Partita dalla Francia e approdata poi in Spagna, arriva finalmente anche in Italia, alle OGR di Torino, la Festa della danza: il format dedicato al ballo,ideato e voluto dalla celebre ballerina e coreografa internazionale Blanca Li, che si terrà il 16 e 17 dicembre 2017. Il claim scelto per questa prima edizione italiana è “Vieni a ballare?”,ed esprime appienoil significato dell’evento: una grande festa collettiva aperta a tutti, in cui chiunque potrà provare una o più delle tante discipline artistiche presentate, originarie di tutto il mondo, antiche e moderne, conosciute e non. Chi sa che cos’è il Balboa? Quanti hanno provato l’electro dance o la pizzica? Il flamenco vi ha sempre affascinato? Questa è l’occasione per avvicinarsi a questi balli, apprendendo i primi rudimenti, provando i passi principali, divertendosi insieme.

ARRIVA IN ITALIA LA FESTA DELLA DANZA
DELLA BALLERINA E COREOGRAFA INTERNAZIONALE BLANCA LI
Dopo Parigi e Madrid, approda per la prima volta nel nostro Paese, grazie a OGR, il grande format dedicato alla danza aperto a tutti, in cui conoscere e sperimentare decine di balli di tutto il mondo.
Motore della Festa della danza è l’artista internazionale Blanca Li, ballerina, coreografa e attrice, conosciuta per le coreografie apprezzate nei più importanti festival internazionali oltre che per il suo lavoro a fianco di Beyoncé e Pedro Almodovar e per le sue incursioni nel mondo della moda per Jean Paul Gaultier e Stella McCartney.
La festa nasce dall’idea di rivolgersi al grande pubblico valorizzando la danza in tutti i suoi aspetti: il ballo rappresenta una delle forme più antiche di espressione dell’uomo e, tutt’oggi, può essere un’occasione di incontro e partecipazione, di scoperta culturale,nonché di attività fisica sana e alla portata di tutti.
La due-giorni, condotta direttamente da Blanca Li, sarà strutturata in fasce orarie (10-15 e 16-20) durante le quali saranno proposti differenti stili, con lezioni dal vivo condotte da maestri di ballo provenienti da scuole accreditate. Nello stesso tempo, presso le otto postazioni video collocate nell’area Fucine di OGR, sarà possibile cimentarsi autonomamente alla scoperta di altre sedici discipline, differenti da quelle presentate live. A tutto questo si aggiungeranno le esibizioni realizzate sul palco centrale, che permetteranno di “assaggiare” i vari stili della festa. All’interno di ogni fascia oraria,il pubblico potrà provare una o più danze, senza limiti di numero o di prove.
Programma differente per il sabato sera, dedicato al tango: le OGR si trasformeranno in una suggestiva milonga, animata dalle lezioni dei maestri, cui seguirà il ballo libero, per apprendisti e non.
La Festa della danza è promossa da OGR Officine Grandi Riparazioni in collaborazione con TPE – Teatro Piemonte Europa, che con Blanca Li ha già collaborato in precedenti occasioni artistiche.
“La Fête de la dansea Torino è un invito a viaggiare nel vasto mondo della danza, un appuntamento interattivo, popolare e di festa. La sua straordinaria diversità compone una
ricchezza artistica e umana unica, fonte di incontri tra le persone. Balli da sala, danze di strada, danze tradizionali, danze classiche o contemporanee sono offerte alla scoperta del pubblico in uno stesso slancio di apertura e spontaneità. La Fête de la danseè pensata perché ognuno – genitori e bambini, gruppi di amici, giovani e persone anziane – possano divertirsi, scoprire o semplicemente imparare a danzare, da soli o con gli altri. Le installazioni, i corsi e le performance sono da vivere in modo libero e immaginifico” racconta Blanca Li, ideatrice della Fête de la danse.
