CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 557

“Biblioteche in Festa”

Il 24 e 25 settembre a Racconigi e Savigliano 

L’iniziativa, promossa da Le Terre dei Savoia e dal Progetto Cantoregi, prevede
incontri, convegni e spettacoli. Tra gli ospiti anche Davide Longo, Lella Costa e Giusi
Marchetta.
Due giorni dedicati al mondo della lettura e del sistema bibliotecario territoriale,
rivolti sia all’opinione pubblica generica, sia agli operatori del settore. Questa, in
breve, la filosofia della prima edizione di “Biblioteche in Festa” che il prossimo 24 e
25 settembre animerà l’offerta culturale di Racconigi e Savigliano. Un programma
ricco ed eterogeneo quello predisposto dalle Terre dei Savoia e dal Progetto
Cantoregi in collaborazione con tanti Enti e Fondazioni del territorio: dalla
presentazione di “Letture al Castello” al percorso “Iter in Hortis”, dall’incontro con
Davide Longo al reading teatrale di Lella Costa, dal convegno “Le biblioteche della
provincia di Cuneo si raccontano tra prospettive, progetti e speranze” alla lectio
magistralis di Giusi Marchetta. Una manifestazione che intende rimettere al centro
l’importanza della lettura e della condivisione delle buone pratiche bibliotecarie,
intrecciando momenti teatrali, convegnistici e letterari. A tutti i presenti, inoltre,
verrà rilasciato un apposito attestato di partecipazione per gli usi consentiti dalla
legge. Per ulteriori informazioni: info@leterredeisavoia.it ; 0172.86472.

Foto P. Dell’Aquila

Bardo… Noir

A Bardonecchia si parla di libri ed autori Noir.

Riprendendo una tradizione già avviata prima della pandemia, il prossimo 24 settembre, al Palazzo delle Feste è in programma, infatti, l’appuntamento “Bardo…Noir”, un pomeriggio dedicato agli autori ed agli amanti del genere Giallo.

Si comincerà, alle 15, con una tavola rotonda sul tema ” I segreti degli autori: da dove vengono le storie Noir?”. Ne discuterranno Giorgio Ballario, Massimo Tallone, Maurizio Blini e la psicologa Elena Biondo.

A seguire la presentazione di una novità editoriale. Alessando Perissinotto e Piero d’Ettorre, intervistati da Beppe Gandolfo, presenteranno, infatti, il loro libro, uscito proprio in queste settimane, “Cena di classe – Il primo caso dell’Avvocato Meroni” (Mondadori).

“Bardo Noir – dice il sindaco di Bardonecchia Chiara Rossetti – è un appuntamento, che abbiamo fortemente voluto per riprendere una fortunata tradizione, che ha visto, negli anni prima della pandemia, Bardonecchia meta di importanti scrittori del Noir, per momenti di confronto su un genere letterario, che appassiona sempre di più lettori e lettrici”. “

“Ma l’hai capito che non serve a niente mostrarti sorridente agli occhi della gente”

Music tales, la rubrica musicale

Te ne sei accorto, sì

Che parti per scalare le montagne

E poi ti fermi al primo ristorante

E non ci pensi più

Te ne sei accorto, sì

Che tutto questo rischio calcolato

Toglie il sapore pure al cioccolato

E non ti basta più

Ma l’hai capito che non serve a niente

Mostrarti sorridente

Agli occhi della gente

E che il dolore serve

Proprio come serve la felicità”

Vi ho già parlato di Brunori SAS tempo fa, lo ricordo. Amo la sua penna, la trovo di un cinico realismo che un po’ mi appartiene.

 

Siamo nel 2017, che Dio solo sa quanto mi sembra lontano.

 

«Sono partito dall’idea che la paura fosse il motore di una serie di cose che vedevo accadere intorno a me…». Dice Brunori.

Da qui nasce “La verità’’, uno di quei brani che già al primo ascolto sembra colpirti direttamente, come un pugno nello stomaco, come tutti i suoi brani per ciò che mi riguarda.

Un dialogo in seconda persona che però ci dà l’idea di essere un dialogo fatto con se stesso più che una predica. Un canto completamente umano che, senza poetiche particolari o giri di parole, affronta il tema della paura, dell’esistenzialismo disincantato, della fragilità.

