CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 320

“Antonio Campi a Torre Pallavicina”, ultimi giorni alla Galleria Sabauda

La “Galleria Sabauda” riunisce le quattro pale superstiti di una grande “ancona cristologica” opera del manierista cremonese

Fino al 10 marzo 2024

Fra i più grandi esponenti del nostro Rinascimento, figlio e fratello d’arte, Antonio Campi (Cremona, 1524 – 1587), è ricordato, in vista del prossimo Cinquecentenario della nascita, dalla torinese “Galleria Sabauda – Musei Reali” con l’esposizione, nella Sala del “Tardo Manierismo” e fino a domenica 10 marzo 2024, delle quattro tavole a tema “cristologico” superstiti di un ampio ciclo dipinto dall’artista cremonese (particolarmente caro per i suoi toni drammatici e spettacolari a un “campione della Controriforma”, quale fu il cardinale e arcivescovo metropolita di Milano Carlo Borromeo) negli anni Settanta del Cinquecento. Seconda tappa della “mostra dossier”, aperta dal 19 settembre al 3 dicembre scorsi, al “Museo Diocesano” di Cremona, la mostra torinese “Antonio Campi a Torre Pallavicina” accende i riflettori sull’attività del pittore per l’“Oratorio di Santa Lucia” a Torre Pallavicina, comune nella diocesi di Cremona (oggi in provincia di Bergamo) e presenta ciò che rimane di una grande “ancona”a tema “cristologico” della quale facevano parte i due pannelli con l’“Andata al Calvario” e la “Resurrezione”, già appartenenti alle Collezioni della “Sabauda”, e le due tavole con l’“Orazione nell’orto” e “Cristo davanti a Caifa” proprietà della Galleria “Canesso” di via Borgonuovo, a Milano, che ne ha concesso per l’occasione il prestito. Da notare il  singolare contrasto delle cromie delle due coppie di tavole: accesi e luminosi i colori di quelle torinesi (in un’affollata rappresentazione di personaggi partecipanti in vario modo ed esibizione di sentimenti alla dolorosa salita al Calvario del Cristo e alla sua Resurrezione), tenebrosi ma “squarciati da accensioni luministiche magistrali” i due “notturni Canesso”, espressione di quello “sperimentalismo luministico” che caratterizza la maturità dell’artista e, in certo senso, ne fa il precursore (come già ebbe a sottolineare Roberto Longhi) dei plumbei “notturni” di Caravaggio.

Le due tavole milanesi sono state esposte al pubblico, per la prima volta, nella sede della meneghina Galleria “Canesso” nel 2021, dopo essere state pubblicate nel 1974 dalla storica dell’arte Maria Luisa Ferrari e poi a lungo disperse. Approfondite ricerche d’archivio, dopo il loro recente ritrovamento, hanno potuto stabilire con certezza che i due dipinti appartengono allo stesso ciclo pittorico delle due tavole torinesi, acquisite dallo Stato nel 1957 per le collezioni della “Galleria Sabauda” e riconosciute dallo storico dell’arte cremonese Marco Tanzi come “significative testimonianza della pittura preziosa, elegante e splendente di Antonio Campi”. Oggi sappiamo, dunque, che la Cappella privata voluta da Adalberto Pallavicino era arricchita da almeno quindici pannelli con episodi della “Passione di Cristo”, un caso privo di paragoni nella Lombardia dell’epoca. A nostra conoscenza sono le quattro esposte oggi alla “Galleria Sabauda”. Della sorte delle altre tavole del ciclo di Torre Pallavicina, alcune di certo danneggiate e forse irrimediabilmente distrutte, niente ancora è dato di sapere.

 

Le novità documentarie e le recenti scoperte, corredate da nuove campagne fotografiche, sono pubblicate nel catalogo della mostra a cura di Eleonora Scianna, edito da “Persico Dosimo”nel 2023.

Gianni Milani

“Antonio Campi a Torre Pallavicina”

Galleria Sabauda – Musei Reali, piazzetta Reale 1, Torino; tel. 011/19560449 o www.museireali.beniculturali.it

Fino al 10 marzo 2024

Orari: dal mart. alla dom. 9/19

Nelle foto:

–       Antonio Campi: “Resurrezione di Cristo” e Salita al Calvario” (Crediti Ernani Orcorte)

–       Antonio Campi: “Orazione nell’orto” (Crediti Fotostudio Rapuzzi Brescia per Galleria “Canesso”)

–       Antonio Campi: Cristo davanti a Caifa” (Crediti Fotostudio Rapuzzi Brescia per Galleria “Canesso”)

Al Teatro Baretti “Donne informate sui fatti”

Giovedì 7 e venerdì 8 marzo 2024 ore 20:00

con

la migliore amica: Laura Marinoni

la figlia: Olivia Manescalchi

la giornalista: Pia Lanciotti

la bidella: Paola Roscioli

la volontaria: Valentina Virando

la poliziotta: Paola Benocci

la barista: Francesca Piccolo

e con: Tina Boglione

contrabbassista: Barbara Betti

regia Maria Grazia Solano

luci Alberto Giolitti

ASSOCIAZIONE BARETTI

si ringrazia AMAT Accademia Musica Arte Teatro

A dieci anni dalla morte di Carlo Fruttero, Torino si prepara a ricordare la figura dello scrittore insieme a quella dell’inseparabile Franco Lucentini, con l’intitolazione a loro nome dei Giardini di Piazza Arbarello.

Alla morte dell’amico fraterno, Carlo Fruttero smise di scrivere per un lungo periodo, come testimoniano le figlie Carlotta e Federica, per poi uscire dal silenzio pubblicando il romanzo “Donne informate sui fatti”, un affresco sociale vorticoso e ironico di una Torino alta e bassa raccontata da otto eterogenei personaggi femminili.

