CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 557

Note di Classica: Jordi Savall, Vadym Kholodenko e Fabio Luisi, le “stelle” di Ottobre

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Martedì 11 alle 20.30 parte la nuova stagione di LingottoMusica. All’Auditorium Agnelli Les Concerts des Nations, diretti da Jordi Savall eseguiranno musiche di Schubert. Mercoledì 12 alle 20.30 al Conservatorio G. Verdi, debutto della nuova stagione dell’Unione Musicale.

 

Il pianista Vadym Kholodenko eseguirà musiche di Prokof’ev e Schubert. Sabato 15 alle 18 al Teatro Vittoria, Francesco Parodi e Michel Chenuil percussioni, presentano “In Principio era il Ritmo”  primo episodio con Antonio Valentino. Domenica 16 alle 16.30 al Teatro Vittoria, per l’Unione Musicale, Clarissa Bevilacquaviolino e Yu Nitahara pianoforte, eseguiranno musiche di Prokof’ev, Mozart, Brahms, e Saint-Saens. Lunedì 17 alle 20 al Teatro Vittoria, il Quartetto Altemps eseguirà musiche di Onslow e Schubert. Mercoledì 19 alle 20.00 e giovedì 20 alle 20.30, all’Auditorium Toscanini debutto della Stagione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Fabio Luisi dirigerà l’Orchestra Rai. Verrà eseguita la sinfonia n.2 “Resurrezione” di Mahler. Sempre mercoledi 19 alle 20.30 al Conservatorio, per la stagione dell’Unione Musicale, il Trio Karènineeseguirà musiche di Schubert, Ravel e Schumann. Sabato 22 alle 20 al teatro Vittoria, il Quartetto Esmè eseguirà musiche di Debussy e Cajkovskij.

Mercoledì 26 alle 20.30, l’Unione Musicale presenta al Conservatorio Diana Tishchenko al violino e Josè Gallardo al pianoforte, impegnati ad eseguire musiche di Ravel, Ysaye e Schubert. Venerdì 28 alle 20.30 all’Auditorium Toscanini per Rai Nuovamusica, l’Orchestra Rai diretta da Gergely Madaras, eseguirà musiche di Schonberg, Nono e Carter. Sabato 29 alle 20 al teatro Vittoria,  il Trio Debussy, con Andrea Chenna alle programmazioni, presenta il progetto “Lili”.

Pier Luigi Fuggetta

Presentata nella nuova sede di Borgo Crimea a Torino, la X edizione di “Flashback Art Fair”

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Il “cuore pulsante” dell’arte

Recita, da sempre, il claim: la Fiera “dove l’arte è tutta contemporanea”, sia essa appartenente al passato più passato, sia essa immersa nelle sperimentali bizzarrie del contemporaneo più contemporaneo. Manifestazione che lega cultura e mercato, è stata presentata nei giorni scorsi la X edizione di “Flashback Art Fair”. Un decimo compleanno festeggiato alla grande, con l’apertura (dopo le precedenti ospitate al “Pala Alpitour” e alla “Caserma” di via Asti) della nuova sede in corso Giovanni Lanza 75 (Borgo Crimea) a Torino. In quella che nell’Ottocento fu la villa del noto banchiere Luigi Marsaglia, utilizzata, in seguito ad un consistente ampliamento, come orfanotrofio per essere poi occupata dagli uffici della Provincia, e che, finalmente, dal 3 al 6 novembre prossimi, accoglierà l’attesa “Fiera d’Arte” ideata da Ginevra Pucci e Stefania Poddighelocation ideale – “Flashback Habitat”– grande hub culturale, aperto tutto l’anno (e questo conta!), rinato grazie allo strumento urbanistico dell’uso temporaneo deliberato dal Comune di Torino e all’accordo dell’“Associazione Flashback” con il “Gruppo Cassa Deposito e Prestiti” cui appartengono i 20mila metri quadri dell’area. Dieci anni e un titolo ch’è tutto un programma: “he.art”, con l’immagine guida realizzata da Alessandro Bulgini, direttore artistico della Fiera, e termine che nasce dall’elaborazione di “heart/cuore” e che contiene magicamente al suo interno la parola “arte”. Arte, dunque, come “cuore pulsante”. Che ben “rappresenta – sottolineano i responsabili – la complessità del ‘mondo Flashback’ che individua proprio nell’arte il motore del cambiamento, ponendo l’accento anche sulla necessità di ripensare la relazione centri/periferie”. Una trentina abbondante gli espositori (gallerie fra le più significative sul piano internazionale), tutti selezionati sulla base di un impegno comune nella ricerca e volontà di riscoprire tecniche, opere, artisti e provenienze sempre attuali. Nove quelli torinesi. Protagoniste assolute saranno le opere, che vanno a coprire circa duemila anni di storia dell’arte. Opere che pulsano e navigano tra sacro e profano: dalla luminosa “Fanciulchiara” di Giacomo Balla, ritratto della figlia Elica, presentata da “Aleandri Arte Moderna” di Roma alla cinquecentesca “Predella” (raffigurante “L’Adorazione del Bambino”, “Adorazione dei Magi” e “Fuga in Egitto”) di Bernardino Lanino (1523 – 1583) di “Flavio Pozzallo” di Oulx Torino); dal “Senza Titolo” ( “Il sogno” ) del 1950 di Carol Rama, presentata dalla “Galleria Del Ponte” di Torino, “dove l’artista è ancora giovane eppure già matura, morbosa e anomala”, fino all’emblematico “Habitat” di Stefano Di Stasio (“Galleria Alessandro Bagnai”, Foiano della Chiana – Arezzo), fra i protagonisti indiscussi del ritorno alla pittura d’immagine che ha caratterizzato gli ultimi vent’anni del secolo scorso. E l’iter prosegue senza soluzione di continuità. E di forti emozioni. Sotto l’intesa (principio di base, sempre) che “l’arte è tutta contemporanea”. Interessante è anche ricordare che per il suo decennale, “Flashback Art Fair” ha in agenda (con il titolo di “Flashback exhibition”) un’articolata proposta di mostre, video, talk e laboratori didattici. Tre, soprattutto, le mostre da segnalare, all’insegna dell’internazionalità. La prima, “Opera viva Barriera di Milano, il Manifesto”, progetto ideato da Alessandro Bulgini, raccoglie le immagini di sette artisti islandesi selezionati dal curatore Jón Gnarr. La seconda, “Cuba introspettiva”, è un progetto espositivo ideato e curato da Giacomo Zaza con venti artisti contemporanei, attivi dalla metà degli anni Settanta all’ultimo ventennio, protagonisti delle più recenti ricerche “intermediali” dentro e fuori dell’isola. La terza, con la curatela di Michela Casavola, vede il coinvolgimento dell’ONG indipendente “WeWorld”, impegnata a garantire i diritti di donne e bambini in 27 Paesi del mondo, e raccoglie, in un percorso immersivo, le fotografie di Davide Bertuccio e Camilla Milani realizzate in Benin e Mozambico, con le immagini di un’umanità ritratta nelle sue estreme condizioni di precarietà, in luoghi spesso soggiogati dagli inarrestabili disastri del terrifico cambiamento climatico.

