“Senzatomica” in mostra a Grugliasco

 

L’esposizione dal 20 febbraio al 10 aprile sarà allestita presso il salone “La Nave” – Parco Culturale Le Serre.

Il percorso propone una riflessione intima attraverso le esperienze dei sopravvissuti – gli hibakusha – e una visita immersiva nei luoghi delle tragedie di Hiroshima e Nagasaki con la voce narrante di Carmen Consoli

 

La simulazione del lancio di una bomba atomica su Torino, una visita “immersiva” nei luoghi della memoria di Hiroshima e Nagasaki attraverso un visore e le esperienze degli “hibakusha”, i sopravvissuti allo scoppio delle bombe atomiche: tutto questo in una versione totalmente rinnovata e rivista dal punto di vista contenutistico, grafico ed espositivo. “Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari” inaugura il 20 febbraio 2026 alle ore 17:30.

L’esposizione si svolgerà presso il salone “La Nave” del Parco Culturale Le Serre – via Tiziano Lanza 31, Grugliasco (TO) fino al 10 aprile e sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00 e il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 20:00 (ultimi ingressi un’ora prima della chiusura).

La mostra itinerante è un’iniziativa della Fondazione Be the Hope ed è realizzata con i fondi dell’8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. L’iniziativa si svolge in collaborazione con la Città di Grugliasco e con il patrocinio della Regione Piemonte, del Comitato Diritti Umani e Civili del Consiglio regionale del Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e del Comune di Torino.

La mostra Senzatomica è rivolta in particolare ai giovani e offre percorsi personalizzati e materiali didattici adatti per ogni ordine e grado scolastico, a partire dalla quarta elementare. L’ingresso è gratuito con possibilità di prenotazione per le scuole (mail: scuole.torino@senzatomica.it telefono: 055 4269808 lun/ven 9:00-15:00).

Per maggiori informazioni sulla campagna Senzatomica: www.senzatomica.it

“SENZATOMICA. TRASFORMARE LO SPIRITO UMANO

PER UN MONDO LIBERO DA ARMI NUCLEARI”

DAL 20 FEBBRAIO AL 10 APRILE 2026

SALONE “LA NAVE” – PARCO CULTURALE LE SERRE

Via Tiziano Lanza 31, GRUGLIASCO (TO)

 

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

/

A cura di Elio Rabbione

Agata Christian – Delitto sulle nevi – Commedia, giallo. Regia di Eros Puglielli, con Christian De Sica, Pasquale Patrolo, Paolo Calabrese e Chiara Francini. Christian Agata, il detective e criminologo più famoso d’Italia viene invitato da Walter Gulmar, figlio di Carlo, patron della celebre ditta di giocattoli Gulmar&Gulmar, per fare da testimonial nello spot della nuova edizione di un gioco da tavolo, il Crime Castle, best seller dell’azienda. Lo spot sarà girato in Val d’Aosta e Agata raggiunge i Gulmar nel loro sontuoso castello fra le montagne innevate, che è stato di ispirazione per il gioco di cui sopra. Nel castello ci sono molti ospiti. Quando una valanga isola tutta l’improbabile compagnia, spunta il classico cadavere e i dieci piccoli indiani resteranno intrappolati nell’edificio. Il detective dovrà risolvere il mistero. Durata 109 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi sala 5, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

L’agente segreto – Drammatico, thriller. Regia di Kleber Mendonça Filho, con Wagner Moura. La dittatura brasiliana, l’anno è il 1977, il protagonista è Marcelo – nome di copertura per un professore universitario – che a Recife raggiunge il figlio e che ben presto dovrà accorgersi di essere seguito da due sicari che lo vogliono morto: negli anni passati ha ostacolato le attività di un imprenditore di origini italiane. Uccisioni, antiche realtà e ricostruzioni cinematografiche, le ricerche di due studentesse che tentano di ridare esattezza e verità ai periodi più o meno conosciuti della storia di quel paese, mezzo del regista per ricordare allo spettatore le proprie origini giornalistiche. Premiato al Festival di Cannes, due Golden Globe, due candidature ai Bafta, quattro candidature agli Oscar, uno dei successi dell’annata. “Il thriller tiene il respiro e la morale in sospeso, e ricostruisce l’atmosfera in un’epoca in cui la dittatura faceva volentieri sparire le persone: la spy story si nasconde dietro ogni angolo, ogni occhiata, ogni fuga e ogni samba”, ha scritto Maurizio Porro nelle colonne del Corriere. Il film è stato designato Film della Critica dal SNCCI: “Il regista brasiliano insegue i fantasmi della sua città e del suo paese con una spy story insieme appassionante e amara. In fuga dalla polizia della dittatura militare, nel Brasile del 1977, un militante comunista arriva a Recife… sono i giorni del Carnevale, la città è in fermento, un serial killer minaccia la sicurezza, al cinema i film mostrano un mondo di esaltanti esagerazioni. Ma cosa significa, oggi, raccontare quel passato? Cosa ne è rimasto nelle immagini e nei luoghi del presente? Un film continuamente spiazzante e sorprendente.” Durata 158 minuti. (Greenwich Village V.O., Nazionale sala 4)