L’Associazione Baretti, con il sostegno delle eredi di Carlo Fruttero, produce una performance dedicata al romanzo diretta da Maria Grazia Solano e interpretata da cinque prestigiose attrici tra le più accreditate nel panorama nazionale: Laura Marinoni, Pia Lanciotti, Olivia Manescalchi, Paola Benocci, Paola Roscioli, affiancate da Valentina Virando e Francesca Piccolo.

Nella Torino della buona borghesia si compie un delitto. Otto donne, otto ritratti femminili orbitano intorno al cadavere di una ex prostituta rumena sposata a un ricco banchiere torinese. Ciascuna racconta ciò che ha visto o sentito, ciò che sa o crede di sapere, o non sa di sapere, o finge di non sapere. Otto voci incalzanti, rabbiose, pietose, che si susseguono, si intrecciano, si smentiscono raccontando di: “Milena la bellissima, Milena la santa santissima…”.

“il titolo della stagione contiene la parola regine in minuscolo, a simboleggiare uno status personale di consapevolezza, una regalità che proviene dalla coscienza di sé e non concessa da altri, la virgola e lo spazio vuoto suggeriscono poi un elenco potenzialmente infinito di declinazioni, ruoli, condizioni possibili del genere femminile. Esplorare, sfidare e celebrare il femminino in tutte le sue molteplici sfaccettature: ecco il cuore di questa nuova stagione teatrale, che mi vede nell’inedita veste di direttore artistico.” Sax Nicosia

Una stagione speciale resa possibile grazie alla collaborazione con Piemonte Dal Vivo nell’ambito del bando CortoCircuito, e con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo.

Per avere altre informazioni sulla stagione è sufficiente cliccare qui

BIGLIETTERIA:
INTERO 12€
RIDOTTO 10€ (studenti/over65/anpi)
ABBONAMENTO 5 SPETTACOLI 45€
BIGLIETTERIA ONLINE:
È consigliato l’acquisto dei biglietti online su anyticket.it | L’acquisto prevede il diritto di prevendita di 0,70€. | Non sono possibili prenotazioni telefoniche o via mail.
PREVENDITA IN CASSA:
Qualora fossero ancora disponibili dei posti in sala è possibile acquistare i biglietti degli spettacoli teatrali prima dell’inizio dell’evento.

“Quando qualcosa di così vicino e caro alla vita esplode dentro di te…”

Music Tales, la rubrica musicale 

“Quando qualcosa di così vicino e caro alla vita

Esplode dentro di te, senti che la tua anima è in fiamme

Quando qualcosa di così profondo e così lontano e ampio

Cade accanto alle tue grida possono essere ascoltate

Così forte e chiaro”

I Queen avevano terminato il tour britannico del 1974 il 2 aprile, con un concerto spettacolare al Barbarellas di Birmingham, ravvivato da un fuoriprogramma.

Roger Taylor aveva scommesso una bottiglia di champagne con i roadies e con i Nutz.

Il gruppo spalla, che nessuno di loro avrebbe avuto il coraggio di attraversare nudo il palco durante il concerto dei Queen.

Il cantante dei Nutz e due roadies non avevano invece paura di nulla e attraversando più volte il palcoscenico da una parte all’altra con proprio niente addosso.

Subito dopo, i Queen partirono per l’America, dove insieme agli Aerosmith avrebbero fatto da spalla ai  Mott the Hoople di Ian Hunter.

La prima data era prevista il 1 maggio alla  Farm Arena di Harrisburg, un luogo ameno, un gigantesco recinto che per tutto l’anno conteneva centinaia di mucche.

Le mucche erano state fatte sgombrare il giorno prima e il loro odore si sentiva ancora forte e chiaro. In aggiunta, gli organizzatori non erano riusciti ad eliminare tutti i bisogni corporali delle mucche, che facevano dunque bella mostra di sé in tutto il campo.

A poche ore dall’inizio, non era ancora stato deciso l’ordine di apparizione delle band di apertura: prima gli Aerosmith o prima i Queen?

I due management cominciarono a litigare furiosamente.

Brian May e Joe Perry si guardarono, decisero che ne avevano abbastanza di parole gridate, dissero che a loro non fregava un beneamato cavolo di chi si sarebbe esibito per primo.

Joe tirò fuori una bottiglia di Jack Daniel’s e cominciarono a bere. E a bere. E a bere.

Salirono entrambi sul palco completamente ubriachi.

Alla data successiva, si incontrarono nuovamente e  Joe Perry chiese: “ma alla fine chi ha suonato per primo? “

Ho trovato un piccolo gioiello di Freddie, di cui mi ero dimenticata.  È meravigliosa. In realtà, è stata una vera scoperta. Viene dalle ‘Miracle Sessions’.

Si nascondeva in bella vista, mi piace, spero piaccia anche a voi.

«Siamo i campioni, amici miei, e continueremo a combattere, fino alla fine.»

Buon ascolto

https://www.youtube.com/watch?v=_yJBd99tLdU

CHIARA DE CARLO

 

 

scrivete a musictales@libero.it se volete segnalare eventi o notizie musicali!

Ecco a voi gli eventi da non perdere!