Brunori costruisce un percorso per dare un nome a queste cose, attraverso un climax ascendente della gravità delle conseguenze della verità cantata. Una serie di metafore, all’inizio semplici (“te ne sei accorto, si? Che parti per scalare le montagne e poi ti fermi al primo ristorante”) per poi arrivare a temi più profondi: la paura del tempo che passa, la paura del cambiamento, della morte. La paura e il dolore sono quindi alla base della natura umana, felicità e dolore sono due lati della stessa medaglia. “il dolore serve, proprio come serve la felicità”. Per questo, secondo Brunori, non dovremmo avere paura di stare male, di soffrire, di sentirci inadatti perché “morire serve anche a rinascere”.

Dovremmo semplicemente essere noi stessi senza la continua ricerca di piacere agli altri non mostrando magari lati di noi che potrebbero non essere “accettati”. Ma chi se ne frega?

E’ una canzone, “La verità”, che esprime la necessità di non identificarsi troppo con quello che si fa, perché viviamo costantemente in bilico tra la ricerca di sicurezza nel quotidiano e la voglia di cambiamento, di credere ai sogni ma siamo invasi dal terrore di modificare lo stato delle cose.

Ma l’hai capito che non ti serve a niente sembrare

intelligente agli occhi della gente?

E venne il giorno in cui il rischio di rimanere chiuso in un bocciolo divenne più doloroso del rischio di sbocciare.”

(Anaïs Nin)

Buon ascolto

Chiara De Carlo

scrivete a musictales@libero.it se volete segnalare eventi o notizie musicali!

Ecco a voi gli eventi da non perdere!

Mazzini sempre attuale 150 anni dopo. Conferenza con il prof. Quaglieni

Martedì 20 settembre alle ore 17,30 nella sede della Città metropolitana  di Torino a Palazzo Cisterna (via Maria Vittoria 12), Luca Badini Confalonieri e Maria Luisa Alberico, in colloquio con il curatore ed
autore del saggio introduttivo, lo storico prof. Pier Franco Quaglieni,  presenteranno il libro di Giuseppe Mazzini “Doveri dell’uomo”, Edizioni
Pedrini. Introdurrà il giornalista Edoardo Massimo Fiammotto.

Il libro è corredato anche di un inedito di Renzo De Felice su  “Mazzini ed il socialismo”.  L’iniziativa del Centro “Pannunzio”, che ha  promosso questa nuova edizione nel 150° anniversario della morte di
Mazzini, rappresenta la scelta precisa di offrire l’occasione per una  riflessione sui doveri, che Mazzini vedeva come premessa indispensabile
per la realizzazione dei diritti. Questo messaggio appare quanto mai  attuale ai nostri giorni in cui i doveri sono quasi scomparsi ed i
diritti sembrano essere l’unica priorità.
Sarà l’occasione per ricorda Roma Capitale d’Italia e la breccia di Porta Pia del XX Settembre 1870 , insieme al protagonista della Repubblica romana del 1849 che ebbe in Mazzini il suo ispiratore .

Due opere d’arte in occasione del Festival dell’Acqua

Fino al 23 settembre, in occasione del Festival dell’Acqua di Torino (in programma dal 21 al 23 settembre al Centro Congressi del Lingotto), saranno esposte due opere d’arte contemporanea che abbelliranno due piazze del centro città.

1) Il Rubinetto magico pop della fontana dei Giardini Sambuy in piazza Carlo Felice

Davanti alla stazione di Porta Nuova, al centro di piazza Carlo Felice, in corrispondenza dello zampillo della fontana dei Giardini Sambuy, inaugurata nel 1859 proprio per celebrare l’apertura dell’acquedotto pubblico di Torino, è stata installata l’opera pop “Rubinetto magico” di Vincenzo Cusumano.

2) La “Linfa vitale” in piazza CLN

La città, in occasione del Festival dell’Acqua, si arricchisce di una seconda opera d’arte, che tutti i torinesi potranno ammirare, anche di sera, illuminata, passeggiando per il Centro storico.

In piazza CLN, dove sorgono le due fontane, con le allegoriche statue neoclassiche di Umberto Baglioni che raffigurano il Po e la Dora, è installata la doppia opera di Luisa Valentini “Linfa Vitale”.