Buen Camino – Commedia. Regia di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone, Beatriz Arjona, Letizia Arnò e Martina Colombari. Checco, erede ricchissimo e viziato, prole ultrafelice di Eugenio ricchissimo produttore di divani, innumerevoli ville con piscina e altrettanto innumerevoli servitori di origine filippina alle sue dipendenze, yacht su cui invitare amici che hanno le sue stesse idee di libertà e di non lavoro, una fidanzata messicana di professione modella, è costretto a lasciare la sua vita dorata sulle tracce della figlia Cristal, adolescente dal carattere un pochino turbolento. Per la prima volta in vita sua viene messo di fronte alle sue responsabilità di padre, inaspettate quanto da prendere con i classici guanti, anche perché Checco del sangue del suo sangue proprio niente sa. Grazie l’opera di corruzione attuata nella persona di Corina, la migliore amica di Cristal, il binomio viene a sapere che la fanciulla è partita per la Spagna. È così che finisce suo malgrado sul Cammino di Santiago: un’occasione per conoscersi veramente. Durata 90 minuti. (Massaua, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Cime tempestose – Drammatico. Regia di Emerald Fennell, con Margot Robbie e Jacob Elordi. Fin da bambini il legame tra Cathy Earnshow, orfana di madre e figlia di un inglese che ha perso ogni cosa al gioco, e Heathcliff, trovatello preso in casa dal padre di Cathy e trattato come un servo, è viscerale e indissolubile. Da adulti, quel legame si trasforma in passione travolgente, ma Cathy ritiene la possibilità di una relazione ufficiale con Heathcliff degradante, e prende in considerazione la possibilità di sposare il ricco vicino di casa Edgard. Heathcliff fugge dall’umiliazione e cerca fortuna all’estero, per poi tornare nello Yorkshire da trionfatore e conquistare Wuthering Heights, la casa in cui lui e Cathy sono cresciuti. Ma al suo ritorno trova la sua anima gemella sposata con Edgard, e per i due inizierà quell’inferno (e paradiso dei sensi) cui sembrano destinati sin dall’infanzia. Durata 136 minuti. (Centrale V.O., Massaua, Due Giardini sala Ombrerosse, Fratelli Marx sala Harpo e sala Chico anche V.O., Greenwich Village V.O., Ideal, Reposi sala 3, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Le cose non dette – Drammatico. Regia di Gabriele Muccino. con Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini. Carlo Ristuccia è un docente universitario, autore di un unico libro di successo. Sua moglie Elisa è una giornalista di Vanity Fair Italia in crisi creativa, e il suo direttore le consiglia di “staccare” e di partire per una vacanza. Decidono dunque di partire per Tangeri, insieme a un’altra coppia: Paolo, il migliore amico di Carlo, ristoratore stakanovista e padre assente, e sua moglie Anna, iperansiosa e prepotente. Con loro però c’è anche la figlia tredicenne Vittoria, che ha una particolare simpatia per Carlo. Peccato che in vacanza si presenti a sorpresa Blu, la giovanissima amante del professore. Durata 114 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi sala 2, Romano sala 3, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Crime 101 – La strada del crimine – Thriller. Regia di Bart Layton, con Chris Hemsworth, Halle Berry e Mark Ruffalo. Il film racconta la storia di Davis, un ladro le cui rapine, magistralmente pianificate, hanno da tempo lasciato le forze dell’ordine senza indizi. Davis sta organizzando il colpo più ambizioso della sua carriera, quello che spera possa essere l’ultimo, quando il suo cammino s’incrocia con quello di Sharon, una disillusa assicuratrice con cui è costretto a collaborare, e di Orman, un rivale dai metodi molto più pericolosi. Con l’avvicinarsi del furto multimilionario, l’inarrestabile tenente Lubesnik si avvicina alla verità, facendo crescere la tensione e rendendo sempre più sottile il confine tra cacciatore e preda. Ognuno dei protagonisti dovrà confrontarsi con il prezzo delle proprie scelte e con la consapevolezza di essere ormai oltre il punto di non ritorno. Durata 135 minuti. (Reposi, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Domani interrogo – Commedia. Regia di Umberto Riccioni Carteni, con Anna Ferzetti. Una prof d’inglese un po’ terrorizzata dagli strudenti, ma convinta del valore educativo fondamentale della scuola, è assegnata a una quinta di un liceo romano a Rebibbia. Quella periferia romana fa da sfondo alla vita dei ragazzi tra fumo e famiglie sfasciate, spaccio e primi amori, storie di sesso e rassegnazione. I ragazzi si lasciano un po’ andare tra canne, telefonini e preconcetti, convinti che la vita fuori della scuola sia soltanto ostile e a loro preclusa. La prof ha tre possibilità: scappare come i suoi predecessori, fregarsene o entrare in quella gabbia di leoni disarmata. Durata 95 minuti. (Ideal, Uci Moncalieri)

Due procuratori – Storico, drammatico. Regia di Sergei Loznitsa, con Alexander Kuznetsov e Anatoliy Belyy. Unione Sovietica, 1937. Migliaia di lettere di detenuti ingiustamente accusati dal regime vengono bruciate nella cella cella di una prigione. Contro ogni previsione, una di queste richieste d’aiuto giunge a destinazione, sulla scrivania del procuratore locale appena nominato, Aleksandr Kornev. Il giovane Kornev fa del suo meglio per incontrare il prigioniero, vittima di agenti corrotti della polizia segreta, l’NKVD. Bolscevico convinto e integro, il giovane procuratore sospetta una serie di abusi e illegalità. La sua ricerca di giustizia lo porterà fino all’ufficio del Procuratore Generale di Mosca. Incontrerà attese, depistaggi, inganni. Durata 118 minuti. (Eliseo)

Il filo del ricatto – Dead Man’s Wire – Drammatico. Regia di Gus VAN Sant, con Bill Skarsgård e Al Pacino. La mattina dell’8 febbraio 1977, AnthonyG. “Tony” Kiritsis, 44enne, entrò nell’ufficio di Richard O. Hall, presidente della Meridian Mortgage Company, a Indianapolis, e lo prese in ostaggio con un fucile a canne mozze calibro 12 collegato con un “dead man’s wire”, ovvero un cavo teso dal grilletto al collo di Hall. Questa è la vera storia del confronto che sconvolse il mondo: Tony chiese cinque milioni di dollari, di non essere né accusato né processato, e le scuse personali da parte degli Hall per averlo truffato di ciò che gli era “dovuto”. Scrive di Van Sant Maurizio Porro nelle colonne del Corsera: “In questo film riannoda il passato al presente come fosse un secondo fucile legato al collo della nostra società, girando clastrofobicamente dentro la casa con ragionata tensione con una sceneggiatura di Austin Kalodney calibrata tra psicanalisi e tribunale: è l’indipendenza di un cinema che ausculta la società quando le saltano i nervi. Sono super le prove dell’eroe Bill Skarsgård e della sua vittima, il futuro colpevole, introverso junior, Dacre Montgomery”. Durata 101 minuti. (Nazionale anche V.O.)

La Gioia – Drammatico. Regia di Nicolangelo Gelormini, con Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Colella e Betty Pedrazzi. Gioia è un’insegnate di liceo che non ha mai conosciuto l’amore, se non quello opprimente dei genitori, con cui vive ancora. Tra gli studenti della sua scuola c’è Alessio, un ragazzo che usa il suo corpo come uno strumento per rimediare qualche centinaio di euro e aiutare la madre, cassiera in un supermercato. Tra Alessio e Gioia nasce un legame proibito, fragile e inspiegabilmente necessario per entrambi. Ma il desiderio di un riscatto sociale e umano per Alessio è un veleno silenzioso che gli impedisce di farsi conquistare definitivamente dalla dolcezza disarmante di Gioia. Così, distrugge tutto e cancella l’unica persona che abbia mai amato. Scrive Maurizio Porro nelle colonne del Corriere: “Una storia incrociata di menzogne e amori sognati e non realizzati: contano solo i soldi, i baci impiccano. Coi ritmi di un sovvertimento dei sensi alla Zweig, di un doppio processo alle intenzioni, il film tiene un impeccabile equilibrio tra i personaggi, grazie al cast perfetto”. Durata 108 minuti. (Ideal, Romano sala 2)

La grazia – Commedia drammatica. Regia di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, Anna Ferzetti, Massimo Venturiello, Roberto Zibetti e Milvia Marigliano. Il presidente della Repubblica Mariano De Santis è ormai anziano e alla fine del suo mandato. Vedovo, ex giurista e profondamente cattolico, si troverà di fronte a due ultimi dilemmi: se concedere la grazia a due persone che hanno commesso un omicidio in circostanze che potrebbero essere continuate attenuanti o se promulgare la legge dell’eutanasia. Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Toni Servillo. Durata 133 minuti. Il regista Paolo Sorrentino, che ha girato gran parte del film a Torino, sarà al Nazionale domenica 18 gennaio alle ore 18 per presentare il film e rispondere alle domande del pubblico. Da lunedì 19 sarà altresì possibile visitare lamostra fotografica “La Grazia” – Immagini e location della Torino di Paolo Sorrentino”, nelle stesse sale di palazzo Chiablese dove il regista ha ricreato gli ambienti del Quirinale. (Due Giardini sala Nirvana, Eliseo, Fratelli Marx sala Chico)

