CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 3

Lingotto Musica OFF al Museo Archivio Reale Mutua

Dal 2 al 16 luglio 

La vocazione di Lingotto Musica OFF è quella di portare la musica colta fuori dagli spazi consueti del Lingotto in luoghi rappresentativi per il territorio. Per la seconda estate consecutiva, approda nel cortile seicentesco di Palazzo Biandrate Aldobrandino di San Giorgio nell’ambito della rassegna “Un’estate al museo”. Dopo l’esordio del 2025, la collaborazione fra Lingotto Musica e il Museo Archivio Reale Mutua si rinnova con tre appuntamenti soldout, che confermano una delle cifre di Lingotto Musica OFF, il repertorio cameristico affidato ai migliori talenti italiani delle nuove generazioni ed eseguito in un ambiente ideale per dimensioni e acustica. La rassegna verrà aperta dal concerto di giovedì 2 luglio intitolato “Gli specchi del tempo”, costruito come un gioco di rifrazioni fra epoche distanti: “La gavotte et six doubles” di Jean Philippe Reameau, trova eco nelle “Images” di Claude Debussy. Fanno da cerniera tre Sonate di Domenico Scarlatti, prima dei “Dolci Studi op.25” di Fryderyk Chopin, che trascendono il pretesto didattico per farsi Atlante della fantasia pianistica romantica.

Il secondo concerto, giovedì 9 luglio, si intitola “Arpe invisibili”, e allude ai Pizzicati che popolano il primo movimento del “Quartetto per archi n.10 in mi bemolle maggiore op.74” di L. Van Beethoven: da quel gesto si dispiega un quartetto di vocazione eroica che culmina in uno scherzo impetuoso e in un finale di variazioni alterne fra slancio e raccoglimento. A rispondergli, il “Quartetto per archi n.4 in mi minore op.44 n.2 di Felix Mendelssohn Bartholdy, pagina del 1838 nella quale l’eredità di Beethoven si fa voce propria, ricca di melodie e di senso architettonico. A eseguire questi brani, sarà il Quartetto Goldberg con Jingzhi Zhang e Giacomo Lucato ai violini, Matilde Simionato alla viola, Martino Simionato al violoncello.

Ultimo appuntamento, giovedì 16 luglio, con il duo Evocaciones, che chiude la rassegna. Formato dalla violoncellista Martina Biondi e dal chitarrista Pietro Locatto, nato dalla volontà di ampliare in modo originale il repertorio, per questo organico inconsueto. Il programma comprende l’Intermezzo da “Goyescas” di Enrique Granados, le due pagine andaluse di Isaac Albéniz, “Granada e Cordoba”, i “Requiebros” di Gaspar Cassadó,fino alle “Siete canciones popolare españolas” e alla travolgente “Danza ritual del fuego”, tratta da “El amor brujo” di Manuel de Falla, che chiude la serata con l’urgenza di un’invocazione.

Appuntamenti alle ore 21 presso il Museo Archivio Reale Mutua.