Massimo Lapucci, Direttore Generale delle OGR, afferma: “Le OGR della cultura contemporanea accolgono una nuova stella internazionale come Blanca Li e la sua Festa della Danza: un progetto-evento che arriva per la prima volta in Italia, proprio a Torino nelle OGR, in un processo di ‘contaminazione’ tra eccellenza e giovani talenti, affermati ed emergenti. Le nuove Officine sono innanzitutto un laboratorio di innovazione, dove si sperimenta e si produce ogni forma di creatività: un luogo dinamico, di aggregazione, capace di attrarre pubblici sempre più ampi e trasversali”.
“La Festa della Danza non è solo un momento di celebrazione di una disciplina affascinante — il ballo, in tutte le sue forme. E’ una festa collettiva, un momento di aggregazione per pubblici diversi, per professionisti, appassionati o semplici curiosi; un’occasione per ritrovarsi in un contesto unico come quello delle OGR e diventare parte di un’opera d’arte vivente, pubblica e corale, fatta di corpi in movimento, linguaggi diversi e sonorità provenienti da tutto il mondo”dichiara Nicola Ricciardi, direttore artistico della OGR.
Con lo spettacolo Still My Heart Beats di Maria Olivero
André, di cui è stato uno dei fotografi personali, Lou Reed, Giorgio Gaber, Bob Dylan, Vinicio Capossela, Kate Bush, Vasco Rossi, Lucio Dalla, Peter Gabriel, Enzo Jannacci e molti altri. Le sue immagini colgono gli artisti su set spesso improvvisati, in atteggiamenti inusuali, con espressioni talvolta inattese, da cui emerge in maniera immediata la loro personalità. In molti casi la vera molla di tutto si conferma una complicità autentica tra il fotografo e il suo soggetto. Sono ritratti che esprimono l’approccio umanistico e umanizzante che muove da sempre il lavoro di Harari, la sua intima cifra stilistica.
La dottoressa Patrizia Asproni ha l’indubbio merito di aver individuato nella collaborazione tra impresa e cultura museale uno dei settori trainanti, in prospettiva, dell’economia italiana. Da oltre quindici anni si occupa di management culturale e di industrie creative. 

queste telefonate furono conservate per anni dentro un cassetto da mio nonno. Dopo la sua morte e durante il trasloco che ne conseguì le ritrovai per caso proprio in quel cassetto. Si trattava di qualcosa di veramente molto forte. Una di quelle cassette riportava la dicitura. “ Paura di un padre”. 
American Assassin – Azione. Regia di Michael Cuesta, con Michael Keaton, Shiva Negar e Dylan O’Brien. Tratto dal romanzo di Vincent Flynn, tratteggiato tra Istanbul e Roma, tra Londra e Tripoli, è la storia di Mitch Rapp, che poco più che ventenne, vuole vendicarsi della morte della fidanzata, vittima di un attentato. Verrà allenato da un veterano dei Navy Seals per entrare in un programma della Cia volto ad addestrare gli “assassini americani” implacabili pedine dell’antiterrorismo. Il suo primo obiettivo sarà colpire il misterioso Ghost, che è in possesso di una bomba di settanta chili di plutonio in grado di scatenare la Terza Guerra mondiale. Durata 112 minuti. (Greenwich sala 3, Massaua, The Space, Uci)
Gudnason e Stellan Skarsgård. Due campioni, due storie e due personalità diversissime, gli stili che catturano opposte folle di fan, i movimenti freddi e calibrati dell’uno contro quelli nervosi e impetuosi dell’altro, la calma contro il nervosismo, la loro rivalità che li vide a confronto per 14 volte tra il ’78 e il 1981, fino alla finale di Wimbledon, che qualcuno ancora oggi considera una delle più belle partite della storia del tennis. Fino alla loro amicizia, fuori dai campi. Durata 100 minuti. (F.lli Marx sala Chico, Reposi, The Space, Uci)
