CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 3

I misteri del borgo storico di Rosazza

A cura di Piemonteitalia.eu

In Valle Cervo, vicino a Biella, in mezzo a una natura selvaggia, si trova il piccolo borgo di Rosazza, ritenuto il paese più misterioso d’Italia.

Il borgo prende il nome di Federico Rosazza che, verso la fine dell’800, portò l’intera comunità a un grande sviluppo economico.

Durante la sua lunga vita, Federico subì due avvenimenti negativi, la morte prematura della moglie e della sua unica figlia.

 

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https://www.piemonteitalia.eu/it/curiosita/rosazza-la-citt%C3%A1-disegnata-dagli-spiriti

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

A cura di Elio Rabbione

Avatar – Fuoco e cenere – Fantascienza, azione. Regia di James Cameron, con Sam Worthington, Zoe Saldana, Sugourney Weaver, Kate Winslet e Oona Chaplin. Alla morte del figlio Neteyam, Jake Sully ritorna al combattimento e a questo allena i figli, la sposa Neytiri elabora nel silenzio il suo lutto. Partono dalla loro terra portando con sé Spider, il ragazzo umano che essi hanno un tempo adottato: nel viaggio alla volta dell’antica base, pieno di avventure, saranno attaccati dal popolo vulcanico dei Mangkwan, estremamente feroce, guidato dal temibile Varang. Terzo appuntamento con la gloriosa saga dell’autore di “Titanic”. Durata 198 minuti. (Massaua anche 3D, Ideal 3D, Reposi, The Space Torino, Uci Lingotto anche 3D, The Space Beinasco, Uci Moncalieri anche 3D)

Buen Camino – Commedia. Regia di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone, Beatriz Arjona, Letizia Arnò e Martina Colombari. Checco, erede ricchissimo e viziato, prole ultrafelice di Eugenio ricchissimo produttore di divani, innumerevoli ville con piscina e altrettanto innumerevoli servitori di origine filippina alle sue dipendenze, yacht su cui invitare amici che hanno le sue stesse idee di libertà e di non lavoro, una fidanzata messicana di professione modella, è costretto a lasciare la sua vita dorata sulle tracce della figlia Cristal, adolescente dal carattere un pochino turbolento. Per la prima volta in vita sua viene messo di fronte alle sue responsabilità di padre, inaspettate quanto da prendere con i classici guanti, anche perché Checco del sangue del suo sangue proprio niente sa. Grazie l’opera di corruzione attuata nella persona di Corina, la migliore amica di Cristal, il bonomo viene a sapere che la fanciulla è partita per la Spagna. È così che finisce suo malgrado sul Cammino di Santiago: un’occasione per conoscersi veramente. Durata 90 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Ombrerosse, Eliseo, Fratelli Marx sala Harpo, Greenwich Village, Ideal, Lux sala 2, Reposi sala 2, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Divine comedy – Commedia. Regia di Ali Asgari, con Sadaf Asgari e Bahram Ark. Bahram è un regista quarantenne, che ha trascorso l’intera carriera realizzando film in turco-azero, nessuno dei quali è mai stato proiettato in Iran. Il suo ultimo lavoro, a cui il Ministero della Cultura ha nuovamente negato l’autorizzazione, lo spinge al limite della ribellione. Con a fianco il produttore Sadaf, dalla lingua tagliente e in sella a una Vespa, intraprende una missione clandestina per presentare il suo film al pubblico iraniano, eludendo la censura governativa, l’assurda burocrazia e le proprie insicurezze. Durata 98 minuti. (Romano sala 2 anche V.O.)

Father mother sister brother – Commedia drammatica. Regia di Jim Jarmush, con Tom Waits, Adam Driver, Charlotte Rampling, Cate Blanchett e Vicky Krieps. I panorami diversi del nord degli States, Dublino e Parigi, tre nuclei familiari che da troppo tempo hanno diradato rapporti e visite, un fratello e una sorella sui quaranta fanno visita a un padre che li chiama attorno a sé soltanto quando gli butta male sul lato economico, le due figlie di una scrittrice la raggiungono per l’appuntamento annuale di gustare insieme una tazza di tè e cercano di apparire una più dell’altra felici della loro situazione, due gemelli di vent’anni si ritrovano nell’appartamento che è stato dei genitori, morti in un incidente. Legano le coppie piccoli oggetti, piccole occasioni: un Rolex, chissà se vero o falso, delle parole, un brindisi con il tè o con il caffè, un gruppo di skaters che passa veloce, il disagio di ognuno. Leone d’oro alla 82ma Mostra del cinema di Venezia. Il film è stato designato Film della Critica dal SNCCI: “Autore e fautore di un cinema sempre più asciutto e minimalista, Jim Jarmush affida ai silenzi, agli imbarazzi, alle mezze parole e alle bugie dei protagonisti dei tre episodi che compongono il film il compito di acquerellare con un linguaggio poetico la natura ambigua e contorta dei rapporti familiari: gli affetti quanto gli orrori. Notevolissimo il cast, nel quale spicca la performance di un Tom Waits sardonico e irresistibile.” Durata 111 minuti. (Massimo anche V.O., Nazionale sala 3 e sala 4 anche V.O.)

