A Cuneo, due studenti di Bologna e Torino si aggiudicano la seconda edizione. Menzione d’onore per una studentessa cuneese
Cuneo
Undici gli studenti finalisti, provenienti da nove diversi Licei di tutta Italia. Si è chiusa, a Cuneo, con numeri decisamente incoraggianti la seconda edizione del “Certame Pareysoniano” (tema di quest’anno “Arte e Natura”), il “Concorso Nazionale di Filosofia” per studentesse e studenti delle Scuole Superiori, dedicato al “grande” Luigi Pareyson(Piasco, Cuneo 1918 – Milano, 1991), fra i maggiori filosofi italiani del Novecento e “padre” riconosciuto della cosiddetta “Scuola di Torino”, insieme, fra i massimi esponenti, a Gianni Vattimo e ad Umberto Eco, suoi allievi ai corsi di “Etica” (“Filosofia Morale”) ed “Estetica” – creata appositamente per lui – all’Ateneo torinese.
Organizzato dal “Centro Studi Filosofico-religiosi Luigi Pareyson” (con il contributo di “Fondazione CRC”, “Fondazione CRT” e “Otto per Mille Chiesa Valdese – Unione delle Chiese metodiste e valdesi”), in collaborazione con il Liceo classico e scientifico “S. Pellico -G. Peano”, l’evento ha visto aggiudicarsi, nei giorni scorsi, al locale “Rondò dei Talenti”, il primo posto ex aequo e gli 800 euro a persona in “borsa di studio” a Giulia Gavioli (“Liceo Minghetti” di Bologna) e al “nostro” Federico Naretto(“Liceo D’Azeglio” di Torino); terzo posto e “borsa di studio” da 400 euro per Emma Sgobba (“Liceo Berchet” di Milano). “Menzioni d’onore” per Giulia Donadio (“Liceo Pellico-Peano” di Cuneo) e Alessandra Comandé (“Liceo Campanella” di Reggio Calabria).

Sottolinea Maurizio Pagano, presidente del “Centro Studi Filosofico-religiosi Luigi Pareyson”: “La seconda edizione del ‘Certame’ ci ha dato grandi soddisfazioni già nella fase preliminare, perché è aumentato il numero dei partecipanti, 53 rispetto ai 41 della prima edizione, e anche il numero delle regioni di provenienza (7 rispetto alle 3 raggiunte in precedenza). Anche il livello generale dei testi è stato decisamente buono, gli interventi orali degli studenti sono stati tutti interessanti e tutti hanno mostrato uno sguardo attento ed articolato al fenomeno preso in esame, cioè la bellezza nell’arte e nella natura … Quella del ‘Certame’ si conferma dunque come un’ottima idea, da promuovere sicuramente con convinzione ed entusiasmo negli anni futuri”.

Al “Rondò dei Talenti”, prima dei saluti finali, gli organizzatori hanno comunicato il tema dell’edizione 2025 del “Certame Pareysoniano” che sarà: “Libertà e Tecnica”.
Dal prossimo mese di settembre, su www.centrostudipareyson.it, sarà possibile visionare il bando di partecipazione.
g. m.
Nelle foto:
– Luigi Pareyson
– Vincitori: Giulia Gavioli (Liceo “Minghetti” di Bologna) e Federico Naretto (Liceo “D’Azeglio” di Torino)
– Menzione d’onore a: Giulia Donadio (Liceo “Pellico-Peano” di Cuneo)
Sul palco, attrice e regista, Silvia Laniado, cantante comica, attrice e docente di vocalità, oltreché direttrice artistica, con Martina Soragna, del Festival Internazionale “Pagliacce” che, proprio quest’anno, toccherà la sua terza edizione e che, negli ultimi due anni, ha portato a Torino, le migliori artiste internazionali della comicità, di professione clown. Al centro dello spettacolo, un tema di grandissima attualità e su cui, in verità, c’è ben poco da ridere, ma che nelle mani nei gesti e nella voce della Laniado si trasforma mirabilmente in ghiotta occasione per indurre attrice e pubblico alla comicità e alla risata. Come al circo, del resto, si conviene. Quale tema? La “solitudine”! Ohibò… e che ci sarà mai da ridere? Eppure … Provare per credere!






Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Questo splendido libro tradotto da poco in italiano ci porta dritti nella vita di Truman Capote e in un intero mondo affascinante che non c’è più.
Questo libro, della scrittrice e produttrice cinematografica Deborah Davis, ha al centro il leggendario ed esclusivo party in maschera che Truman Capote diede lunedì 28 novembre 1966, nella sala da ballo dell’hotel Plaza a New York.
L’esperienza risale a fine anni 50 e gli fece scoprire un quartiere per lui ricco di fascino e angoli unici.
A Carcare dopo il convegno di ieri, tenuto nei locali della scuola media, su chi scrisse per davvero l’Inno nazionale (Mameli o padre Cannata) il Comune corre ai ripari e affida ad una borsa di studio offerta agli studenti dell’Università di Genova la ricerca relativa all’autore dell’inno nazionale. Il relatore unico del convegno, l’ottuagenario e prestigioso prof. Aldo Alessandro Mola di Torre San Giorgio, accademico e senatore del regno, non deve aver molto convinto con la sua tesi, vecchia di trent’anni, su padre Cannata, lo scolopo che sarebbe stato il vero autore dei versi (per altro orribili) dell’inno musicato da Novar . Si tratta di una tesi senza reali prove, fondata sul pettegolezzo di paese, che non ha mai trovato riscontri e che offende la memoria di Mameli morto eroicamente nella disperata difesa della Repubblica romana. L’esito della tesi esposta a Carcare ha portato il Comune ad affidarsi a degli studenti. Un esito incredibile, anche se forse abbastanza prevedibile. Per evitare di infierire non riporto cosa mi disse il pro . Umberto Levra ordinario di Storia del Risorgimento a Torino e presidente del Museo nazionale del Risorgimento su quella tesi bizzarra.