A Nichelino e per la prima volta in Italia il musical tratto dall’omonimo poema bestseller mondiale
Domenica 26 dicembre, ore 17
Nichelino (Torino)
Il “Gruffalò” – personaggio creato dalla scrttrice inglese per ragazzi Julia Donaldson e dall’illustratore di origini tedesche Axel Scheffler – è, in letteratura, uno dei mostri più conosciuti ed amati, da oltre quindici anni e in tutto il modo, da bambini e adulti. Protagonista delle pubblicazioni omonime tradotte in più di trenta lingue e adattato a numerose trasposizioni teatrali , sarà portato in scena, domenica 26 dicembre, per la prima volta in Italia e in forma di musical al Teatro “Superga” di Nichelino dalla “Fondazione Aida” in una versione nuova e originale, ma fedele ai testi e alle illustrazioni. La regia e l’adattamento teatrale portano la firma di Manuel Renga, con adattamento drammaturgico di Pino Costalunga e musiche originali di Patrizio Maria D’Artista. Protagonisti sul palco: Stefano Colli, Federica Laganà, Giuseppe Brancato ed Elisa Lombardi. La storia è ai più conosciuta. Quattro giovani amici accampati in un bosco e seduti davanti al fuoco racconteranno la storia di un topolino che, affamato, decide di attraversare il bosco frondoso e pieno di insidie per trovare la ghianda che tanto gli piace. Strada facendo, incontra tre brutti ceffi che lo vogliono mangiare: una volpe, una civetta e una biscia. Ma il furbo topolino è scaltro di pensiero e sa bene come cavarsela e con l’aiuto della sua grande fantasia trova una soluzione che nessuno si può immaginare, nemmeno lui, forse: un mostro terribile dal nome assai noto ai bambini, il Gruffalò. “Cosa c’è di meglio – suggerisce il regista Manuel Renga – di un bosco di notte per una bella storia di paura? Quattro giovani amici attorno al fuoco sono l’espediente originale e perfetto per iniziare a raccontare la storia del mostro terribile tanto noto ai bambini… il ‘Gruffalò’! Arricchito da canzoni, trovate divertenti e coinvolgimento del pubblico, lo spettacolo saprà divertire con intelligenza grandi e piccini”. E a Renga, fa eco Pino Costalunga: “Lasciando intatte le deliziose rime della scrittrice inglese, ho creato un adattamento per il teatro nel quale i bambini e le bambine italiani riconosceranno facilmente il testo che in molti già conoscono a memoria. Anzi, lo potranno gustare ancora di più grazie alle divertenti e originalissime canzoni scritte appositamente per lo spettacolo”. “Le musiche – conclude Patrizio Maria D’Artista – sono la naturale estensione drammaturgica del testo letterario. Ci faranno conoscere più a fondo i nostri protagonisti grazie ad una forte caratterizzazione sonora che ne esalta i lati più distintivi. Le atmosfere musicali magiche e sognanti, con sonorità classiche e tipiche del ‘musical theatre’ ma filtrate da una rilettura ‘pop’, saranno il mezzo attraverso il quale vivere a pieno il fantastico mondo del Gruffalò”.
Per info: Teatro “Superga”, via Superga 44, Nichelino (To); tel. 011/6279789 o www.teatrosuperga.it
Biglietti: intero 15 euro, bambini 12 euro
g.m.



Questa mostra era stata anticipata dalla presenza dei sei pittori alla Biennale di Venezia del 1928 dove, oltre a un omaggio a Matisse, vi era una sala dedicata alla Scuola di Parigi. La vita del Gruppo fu di breve durata: soltanto 3 anni. Il 1929 fu indubbiamente l’anno più importante: si tennero sei mostre tra Torino, Genova e Milano. Nel marzo 1929, quattro artisti del Gruppo (Chessa, Galante, Menzio e Paulucci) partecipano alla seconda Mostra del Novecento italiano, al Palazzo della Permanente di Milano. All’inizio del 1930 i Sei ripetono l’esposizione nella Sala Guglielmi di Torino per mostrare “i risultati di un anno di lavoro assiduo e coerente, e confermare la loro fede nella pittura europea” (Menzio). Nella primavera il Gruppo espose alla XVII Biennale di Venezia, appuntamento che li fece notare a livello nazionale. Tra i sei si distinsero per originalità le sei opere di Chessa, pittore di grande talento destinato a spegnersi giovanissimo a causa della tisi. Proprio dopo la Biennale, tuttavia, iniziò la crisi interna al Gruppo dal quale si distaccarono la Boswell e Galante, mentre Chessa fu costretto a una pausa a causa di un nuovo attacco della malattia. Nel novembre 1930 Menzio, Levi e Paulucci presero parte a una mostra alla Bloomsbury Gallery di Londra, dando inizio a un periodo di stretta collaborazione che culminò nell’esposizione di opere, insieme a Galante, alla I Quadriennale di Roma. Il Gruppo ristretto dei Sei rappresentava Torino insieme a Casorati, Sobrero, Italo Cremona e ai neofuturisti e i quadri vennero collocati vicino agli Italiens de Paris (Magnelli, Tozzi, De Pisis, Severini, Campigli) per sottolineare, ancora una volta, lo stretto legame con i movimenti pittorici francesi.