Gioia mia – Drammatico. Regina di Margherita Spampinato, con Marco Fiore e Aurora Quattrocchi. Nico è un bambino di oggi, dipendente dal telefono e con lo smalto sulle unghie. All’improvviso viene strappato al suo mondo “del nord” per passare un mese d’estate in Sicilia, in compagnia di un’anziana zia, Gela. A casa della donna non c’è il wifi né l’aria condizionata, e si mangiano prelibatezze a cui il suo palato non è ancora pronto. Ci sono solo i giochi di carte, l’adorabile cagnolino Franck, e un condominio intero popolato di nonne e nipoti, più forse qualche spirito che abita gli appartamenti dell’ultimo piano ed è causa di strani rumori. Nico e Gela, ognuno radicato nelle proprie certezze ma con dolori simili nel cuore, dovranno pian piano cercare un linguaggio comune. Designato Film della critica dal SNCCI: “Felice esordio alla regia di Margherita Spampinato che scrive, dirige e monta una storia ad altezza di bambino che, in una molle estate siciliana, parcheggiato dall’anziana zia supera la sua linea d’ombra grazie a un rapporto alla pari. Ecco la scoperta di un altro mondo possibile, dove la religione convive con la superstizione e gli elementi magici e misteriosi richiamano sia un passato atavico e affascinante che un cinema d’altri tempi, quello della nostra infanzia”. Durata 90 minuti. (Romano sala 3)

La grazia – Commedia drammatica. Regia di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, Anna Ferzetti, Massimo Venturiello, Roberto Zibetti e Milvia Marigliano. Il presidente della Repubblica Mariano De Santis è ormai anziano e alla fine del suo mandato. Vedovo, ex giurista e profondamente cattolico, si troverà di fronte a due ultimi dilemmi: se concedere la grazia a due persone che hanno commesso un omicidio in circostanze che potrebbero essere continuate attenuanti o se promulgare la legge dell’eutanasia. Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Toni Servillo. Durata 133 minuti. Il regista Paolo Sorrentino, che ha girato gran parte del film a Torino, sarà al Nazionale domenica 18 gennaio alle ore 18 per presentare il film e rispondere alle domande del pubblico. Da lunedì 19 sarà altresì possibile visitare lamostra fotografica “La Grazia” – Immagini e location della Torino di Paolo Sorrentino”, nelle stesse sale di palazzo Chiablese dove il regista ha ricreato gli ambienti del Quirinale. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Eliseo Grande, Fratelli Marx sala Groucho, Greenwich Village sala 2, Ideal, Lux sala 1, Nazionale sala 2, Reposi sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

La mia famiglia a Taipei – Commedia drammatica. Regia di Shih-Ching Tsou. Shu-fen ha un chiosco nel mercato notturno di Taipei, serve noodle, è stata abbandonata da anni dal marito, sta ancora pagando i debiti, una figlia di vent’anni e una di cinque da allevare. La piccola I-Jing necessariamente indipendente vaga per la città avvolta nel buio, mentre la madre cade in depressione ed è costretta a stare attenta affinché la situazione non le sfugga di mano, considerate le avventure che le sue figlie non fanno che intraprendere. Durata 108 minuti. (Fratelli Marx sala Chico)

No Other Choise – Non c’è altra scelta – Thriller, drammatico. Regia di Park Chan Wook. Man-Su, specialista nella produzione di carta con venticinque anni di esperienza, è così soddisfatto della vita da poter dire con tutta sincerità: “Ho tutto”. Finché un giorno viene improvvisamente informato dalla sua azienda di essere stato licenziato. Si sente come se gli avessero tagliato la testa con un’ascia: Man-Su giura di trovare un nuovo lavoro entro i successivi tre mesi per il bene della famiglia. Nonostante la sua ferma determinazione, trascorre oltre un anno passando da un colloquio a un altro, finendo per lavorare in un negozio al dettaglio. Si ritrova a rischio di perdere quella stessa casa che ha faticato così tanto per comprare. Disperato, si presenta senza preavviso alla Moon Paper per presentare il curriculum ma viene umiliato dal responsabile dal responsabile di linea Sun-chul. Sapendo di essere più qualificato di chiunque altro per lavorari lì, prende una decisione: se non c’è un posto vacante per me, dovrò farmi assumere creandone uno. Durata 139 minuti. (Eliseo, Nazionale sala 1 anche V.O., The Space Torino, Uci Lingotto, Uci Moncalieri)

