CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 3

Le barriere zingare di Gipo

Roberto Cardaci (1955) è sociologo, ricercatore ed esperto in progettazione sociale. Svolge la sua attività professionale presso la Scuola di Amministrazione Aziendale UNITO e la Fondazione Educatorio della Provvidenza di Torino. Si occupa di temi legati alla dimensione sociale dei territori, e di progetti per l’inclusione di soggetti deboli. Ha pubblicato Poveri nella città. Dove vivono e che cosa chiedono a Torino (2013), Superare la recessione. Lavoro e welfare per rilanciare l’economia reale (2023). Collabora con riviste nazionali e internazionali.


Con la prefazione di Valentina Farassino, editore Marcovalerio ha pubblicato un libro che è uno studio, una ricerca, una fotografia sociale attraverso le canzoni di Gipo Farassino chansonnier barrierante  poeta autore che ha raccontato la sua città in ogni suo spaccato tra la fine degli anni 50 ad arrivare al 2000.Dai personaggi di barriera alla città in pieno boom sotto la Fiat, dai parchi ai fiumi ,al ritratto di personaggi variopinti che animavano le vie, ai locali, alle atmosfere. Un racconto sociologico che chi ha i capelli grigi ha vissuto o sentito raccontare dai nonni e genitori.
L’ autore racconta senza nostalgie, ma si tratta di una Torino che è stata, che Gipo aveva già disegnato nelle sue canzoni.

gd

Al castello di Piea d’Asti “Il narciso incantato”

Prenderà il via il 21 marzo al castello di Piea d’Asti , in provincia di Asti, in piazza Italia 3, con il tradizionale Brindisi inaugurale  la XVIII edizione de “Il narciso incantato”. Più  di quindicimila bulbose, narcisi, giacinti, tulipani in fiore nel parco attenderanno i visitatori fino al 3 maggio.

Il castello quest’anno proporrà interessanti novità. Le note del Rondò veneziano accompagneranno abiti e tableaux vivants della Venezia del Settecento. Sarà  inoltre proposta una prestigiosa esposizione di cimeli e memorie dell’Ordine dei cavalieri Templari  e avranno luogo seminari e concilio dell’Ordine Templare. Verrà anche allestita una rara collezione di porcellane di Meissen, Dresda e Capodimonte e sarà esposta una collezione di uova della scuola di Carl Fabergé. Saranno anche messi in mostra  cimeli di Casa Savoia , una sedia di Giovanni Giolitti , l’abito originale del film Titanic e un’eccezionale esposizione di auto originali dei primi del Novecento.
Imperdibile la mostra d’arte dal titolo “Opere, castelli e colori danzanti” a cura della dirigente artistica Doriana Doria. Sarà inaugurata il 29 marzo con la partecipazione di figuranti in abiti ottocenteschi.

Il castello è aperto dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 19, il sabato, domenica e festivi dalle 11.30 alle 19 con orario continuato.

Il biglietto di ingresso al parco ha un costo di 5 euro, mentre è  di 9 euro quello inclusivo dell’accesso alle sale del castello.

Per chi lo desidera è  possibile pranzare al castello ogni sabato e domenica su prenotazione con catering esterno.

Per info contattare responsabile del castello di Piea d’Asti, Dott.ssa Antonella Silvia Tamietto, ai numeri 3407818231 e 3277055413 o scrivendo una mail a contessadipiea@icloud.com

Mara Martellotta

Gaia Zucchi conquista anche Torino e annuncia il film su “La vicina di Zeffirelli”

 