Mara Martellotta

“La Via dei Saraceni”… un po’ di storia

Perché si chiama “ La Via dei Saraceni” la famosa gara ciclistica che si svolge ogni anno d’estate in Alta Valle di Susa con arrivo a Sauze d’Oulx? Una delle gare MTB più famose del Piemonte. Per saperlo basta alzare lo sguardo verso i versanti più alti delle montagne poste di fronte a Sauze e dintorni e guardare con attenzione. Si scorgeranno, anche da lontano, strane grotte, caverne e gallerie. Lì c’è la risposta. Il Monte Seguret, noto appunto per le grotte, la Galleria dei Saraceni e il Monte Genevris, sono tutte creste attraversate in parte dal percorso della gara ciclistica ed erano il rifugio dei saraceni dopo le terribili incursioni compiute nella bassa valle. La gara di mountain bike prende il nome da una tradizione storica e leggendaria risalente a oltre 1000 anni fa legata all’alta Valle di Susa e da qui nacque l’idea di chiamare il tracciato “Via dei Saraceni”. Almeno così secondo la tradizione locale ma storici e antropologi discutono ancora oggi quanto siano documentati i passaggi dei saraceni proprio sui sentieri di Sauze d’Oulx. È comunque accertato che tra il IX e il X secolo bande saracene provenienti dalla base fortificata di Fraxinetum in Provenza compirono incursioni nelle Alpi occidentali e controllarono per alcuni decenni diversi valichi alpini ma non esistono prove che il percorso dell’attuale gara ciclistica coincida con un loro itinerario storico. In sostanza, con “La Via dei Saraceni” si vuole ricordare gli antichi sentieri militari della parte più alta della Valle di Susa e il fascino delle leggende sui Saraceni che hanno percorso queste montagne. Fascino… fino a un certo punto. Non dimentichiamo che i saraceni erano razziatori, bande di predoni musulmani che scendevano dai monti per incendiare villaggi, chiese e monasteri, uccidere uomini, donne e bambini, fare bottino e scappare. L’antica Abbazia di Novalesa ne sa qualcosa: saccheggiata e distrutta nel 906 proprio dai saraceni.                     Filippo Re
nella foto: inviati saraceni ritratti nelle Chroniques de Saint-Denis (XII-XV secolo)

Spettacoli dal vivo gratuiti, arriva “Cubo Live 2026”

 

Promossa da Cubo Archivio al Museo d’impresa del Gruppo Unipol

Con la sua sesta edizione, torna “Cubo Live. Luoghi, Idee, Voci, Eventi”, la,rassegna itinerante di spettacoli dal vivo gratuiti promossa da Cubo Archivio e Museo d’Impresa del Gruppo Unipol. Ad accogliere la seconda tappa della rassegna, dal 30 giugno al 2 luglio prossimi, è la Città di Torino nella cornice del Teatro Agnelli, che farà da culla alle atmosfere vibranti delle tre serate, scandite da jazz internazionale e musica d’autore.

Ad esibirsi, il trio composto da Alberto Bianco, Roberto Angelini e Andrea Pesce. In un appuntamento del tour Camaleonte che mescola concerto, spettacolo teatrale e laboratorio sonoro; la cantautrice torinese Ginevra Lubrano, tra le più interessanti voci della scena italiana, e Nicole Zuraitis, pianista e arrangiatrice Jazz, vincitrice di due Grammy.

Cubo Live conferma così la propria vocazione a condividere cultura attraverso la musica, offrendo al pubblico esperienze uniche e coinvolgenti in luoghi suggestivi, dove la distanza tra artista e spettatore si annulla, e il racconto personale si intreccia naturalmente con la performance dal vivo, privilegiando qualità e sperimentazione. Jazz internazionale, cantautorato, musica elettronica, classica contemporanea e nuove forme di contaminazione sonora si incontrano in luoghi fortemente identitari di quattro città: la Unipol Tower di Milano, il Teatro Agnelli a Torino, la Marina di Loano e Piazza Italia, a Loano, e i Giardini Pensili a Bologna.

Martedì 30 giugno, alle 21.30, Alberto Bianco propone un concerto intimo e sospeso, ma vivo e in continuo movimento, dal titolo “Camaleonte”. Un viaggio dentro il suono caldo delle cassette, tra memoria analogica e presente digitale. Sul palco il trio di Alberto Bianco, composto da egli stesso, Roberto Angelini e Andrea Pesce, che daranno vita a un piccolo mondo in cui le canzoni si trasformano, si spogliano e si ricompongono ogni sera in modo diverso. Il cuore è la musica registrata su nastro, che diventa protagonista anche del vivo: il Tascam 414 a cassette verrà usato come uno strumento facendolo respirare insieme alle chitarre, al Wurlitzer e alle voci. I momenti suonati si alterneranno a brevi parti narrative e a piccoli esperimenti sonori realizzati in diretta. Bianco è vice e chitarra, Angelini e Pesce alla tastiera. Prenotazione obbligatoria su cubounipol.it.

