ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 185

Legambiente: “Povertà energetica: come il terzo settore può rispondere alla sfida”

 

Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta e Forum Terzo Settore Piemonte per sopravvivere al caro bollette 
Nei giorni scorsi si è tenuto presso Piazza dei Mestieri, in Via Durandi 15 a Torino, l’evento “Povertà energetica: come il terzo settore può rispondere alla sfida, organizzato da Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta e Forum del Terzo Settore Piemonte.
L’evento si è svolto nell’ambito della campagna #UnPannelloInPiù, promossa da Legambiente e da Enel x, dedicata alla lotta contro la povertà energetica e all’impatto sociale ed economico che può avere il pannello solare da appartamento.
Nel primo appuntamento torinese della campagna itinerante, realizzatosi a giugno 2022, sono stati donati i primi pannelli fotovoltaici da appartamento a due famiglie in povertà sociale ed energetica, grazie alla stretta collaborazione con l’Ufficio servizi sociali del Comune di Torino e con l’Associazione Articolo 47.La campagna ha il duplice obiettivo di informare i cittadini su tutti gli strumenti per ridurre la bolletta energetica, tra cui il solare fotovoltaico, ma anche risparmio ed efficienza, comunità energetiche e bonus sociali. Obiettivi condivisi con il progetto Life ClimAction. Durante l’evento sono state presentate le attività del progetto, promosso da Legambiente e finanziato dalla Commissione Europea per informare studenti e insegnanti, giovani, cittadini, imprese e amministrazioni locali sui temi e gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU, del Patto Europeo per il Clima e il Green New Deal. Nell’ambito del progetto, è stato realizzato uno sportello energia presso la sede di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta in Via Maria Ausiliatrice 45 Torino, aperto il lunedì dalle 14.00 alle 15.30 online all’email sportelloenergia@legambientepiemonte.it, mercoledì dalle 10.00 alle 13.00 in presenza e il giovedì dalle 15.00 alle 18.00 in presenza.

Secondo le stime dell’Istat contenute nel rapporto Oipe 2021 (Osservatorio italiano sulla povertà) e rielaborati dall’ufficio studi della Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre, in Italia circa 4 milioni delle famiglie vivono nell’impossibilità di procurarsi un paniere minimo di beni e servizi energetici. Tra le 101.730 e 174.394 solo in Piemonte.
Ad affrontare l’attuale crisi energetica, e relativo caro bollette, sono anche le realtà del terzo settore. L’evento “Povertà energetica: come il terzo settore può rispondere alla sfida”, organizzato da Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta e Forum del Terzo Settore Piemonte, nasce con l’obiettivo di dotare il terzo settore con degli strumenti per fronteggiare sia come ente individuale sia come supporto alla cittadinanza che il terzo settore copta nelle sue attività a vario titolo.

All’evento, moderato da Rubina Pinto, referente dello Sportello Energia ClimAction Piemonte, hanno partecipato: Anna Di Mascio, portavoce del Forum del Terzo Settore Piemonte, Alice De Marco, direttrice Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, Antonio Cajelli, educatore economico-finanziario di Associazione Articolo 47, Stefano Bertuzzi, gruppo di lavoro Cura del creato della Diaconia Valdese.

La crisi energetica che stiamo vivendo oggi ha effetto su tutti gli aspetti della vita ed è figlia del modello energetico che il nostro Paese ha adottato sempre: la dipendenza dalle fonti fossili. La politica deve adottare misure stringenti per raggiungere la giusta transizione ecologica. Le associazioni devono tenere alta l’attenzione e cercare di trovare soluzioni che vadano incontro alle esigenze dei cittadini. Il nostro ruolo, insieme al Forum del Terzo Settore, deve essere proprio quello di accompagnare, informare e supportare.” dichiara Alice De Marco, direttrice di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta.