Grande partecipazione sabato 14 marzo alla galleria Ad Mayora di Torino per l’incontro dedicato a La vicina di Zeffirelli, l’opera portata in scena da Gaia Zucchi. L’evento è stato un grande successo.
L’interesse del pubblico è rimasto folgorato dal fascino del racconto legato alla figura del grande regista Franco Zeffirelli, evocato attraverso la voce ed i ricordi dell’attrice. A contribuire alla riuscita dell’incontro anche gli interventi della consigliera regionale Laura Pompeo e gli aneddoti raccontati dall’organizzatore Alessandro Tisci, che hanno arricchito la serata con curiosità e retroscena.
Proprio durante l’evento, Gaia Zucchi si è lasciata sfuggire un dettaglio importante: dopo il successo teatrale, La vicina di Zeffirelli è pronta a diventare anche un film. Il sorriso del regista Andrea De Benedictis ha alimentato l’entusiasmo dei presenti e l’immaginazione dei fans, lasciando intravedere la possibilità che alcune riprese possano svolgersi proprio a Torino, la storica città dei Savoia.

Enzo Grassano

La grande storia rivive in Galleria Subalpina con Pier Franco Quaglieni

La storia è protagonista alla Galleria Subalpina di Torino: Pier Franco Quaglieni presenta tre volumi delle Edizioni Pedrini. Infatti, domenica 29 marzo, alle ore 11:00, la suggestiva cornice della scalinata della Galleria Subalpina ospiterà un importante appuntamento culturale dedicato alla grande storia e al pensiero liberale italiano.

Lo storico Pier Franco Quaglieni presenterà tre volumi di rilievo pubblicati dalle Edizioni Pedrini“Doveri dell’Uomo”“Matteotti” e “Il liberale Pannunzio”. L’incontro si configura come un viaggio attraverso le figure e i valori che hanno segnato il percorso civile del nostro Paese, dal Risorgimento mazziniano alla strenua difesa della libertà.

A dialogare con l’autore sarà Nicola Gallino, firma del quotidiano la Repubblica. Il confronto tra lo storico e il giornalista offrirà l’occasione per approfondire l’attualità di questi testi e la rilevanza dei loro protagonisti nel panorama culturale odierno.

L’evento, aperto al pubblico, rappresenta un’occasione importante per riflettere sulla memoria storica e sull’impegno civile in uno dei luoghi più iconici del capoluogo piemontese. Maggiori informazioni al numero 3939988875.

Una piazza per l’artista Alberto Bertazzi

Sabato 13 marzo si è svolta a Balzola, nella piazza antistante la Casa di riposo, l’intitolazione ad Alberto Bertazzi, grande artista a cui il paese ha dato i natali nel 1953 e scomparso prematuramente nel 1993.

Presenti alla cerimonia l’onorevole Enzo Amich, il sindaco Marco Torriano con l’intera giunta, i consiglieri comunali con il vice sindaco Luca Graziotto, oltre all’assessore alla sanità regionale piemontese Federico Riboldi che ha sottolineato l’importanza di conservare la memoria di un personaggio che ha dato lustro al paese.

Presenti anche i sindaci Fabrizio Bremide di Villanova, Andrea Manachino di Rive e il vicesindaco di Morano Maura Tosi.

Dopo lai benedizione impartita dal parroco  don Taddeo, ha preso la parola il critico d’arte Giuliana Romano Bussola che conobbe Bertazzi e gli curò molte mostre, in particolare la antologica postuma nel castello di Casale Monferrato.

E’ stata riportata in vita la prepotente personalità del geniale pittore e scenografo dalle varie sfaccettature, apparentemente contraddittorie  ma armonizzate dal viscerale amore per l’arte.

Si conciliano in lui, infatti, due anime, da una parte quella semplice che guarda la quotidiana realtà contadina, risaie, campi di grano, rogge contornate dai gelsi, con occhio limpido e sereno e un’affettuosità pari ad un Jean Francois Millet;  dall’altra l’anima tormentata e inquieta che s’addentra nel mondo dell’occulto, dell’esoterico e del mistico con una visione romantica della natura attraverso la rappresentazione dei fenomeni più inquietanti tra fulmini, lampi tenebrosi, luci misteriose e sublimi, apparizioni sconvolgenti e apocalittiche.