Norimberga – Drammatico. Regia di James Vanderbilt, con Russell Crowe, Rami Malek e Michael Shannon. Film di chiusura del recente TFF. In quell’occasione scrivevo: “…le ultime immagini del festival appartengono alla macabra apparizione di Herman Göring – che ha le sembianze ormai irrimediabilmente possenti di Russell Crowe, eccellente – in Nuremberg, scritto (è stato tra laltro lacclamato sceneggiatore di “Zodiac” di Fincher) e diretto da James Vanderbilt – qui alla sua opera seconda in qualità di regista, dopo Truth – Il prezzo della verità”, 2015 -, a raccontare con parole ben lontane da quelle del difficilmente dimenticabileVincitori e vintidi Kramer la tragedia dellOlocausto (con immagini di repertorio) e il giudizio che le nazioni vincitrici della terra ne dettero durante i giorni e il processo di Norimberga, Ribbentrop e Hess e Seyss-Inquart e gli altri a subire morti e ergastoli. Vanderbilt focalizza il proprio racconto sullincarico che lo psichiatra americano Douglas Kelly (lo interpreta Rami Malek, meritato Oscar come Freddie Mercury) – un altro che non cede è il giudice della Corte Suprema degli States Robert Jackson (un validissimo Michael Shannon) – riceve allo scopo di valutare lo stato mentale dei prigionieri nazisti e di stabilire se essi siano idonei a sostenere il dibattimento per crimini di guerra. Affermativo: ma lui che è scivolato su un errore compiuto con il gentil sesso che ha le vesti di una curiosa giornalista che fa il suo mestiere ed è pronta a sottrargli notizie riservate, verrà estromesso. Salvo venire reintegrato nel dibattimento grazie a certi suoi studi che porteranno nuove luci sugli atti e sulla personalità del principale imputato. Costruendo in dialoghi che non hanno certo la sensibilità di un duello in punta di fioretto ma che pur scavano a fondo nella fredda ferocia del Reichmarschall, numero due del regime hitleriano, un duello sottile e psicologico che approfondisce, che mattone dopo mattone costruisce il progredire di un rapporto e di due personalità, che contribuisce a portare a una condanna che scavalcherà la morte per impiccagione, preferendo come la Storia ci ha testimoniato Göring darsi la morte con il cianuro – verremo a sapere nelle didascalie di coda che anche Kelly, colpito dai fantasmi di quella esperienza e datosi in seguito al bere, si tolse la vita allo stesso modo, nel 1958, dopo averne ricavato un volume che non ebbe alcun successo. Incisivo nel/per il racconto lurlo che Göring getta in faccia a Kelly nel disperato tentativo di mantenere ben salda la sua supremazia, la sua eternità: “Io sono il libro, tu non sei altro che una nota a piede pagina!Il film, di uscita natalizia, che è quasi un obbligo vedere per ripassare una pagina di Storia che non dev’essere dimenticata”. Durata 148 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Ombrerosse, Ideal, Lux sala 3, Reposi sala 4, Romano sala 3, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Prendiamoci una pausa – Commedia. Regia di Christian Marazziti, con Claudia Gerini, Paolo Calabresi, Fabio Volo, Ilenia Pastorelli e Marco Giallini. Walter fa coppia con Fiorella, hanno avuto due figli, lui dedica le sue giornate nel ristorante di cui è davvero l’anima. Fiorella è stanca di quella unione dove uno dei due è sempre assente e lei deve seguire tutto quanto da solo, non ultima cosa la gravidanza della figlia. Valeria è stanca di Fabrizio, Erica oltre ad un’amica gay ha trovato in internet un ragazzo di cui perde ben presto le tracce, Gianni continua a essere sicuro che l’uomo è poligamo nel DNA. In un’ di disordine nella vita di ognuno: per cui non resta che prendersi una pausa e ripensare al proprio futuro. Durata 105 minuti. (Ideal, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Primavera – Drammatico. Regia di Damiano Michieletto, con Michele Riondino e Tecla Insolia. Cecilia è stata affidata all’Ospedale della Pietà nella Venezia del 1716, ha imparato a leggere e scrivere, ha imparato a suonare il violino. Le allieve più dotate, non potendo apparire in pubblico, si esibiscono al riparo di una grata, relegate in quel luogo sino a che un nobile o un ricco borghese non le chieda in sposa dietro una pingue borsa di soldi. Un giorno incontrerà gli insegnamenti di Antonio Vivaldi, malato e in disgrazia, pronto tuttavia a cogliere il talento e la passione della ragazza. Durata 110 minuti. (Eliseo, Fratelli Marx sala Chico e sala Harpo, Romano sala 1)

Lo sconosciuto del grande arco – Drammatico. Regia di Stéphane Demoistier, con Claes Bang e Xavier Dolan. 1982. François Mitterand lancia un concorso architettonico anonimo, senza precedenti, per la costruzione di un edificio iconico lungo l’asse del Louvre e dell’Arco di Trionfo. Con sorpresa generale, vince un architetto danese di 53 anni, sconosciuto in Francia. Da un giorno all’altro, Johan Otto von Spreckelsen si ritrova al timone del più grande progetto edilizio dell’epoca. E mentre intende costruire il suo Grande Arco, come l’aveva immaginato, le sue idee si scontrano rapidamente con la complessità della realtà e i capricci della politica. Durata 106 minuti. (Classico)

Sirāt – Drammatico. Regia di Oliver Laxe, con Sergi Lòpez e Bruno Nùnez. Luis con il giovane figlio Esteban si aggira in un rave party mostrando una fotografia della figlia Mar della quale ha perso da alcuni mesi le tracce e che vorrebbe ritrovare. Nessuno la conosce ma, nel corso della ricerca, l’uomo fa delle conoscenze che, dopo la chiusura della festa da parte dei militari, lo indirizzano verso un altro rave. Il viaggio non sarà dei più facili e non soltanto per le asperità del terreno, “un viaggio accidentato e pericoloso verso un ignoto dentro e fuori di noi: solo il nulla del paesaggio minato”, ha scritto Maurizio Porro nel Corriere della Sera. Premio della Giuria a Cannes. Il film è stato designato Film della Critica dal SNCCI: “Oliver Laxe dirige un film di rara potenza, devastante nella forma e dalla narrazione continuamente vissuta sullo strapiombo di avvenimenti tragici, un on the road tra musica martellante e danze tribali, alla ricerca di persone scomparse e del senso ultimo della vita, rappresentata in modo nichilistico, in un paesaggio di bellezza agghiacciante, muovendosi costantemente su un terreno minato.” Durata 115 minuti. (Blue Torino/via Principe Tommaso 6, Massimo sala Cabiria anche V.O.)