Un momento necessario di confronto tra le reti coinvolte nel Forum del Terzo Settore, che, come dichiarato da Anna di Mascio, portavoce del Forum, ha il compito e le capacità di costruire cultura, consapevolezza e coscienza del cambiamento climatico in tutti i suoi risvolti, non solo su quelli energetici.

Come presentato da Antonio Cajelli, è necessario, però, consumare meno ma, soprattutto, imparare a spendere meno attraverso l’informazione sugli strumenti che lo Stato mette a disposizione della cittadinanza attraverso il portale Arera.
Nel contesto in cui viviamo, di emergenza sociale e climatica, il fotovoltaico da appartamento rappresenta una soluzione – concreta, economica e di facile utilizzo – per ridurre la povertà energetica e produrre energia sostenibile. Nello specifico, ogni pannello fotovoltaico “da balcone” consentirebbe un risparmio in bolletta fino al 25% l’anno per i prossimi 20 anni ed eviterebbe l’immissione in atmosfera di 145Kg di CO2 all’anno, equivalenti alla quantità di CO2 assorbita da circa 10 alberi.
Grazie alla raccolta fondi avvenuta con #UnPannelloInPiù, Legambiente ha potuto acquistare ulteriori pannelli fotovoltaici. A Torino ne verranno donati altri 20 alle famiglie in difficoltà energetica e sociale, individuate in collaborazione con i servizi sociali del Comune di Torino e alla rete di associazioni locali inserite nel Forum del Terzo Settore.

Botti e fuochi d’artificio: cosa si farà quest’anno per gli animali?

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Caro direttore,

il “Tavolo Animali & Ambiente”, costituito dalle maggiori sigle animaliste ed ambientaliste, è estremamente preoccupato per l’insensata tradizione che, dall’inizio di dicembre, fa risuonare in città le esplosioni di botti, petardi e fuochi pirotecnici vari, nonostante l’art. 9, comma 23, del “Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali in città“, n. 320 ne sancisca ormai da anni il divieto assoluto di utilizzo su tutto il territorio comunale.

Tale usanza, peraltro alquanto pericolosa e priva di qualsiasi valida giustificazione, che si intensifica con l’approssimarsi del Natale, raggiungendo l’apice a Capodanno, è fortemente nociva non solo per tutti gli animali, ma anche per moltissimi cittadini, principalmente per quelli più fragili e sensibili ai rumori, quali gli anziani, i bambini piccoli e gli ammalati.

Il fragore dei botti, infatti, scatena negli animali una naturale reazione di spavento e li porta frequentemente a perdere l’orientamento, esponendoli così al rischio di smarrimento e/o investimento. In caso poi di esplosioni a ridosso dell’animale, le conseguenze possono essere molto più drammatiche, causandone spesso il ferimento o la morte per le ustioni o per lo stesso spavento. Gli animali, inoltre, hanno l’udito molto più sviluppato di quello umano e i forti rumori li gettano nel panico, inducendoli a reazioni istintive e incontrollate, come gettarsi nel vuoto, divincolarsi spaventati, scavalcare recinzioni e fuggire in strada, mettendo seriamente a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri.

Per gli animali selvatici, poi, la mezzanotte del 31 dicembre è un vero incubo: il rischio maggiore riguarda gli uccelli che vivono nei pressi delle aree urbanizzate. Le improvvise detonazioni, infatti, determinano istintive reazioni di fuga negli uccelli che riposano sui posatoi notturni, spesso in colonie molto numerose, che, unite alla mancanza di visibilità, causano la morte di molti di loro, soprattutto per eventi traumatici derivanti dall’impatto in volo con strutture urbane (case, lampioni, automobili, ecc.).

Anche quest’anno, il Tavolo Animali & Ambiente  ha chiesto al Sindaco di Torino Lo Russo ed agli Assessori Tresso, Pentenero e Chiavarino che l’Amministrazione comunale intraprenda, al più presto, una idonea campagna informativa dei cittadini sull’esistenza di tale divieto, attraverso tutti i canali ritenuti utili (giornali, televisioni, radio, manifesti, ecc.), di sensibilizzazione, specialmente dei più giovani, sui rischi che si corrono utilizzando i vari botti e, allo stesso tempo, attui anche un costante e capillare controllo, mediante la Polizia Municipale, sul commercio degli artifici pirotecnici, specialmente nelle aree mercatali, per impedire la vendita di quelli illegali.