Sono questi i dipinti che affascinano maggiormente e rendono la sua arte personalissima e immediatamente riconoscibile  attraendo  e al tempo stesso causando turbamento accostandosi alla poetica del Sublime.

Una nota piacevole è stata data dai bambini delle scuole elementari con piccoli deliziosi dipinti con tematiche contadine ispirate dalle opere di Bertazzi.

Avigliana protagonista delle Giornate FAI di Primavera

Sabato 21 e domenica 22 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, il grande appuntamento che permette al pubblico di scoprire luoghi solitamente inaccessibili o poco conosciuti del patrimonio storico, artistico e naturalistico italiano. Durante questa manifestazione, giunta alla 34esima edizione, apriranno ben 780 luoghi in 400 città, visitabili grazie a 17mila apprendisti ciceroni su base volontaria, a contributo libero.
In Piemonte grande protagonista sarà Avigliana, la città medievale dal cuore verde, con ben cinque siti da scoprire, quattro dei quali ubicati nel centro storico. Ad organizzare queste aperture sarà la Delegazione FAI della Valle di Susa, guidata da Marilena Gally insieme al Gruppo FAI giovani.
L’iniziativa si svolge con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Avigliana ed è resa possibile grazie alla disponibilità del Liceo Norberto Rosa di Bussoleno; di Azimut Yachts e Fondazione Vitelli; dell’Asilo Picco; di Enrico Allais e del progetto Cultura a porte aperte.

Sarà possibile visitare le seguenti meraviglie:

–        Palazzo Comunale e Piazza Conte Rosso: il pubblico potrà scoprire le bellezze di Piazza Conte Rosso, che nel medioevo era sede di mercati e fiere; qui aveva sede il tribunale e venivano pesate le merci con il peso pubblico comunale. La piazza, contornata da edifici a portici ogivali con riprese architettoniche barocche, è dominata dai ruderi dell’imponente maniero fatto costruire intorno al 960 d.C. dal Marchese Arduino III detto “il Glabro”. In questo maniero, distrutto definitivamente il 29 maggio 1691 dal generale francese Nicolas de Catinat, nacquero almeno tre sovrani: il Beato Conte di Savoia Umberto III il 4 agosto 1136; il Conte di Savoia Amedeo VII detto il “Conte Rosso” il 24 febbraio 1360 e la sfortunata Bona, Duchessa di  Milano, il 10 agosto 1449.
Dopo aver visitato la piazza il pubblico, guidato dai narratori FAI, si traferirà nel Palazzo Comunale, dove accederà alla Torre civica del XIII secolo e successivamente all’ufficio del sindaco e alla vecchia sala consiliare, i cui arredi e decorazioni sono neo-medievali.
Orari di visita: Sabato e domenica 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30). Turni di visita max 20 persone, con durata della visita di 30 minuti. Non è richiesta prenotazione.

