Caleidoscopio Rock USA Anni ‘60
“Anche l’occhio vuole la sua parte” è frase sempre efficace, tantopiù nel mondo dello spettacolo e della musica. Ma noi qui parliamo di aspetto estetico delle etichette discografiche, soprattutto nei casi infausti in cui grafia, cromia e scelta della disposizione di nomi, numeri e loghi risultino infelici, azzardate o del tutto irrazionali. Nel garage rock americano di metà anni ‘60 ci si imbatteva a volte in 45 giri le cui vesti grafiche presentavano impostazioni cromatiche quasi imbarazzanti, che ne mettevano perfino a rischio la leggibilità (con casi di grigio canna di fucile su sfondo amaranto, bronzo su ocra, rosso su rosa intenso, grigio antracite su nero etc. etc.); o recanti caratteri (spesso per dischi autoprodotti) simili al dattiloscritto di un acetato o di una demo, o troppo piccoli, o talvolta mal distribuiti sull’etichetta. Nella presente sezione discografica compaiono alcuni casi di “cromie azzardate” che sfortunatamente contribuivano a dare una veste brutta (nonché ostica alla vista) a prodotti musicali non di rado interessanti e di livello più che discreto…
– The New Arrivals “Let’s Get With It / Just Outside My Window” (Macy’s/7Up SBM-45-104);
– Jason & The Argonauts “I Don’t Need Anything / The Time For Weeping” (Byit A-8166);
– Finnicum “On The Road Again / Come On Over” (Ruff Records 45-1011);
– Billy Rat & The Finks “All American Boy / Little Queenie” (IGL Records 45-122);
– The Quinns “I Knew / (It’s) Been A Long Time” (Capito 2022);
– Half Pint And The Fifths “Orphan Boy / Loving On Borrowed Time” (Orlyn ORL-666242);
– The Rotten Kids “Let’s Stomp / Twelve Months Later” (Mercury 72558);
– The Fabulous Wunz “If I Cry / Please” (Pyramid 6-6934);
– Jay Dee & The Chasers “I Do / Gloria” (RI 2204);
– The Outer Limits “Don’t Need You No More / Walkin’ Away” (Goldust Records 45-5014);
– The Raevins “The Edge Of Time / Around And Around” (Big O 55-8114-01);
– The Shades “I Need You / With My Love” (Encore 1002);
– The Shaggy Boys “Stop The Clock / In The Morning” (Red Bird RB 10-074);
– The Night Crawlers “Let[‘]s Move / Hiding” (Shadow Records S-45 101);
– Danny’s Reasons “Little Diane / Believe Me” (International Recording Co. 6935);
– The Pickwick Papers “I Want To Do It / You’re So Square” (Phalanx 1026);
– The Grim Reepers “Two Souls / Joanne” (Chalon Records 1003);
– The Red Coats “You Told A Lie / I’m Going To Tell You About My Baby” (Orchid Of Memphis 507);
– Al and The Echoes “The Whole Towns Talking / Baby Remember Me” (Echo H 1003);
– The Misty Blues “Still In Love With You Baby / I Feel No Pain” (Stature 66-5-7);
– The Clouds “You Tell Me Lies / Jeannie” (Kidd 1333);
– Pulsating Heartbeats “Anne / Talkin’ bout You” (Pace Setters Internationale 007);
– The Lee VI’s “I Don’t Know / Pictures On My Shelf” (Radio S1-125);
– The Immigrants “Time To Say Goodbye / Walkin’ The Dog” (Starburst Recordings SR 3121).
(…to be continued…)
Gian Marchisio

Tredici metri di lunghezza per sette di altezza e la celebre forma (segno matematico dell’infinito) dei tre cerchi consecutivi composta da un centinaio di serigrafie in metallo su cui sono rappresentati i disegni di bambini di alcune scuole cuneesi, e non solo: eccoci di fronte alla grande scultura site specific “Il Terzo Paradiso dei Talenti” realizzata da Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933) per “A cielo aperto”, il progetto di arte pubblica ideato dalla “Fondazione CRC” per celebrare il suo 30^ compleanno e realizzato in collaborazione con il “Castello di Rivoli – Museo di Arte Contemporanea”. L’opera è stata appositamente sviluppata dall’artista biellese, fra i massimi animatori e protagonisti dell’Arte Povera, per l’area di fronte al “Rondò dei Talenti”, a Cuneo (via Luigi Gallo, 1), in relazione alla curvatura dell’edificio e alla struttura della piazza stessa. L’inaugurazione, in agenda per venerdì 14 ottobre (ore 17,30), sarà preceduta, alle ore 16, da un’azione condivisa di “arte pubblica partecipata” che vedrà rielaborato il segno-simbolo (presentato, per la prima volta, alla 51^ edizione della “Biennale di Venezia” nel 2005) del “Terzo Paradiso” con materiali di alluminio, al fine di realizzare un’opera collettiva temporanea. Nel pomeriggio del giorno seguente, sabato 15 ottobre, sempre al “Rondò dei Talenti”, alle ore15 e alle ore 16, è in programma un laboratorio per bambini e famiglie sempre sul tema inerente all’opera (iscrizioni su 
Un ritorno in palcoscenico, l’organizzazione di TPE – Teatro Astra, un calendario fitto di impegni dall’11 ottobre al 6 novembre, un panorama costruito attraverso 7 prime, 8 produzioni, 20 spettacoli, 27 giorni e 37 recite: il Festival delle Colline si ripresenta al pubblico torinese e non soltanto, nella sua 27ma edizione. L’appuntamento teatrale – sottolineano le storiche guide, Sergio Ariotti e Isabella Lagattolla – “prosegue il suo nuovo cammino di festival d’autunno ribadendo il rapporto con la creazione contemporanea anche grazie alla partnership progettuale con la Fondazione Merz, nei cui spazi, durante la settimana di Contemporary Art, avranno luogo gli appuntamenti di teatro performativo.” Come con altrettanta forza i responsabili guidano lo spettatore all’interno del tema generale del Festival che “viene sintetizzato ancora da ‘confini/sconfinamenti’, ovvero da un percorso di riflessione che accompagna al superamento dei molti steccati posti tra i linguaggi artistico-espressivi e che ipotizza un affrancamento – per spettacoli e performance, ove possibile – dai luoghi che tradizionalmente li ospitano. Si tratta di un tema a più declinazioni se si pensa anche agli sconfinamenti generati dalle guerre, di drammatica attualità, dalle migrazioni di ogni genere; senza dimenticare le diaspore di artisti minacciati e perseguitati.”