Per info e programmi: tel. 393/6455301 o www.flashback.to.itinfo@flashback.to.it

Gianni Milani

Nelle foto:

–       Carol Rama: “Senza titolo”, Galleria Del Ponte, Torino

–       “Flashback Habitat”

–       Giacomo Balla: “Fanciulchiara”, Aleandri Arte Moderna, Roma

–       Bernardino Lanino: “Predella”, Flavio Pozzallo, Oulx (Torino)

Una giornata a ingresso gratuito alla GAM, con performance e workshop dell’artista piacentina Claudia Losi

“AMACI”. XVIII Giornata del Contemporaneo

Sabato 8 ottobre, con orario prolungato fino alle 20

Sono 24 in Italia i Musei associati “AMACI” (Associazione dei Musei d’Arte Italiani) che, ogni anno ad ottobre, tornano a palesare la loro unità d’intenti promuovendo tutt’insieme la cosiddetta “Giornata del Contemporaneo” – realizzata con il sostegno della “Direzione Generale Creatività Contemporanea” del “Ministero della Cultura” e con la collaborazione della “Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale” – dedicata all’arte del nostro tempo ed al suo pubblico. Filo conduttore di questa XVIII edizione, finalmente in presenza, dopo le restrizioni dovute a due anni di pandemia, sarà il tema dell’“ecologia”, connesso a quello della “sostenibilità”, attraverso una programmazione ad hoc dei Musei associati che, per quest’anno, propongono un particolare focus su attività dedicate al pubblico dei diciottenni. L’appuntamento è, in tutt’Italia, per la giornata di sabato prossimo 8 ottobre e a Torino sarà la “GAM-Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea” (via Magenta, 31), associata ad “AMACI”, insieme al “Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea”, a parteciparvi con proposte decisamente allettanti. La prima: ingresso gratuito per tutta la giornata di sabato alle collezioni permanenti del Novecento e alle mostre “OTTOCENTO. Collezioni GAM dall’Unità d’Italia all’alba del Novecento”“Flavio Favelli. I Maestri Serie Oro” “Jannis Kounellis” in Videoteca, con orario prolungato fino alle 20 per le collezioni del Novecento. La seconda: alle 18performance workshop dell’artista piacentina Claudia Losi, ricercatrice fra le più interessanti e sensibili nella sfera del “contemporaneo”, attratta in modo particolare dal rapporto uomo – paesaggio ed operante con diversi media come installazioni site-specific, scultura, fotografia ed opere tessili e su carta. Per l’occasione la Losi riprenderà un suo fortunato progetto dal titolo “Being There. Oltre il giardino”, avviato nel febbraio del 2020 con un workshop online sull’interpretazione del concetto di “luogo naturale”, organizzato dal “NTU-Centre for Contemporary Art” di Singapore. Restando in tema, l’artista realizzerà, di fronte al pubblico, una piccola serie di amuleti in terra cruda, dal multiforme corpo animale-umano-demonico, che, una volta ultimati, saranno affidati a un gruppo di studenti diciottenni di un Liceo di Torino perché li collochino, liberamente, negli spazi del Museo, secondo la loro personale sensibilità. In preparazione di questo gesto di “messa a dimora nello spazio” delle piccole presenze, gli studenti saranno invitati il giorno prima a partecipare a un workshop a loro dedicato durante il quale lavoreranno con l’artista sui molteplici significati che ciascuno di noi può dare, per l’appunto, alle parole “luogo naturale”. E attenzione! “Non c’è nulla– spiega Claudia Losi – di neutro e acquisito una volta per tutte. Ciascun individuo, in base alla propria cultura e lingua, alla geografia da cui proviene, alla