 

È stato sottolineato che tutta questa meritoria attività preventiva dovrà essere affiancata anche da quella sanzionatoria, da porre in essere di fronte a quei casi di chiara violazione del divieto, anche a seguito delle segnalazioni dei cittadini, per garantire a tutti di trascorrere le giornate in piena sicurezza. Che la Polizia Municipale si attivi !

Ovviamente si è anche chiesto che la stessa Amministrazione comunale eviti di organizzare per Capodanno uno spettacolo pirotecnico rumoroso e inviti anche altri Enti e Organizzazioni a non programmarli, senza concedere alcuna deroga a tale divieto!

Pertanto le associazioni del Tavolo Animali & Ambiente si augurano che il Comune accolga le suddette richieste, specialmente quelle relative al rispetto del divieto di utilizzo di ogni tipologia di botti, in particolare nell’approssimarsi del Capodanno, attraverso una idonea e capillare campagna di sensibilizzazione sull’argomento.

 

Per il “Tavolo Animali & Ambiente”

Marco Francone LAV Torino

 

 

Caro affitti: a Torino si prospetta rinnovo con un potenziale aumento medio del +20,6%

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Per le famiglie in affitto, con contratti ordinari di lungo periodo (4+4), Il canone medio per un bilocale è di €715 al mese.

Firenze prima per aumenti (+35,3%), seguita da Bologna, Genova e Napoli.

 

All’aumento dei canoni bisogna poi aggiungere un potenziale incremento delle spese condominiali, il che porterebbe per molti ad un importo totale insostenibile. Molte famiglie si vedranno obbligate a cambiare zona o addirittura città, spostandosi dove i canoni sono più bassi.

 Caro energia, crescita dei prezzi del “carrello della spesa” che a settembre 2022 (+10,9% su base annua) hanno raggiunto quelli del mese agosto 1983 e, con molta probabilità, anche caro affitti. È la situazione in cui si potrebbero trovare a breve molti cittadini e famiglie torinesi al termine del loro contratto di affitto a canone di mercato. Considerando il classico contratto di locazione ordinario di lunga durata (4+4) stipulato fra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 a Torino e giunto quasi a scadenza, chi volesse rinnovare potrebbe trovarsi di fronte a un aumento medio del +20,6%, con un canone che potrebbe toccare in media €715 al mese per un bilocale di 70 mq. Un valore comunque inferiore alla media delle otto città metropolitane (+25,6%).

A questi dati, che si riferiscono ai canoni di locazione escluse le spese condominiali, bisognerà aggiungere gli eventuali aumenti relativi alle spese per il riscaldamento e la luce, diventando così per tanti un importo insostenibile. Molte famiglie si vedranno obbligate a cambiare zona o addirittura città, spostandosi dove i canoni sono più bassi.

Sono questi i risultati dell’analisi di Abitare Co., società di intermediazione immobiliare, che ha preso in considerazione quelli che sono i potenziali rinnovi dei contratti ordinari di lunga scadenza che dopo otto anni (4+4) devono essere appunto rivisti. La fotografia scattata fa riferimento alle otto principali città metropolitane (Milano, Roma, Bologna, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Torino), calcolando l’impatto che si potrebbe avere sul mercato immobiliare.

Si tratta di un dato sensibile che ha un forte impatto sociale, considerando che nel 2015 sono stati stipulati a Torino 9.351 contratti di affitto di lungo periodo (4+4), con una superficie media di 71,3 metri quadrati (oggi la superficie media è più bassa: 66,3 metri quadrati).

