E’ un’opera che allargherà e avvicinerà il mercato per europeo e mondiale alle aziende italiane che importano ed esportano. Negli ultimi dieci anni senza l’aumento delle esportazioni, il PIL italiano, penultimo in Europa per tasso di crescita, sarebbe stato in rosso. Negli ultimi vent’anni il PIL procapite italiano ha perso 25 punti rispetto alla media europea. Meno lavoro o lavoro più povero le conseguenze ma anche forte disoccupazione giovanile.
E’ un’opera che allargherà e avvicinerà il mercato per europeo e mondiale alle aziende italiane che importano ed esportano. Negli ultimi dieci anni senza l’aumento delle esportazioni, il PIL italiano, penultimo in Europa per tasso di crescita, sarebbe stato in rosso. Negli ultimi vent’anni il PIL procapite italiano ha perso 25 punti rispetto alla media europea. Meno lavoro o lavoro più povero le conseguenze ma anche forte disoccupazione giovanile.
Comunque, esuli ancora dall’euforia generale, venerdì scorso, alle 9 del mattino, il festival s’è svegliato con la sala 3 del Massimo gremita di addetti ai lavori, di curiosi, di operatori, di un selezionato gruppo di ospiti, in presenza e in streaming, per cui Gaetano Renda, agguerrito esercente di Centrale, Due Giardini e Fratelli Marx, ha potuto da provetto entertainer dare corpo a “Cinema mon amour – L’avventurosa storia del cinema nelle sale”, a quel convegno preparato per intere settimane forse per mesi, con cui poter rivedere e fare il punto sull’importanza della sala, sul suo rapporto “prioritario e imprescindibile” con la collettività, sul desiderio di tornare a incontrarsi e a scambiarsi idee, sul presente e sul futuro. “Vi siete contati, ragazzi?”, direbbe il cinefilo riportandoci alla mente “I guerrieri della notte” di Walter Hill: sì, siamo in tanti e si può cominciare.