Sorry, baby – Drammatico. Regia di Eva Victor, con Eva Victor, Naomie Ackie e Lucas Hedges. Una violenza sessuale, la vittima è Agnes. La ragazza cerca di superare il suo dramma. L’amica Lydie, al contrario, è felice, vive a New York, si è sposata e le racconta di aspettare un bambino. Nell’occasione di una riunione di classe i ricordi riaffioreranno. Durata 103 minuti. (Centrale anche V.O.)

Ultimo schiaffo – Commedia drammatica. Regia di Matteo Oleotto, con Massimiliano Motta, Adalgisa Manfrida e Giuseppe Battiston. Le montagne del Friuli, tra il freddo e la neve del Natale, la storia di due fratelli, Petra e Jure, senza un padre e una madre ricoverata in una casa di riposo, malata, a cui il ragazzo tutte le volte che la va a trovare legge dei racconti. Sono legatissimi tra loro Petra e Jure, ma due perdenti rifiutati dal mondo, fanno qualche lavoro di poco conto per sopravvivere e s’inventano qualche espediente, quanto lecito insomma. Il grosso desiderio di Jare è quello di portare sua madre al mare, quello di Petra è fare soldi, magari tanti, per fuggire per sempre da quelle montagne. Durata 101 minuti. (Romano sala 2)

Una di famiglia – Thriller. Regia di Paul Feig, con Sydney Sweeney, Amanda Seyfried e Brandon Sklenar. Millie trova un posto da governante in casa della agiata famiglia Winchester, dovrà badare alla piccola Cecelia, per lei è davvero una svolta nella vita. Ma quell’occupazione si rivela l’inizio di un incubo, dal momento che la padrona di casa la maltratta e le affida mansioni del tutto impossibili. Anche la bambina le è ostile, mentre il marito e padre pare più paziente, pronto a sistemare una situazione familiare preoccupante. Ma dove sta la verità, in chi? Durata 131 minuti. (Massaua, Ideal, Reposi sala 5, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

La villa portoghese – Drammatico. Regia di Avelina Prat, con Manolo Solo e Maria de Madeiros. Fernando insegna geografia all’università, è colto e appassionato, vive con Milena, una donna di origine serba. Lei abbandona la casa, senza una spiegazione, e lui s’accorge di non conoscerla affatto, di non sapere nulla di lei, di non sapere dove cercare di rintracciarla. Fernando sceglierà una vacanza in Portogallo, incontrerà Manuel e una nuova vita e una nuova casa, appartiene a una donna di nome Amalia. Durata 114 minuti. (Centrale)

Vita privata – Drammatico. Regia di Rebecca Zlotowski, con Jodie Foster, Daniel Auteuil, Virginie Efira, Mathieu Amalric e Aurore Clément. Tra thriller psicologico ed eccentrica commedia familiare (il terreno privilegiato fino a oggi dalla regista, autrice di “Un’estate con Sofia” e “I figli degli altri”), la storia di Lilian, psicanalista razionale e sicura di sé 8una Foster superlativa anche in versione francofona), che comincia a “deragliare” quando una sua paziente muore suicida. Sospettando che si tratti di un omicidio, Lilian comincia a indagare e, ovviamente, a dubitare di se stessa e delle proprie capacità, fino a sottoporsi a una seduta di ipnosi. E qui i mondi si confondono. Dubbi, certezze, insicurezze, il passato, altre vite, sospetti s’inseguono sulla faccia altera e impagabile di Jodie Foster, circondata da Daniel Auteuil (l’ex marito) e da Virginie Efira e Amalric (la vittima e l’ambiguo compagno di lei). Durata 105 minuti. (Nazionale sala 4)

A proposito del libro su Luigi Capriolo

Caro Direttore,

nella mia funzione di curatore dell’Archivio Lorenza e Luigi Cavallo invio la seguente dichiarazione sottoscritta dagli autori e con il loro accordo, grato se vorrà pubblicarla.

“Nel volume di Aldo Agosti e Marina Cassi, Un eroe senza medaglie. Luigi Capriolo dall’antifascismo alla Resistenza, Donzelli, Roma 2024 a p. 88 si è creato uno spiacevole equivoco nell’interpretazione di quanto scritto da Lorenza Pozzi Cavallo nel suo libro Luigi Cavallo. Da Stella Rossa alla rivolta operaia di Berlino, Golem Edizioni, Torino 2022 (p. 415). Gli autori prendono atto che l’autrice non ha imputato ai magistrati Luciano Violante e Raffaele Guariniello e alla Magistratura, la sottrazione, nei lontani anni Settanta, del manoscritto del diario di Luigi Capriolo, allora conservato nell’archivio del giornalista Luigi Cavallo, la cui trascrizione dattilografata del 1946 è stata attualmente depositata presso l‘Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea di Torino. La trascrizione è stata messa a disposizione degli autori Agosti e Cassi per gentile concessione di Lorenza Pozzi Cavallo, che ha destinato all’Istituto l’intero “Archivio Lorenza e Luigi Cavallo.

Aldo Agosti e Marina Cassi”

Un testo analogo è stato pubblicato dal professor Agosti sulla sua pagina Facebook, mentre la Casa Editrice Donzelli ha provveduto a correggere la pagina 88 della versione digitale del volume.

Un fascicolo con relativi allegati, redatto dalla signora Lorenza Pozzi Cavallo e contenente le sue osservazioni sul volume dedicato a Capriolo, viene unito alla documentazione già presente presso l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza come parte integrante dell’Archivio Lorenza e Luigi Cavallo.