 

EXPOSED Torino Foto Festival, il grande Festival Internazionale di Fotografia di Torino

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Dal 2 maggio al 2 giugno 2024 il capoluogo piemontese ospita la prima edizione di EXPOSED Torino Foto Festival, il nuovo Festival Internazionale di Fotografia di Torino. Rifacendosi a uno degli argomenti centrali nella tradizione fotografica italiana, per il 2024 il Festival è dedicato al tema New Landscapes – Nuovi Paesaggi, e propone una riflessione sull’evoluzione odierna del medium fotografico e delle principali sfide e innovazioni del mondo dell’immagine, attraverso un cartellone di mostre temporaneeincontritalk ed eventi nelle sedi delle principali istituzioni culturali torinesi.

 

Promosso da Città di Torino, Regione PiemonteCamera di commercio di Torino, Intesa Sanpaolo, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT su delega della Fondazione CRT e organizzato da Fondazione per la Cultura TorinoEXPOSED nasce dalla volontà di sottolineare, ancora una volta, la vocazione culturale e artistica della città, che vede nelle iniziative incentrate su creatività e innovazione alcuni tra i principali motori di sviluppo e fattori di crescita, non solo turistica, del territorio.

 

La Direzione Artistica, selezionata attraverso una procedura internazionale ad evidenza pubblica, è affidata a Menno Liauw e Salvatore Vitale, rispettivamente Direttore e Direttore Artistico di FUTURES – piattaforma internazionale che comprende 19 importanti istituzioni artistiche europee con impatto e influenza nel mondo della fotografia.

 

“Vogliamo concentrarci su un approccio innovativo e inclusivo per attrarre un pubblico eterogeneo, sia locale che internazionale, attraverso un programma diversificato che comprende diversi approcci alla fotografia: da quella classica a quella contemporanea, cross-media, installativa e performativa. La collaborazione e la collettività sono aspetti chiave – sostiene Menno Liauw – e sottolineano la natura multidisciplinare e caleidoscopica di EXPOSED. Visioni, approcci, idee e progetti diversi rendono il festival  e di conseguenza la città di Torino  un punto d’incontro inclusivo e aperto al mondo.”

 

“Presentiamo progetti che spesso sono il risultato di una ricerca a lungo termine sugli sviluppi sociali delle comunità. Progetti che vanno oltre l’estetica, ma avviano dialoghi, sensibilizzano e ispirano cambiamenti sociali. Attraverso la lente di diversi artisti, ci proponiamo di mostrare l’impatto che l’arte può avere sulla nostra percezione del mondo, dalle comunità locali alle questioni globali.”  Sottolinea Salvatore Vitale

 

Il programma della prima edizione di EXPOSED propone più di 20 mostre temporanee, una committenza artisticadue giorni di talk, una piattaforma didattica, un salone di editoria indipendente, incontri, screening, letture portfolio e altri eventi, tutti realizzati grazie al coinvolgimento nella progettazione e produzione delle principali istituzioni torinesi, delle realtà indipendenti e di attori della scena artistica cittadina e internazionale.

Il progetto della Palazzina di Caccia di Stupinigi è tra i 20 finalisti di Art Bonus 2024

Il progetto di ripristino e valorizzazione dei parterres antistanti la Palazzina di Caccia di Stupinigi, un perfetto connubio tra conservazione e rivalutazione nel rispetto della sostenibilità ambientale e della gestione manutentiva, è tra i 20 progetti finalisti al concorso Art Bonus 2024. Dopo aver superato la prima fase, con 1.229 voti, il progetto della Palazzina è entrato nella fase II, la finale a suon di likes: dalle ore 12 di lunedì 4 marzo alle 12 del 18 marzo sarà possibile votare sui canali social Facebook e Instagram di Art Bonus i 40 progetti finalisti (20 per ciascuna categoria: Beni e Luoghi della Cultura, Spettacolo dal Vivo) dell’ottava edizione del concorso. Al termine delle votazioni saranno sommati i voti della prima e della seconda fase per costruire la classifica finale.

Il progetto di valorizzazione dei parterres ha conservato il disegno storico-architettonico originale dell’atrio verde di ingresso alla Palazzina e perseguito la sostenibilità ambientale, in termini di ridotto o nullo utilizzo di fitofarmaci, risparmio idrico e mantenimento della biodiversità, e gestionale e manutentiva con un razionale impiego delle risorse umane e tecniche-operative.

 

IL PROGETTO

Il progetto di riqualificazione dei parterres si è diversificato in due zone.

Nel cortile d’onore, tra la Palazzina e la cancellata, è stato mantenuto il giardino formale di alta rappresentanza con la formazione di una nuova siepe di Ilex crenata invece di Buxus sempervirens. La scelta di Ilex crenata, anche noto come agrifoglio giapponese, è motivata soprattutto dall’attuale difficile gestione delle malattie del bosso, malattie per le quali, soprattutto per il patogeno fungino, non sono ancora disponibili efficaci e risolutive soluzioni. Inoltre, l’arbusto selezionato è molto simile al bosso e, per il momento, non soggetto a gravi fitopatologie.

Nella piccola esedra, tra il cancello d’onore e le citroniere, una zona ad alta fruizione pubblica, si è pensato di rimodulare la sobrietà dei parterresintroducendo qualche nota di colore così da far risaltare la loro forma e offrire al visitatore una maggiore percezione e sensibilità del giardino come ambiente aulico ma, anche, naturale ed ecologicamente sostenibile. Pertanto, in alcune aiuole sono state messe a dimora delle specie perenni erbacee tappezzanti, sempre di minima altezza, con fioriture scalari, quali Phlox spp., Verbena spp., Erigeron spp., Achillea e Lippia spp. Le piante tappezzanti hanno ridotte esigenze agronomiche e riescono a ricoprire il terreno formando un “cuscino” di notevole pregio ornamentale.

Il progetto è stato cofinanziato con Art Bonusdalla società di sviluppo immobiliare Vailog SEGRO, per un importo complessivo di 120mila euro, dei quali 80mila interamente finanziati.

