiva in larghe fasce della popolazione, specie quelle più sessualmente attive che usano intrattenere  rapporti con più partner.

Rodolfo Alessandro Neri 

Uncem: posti asili nido, risorse ai Comuni

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale che ripartisce le risorse volte a incrementare il numero dei posti nei servizi educativi per l’infanzia per il raggiungimento del livello minimo essenziale delle prestazioni (LEP). Il decreto assegna a 4.974 Comuni risorse complessive per 120 milioni di euro, che potranno essere utilizzate per attivare nuovi posti in asili nido, così da consentire la frequenza a 15.639 bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi.
Viene così attuata la norma inserita all’interno della Legge di Bilancio 2022, dove per la prima volta nel nostro Paese trovano finanziamento i LEP. Un tema centrale per Uncem, evidenziato ancora negli Stati generali della Montagna del 2021. Uncem, nei mesi scorsi, aveva chiesto al Ministero della Coesione chiarimenti in merito alle possibilità di utilizzo delle risorse da parte dei Comuni. Sono molti quelli che ricevono cifre, anche importanti, ma che non hanno asili nido. Chiarimenti che sono arrivati e dei quali Uncem, con il Presidente Marco Bussone, ringrazia la Ministra Carfagna e il Dipartimento della Coesione. I Comuni potranno potenziare il servizio nei seguenti modi: ampliando la disponibilità del servizio negli asili nido comunali (nuove strutture o attivazione di posti inutilizzati), in gestione diretta o esternalizzata; ricorrendo a convenzioni con gli asili nido privati, con riserva di nuovi posti; trasferendo le risorse aggiuntive assegnate all’Ambito territoriale di riferimento o ad altra forma associata con vincolo di nuovi utenti; trasferendo le risorse aggiuntive assegnate in base ad accordi con Comuni vicini che svolgono il servizio di asilo nido, con riserva di nuovi posti; trasferendo le risorse aggiuntive assegnate alle famiglie con voucher/contributi per fruire del servizio di asilo nido sul territorio; altre modalità autonomamente determinate comunque riconducibili ai servizi educativi
per l’infanzia (ad esempio servizi educativi in contesto domiciliare).

Economia circolare: Iren realizzerà impianto per l’estrazione di metalli preziosi 

 Il Gruppo Iren, attraverso la propria controllata Iren Ambiente, realizzerà il primo impianto in Italia per l’estrazione di metalli preziosi dai RAEE.

L’avvio del progetto fa seguito alla chiusura di un accordo con OSAI, società attiva nella progettazione e produzione di macchine e linee complete per l’automazione e il testing su semiconduttori, e BTT Italia S.r.l.: l’operazione si concretizzerà nella realizzazione di un impianto, il primo realizzato sul territorio nazionale, per l’estrazione, la selezione e il recupero dei metalli preziosi presenti all’interno di schede elettroniche RAEE, tra i quali oro, argento, palladio e rame.

L’impianto prevederà due fasi di lavoro: la prima dedicata al disassemblaggio delle schede, la seconda alla separazione e affinazione dei metalli preziosi tramite un processo idrometallurgico. Entrambe le fasi si caratterizzano per alti livelli di efficienza e bassi impatti ambientali: la tecnologia applicata è sviluppata da Osai A.S. S,p.A. all’interno del progetto di urban mining “Re4M” e consente infatti, in combinazione con le tecnologie del proprio partner BTT Italia S.r.l., una significativa riduzione nella produzione di Co2 rispetto all’attività estrattiva tradizionale di miniera.

L’impianto, che sarà operativo dal secondo semestre del 2023, verrà costruito all’interno del polo dedicato all’economia circolare che Iren sta sviluppando in Toscana, nel comune di Terranuova Bracciolini (provincia di Arezzo). La collocazione geografica dell’impianto faciliterà inoltre possibili sinergie industriali con l’importante distretto orafo aretino.