Gli incrementi maggiori sui canoni a Torino, divisi per zone, ovviamente impattano prima di tutto sulle aree di maggior pregio (+30,8%), mentre nelle aree centrali l’incremento è del +19,5%, in quelle semicentrali del +18% e in quelle periferiche del +14,3%.

Sul fronte dei prezzi, ad esempio, per un bilocale di 70 mq. a Torino occorrono in media circa €715 al mese, escluse le spese condominiali, ma con una notevole differenza in base alla zona: si parte da €470 nelle aree periferiche ed €610 in quelle semicentrali, per arrivare fino a €790 in centro e circa €990 per gli immobili di pregio.

Tra le città metropolitane, ai primi posti troviamo Roma con una media dei canoni mensili, sempre per un bilocale di 70 mq., pari a €1.365 e Milano con €1.300Le città meno care, come canone medio mensile, sono Palermo (€625), Torino (€715) e Genova (€750).

“Oltre alla revisione dei contratti in scadenza, con degli inevitabili aumenti, bisogna poi aggiungere un potenziale incremento delle spese condominiali (soprattutto nelle case con riscaldamento centralizzato), che porterebbe il canone totale mensile a un livello non più sostenibile per molte famiglie che, a quel punto,  si vedranno obbligate a cambiare zona o addirittura città, spostandosi dove i canoni sono più bassi – ha sottolineato Giuseppe Crupi, CEO di Abitare Co. – C’è invece chi, spinto dagli aumenti, opta per l’acquisto di una nuova abitazione, anche se le rate di mutuo sono più care causa dell’aumento del costo del denaro. L’acquisto di una nuova abitazione è inoltre sostenuto dalla migliore efficienza energetica dell’immobile che può ridurre in maniera importante le voci di spesa nel budget famigliare. In realtà – continua Crupi – quello che manca oggi sul mercato italiano è un’offerta di qualità legata al mondo degli affitti, con immobili di nuova generazione che offrono case con servizi condominiali di vario genere. Da una nostra recente indagine su un campione di 1.500 famiglie oltre l’80% ha risposto che sarebbe disposto a pagare un affitto più alto del 15%, rispetto a quanto paga oggi, per una casa nuova dotata di servizi comuni.” 

Esempio di affitto mensile per un bilocale di 70 mq.                                                          (2022, in euro, spese escluse)

Pregio

Centro

Semicentro

Periferia

Media

Roma

2.050

1.650

1.050

700

1.365

Milano

1.930

1.500

1.050

720

1.300

Napoli

1.350

1.050

760

530

925

Torino

990

790

610

470

715

Palermo

850

700

530

410

625

Genova

1.030

850

650

470

750

Bologna

1.050

820

700

580

790

Firenze

1.530

1.170

950

760

1.100

Media

1.350

1.070

790

580

945

Centro Studi Abitare Co.

Variazioni % dei canoni dopo 8 anni (2022/2015)

Pregio

Centro

Semicentro

Periferia

Media

Roma

14,4%

7,7%

24,1%

33,3%

19,9%

Milano

24,1%

15,9%

14,6%

15,1%

17,4%

Napoli

18,6%

31,4%

35,4%

26,8%

28,0%

Torino

30,8%

19,5%

18,0%

14,3%

20,6%

Palermo

35,5%

30,4%

23,3%

16,4%

26,4%

Genova

26,8%

28,3%

29,4%

29,0%

28,4%

Bologna

33,3%

22,8%

26,3%

31,6%

28,5%

Firenze

42,9%

32,5%

33,3%

32,7%

35,3%

Media

28,3%

23,6%

25,6%

24,9%

25,6%

Centro Studi Abitare Co.

 

Accademia di Medicina di Torino, sarà un interessante anno accademico

Venerdì 18 novembre alle ore 17.30, si inaugura l’anno accademico 2022/2023 dell’Accademia di Medicina di Torino, sia in presenza, sia in modalità webinar.

La prolusione sarà a cura di Giancarlo Isaia, Presidente dell’Accademia. Seguirà una relazione sul tema “Fisiopatologia, clinica e trattamento del Long Covid” tenuta da Giovanni Di Perri, Direttore della Struttura Complessa Malattie Infettive, Ospedale Amedeo di Savoia.