La ringrazio, gentile Direttore, per la pubblicazione della presente lettera e Le porgo i più cordiali saluti.

Luciano Boccalatte

Il mito di Giovanni Testori “Cleopatras” rivive con Arianna Scommegna

Andrà in scena al teatro Gobetti la pièce teatrale “Cleopatras” di Giovanni Testori, per la regia di Gigi Dall’Aglio, con Arianna Scommegna come interprete principale, dal 20 al 22 gennaio prossimo.

La voce e il corpo sono elementi travolgenti in “Cleopatras”, monologo di Giovanni Testori, autore visionario capace di fondere il sacro e il profano in una lingua unica. In questa rivisitazione intensa e personale del mito, la regina d’Egitto è una donna che vive la passione per Antonio con forza carnale e struggente. La pièce è ambientata in un regno reinventato che si fonde con la topografia della Valassina, la valle del fiume Lambro. La narrazione esplora temi d’amore, perdita e redenzione. In questo allestimento, una delle ultime regie del compianto Gigi Dall’Aglio, scomparso nel 2020, la parola regna sovrana, sostenuta dalla musica di un violoncello. Arianna Scommegna attraversa la scena e penetra l’animo dello spettatore in una interpretazione che le è valsa un riconoscimento importante dai critici di teatro per il lavoro di ricerca sui personaggi femminili. Le musiche in scena di violoncello sono di Chiara Torselli.

Recite: 20-22 gennaio ore 19.30 – 21 gennaio ore 20.45

Teatro Gobetti – via Gioacchino Rossini 8, Torino – biglietteria@teatrostabiletorino.it – 0115169411

Mara Martellotta

La passione civile di Pier Antonio Ragozza

 

Si intitola “Una passione civile. Scritti scelti sulla storia e la cultura del Verbano Cusio Ossola” l’antologia che raccoglie quarant’anni di ricerche e pubblicazioni di Pier Antonio Ragozza, studioso di storia e dirigente scolastico ossolano, prematuramente scomparso nel maggio 2024. La Casa della Resistenza di Verbania (di cui Ragozza era componente del Comitato Scientifico) in sinergia con l’editore Grossi di Domodossola e il patrocinio della Fondazione Paola Angela Ruminelli ha pubblicato il libro che propone un’antologia di scritti e orazioni scelti in una bibliografia vastissima. Pier Antonio Ragozza (1960-2024), originario di Premosello Chiovenda, dopo la laurea in Giurisprudenza con tesi in Diritto costituzionale su Anticipazioni della Costituzione italiana nella legislazione della Repubblica dell’Ossola, è stato docente di discipline giuridiche ed economiche, preside dell’Istituto Galletti di Domodossola, dirigente scolastico dell’Istituto Cobianchi di Verbania e infine del Liceo “Spezia” di Domodossola. Ragozza è stato anche un apprezzato studioso e un infaticabile ricercatore sulla storia e la cultura delle terre tra i laghi prealpini e le grandi Alpi del nordovest. Le sue ricerche, caratterizzate da un grande rigore scientifico, lo collocano tra gli esponenti più importanti nel campo degli studi umanistici sulla provincia più montana d’Italia, il Verbano Cusio Ossola. A testimonianza di quest’impegno sono le numerosissime collaborazioni con giornali e riviste del territorio, associazioni, gruppi di ricerca, istituti culturali. Il volume offre uno sguardo largo sui numerosi interessi di studioso di Pier Antonio Ragozza: le vicende della lotta di Liberazione e del corpo degli alpini, la storia militare e delle fortificazioni,  la particolarità di una terra di frontiera e l’antropologia alpina, la passione per l’insegnamento e l’oratoria civile. Piuttosto vasta è la tipologia degli scritti di Ragozza che vanno dagli articoli su giornali e riviste a saggi e presentazioni di libri, a relazioni per convegni e incontri pubblici. Una passione civile, curato da Paolo Crosa Lenz e Andrea Pozzetta, ha visto la collaborazione di Gianmaria Ottolini, Stefano Mura, Franco Chiodi, Marco Travaglini, Chiara Uberti.

Marco Travaglini

Destinati a crescere

CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI 60

Il termine “crescendoci può suggerire svariate situazioni: quello musicale orchestrale, quello delle vendite sul mercato discografico, quello dei contratti con bands, musicisti, cantautori e cantanti, quello della quantità di generi musicali toccati da un’etichetta, quello del “business” e del “management” etc. etc. Tutto ciò fu raggiunto pienamente dal celebre Gene Norman [Eugene Abraham Nabatoff], vero mattatore della scena musicale statunitense (produttore, agente, proprietario di case discografiche, scopritore di talenti nei più svariati generi musicali, personaggio televisivo) che fondò non a caso l’importante etichetta “GNP-Crescendo Record Co.” a Los Angeles attorno al 1962. Sebbene l’impronta dell’etichetta fosse fin dalle origini incentrata sul jazz (con incredibili nomi della scena internazionale), sul doo-wap e poi anche sul versante delle colonne sonore cinematografiche, bisogna qui rilevare l’importante apporto nel rock, con decisivi contributi nell’ambito di surf, garage, rock psichedelico e oltre. L’etichetta è tuttora guidata dal figlio Neil Norman, musicista di rilievo, “sound engineer”, produttore, che mantiene alti ormai da anni i livelli qualitativi delle produzioni.