Ginevra Lubrano, in arte Ginevra, cantautrice torinese, è tra le voci più interessanti della musica italiana. Si esibirà il 1⁰ luglio alle 21.30. Nel concerto presenterà brani originali tratti dagli album che l’hanno resa famosa, quali “Metropoli”, “Diamanti” e “Femina”. Si tratta di un viaggio emozionale tra le tappe piu significative del suo percorso artistico, in cui le parole e la voce dell’artista accompagneranno il pubblico alla scoperta di pietre preziose, con messaggi di positività, libertà e condivisione. Insieme a Ginevra, vi sarà Domenico Finizio alla chitarra.

Infine, giovedì 2 luglio, alle 21.30, si esibirà la cantautrice, pianista e arrangiatrice Jazz Nicole Zuraitis, vincitrice di due Grammy. È un’artista pionieristica che sta ridefinendo il jazz vocale, guadagnandosi un posto tra le artiste più prolifiche. Si muove con disinvoltura e naturalezza fra i diversi stili, rimando fedele a una voce del tutto personale. Ha messo in luce le sue doti di cantautrice, che lei stessa ha definito di “Modern Song Book”. Il suo ultimo album riflette un principio guida secondo cui la buona musica rimane tale a prescindere dal genere. Con Nicole Zuraitis alla voce e al pianoforte, si esibiranno Idan Morim alla chitarra, Dan Pugach alla batteria e Samuel Wever al basso. Prenotazione obbligatoria per tutti i concerti su cubounipol.it. la sede dei concerti è il Teatro Agnelli, via Paolo Sarpi 111/A.

MARA MARTELLOTTA

Info: www.cubounipol.it – 02 64029090

Margherita Podestà Heir vince il Premio Lattes per la traduzion

Ritorna il festival Corti.Lì nel cortile di Santa Pelagia

Dal 2 al 7 luglio, per celebrare i 250 anni della Fondazione Omi

Corti.Lì è il festival estivo promosso dal 2 al 7 luglio dalla Fondazione Omi, che quest’anno assume un significato speciale in seguito alle celebrazioni dei primi 250 anni di storia dell’Ente, un traguardo che racconta due secoli e mezzo di impegno per il benessere sociale e culturale del territorio. Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Facciamo festa”, un invito aperto a tutte le generazioni a ritrovarsi nei cortili di Santa Pelagia, in via Giolitti 35/A, per condividere storie, musiche, laboratori, incontri e momenti di riflessione. Si tratta di un programma ricco e multidisciplinare rivolto tanto ai grandi quanto ai più piccoli, in cui si intrecciano letteratura, teatro, benessere e spettacoli dal vivo. Ad accompagnare simbolicamente il festival, sarà il “Terzo Paradiso dell’Educazione” di Michelangelo Pistoletto, immagine guida di un’edizione che mette al centro la relazione tra persone, comunità e cultura. Con l’obiettivo di essere un festival per tutte le età, la manifestazione si aprirà giovedì 2 luglio con le letture animate per bambini “Sai cantare fino a 250?”, alle ore 16.30, a cura della libreria Therese, dedicate proprio all’anniversario della Fondazione. Alle18.30 per ApeRead, gli aperitivi letterari e, all’interno di Crescere Lab #3, spazio alla riflessione sui temi educativo con l’incontro dal titolo “Giovani smarriti in attesa di una speranza”, con la partecipazione di Ezio Delfino, Adriana Olissina, Stefano Scovazzo e Domenica Zeni, moderati da Fabrizio Vespa.

Per l’inaugurazione ufficiale del Festival, alle 21 è in programma la performance “ai luoghi veri non lo sono mai” del Teatro del Mondo, con Gian Luca Favetto, autore e voce Narrante, Leandro Agostini, per la regia e il visual design, Francesca Vettori, vice Narrante, e Giorgio Li Calzi per le musiche. Si tratta di un viaggio narrativo e musicale ispirato alla figura di Ulisse, l’eroe classico, raccoglitore di storie, le scopre e le trasporta, similmente a come fa il mare.