Caccia al tesoro – Commedia. Regia di Carlo Vanzina, con Vincenzo Salemme, Serena Rossi, Cristiano Filangieri e Carlo Buccirosso. Siamo dalle parti di “Operazione San Gennaro”, con un impareggiabile Nino Manfredi e la bonomia della Senta Berger, anno di grazia 1966, regia perfetta di Dino Risi. Anche oggi il fine, nobilissimo, è quello di rubare il tesoro del santo partenopeo, mentre la causa è il figlio malato della vedova Rossi, operabile negli States con la complicità del cognato Salemme. Durata 90 minuti. (Greenwich sala 1, Ideal, The Space, Uci)
Anthony Mackie. Premio Oscar, l’autrice di “The hurt rocker” e di “Zero Dark Thirty” guarda oggi a quei fatti sanguinosi scoppiati nel luglio del 1967 in un locale privato – privo di licenza – dove un gruppo di persone di colore festeggiavano due ragazzi, anch’essi di colore, ritornati a casa dalla guerra del Vietnam. Lo sguardo sulla repressione seguita, le violenze della reazione, l’invio da parte del governatore Romney della Guardia Nazionale e da parte del presidente Johnson dell’esercito: contro chi vorrebbe seguire ogni regola della legalità c’è chi con violenza la oltrepassa, facendosi forte dell’omertà che nelle forze di comando si fa ben visibile. Lo sguardo sui fatti dell’hotel Algiers, dove tre ragazzi, tra i 17 e i 20, sono barbaramente trucidati. I responsabili, al processo, non subiranno nessuna condanna. Durata 143 minuti. (Ambrosio sala 1, Lux sala 3, Uci)
Gifted – Il dono del talento – Regia di Marc Webb, con Chris Evans, Mckenna Grace e Octavia Spencer. Al centro Mary, una ragazzina di sette anni, che come la madre ha una passione incondizionata per la matematica; accanto a lei lo zio Franck che vorrebbe offrire alla nipotina una vita normale e la nonna materna per cui quella passione va di giorno in giorno accresciuta. Durata 101 minuti. (Greenwich sala 3)
Ben Whishaw. L’orsetto inventato dalla fantasia dello scrittore inglese Michael Bond è in cerca di un regalo per la centenaria zia Lucy. Scova nel negozio di antiquariato del signor Gruber un antico libro, prezioso, che verrà rubato e del cui furto verrà sospettato un fascinoso attore. Durata 95 minuti. (Massaua, Reposi, The Space, Uci)
a Milano. Giorgio è un giornalista di successo, apprezzato dai colleghi e dal pubblico, famoso volto televisivo, separato dalla moglie, discorsi con il figlio a livello pressoché zero. Il quale ultimo è un adolescente indolente, chiuso, refrattario a tutto e a tutti, incapace o senza la minima voglia di trasmettere le proprie emozioni agli altri, che si sente soffocato dalle attenzioni altrui, il suo (ristretto, piccolo) mondo sono gli amici per parlare di niente e i videogiochi Nemmeno l’invito del padre ad andare a fare insieme la vendemmia lo smuove: o forse sì, e allora potrebbe essere il modo per tentare di costruire insieme un minimo di comunicazione. Dal romanzo di Michele Serra. Durata 103 minuti. (Massaua, Due giardini sala Nirvana, F.lli Marx sala Groucho, Reposi, Romano sala 2, The Space, Uci)