Hamnet – Storico, drammatico. Regia di Chloé Zhao, con Jessie Buckley, Paul Mescal, Jacobi Jupe ed Emily Watson. In un bosco, una giovane donna dorme rannicchiata nella culla formata dalla radice emersa di un albero secolare: è vestita di rosso cupo, accompagnata da un falco che risponde ai suoi richiami, conosce erbe e pozioni, si dice non sia nata da sua madre ma da una donna venuta da lontano. Si chiama Agnes e quando Will la vede se ne innamora subito. Will è il giovane William Shakespeare, maestro di latino nella Stratford del 1580, che riesce a sposarla nonostante l’ostilità delle famiglie e ad avere con lei tre figli, Susannah e i gemelli Judith e Hamnet. Ma un lutto li colpisce, quando il drammaturgo lavora già a Londra, e Hamnet ucciso dalla peste a soli undici anni (un lutto che mette a dura prova l’unione della coppia) diventa Hamlet. Tratta dal romanzo del 2020 dell’irlandese Maggie O’Farrell, la storia di Agnes (più che di William), tessuta di magia e femminilità. Film già vincitore di due Golden Globe, attende la notte degli Oscar con le sue otto candidature. Ha scritto Alessandra De Luca nelle colonne di “Ciak” che la Zhao, nata a Pechino nel 1982, già premiata a Venezia con il Leone d’oro nel 2020 e Oscar come miglior film per “Nomadland”, “sceglie ancora una volta una strada radicale, quasi estrema, per mettere in scena elaborazione del lutto e catarsi, spingendo i suoi attori in un percorso emotivo dove verità e finzionr, vita e arte, spirito e materia si confondono. La scena nel finale ambientato al Globe Theatre di Londra, durante la prima rappresentazione di “Amleto”, vale la spesa del biglietto e un’altra statuetta nelle mani di Jessie Buckley, dopo il Golden Globe, ci starebbe proprio bene.” Durata 125 minuti. (Massaua, Classico anche V.O., Eliseo Grande, Nazionale sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco)

Lavoreremo da grandi – Commedia. Regia di Antonio Albanese, con Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese e e Nicolò Ferrero. Umberto ha dilapidato i soldi del padre e continua a immaginarsi grande musicista, ma partorisce soltanto creazioni sonore cacofoniche. Ha due ex mogli che l’hanno sfruttato e ora lo detestato e due figli, Toni e Beppe. Gigi contava sull’eredità di una zia facoltosa ma lei gli ha lasciato solo trucchi e parrucche, che lui indossa per protesta, ubriacandosi e ingerendo pillole. Una notte mentre trasportano quest’ultimo in stato semicomatoso, Umberto Beppe e Toni (sotto misura cautelare in vista dell’ennesimo processo, questa volta per truffa ai danni del Fisco) fanno un incidente – credono di aver travolto con l’auto qualcuno in bicicletta – del quale dovranno affrontare le conseguenze, dando il via a una catena di equivoci e di sorprese atte a sconvolgere la loro vita senza direzione.  Durata 91 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Fratelli Marx sala Groucho, The Space Beinasco, Uci Lingotto, Uci Moncalieri)

Il Mago del Cremlino – Le origini di Putin – Drammatico. Regia di Olivier Assayas, con Jude Law, Paul Dano e Alicia Vikander. Russia, primi anni Novanta. L’URSS è crollata. Nel caos di un Paese che cerca di ricostruirsi, Vadim Baranov, un giovane brillante, sta per trovare la propria strada. Orima artista d’avanguardia, poi produttore di reality show, diventa spin doctor di un ex agente del KGB in ascesa: Vladimir Putin. Immerso nel cuore del sistema, Baranov plasma la nuova Russia, confondendo i confini tra verità e menzogna, credenze e manipolazione. Ma c’è una figura che sfugge al suo controllo: Ksenia, donna libera e inafferrabile, che incarna la possibilità di fuga, lontano da questo gioco pericoloso. Quindici anni dopo, ritiratosi nel silenzio e avvolto nel mistero, Baranov accetta di parlare, rivelando i segreti occulti del regime che ha contribuito a costruire. Durata 149 minuti. (Massimo anche V.O., Reposi sala 4)

Marty Supreme – Commedia drammatica. Regia di Josh Safdie, con Timothée Chalamet, Gwyneth Paltrow e Abel Ferrara. Marty Mauser è un venditore di scarpe con una irrefrenabile ossessione per il ping pong che si muove nella New York degli anni Cinquanta tra truffe, scommesse, passioni proibite e sogni di gloria. Un’esistenza rocambolesca per un personaggio larger than life, eccentrico e ambiziosissimo, smodato e leggendario. Durata 90 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Ombrerosse, Fratelli Marx sala Harpo, Massimo sala Cabiria anche V.O., Nazionale sala 4, The Space Torino)

Pillion – Amore senza freni – Drammatico. Regia di Harry Lighton, con Alexander Skarsgård e Harry Melling. Colin è un giovane timido e mite: un giorno ha il compito di fare multe ai proprietari di auto mal parcheggiate, di sera si esibisce malinconicamente al pub in un coro a cappella. Proprio in quel pub, una sera, viene avvistato da Ray, un motociclista che è vero esemplare di maschio alfa. L’attrazione è immediata e, incredibilmente, reciproca. I genitori di Colin, che conoscono e sostengono la sua omosessualità, sono dapprima felici che il figlio abbia trovato una compagnia amorosa, ma non sanno che Ray è un dominatore e Colin il suo “pillion”, termine con cui si indica il sellino posteriore delle moto, ma che in questo caso è una metafora per “sottomesso”. La relazione tra i due è unilaterale. Ray comanda e Colin ubbidisce, vista la sua “naturale attitudine alla devozione”, come la descrive il compagno. E questo succede anche nel sesso, regalando a Colin il primo rapporto completo al prezzo della sudditanza a binario unico. Ma quando Colin cerca di trasformare la relazione in un rapporto di coppia le cose si complicano. Durata 106 minuti. (Centrale anche V.O.)

Rental Family – Nelle vite degli altri – Commedia drammatica. Regia di Hikari, con Brendan Fraser e Takehiro Hira. Philip, attore americano di alterne fortune, abita da alcuni anni in Giappone. Un giorno gli viene proposto una nuova occupazione, presso un’agenzia di “comparse” impiegate ad allacciare rapporti con famigliari, ad assistere persone sole, ad apparire parenti, la Rental Family. Sono tanti i dubbi che sulle prime preoccupano Philip che tuttavia s’assoggetta a una quotidianità che lo pone a contatto con le persone, che gli regala qualche reddito, che gli dà la possibilità di essere d’aiuto al prossimo. Durata 103 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi sala 1, The Space Torino, The Space Beinasco, Uci Moncalieri anche V.O.)