Due opere d’arte in occasione del Festival dell’Acqua

 

Torino ospita per la prima volta il Festival dell’Acqua, il principale appuntamento nazionale incentrato sui temi del servizio idrico. Giunto quest’anno alla sua settima edizione, il Festival dell’Acqua, che si terrà nelle sale del Centro Congressi del Lingotto dal 21 al 23 settembre, è ideato e promosso da Utilitalia, la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche, che chiama a raccolta le oltre 450 aziende associate e tutti i soggetti che, a diverso titolo, si occupano dei servizi idrici e di pubblica utilità. L’edizione 2022 di Torino è organizzata in collaborazione con SMAT – Società Metropolitana Acque Torino, che si è direttamente occupata dell’installazione delle due opere d’arte, esposte fino al 23 settembre.

Sono 160 i relatori previsti per il festival, per una tre giorni di riflessioni e approfondimenti – 14 convegni tra sessioni plenarie ed eventi paralleli – con ospiti nazionali e internazionali per parlare di acqua, intesa come risorsa essenziale per la vita.


Il Festival dell’Acqua non sarà solamente un’occasione importante per addetti ai lavori, ma coinvolgerà anche la cittadinanza torinese con intrattenimenti, eventi artistici, culturali e sportivi, per approfondire il tema dell’acqua sotto varie angolature.

Rock Jazz e dintorni. I 99 Posse e la Ukulele Turin Orchestra

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Lunedì. Al Lambic Tonino Carotone rende omaggio a Fred Buscaglione.

Martedì. All’Otium Pea Club si esibisce il quartetto della vocalist Elis Prodon. Nel Sound Garden dell’Hiroshima Mon Amour è di scena il cantautore Alessandro Petulla.

Mercoledì. Al Blah Blah si esibisce Matt Elliott.

Giovedì. Al Jazz Club suonano i Beat In2. Al Blah Blah sono di scena i Blue Trip. Al Dash suona l’Ukulele Turin Orchestra. Al Cafè Neruda si esibisce il quartetto di Paolo Voghera.

Venerdì. Alla Suoneria di Settimo debutto della kermesse “Beatles Days” con The Beatless, Marco Roagna e Ticket To Beat. Nel Sound Garden dell’Hiroshima arrivano i 99 Posse.  A Piozzo nell’Open Garden del Baladin , i Marlene Kuntz presentano le canzoni di “Karma Clima”. Al Jazz Club suona il trio Fortune Teller. Al Cap 10100 si esibiscono i Worg, Beatkoinz e Headkube. Al Blah Blah sono di scena i NotFound. Il produttore elettronico Sonambient si esibisce al Bunker presentando l’album “Controforma”.

Sabato. Al Jazz Club suona il quartetto The Hipshakers. Al Cap 10100 è di scena il rapper Reks. Alla Suoneria di Settimo prosegue il tributo ai Beatles con l’esibizione di The Beat Circus, Repsilon, Powerllusi e Gabriele Daho. Al Blah Blah suonano i Five Ways To Nowhere. Allo Ziggy si esibiscono i Browbeat con  Niamh e Nabla Dot.

Domenica. Conclusione a Settimo del tributo ai Beatles con Rolando Giambelli, Oldies But Goldies, Blue Meanies , Let’s Beat e altri. Al Jazz Club suona il trio del chitarrista Dario Lombardo. Riapre il Folk Club con il cantautore nordirlandese Foy Vance.

Pier Luigi Fuggetta

Il teatro Astra si apre per le prove di “Processo Galileo”

Regia di Andrea De Rosa e Carmelo Rifici

Il teatro Astra apre al pubblico le prove di “Processo Galileo”, martedì 20, mercoledì 21 e giovedì 22 settembre prossimi  . Appuntamento in via Rosolino Pilo dalle 16 alle 19.

La guerra, la pandemia, la crisi energetica, l’emergenza climatica sono elementi di forte preoccupazione che paiono invitare alla chiusura e all’isolamento. Cosa risulta fondamentale nel nostro tempo? La risposta spetta, è vero, al singolo individuo ma il rischio più grande è che si trascuri la centralità della cultura per la vita della comunità intera. L’arricchimento individuale conosce molte strade, ma esiste un luogo in cui la cultura viene prodotta, riprodotta, vissuta, consumata e conservata. Questo luogo è  il teatro, al centro della vita della città.