Si riportano di seguito i soli 45 giri “GNP Crescendo Records” di surf, garage e psychedelic rock, con la ricorrente presenza “in primis” della nota band “The Seeds”:

– THE GOOD GUYS “Scratch / Asphalt Wipe-Out” (GNP-326X) [1964];

– GENE & THE ESQUIRES “Space Race / Rave On” (GNP 645x) [1965];

– THE AZTECS “Whatcha Gonna Do ‘bout It? / Summertime Blues” (GNP 346x) [1965];

– MARK & THE ESCORTS “Get Your Baby / Tuff Stuff” (GNP 350x) [1965];

– THE SEEDS “Can’t Seem To Make You Mine / Daisy Mae” (GNP 354x) [1965];

– THE BOWS AND ARROWS “I Don’t Believe You / You Know What You Can Do” (GNP 356) [1965];

– MARK & THE ESCORTS “Dance With Me / Silly Putty” (GNP 358) [1965];

– DELANEY BRAMLETT “Better Man Than Me / Without Your Love” (GNP 363x) [1965];

– THE CHALLENGERS “The Water Country / Everything To Me” (GNP 396) [1965];

– THE FIRE ESCAPE “Talk Talk / 96 Tears” (C-1 [1]) [1966];

– THE CHALLENGERS “Walk With Me / How Could I?” (GNP 368x) [1966];

– THE SEEDS “The Other Place / Try To Understand” (GNP 370x) [1966];

– THE SEEDS feat. Sky Saxon “Pushin’ Too Hard / Try To Understand” (GNP 372) [1966];

– THE CHALLENGERS “Wipe Out / North Beach” (GNP 376x) [1966];

– THE OTHER HALF “Mr. Pharmacist / I’ve Come So Far” (GNP 378x) [1966];

– THE FIRE ESCAPE “Love Special Delivery / Blood Beat” (GNP 384) [1967];

– THE SEEDS “Can’t Seem To Make You Mine / I Tell Myself” (GNP 354) [1967];

– THE SEEDS “Mr. Farmer / No Escape” (GNP 383) [1967];

– THE [FOREMOST] AUTHORITY “Left Hand Lawyer / Dance, Dance” (GNP 386) [1967];

– THE TRIPPERS “Taking Care Of Business / Charlena” (GNP 387) [1967];

– THE LYRICS “Mr. Man / Wait” (GNP 393) [1967];

– THE SEEDS “A Thousand Shadows / March Of The Flower Children” (GNP 394) [1967];

– THE SEEDS “The Wind Blows Your Hair / Six Dreams” (GNP 398) [1967];

– THE FOREMOST AUTHORITY “Childhood Friends / Woe Is Me” (GNP 403) [1968];

– THE SEEDS “Satisfy You / 900 Million Paople Daily” (GNP 408) [1968];

– THE SEEDS “Fallin’ Off The Edge Of My Mind / Wild Blood” (GNP 422) [1969];

– OLA & THE JANGLERS “Let’s Dance / Strolling Along” (GNP 423) [1969];

– JOHNNY APOLLO “I Don’t Need No Doctor / Good, Good Woman” (GNP 429) [1969];

– BROTHERS PRIDE “Melody Fair / To Love” (GNP 435) [1969].

Gian Marchisio

Fino all’1 febbraio le iscrizioni al Valsusa Film Fest

Il Valsusa Film Fest raggiunge il traguardo della 30esima edizione confermandosi come un festival cinematografico di comunità capace di animare un’intera valle con concorsi, proiezioni ed eventi dedicati all’impegno civile, all’ambiente e alla memoria storica. Il concorso cinematografico è articolato in sei sezioni, di cui fanno parte Cortometraggi, Disertare, Fare memoria, Le Alpi, Videoclip musicali, Green screen. Il festival avrà luogo nei mesi di marzo e aprile, e le iscrizioni sono aperte fino all’anno febbraio prossimo. Una dedica speciale è riservata a Fabrizio De André, cantore e poeta degli ultimi, traendo ispirazione dal suo immaginario e dai temi universali che ha trattato e che hanno reso la sua oper aun riferimento culturale ed etico. Il Valsusa Film Fest compie trent’anni e ha pubblicato sul sito valsusafilmfest.it il concorso cinematografico della sua 30esima edizione, che rappresenta un traguardo importante per un festival nato nel 1997 e diventato un punto di riferimento per tutta la comunità valsusina, e per tanti autori che si sono serviti del cinema per narrare i cambiamenti sociali, l’ambiente, i diritti, il territorio e la memoria. I trent’anni di festival costituiscono un percorso culturale e civile che ha coinvolto diverse generazioni di studenti, spettatori, artisti e volontari, e che prosegue con lo stesso spirito originario, quello di promozione della cultura, di stimolo del pensiero critico, di costruzione di comunità consapevoli e racconto dei cambiamenti sociali e politici contemporanei. Anche quest’anno, cuore del Valsusa Film Fest è il concorso cinematografico aperto ad autori emergenti e professionisti. La novità di questa edizione è rappresentata dalla sezione Disertare, proposta in collaborazione con l’Associazione Vittime civili di guerra, della sezione Piemonte-Valle d’Aosta, dedicata ad opere che raccontino testimonianze di non violenza, antimilitarismo, disobbedienza civile, con particolare attenzione al tema contemporaneo delle spese militari attuali. Si tratta di una sezione che dialoga con la dedica a Faber e con l’identità civile del Festival.