Sentimental Value – Drammatico. Regia di Joachim Trier, con Renate Reinsve, Elle Fanning e Stellan Skarsgård. Nora e Agnes sono due sorelle profondamente unite. L’improvviso rientro nella loro vita del padre Gustav – regista carismatico e affascinante ma genitore cronicamente inaffidabile – riapre ferite mai del tutto rimarginate. Riconoscendo il talento di attrice di Nora, Gustav vorrebbe che sua figlia interpretasse il ruolo principale nel film che dovrebbe rilanciare la sua carriera; lei rifiuta e quella parte finisce a una giovane star di Hollywood, Rachel Kemp. Il suo arrivo getta scompiglio nelle delicate dinamiche della famiglia: per le due sorelle sarà il momento di confrontarsi con il padre e con il loro passato. Designato Film della Critica dal SNCCI: “Due necessità primarie a confronto – quella di seguire il proprio percorso artistico e quella di rimanere accanto ai propri figli – confluiscono in un dramma familiare delicato e struggente. Stellan Skarsgård giganteggia nei panni del regista di successo che ha smarrito la via, e Renate Reinsve gli tiene testa in quelli della primogenita, attrice di razza che rifiuta di interpretare se stessa nell’Amarcord paterno. Una parabola sulla possibilità di perdono e redenzione, mai sentimentale, a dispetto del titolo, sempre vibrante di intensa emozione. Durata 133 minuti. (Blue Torino/via Principe Tommaso 6, Eliseo, Greenwich Village V.O., Romano sala 1)

Cit Turin: rubano una bottiglia di vino, qualche euro e scappano

Furto al Bar Gef – Mille anime di un bar

Questa mattina presto Flavio Angiolillo, proprietario del bar GEF – Mille anime di un bar, e’ stato avvisato dal suo allarme di una avvenuta intrusione nel suo esercizio commerciale. E’ corso al negozio in Corso Francia 35, ma i ladri erano gia scappati (direi per fortuna). Hanno preso poco, il fondo cassa e una bottiglia di vino, un furto rapido e poco redditizio, ma i danni sono visibili: vetrina spaccata, serranda divelta.

Cosa e’ successo?

Stamane intorno alle 4 due persone sono entrate nel bar. Hanno rubato un tombino davanti ad un altro civico e lo hanno usato per spaccare il vetro e sradicare lateralmente la serranda. Hanno rubato pochi soldi dal fondo cassa e una bottiglia di vino. Il danno che hanno fatto e’ piu’ costoso di quello della merce e dei soldi che hanno rubato. Fortunatamente sono assicurato. Ho denunciato l’accaduto ai Carabinieri del Comando della Pellerina che faranno le dovute investigazioni.

Ha le telecamere di sorveglianza?

Si’, ma i ladri erano coperti e hanno fatto talmente veloce che non si e’ visto nulla, a parte che erano piccoli di statura. Ho anche l’allarme che mi ha avvertito dell’intrusione, sono corso subito.

Per lei e’ stata la prima volta?

Si’, pero’ hanno rubato nel negozio qui accanto.

Che tipo di reazione le suscita questo furto?

Amarezza e un po’ di delusione. Non c’e’ molto da fare purtroppo.

Maria La Barbera

Rosso e Fontana (FI): “Ma esiste ancora un giudice a Torino?”

BENE NUOVE MISURE CAUTELARI, NO A TORINO LABORATORIO D’ILLEGALITÀ

«Torino non può trasformarsi in una zona franca dove la violenza politica viene scambiata per conflitto sociale. Né passare da laboratorio d’Italia per l’innovazione a quello di esportatore d’illegalità organizzata».
Lo dichiarano il senatore Roberto Rosso, vicesegretario regionale di Forza Italia, e Marco Fontana, segretario cittadino del partito a Torino, commentando gli sviluppi investigativi resi noti dalla Questura.

«Leggiamo di blocchi ferroviari, intrusioni in infrastrutture sensibili, assalti a sedi istituzionali, danneggiamenti e aggressioni alle Forze dell’Ordine. Non siamo davanti a manifestazioni di dissenso, ma – se i fatti saranno confermati nelle sedi giudiziarie – a un metodo organizzato di intimidazione che colpisce l’intera comunità torinese», afferma il senatore Rosso.

«Il diritto a manifestare è sacrosanto e va difeso sempre. Ma non può diventare un alibi per chi pensa di poter violare la legge, devastare beni pubblici e privati o mettere a rischio la sicurezza degli operatori di polizia», aggiunge Fontana. «La libertà di uno finisce dove inizia l’incolumità degli altri».

I due esponenti azzurri sottolineano il rispetto per il lavoro della magistratura e il principio costituzionale della presunzione di innocenza: «Tutti i soggetti coinvolti sono da considerarsi non colpevoli fino a sentenza definitiva. Proprio per questo, riteniamo che l’applicazione di eventuali misure cautelari, quando richieste dagli inquirenti, sia uno strumento previsto dall’ordinamento per tutelare la collettività e garantire che i fatti vengano accertati con serenità».

Rosso e Fontana richiamano poi l’attenzione sui più recenti episodi legati all’ultimo corteo pro Askatasuna: «Siamo preoccupati, però, dalla recente “giurisprudenza” di certa magistratura sull’applicazione delle misure cautelari nei casi in cui siano interessati antagonisti: liberazione di chi dà martellate, calci e pugni ai poliziotti e obblighi di firma concordati. Attendiamo la decisione sul ripristino delle misure cautelari nei confronti di coloro che, secondo le ricostruzioni investigative, avrebbero attentato alla vita di un poliziotto. Parliamo di fatti gravissimi, che non possono essere derubricati a semplice tensione di piazza».

E concludono con una riflessione netta: «Ci chiediamo, con rispetto ma con altrettanta fermezza, se esista ancora un giudice a Torino – parafrasando una celebre espressione – capace di affermare con chiarezza che la legge vale per tutti. Perché se passa l’idea dell’impunità, a perdere non è una parte politica, ma lo Stato stesso».

Alle Molinette il congresso sul robot Single Port. La chirurgia urologica guarda al futuro

Torino torna protagonista nel panorama urologico internazionale con un evento dedicato all’innovazione e alla qualità di vita dei pazienti. Il 19 e 20 febbraio 2026 la Clinica Urologica dell’Ospedale Molinette ospiterà il 2° Single Port Working Group Meeting, appuntamento centrato sulla chirurgia con il sistema da Vinci Single Port (SP), una piattaforma robotica che permette di operare attraverso un’unica piccola incisione.

All’apertura dei lavori sarà presente la professoressa Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT, che un anno e mezzo fa ha sostenuto l’acquisto della tecnologia per la Clinica torinese.

Prevenzione e diagnosi precoce: la tecnologia al servizio dei pazienti

Negli ultimi anni le campagne di sensibilizzazione, come “Un Baffo per la Ricerca”, hanno contribuito a diffondere la cultura della prevenzione maschile, favorendo diagnosi più tempestive, soprattutto per il tumore della prostata. Individuare la malattia in fase iniziale significa aumentare le possibilità di guarigione e poter ricorrere a terapie meno invasive, con un impatto più contenuto sulla vita quotidiana.