Da questa riflessione compiuta da Andrea De Rosa nascel’iniziativa da parte del TPE Teatro Astra che, da martedì  20 agiovedì  22 settembre, dalle 16 alle 19, permetterà al pubblico di assistere alla creazione artistica nel suo divenire. Durante questi giorni coloro che visiteranno il teatro potranno richiedere informazioni, acquistare biglietti o abbonamenti.

Già da inizio settembre i due registi Andrea De Rosa e Carmelo Rifici, con la squadra di collaboratori, drammaturghi, tecnici e attori, sono impegnati nella costruzione di “Processo a Galileo”, lo spettacolo di debutto della Stagione TPE, che andrà in scena dal 12 al 20 novembre.

La proposta del teatro Astra di apertura al pubblico vuole, così, sottolineare la centralità che il teatro ha nella vita di una città, un piacere al quale non bisogna assolutamente rinunciare. A teatro ci si confronta prima di tutto con se stessi, poi con il prossimo, con altre persone e più pensieri possono suggerire tante possibili domande ed altrettante risposte.

Mercoledì 21 settembre anche la scuola entrerà in scena al teatro Astra. Nel pomeriggio, in caffetteria, il direttore del TPE, Andrea De Rosa, insieme a Sergio Ariotti, direttore del Festival delle Colline Torinesi, incontreranno i docenti per la presentazione e l’approfondimento della stagione “Buchi Neri”, che ha, quale fil rouge, la riflessione sul rapporto con la verità scientifica.

Alle sei produzioni tematiche si aggiungeranno molti altri appuntamenti, per un totale di 29 spettacoli che gli insegnanti avranno modo di conoscere di prima mano per poter scegliere quali recite dedicare ai loro studenti e su quali argomenti realizzare incontri di riflessione e  di condivisione didattica.

Mara Martellotta

I film di Rai Cinema donati al museo della Mole

Sono tredici i film che Rai Cinema dona alla cineteca del Museo Nazionale del Cinema di Torino. A presentare la donazione, avvenuta nell’area conferenze del Museo, erano presenti Paolo Del Brocco, amministratore delegato Rai Cinema insieme ad Enzo Ghigo e Domenico De Gaetano, rispettivamente presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema. Con loro un ospite d’eccezione, il regista Gianni Amelio che ha diretto uno dei film donati al Museo, La tenerezza, e in tour in questi giorni per promuovere il suo nuovo film, Il signore delle formiche, al cinema dall’8 settembre con 01 Distribution. 

 

Dopo la donazione nel dicembre 2015 al MoMA di New York, questa è la seconda occasione in cui Rai Cinema offre ad un Museo alcuni dei film più significativi della sua produzione.
Oltre a La tenerezza di Gianni Amelio, fanno parte della donazione altri film d’autore italiani coprodotti da Rai Cinema, apprezzati dalla critica e dagli spettatori in questi ultimi anni e da oggi a disposizione dell’ampio pubblico del Museo: ll traditore di Marco Bellocchio, Terraferma di Emanuele Crialese, Il campione di Leonardo D’Agostini, Dogman di Matteo Garrone, Martin Eden di Pietro Marcello, Il giovane favoloso di Mario Martone, La mafia uccide solo d’estate di Pierfrancesco Diliberto “Pif”, Le meraviglie di Alice Rohrwacher, Fuocoammare di Gianfranco Rosi, Il primo re di Matteo Rovere, Educazione siberiana di Gabriele Salvatores e Il capitale umano di Paolo Virzì. 

Film molto diversi tra loro per tematiche e linguaggi ma uniti da una caratteristica comune, quella di riuscire a restituire allo spettatore una fotografia autentica della società e dell’identità del nostro Paese attraverso immagini, emozioni e memoria. Una raccolta che contribuirà ad arricchire un patrimonio culturale, quello del Museo Nazionale del Cinema, riconosciuto tra i più importanti al mondo.

“Film differenti per linguaggi e registri narrativi, realizzati da alcuni dei registi più interessanti e significativi di questi anni – ha spiegato Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema. Si tratta di un corpus non esaustivo ma esemplificativo e variegato delle produzioni a marchio Rai. Uno sguardo in grado di consegnare la pluralità dei diversi punti di vista degli autori e che rimarrà sospeso e protetto nel tempo grazie al lavoro del Museo e alla funzione che ricopre. L’auspicio è che questi film possano contribuire alla funzione che il Museo Nazionale del Cinema ha ricoperto negli ultimi anni e dovrà continuare a svolgere in futuro trovando la giusta collocazione di queste testimonianze per essere esposte e correttamente comunicate al pubblico”. 