Le Pro Loco, Parchi e Regione per l’Ambiente

“Si tratta di creare opportunità di sviluppo per i nostri territori -ha ricordato Fabio Carosso, vicepresidente della Regione e Assessore all’Urbanistica, alla Programmazione territoriale e paesaggistica, allo Sviluppo della Montagna, Foreste, Parchi, Enti locali- creare valore per i prodotti della nostra agricoltura e promuovere sempre più un turismo sostenibile”. Per Stefano Raso, referente nazionale Unpli per le tematiche ambientali nonché vicepresidente regionale, si tratta di “collaborare con le istituzioni per tutelare, valorizzare, promuovere il patrimonio materiale ed immateriale comune, ragionando in termini condivisi, su un panorama comune”.
All’incontro preparatorio in Regione erano presenti, oltre a Carosso e Raso, anche Monica Perroni, neo Direttore Parco Naturale del Po Piemontese che ha parlato di “’iniziativa ambiziosa e lungimirante”, visto che “territorio, partecipazione, ascolto e condivisione creano consapevolezza del possibile sviluppo turistico sostenibile”; e Roberto Antonello, Presidente Pro Loco Borgo Ticino (No) e vice presidente Consulta Promozione Territorio Parco Del Ticino, in rappresentanza di tutte le Pro Loco interessate da un’area protetta o un Parco, che ha detto essere “positivo e importante partecipare ai lavori per la creazione del protocollo, mettendo al centro i nostri parchi, il nostro patrimonio naturalistico. Le Pro Loco saranno sempre più attive nella promozione turistica sostenibile del nostro territorio”.

“Bollette d’oro”: il caro-energia compromette i ricavi degli hotel nonostante il boom di turisti

Non è accaduto solo a Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Torino, che ha ricevuto una bolletta della luce nel suo hotel pari a oltre 30 mila euro per un mese, il triplo rispetto al solito. Anche tanti altri albergatori, nonostante l’agosto da record per il turismo a Torino, col 60% di hotel pieni, riescono ad avvantaggiarsene in minima parte. Infatti i costi salati dell’energia stanno erodendo i loro margini. “Incassiamo di più e guadagniamo di meno, – dice  Banchieri all’Ansa – o persino rischiamo di essere in perdita, perché non possiamo trasferire per intero sui consumatori gli aumenti che subiamo”.

Innovazione nelle scuole, Uncem: “Bene i fondi Miur”

“Sono molto importanti le risorse del Ministero dell’Istruzione sbloccate nel quadro del Piano Scuola 4.0. Lo stanziamento è di 2,1 miliardi di euro per trasformare 100mila classi tradizionali in ambienti innovativi di apprendimento e creare laboratori per le professioni digitali del futuro negli istituti scolastici del secondo ciclo. Il Ministro Bianchi ne aveva parlato in diverse occasioni, anche al Congresso Uncem, precisandone l’importanza anche per le sedi scolastiche dei territori montani. Ora le scuole dovranno investire queste risorse e ampliare così l’offerta formativa degli istituti. Insieme alle risorse per potenziare i posti negli asili nido, confidiamo si possa continuare a riorganizzare l’offerta scolastica sui territori, al fine di ridurre disuguaglianze e comporre sperequazioni”.

Lo afferma Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem

Pienone di turisti a Torino e in Piemonte. Mancano i russi ma arrivano gli americani

A Torino le camere degli hotel sono piene oltre il 60 per cento e la metà delle presenze è rappresentata da turisti stranieri: molti i francesi, e gli spagnoli.

Positiva anche la crescita dei passeggeri all’aeroporto di Caselle: oltre il 20% rispetto al 2019. Il 70% dei turisti ha prenotato per almeno tre o più notti. Se si prende in esame un’area del Piemonte, l’Alessandrino, sulle colline del Monferrato, secondo i dati di Coldiretti, non ci sono più turisti russi, ma la loro assenza è stata compensata dal ritorno di stranieri, in particolare dagli Stati Uniti. Tanti arrivi  anche da Germania, Francia e Gran Bretagna. Le vacanze degli alessandrini invece registrano una netta preferenza sulle mete nazionali. Nei mesi scorsi il turismo post pandemia è ripartito con  un +42% dei pernottamenti e +53% degli arrivi rispetto al 2020 nelle zone collinari monferrine che però ancora non riportano il settore ai volumi prepandemici.

