Entriamoinbottega!
Sabato 5 novembre: tradizione e innovazione in un distretto a vocazione creativa
Dopo Dogliani che ha aperto i Fatti a mano Tour fuori Torino, ecco la proposta molto articolata di un tour che ci porta in un territorio ad altissima e antica tradizione artigianale, Biella e dintorni. Una tradizione di eccellenza legata alle caratteristiche del territorio che dal noto campo tessile si è andato allargando ad altri prodotti mantenendo inalterate le caratteristiche di tenacia, originalità, visione del futuro, rispetto dell’ambiente. Tutto questo apprenderemo insieme sabato 5 novembre in una giornata che siamo certe lascerà il segno.
Programma
Ore 7,30 – punto di ritrovo in Corso Bolzano e partenza con Bus turistico e accompagnatore
Ore 9,30 – arrivo in Biella. Visita del laboratorio e punto di vendita Calzificio di Barbera Sandro & figli
Ore 11 – spostamento a Sagliano Micca con ingresso e visita guidata esclusiva del Cappellificio Cervo
Ore 13 – pranzo
Ore 14,30/15 partenza per Trivero
Ore 15,30 – ingresso e vista guidata del Lanificio Ermenegildo Zegna, porta di accesso dell’Oasi Zegna
Ore 17 – ripartenza per Torino con arrivo previsto intorno alle ore 19
Quota a persona: 80 euro (su base 20 adesioni)
Nella quota di partecipazione sono previsti i seguenti servizi:
– Bus turistico per transfer andata e ritorno
– Accompagnatore
– Assicurazione sanitario /bagaglio
– Visita del Calzificio Andrea Barbera & figli
– ingresso e visita guidata esclusiva del Cappellificio Cervo
– Pranzo (da segnalare eventuali intolleranza, allergie o esigenze alimentari)
– Ingresso e vista guidata del Lanificio Zegna presso l’Oasi Zegna
La quota non comprende tutto quanto considerato extra rispetto al programma
Per info
Organizzazione tecnica ONEIROS Incoming By IL MONDO in VALIGIA di C. & D. Viaggi sas
per conto di
adelaidevalle58@gmail.com chiara.caratto65@gmail.com
Alla Prenotazione richiesto saldo di euro 80 da effettuarsi con bonifico bancario
IT42E36087016006447562123817 intestato a C & D. VIAGGI SAS DI CRISTINA MARIANI & C. CAUSALE : DOGLIANI
oppure: SATISPAY (il mondo in valigia) – o presso i nostri uffici di Via Caraglio 6 – Torino
– Tel 011.7732249 – Cell 3288811318
www.oneirosviaggi.it – www.mondoinvaligia.it – Fb e Instagram – info@mondoinvaligia.it
Al momento dell’iscrizione si prega di fornire copia della carta d’identità e del codice fiscale
LE ISCRIZIONI SONO APERTE E SI CHIUDERANNO IL 2 novembre:
PENALI DI ANNULLAMENTO: 100% della quota di partecipazione per chi annulla dopo il 2 novembre
È forse l’autunno il periodo migliore per navigare il Grande Fiume nel Parco del Delta del Po tra la Romagna e il Veneto. L’esplosione dei colori autunnali rende il paesaggio ancora più affascinante. Uno scenario molto vario, mutevole, dai campi coltivati alla laguna, dalle dune sabbiose ai boschi e ai fitti canneti. Sullo sfondo si stagliano le pinete litoranee che svettano sulle distese d’acqua, discendenti di quelle piantate dai romani duemila anni fa per rifornire i cantieri navali. Quelle lagune e quelle paludi che fermarono gli eserciti invasori e protessero Ravenna facendola diventare, dopo il crollo di Roma, tre volte capitale, dell’Impero romano d’Occidente, del regno ostrogoto e poi baluardo italiano dell’Impero bizantino. Sopra di noi nel parco volano centinaia di uccelli in un festoso viavai, un autentico paradiso per i volatili, sia migratori che stanziali. Un grande spettacolo naturale da non perdere, immersi in un ambiente incantevole tra pioppi, arbusti e orchidee, fenicotteri, gabbiani rosati e centinaia di altri uccelli. A Porto Tolle, nella parte veneta del Delta, si arriva facilmente in auto. Da qui muovono le barche per l’esplorazione, qui comincia l’avventura in un groviglio di lagune salmastre, stagni, piccoli e grandi rami del fiume e sbocchi al mare e tutto diventa misterioso, quasi magico. Carpe, cefali, tinche, lucci popolano canali, fiumi e paludi ma sono gli uccelli la parte più ricca e interessante della fauna del Delta, appartengono a oltre 300 specie ed è facile vederli sugli alberi mentre sulle rive del Po e dei canali svolazzano aironi, garzette, cormorani, il falco di
palude, l’usignolo di fiume, il gabbiano reale, il cavaliere d’Italia, la pettegola, l’avocetta, l’ibis, gheppi, poiane e tanti altri. I volatili migratori giunti dai Paesi freddi del nord trovano nel Delta un rifugio sicuro e adatto allo svernamento, in inverno migliaia di anatre come il germano reale affollano le distese d’acqua e in primavera gli aironi e le garzette si riproducono nei canneti e lungo gli stagni. Per alcuni il Delta del Po è deprimente e triste, per la nebbia, per le zanzare (meglio comunque evitare l’estate) e per la piattezza del paesaggio. In realtà è un colpo d’occhio eccezionale, un’esperienza unica. Sarebbe bello che il grande fiume fosse navigabile da Torino fino all’Adriatico, fino al Parco regionale del Delta del Po. Per adesso lo è solo parzialmente, da Cremona al mare per quasi 300 chilometri. Filippo Re