Il long COVID è una sindrome clinica che interessa una buona parte di coloro che hanno avuto COVID-19 e che dopo più di 4 settimane da un’infezione acuta da SARS-CoV-2 vede la persistenza o l’insorgenza di segni e sintomi legati all’infezione.

Verrà consegnato alla famiglia Dianzani il premio attribuito dal Collegium Historicorum Chirurgiae a motivo della monografia “Giacinto Pacchiotti: professore Universitario e uomo politico”, scritta dal Prof. Mario Umberto Dianzani. Verrà presentato il Giornale dell’Accademia dell’anno CLXXXIV (2022), che riporterà le relazioni tenutesi nell’anno precedente ed altre utili notizie societarie.

Si potrà seguire l’incontro sia accedendo all’Aula Magna dell’Accademia di Medicina di Torino (via Po 18, Torino), sia collegandosi da remoto al sito www.accademiadimedicina.unito.it.

Decolla l’export piemontese in Europa, Nord America e nuovi mercati

Decolla nel primo semestre 2022, secondo il Monitor dei Distretti del Piemonte realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, l’export dei distretti piemontesi: è stato pari a 5,9 miliardi di euro con un aumento del 14,6% rispetto al primo semestre 2021 (753 milioni di euro in più) e del 5,4% rispetto al primo semestre 2019 (più 300 milioni di euro). Positivo l’andamento delle esportazioni piemontesi verso i mercati maturi (+16,4% rispetto al primo semestre 2021), trainati dai Paesi europei tra cui spiccano Francia, Germania e Svizzera e dall’America del Nord (Stati Uniti e Canada), e anche verso i nuovi mercati (+10,9%) con Turchia, Romania e Corea del Sud in testa.

Novembre, mese della prevenzione urologica: visite gratuite a Torino

 Il Centro Medico Diagnostico (CeMeDi) e il Centro Medico Chiros di Torino, strutture del gruppo sanitario Lifenet Healthcare, propongono un’iniziativa per prevenire le malattie urologiche. Per tutto il mese di novembre sarà possibile sottoporsi a una visita urologica gratuita: basta prenotare qui.

L’iniziativa è rivolta a tutte le persone fumatrici adulte/anziane (uomini e donne dai 45 anni in su) perché, contrariamente al comune sentire, l’urologo non è solo il medico specialista di riferimento per il benessere maschile ma anche un medico che si occupa di urologia al femminile. Mentre prostatite, infertilità, tumore della prostata, disfunzione erettile, ipertrofia prostatica benigna sono alcune delle patologie che interessano l’apparato genitale maschile; cistite, incontinenza urinaria, calcolosi renale, tumore alla vescica sono patologie che interessano anche individui di sesso femminile e di solito sono a decorso cronico che alla lunga può diventare pericoloso anche per altre parti del corpo.

“Con questa campagna vogliamo contribuire a diffondere l’importanza di una cultura della prevenzione delle malattie urologiche – sottolinea Franco Perona, amministratore delegato di CeMeDi e Chiros – Un italiano su sei è colpito da un problema urologico serio. La prevenzione è lo strumento più utile alla diagnosi precoce e questa iniziativa rappresenta una preziosa opportunità per i cittadini”.

Tre dei primi sei tumori maschili più diffusi nel nostro paese riguardano l’apparato urinario (prostata, rene, vescica). In particolare il tumore alla prostata – seconda causa oncologica di decesso maschile – registra ogni anno 36mila nuovi casi e 7 mila morti. Il tumore della vescica è il secondo tumore urologico per frequenza, dopo quello della prostata, e registra 100mila nuove diagnosi e 6mila morti ogni 12 mesi. Seguono il cancro ai reni e al testicolo.