In questo scenario si inserisce la chirurgia robotica Single Port, che punta a ridurre ulteriormente l’invasività rispetto ai sistemi tradizionali multiport. L’accesso attraverso un’unica incisione consente di lavorare in spazi anatomici complessi con grande precisione, cercando di preservare strutture delicate e favorire un recupero più rapido. Un aspetto particolarmente rilevante per i pazienti più giovani e in età lavorativa, per i quali il ritorno alla normalità rappresenta una parte fondamentale del percorso di cura.

Un confronto internazionale

Il meeting riunirà a Torino alcuni tra i principali urologi italiani e specialisti internazionali, dagli Stati Uniti alla Cina. L’obiettivo non è solo approfondire le caratteristiche tecniche della piattaforma SP, ma valutarne l’effettiva applicazione clinica: in quali interventi offre vantaggi concreti? Come gestire la curva di apprendimento? Quali sono le indicazioni più appropriate?

Il programma prevede momenti di confronto su casi complessi e discussioni operative, con l’intento di trasformare l’innovazione tecnologica in benefici reali per i pazienti.

Live surgery: prostata e rene al centro

Uno dei momenti chiave sarà rappresentato dagli interventi in live e semi-live surgery, dedicati in particolare alla chirurgia oncologica prostatica e renale. Sono in programma, tra gli altri, una prostatectomia radicale con tecnica SP – anche con approcci mirati alla preservazione delle strutture anatomiche fondamentali – e una nefrectomia parziale per tumori del rene, intervento che rimuove la lesione cercando di conservare quanto più tessuto sano possibile.

L’obiettivo è chiaro: non solo eliminare il tumore, ma farlo con la massima precisione, tutelando funzioni essenziali come continenza e sessualità e favorendo un recupero più rapido.

Oltre l’oncologia: nuove prospettive nella chirurgia ricostruttiva

Il congresso non si limiterà all’ambito oncologico. Il sistema Single Port sta aprendo nuove prospettive anche nella chirurgia ricostruttiva urologica, con sessioni dedicate a pieloplastica, ureteroplastica e procedure complesse legate alla derivazione urinaria.

Interventi che in passato richiedevano incisioni più ampie e degenze più lunghe possono oggi essere ripensati in chiave mini-invasiva, con possibili vantaggi in termini di dolore post-operatorio, tempi di ricovero e ripresa funzionale.

L’evento avrà inoltre un’impostazione multidisciplinare: esperienze in chirurgia generale e ginecologia, con la partecipazione del professor Mario Morino, permetteranno di confrontare il ruolo del Single Port rispetto alle altre piattaforme robotiche già in uso, delineando scenari futuri per questa tecnologia.

Il progetto C.A.S.A. per la cultura dell’affido e dell’adozione

Entra nel vivo il progetto C.A.S.A. (Comunità, Alleanze e Solidarietà per l’Accoglienza) volto a promuovere l’accoglienza dei minori e la solidarietà familiare attraverso l’affido e l’adozione, ponendo l’accento su solidarietà, utilità sociale, cooperazione nazionale, educazione e inclusione, e mettendo al centro il valore della persona umana grazie a reti di volontariato.Oggi oltre 30 mila bambini vivono fuori dalla propria famiglia, e molti vengono accolti in strutture; per questo servono più sostegno, più famiglie disponibili e comunità più consapevoli. Il progetto C.A.S.A. agisce su tre fronti: sensibilizzazione all’accoglienza, formare operatori, famiglie e comunità, fornire supporto nei percorsi di affido e adozione. Dal mese di marzo cinque sono gli appuntamenti in programma. Il programma verrà ufficialmente presentato in Regione Piemonte nella giornata di martedì 17 marzo prossimo, mentre venerdì 13 marzo Daniele Racca presenterà il suo libro “Supereroi in affido”(edizioni San Paolo).

Sabato 14 marzo, al teatro San Giuseppe di Torino, si terrà un concerto dell’orchestra da camera Magister Harmoniae, con Fabrizio Sandretto al pianoforte. Martedi 17 marzo, a Grugliasco, si terranno gli interventi di Adriano Bordignon e Roberto Gontero, presidente nazionale e presidente regionale del Forum delle Associazioni familiari. Venerdì 20 marzo, all’Oasi OMG di Diego Rizzi a Torino, verrà presentato il libro “Scegli me” con l’autrice Muluye Feraboli. Il progetto C.A.S.A. è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e ha una durata di 18 mesi, e vede il Forum delle Associazioni Familiari come capofila, affiancato da undici associazioni.

Info, dettagli e prenotazioni: forumfamigliapiemonte5@gmail.com

Mara Martellotta

Quando al Teatro Ariston c’erano i Pandemonium

Sanremo raccontato dai suoi protagonisti

Quando a Sanremo si cantava “Tu fai schifo sempre”. Mancano 5 giorni all’inizio di un Festival in cui troveremo ben 44 volte la parola “amore”, e 14 “cuore”, nei testi dei brani in gara. Mentre nell’ormai lontano 1979 a Sanremo si cantava “Tu fai schifo sempre” e sul palco del Teatro Ariston c’erano i Pandemonium a proporre questa surreale canzone cult, e tra loro l’autore del testo Gianni Mauro che racconta: “siamo nati da un’idea della Rca italiana che voleva creare un laboratorio con tutti i nuovi cantautori sotto contratto. Con me c’erano Amedeo Minghi, Giorgio Bertinelli, Michele Paulicelli e poi alcuni attori, musicisti e cantanti, uomini e donne. Ci misero insieme per fare una specie di comune, come usava allora. Vivevamo tutti insieme, ed il senso era quello di interagire tra di noi: come cantautore potevo confrontarmi con dei musicisti e degli arrangiatori, o far cantare una canzone mia da una cantante, oppure ancora far sentire a Minghi dei pezzi miei, e viceversa lui a me. Era un modo per scambiarci le nostre esperienze, ed anche se eravamo giovanissimi perché avevamo poco più di vent’anni, o forse Amedeo era un po’ più grande ed aveva pure già scritto per i Vianella, ne avevamo tutti quanti comunque già avute.

C’era questo interscambio tra cantautori e cantanti, ed avevamo anche un produttore e arrangiatore, il grande Piero Pintucci, uno dei più grandi autori e arrangiatori italiani che produceva in contemporanea sia noi sia Renato Zero e la Ferri. Gabriella tra l’altro un giorno ascoltò un mio pezzo dal titolo “Lunedì” che volle assolutamente inserire in un suo Lp e che mi aprì le porte come autore, avendo poi in seguito scritto per tanti altri artisti italiani come Gigi Proietti, Lando Fiorini, Gianni Nazzaro e soprattutto collaborato con il maestro Detto Mariano ed il grande Adriano Celentano per fare le sigle dei film di successo negli anni ’80 e ’90, ad esempio, “Il bisbetico domato”, “Il ragazzo di campagna”, “Spaghetti a mezzanotte” ed altri ancora.” Prima di “Tu fai schifo sempre” nel ’79 ci fu però una precedente esperienza, la prima, a Sanremo come corista.