Patrizia Conte La voce femminile del jazz italiano

Osteria Rabezzana, via San Francesco d’Assisi 23/c, Torino

Mercoledì 6 marzo, ore 21.30

 

Tarantina di origine e milanese di adozione, Patrizia Conte è riconosciuta come una delle più belle voci del panorama jazzistico italiano. In più di 25 anni di carriera ha collaborato con musicisti italiani e stranieri di grande spessore, quali Lee Konitz, Cedar Wolton, Bill Higgins, Mark Murphy, Jimmy Owens, Bobby Durham, Nuccy Guerra, Massimo Moriconi, Guido Manusardi, Bobby Watson, Jay Rodriguez, Victor Louis, Nando de Luca, Dado Moroni, Carlo Atti, Mario Rusca. Sul fronte del jazz italiano spicca il lungo sodalizio con Tullio De Piscopo. È stata inoltre vocalist stabile nella Jazz Studio Orchestra diretta dal Maestro Paolo Lepore.

Nel 1999 Patrizia Conte ha debuttato ne “L’opera da tre soldi” di Kurt Weill nel ruolo di Frau Peachum, con Glauco Onorato e la Jazz Studio Orchestra diretta da Paolo Lepore. Nel 1998 ha partecipato a un “Omaggio a Max Roach” con Tullio De Piscopo, organizzato dall’Associazione Culturale 2° Maggio presso l’Auditorium della Camera del Lavoro di Milano. Nel 1997 ha cantato l’inno di apertura dei Giochi del Mediterraneo accompagnata dall’Orchestra Sinfonica di Bari. Nell’ambito del Festival Internazionale delle vocalist nel 1989 si è esibita con il Brass Group di Palermo. Nel 1988 ha tenuto un concerto al Teatro Olimpico di Roma in omaggio a Nino Rota dedicato a Fellini.

Formazione

Patrizia Conte, voce

Davide Calvi, pianoforte

Giorgio Allara, contrabbasso

Giorgio “doc” Diaferia, batteria

Ora di inizio: 21.30

Ingresso:

15 euro (con calice di vino e dolce) – 10 euro (prezzo riservato a chi cena)

Possibilità di cenare prima del concerto con il menù alla carta

Info e prenotazioni

Web: www.osteriarabezzana.it

Tel: 011.543070 – E-mail: info@osteriarabezzana.it

Silvia Mezzanotte e Carlo Marrale cantano i Matia Bazar ad Alessandria

Giovedì 14 marzo alle ore 21.00 al ‘Teatro Alessandrino’ il grande show  con tutte le hits più famose della storica band italiana.

Riparte dal Piemonte, e più precisamente Giovedì 14 Marzo alle ore 21.00 al Teatro Alessandrino di Alessandria, il tour celebrativo dei 40 anni di ‘Vacanze Romane’ impareggiabile capolavoro dei Matia Bazar.

Una canzone senza tempo che nel 2023 ha visto sbocciare una nuova e altrettanto raffinata versione a opera di due fra i più noti e amati membri storici della band nata nel 1975 a Genova: la voce di Silvia Mezzanotte e il canto e la chitarra di Carlo Marrale, tra i fondatori del gruppo nonchè coautore di tutte le loro hit più famose.

Uno spettacolo rodato e coinvolgente in cui i due musicisti, per la prima volta sul palco insieme proprio perché hanno fatto parte dei Matia Bazar in formazioni diverse, rivelano una sorprendente affinità artistica e umana insieme come se avessero cantato insieme da sempre.

Scorrono così, audaci e affascinanti come sempre, melodie indimenticabili e sperimentazioni pop-rock nuove e di gran classe che rispondono al nome anche di Stasera che sera, Per un’ora d’amore, Solo tu, Mister Mandarino, C’è tutto un mondo intorno, Che male fa, E Volo anch’io, Ti sento, Dedicato a Te e Brivido caldo.

Arrivando sino a Messaggio d’amore che ha visto i Matia Bazar con la voce di Silvia Mezzanotte trionfare per la seconda volta al Festival di Sanremo nel 2002, mentre Carlo Marrale lo vinse con loro nel 1978 con E dirsi ciao.

«Io e Carlo – conferma Silvia Mezzanotte – abbiamo vissuto il mondo Matia Bazar in modo parallelo, in tempi diversi. Ma quando abbiamo cominciato a cantare insieme ci siamo riconosciuti, come chi ha già fatto un pezzo di strada mano nella mano».

Uno show ricco di note, sorrisi, aneddoti ed emozioni capace di conquistare il pubblico dal primo all’ultimo istante, prodotto come sempre in esclusiva da ‘Baldrini Produzioni’ in collaborazione con ‘Vie Musicali Eood’.

Biglietti ancora disponibili in prevendita sul circuito www.ticketone.it, sul sito www.teatroalessandrino.it e alla cassa del Teatro Alessandrino in Via Giuseppe Verdi, 12 ad Alessandria tutti i giorni, domenica esclusa, dalle 17.00 alle 19.00.

Per informazioni, tel. 0131 252644.

 

L’isola del libro. Speciale Marguerite Yourcenar

RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA

 

 

La Yourcenar (nata Cleenewerck de Crayencour a Bruxelles l’8 giugno 1903, morta a Mount Desert il 17 dicembre 1987) è un monumento della cultura francese. Scrittrice e poetessa è stata la prima donna eletta alla prestigiosissima Académie Française, candidata al Premio Nobel per la letteratura con il suo capolavoro “Memorie di Adriano”.