Genitori separati: c’è il bonus da 800 euro

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Diventa realtà il bonus per i genitori separati, che a causa di un calo dei redditi legato alla pandemia hanno avuto difficoltà a pagare l’assegno di mantenimento ai propri figli.

Si tratta di un assegno del valore massimo di 800 euro al mese che verrà corrisposto per la durata di un anno. Questo significa che in totale il bonus ammonta, nella sua formula piena, a 9.600 euro. Sarà erogato ai genitori che non riescono a pagare l’assegno di mantenimento ai figli a causa di una contrazione degli introiti legata alla pandemia da Covid 19.

Il decreto attuativo è pronto e sono stati stanziati 10 milioni di euro: verrà erogato in base alla disponibilità del fondo e al numero dei richiedenti, fino a esaurimento delle risorse. Gli 800 euro mensili andranno al genitore “che deve provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, nonché dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, che non abbia ricevuto, del tutto o in parte, l’assegno di mantenimento a causa dell’inadempienza del genitore”.

Per poter usufruire del bonus, il richiedente deve soddisfare i seguenti requisiti: avere un reddito inferiore o uguale a 8.174 euro nell’anno in cui viene chiesto il sostegno; ha diritto a riceverlo il padre tenuto a pagare gli alimenti e che si è visto ridotta o sospesa la propria attività lavorativa a decorrere dall’8 marzo 2020, per una durata minima di novanta giorni o per una riduzione del reddito di almeno il 30 per cento rispetto a quello percepito nel 2019;

Restano esclusi tutti coloro che hanno ricevuto, anche solo parzialmente, l’assegno di mantenimento nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022.

Nella domanda bisognerà specificare l’importo dell’assegno di mantenimento e l’ammontare delle somme non versate all’ex coniuge.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Carburanti puliti per l’aviazione

ACCORDO TRA MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILI (MIMS) E POLITECNICO DI TORINO

 

L’analisi svolta da due Dipartimenti dell’Ateneo torinese (DENERG e DIGEP) proporrà nuove misure di regolazione nel settore dei carburanti di nuova generazione

Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) e il Politecnico di Torino hanno sottoscritto un importante accordo di collaborazione della durata di tre anni volto ad analizzare e promuovere l’utilizzo di nuovi carburanti sostenibili nel settore dei trasporti, con specifico riferimento al settore dell’aviazione. L’obiettivo è quello di definire, in collaborazione con ENAC, una roadmap nazionale per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del settore, la sua integrazione nelle iniziative Internazionali (UN-ICAO) ed europee, e il monitoraggio dello stato di avanzamento delle politiche di settore e della loro implementazione.

In particolare, sul piano tecnologico-industriale, sarà analizzato e monitorato lo stato di sviluppo dei processi nel settore dei biofuels per aviazione (Sustainable Aviation Fuels – SAF), lo sviluppo di possibili scenari per la definizione di una roadmap per l’introduzione a larga scala dei SAF, la valutazione, in ottica del pacchetto europeo Fit for 55 (che contiene proposte legislative per raggiungere entro il 2030 gli obiettivi del Green Deal), del potenziale di decarbonizzazione del settore, nonché l’analisi dell’evoluzione della normativa tecnica del settore. Sul piano economico, l’analisi riguarderà l’evoluzione dei costi di produzione dei SAF, nonché lo studio di eventuali proposte di policy o regolatorie per favorirne la diffusione e l’utilizzo.

