Quando due anni fa, al Teatro Regio, il presidente della CRT, Giovanni Quaglia, aveva illustrato l’intenzione di avviare la riqualificazione delle nuove OGR, da restituire alla città dalla Fondazione CRT, con l’intento di creare un Distretto della Creatività e dell’Innovazione, punto d’incontro di mostre, spettacoli, concerti, eventi di teatro e danza, laboratori, start up e imprese innovative, in molti non crederono che ci sarebbe stato un tale successo.
Un luogo che ha ribadito il presidente delle OGR, Fulvio Gianaria diventa progetto di riconversione industriale finalizzato a far convivere al proprio interno la ricerca artistica, quella in ambito tecnologico e l’inclusione per la cittadinanza che vive le OGR.
Il programma è stato presentato dal direttore generale Lapucci e illustrato dal direttore artistico Nicola Ricciardi.
Sabato 28 settembre 2019 si celebrano la conclusione della Biennale dell’Immagine in Movimento e l’inizio di una nuova stagione artistica, con visite speciali, performance inedite e i concerti serali di Fatima Al Qadiri, Ninos Du Brasil, DJ Nigga Fox e Kode 9.
Sarà inoltre possibile assistere all’inedita performance del duo MASBEDO, che presenterà all’interno del Duomo delle OGR il progetto Esercizi di violenza, in collaborazione con Davide Tomat e G.U.P. Alcaro.
La performance, il cui tema principale è la rappresentazione della rabbia nell’arte e nel cinema contemporaneo, è concepita come uno studio preliminare della grande mostra che li vedrà coinvolti presso le OGR nell’autunno 2020.
Nel pomeriggio susseguiranno una serie di incontri, tra cui la presentazione del volume Museums at the Post-Digital Turn, realizzato da OGR in collaborazione con AMACI – Associazione dei Musei d’arte Contemporanea Italiani.
Protagonista della serata sarà invece la musica: i quattro show curati da OGR in collaborazione con il festival avant-pop Club To Club e il Centre d’Art Contemporain di Ginevra consolidano la volontà delle ex Officine Grandi Riparazioni di farsi promotrici di nuovi ponti tra eccellenze locali e partner internazionali. Per l’occasione si alterneranno sul palco della Sala Fucine Fatima Al Qadiri e Ninos Du Brasil, entrambi con live show, DJ Nigga Fox e Kode 9, con due dj set fino a tarda notte.
Nel 2020 e 2021 inaugureranno quattro grandi mostre site-specific, che grazie alle opere di artisti internazionali come Trevor Paglen, Jessica Stockholder, Magdalena Abakanowicz e Giuseppe Gabellone continuano il processo di costante trasformazione del Binario 1 delle OGR.
Il Binario 2 si conferma come il Laboratorio attraverso la combinazione di format espositivi sperimentali – la seconda edizione di Dancing is what we make of fallingin primavera e un inedito intervento dei MASBEDO in autunno – e progettualità più divulgative, come la mostra interattiva New Urban Body e il percorso immersivo Moon & Beyond.
Consolidata la partnership con Artissima, Club To Club e AMACI, e si avviano nuove collaborazioni internazionali con la Tate Modern di Londra, il British Council, “la Caixa” Foundation di Barcellona, e il Pushkin Museum XXI di Mosca, il nuovo Dipartimento del Museo Pushkin dedicato al contemporaneo che inaugurerà ufficialmente la sua sede nel 2021.
Il programma completo su www.ogrtorino.it
Tommaso Lo Russo



Sicuramente il brano in cui il maestro Campanella ha dato prova di tutta la sua abilità pianistica è stato quello del Preludio religioso, che precede il Sactus per Soli e coro. In esso ha dato vita al tema della fuga, reso in tutta la sua cromaticita’ ed essenzialità. Qui Rossini si richiama alla tradizione che fa capo a Bach e pare anticipare moduli che saranno tipici di un compositore come Cesar Franck. La soprano Barbara Frittoli ha dimostrato l’altezza sopranile che contraddistingue il suo timbro vocale nel Mottetto “O salutaris hostia”, testo che Rossini aveva già affrontato nel 1857 per quartetto vocale senza accompagnamento. Oltre che confermarsi valida interprete in questo concerto rossiniano, da tre anni è anche docente della masterclass che viene realizzata dal festival “Vicenza in lirica”, per iniziativa dell’associazione Concetto culturale, d’intesa con l’archivio storico Tullio Serafin, guidati da Andrea Castello. Anche nel Crocifixus la soprano, ora ormai milanese, ha dimostrato una sintesi di tecnica perfetta e di una fedele interpretazione ad un testo che Rossini chiamò “Petite” solo per modestia, in quanto questa Messa appari’, subito, alla sua prima esecuzione, grandiosa.



Dopo la breve introduzione storica sull’organo – che risale al 1803 e ha è stato oggetto di un restauro da parte della ditta ‘Italo Marzi’ nel 2018 – Letizia Romiti, vera e propria anima della manifestazione ha evidenziato come si sia invertita la tendenza del passato che non prendeva in considerazione gli organi storici, del Seicento, del Settecento e di parte dell’Ottocento, che pure erano invidiati da grande parte d’Europa.
Poi è stata la volta del concerto del maestro Albero Do, organista titolare del ‘Mascioni’ del Santuario della Madonna della Guardia di Tortona

Dick” di Melville a opere di Dos Passos, Faulkner, Defoe, Joyce e Dickens, per citarne alcuni. Ecco allora spiegata la saggia decisione presa dalla Fondazione Cesare Pavese, che da quest’anno (in collaborazione con la Regione Piemonte, il Comune di Santo Stefano Belbo e il contributo delle Fondazioni CRC e CRT) ha assunto la promozione del Premio Cesare Pavese, di avviare un adeguato rilancio dell’iniziativa giunta ormai alla sua 36^ edizione e per 35 anni organizzata dal Cepam (Centro Pavesiano Museo Casa Natale), istituendo una giuria totalmente rinnovata e due nuove sezioni per premiare anche il lavoro di editori e traduttori, che si affianchino alle consuete sezioni dedicate alle opere di saggistica e narrativa.



attenzione ai diritti dei bambini e, per tutti, al diritto alla felicità”. E con un occhio particolare al leitmotiv dello “scorrere in alto”, seguendo l’idea che, malgrado tutte le brutture di questo mondo, “tutto si può fare, perché nulla è perduto, perché si sta meglio se decidiamo di stare meglio: scorrere in alto per superare i confini, quelli geografici o politici o personali”. Tra gli appuntamenti in programma: le pellicole cinematografiche dedicate al “disagio psicologico”, affrontato da registi come François Truffaut, Ken Loach, Roman Polanski, Bruno Nuytten e Bruno Dumont; il debutto con lo studio del nuovo spettacolo, coprodotto da “Il Mutamento Zona Castalia” e dalla compagnia sarda “Meridiano Zero”, dal titolo “Per il suo bene” e proposto come inquietante Focus sulla follia e i maltrattamenti nei manicomi; le prime piemontesi presentate dal “Teatro Scientifico” di Verona con l’omaggio a Pirandello, dai giovanissimi “UnterWasser” con la riflessione sull’esistenza attraverso un teatro di ombre e dal collettivo berlinese e torinese “Welcome Project – The Foreigner’s Theatre” con l’indagine sulle paure individuali e collettive; il Teatro delle Selve con il racconto della prima esperienza di animazione teatrale dentro a un manicomio.