Domenica 14 aprile, alle 10.30, all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, il protagonista del quarto appuntamento cameristico delle “Domeniche dell’Auditorium” sarà “La Mole armonica”, ensemble barocco dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. Il concerto, registrato da Radio 3, sarà trasmesso domenica 21 aprile alle 20.30.
Il programma accosta pagine di autori vissuti quasi tutti a cavallo tra il Seicento e il Settecento: la Sinfonia in do maggiore per archi e basso continuo di Giovanni Antonio Giay, il Concerto in sol maggiore per violino, archi e basso continuo di Giovanni Battista Somis, la Sinfonia in si maggiore per archi e basso continuo di Gaetano Pugnani, il Concerto per due violini, archi e basso continuo RV 517 di Antonio Vivaldi e la Suite dell’opera “Scyllaet Glaucus” op.11 di Jean Marie Leclair. “La Mole armonica” dell’OSN Rai è affermata da qualche anno quale promotrice di musica antica con strumenti d’epoca, composta da Lorenzo Brufatto, violino e concertatore; Paolo Lambardi, Carola Zosi, Pietro Bernardin, Alice Milan, Giulia Marzani, Antonella D’Andrea, violini; Davide Ortalli e Federico Maria Fabris, viole; Fabio Storino e Amedeo Fenoglio, violoncelli; Pamela Massa, contrabbasso; Maurizio Fornero, clavicembalo.
I biglietti per il concerto sono in vendita sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino, in piazza Rossaro.
Tel: 011 8104996 – 331 8361276
Mara Martellotta




Costantemente fedele al figurativo mai si avvicinò all’arte aniconica, convinto, allo stesso modo di Casorati, che l’annullamento della forma avviasse ad un nichilismo privo di valori. In mostra sono presenti splendidi disegni e dipinti che trattano varie tematiche, dall’autoritratto referenziale di pittore severo e professionale ai ritratti della moglie Tilde, quasi sacrale simbolo dell’eterno femminino, dipinta con la proverbiale “tavolozza francescana” di parco colore; dai paesaggi verdeggianti del Monferrato e dell’Alto Adige alle nature morte con semplici oggetti, frutta, verdura, fiori colti sotto l’orto di casa secondo la poetica del quotidiano.