storia del proprio corpo, della propria memoria e della propria immaginazione, fornirà uno specifico punto di vista”. Alla fine della giornata, gli studenti e l’artista comporranno su una parete del Museo, attraverso scritte e immagini, le idee, le diverse fantasie e memorie, a cui le parole “luogo naturale” li avranno condotti, attraverso il confronto delle percezioni individuali, il dialogo e la lettura di alcuni testi. Successivamente il disegno a parete sarà portato a compimento dall’artista che vi aggiungerà altre immagini e scritte da lei raccolte nell’arco degli ultimi due anni, durante il suo viaggio di esplorazione – tra Israele, Singapore e Italia– delle innumerevoli idee di “luogo naturale” generate nel pensiero di popoli e individui, avviato con il progetto (di cui sopra) “Being There. Oltre il giardino” realizzato grazie al sostegno dell’“Italian Council” (IX edizione, 2020), programma di promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo della “Direzione Generale Creatività Contemporanea del MIC”. L’intervento resterà visibile al pubblico fino a domenica 6 novembre.

Per info: GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, via Magenta 31, Torino; tel. 011/4429518 o www.gamtorino.it

Gianni Milani

Foto da: “Being There. Oltre il giardino” di Claudia Losi

“Una canzone fa rivivere un ricordo…”

MUSIC TALES, LA RUBRICA MUSICALE

Il peggio sono i viaggi, le avventure

Una canzone fa rivivere un ricordo

Le domande senza risposta, questo è il peggio”

” Si t’étais là ” è una canzone della cantante francese Louane . È stato pubblicato il 21 ottobre 2017 come secondo singolo dal suo secondo album in studio Louane . La canzone ha raggiunto la posizione numero due nella classifica dei singoli francesi .

Tolti certi “cult”, non sono particolarmente amante della canzone francese anche se ammetto di aver goduto in adolescenza con “jo le taxi” di Vanessa Paradis che ha segnato una delle mie estati più belle e spensierate.

Ma questo brano, che cerca di elaborare un lutto (probabilmente la perdita dei genitori n.d.r.) mi ha particolarmente colpita.

Sarà la voce soave di Anne Peichert, conosciuta con il nome d’ arte Louane, sarà la perdita di mia madre che forse ancora del tutto non ho elaborato ma questa canzone mi tocca le corde dell’anima.

Di Louane si sa che è stata una semifinalista nella stagione 2013 di The Voice: la plus belle voix in Francia con Louis Bertignac come coach.

Nel 2014 è stata scritturata nel film La Famille Bélier , per il quale ha vinto il Premio César come attrice più promettente .

Il padre di Louane, Jean-Pierre Peichert, era francese, figlio di madre polacca e padre tedesco. Sua madre, Isabel Pinto dos Santos, era portoghese, figlia di padre portoghese e madre brasiliana.

Il 5 febbraio 2015, ha servito come atto di apertura per la vetrina di Jessie J a Parigi.

Il suo album di debutto in studio, Chambre 12 , è stato pubblicato il 2 marzo 2015, con grande successo. Anche il suo singolo ” Avenir ” ha scalato le classifiche francesi.

Nel 2017, ha fornito la voce per il brano “It Won’t Kill Ya”, dall’album di debutto di The Chainsmokers , Memories… Do Not Open .

Il 1 settembre 2021, per Pokemon 25 , ha pubblicato il brano “Game Girl”, il cui nome è un gioco di parole sul Game Boy .

Tutto questo per farla conoscere a chi, di voi, magari non ne sapeva nemmeno dell’esistenza…un po’ come me se non me l’avessero indicata.

Viviamo tra cose destinate a morire – Intra peritura vivimus.”