E’ nata in una facoltosa e blasonata famiglia franco-belga; il padre era un ricco proprietario terriero, la madre una nobile belga che morì, stroncata da una setticemia, 10 giorni dopo aver dato alla luce Marguerite. E l’inizio della vita è già in salita quando al tuo primo vagito fa eco l’urlo di dolore di tua madre, al quale segue poi il suo silenzio nell’eternità.

La piccola cresce nella villa della nonna Noemi a Mont Noir nel nord della Francia e dimostra precocemente un’intelligenza e una sete di conoscenza fuori dal comune. Educata privatamente da tutori, a 12 anni padroneggia già latino e greco, legge avidamente i classici e a soli 17 anni pubblica il suo primo libro di poesie sotto lo pseudonimo di Marguerite Yourcenar.

Tra le tappe decisive della sua vita c’è l’incontro nel 1937 a Parigi con Grace Frick, insegnante di letteratura inglese, che diventa l’inseparabile compagna fino alla fine dei suoi giorni. Le due donne si trasferiscono a vivere in America nel 1939, quando scoppia la seconda Guerra Mondiale. Marguerite prende la cittadinanza americana nel 1947 e si dedica alla scrittura, all’insegnamento di storia della letteratura francese e storia dell’arte. Con il successo letterario gira il mondo in lungo e in largo; si ferma solo quando la salute di Grace declina fino alla sua morte nel 1979.

Dopo di lei c’è la passione per Jerry Wilson, anche lui destinato a precederla nella tomba. Sopravvivere ai suoi amori è un altro marchio preciso nel destino della Yourcenaur.

Lei la vita l’abbandona nell’ospedale di Bar Harbor sull’isola di Mount Desert nel Maine, il 17 dicembre 1987.

 

 

Eugenio Murrali “Marguerite è stata qui” -Neri Pozza- euro 17,00

E’ il primo romanzo del giornalista e scrittore Eugenio Murrali che in queste pagine adotta una soluzione coinvolgente per trasportarci nel mondo della grande scrittrice. Racconta la vita della Yourcenar attraverso le parole di chi ne ha accompagnato il percorso, dando voce a pensieri ed emozioni altrui che delineano magnificamente il personaggio.

Murrali ha svolto approfondite ricerche e viaggiato seguendo le tracce della Yourcenar attraverso Europa e America; è sulla scorta di questo indagare a fondo che è riuscito ad assemblare una pluralità di voci, testimonianze, percezioni, pensieri e sensazioni di chi è stato accanto alla Yourcenar.

Una spettacolare ed emozionante alchimia che gli ha consentito di scrivere questo romanzo a più voci, grazie alle quali entriamo nell’avventura umana ed intellettuale di una donna unica. E ci sembra quasi di vederla a pochi passi da noi, sentirla, conoscerla come se fossimo nella stessa stanza con lei.

Dunque la parola passa a chi l’ha conosciuta, a partire dal dottor Dubois che nel 1903 seguì il complicato parto della madre della scrittrice, Fernande. Per le complicanze di quel travaglio perde la vita una manciata di giorni dopo il primo vagito di Marguerite. E veniamo catapultati in quella stanza, in quei tempi in cui il parto era spesso questione di vita o morte.

Toccante è anche il capitolo in cui l’autore riprende i pensieri di Fernande che immagina di scrivere una lettera al marito poco prima di morire. Poi la cameriera Aldegonde che osserva il fotografo chiamato ad immortalare per sempre il volto della giovane donna appena morta a soli 31 anni.

Le pagine che seguono miscelano i pensieri della nonna della scrittrice, Noemi, che ripercorre le tragedie della sua vita; quelli della bambinaia Barbe che la crebbe come se fosse stata figlia sua; e ancora quelli del padre Michel René.

Per arrivare alla compagna Grace Frick che riannoda le fila del suo amore per Marguerite. Il loro sarà un sodalizio unico e la condivisione di giorni, interessi comuni e pensieri nella loro “Petite Plaisance”; la casa “la nostra gioia leggera” in cui trascorreranno la convivenza 40ennale nell’amato Maine.

Ogni capitolo è un pezzo ricostruito dell’esistenza di questa immensa donna e non vi resta che assaporare ogni immagine con infinita emozione.

 

 

Yosyane Savigneau “L’invenzione di una vita: Marguerite Yourcenar” -Einaudi- euro 15,00

Marguerite Yourcenar fu sempre molto attenta nel tramandare memoria della sua vita attraverso 3 volumi autobiografici in cui cura in modo particolare quello che vuole o meno rivelare di sé e del suo percorso. Ma se vogliamo avere un quadro d’insieme obiettivo questo è il libro che ci permette di farlo.

L’autrice è una giornalista francese che ha lavorato a fondo su tutto quello che riguarda la Yourcenar: carteggi, diari, lettere, taccuini, interviste, documenti sia pubblici che privati, ricordi di testimoni. Si è documentata meticolosamente e ha riletto anche tra le righe le sue opere. Il ritratto che ci offre è a tutto tondo, fin da quando Marguerite è piccola orfana di madre e vive al seguito del padre dandy e spendaccione, colto e legatissimo alla figlia, della quale coltiva l’ingegno brillante e precoce.

La Savigneau ripercorre tutte le fasi fondamentali della vita della Yourcenar, inclusi i viaggi, gli anni più difficili e quelli più sereni. Il suo grande amore per Grace con la quale vivrà in simbiosi nella loro piccola oasi di pace, in quel cottage in legno dipinto di bianco, pieno di amore e cultura, che avevano finalmente comprato nell’île des Monts-Desert. Quando Grace muore stroncata dal cancro nel 1979, Marguerite si trova col terreno che frana sotto i piedi. Riprende una vita errabonda e sul suo cammino finisce per incontrare l’altro amore della sua vita, il giovane omosessuale Jerry Wilson, anche lui destinato a una fine precoce. Lasciando sola questa immensa scrittrice nell’ultimo scorcio della sua irripetibile e densissima esistenza.

