Si è chiusa positivamente la lunga, intensa ed eclettica sedicesima edizione del Club To Club, sia per le presenze che per la qualità degli spettacoli portati sul palco. Nei cinque giorni del Festival le presenze sono state 45.000, provenienti da 33 paesi del mondo. Davvero interessanti sono stati gli eventi collaterali all’AC Hotel by Marriot, tra tutti l’Absolut Symposium con i suoi workshop e focus con alcuni degli artisti ospiti. Menzione speciale per Secret Rooms, un viaggio tridimensionale tra musica e cocktail sperimentali a cura di Absolut.

Vi segnaleremo gli artisti, a parer nostro, più interessanti per performance e successo di pubblico. La scoperta della serata di giovedì 3 è stata sicuramente il produttore, musicista e dj venezuelano Arca. Performance atipica per quel che ci si aspettava da lui o meglio per quello che non ci si aspettava, che cantasse. Si inizia con una struggente canzone su una base fatta solo da un effetto sonoro disturbante che ci distrae. Il dj-set di Arca è stato un carnevale sonoro non per la presenza del ritmo di samba, ma per la varietà di suoni e per come questi smuovevano il pubblico. A chiudere il cerchio della performance gli altrettanto atipici visual a cura di Jesse Kanda: animali che partoriscono, membrane umane o animali osservati dall’interno con strumenti tecnici, barbagianni che fissavano il pubblico. Una performance che mostrava due facce musicali, quella dell’elettronica classica e quella della contaminazione. Doppio anche l’atteggiamento di Arca, scatenato nel ballare con reggicalze e stivali con tacco e drammatico nel cantare.
La serata di venerdì è stata bella carica, spiccano tra gli altri gli Swans con il loro live fuori dal comune che sfora la timetable, Nick Murhpy nuovissimo progetto del cantante australiano Chet Faker e il francese Laurent Garnier. Pollice in su per Nick che si da all’elettronica senza cantare e citando se stesso, niente di eclatante, solo suoni dritti e puliti che il pubblico ha accolto benissimo. Epiche le tre ore di musica del francese Garnier, hanno fatto scatenare veramente tutti. Si chiude al buio con suoni distorti e ritmi imballabili con Autechre, un’esperienza extrasensoriale. Si torna a casa stanchi ma soddisfatti.
L’ultima serata si è presentata con un’incertezza di scelta tra Dj Shadow e Daphni perché si esibivano alla stessa ora. La sala gialla strapiena, con una coda che attendeva il defluire per entrare, ci fa optare per il californiano Dj Shadow al ventesimo anniversario di carriera. Particolarissimi i visual che si spalmano su tre grandi schermi ma anche sopra le nostre teste. Poi è arrivato l’immenso Jon Hopkins che la sua musica te la sbatteva dritta in faccia senza compromessi. Menzione speciale in positivo per l’unicorno che librava nell’aria e in negativo per la cassa dritta apparsa sporadicamente. Un bilancio positivo per la musica, le performance e la varietà di un Festival che ha saputo portare sul palco avanguardia e capi saldi della musica internazionale.
Federica Monello
(foto Club to Club)


Andrà in scena al Teatro Regio di Torino dal 15 al 26 novembre prossimi l’opera simbolo di Camille de Saint Saens, Sansone e Dalila, presentata nel nuovo allestimento in coproduzione con il China National Centre for Performing Arts di Pechino
Documenti), lo storico Somaini, ha fatto un ritratto del libro, definendolo “un romanzo, come se fosse un saggio” : un romanzo storico, che tocca temi di grande attualità, partendo da Otranto (e dalla strage compiuta dai turchi nel 1480): altre storie simili, precedenti e successive, come saccheggi, violenze e uccisioni, non finiscono mai: la prova lampante “…. è il nuovo assalto dello Stato Islamico all’umanità”. La decapitazione (da parte dei turchi) di 813 otrantini, che rifiutarono di rinnegare la propria fede, ricordano purtroppo molto delitti identici perpetrati di recente. “Si tratta di un periodo storico affascinante” ha aggiunto poi lo stesso Cerfeda “ i governatori che troverete sono insieme
capi di stato e artisti” e ancora…”i personaggi di allora assomigliano a quelli di oggi, Otranto è un’allegoria del presente: il sangue che scorreva allora è lo stesso che scorre oggi”. L’autore ha fatto riferimento anche agli avvenimenti di attualità riguardanti l’Isis, alla conferenza stampa di Papa Francesco sull’aereo di ritorno dalla Corea (Agosto 2014), in cui, per la prima volta, parla dell’aggressione dell’Isis alle minoranze religiose in Iraq e Siria ed osserva che
Quest’oggi sono approdato su un’isola costellata di costruzioni di pietra calcarea. Arroccata su per il promontorio, la città è integra, ma disabitata. Ho abbandonato i miei uomini per raggiungere la solitudine di cui ho bisogno per ritrovarVi. Raggiungo il culmine della collina salendo la via lentamente e respirando a pieni polmoni. La cattedrale bianca si staglia contro il cielo turchino. Lo squarcia con la sua maestosità. Il sole crea effetti mistici….. “.Così si legge in “ Tutte le parole del mare ”, il romanzo della giovane Moka (alias Monica Zanon), edito da Arpeggio Libero. Il libro è stato presentato nella Biblioteca di Lesa, sul Lago Maggiore, località di cui è originaria anche l’autrice. “Di lei
conoscevamo le poesie” ha detto Lucini all’inizio della presentazione “

segno, alla prima macchina da scrivere Remington, un viaggio lungo tutta l’evoluzione della scrittura nei decenni, ad una sezione interamente dedicata alle penne stilografiche. Una sala dedicata alla pittura, in cui è possibile letteralmente perdersi nella bellezza non solo delle opere esposte, il cui filo conduttore resta “il segno”, ma anche nell’immensità della sala in sé: bianca, piena di luce, paradisiaca. Vi è poi un’ area specifica, dedicata ai bambini, che in questo museo troveranno di sicuro il modo per alimentare la loro fantasia. Ma non solo i più piccoli potranno beneficiare delle attrattive offerte dall’Officina della Scrittura. 
possa immaginare. Spinti da questa motivazione l’Officina svolge anche un lavoro didattico rivolto sia agli studenti che agli adulti , i quali potranno beneficiare di corsi di approfondimento su varie tematiche: grafologia, calligrafia, scrittura creativa. Inoltre vi è l’impegno da parte dei fondatori di istituire col tempo un vero e proprio Centro di Formazione per avviare i giovani al lavoro artigianale. È presente anche una biblioteca, un auditorium, un bookshop, un bar estremamente raffinato e un ristorante sulla terrazza. Insomma, siamo di fronte ad un progetto “di-segnato” a 360 gradi che di sicuro diventerà un vanto per la città di Torino, unica al mondo ad averlo.