Venerdì 3 luglio, alle 16.30, vi saranno letture animate e gioco-teatro per bambini dagli 0 ai 6 anni a cura di Teatrulla, mentre alle 18.30, per ApeRead, verrà presentato il volume “L’Alzheimer è donna”, con il geriatra Fausto Fantò. Si tratta di un’indagine attraverso una malattia al femminile affrontata a 360⁰, con il coinvolgimento di professionisti ed esperti che a vari livelli sono coinvolti nell’assistenza a questa patologia.

Chiude la giornata, alle ore 21, il concerto dei Frame Bull Shame, la country rock band composta da due voci principali, chitarra elettrica e acustica, basso e batteria, che creano un sound coinvolgente che unisce le energie del rock all’autenticità delle storie country.

Molti sono gli appuntamenti che si susseguiranno nella giornata di sabato 4 luglio, quando il pubblico potrà partecipare a laboratori di uncinetto, ricamo, pittura mandala e body art fluorescente a partire dalle 16.30.

Domenica 5 luglio si ricorda il concerto-racconto di Federico Sirianni dal titolo “Genova, dicevo, è un’idea come un’altra”, mentre lunedì 6 luglio sarà interamente dedicato ai più piccoli grazie alla Fondazione TRG. A partire dalle 17.30, si terrà un laboratorio teatrale per bambini dai 3 ai 6 anni con Arianna De Angelis e Simone Valentino, dal titolo “Ci sono bugie piccole piccole e bugie grandi….anzi grandissime”. I bambini saranno invitati a inventare storie buffe ed esagerate, trasformandole in racconti e piccoli giochi teatrali, con la Lumaca, moderatrice curiosa, e Lucignolo, che ama raccontare storie incredibili. In contemporanea si terrà un laboratorio per bambini dai 6 ai 10 anni, dal titolo “Se fossi una fata”, con Mirjam Schiavello e Pasquale Buonarota. Dalla figura della Fata Turchina, i bambini saranno invitati a immaginare il loro mondo ideale e ai inventare storie, personaggi e piccoli incantesimi per affrontare ostacoli e problemi. Alle ore 21, infine, si terrà uno spettacolo teatrale adatto ai 5 anni in su, dal titolo “Collodi Experience Pinocchio”, realizzato sempre a cura della Fondazione TRG, in collaborazione con la Fondazione Bottari Lattes nell’ambito del progetto “Vivo Libro – Pinocchio Monforte d’Alba”, per l’ideazione e la regia di Luigina Dagostino.

La giornata conclusiva sarà martedì 7 luglio, caratterizzata da un momento istituzionale di particolare rilievo con la conferenza stampa e la firma dell’accordo tra la Fondazione Omi e il TPE – Teatro Piemonte Europa, alle ore 18, segno della volontà di rafforzare la collaborazione culturale sul territorio e costruire nuove opportunità per la comunità. La chiusura ufficiale del festival si terrà alle 18.30, con la presentazione del disco “Variazioni Goldberg”, e il concerto del giovane talento internazionale Morgan Icardi, enfant prodige della musica classica, direttore d’orchestra e pianista italiano il cui lavoro si fonda su un approccio orientato alla ricerca. Il suo ultimo lavoro riguarda una registrazione delle Variazioni Goldberg BWV 988 di Joahnn Sebastian Bach. Con Corti.Lì 2026, la Fondazione Omi celebra il proprio passato guardando al futuro e confermando la cultura come strumento di inclusione sociale e sviluppo della crescita personale all’intrno di contesti partecipativi.

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Info: 011 8178968 – operamunificaistruzione.it

Mara Martellotta

Eataly, cinema sulla terrazza del Museo Carpano

Un’estate di appuntamenti con i capolavori del cinema proiettati in pellicola

Torino, 25 giugno 2026 – Torino riscopre il fascino delle sere d’estate con il ritorno dell’arena estiva di Eataly Lingotto. Sulla Terrazza, al fondo del percorso espositivo dedicato al Museo del Vermouth Carpano, prende vita un palinsesto ricco di appuntamenti pensati per vivere la città nei mesi più caldi, tra gusto, convivialità e intrattenimento.