Per quanto riguarda le donne, la cistite colpisce quasi metà delle italiane (40%) mentre l’incontinenza urinaria riguarda circa il 20% delle pazienti con 45-50 anni, poi con l’aumentare dell’età il divario con gli uomini diminuisce fino a scomparire. Il tumore della vescica conta nelle donne 5mila nuovi casi ogni anno, con più di 1200 decessi, la calcolosi colpisce il 5% delle italiane.

Quanto più precocemente ci si affida alla prevenzione, che spesso passa anche da piccoli interventi nello stile di vita, tanto migliori saranno i risultati e le cure da adottare per contrastare un’eventuale patologia.

 

Il nuovo bando per i programmi dell’accesso

È fissato per mercoledì 30 novembre il termine per la presentazione delle domande per i programmi dell’accesso relativi al primo trimestre 2023.

I programmi dell’accesso sono uno spazio televisivo e radiofonico gratuito e autogestito, della durata massima di cinque minuti, messo a disposizione per la comunicazione di soggetti collettivi – tra cui per esempio associazioni e onlus, autonomie locali, gruppi di rilevante interesse sociale, gruppi etnici e religiosi, sindacati, movimenti politici – grazie al protocollo d’intesa fra Corecom e Centro di produzione tv Rai.

I programmi devono essere prodotti in lingua italiana e possono essere realizzati in modo autonomo o con il supporto tecnico gratuito della sede regionale della Rai.

Il procedimento di accesso alle trasmissioni radiofoniche e televisive su Rai 3 Piemonte è gestito dal Corecom, che istruisce le istanze, ne valuta l’ammissibilità e svolge, inoltre, l’attività di vigilanza sul rispetto degli impegni assunti dai soggetti ammessi e sull’esecuzione dei piani di messa in onda.

La domanda di ammissione ai programmi può essere inviata a mezzo posta certificata all’indirizzo corecom@cert.cr.piemonte.it, via fax (011 5757845), per raccomandata con avviso di ricevimento, all’indirizzo Consiglio regionale del Piemonte – Settore Corecom Piemonte  (via Alfieri 15 – 10121 Torino), oppure presentata a mano al Corecom Piemonte  (in piazza Solferino 22 a Torino, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.30, telefonando preventivamente per conferma).

Il bando e la documentazione di riferimento sono pubblicati sulla pagina del Corecom e sul bollettino ufficiale regionale

http://www.cr.piemonte.it/web/per-il-cittadino/corecom/cosa-facciamo/programmi-dell-accesso

http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2022/corrente/suppo1/00000001.htm

Carcere e impresa. Quando la «pena» è strumento di formazione e cambiamento

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Dibattito il 7 novembre a Torino

 

COME IL LAVORO E LA FORMAZIONE CONTRIBUISCONO A COSTRUIRE IL FUTURO DI PERSONE DETENUTE? I RISULTATI DEL PROGETTO L.E.I nel carcere di Torino

Il 7 novembre dalle 18,30 si svolgerà nella sede di Torino di Fondazione Casa di Carità (via Orvieto 38) un seminario che permetterà di approfondire e discutere sui risultati del Progetto L.E.I, acronimo di Lavoro, inclusione ed emancipazione, svolto da diversi anni nel carcere Lorusso e Cutugno e sostenuto dalla compagnia di San Paolo.

COME IL LAVORO E LA FORMAZIONE CONTRIBUISCONO A COSTRUIRE IL FUTURO DI PERSONE DETENUTE? Il dibattito si svilupperà attorno ai risultati di questo progetto che prevede differenti azioni sia all’interno del carcere (corsi di formazione e laboratori professionalizzanti di sartoria e cucina, corsi di educazione finanziaria e alfabetizzazione informatica), che fuori dal carcere (accompagnamento socio-educativo, ricerca di un’abitazione ove necessario, supporto all’inserimento lavorativo, sostegno psicologico, mediazione familiare e voucher formativi spendibili per frequentare percorsi professionalizzanti anche alternativi ad attività di cucito/sartoria e cucina), e include iniziative mirate alla cura della persona.