La sezione Cortometraggi è a tema libero e accoglie i film di finzione con durata massima di 10 minuti. La sezione Fare memoria è realizzata in collaborazione con ANPI Valle di Susa e invita al racconto della Resistenza e dei suoi valori reinterpretati nella contemporaneità. La sezione Le Alpi porta a esplorare la montagna come luogo di comunità, ambiente e avventura, con filmati che possono avere u a durata fino a 30 minuti. Infine la sezione Videoclip musicali premia originalità musicale e visiva, e quella Green screen dà voce a opere che hanno come tematica la sostenibilità ambientale e le urgenze climatiche, che riguardano il presente e il futuro del pianeta.

Per partecipare è necessario registrarsi sulla piattaforma dedicata: concorsi.valsusafilmfest.it, dove si potrà caricare la propria opera fino alle ore 24 dell’1 febbraio prossimo.

Mara Martellotta

Villa Mussolini di Riccione risorge in nome dell’arte

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
La villa  dove Mussolini e la famiglia a partire dal 1932 passavano le vacanze marine rinascerà a nuova vita. Dopo varie vicende nel 1979 la giunta comunista di Riccione pensò bene di demolirla e di farne un parco, in vero stile sovietico, ma il progetto demolitorio non venne realizzato. Nel 1997 la villa venne acquistata dalla Cassa di Risparmio di Rimini. Il Comune con una  delibera che suscitò aspre discussioni cambiò il nome originario di Villa Margherita in Villa Mussolini, trasformandola in sede di mostre e nel 2005 venne riaperta dopo i restauri. A margine dell’incontro torinese con Giordano Bruno Guerri è stato annunciato che il collezionista d’arte ed ex parlamentare Massimo  Massano, editore  tra il resto di “Torino cronaca“, intende realizzare una mostra permanente di opere d’arte nella villa di Riccione  con particolare riferimento al Futurismo. Una buona notizia. Giovanni Agnelli volle a Venezia una grande mostra dedicata al Futurismo  che consentì di superare il blocco renale critico nei confronti del movimento artistico e letterario più  importante del ‘900 italiano. Massano da uomo di cultura aperto e ad sensibile intende fare qualcosa di molto importante che va ben oltre la tomba di Predappio anche perché il fascismo è stato anche cultura, come dimostrano Gentile, Bottai, Marinetti e tanti altri che poi diventarono antifascisti e comunisti dopo aver indossato la camicia nera ed aver vinto i Littoriali della cultura. Ricordiamo il primis il prof . Luigi Firpo che scrisse addirittura una poesia dedicata al duce e produsse articoli antisemiti. Poco a poco i tasselli storici si ricompongono e per merito di storici come de Felice e Guerri la verità rispunta a galla, consentendo ai giovani ciò che fu vietato alla nostra generazione  a causa dei tanti Savonarola antifascisti che hanno impedito di studiare e anche solo di parlare.

Con Caravaggio il via ai festeggiamenti per il ventennale del Forte di Bard

Al complesso fortificato della Vallée trionfa il “San Giovanni Battista-Borghese” opera tarda del grande Maestro lombardo

Fino al 6 aprile

Bard (Aosta)

Un lungo viaggio. Dalla capitolina “Galleria Borghese” ai circa cinquecento metri di altitudine del valdostano “Forte di Bard”. Grande protagonista e primattore della Festa (oltre Cinquecento le persone intervenute) tenutasi in occasione delle celebrazioni del Ventennale di attività del sabaudo “complesso fortificato”, nuovo “polo culturale” delle Alpi occidentali, è stato il celebre “San Giovanni Battista” o “Buon Pastore”, fra le ultime opere realizzate da Michelangelo Merisi detto Caravaggio (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610), massimo esponente della rinascimentale “Corrente naturalistica moderna”, contrapposta ai raffinati virtuosismi di “Manierismo” e “Classicismo”, nonché vigoroso sublime precursore della sensibilità barocca. Datato probabilmente intorno al 1610, ed eseguito dunque a pochi mesi dalla scomparsa, a soli 38 anni al termine di una vita “balorda” ed irrequieta, del pittore lombardo, il quadro (dato in prestito al “Forte” dalla “Galleria Borghese” di Roma) era con ogni probabilità una delle tre opere che Caravaggio portava con sé nell’ultimo drammatico viaggio da Napoli a Roma – con la speranza di ottenere la grazia dalla condanna a morte inflittagli da Papa Paolo V per l’omicidio di tal Ranuccio Tomassoni, suo rivale in amore, omicidio compiuto semplicemente, si racconta, per un “fallo” al gioco della pallacorda – e terminato invece con la sua prematura morte a Porto Ercole.

Opera intensa, quella in mostra al “Forte di Bard” fino a lunedì 6 aprile, che racconta in veste inedita ed essenziale, in un inquietante passionale rincorrersi di luci e ombre, la figura del Santo, privando il giovane martire dei soliti ripetitivi attributi iconografici (la ciotola d’acqua o favo di miele, l’agnello, il lungo bastone sormontato dalla croce e dalla scritta Ecce Agnus Dei, fino in più casi alla testa mozzata e posta su un vassoio) per proporcelo nella figura assorta di un giovane Pastore affiancato da un montone/ariete (molteplici, in ciò, le interpretazioni critiche) ritratto nell’atto di rosicchiare alcune foglie di vite e rivolto verso l’interno di un dipinto che ci offre una nuova visione del Santo “congelato – secondo lo storico dell’arte Eberhard Konig – nella vaga malinconia di colui che tace e medita in attesa del Verbo”.