La collaborazione, coordinata per il Politecnico dal professor David Chiaramonti del Dipartimento di Energia (DENERG) e realizzata con il coinvolgimento di ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione (DIGEP) diretti dal professor Carlo Cambini, si svilupperà attraverso lo studio delle misure di regolazione nel settore dei carburanti sostenibili per aviazione, sia da un punto di vista tecnico-industriale, sia di policy/regolamentazione ed economico. Il Politecnico metterà a disposizione le proprie competenze multidisciplinari e favorirà l’interazione con soggetti e strutture (accademiche e industriali, nazionali e internazionali) cui lo stesso partecipa o con cui stabilmente collabora e supporterà il Ministero nei rapporti con i principali stakeholders nazionali e internazionali.

“La progressiva decarbonizzazione del settore aereo – nota il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini è un processo complesso che sta mobilitando le imprese del settore, gli enti regolatori e i Ministeri di moltissimi Paesi, in un’ottica di cooperazione internazionale. Con questo accordo il nostro Paese sarà in grado di elaborare e avanzare nei diversi consessi internazionali dove si definiscono le regole comuni proposte basate su solide analisi tecnico-economiche, nonché di definire gli interventi necessari per accompagnare nella trasformazione in atto un settore cruciale per l’economia del Paese”.

 

Secondo il Rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco: “Il progetto di collaborazione con il MIMS è un importante passo avanti per studiare nuovi strumenti di policy a supporto della decarbonizzazione del settore dei trasporti in primis, così come dell’intero sistema economico Italiano, temi centrali nell’agenda dei prossimi anni del nostro Ateneo e del supporto che intendiamo dare allo sviluppo sostenibile del nostro Paese”.

Autobus, in Piemonte “moria” delle immatricolazioni. A Torino -42% in un anno

2° Osservatorio Continental sui macro-trend del trasporto pesante

Nella provincia la quota più alta di autobus elettrici. Unmezzo su cinque ha meno di 5 anni. Dati incoraggianti anche sul fronte del trasporto merci.

Agosto 2022 – Dopo la crisi vissuta nel 2020 a causa dell’emergenza sanitaria ed economica, il 2021 avrebbe dovuto essere l’anno del rilancio per il settore dei trasporti. Ma si può parlare di vera ripresa? Per rispondere a questa domanda e capire le evoluzioni che hanno trasformato il comparto dei mezzi pesanti per il trasporto di merci e persone dopo il primo anno di pandemia sia a livello nazionale, sia a livello locale, Continental ha realizzato la seconda edizione dell’Osservatorio sui macro-trend del trasporto pesante. Lo studio fa emergere le tendenze evidenziate dallo sviluppo del parco circolante in Italia e in Piemonte, attraverso l’analisi dei dati sulle immatricolazioni, i tipi di alimentazione, l’anzianità e la categoria euro.

Immatricolazioni autobus: Torino, calo che supera il -42%

Il comparto dei mezzi pesanti per il trasporto merci in Italia ha chiuso il 2021 con 24.168 immatricolazioni, in crescita rispetto al 2020 del 23,2%. Il Piemonte segue il trend positivo nazionale e immatricola 1.926 nuove targhe, segnando +36,1% rispetto all’anno precedente. Torino registra una crescita decisamente meno elevata con il 6,6% e 634nuovi mezzi.

Anche il settore nazionale del trasporto persone mostra unimportante segnale di crescita, con 4.091 mezzi immatricolati nel 2021 a fronte dei 3.404 del 2020 (+20,2%). Uno scenario contrastante si presenta invece a livello locale: tra le regioni in negativo, il Piemonte chiude con 8,5% (205 nuovi veicoli). In questo contesto, il capoluogo scende ulteriormente segnando il 42,2% (96 nuovi autobus).

Alimentazione: a Torino il 3,6% degli autobus sono elettrici

Nel 2021 in Italia il parco circolante di autocarri merci ha raggiunto le 4.290.042 unità. A livello di alimentazione, la situazione nazionale rimane pressoché invariata rispetto al 2020 con una netta predominanza del gasolio. Si nota una crescita, seppur timida, delle alimentazioni alternative.