Si confronteranno: la direttrice del carcere di Torino, Cosima Buccolieri, e alcune associazioni del privato sociale e imprenditori che intervengono a vario titolo per trasformare la pena in occasione di riscatto sociale e di ritorno alla legalità: Relazioni introduttive di Damaris Paolone (Ente Esseri Umani), Claudio Amisano (Cooperativa Impatto Zero), Claudia Ducange (Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri. Modera, Cinzia Pecchio, di Aidda.

Il seminario è promosso da Ucid Torino e da Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri, con l’adesione di Aidda (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda).

Per informazioni: segreteria.fondazione@casadicarita.org

I vampiri energetici

Tutti noi li abbiamo incontrati, li incontriamo ancora e sappiamo quanto possano essere fastidiosi.

E’ stato attribuito loro il nome di vampiri energetici perché, come i vampiri cinematografici succhiano il sangue, quelli energetici ti spossano, ti privano di energie.

Sono quelle persone che, spesso per abitudine e non per un reale problema, scaricano sugli altri tutte le loro ansie, le loro insicurezze, i loro problemi in modo quasi maniacale.

Qualsiasi cosa sia successa loro avrà la precedenza sulle nostre esigenze, sui nostri tempi, su eventuali nostri problemi di salute come di lavoro perché sembra che se non li ascoltiamo la loro vita possa precipitare.

Il problema è che, anche dopo averli ascoltati, consigliati, dopo aver smosso montagne per venire incontro alle loro esigenze, il vampiro continuerà a comportarsi come se non vi avesse interpellato, come se non aveste suggerito nulla.

E’ una vera e propria sindrome che colpisce trasversalmente entrambi i generi, senza limiti di età anche se è più frequente intorno ai 40-50 anni (età in cui spesso non si accetta che sogni e realtà siano discordanti), senza limiti di titolo di studio o status economico.

Può essere la vicina di casa, il collega, il compagno di studi o la cliente del supermercato con la quale dividete orari e scaffali, un modo per iniziare la conversazione lo trova sempre; da lì ad iniziare il piagnisteo il passo è breve: nessuno ha sofferto come lui/lei per una certa patologia, la sfortuna che ha con gli uffici pubblici non la raccomanda a nessuno, il mobbing a cui è sottoposta è nulla in confronto a ciò che si legge sui giornali e così via.

Ovviamente, questo comportamento, già stressante se occasionale, diventa insopportabile se ripetuto periodicamente perché più si dàretta a questi soggetti, più li si autorizza implicitamente a reiterare il loro atteggiamento.

La loro non è una vera richiesta di aiuto perché, se così fosse, proverebbero quanto meno ad adottare i suggerimenti forniti loro dal povero ascoltatore; è un puro esercizio, una prova di forza inconscia alla quale sottopongono chi si trova nel loro cerchio di amicizie o conoscenze.

Così come comprare alcool ad un’etilista lo porta a credere che il suo comportamento sia corretto, così ascoltare o prestare attenzione ad un vampiro energetico significa perpetuarne le abitudini nei vostri confronti.

La nostra cultura di aiutare il prossimo, di non fare agli altri ecc. ci porta, ipso facto, ad accollarci l’onere di non interromperli, di provare ad aiutarli, in qualche modo a farci carico di quanto loro ci chiedono, in modo indiretto, con le loro lamentazioni.

In realtà suggeriste anche la miglior soluzione al mondo, foste anche insigniti del Nobel in problem solving o tiraste fuori una bacchetta magica sicuramente efficace, ciò non sposterebbe di una virgola la situazione: il rompiscatole non vuole essere aiutato, ha solo bisogno di rimarcare la sua presenza, la sua esistenza e sentirsi importante alle vostre orecchie.

Uno studio ha dimostrato che stare vicino a chi si lamenta di continuo nuoce al cervello: 30 minuti di ascolto delle lamentele riducono l’attività dei neuroni dell’ippocampo, cioè l’area deputata alla soluzione die problemi; il risultato è che diventiamo meno abili a risolvere i problemi, quando questi toccano a noi.