“Sì, nel 1978 con il caro amico Rino Gaetano che aveva già avuto un discreto successo con “Il cielo è sempre più blu”, “Berta filava” e alcuni altri pezzi. Siccome però non veniva fuori in maniera forte la Rca decise di mandarlo a Sanremo per fargli acquisire appunto notorietà. Solo che successe un pò di casino: Rino voleva andarci con “Nuntereggae più”, però la Rca si oppose perché diceva che venivano menzionati troppi nomi di politici e di persone importanti, e quindi non l’avrebbero mai accettata al Festival. Quindi si ripiegò su “Gianna”. L’esperienza del ’78 fu davvero strabiliante e strepitosa perché Rino che io avevo conosciuto qualche anno prima era una persona molto umile, disponibile, e quando si inventò quel finale del “Ma dove vai, cosa fai…” quella specie di filastrocca tarantella, fu il trionfo, iniziò il suo vero successo. Lui volle portare con sé un quartetto e quindi venne a vedere un provino al Cenacolo, un capannone della Rca in aperta campagna dove c’erano tante sale prove e dove venivano tutti, da De Gregori a Battisti alla Schola Cantorum.

Alla fine si convinse che a parte me che già mi aveva scelto perché sembravo un barbone, insomma ero molto caratteristico, con i baffoni, i capelli lunghi e il basco, di portare sul palco dell’Ariston Angelo Giordano perché diceva che assomigliava a Ninetto Davoli, e poi scelse sempre tra i Pandemonium, Monica Bergamaschi e Angiolina Campanelli, due bellissime ragazze molto hippy. Così andammo tutti e quattro con lui a fare questa bellissima esperienza. “Gianna” arrivò a sorpresa terza e quella sera mentre ci stavamo svestendo per andarcene a cena con Rino, il produttore lo chiamò per farlo correre sul palco e riproporre la canzone con noi euforici al seguito.

Per quanto riguarda il 1979 invece, avevo scritto due anni prima una canzone in base a una musica che mi diede Angelo Giordano, che ha fatto parte per due anni dei Pandemonium; mi diede allora un brano senza testo, o meglio con una specie di testo in finto inglese, ed io un giorno mentre stavamo registrando al Teatro Delle Vittorie lo spettacolo televisivo “…E adesso andiamo a incominciare” con Gabriella Ferri, stavo strimpellando la mia chitarrella e mi venne in mente all’improvviso la brillante e strana idea di metterci sopra invece dei soliti amore mio ti amo, ti voglio tanto bene, esattamente il contrario: “Tu fai schifo sempre/ da mattina a sera”! Perché pensai: voglio uscire fuori dalla banalità, voglio fare una cosa dissacrante al massimo, voglio tentare, sempre se il patron del Festival Gianni Ravera accetta, perché sarà un pugno nello stomaco, una cosa totalmente al di fuori di tutti i canoni di Sanremo. Ed un giorno mentre canticchiavo per i fatti miei questo “Tu fai schifo sempre” in un angolo del Delle Vittorie, si trovava a passare di lì Roberto Lerici, uno dei più grandi intellettuali di origine milanese, amico di Fo, Jannacci e che era autore del programma, il quale appena mi sentì cantare la prima strofa si bloccò, ed io molto intimidito e vergognoso gliela feci sentire nuovamente e lui disse: “ma questa è un’idea fortissima, questa se la porti a Sanremo fa il boom, mi devi credere!” Allora io confortato dalle parole di Lerici corsi subito da Piero Pintucci che ne rimase colpito pure lui. Così la completai e quando la sentì Ravera pure lui mi disse: “questa dobbiamo assolutamente portarla a Sanremo perché farà il botto”, ed anche se non vincemmo e non arrivammo tra i primi tre sono 47anni che rimane una canzone famosissima e sempre ricordata.”

Igino Macagno

Orto fritto, la ricetta gluten free de La Cuoca Insolita

Articolo a cura de La Cuoca Insolita.

A Torino l’aperitivo è irrinunciabile. Buonissimo. Però spesso si propongono molte cose a base di pane, pasta e focacce. I fritti sono spesso a base di patate, o riso, e come se non bastasse tante volte sono ripieni di carne, formaggio e salumi. Verdura? Poca. Per chi non vuole rinunciare agli aperitivi e alla frittura, ma tiene alla linea, c’è una soluzione: friggere la verdura e renderla poco unta. In autunno si cominciano a trovare i broccoli e il cavolo nero, per esempio. La forza di questa ricetta sta in più cose: la prima è che è incredibilmente croccante come le patatine, la seconda è che questa croccantezza resta per ore (anzi, anche un giorno intero), la terza è che è gluten free e fatta con la farina integrale

 

Tempi: Preparazione (15 min); Cottura (15 min);
Attrezzatura necessaria: Contenitore rotondo a bordi alti, frusta, tagliere e coltello a lama liscia,  casseruola a bordi alti per friggere, schiumarola, carta assorbente. Se avete un’affettatrice o una mandolina taglia-verdure farete più in fretta a preparare le carote.
Difficoltà (da 1 a 3): 1
Costo totale: 3,55 € 

Orto fritto, ingredienti per 4 persone

Per la pastella

  • Farina di riso bianca – 100 g
  • Farina di riso integrale – 100 g
  • Acqua gasata fredda – 300 ml 

Per friggere 

  • Olio di arachidi – 1 L

Verdure autunnali da friggere 

  • Carote grandi – circa 2 (200 g)
  • Broccoli – 1 intero (350 g) 
  • Cavolo nero – 3 foglie (100 g)
  • Sale fino integrale di Sicilia – 1 cucchiaino (4 g)

Perché questa ricetta?

  • La frittura fa preservare l’80% della vitamina C dei broccoli e del cavolo nero! La vitamina C è un potente antiossidante. In 100 g di broccoli c’è più Vitamina C che in 100 g di arance o di limoni! La crosticina che si forma sulla frittura protegge la verdura dal contatto con l’ossigeno, mantenendo quindi le proprietà antiossidanti della vitamina C! 
  • La farina di riso assorbe poco olio (per 100 g di orto fritto, solo 125 Kcal e 6,5 g di grassi).
  • Una porzione di frittura contiene il 25% circa della RDA della quantità di fibre. Alle quelle delle verdure infatti, si aggiungono le fibre della farina di riso integrale.
  • L’olio di arachidi, insieme all’olio extra vergine di oliva, è molto adatto all’uso in frittura perché resiste bene alle alte temperature (massimo 170-175° C), limitando quindi la produzione di sostanze dannose alla salute.  

Approfondimenti e i consigli per l’acquisto degli “ingredienti insoliti” a questo link.

 

Orto Fritto

FASE 1: LA PREPARAZIONE DELLE VERDURE

Lavate e asciugate molto bene le verdure prima di immergerle nella pastella, altrimenti l’olio fritto schizzerà molto. Pelate le carote e tagliatele in due o tre parti per avere dei pezzi di circa 7-8 cm. Poi affettatele per lungo, con uno spessore di circa 3-4 mm. Se avete un’affettatrice o una mandolina taglia-verdure sarà più facile avere delle fette regolari. Più sottili saranno le fettine, meglio sarà per avere una frittura croccante. Preparate i broccoli a piccoli tocchetti, grossi come una noce al massimo (il gambo di ogni pezzetto deve essere molto sottile). Tagliate il cavolo nero a piccoli rettangoli (circa 5 cm di lato). Asportate la parte centrale della foglia dove è troppo spessa, altrimenti resterà troppo dura anche dopo la frittura. Spelate lo zenzero e….