Il calendario alterna appuntamenti dedicati al vino, al pesce, alla mixology e alla convivialità informale, con una proposta accessibile e contemporanea, rivolta a un pubblico ampio, trasversale e curioso.

Tra gli eventi più attesi della stagione torna la rassegna Cinema in 35 mm, in programma tutti i martedì di luglio. Un progetto speciale che Eataly realizza in collaborazione con Hiroshima Mon Amour e il Museo Nazionale del Cinema, riportando sul grande schermo il fascino autentico della pellicola.

Un’esperienza immersiva che rievoca il rito del cinema di una volta: il suono del proiettore, l’intervallo a metà film, la scritta “fine” e i titoli di coda. Una vera e propria macchina del tempo capace di restituire al pubblico l’emozione analogica del grande schermo.

Le proiezioni iniziano alle ore 21.30 (apertura porte e bar dalle ore 21.00), con la possibilità di accompagnare la visione con una selezione di sfizi dolci e salati, vini, birre e bevande analcoliche.

I quattro film in programma, capolavori indiscussi del cinema su pellicola, sono accomunati dal tema dell’“eclissi”, intesa, secondo il greco antico ékleipsis, come “abbandono”, e affrontano, ciascuno a suo modo, questioni legate al libero arbitrio, al corpo, alla giustizia e all’umanità.

Il programma:

Martedì 7 luglio: Minority Report (Steven Spielberg, 2002) – Scopri l’evento

Martedì 14 luglio: La Mosca (David Cronenberg, 1986) – Scopri l’evento

Martedì 21 luglio: Mad Max – Oltre la sfera del tuono (George Miller e George Ogilvie, 1985) – Scopri l’evento

Martedì 28 luglio: Brazil (Terry Gilliam, 1985) – Scopri l’evento

In caso di maltempo, le proiezioni si terranno all’interno.

Per informazioni: eventitorino@eataly.it

Il circuito delle Dimore Storiche del Pinerolese apre la stagione di visite estive

Prima apertura della stagione estiva per le Dimore Storiche del Pinerolese iscritte all’Associazione “dimore storiche italiane”, indicativamente dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18, aprono le porte ai visitatori per offrire spunti di visita originali ed adatti a tutta la famiglia, nonché l’opportunità di entrare in sintonia con la storia locale e cogliere le peculiarità di palazzi ed antiche proprietà di epoche e stili diversi fra loro, che preservano il fascino e le suggestioni tramandate di generazione in generazione. Le viste a pagamento riguardano proprietà breve distanza fra loro, così da invitare a visitare più d’una. L’itinerario intende valorizzare sotto il profilo turistico e culturale una zona del Piemonte che fu strategica per l’associazione, l’arte e l’economia della regione e della stessa capitale. Le prossime aperture estive sono previste per il 27 luglio e 30 agosto.

prima apertura della stagione estiva per le Dimore Storiche del Pinerolese iscritte all’ A.D.S.I (Associazione dimore storiche Italiane). Domenica  28 giugno –  indicativamente dalle 10 alle 12.30/13 e  dalle 14.30 fino alle 17.30/18 – aprono le porte ai visitatori per offrire spunti di visita originali ed adatti a tutta la famiglia, nonché l’opportunità di entrare in sintonia con la storia locale e cogliere le peculiarità di palazzi ed antiche proprietà di epoche e stili diversi fra loro che preservano il fascino e le suggestioni tramandate e custodite da generazioni.

La visite (a pagamento) riguardano proprietà a breve distanza fra loro, così da invitare  a visitarne più di una L’itinerario intende valorizzare sotto un profilo turistico – culturale una zona del Piemonte che fu strategica per la storia, l’arte e l’economia della regione e della stessa Capitale. LE PROSSIME APERTURE ESTIVE SONO FISSATE PER  IL 27  LUGLIO E IL  30 AGOSTO, IN BASE ALLE INDICAZIONI SOTTO RIPORTATE

Ecco l’elenco delle dimore aperte domenica 28 giugno e i relativi contatti.