(Lucio Anneo Seneca)

Buon ascolto

Chiara De Carlo

https://www.youtube.com/watch?v=yo-CCYzm_SQ&ab_channel=LouaneOfficielVEVO

GLI APPUNTAMENTI

Reimmaginando Lucio:

https://fb.me/e/9fo31sl7n?ti=wa

Un quartetto per la Resistenza

Con  Sara D’Amario. Regia di François-Xavier Frantz

Sabato 8 ottobre 2022

ore 21

Chiesa di San Remigio

Via San Remigio

Villadeati (AL)

Per prenotazioni: 3290488928

Due donne, due uomini, una sola protagonista. Sara D’Amario è l’interprete di Un quartetto per la Resistenza, monologo per la regia di François-Xavier Frantz. La storia, ambientata negli anni della Resistenza, inizia tra le montagne tra Barge e Bagnolo, passa per Moncalieri, per arrivare a Torino nei giorni della Liberazione.

Mattatrice assoluta è la torinese Sara D’Amario che qui si cimenta in 4 ruoli diversi.

La storia

In Un quartetto per la Resistenza, Sara D’Amario veste i panni di Maria Rovano, nome di battaglia Camilla, e di Leletta Oreglia d’Isola, due donne apparentemente agli antipodi per cultura e formazione politica. La prima è comunista e incarna il pragmatismo di una donna del popolo, la seconda è di famiglia nobile ed è cattolica, poetica e luminosa. In comune hanno il fuoco della libertà, sono testimoni della Resistenza e le loro voci, diverse ma complementari, compongono l’asse portante principale della rappresentazione. Le altre due presenze evocate da Sara D’Amario sono due uomini, anche loro molto diversi: Pompeo Colajanni, il comandante Barbato, e Aimaro Isola.

Il primo adulto, siciliano, carismatico, trascinatore, preparato dal punto di vista militare e strategico. L’altro è un adolescente, fratello minore di Leletta, che osserva tutto con sensibilità, profondità e passione; qualità che lo porteranno a scrivere Paesaggi Partigiani, a dare voce alla natura in modo poetico, pensandola come un essere dotato di una memoria propria e concreta, oltre a farlo diventare uno degli architetti più celebri d’Italia.

Aimaro Isola ha letto e registrato, proprio per lo spettacolo, diversi passaggi, battute significative, poetiche, struggenti.

Lo spettacolo sarà preceduto dalla proiezione del video della durata di 5 minuti dal titolo “I Dormienti”, sull’opera di Hilario Isola dedicata a Maria Rovano, Camilla e al comandante Barbato.

La versione dell’8 ottobre a Villadeati sarà inedita poiché ci sarà anche il racconto di cosa accadde il 9 ottobre 1944 nel piccolo paese del Monferrato.

La lettura

Il senso allegorico di Un quartetto per la Resistenza è ben chiaro. François-Xavier Frantz e Sara D’Amario mettono in risalto che, in una particolare condizione storica, persone con sensibilità, cultura, provenienza radicalmente diverse e posizionate ai poli opposti della società italiana di allora, hanno saputo unirsi in nome di una causa fondamentale, vitale per tutti, lasciando un messaggio di speranza univoco e potente.

Ecco perché le loro parole delineano differenti modi per lottare per la pace, ma riescono a intendersi in termini di consapevolezza e di impegno in un momento di confusione storica. In altre parole, le voci di Camilla, di Leletta, di Barbato e di Aimaro offrono un messaggio dal valore inestimabile, senza barriere, senza limiti, vitale per tutte e tutti, in modo duraturo, fino a noi, fino ad oggi.

Gli Interpreti

Sara D’Amario è nata a Moncalieri e nel 1993 si è diplomata presso la Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino, fondata e diretta da Luca Ronconi.

Si è perfezionata a New York con Susan Batson e Elizabeth Kemp; ha conseguito la laurea in Lettere Moderne, specializzandosi in drammaturgia presso l’Università degli Studi di Torino e a teatro è stata diretta, tra gli altri, da Luca Ronconi, Krzysztof Zanussi, Nanni Garella e Luca Zingaretti.

Per il cinema ha recitato in diversi film, tra cui Il ricco, il povero e il maggiordomo, La banda dei Babbi Natale, Il cosmo sul comò (con Aldo Giovanni e Giacomo), Caos calmo (con Nanni Moretti), Solo un padre (Luca Lucini), Colpo d’occhio (di Sergio Rubini), Assassini dei giorni di festa (di Damiano Damiani), La ragazza del lago (con Toni Servillo), Casomai (di Alessandro D’Alatri), Come diventare grandi nonostante i genitori (di Luca Lucini).

In televisione ha partecipato a molti sceneggiati, tra cui Le stagioni del cuore, Il commissario Nardone (nel ruolo di Rina Fort), Le tre rose di Eva (nel ruolo di Angela Corti), Non smettere di sognare, Distretto di polizia 8, Io ci sono (la storia vera di Lucia Annibali), L’onore e il rispetto, Sacrificio d’amore, I Topi, “Fratelli Caputo” di cui è la protagonista femminile accanto a Nino Frassica e Cesare Bocci, oltre alle soap opera Vivere e Centovetrine.