 

Alcune opere di Marguerite Yourcenar

 

Alexis o il trattato della lotta vana”

E’ il primo libro dell’autrice, scritto in anni giovanili, pubblicato nel 1929, ed è un breve romanzo epistolare. A scriverlo è il musicista Alexis che compone una lunga lettera in cui dichiara alla moglie la propria omosessualità, dunque l’impossibilità di amarla come lei vorrebbe. Il protagonista ha 24 anni, esattamente come la Yourcenar che in queste righe tratteggia un tormento intimo, scandagliando in profondità il sentire di Alexis che, dopo aver lottato strenuamente contro la sua omosessualità, dichiara fallita la lotta con se stesso e spiega alla moglie le ragioni che gli impediscono di essere un marito a tutti gli effetti.

 

 

Memorie di Adriano”

Romanzo storico pubblicato nel 1951, vinse il Prix de Critiques e mette a fuoco la figura dell’imperatore romano.

Publio Elio Traiano Adriano è l’imperatore 60enne che si trova a dover fare i conti con la malattia e il corpo che lo sta tradendo. La Yourcenar immagina che di fronte alla prospettiva della morte, lui scriva una lunghissima lettera al giovane amico 17enne Marco Aurelio che diventerà suo nipote adottivo.

L’imperatore apre il suo cuore e ripercorre le tappe più salienti della sua vita sia pubblica che privata. Riflette a lungo sul significato e le conseguenze della gloria conseguita in campo militare e politico; medita sul suo trasporto verso la poesia, l’arte, la musica, la filosofia, e mette anche a fuoco la sua passione verso il giovanissimo amante Antinoo.

Un libro indimenticabile corredato anche da un taccuino di appunti in cui la Yourcenar ha segnato le tappe fondamentali della genesi di quest’opera che iniziò a pensare tra il 1924-29. Tanti tasselli autobiografici che stanno dietro la gestazione dell’opera lunga 30 anni.

 

L’opera al nero”

Altro romanzo di argomento storico in cui la scrittrice narra la vita di un personaggio immaginario, il filosofo, scienziato e alchimista Zenone che lei immagina essere nato nel XVI secolo in Belgio.

Nato illegittimo agli albori del Cinquecento, Zenone avrebbe viaggiato a lungo in Europa, sempre svolgendo la sua professione di medico. Vissuto a cavallo tra un Rinascimento che sta per arrivare e l’alchimismo sovversivo del Medio Evo, tra scienza, tecnologia e religione, Zenone viene osservato nel corso della sua vita al capezzale dei malati.

Un percorso tra povertà e miseria da un lato e opulenza delle corti dall’altro, costellato da una miriade di comparse: mercanti, ecclesiastici, banchieri, donne di tutte le estrazioni sociali, …. Fino alla prigionia lunga 70 giorni e alla morte che lo aspetta perché condannato al rogo…. ma la scelta definitiva che Zenone si trova a decretare sarà tra esecuzione o una fine volontaria…..in cui l’anima e il sangue fuoriescono insieme dal suo corpo.

 

Care memorie” –

In queste pagine la Yourcenar ricostruisce tra storie e fantasia la storia della sua famiglia, riannodando le vicende di più generazioni. Inizia dal racconto della sua nascita drammatica e prosegue fissando un primo tassello della sua autobiografia che affonda le radici in un passato qui magistralmente ricostruito indietro fino al XVI secolo nelle Fiandre.

Trilogia che prosegue in “Archivi del nord” e in “Quoi? L’éternité”.

Gli eventi dell’associazione “Il Cerchio e le Gocce”

L’associazione “Il Cerchio e le Gocce” per il fine settimana del 9 marzo 2024 presenta un doppio evento.
“PROSPETTIVE – Visioni sul paesaggio ” una collettiva artistica nello spazio Docks74 e la presentazione/festa per il lancio del libro illustrato  “Un Mondo da Salvare”.
“PROSPETTIVE – Visioni sul paesaggio ” Una collettiva artistica nello spazio Docks74 a Torino.
Quattro artisti “urbani”, Francesco Barbieri, Riccardo “Corn79” Lanfranco, Livio Ninni e Shekoone presentano i loro personali punti di vista e metodi di immaginare e raffigurare il paesaggio. Tecniche e approcci molto differenti; pittura, processi chimici di ossidazione, serigrafia, trasferimenti fotografici e scultura manipolano tele, ferro, legno e cemento alla scoperta della propria visione intima. Palazzi, capannoni, cascinali, tralicci, linee ferroviarie, spazi vivi e residuali ci rendono spettatori delle prospettive immaginate da questi quattro artisti di generazioni differenti. Una ricerca concettuale ed estetica profonda, strettamente legata allo spazio urbano.