–        Scuola Picco: si trova in Piazza Conte Rosso. Nel 1870 un comitato di cittadini aviglianesi, su impulso di quello che accadeva nei comuni limitrofi, decise di dare vita ad una struttura dove accogliere i bambini da 3 a 6 anni d’età, d’ambo i sessi. L’obiettivo era quello di avere una scuola a vantaggio generale della popolazione e a beneficio di tutti i bimbi di Avigliana, aiutando le famiglie povere, in modo che i genitori potessero recarsi al lavoro senza il problema di dover lasciare soli i loro figli. Tra i 100 soci, il Comune si impegnò a versare 300 Lire. L’Asilo Picco venne istituito l’8 luglio 1871 con Regio Decreto di Re Vittorio Emanuele II e per i primi 5 anni ebbe sede nel salone messo gratuitamente a disposizione dalla Congregazione dei Sacerdoti presso la Casa Riva. Nell’estate 1872 si tenne un ballo di beneficenza con lotteria a premi a favore della scuola infantile. La signora Emilia Gaggiotti vedova Belitrandi mise a disposizione gratuitamente il suo ampio salone e la Società Filarmonica Santa Cecilia si esibì senza richiedere alcun compenso. I fondi raccolti furono utilizzati nel dicembre dello stesso anno per acquistare l’immobile che è tutt’oggi sede della scuola. Nell’ottobre 1876 l’educazione dei bambini venne affidata alle Suore della Piccola Casa della Provvidenza, che vi restarono fino all’anno scolastico 1982/83.
La scuola materna riuscì a svolgere la sua attività grazie a molti benefattori, tra i quali la Contessa Clementina Carron di San Tommaso, la Società Dinamite Nobel, la Cassa di Risparmio di Torino, la Società Militari in Congedo di Avigliana, la Società Filarmonica di Santa Cecilia, molti privati e molte famiglie. La scuola è stata recentemente riqualificata grazie alla Fondazione Paolo Vitelli. Il pubblico, guidato dai volontari FAI accompagnati dal Presidente della scuola, potrà visitare eccezionalmente i locali dell’asilo, che mantengono la struttura ottocentesca.
Orari di visita: Sabato e domenica 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30). Gruppi di massimo 15 persone, con durata della visita di 30 minuti. Non è richiesta prenotazione.

–        Casa Cantamerlo: ubicata in Via Norberto Rosa 2, uno degli stretti vicoli che sale al castello, è privata e verrà aperta eccezionalmente grazie alla disponibilità del proprietario. Così chiamata per via di un merlo dipinto sulla volta della sua torre, in passato era la casa canonicale della Parrocchia dei Santi Giovanni e Pietro. Nel 1860 fu venduta dal Parroco Giovanni Maria Vignolo all’avvocato, musicista, pittore, poeta e giornalista aviglianese Norberto Rosa, che qui visse fino alla sua morte, avvenuta nel giugno 1862. L’edificio, in stile neogotico nell’Ottocento, si sviluppa attorno ad una corte. Su uno dei muri è affrescata una copia della “Danza dei Folli”, la stessa che si ammira sulla facciata di un edificio nel Borgo Medievale del Valentino: l’opera originaria era presente sulla facciata di un’osteria di Lagnasco che oggi non esiste più. Molto caratteristica è la sua torre.
Il pubblico, guidato dagli apprendisti ciceroni della classe terza A ad indirizzo scientifico tradizionale del Liceo Norberto Rosa di Bussoleno, avrà la possibilità di scoprire l’interessantissima storia di questa dimora, dove vennero ospitati illustri personaggi, tra i quali Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena nel 1938.
Orari di visita: Sabato e domenica 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30). Turni di visita di max 15 persone, con durata della visita di 30 minuti. Non è necessaria prenotazione.

–        Oratorio del Gesù: ubicato in Via XX Settembre, nel centro storico, nel cuore del Borgo Vecchio, risale al XV secolo. All’interno presenta un aspetto barocco mentre all’esterno è caratterizzato da finestre a sesto acuto. L’altare è seicentesco. Quest’Oratorio faceva parte della residenza della nobile famiglia dei Le Cocq, il cui esponente più illustre è stato il Beato Antonio Le Cocq (Avigliana 1390 – Chiusa Pesio 1458). Nel luogo di culto si riuniva la Confraternita del Santissimo Nome di Gesù, fondata ad Avigliana da San Bernardino da Siena a metà Quattrocento.
Il pubblico sarà guidato dai narratori FAI.
Orari di visita: Sabato e domenica 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30). Turni di visita di max 15 persone, con durata della visita di 30 minuti. Non è necessaria prenotazione.