1.     BricherasioPalazzo Conti di Bricherasio , ricco di affreschi e memorie della famiglia , ebbe un ruolo importante nella storia dell’industria italiana
Visite su prenotazione:  28/6 – 26/7 – 30/8 – 

2.     Bricherasio, Palazzo Ricca di Castelvecchio, nel centro del borgo è un palazzo di interessante valore artistico e culturale, Eretto sui ruderi dell’antico castello di Bricherasio, fu più volte ampliato, l’ultima nel 1910 in stile liberty
Visite su prenotazione:  28/6 – 26/7 – 

3.     PineroloVilla Le Peschierel’ottocentesca villa Bertea detta “Le Peschiere” è contigua ad un’ampia cascina a pianta rettangolare di stampo settecentesco ed all’annesso parco.

Visite su prenotazione: 28/6 – 26/7 – 30/8

4.     Pinerolo, Cascina Losetta e Tenuta del Colombretto una delle più significative e meglio preservate testimonianze di insediamento rurale settecentesco dell’intero territorio pinerolese

Visite su prenotazione: – 28/6 – 26/7 – 30/8 –

5.     PineroloIl Torrionevilla neoclassica di campagna circondata d27/9 – 25/10

6.     Piobesi T.seVilla La Paesana raffinata residenza circondata da giardini e alberi secolari, un tempo legata alle riserve di caccia dei boschi di Stupinigi.
Visite su prenotazione: 28/6 – 26/7 –

7.     Piossasco, Casa Lajolo armoniosa dimora patrizia circondata da giardini storici e da un suggestivo orto-giardino che dialoga con il paesaggio circostante
Visite su prenotazione: – 28/6 – 26/7 

        *Oltre alla consueta visite, domenica 28 giugno, sarà possibile sguire il Concerto del Quartetto Eas ( ore 19, prenotazioni su sito istituzionale)In luglio, all’appuntamento di fine mese, si aggiunge – il 15 – l’evento “Assaggi nell’orto”, visita dell’orto e aperitivo finger food con bevande,( € 30 a persona, prenotazioni sul sito istituzionale)

8.     S. Secondo di Pinerolo, Castello di Miradolo polo culturale ed espositivo circondato da uno dei parchi storici più affascinanti della zona e oggi sede di mostre, eventi e attività culturali.
Date libere, prenotazione non necessaria

9.    Villafranca P.teCastello di Marchierù, complesso fortificato dei Savoia Acaja (XII secolo), dal ‘700 è una dimora residenziale circondata da un grande parco ottocentesco. E ancora oggi è abitata dalla famiglia proprietaria.

Visite su prenotazione: 28/6 – 26/7 – 30/8 

 

10      Virle, Castello dei Conti Asinari di Piossasco, dimora del XVIII secolo, situata al centro del paese, ospita oggi l’Istituto San Vincenzo de’ Paoli. È noto per il giardino, gli affreschi barocchi e l’architettura a ferro di cavallo

Visite su prenotazione: 31/5 – 28/6 – 27/9

         Sempre a  Virle, il Castello dei Marchesi Romagnanoracchiuso fra mura e torri angolari che rimandano alle sue originarie funzioni difensive medievali,apre solo per gruppi su prenotazione

 

11   VolveraPalazzotto Juva residenza inserita in un antico complesso agricolo oggi luogo di installazioni artistiche
Visite su prenotazione: 26/4 – 31/5 – 28/6 – 26/7 – 30/8 – 27/9 – 25/10

** Sulla pagina  https://www.dimorestoricheitaliane.it/pinerolese/, disponibile in italiano e in inglese, sono riportate tutte le dimore del circuito, con indicazioni su modalità di prenotazione (ove richiesta), accesso e curiosità del territorio

Mara Martellotta

Parigi, ultima dimora di Piero Gobetti

 