The Place – Drammatico. Regia di Paolo Genovese, con Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Sabrina Ferilli, Giulia Lazzarini, Silvio Muccini, Vittoria Puccini, Vinicio Marchioni, Alessandro Borghi. Un film corale, un’ambientazione unica, una bella carrellata di attori italiani per altrettanti personaggi che Paolo Genovese – l’autore di quel piccolo capolavoro che è “Perfetti sconosciuti” – ha basato su una serie americana, ripensata e adattata, “The Booth at the Edge”, creta dall’autore e produttore Christopher Kubasik nel 2010. Un uomo misterioso, giorno e notte ospite abituale di un bar, con il suo tavolo sul fondo del locale, e personaggi e storie che a lui convogliano, di uomini e donne, lui pronto a esaudire desideri e a risolvere problemi in cambio di alcuni “compiti” da svolgere. Tutti saranno pronti ad accettare quelle richieste? Durata 105 minuti. (Ambrosio sala 3, Massaua, F.lli Marx sala Harpo, Greenwich sala 2, Reposi, The Space, Uci)
Hauer, Franco Nero, Christopher Lambert e Michael Madsen. Nel futuro descritto dal film la carta è diventata un bene prezioso, quindi è proibito stampare e le biblioteche sono luoghi cui pochi studiosi possono accedere. L’arrivo in Italia di un celebre accademico è l’occasione per indagare su una serie di delitti, con strane testimonianze e indizi che scomodano Dante e Hieronymus Bosch. Girato in parte a Torino e in località facilmente riconoscibili dal pubblico piemontese. Solita compagnia di celeberrimi attori che da sempre (ri)vivono nel cinema di Nero. Durata 120 minuti. (Ideal)
Ali Fazal, Michael Gambon e Olivia Williams. Nel 1887 Abdul lascia l’India per Londra, per poter donare alla regina settantenne, sul trono da oltre cinquant’anni, una medaglia, proprio in occasione del suo Giubileo d’Oro. La sovrana è attratta dalla cultura che l’uomo porta con sé, dalla sua giovinezza e dalla prestanza, contro lo scandalo che il suo nuovo amico semina in tutta la corte, che non esita a bollarla come pazza. Più “storiucola” che Storia, a tratti imbarazzante per quell’aria di operetta senza pensieri che circola all’interno: naturalmente per il regista di “Philomena” (da ricordare) e di “Florence” (da dimenticare) il ventiquattrenne Abdul è senza macchia, la vecchia e inamidata corte inglese da mettere alla berlina e allo sberleffo, il piccolo entourage regale che grida “sommossa” se ne ritorna tranquillo a servire la vecchia sovrana. Ma ci voleva ben altro polso e visuale, e qui Frears ha tutta l’aria di voler andare in pensione. Durata 112 minuti. (Romano sala 3)
Forse è già tutto chiaro, fin da quel semplice puzzle in locandina che ci mostra un Goldoni di cui non resta che l’immagine mentre il resto, giacca calzoni rossi e sneakers immacolate, è catapultato nei giorni nostri. Ieri e oggi, insomma. Senza tanto sottilizzare

svenevoli, bugiarde, passionali, incantevoli, tutte da citare: Sara Drago che è Checca, la scoperta da continuare a seguire che è l’Orsetta di Barbara Mazzi, Rebecca Rossetti e la sua Lucietta che mi pare un istrice, Elena Aimone e Beatrice Vecchione; mentre sul versante maschietti da tener d’occhio le prove di Matteo Alì, un Titta-Nane sanguigno e pronto a chiamare in causa il pubblico sulle sue tragedie amorose e sulla loro conduzione, e di Raffaele Musella, un Toffolo tutto vivacità, pronto a punteggiare con Ferrini un elenco di pericolosi manigoldi e di testimoni degno di tutto l’umorismo di Totò e Peppino. Bravi, e lo spettacolo finisce con l’essere in gran parte davvero loro.
scrittrice pubblicando, fra le sue tante opere, “La lunga vita di Marianna Ucrìa”, la raccolta di racconti “Buio” che ha vinto il Premio Strega, “Il gioco dell’universo”, Il treno dell’ultima notte”, “La seduzione dell’altrove”, “La grande festa”. Nel 2014 l’Università Bocconi, per iniziativa degli studenti, le ha riconosciuto il “Dante d’oro” per l’opera omnia.
Continua la grande musica alle OGR
reciproco.
LE POESIE DI ALESSIA SAVOINI