FASE 2: LA PASTELLA

Pesate nel contenitore a bordi alti le due farine e miscelatele con l’acqua gasata (fredda di frigo). Mescolate con la frusta finché il composto diventa omogeneo. Non aggiungete sale.

FASE 3: LA FRITTURA

Intanto mettete l’olio a scaldare a fuoco abbastanza alto. Usate tutta la bottiglia di olio perché, se la verdura non è immersa bene nell’olio, impiegherà più tempo a friggere e quindi sarà più unta. L’olio non dovrà mai fumare (se avete un termometro, verificate che non si superi la temperatura di 170-175° C). Immergete nella pastella un tipo di verdura alla volta e provate ad affogarne un pezzo nell’olio: se inizia a sfrigolare è ora di iniziare a friggere! Immergete le verdure (in modo da riempire tutta la superficie della casseruola). Il tempo di cottura dei pezzi è di circa 3 minuti (girando una volta a metà cottura). Scolate con la schiumarola e posate su carta assorbente per eliminare l’olio in accesso. Salate da ogni lato.

FASE 4: TEMPI DI CONSERVAZIONE

Potete preparare la frittura anche il giorno prima e conservarla in frigorifero, in un contenitore chiuso. Rimarrà perfettamente croccante. Al momento di servire, potrete passare in forno a 100° C per un paio di minuti e sarà perfetta. Se invece la preparate solo qualche ora prima, potete anche conservarla a temperatura ambiente e non ci sarà neanche bisogno di scaldarla. 

Chi è La Cuoca Insolita?

La Cuoca Insolita (Elsa Panini) è nata e vive a Torino. E’ biologa, esperta in Igiene e Sicurezza Alimentare per la ristorazione, in cucina da sempre per passione. Qualche anno fa ha scoperto di avere il diabete insulino-dipendente e ha dovuto cambiare il suo modo di mangiare. Sentendo il desiderio di aiutare chi, come lei, vuole modificare qualche abitudine a tavola, ha creato un blog e organizza corsi di cucina. Il punto fermo è sempre questo: regalare la gioia di mangiare con gusto, anche quando si cerca qualcosa di più sano, si vuole perdere peso, tenere a bada glicemia e colesterolo alto o in caso di intolleranze o allergie alimentari.

Grandi cantieri espositivi e strutturali vivono nei Musei Reali

Nell’attraversare la piazzetta Reale, guardi ai grandi manifesti apposti sulla facciata di palazzo Chiablese, e già conosci la bellezza e il gran successo della mostra di Orazio Gentileschi, “un pittore in viaggio”, come s’è già gustato nei giorni scorsi il confronto, tra colori e particolari e tableaux esaurientemente esplicativi, al secondo piano della Sabauda, negli spazi dello Spazio Scoperte, tra i due “Giudizi Universali”, di Beato Angelico l’uno, di Bartholomeus Spranger l’altro: ambedue le mostre visitabili sino al 3 maggio. Esempio di una bella fucina che non cessa mai di forgiare, oggi si sale nel Salone delle Guardie Svizzere del Palazzo Reale per ritrovarti davanti, eccezione fatta nella presenza di Gaetano Di Marino, pragmatico e sostanzioso Segretario Amministrativo, una bella tavola al femminile, sei donne, al centro la guida e direttrice Paola D’Agostino – succeduta a Mario Turetta, che già in precedenti occasioni ha esposto con considerevole fermezza la sua linea di comportamento -, ai lati le Responsabili d’Area, schermo in perfetto movimento di efficienti sinergie, un lungo e bell’esempio di collaboratrici soprattutto e collaboratori nelle fitte pagine della cartella stampa, Annamaria Bava (Gestione e cura delle collezioni), Giovanna Abruzzese (Amministrazione e gestione risorse umane), Barbara Vinardi (Architettura, strutture e sicurezza), Elisa Panero (Mediazione, Accoglienza, Vigilanza e Servizi educativi), Barbara Tuzzolino (Comunicazione e Promozione, “che gode ottima salute”). È “l’omaggio dovuto a chi lavora dietro le quinte – sottolinea D’Agostino che ha voluto tutti intorno a sé -, a chi dimostra ogni giorno capacità di lavoro, continuo, efficace, fatto di lunghe prospettive, a chi conferma a ogni occasione l’orgoglio di appartenere alla compagine dei Musei”, che quest’anno festeggiano i dieci anni della loro esistenza (era il gennaio del 2016, oggi si pensa già appieno alle impostazioni delle prossime tre stagioni), nel top dei primi dieci musei italiani, pietra miliare, per cui qualcosa sarà pur necessario inventare ed è già pronta una serie di eventi culturali che troveranno il loro perfetto contenitore nell’estate.

Cultura, innovazione e valorizzazione del patrimonio”, un’animazione che coinvolge altresì “lo stato d’avanzamento dei cantieri strategici finalizzati alla conservazione, valorizzazione e fruizione dei beni architettonici, artistici e naturalistici”, che guarda alle differenti collezioni “enciclopediche per numeri e varietà di opere d’arte” ed “inestimabili”, alla loro maggiore fruizione da parte di un pubblico sempre più attento, al loro consolidamento. Educare proprio quel pubblico, accompagnarlo nella molteplice scoperta di un consistente patrimonio, al di là di questa o quella mostra che si possa definire eccellente fiore all’occhiello. “Una mostra in permanenza del collezionismo sabaudo” quindi, mettendo un giusto accento tra “temporaneo e permanente”, ci tiene ancora ad affermare la direttrice dei Musei. In questo panorama che a tratti abbraccia il non visto, il tenuto nascosto, il non sufficientemente frequentato, si inseriranno tre “piccoli” progetti: grazie al contributo della Fondazione CTR, nell’ambito di “Patrimoni sommersi – parte seconda”. sarà possibile eseguire il restauro dell”Armatura indiana B. 52”, presente all’Armeria Reale fin dal 1840 e custodita nei depositi del museo a causa del cattivo stato di conservazione; come nella primavera di quest’anno sarà ulteriormente valorizzata e arricchita con una serie di approfondimenti multimediali dedicati alla tecnica della ceramica la Collezione Lenci, donata in passato dai coniugi Ferrero, come con il sostegno di enti e associazioni in questo stesso anno verrà restaurato il dipinto a olio su pietra che raffigura “L’adorazione dei Magi”, anch’esso in cattivo stato di conservazione, che potrebbe essere legato alla produzione di Cornelis van Poelenburgh e Bartholomeus Breenbergh, artisti olandesi attivi nell’area romana nella prima metà dei Seicento.