“Un Mondo da Salvare” – Un Viaggio indimenticabile dentro il Cambiamento climatico

Un’avventura fantastica attende le ragazze e ragazzi delle Scuole Elementari e Medie, attraverso le pagine di un racconto che unisce fantasia e realtà per affrontare il tema del Cambiamento climatico. In questo mondo la bellezza e l’armonia sono minacciate dall’inquinamento e dall’indifferenza umana. Il volume prende vita grazie ai testi di Gianluca Orrù e alle meravigliose illustrazioni a colori create dall’Urban Artist MrFijodor. Quest’opera, resa possibile con il supporto di Gullino Group, è un viaggio visivo e narrativo che mira a sensibilizzare i giovani lettori sull’importanza di salvaguardare il nostro pianeta. Ulteriori informazioni: https://www.gullinogroup.com/un-mondo-da-salvare

  • Ore 16.30 – Introduzione del libro, presentazione degli autori
  • Letture a cura di Gianluca Orrù
  • Ore 17.00 – Laboratorio di disegno con Mr. Fijodor
  • Ore 17.30 – Merenda di frutta offerta da Gullino
Sabato 9 marzo 2024 ore 18:00, spazio espositivo Docks 74, Via Valprato 68 Torino. Dopo l’inaugurazione la mostra sarà visitabile previo appuntamento.
Info: info@ilcerchioelegocce.com

IG: il_cerchio_e_le_gocce

I vincitori di SEEYOUSOUND International Music Film Festival

 

X edizione | 23 febbraio – 3 marzo 2024 | Torino

La X edizione di SEEYOUSOUND International Music Film Festival si è conclusa dopo 10 giorni dal ritmo intenso e accordi decisamente riusciti che hanno confermato ancora di più come sia una iniziativa di riferimento per un pubblico composto non solo da appassionati, ma anche da molti professionisti della musica e del cinema torinesi e non, che si sono uniti agli spettatori per godersi Seeyousound; un indubbio sintomo di qualità e apprezzamento.

 

I numeri in termini di presenze ripagano decisamente le aspettative di una X edizione con cui si è voluto puntare in alto: sono ben oltre 8.000 quelle registrate dal 23 febbraio al 3 marzo trasversalmente ai 70 appuntamenti che hanno incluso le proiezioni di 90 titoli (lungometraggi di finzione, cortometraggi, documentari e videoclip in concorso e non) e 24 tra talk, live, dj set, performance e installazioni in 7 location cittadine, inclusa l’exhibition di TUTTO QUESTO SENTIRE che ha visto la partecipazione di circa 300 persone da Recontemporary.

 

Sold out 10 spettacoli: Let the Canary Sing di Alison Ellwood, Fatboy Slim, Right Here, Right Now di Jak Hutchcraft, Crass: The Sound of Speech di Brandon Spivey, Mutiny In Heaven: The Birthday Party di Ian White, Max Roach: The Drum Also Waltzes di Sam Pollard e Ben Shapiro, Joan Baez: I Am Noisedi Miri Navasky, Maeve O’Boyle e Karen O’Connor, il Best Of di Christophe Chassol e le proiezioni di 3 film di Julien Temple che ha ricevuto il nuovo Seeyousound Career Achievement Award. A questi si aggiungono altri titoli hanno richiamato in sala un numero eccezionale di persone: Little Richard: I Am Everything di Lisa Cortés, Sankara di Yohan Malka, e Subotnick: Portrait of an Electronic Music Pioneercon live SOLAR PULSERS di Giorgio Li Calzi, Paolo Dellapiana, Sara Berts con i visual di Giampo Coppa, e la proiezione dedicata ai cortometraggi ULTIMI IMPERI.

 

Il budget del festival ammonta a circa 145.000 euro, di cui 13.000 assegnati da Fondazione CRT e 5.000 da sponsor privati, mentre la copertura della quota rimanente è stata stimata sulla base di fondi derivanti dai bandi pubblici ancora non assegnati e gli incassi da sbigliettamento. Una voce, quest’ultima che, a dieci anni dalla nascita del festival, è diventata la vera garanzia di Seeyousound.

 

«In un passaggio delicato della nostra storia, la vicinanza del pubblico e di chi ha partecipato al festival è stato decisivo e ci ha fatto capire che Seeyousound è necessario e che non continuare significherebbe lasciare un vuoto importante nella proposta culturale di Torino. Questo festival è protetto dal pubblico.” afferma Carlo Griseri, direttore del festivalE non solo grazie a titoli attesi o a ospiti di spicco, il festival è partecipato in tutte le sue forme e vedere come sia anche luogo e momento di incontro, con ospiti hanno vissuto il festival al di là delle proiezioni che li hanno visti protagonisti, ma che sono tornati a vedere altri artisti ci dà fiducia e soprattutto conferma le nostre scelte».

                                                                                                  

«Anche quest’anno molti addetti ai lavori sono arrivati a Torino per Seeyousound, siamo ormai un appuntamento fisso nelle loro agende. In più abbiamo accolto numerosi ospiti anche provenienti da fuori regione e dall’estero. Sono state 43 le stanze in cui hanno alloggiato gli artisti, con una permanenza media di 3 giorni» dichiara Patrizia Pirrotta, Project Manager di Seeyousound «La decima edizione ha così distribuito sul territorio risorse per 58.700€ tra costi di alloggi e pasti, trasporti e spese vive di affitto e gestione degli spazi in cui si è svolto il festival».

I VINCITORI 2024

La giuria di LONG PLAY FEATURE – Concorso lungometraggi di finzione composta da Roberto Angelini, Linda Messerklinger e Gianni Santoro assegna il premio Best feature film LP FEATURE Francesca Evangelisti (1000€ assegnati col supporto di BTM Banca Territori Del Monviso) a

THE INVISIBLE FIGHT di Rainer Sarnet

Motivazione: Visionario, esagerato, divertente, iconoclasta, sotto gli occhi vigili dei numi tutelari Black Sabbath, è una ventata di voglia di libertà che parte dall’Unione Sovietica degli anni Settanta e passando per la Cina arriva in Estonia oggi attraversando eserciti, religioni, dogmi e pregiudizi. Abbiamo deciso di premiare questo film coraggiosissimo che coniuga lì, sopra le righe, i Monty Python con Quentin Tarantino e Wes Anderson con un lavoro di sound design che sa trovare il tono giusto dove sembra che la cacofonia prenda il sopravvento.