“Capolavori al Forte” – Con il “San Giovanni Battista – Borghese” del Caravaggio prende il via il progetto triennale “Capolavori al Forte” (promosso con la collaborazione di “MondoMostre” e della “Galleria Borghese” di Roma) che vedrà alternarsi ogni anno, sino al 2028, un grande capolavoro dell’arte italiana all’interno della ex “Cappella militare”. Obiettivo: la volontà di valorizzare opere uniche, rispecchianti non solo il genio di grandi Maestri italiani ma anche “storie e iconografie eccezionali”.

Spiega, in proposito, la presidente dell’“Associazione Forte di Bard”, Ornella Badery:  “Per onorare nel migliore dei modi questa tappa importante della seconda vita del Forte di Bard, trasformato da fortezza di difesa a luogo di arte e cultura, abbiamo pensato, come primo ‘ospite’ ad un artista capace di esprimere in modo significativo e universale la qualità e l’importanza delle opere che dal Rinascimento all’epoca moderna il mondo ci invidia; la risposta unanime nella scelta è stata Caravaggio”.

“Lux in tenebris” – Appuntamento di grande interesse, sempre collegato alle celebrazioni del Ventennale e all’esposizione del Caravaggio, è anche l’omaggio musicale dedicato al grande artista e in programma domenica 18 gennaio (ore 15,30) nella “Sala Olivero” del “Forte”, con il concerto “Lux in tenebris” dell’Ensemble vocale chivassese de “Gli Invaghiti”. L’organico vocale e strumentale sarà ricco e variegato, suddiviso in tre momenti caratterizzanti la vita dell’artista, attraverso la propria formazione a Milano, Roma e Napoli. Ad arricchire il contesto culturale del concerto, saranno proposti anche alcuni “madrigali” che lo stesso Caravaggio ha dipinto sulle varie versioni del “suonatore di liuto”. Il tema dei contrasti chiaroscurali, così come in ambito pittorico proprio del Caravaggio, verrà esaltato attraverso la riproposizione di brani che alternano tematiche sacre a quelle profane, in andamenti ritmici diversi fra loro.

Gianni Milani

“Capolavori al Forte: protagonista il Caravaggio”

Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it

Fino a lunedì 6 aprile

Orari: feriali 10/18; sab. dom. e festivi 10/19; lunedì chiuso

Nelle foto: Caravaggio “San Giovanni Battista” e opera in allestimento (Ph. Mauro Coen B.); “Gli Invaghiti”

Il colloquio di lavoro: debutta a Torino “Le faremo sapere”

 

Prove generali al teatro Agnelli il 16 gennaio prossimo e la prima nazionale a Modena il 18 gennaio

Il colloquio di lavoro non è mai stato così divertente. Il 16 gennaio prossimo, al teatro Agnelli di Torino, si terranno le prove generali di “Le faremo sapere”, il primo progetto di formazione teatrale che trasforma il tema dei colloqui di selezione in una commedia coinvolgente, abbinata a un seminario formativo interattivo. L’evento torinese, riservato agli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori della città, rappresenta un momento d’orgoglio per il capoluogo piemontese: la produzione è infatti totalmente torinese. Prima che il progetto inizi il suo tour nazionale, con tappe a Modena, Parma e Milano, si è voluto partire proprio da Torino. “Le faremo sapere” è un progetto di didattica integrata prodotto da You-Mans Italia, dove formazione e intrattenimento si fondono in un’esperienza divertente e inedita. La struttura prevede 90mminuti di commedia seguiti da 60 minuti di formazione interattiva con l’utilizzo dei telefoni in platea, più podcast formativi scaricabili con qrcode.

“Vogliamo rovesciare gli stereotipi più classici sul colloquio di lavoro – spiega Andrea Romanelli, ideatore del progetto e direttore delle Risorse Umane – il colloquio non è l’audiolibro del vostro curriculum, ma un momento di verità dove forza e fragilità emergono sempre, e imoarare ad affrontarlo può cambiare la vita di questi ragazzi”.

Attraverso una storia forte, personaggi interessanti e tante risate, la commedia racconta le difficoltà di una giovane donna e un giovane uomo alle prese con un difficile colloquio di lavoro, che per magia dovranno fare e rifare un giorno dopo l’altro. Alla fine i due giovani impareranno ad affrontare un colloquio di selezione e qualcosa di molto importante su loro stessi. Tra i protagonisti anche un robot barista, il cui unico sogno è quello di poter fare colloqui di lavoro. È lui il narratore della storia, che guiderà il pubblico tra sogni rivelatori, il,confronto don due amici reclutatori, la possibilità di un amore e molte risate.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Andrea Romanelli, l’autore Zelig Bruno Furnari e lo sceneggiatore cinematografico Mario Mucciarelli, tra le cui opere recenti figurano una biografia su Woody Allen e la sua attività di podcaster per il programma “Non c’è niente da ridere”. In scena Nicola Coradazzi, Roberta Marotta e Luca Pallaro. Luci e scenografie di Davide Allena, costumi di Dario Bellotti, aiuto regia di Giorgio Andolfatto.

Eventi: giovedì 15 gennaio ore 14.30 al teatro Agnelli – evento riservato a Enti, dirigenza scolastica e stampa – venerdì 16 gennaio ore 9.30 – prove generali per le Scuole Superiori di Torino. Posti ancora disponibili.

Mara Martellotta