A chi ne chiede notizie, la risposta è negativa, nel 2026 l’”Autoritratto” vinciano se ne starà a riposo e non sarà quindi visibile. Nello Spazio Leonardo, al primo piano della Sabauda, in un ulteriore appuntamento con “A tu per tu con Leonardo”, dal 20 marzo al 28 maggio prossimi, verrà esposto il disegno autografo “Tre vedute di testa virile con barba”, che fa parte del corpus del Genio conservato presso la Biblioteca Reale di Torino. Curatori ospiti Simone Facchinetti e Arturo Galansino. A percorrere l’intera seconda metà dell’anno (dal 21 maggio) sino ad attraversarne il limite (si chiuderà il 6 gennaio), i Musei Reali celebreranno la Regina Margherita, prima regina d’Italia, in occasione del centenario della morte con più iniziative. Curata da Lorenza Santa, Fabio Uliana e Maria Luisa Ricci, la mostra “Margherita, prima Regina d’Italia. Storia, cultura e stile tra Biblioteca e Palazzo Reale” sarà la vetrina di volumi, documenti e fotografie, per la maggior parte inediti, a testimoniare gli interessi artistici della sovrana, il tutto accresciuto dei tanti doni che da ogni parte d’Italia le giungevano, grazie alla vasta popolarità di cui godeva e che aveva saputo nel corso degli anni costruire. Nel corso dell’anno saranno altresì calendarizzate aperture speciali del suo appartamento al primo piano di palazzo Reale, mentre il 12 e il 14 novembre avrà luogo un convegno a lei dedicato. Ancora uno sguardo al femminile: a cura di Elisa Panero, dal 21 maggio al 6 gennaio 2027, ecco “Il Volto delle Donne. L’altra faccia della Storia” ospitata nel Medagliere Reale, un vero museo nel museo, una “nuova stagione espositiva” che metterà in scena una selezione di volti femminili di diverse epoche per farle tornare a dialogare con gli spettatori.

Dagli anni a cavallo tra due secoli a quelli che viviamo. Dal primo ottobre sino al 17 gennaio, forse contravvenendo a quanto solitamente ci è proposto in quegli spazi, le sale di palazzo Chiablese ospiteranno la retrospettiva “Still image. Fotografie di Jessica Lange”, omaggio a una delle attrici più moderne e affermate di Hollywood, due premi Oscar, qui in un aspetto forse meno noto, certo per la prima volta esposto in Italia. Un linguaggio fotografico che vedrà la curatela di Anne Morin, un progetto che esplorerà soprattutto il materiale realizzato a partire dalla fine degli anni Novanta, accompagnando il pubblico lungo un viaggio in bianco e nero e ideale sulla Highway, la strada che collega lo stato del Minnesota, dove l’attrice e fotografa è nata, sino a New Orleans, il racconto di un’America rurale “con uno sguardo poetico e malinconico, attento ai luoghi, alle atmosfere e ai dettagli. Dal 15 ottobre l’ospitalità va, nello Spazio Scoperte della Sabauda, alla mostra “Di padre in figlio: l’arte di Giandomenico Tiepolo tra disegno e incisione”, a cura di Sofia Villano, anche la messa a confronto con il profondo sodalizio creativo con il padre Giambattista, una occasione che nasce dall’immenso patrimonio d’incisioni della Sabauda – un patrimonio numericamente e qualitativamente importante di 6800 incisioni – e che offre la possibilità “di presentare gli aggiornamenti dei dati catalografici , di verifica conservativa e inventariale, di ricondizionamento e manutenzione dei fondi di grafica”.

Nell’ambito di quella attività gestionale delle architetture dei Musei di cui sopra si diceva, entro l’anno termineranno i restauri dei due torrioni della facciata nord verso il Giardino Ducale come il nuovo deposito dell’Armeria Reale nelTorrione Ormea. È invece ancora aperto il cantiere, finanziato con fondi PNRR, che vedrà un miglioramento nell’accessibilità e nell’accoglienza del pubblico grazie alla riqualificazione degli spazi, dall’ingresso del Cortile d’Onore, accompagnato da un nuovo sistema di illuminazione a cui s’unità l’installazione di un nuovo totem informativo ricco di indicazioni su orari e attività in corso, per un maggiore orientamento all’interno del complesso espositivo. Già suggerito in precedenti occasioni ma ora in via di fattiva realizzazione il collegamento tra il Museo d’Antichità e le aree dell’antico teatro finora non accessibili e gli spazi della paleocristiana basilica del Salvatore: progetti in un venire più o meno immediato che avranno concretezza con la richiesta e l’ottenimento dell’ulteriore fondo di 200mila euro, senza tralasciare il restauro della Fontana dei Tritoni posta nei Giardini, rivista nell’illuminazione e nell’impianto idraulico. Grazie alla Fondazione CRT e alla Legge 190, si guarderà al Bastion Verde, antico bastione cinquecentesco posto sul margine nord-est delle mura romane, mentre con l’apporto collaborativo della Fondazione Compagnia San Paolo sono in corso le verifiche tecniche che porteranno alla riapertura delle Serre Reali.

Elio Rabbione

Nelle immagini, Biblioteca Reale, Salone Palagiano, foto Musei Reali Torino; Leonardo da Vinci, “Tre vedute di testa virile con barba”, Biblioteca Reale di Torino, foto Musei Teali Torino; Giandomenico Tiepolo, “Angelica e Medoro incidono i loro nomi sulla corteccia di un albero”, Galleria Sabauda, foto Museo Reale Torino; “Minnesota, 1992”, Jessica Lange Courtesy Howard Greenberg Gallery NY

Riapre domenica 1⁰ marzo la statua di San Carlo, ad Arona

Dopo la chiusura invernale, si celebra l’apertura della statua di San Carlo, ad Arona, domenica 1⁰ marzo alle ore 10 e alle 14.30, pensate per accompagnare i visitatori tra la storia e le curiosità legate a questo imponente monumento dedicato a San Carlo Borromeo. La statua di San Carlo Borromeo, rinominata affettuosamente “San Carlone”, è una delle più alte al mondo accessibili all’interno, ed è stata voluta nel Seicento da Federico Borromeo per celebrare il cugino santo nato ad Arona nel 1538. Da oltre tre secoli domina il lago Maggiore con gli oltre 35 metri d’altezza, ed è da sempre punto di riferimento spirituale e identitario del territorio. Durante la visita, una scala a chiocciola conduce al terrazzo panoramico, ai piedi della statua, da cui si apre una suggestiva vista sul lago Maggiore. Per chi desideri vivere l’esperienza completa è possibile accedere all’interno del monumento grazie a una scala alla marinara. Il biglietto d’ingresso comprende l’accesso al giardino botanico, ideale per una sosta nel verde, arricchito dalle sculture di Marco Mantovani, artista neoilluminista riconosciuto a livello internazionale e allievo di maestri come Lodovico Pogliaghi e Francesco Messina. La statua di San Carlo è gestita da Archeologistics, impresa sociale impegnata nella valorizzazione di beni e monumenti culturali per conto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, proprietaria del complesso.

Visite guidate: 1 marzo ore 10 e 14.30 – orari di marzo: venerdì, sabato, domenica 10-17. Ultimo ingresso 16.30

Biglietti: intero 13 euro – ridotto 8 euro per ragazzi dai 6 ai 16 anni – 5 euro per persone con disabilità e accompagnatore e abbonamento Musei Piemonte.

Contatti: statuasancarlo@ambrosiana.it

Telefono:0322 249669 – 328 8377206

Gian Giacomo Della Porta