È in tournée con 4 One Woman Show: (XXn) SFUMATURE DI DONNE DI SCIENZA ( un monologo su 20 scienziate che hanno rivoluzionato il mondo), STORIE DI DONNE DI FUOCO E DI LUCE ( in cui racconta di alcune donne che hanno cambiato il loro destino e hanno acceso luci che non si sono mai spente nelle menti e nei cuori di tante persone), GREENMINDS (un viaggio intorno alla terra tentando di schivare le fake news), UN QUARTETTO PER LA RESISTENZA (la storia di 20 mesi di due donne e due uomini emblematici per la Storia del nostro Paese) e una commedia feroce NEGLI OCCHI DI MIA MADRE – IL MAMMONE sul trio più famoso del mondo: Mamma, Moglie e Mammone, tutti per la regia di François- Xavier Frantz.

È autrice di quattro romanzi: NITRO (Baldini Castoldi Dalai editore, 2009); UN CUORE XXL (Fanucci Editore, 2013) vincitore del Premio Sirmione per la Letteratura per Ragazzi; KIKKA (Fanucci Editore, 2014); MAGNETIC (Leggereditore, 2018) semifinalista Premio Bancarellino 2019.

François-Xavier Frantz è regista, attore e drammaturgo francese e vive in Italia da diversi anni.

Si è diplomato nel 1983 alla Scuola per Attori Le Cours Simon di Parigi e nel 1988 si è diplomato con lode in Arti Plastiche all’Accademia di Belle Arti di Metz (Francia). Nel 1993 ha partecipato a un seminario intensivo di regia condotto da Luca Ronconi, presso il Teatro Stabile di Torino.

Tra il 1983 e il 2004 ha lavorato come attore, regista teatrale, drammaturgo con alcuni grandi maestri, tra cui Anatoli Vassiliev (Russia), Jerzy Grotowski (Pontedera), Michelle Kokosowski – Académie Expérimentale des Théâtres (Francia).

Ha collaborato con Daisy Amias alla prima creazione mondiale di Phaedra (Seneca), Andromaca (Jean Racine) in lingua coreana a Seoul – Corea del Sud, e sull’adattamento di Nadja di André Breton; in seguito ha collaborato con Isabelle Janier sulla messinscena di diversi testi di Marivaux.

Tra le sue regie teatrali spiccano varie opere di Pasolini, Fassbinder, Georges Ribemont-Dessaignes, Tennessee Williams, Werner Schwab, Jean Genet, Edouard Dujardin.

Ha realizzato alcuni cortometraggi di fiction in lingua francese e italiana.

Tra il 2004 e il 2011 ha lavorato come produttore di lungometraggi per il cinema a livello internazionale presso Love Streams agnès b. Productions, Parigi. Dal 2011 lavora come attore, autore, regista e script doctor indipendente anche in Italia.

Partners e sponsor

Un quartetto per la Resistenza è una produzione dell’associazione Ancóra con il sostegno del Comune di Barge, del Comitato Resistenza e Costituzione, del Consiglio Regionale, della Fondazione CRT, in collaborazione con Constellation Factory, Polo del ‘900 e Istituto della Resistenza di Cuneo, l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, Comune di Moncalieri, Proloco di Moncalieri.

Sabato 8 ottobre 2022

ore 21

Chiesa San Remigio

Via San Remigio

Villadeati (AL)

Per prenotazioni: 3290488928

www.duepuntisas.it

La Diplomazia risorgimentale a Torino

Dal Palazzo delle Segreterie alla Società del Whist Accademia  Filarmonica

Torino può essere definita la città italiana dove tutto ebbe inizio in tempi moderni. Il Palazzo delle Segreterie è uno dei primi esempi di struttura appositamente concepita per ospitare i capi a comando degli Stati, specialmente quelli degli Esteri, rendendolo ai tempi, uno strumento molto efficace, semplice e soprattutto veloce accessibile alle predisposizioni di esecuzione del sovrano. Durante il risorgimento si svolgevano anche i balli diplomatici a Corte, uno dei più importanti ed esclusivi si teneva a Torino preso la Società del Whist-Accademia Filarmonica, fondata da Cavour nel marzo 1841, ispirato dai club per gentiluomini londinesi, creò un circolo di nobili liberal-moderati per colmare il “vuoto sociale creato dalla scomparsa della tradizionale vita di corte” ed avere anche un degno luogo d’incontro. Infatti, in essa si incontravano le maggiori diplomazie a Torino e vi trovavano  rifugio e accoglienza molti rifugiati politici di molte nazioni. Ma anche la nobiltà e civiltà dei caffè intellettuali, i quali solitamente erano frequentati dai maggiori esponenti della diplomazia vecchia e nuova, della cultura, dell’eleganza, dell’ esercito e  da noti politici.