Cent’anni fa, nella notte tra il 15 e il 16 febbraio del 1926 Piero Gobetti moriva in una gelida Parigi non ancora venticinquenne a causa delle complicazioni subentrate  dopo un forte attacco di bronchite. Aveva da poco lasciato l’Italia fascista dopo aver subito brutali aggressioni squadriste che l’avevano pesantemente debilitato nel corpo, ma non certo nello spirito fiero e intransigente oppositore del fascismo, promotore di un liberalismo progressista, fondatore di riviste importantissime come Energie nuove e La rivoluzione liberale. Nato a Torino il 19 giugno 1901, questo giovanissimo e raffinato intellettuale liberale e antifascista seppe comprendere il fascismo prima di altri e lo seppe spiegare in quella che sarebbe diventata la sua forma autoritaria, violenta, dittatoriale. Mussolini lo considerò, come Gramsci, uno degli avversari più pericolosi.

 

In un telegramma, inviato il 1 giugno 1925, al prefetto di Torino, il Duce ordinò di “rendere nuovamente difficile vita questo insulso oppositore governo e fascismo“. Fu aggredito, picchiato, costretto a rifugiarsi nella capitale francese dove, in una clinica di Neuilly-sur-Seine, chiuse la sua vita terrena. La sua tomba è situata nella parte più elevata del Père-Lachaise, nel Plateau de Charonne, all’interno della divisione 94, poco distante dalla tomba (oggi cenotafio) dei fratelli Nello e Carlo Rosselli. Una tomba molto semplice. Si possono leggere, oltre alle date di nascita e di morte, una targa in ricordo della sua figura, posta per volontà del Comitato Nazionale per il centenario della nascita (“nel ricordo della sua solitaria sfida al fascismo e della sua lezione di intransigenza etica e politica”) e un’altra del governo italiano con incisa in lingua francese una frase di Gobetti stesso: “Mon language n’était pas celui d’un enclave” (Il mio linguaggio non era quello di uno schiavo). In quella zona a sud del più celebre cimitero parigino che racchiude tante storie e memorie si trova il muro dei Federati, luogo-simbolo dove – il 28 maggio del 1871 – furono fucilati dalle truppe di Thiers gli ultimi 147 comunardi sopravvissuti alla “semaine sanglante”, la settimana di sangue che pose fine al sogno ribelle della Comune di Parigi. Non distante sono sepolti, tra gli altri, la fotoreporter tedesca Gerda Taro – compagna di Robert Capa – e Jean-Baptiste Clément, musicista che compose “Les temps des cerises”, il tempo delle ciliegie, famosa canzone che ricorda metaforicamente la rivoluzione fallita della Comune paragonandola ad un amore perduto.

Come scrisse l’olandese Cees Nooteboom nel suo libro “Tumbas. Tombe di poeti e pensatori”, “la maggior parte dei morti tace. Per i poeti non è così. I poeti continuano a parlare“. Lo stesso vale per i pensatori e i rivoluzionari. E “all’ombra de’ cipressi e dentro l’urne confortate di pianto“, come scriveva Ugo Foscolo, non pare proprio che rimpiangano niente. Quasi che, dalla sua tomba nella 97sima divisione, Edith Piaf cantasse ancora con la sua voce potente e malinconica “Non, rien de rien / Non, je ne regrette rien / Ni le bien qu’on m’a fait, ni le mal / Tout ça m’est bien égal“. In tanti ricorderanno, è augurabile, il centenario di Gobetti. Uno dei tanti modi sarà quello di omaggiarne la tomba a Parigi.

Marco Travaglini

Teatri storici del Piemonte: il Sociale “Giorgio Busca” di Alba

A cura di piemonteitalia.eu

Le nuove esigenze culturali e sociali dell’emergente borghesia albese contribuiscono a rendere obsoleto, a metà Ottocento, il vecchio Teatro Perucca, costituito da appena ventisei palchi: perciò nell’ambito della ristrutturazione urbanistica che in questi stessi anni ridisegna la città, sulla scia della ripresa economica, viene anche inserito il progetto per un nuovo teatro…

Leggi l’articolo:

https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/teatri-storici/teatro-sociale-giorgio-busca-di-alba