In Piemonte l’elettrico tocca lo 0,1% e l’ibrido lo 0,3%. Il gasolio rimane preponderante e copre il 91,1% del parco. Per le fonti alternative Torino segna una lieve crescita per l’elettrico (0,2%), mentre la quota di gasolio si abbassa leggermente e arriva all’88,6%.

Il parco autobus nel nostro Paese registra invece, nel 2021,100.199 unità. Anche in questo contesto, dal punto di vista dell’alimentazione, il panorama è stabile rispetto al 2020, sebbene con qualche piccolo segnale di miglioramento: la maggioranza dei mezzi in circolazione rimangono a gasolio, mentre le quote di elettrico e ibrido crescono ma non superano l’1%.

In Piemonte l’ibrido segna lo 0,1% mentre l’elettrico arriva al 2%. Il gasolio raggiunge il 91,5% e il metano il 5,6%.

Il capoluogo presenta le percentuali più elevate per i mezzi ibridi ed elettrici segnando rispettivamente lo 0,2% e il 3,6%.L’86,5% del parco circolante è a gasolio e il metano registra un tasso considerevole con l’8,8%.

Categoria Euro: a Torino il 42,6% degli autobus appartiene alla categoria Euro 5-6

Le categorie euro più presenti a livello nazionale nel comparto del trasporto merci sono Euro 5 ed Euro 6 che, insieme, crescono e nel 2021 raggiungono il 35% del totale. Una percentuale elevata che supera la quota delle categorie più vecchie, dalla 0 alla 2 (31,8%). Ciò nonostante, è da notare quanto sia ancora diffusa la classe Euro 0 che, da sola, arriva al 15%.

In Piemonte le classi meno inquinanti si attestano al 36,6%. In regione la situazione migliora sul fronte degli Euro 0, che scendono al 12,3% e, in generale, delle categorie più vecchie fino all’Euro 2 che si abbassano al 28,6%.

A Torino gli Euro 0 si alzano seguono la scia regionale (12,4%) e gli Euro 0 – 2 scendono leggermente segnando il27,9%. Le categorie Euro 5 ed Euro 6 si attestano al 38%.

In aumento rispetto al 2020, in Italia, la percentuale di autobus appartenenti alle categorie Euro 5 ed Euro 6 si attesta al 42,3%. Stupisce negativamente la quota degli autobus di categoria Euro 0 ancora in circolazione, che rappresentano l’11,8% del parco.

In Piemonte, gli Euro 0 scendono al 7,7% e gli Euro 5 ed Euro 6 a 40,9%. In provincia di Torino il tasso di Euro 0 segue il trend regionale (7,5%) come per le classi più giovani(42,6%).

Anzianità: a Torino un autobus su 5 ha meno di 5 anni

Il trasporto merci italiano è caratterizzato da una preponderanza di mezzi tra i 15 e i 20 anni e le categorie “da 30 anni in poi” rappresentano il 15% del parco circolante. I veicoli recenti “da 0 a 10 anni” arrivano al 33,3%, anche se risulta ancora basso il dato relativo agli autocarri di massimo un anno (4%).

In Piemonte la fascia d’età più diffusa si abbassa a quella dei 10-15 anni (18,9%). La regione segue il trend nazionale per le categorie più giovani: il 34,6% dei mezzi ha massimo 10 annie il 3,7% massimo un anno.

A Torino la fascia giovane 0-10 anni è rappresentata dal 36% del parco, mentre i mezzi oltre i 20 sono il 28,4%.

Per il trasporto persone nazionale la fascia di anzianità tra 0 e 5 anni rappresenta il 20,5% del totale. Una quota in crescita di un punto percentuale rispetto allo scorso anno, ma ancora altamente superata dalla quota di mezzi vecchi di oltre 20 anni, che nel 2021 raggiunge il 26,9%.

In Piemonte la fascia di oltre 20 anni si riduce al 20,9% e, poco distante, quella di massimo 5 anni supera il 19%. Il capoluogo si presenta in linea con l’andamento regionale segnando il 20,4% per i mezzi con oltre 20 anni e il 20,3% per i mezzi con massimo 5 anni.