Sofia Scodino

Piemonte da scoprire tra arte e storia

Un bel libro-guida da sfogliare e leggere per visitare il Piemonte nella stagione dei grandi colori.

Lo porta in edicola e in libreria un turista curioso che dalla sua Lombardia ha scoperto le bellezze artistiche e paesaggistiche della nostra regione. Si è innamorato così tanto della sua nuova terra che non l’ha più lasciata. Un tal giorno, Paolo Ponga, giornalista e scrittore di romanzi, ha fatto la scelta della sua vita: via dal caos della periferia milanese per trasferirsi sulle dolci colline del Monferrato. Con la macchina fotografica a tracolla ha viaggiato per le otto province del Piemonte scoprendo posti e luoghi di cui si parla poco o meno di tanti altri ma che hanno fascino da vendere. Tutti angoli da conoscere meglio e valorizzare come meritano. Si tratta di trenta località scelte dall’autore lungo un percorso che si snoda tra arte, cultura e storie avvincenti. Ecco qualche suggerimento. Nell’astigiano l’obiettivo di Ponga è puntato su San Secondo di Cortazzone, la chiesa in cima a una collina, in mezzo alla campagna, uno dei più interessanti esempi del romanico astigiano, risalente al secolo XI, e sull’antica cripta di Sant’Anastasio, secondo vescovo di Asti, eretta mille anni fa o forse anche prima, vero e proprio tesoro nascosto nel centro di Asti, la cui atmosfera misteriosa ricorda all’autore le pagine del Codice da Vinci di Dan Brown.
In provincia di Alessandria, a metà strada tra Casale e Valenza, sorge il castello di Giarole fondato in seguito a un diploma concesso da Federico Barbarossa a quattro cavalieri della nobile famiglia Sannazzaro. L’attuale conte Sannazzaro, previo appuntamento, guida i visitatori nelle sale del maniero attraverso otto secoli di storia. Raggiungiamo il paese medievale di Rocca Grimalda, nell’Ovadese, dove il castello è diventato un’oasi fiorita. Furono i Grimaldi piemontesi, ramo collaterale della famiglia del Principato di Monaco, a trasformare nel Settecento il castello militare nella splendida dimora attuale con giardini all’italiana, medievali e romantici. Anche qui è possibile vedere il castello con una visita guidata condotta dai proprietari. Nel biellese ampio spazio al Ricetto medievale di Candelo, uno dei borghi più belli d’Italia, con le mura fatte di ciottoli di fiume, costruito dagli abitanti del paese per ripararsi dalle incursioni dei briganti. Il Ricetto, dal latino “receptum”, ossia un rifugio difeso da fortificazioni, veniva utilizzato come deposito di prodotti agricoli e come luogo per difendersi in caso di pericolo o di guerra. Entrarci significa fare un salto indietro nel tempo di 700 anni. A Dronero, nel cuneese, il famoso Ponte del Diavolo con i suoi merli a coda di rondine. L’opera fu costruita nel 1428 sul torrente Maira, grandioso intervento per quei tempi, così come è molto suggestiva la leggenda sul diavolo, tutta da leggere. A Monticello d’Alba, 2000 abitanti sulle colline del Roero, si trova il castello delle favole, “per le torri potenti e i camminamenti ricchi di merli”, voluto mille anni fa dai vescovi di Asti per difendere il territorio dalle invasioni dei Saraceni, come quella distruttiva del 920 dopo Cristo.
Le cronache medioevali narrano di almeno due grandi assedi al castello tra il 1187 e il 1300. E che dire dell’Abbazia fortificata di San Nazzaro Sesia nel novarese? Ben pochi la conoscono, eppure è uno dei complessi monastici più significativi della nostra regione. Il comune, 700 abitanti, fa parte del Parco naturale delle Lame del Sesia e la sua fondazione risale forse all’età Longobarda, al tempo della regina Teodolinda. Oppure l’affascinante chiesa romanica di San Michele a Oleggio nella campagna novarese, a 15 chilometri dal capoluogo, tra Bisanzio e il Romanico lombardo, con un ciclo pittorico straordinario, di gusto bizantino, risalente all’anno Mille. Investigatore a caccia di opere d’arte: Ponga scova preziosi gioielli quasi perduti, di cui si sa ben poco, e uno di questi si trova vicino a Ivrea. È la piccola pieve di Santa Maria di Vespiolla, nel comune di Baldissero Canavese. Ricca di affreschi risalenti al Quattrocento la chiesa fu eretta forse già prima del X secolo ed era il centro del potere spirituale del territorio circostante. La prima data in cui viene citata in un documento è comunque il 1122. In provincia di Torino citiamo ancora l’antica Abbazia di Santa Fede, vicino a Cavagnolo, in Val Cerrina, dimenticata e da riscoprire, di origine longobarda ma rifatta nel XII secolo e nominata dal Barbarossa in un documento dell’epoca. Nel Verbano-Cusio-Ossola un’attenzione particolare viene riservata alla chiesa monumentale di San Gaudenzio, a Baceno, in Valle Antigorio, adagiata su uno sperone roccioso, con la facciata romanica in pietra e e il portale cinquecentesco. Nel vercellese spiccano le rovine dell’antico castello di Vintebbio e la sua lunga storia iniziata nell’Alto Medioevo e il castello-monastero di Lenta tra misteri, abbandono e uomini di buona volontà. C’è ovviamente molto altro nel volume di Paolo Ponga, un invito quindi a leggerlo e a viaggiare per il Piemonte nella stagione più incantevole dell’anno. Tutte le informazioni per le visite ai siti si trovano alla fine del libro.
Filippo Re
Nelle foto la Chiesa San Secondo di Cortazzone, il castello di Sannazzaro di Giarole, il ricetto di Candelo

