MUSIC TALES, LA RUBRICA MUSICALE
“E se non ti avessi
Uscirei fuori a
Comprarti
Stella di mare
Tra le lenzuola
La nostra barca
Non naviga
Vola, vola, vola!”
Avevo solo sette anni, troppo pochi per capire che, quelli si, erano gli anni dei veri capolavori, di quelle canzoni da masticare e digerire senza mai scordarne il gusto, nemmeno dopo quarant’anni.
“Stella di mare” è una canzone di Lucio Dalla uscita nel 1979, per l’appunto, e tratta dall’album che porta il nome del cantautore.
Il disco “Lucio Dalla” vede brani composti e scritti dallo stesso artista, ad eccezione di un unico pezzo, Cosa sarà, che vede le musiche di Ron.
Il progetto è un successo e vende circa 500.000 copie in soli sei mesi dalla pubblicazione.
La canzone è una dedica d’amore , di sguardi verso la persona amata che dorme accanto a lui, a letto. La stanchezza è davvero incombente, non riesce a dormire e passa il tempo ad osservare la pelle bianca di chi ha accanto, una sorta di silenziosa ninna nanna.
Guarda chi gli è accanto, fissa il suo corpo e le ombre della notte, prima che la luce entri nella stanza e interrompa questa visione quasi onirica. Solo che il concetto cosi semplice di amore incondizionato e venerativo è incorniciato in una armonia sonora da brivido che fa si che questo brano non si possa dimenticare.
In pochi lo sanno, ma l’esordio di Lucio Dalla come solista non fu esattamente idilliaco come ci si potrebbe aspettare. Nel corso dell’edizione del Cantagiro ’64 i famosi pomodori pare li abbia presi veramente (un po’ come me a Sanscemo nel 1997 n.d.r).
Ciò naturalmente non lo buttò giù e il resto è stato storia.
Lo zio era Ariodante Dalla, artista molto noto tra gli anni ’40-’50 e conosciuto per la sua eleganza tanto da essere definito il Lord Brummell della musica italiana.
In ultimo sapevate gli Stadio perché si chiamano così?
Pare che fu proprio Lucio Dalla a scegliere questo nome prendendo ispirazione da una nota testata sportiva bolognese.
“Ma l’amore, l’amore vero, l’amore intero, vuole una cosa e l’altra; vuole la fusione perfetta della sensualità e della tenerezza: anche per questo è raro.”
Umberto Saba
Buon ascolto nella versione di Cremonini, non dovesse piacervi (ma anche se vi piacerà) andate a sentire l’originale!
Chiara De Carlo
https://www.youtube.com/watch?v=NnORpVfp-hQ&ab_channel=CesareCremoniniVEVO
scrivete a musictales@libero.it se volete segnalare eventi o notizie musicali!


Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Dapprima protagonista è Benjamin Rask, unico erede di una ricca famiglia che commerciava tabacco. Quando il padre muore per uno scompenso cardiaco, Benjamin è all’ultimo anno di collegio. Dimostra subito una compostezza mirabile e una grande precocità quando chiede di esaminare il testamento paterno e tutti i documenti finanziari.
E’ una saga affascinante questa di Melissa Fu, nata in New Messico nel 1972, ma di origine sino-taiwanese. Ha vissuto in vari paesi nordamericani (dal Texas al Colorado, da Washington a New York e altri), ha studiato fisica e letteratura inglese ed è stata insegnante e consulente scolastica, ora vive a Cambridge in Gran Bretagna.
La Egan dice di no, ma per alcuni questo è un po’ il sequel de “Il tempo è un bastardo” che nel 2011 valse il Premio Pulitzer a questa talentuosa scrittrice americana (nata a Chicago nel 1962). Ha trascorso l’adolescenza viaggiando per tutto il mondo, poi a 30 anni è approdata a New York, ed è stata fidanzata con Steve Jobs negli anni 80.
Questa è un po’ la biografia romanzata della figlia secondogenita di James Joyce, ragazza sfortunata e vittima dei disastri di una psichiatria che fece parecchi danni; vittima pure di un padre complesso e di un fratello prevaricatore.
E’ stata una presentazione coinvolgente quella dedicata al romanzo dal titolo Il procuratore e il diavolo di Lucedio, una serata di lettori appassionati e di ammiratori di Giorgio Vitari, riuniti nella Sala Biblioteca al Circolo dei Lettori di Torino.

Tredici metri di lunghezza per sette di altezza e la celebre forma (segno matematico dell’infinito) dei tre cerchi consecutivi composta da un centinaio di serigrafie in metallo su cui sono rappresentati i disegni di bambini di alcune scuole cuneesi, e non solo: eccoci di fronte alla grande scultura site specific “Il Terzo Paradiso dei Talenti” realizzata da Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) per “A cielo aperto”, il progetto di arte pubblica ideato dalla “Fondazione CRC” per celebrare il suo 30^ compleanno e realizzato in collaborazione con il “Castello di Rivoli – Museo di Arte Contemporanea”. L’opera è stata appositamente sviluppata dall’artista biellese, fra i massimi animatori e protagonisti dell’Arte Povera, per l’area di fronte al “Rondò dei Talenti”, a Cuneo (via Luigi Gallo, 1), in relazione alla curvatura dell’edificio e alla struttura della piazza stessa. L’inaugurazione, in agenda per venerdì 14 ottobre (ore 17,30), sarà preceduta, alle ore 16, da un’azione condivisa di “arte pubblica partecipata” che vedrà rielaborato il segno-simbolo (presentato, per la prima volta, alla 51^ edizione della “Biennale di Venezia” nel 2005) del “Terzo Paradiso” con materiali di alluminio, al fine di realizzare un’opera collettiva temporanea. Nel pomeriggio del giorno seguente, sabato 15 ottobre, sempre al “Rondò dei Talenti”, alle ore15 e alle ore 16, è in programma un laboratorio per bambini e famiglie sempre sul tema inerente all’opera (iscrizioni su 