Che fare, quindi, in questi casi? Zac! Dare un taglio, deciso, cortese, ma irrevocabile alle continue telefonate, chiacchiere, fermate per le scale o alle riunioni scolastiche o in palestra o, per aiutare un’altra persona, danneggerete voi stessi.

Come prima cosa dovete pensare che se uno continua a chiedere senza apportare modifiche o adottare i suggerimenti ricevuti forse non vuole realmente risolvere il problema.

Poi, è evidente che se si rivolge a voi, che forse non avete la preparazione più adatta per quel problema, è opportuno indirizzarlo a qualcuno più competente (medico? avvocato? psicologo?).

In ultimo analizzatevi ogni volta, quando finite il round con il portatore sano di problemi: come vi sentite? Come minimo infastiditi, sicuramente stressati, probabilmente stanchi: e allora chi ve lo fa fare? Considerando che, è dimostrato, non risolverà mai nulla ma continuerà a chiedervi fin quando cambierà interlocutore proprio come si cambia l’auto, la montatura di occhiali o la località di villeggiatura non è forse il caso di tagliare drasticamente? Vi assicuro che, trascorso breve tempo, di rivolgerà a qualcun altro sicuramente più paziente o disponibile o titolato di voi (secondo lui).

Nel mio libro Ventiquattro sfumature di vita nel capitolo dedicato proprio ai vampiri energetici esorto ad essere un po’ più egoisti a salvaguardia della propria salute mentale.

Provate. Tutti noi abbiamo una serie di problemi da affrontare quotidianamente: cerchiamo almeno di eliminare quelli che non ci riguardano.

Sergio Motta

“Le giornate insieme a te per l’ambiente” di McDonald’s

Sono più di 800 kg i rifiuti raccolti a Chivasso

Circa 200 sacchi, pari a oltre 800 kg di rifiuti, raccolti da 30 volontari. Ecco i numeri dell’iniziativa di McDonald’s “Le giornate insieme a te per l’ambiente”, in programma a Chivasso sabato 29 ottobre. Una giornata dedicata alla lotta contro gli effetti del littering – ossia dell’abbandono dei rifiuti nell’ambiente – affiancata dalla più ampia iniziativa Un Po Da Pulire, promossa da Chivasso Bene Comune e Amici del PO, alla quale hanno preso parte diverse altre associazioni quali Alpini Chivasso, CAI Chivasso, Leo Club, Lions Duomo, Lions Host, Rotaract, Legambiente Chivasso e Vespa Club Chivasso.

L’attività di riqualificazione, che ha visto all’opera i dipendenti del ristorante McDonald’s di Chivasso, ha interessato parte della sponda fluviale nei pressi del Ponte Po.

“Le giornate insieme a te per l’ambiente” – che nel 2021 sono state realizzate in collaborazione con Fise Assoambiente e Utilitalia e hanno registrato, in oltre 100 tappe, il coinvolgimento di 4.000 volontari per più di 15 tonnellate di rifiuti raccolti – si inseriscono in un percorso virtuoso verso la transizione ecologica che McDonald’s ha intrapreso ormai da diversi anni a partire dai suoi ristoranti in termini di Packaging e Waste & Recycling. Ne sono un esempio l’eliminazione della plastica monouso in favore di materiali più sostenibili, l’installazione di contenitori per la raccolta differenziata nelle sale e nei dehors, la collaborazione con Comieco per lo sviluppo di un nuovo sistema per garantire la riciclabilità del packaging in carta e la campagna di sensibilizzazione sulle corrette modalità di raccolta dei rifiuti rivolta ai consumatori nei ristoranti.

Inoltre, attraverso questa iniziativa, McDonald’s rinnova la propria vicinanza ai territori in cui opera con i suoi oltre 640 ristoranti e l’impegno dei 140 licenziatari, imprenditori fortemente radicati nelle comunità locali.