Torino Spiritualità ha chiuso con migliaia di presenze

Torino Spiritualità edizione 2022 ha chiuso i battenti  sabato dopo 4 giorni affollati di presenze. Migliaia i visitatori accorsi per ascoltare il Premio Nobel Orhan Pamuk e il Premio Pulitzer 2022 Joshua Cohen, Lilian Thuram, Alex Zanotelli, Fabrizio Gifuni, Luciana Littizzetto, Stefano Mancuso, Massimo Recalcati, Oliviero Toscani, Cecilia Strada, Gherardo Colombo, Vito Mancuso e Alessandro Bergonzoni, Jan Brokken, Frank Westerman, Nicola Lagioia e Valeria Parrella, Luigi Maria Epicoco, Enzo Bianchi.Quest’anno il festival ha compiuto 18 anni e ha esplorato la “inesauribile complessità dell’esistenza attraverso la pelle”.  Tema della rassegna è stato infatti: Pelle, “superficie profonda” dell’essere umano.

“Il Purgatorio ritrovato” di Francesco Longano sarà presentato alla Fondazione Firpo


LIBRI / 
Nella Sala Seminari in piazza Carlo Alberto 3, al primo piano della Biblioteca Nazionale Universitaria

 

“Il Purgatorio ritrovato – Censura Inquisizione e massoneria” di Francesco  Longano verrà  presentato presso la Fondazione Firpovenerdì 14 ottobre 2022 dalle 10 alle 13.

La Fondazione Firpo ha recentemente acquisito l’unico esemplare esistente della prova di stampa del Purgatorio ragionato” di Francesco Longano (1729-1796), che costituisce un ottimo spunto per in incontro che riguarderà  la storia del libro e dell’editoria, dell’Illuminismo meridionale e italiano e della censura antimassonica tipica del Settecento. L’opera sarà presentatavenerdì  14 ottobre prossimo dalle 10 alle 13.

Francesco Longano è  considerato uno dei rappresentanti più significativi dell’Illuminismo meridionale italiano per la sua riflessione politica e filosofica e per gli studi di geografia.

La sua opera più celebre, che verrà  presentata presso la Fondazione Luigi Firpo, il 14 ottobre prossimo, è  il ‘Purgatorio ragionato’, o ‘Purgatorio politico’, risalente al 1779. Si tratta di un’opera fondamentale per la sua riflessione umanistica e massonica sulla purificazione ultraterrena. Commissionata da un libraio di Vienna, sottoposta a censura preventiva, fu mandata in stampa senza tenere conto dei rilievi dei censori e venne proibita e sequestrata tra l’agosto e il settembre 1779.

I fogli allora stampati furono chiusi in una stanza dell’Università di Napoli e la stampa venne interrotta al settimo capitolo. Nessun esemplare a stampa fu trasmesso e la conoscenza del contenuto rimase affidata all’autobiografia di Longano e a poche testimonianze dei contemporanei.

Nel 2005 avvenne un ritrovamento eccezionale e la Biblioteca Apostolica Vaticana acquistò  il manoscritto da un privato a Ripalimosani, la città natale dell’autore.

Ne discuteranno Elvira Chiosi dell’Università di Napoli  Federico II, Francesco  Lepore di Linkiesta di Roma, Giuseppe Recuperati dell’Università di Torino, Antonio Trampus dell’Università Cà Foscari di Venezia, Simone Volpato della Libreria Antiquaria Drogheria 28  a Trieste.

 

MARA MARTELLOTTA

Segreteria Fondazione Firpo, Centro Studi sul Pensiero Politico Onlus presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino,

Piazza Carlo Alberto 3 Torino 

Tel 011/8129020.

Palco Emozioni e T’Amo: la nuova stagione del Teatro Luciano Pavarotti a Leini’

E la rassegna amatoriale

Un cartellone principale di quattro spettacoli da novembre a gennaio, uno spettacolo dedicato ai più giovani e quindi tre rappresentazioni amatoriali. Tornano Tiziana Foschi e Alessia Olivetti: in scena generi per tutti i gusti dalla commedia al musical

 

Leini – Riparte la stagione teatrale presso il teatro civico con un cartellone principale e una rassegna amatoriale.