–        Azimut Yachts – luogo riservato agli iscritti FAI: Azimut Yachts, con sede ad Avigliana in Via M.L. King, 9, è un brand del Gruppo Azimut|Benetti, che fa capo alla famiglia Vitelli e che da ventisei anni detiene il primato di primo produttore al mondo di megayacht. Questo polo d’avanguardia unico rappresenta un distretto nautico d’eccellenza, dove lavorano oltre 1000 persone e vengono costruiti yacht fino ai 26 metri. Gli iscritti FAI, guidati dagli ingegneri e gli artigiani che quotidianamente danno forma agli yacht, avranno la possibilità di scoprire una realtà d’eccezione, normalmente non aperta al pubblico per tutelare la riservatezza delle innovazioni. Il percorso di visita terminerà nella piscina del cantiere, dove gli yacht superano il test finale per poi andare a solcare mari ed oceani.
Orari di visita: Sabato e domenica 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 16:30). Turni di visita di max 15 persone, con durata della visita di 90 minuti. Visite riservate agli iscritti FAI.

ANDREA CARNINO

Il Book Retreat, rigenerarsi con i libri

Una pratica di cura di sé tra silenzi, natura e condivisione

C’è un modo nuovo di avvicinarsi ai libri: rallentare, isolarsi dal rumore quotidiano, dedicare tempo e attenzione alla lettura o alla scrittura in un luogo pensato per nutrire mente e immaginazione. È questo il cuore del book retreat, una formula che sta conquistando lettrici e lettori in tutto il mondo. Si tratta di soggiorni di durata variabile, da un weekend a una settimana, pensati per chi desidera immergersi completamente tra le righe di un libro. A differenza di una semplice vacanza, il book retreat ha come centro l’esperienza letteraria: ore dedicate alla lettura, momenti di silenzio, confronto con altri partecipanti e talvolta incontri con scrittori, editor o formatori. Le prime esperienze di questo tipo nascono nei paesi anglosassoni, soprattutto nel Regno Unito e negli Stati Uniti, sull’onda dei writer’s retreat e dei silent retreat. Nel frattempo l’idea si è diffusa anche in Europa trovando spesso sede in luoghi immersi nella natura: casali di campagna, monasteri riconvertiti, rifugi di montagna e piccoli borghi lontani dal turismo di massa.Ciò che distingue un book retreat è la qualità del tempo che si vive. Le giornate sono scandite da ritmi lenti: lettura individuale, scrittura libera o guidata, passeggiate, pasti condivisi, talvolta meditazione o yoga. La tecnologia è ridotta al minimo, se non addirittura assente, e il silenzio diventa un alleato prezioso. Alcuni ritiri sono tematici, altri puntano sull’esperienza comunitaria, altri ancora sul raccoglimento individuale. Anche in Piemonte si organizzano iniziative che richiamano lo spirito del book retreat. Esempi concreti includono ritiri di lettura e mindfulness nelle risaie vercellesi, combinando lettura, meditazione, natura e condivisione. Sul territorio ci sono inoltre festival letterari e circoli di lettura, come l’Independent Book Tour, che attraversa Torino, Alessandria, Asti e Cuneo, offrendo incontri con autori, presentazioni e momenti di scambio culturale in un’ottica di “bibliodiversita’”. Sebbene i ritiri strutturati di più giorni siano ancora pochi, l’offerta sta crescendo grazie a biblioteche, agriturismi e B&B che propongono esperienze culturali immersive. Organizzare un book retreat è importante perché offre più di un semplice momento di lettura: crea uno spazio di profondità mentale e benessere emotivo, riduce lo stress, migliora la concentrazione e permette di ritrovare calma e piacere nella quotidianità. La lettura diventa una pratica di cura di sé, un modo per riflettere, assorbire nuove idee, ristabilire equilibrio e creare legami con chi condivide la stessa passione. In un mondo che corre, fermarsi a leggere significa fare spazio per pensare, sentire e immaginare.

Il book retreat, dunque, non è solo un evento culturale, ma un’esperienza che rallenta il tempo, rigenera la mente, nutre le emozioni e rinnova la relazione con i libri. Un viaggio interiore che continua ben oltre i giorni del ritiro, trasformando la lettura in un atto di cura.

Maria La Barbera