“È una donazione molto importante, che arricchisce le nostre collezioni – hanno sottolineato Enzo Ghigo e Domenico De Gaetano, rispettivamente presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema. Sono tutti autori di grande rilievo, che hanno realizzato opere di innegabile valore, tutte prodotte da Rai Cinema che siconferma un produttore attento al cinema d’autore di qualità e che ringraziamo per aver scelto la nostra istituzione, seconda solo alla donazione fatta al MoMA di New York. Il valore sentimentale è ancora più forte perché negli anni passati quasi tutte queste pellicole sono state presentate in anteprima al Cinema Massimo o nei festival che il museo organizza”. 

Monumenta Italiae, quattro incontri per il patrimonio

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19 settembre – 10 ottobre 2022 ore 18

 

Palazzo Madama – Sala Feste

Piazza Castello, Torino

Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica propone, dal 19 settembre al 10 ottobre 2022 alle ore 18, il ciclo di appuntamenti in museo Monumenta Italiae. Quattro incontri per un patrimonio.

 

L’iniziativa, a ingresso gratuito, organizzata in collaborazione con l’Associazione Amici della Biblioteca d’Arte dei Musei Civici di Torino – Fondazione Torino Musei, ha lo scopo di sensibilizzare la collettività sull’importanza e sul ruolo della Biblioteca d’Arte e dell’Archivio storico e fotografico dei Musei Civici di Torino. Le biblioteche e gli archivi sono una bussola per orientarsi nella complessità del nostro patrimonio culturale che non possiamo considerare per frammenti isolati. Senza le biblioteche, non solo i musei, ma tutta la nostra storia, fatta di oggetti, persone, luoghi, diventerebbe incomprensibile. Ne sono una prova tangibile i monumenti che popolano le nostre piazze e che raccontano momenti e personaggi della storia di una città, di una nazione, a cui prestiamo spesso scarsa attenzione, ma che nei rivolgimenti della storia o negli eventi della cronaca riprendono il loro valore simbolico e diventano a volte oggetto di contestazione e anche di distruzione. Solo gli strumenti della conoscenza, che ci offrono biblioteche e archivi, aiutandoci a comprendere e contestualizzare gli oggetti della storia, conservano la prospettiva del tempo.

Gli appuntamenti

 

19/09/2022 ore 18: L’archivio fotografico di Lorenzo Rovere ai Musei Civici Di Torino.  Casi di studio per la pittura piemontese tra Medioevo e Rinascimento, Savigliano, L’Artistica Editrice, 2022.

Con Simone Baiocco, Serena D’Italia, Jacopo Tanzi, autori del volume. Introduce: Gelsomina Spione, Dipartimento Studi Storici dell’Università di Torino. Modera: Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama

La Biblioteca d’Arte e l’Archivio storico e fotografico dei Musei Civici di Torino conservano un materiale ricchissimo: è la base di partenza per conoscere la storia del patrimonio della città e le personalità (direttori, donatori, appassionati, studiosi) che quel patrimonio hanno tutelato, studiato, accresciuto e messo a disposizione della comunità. Il volume, il secondo della collana dei Quaderni dell’Associazione Amici della Biblioteca, mette a fuoco la figura di Lorenzo Rovere direttore dei Musei Civici torinesi (Galleria d’Arte Moderna e Museo d’Arte Antica) tra il 1920 e il 1929. La sua figura schiva, di studioso che non amava apparire, è rimasta finora poco nota, anche se le sue ricerche sono state molto importanti. I suoi libri, i suoi appunti e le sue fotografie sono entrati a far parte del patrimonio pubblico e costituiscono il nucleo storico dell’Archivio e della Biblioteca d’Arte dei Musei Civici torinesi.

26/09/2022 ore 18: Nettuno e Mercurio. Il volto di Trieste nell’800, Venezia, Marsilio, 2022.

Con Paolo Possamai, autore del volume. Modera: Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama

Il volto urbano di una delle città tra le più affascinanti, atipiche e bizzarre, raccontato per la prima volta attraverso una narrazione mitologica e fotografie inedite realizzate da Fabrizio Giraldi e Manuela Schirra, per spiegare uno degli episodi urbani più significativi del neoclassicismo in Europa.