Palco Emozioni, questa la denominazione del cartellone principale, inizia sabato 12 novembre con una commedia dedicata alla maternità, “Mamma…zzo!!!” con Federica Cifola: un’ironica riflessione sul ruolo di madre, ponendosi dubbi e inquietanti interrogativi, analizzando anche i percorsi di alcune mamme famose della storia, della politica e dell’attualità.

Il 19 novembre torna Roberta Olivetti con “Il treno dei desideri”: Linda, attrice squattrinata trentaquattrenne, intraprende un viaggio in treno per andare a Napoli, dal suo grande amore, ormai ex.  Il desiderio è di riconciliarsi con Filippo per continuare a scrivere quella storia amorosa che le ha dato molto ma che continua a farla soffrire. Un viaggio pieno di imprevisti ed avventure fra ricordi ed incontri, consapevolezze e addii, significativo per sciogliere tanti nodi del passato e poter vivere così un futuro colmo d’amore per… se stessa.

Il 3 dicembre tocca al duo Andrea Murchio e Alessia Olivetti in un musical dalle note decisamente rock: è la storia di Rick Bradley, un reduce della guerra in Vietnam, che diviene contestatore del potere attraverso uno show sulla CBS -“ON AIR”- che, nel giro di poco tempo, si trasforma in un fenomeno di costume, ma anche quella della sua musa tuttofare Linda. Una vicenda attraverso la quale riscoprire la grande musica del periodo d’oro del rock, dall’inizio degli anni ’60 fino alla metà dei ’70.

Il 22 dicembre un gradito ritorno sul palco del Pavarotti, quello di Tiziana Foschi, già componente della Premiata Ditta, impegnata in “Faccia un’altra faccia”, uno spettacolo che cerca di scatenare una risata, stimolare un pensiero, suscitare un ricordo… cerca una nuova faccia da mostrare.

Il 15 dicembre Silvano Antonelli racconterà la storia di un palloncino ai ragazzi delle scuole, nella rappresentazione dedicata e riservata ai più piccoli.

A gennaio e febbraio, la rassegna amatoriale T’Amo: il 14 gennaio “La panchina”, dell’associazione Teat-Rino, racconto ambientato in un unico posto, la panchina, sulla quale si dipanano 5 storie diverse, tutte con un minimo comune denominatore, la verità. Omossessualità, dipendenza, luoghi comuni, i temi che si sviluppano all’interno dello spettacolo trattati senza vergogna e con la massima autenticità.

L’11 febbraio sarà il momento di un’opera di Alan Ayckbourn, con la regia di Luciano Caratto, “Sinceramente bugiardi”: Ayckbourn costruisce un autentico capolavoro di virtuosismo con il minimo dei mezzi, un banale equivoco e due coppie appartenenti a generazioni diverse. Il risultato è una pièce dalla comicità irresistibile. Ginny e Greg sono da poco fidanzati, e Greg vorrebbe sposarla. Ma nell’appartamento di Ginny a Londra, Greg trova un paio di pantofole da uomo…

Chiude la rassegna il 18 febbraio “Il vero ispettore Hound” di Tom Stoppard, con la regia di Cristiano Falcomer, fondatore di Lunathica: la commedia è una sofisticata parodia del genere giallo, un brillante esempio di teatro nel teatro nel quale finzione e realtà si mescolano al punto da confondere lo spettatore. Il repentino scambio di ruoli tra critici, attori e personaggi, mina le nostre certezze, le regole del buon senso e i canoni teatrali. Continui esilaranti colpi di scena divertono e disorientano. I punti cardinali sono invertiti, palcoscenico e platea si fondono.

Tariffe: Cartellone Palco Emozioni (platea 16 €, galleria 12 €, ridotto 10 €) – Abbonamento a 56 € per 4 spettacoli

Mini rassegna amatoriale T’Amo: Prezzo fisso e unico 8 €. Abbonamento a 21 € per 3 spettacoli

Biglietteria: Tutto il mese di novembre: mercoledì ore 17-19 e sabato mattina 10-12. Foyer del teatro Pavarotti

Dal 1 al 6 novembre solo per acquisto abbonamenti. Dal 7 al 30 novembre prevendita biglietti singoli spettacoli. Biglietteria aperta la sera di ogni spettacolo dalle ore 20.

“Abbiamo raggiunto un altro piccolo obiettivo – commenta l’Assessore alla Cultura, Cristina Bruno -: oltre a proporre un cartellone principale di qualità, con spettacoli vari e di grande rilievo, e una rappresentazione dedicata ai ragazzi, aggiungiamo una mini-rassegna amatoriale, un segnale di attenzione per un mondo che per il nostro teatro può essere un riferimento importante. Voglio ringraziare gli Uffici comunali per l’impegno e augurare buon divertimento a chi vorrà condividere con noi quell’arte affascinante e coinvolgente che è il teatro”.