MENZIONE SPECIALE: AFTER di Anthony Lapia

La giuria di LONG PLAY DOC – Concorso Documentari composta da Carlo Massarini, Marco Philopat e Virginia Eleuteri Serpieri assegna all’unanimità il premio Best documentary LP DOC (1.000€ assegnati grazie al supporto di BTM Banca Territori Del Monviso) a

ELIS & TOM di Roberto de Oliveira

Motivazione: racconto, quasi da fly-on-the-wall, dell’incontro nel 1974 in uno studio di Los Angeles fra Elis Regina e Antonio Carlos ’Tom’ Jobim, uno dei padri della musica brasiliana. Nel documentario il materiale d’archivio si intreccia con interviste recenti mettendo in luce una storia universale in cui convergono difficoltà e incomprensioni del duetto più celebre della bossa nova. Le due personalità sono alla ricerca di un loro modo di coesistere che sembra realizzarsi con la loro canzone capolavoro ‘Aguas de Marco’, un trionfo musicale – siamo ai vertici della musica del nostro tempo – che oltre a portarsi dietro una narrazione fatta di pura gioia ed emozione diventa celebrazione della creatività e della bellezza.

MENZIONE SPECIALE ex-aequo: EVEN HELL HAS ITS HEROES di Clyde Petersen; FATBOY SLIM: RIGHT HERE, RIGHT NOW di Jak Hutchcraft

La Giuria di 7INCH – Concorso Cortometraggi composta da Lara Casirati, Cateno Piazza e Maria Teresa Soldaniassegna il premio Best short film – 7INCH (500 €) a

I THOUGHT THE WORLD OF YOU di Kurt Walker

Motivazione: Una biografia chimerica in cui si perdono le coordinate tra realtà e finzione, tra linguaggio documentaristico, sperimentazione ed estro narrativo. Un’opera che segue le ombre della vita di un artista a cui non possiamo – e forse non vogliamo – dare concretezza. Perché non è più necessario sapere esattamente dove ci troviamo, quello che importa è il viaggio fantasmagorico in cui il regista è capace di trasportarci.

MENZIONE SPECIALE: ECHO di Ross McClean

La giuria di SOUNDIES – Concorso Videoclip composta da Camilla Colibazzi, Francesco Stella e Marco Santi assegna il premio Best Music Video – SOUNDIES (500€) assegnato col supporto di Machiavelli Music a

A BARELY LIT PATH diretto da Freeka Tet per OPN Oneohtrix Point Never

Motivazione: Per l’armonia unica tra musica e video in cui quest’ultimo è posto a servizio del brano. Compatto, anticonvenzionale e distaccato dalle dinamiche mainstream del mondo del videoclip. Un crash-test emotivo, travolgente dal primo all’ultimo frame.

MENZIONE SPECIALE: ABSOLVE diretto da Paul Trillo per Jacques

La giuria del Premio Miglior Film Italiano selezionato tra tutti i film in programma dai giurati Benedetta Pallavidino, Sebastiano Pucciarelli e Alberto Spadafora assegna i premi

Best Italian Movie – SYSX – lungometraggio a

ASFALTO CHE SUONA. UN VIAGGIO SENZA META DI 19’40’’ di Roberto Delvoi

Motivazione: Per la volontà di esplorare, attraverso il ritratto dei protagonisti, il valore della cultura della musica, intesa come espressione di curiosità che annulla confini, generi, metodi e regole.

Best Italian Movie – SYSX – cortometraggio a
VIVA LA NOTTE di Francesco Zanatta

Motivazione: Per il lavoro di ricerca altamente estetica sui filmati di repertorio e per l’intenzione audiovisiva fortemente sperimentale di generare un’esperienza ipnotica e lisergica.

La giuria di FREQUENCIES – Concorso Sonorizzazioni Originali composta da Ginevra Nervi, Camilla Battaglia e Simone Blasioli assegna il Best Silent Movie Ost – FREQUENCIES (500€  assegnato col supporto di Denmark Street Torino) a

MANUEL SIROTTI e ETTORE MANCUSO

Motivazione: Colonna sonora fluida che ha saputo creare un continuum con la sequenza del corto, mettendo in risalto la scrittura, la ricerca timbrica e l’attinenza con l’immagine.

MENZIONE SPECIALE: Jolanda Moletta

La giuria composta dai lettori di TORINOSETTE – Cristina Disavino, Marco Nicolai e Violetta Zannino – assegna il premio Audience Award – TORINOSETTE a

THE CORD OF LIFE di Oiao Sixue

Motivazione: Presenta in modo toccante e poetico, ma spesso anche divertente, il tema del rovesciamento con il trascorrere degli anni del rapporto di cura madre-figlio, simbolicamente ben rappresentato dal passaggio dal cordone ombelicale della nascita alla corda con cui per sicurezza il figlio tiene legata la genitrice. Nell’attuale momento caratterizzato da guerre e conflitti, afferma la possibilità di un’armonia tra grande città e steppa mongola, modernità e tradizione, musica elettronica e folklore, mostrando che la musica è ovunque nel mondo che ci circonda.

Seeyousound International Music Film Festival è organizzato da Associazione Seeyousound con la collaborazione di Museo Nazionale del Cinema, il patrocinio di MiC – Ministero della Cultura e Città di Torino, e il contributo di Regione Piemonte, Fondazione CRT e Camera di Commercio di Torino. Sponsor Red Bull, BTM Banca Territori Del Monviso, Pizzeria Fradiavolo Torino, Onclusive, Iren Luce Gas e Servizi, Denmark Street, Machiavelli Music.