Che cosa racconta Trieste? La sua identità è rivendicata ogni dove sui palazzi dei mercanti e delle pubbliche istituzioni

3/10/2022 ore 18: Giù i monumenti? Una questione aperta, Torino, Einaudi, 2022.

Con Lisa Parola, autrice del volume.  Introduce: Gianluca Cuniberti, direttore del Dipartimento di Studi storici, professore ordinario di Storia antica, Università di Torino. Modera: Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama

Stalin, Roosevelt, Saddam: i monumenti crollano. Quando la storia cambia direzione, le statue tornano ad avere voce. Una voce talmente forte che spinge a cancellare ciò che nel presente è ritenuto troppo doloroso. Una scelta che fa discutere. Oggi più che mai abbiamo cambiato il modo di guardare ai monumenti. Non più solo ricordo del passato ma anche informazione preziosa sul presente.

10/10/2022 ore 18: Statue d’Italia. I. Storia della statuaria commemorativa pubblica dal Risorgimento alla Grande Guerra, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2022.
Con Renzo Villa e Giovanni Carlo Federico Villa, autori del volume

Il più grande museo italiano, diffuso su tutto il territorio nazionale. Un museo ai più ignoto, o indifferente; sovente trascurato, umiliato, trasferito; e però ancora conservato, restaurato, qualche volta ammirato. Un museo che, anno dopo anno, continua ad arricchirsi di nuove opere e di nuovi protagonisti. Siamo così abituati alla presenza dei monumenti che non li degniamo più di uno sguardo. È il destino dei monumenti commemorativi che caratterizzano, più di ogni altro, il nostro paese. Perché è l’Italia, con la sua esperienza monumentale, ad avere impostato un modello che poi tutto il mondo ha seguito.

Simone Baiocco, storico dell’arte e curatore, è conservatore per le arti dal XIV al XVI secolo a Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica. È stato direttore del Palazzo dei Musei di Varallo e professore a contratto di Museologia nell’Università del Piemonte Orientale. I suoi ambiti di ricerca prediletti sono legati alla cultura figurativa dell’area piemontese del tardo Gotico e del Rinascimento, temi cui sono dedicate in massima parte le sue pubblicazioni.

Serena D’Italia, storica dell’arte, si è formata presso l’Università degli Studi di Torino. I suoi ambiti di studio principali sono la pittura piemontese e lombarda tra Quattro e Seicento e la storia del collezionismo.

Jacopo Tanzi, storico dell’arte, ha studiato a Milano, Torino e Padova e si occupa di pittura rinascimentale. Ha scritto del Maestro di San Martino Alfieri, di Gaudenzio Ferrari e di Giacomo Rossignolo. Su quest’ultimo pittore sta preparando uno studio storico-critico.

 

Gelsomina Spione, insegna Storia dell’Arte Moderna presso l’Università degli Studi Torino. I suoi ambiti di ricerca sono la cultura figurativa piemontese e ligure, tra Seicento e Settecento.

 

Giornalista e storico, Paolo Possamai per 33 anni ha realizzato il proprio percorso professionale nel gruppo Espresso e poi Gedi. Ha diretto i quotidiani veneti il mattino di Padova, la tribuna di Treviso, Corriere delle Alpi, la Nuova di Venezia e Mestre, In precedenza Il Piccolo, storico quotidiano di Trieste. Per oltre venti anni è stato una delle principali firme del settimanale economico di la Repubblica (Affari&Finanza) e ha collaborato con La Stampa. Prima degli incarichi da direttore, era stato inviato speciale dell’allora gruppo Espresso. Dopo l’uscita da Gedi, si dedica a consulenze strategiche nella comunicazione d’impresa. Collaboratore del canale tv Rai Storia e di Rai Radio 3 per il programma Prima Pagina. Tra i suoi libri ricordiamo Nettuno e Mercurio. Il volto di Trieste nell’800 tra miti e simboli (Marsilio, 2022), Il Caffè Pedrocchi. La storia, le storie (Il Poligrafo, 2015), Caffè Pedrocchi (Skira, 2000), Guida ai luoghi e ai tesori del Santo (De Luca, 1995), Andrea Palladio e il Monte Santo di Vicenza (De Luca, 1994).

Lisa Parola, storica dell’arte. Ha curato progetti di arte pubblica, mostre, campagne fotografiche, workshop e conferenze promuovendo la relazione tra arte, territorio e cittadinanza. È socia fondatrice di a.titolo: un’organizzazione non profit attiva dal 1997 con lo scopo di indagare e sperimentare le potenzialità dell’arte contemporanea nell’ambito della sfera pubblica e sociale.  È stata tra i consulenti culturali per la candidatura di Matera Capitale della Cultura 2019. Negli anni ha inoltre collaborato con istituzioni quali la Fondazione Sardi per l’Arte, la Fondazione Merz e l’Università di Torino.

 

Renzo Villa, si è occupato di storia delle culture scientifiche (pionieristici i suoi studi su Lombroso e l’ideazione della mostra torinese La scienza e la colpa), di vicende mediche e psichiatriche (ultimo libro: Geel, la città dei matti), ma è anche autore di numerose pubblicazioni su aspetti di iconografia e cultura figurativa, oltre ad alcune biografie di artisti. Professore a riposo, è stato anche consulente editoriale e autore di diversi libri scolastici

Giovanni Carlo Federico Villa, Direttore di Palazzo Madama e professore presso le Università di Bergamo e di Udine, è stato componente del Consiglio Superiore per i Beni culturali e Paesaggistici e direttore onorario dei Musei Civici e Conservatoria Pubblici Monumenti di Vicenza. Ha curato numerosi progetti espositivi in Italia, tra cui quelli per le Scuderie del Quirinale di Roma, e all’estero. Autore di oltre trecento pubblicazioni scientifiche e monografie, numerose sono le sue presenze divulgative relative al patrimonio artistico nazionale sui principali canali radiotelevisivi italiani e stranieri.

 

 

 

Info: ingresso libero fino a esaurimento posti

Prenotazione facoltativa: t. 011 4429629 (da lunedì a venerdì, orario 9,30-13 e 14-16)

e-mail: madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

 

Open-T: a Moncalieri teatro e letteratura per ragazzi

SPETTACOLI, INCONTRI E LABORATORI PER LA SECONDA EDIZIONE DEL  FESTIVAL DI TEATRO E LETTERATURA PER BAMBINI E RAGAZZI.

Da sabato 17 a domenica 25 settembre a Moncalieri, in provincia di Torino, doppio week end da non perdere con Open-T. La seconda edizione del Festival di teatro e lettura per bambini e ragazzi, ideato, diretto artisticamente e organizzato dall’Associazione Teatrulla, tra Parco Le Vallere(sabato 17 e domenica 18) e Polifunzionale Don P.G. Ferrero (sabato 24 e domenica 25) proporrà un ricco programma di sedici appuntamenti traspettacoli, incontri e letture animate con autori e realtà teatrali provenienti dal Piemonte e dal resto d’Italia. Tra gli ospiti le compagnie Onda Teatro,Kosmocomico Teatro, Santibriganti Teatro, La Baracca Testoni Ragazzi, Teatro dell’Orsa e le autrici e gli autori Silvia Borando, Claudio Gobbetti, Michele Rizzardi, Diana Nikolova, Marco Viale, Annamaria Gozzi, Monica Morini, Giancarlo Macrì, Carolina Zanotti, Mauro Sacco. Una full immersion, nata da diverse sperimentazioni di eventi culturali diffusi e aperti, capace di coinvolgere ed accogliere tutti e saziare chi ha “fame di cultura”. «Open-T è un’occasione per le famiglie di vivere insieme un tempo di benessere e di confronto, per mettersi in gioco, condividere la magia dell’evento culturale e attivare pensieri e processi creativi “in leggerezza”», sottolineano dall’associazione Teatrulla. «Open-T raccoglie molte collaborazioni territoriali e non solo, con enti, progetti e compagnie nazionali con cui siamo felici di condividere prospettive e costruire occasioni. Il Festival nasce per incontrarsi intorno ai temi a noi più cari: il teatro, la promozione della lettura, la cultura formato famiglia e l’abitare spazi verdi ed informali. Non vediamo l’ora di farlo con tutti voi». Il Festival è realizzato in collaborazione con Città di Moncalieri, Casa Zoe, Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese e con i progetti Storie Cucite a mano e Ip Ip Urrà, entrambi selezionati da Con i Bambini, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito www.teatrulla.it/festival – info festival.opent@gmail.com 3202578353