CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 3

C’è ancora qualcosa nel cassetto. L’archivio Barovero

Dal 4 al 14 giugno al Polo del ’900 la mostra


ISMEL porta alla luce una delle più significative storie d’impresa del novecento torinese attraverso la storia di Michele Barovero

Dal 4 al 14 giugno, nell’ambito di Archivissima 2026, ISMEL – Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali – presenta la mostra “C’è ancora qualcosa nel cassetto. L’archivio Barovero”, ospitata presso Palazzo San Celso al Polo del ‘900. L’inaugurazione è in programma il 4 giugno alle ore 16,30.

C’è un pezzo importante della storia industriale e sociale di Torino che continua a vivere tra documenti, fotografie, brevetti e oggetti custoditi negli archivi. È la storia di Michele Barovero, imprenditore visionario che nel secondo dopoguerra contribuì a trasformare il modo di concepire l’arredamento domestico, anticipando modelli e soluzioni che ancora oggi caratterizzano l’abitare contemporaneo.

L’esposizione nasce dalla volontà di riportare alla luce una vicenda imprenditoriale che ha segnato la storia economica e culturale della città. Fondata nel 1945, l’Industria Mobili Barovero seppe interpretare le esigenze di un Paese in piena ricostruzione, contribuendo a definire un nuovo modello di casa moderna, funzionale e accessibile. Un percorso che trova il suo simbolo nel Selex, il sistema modulare brevettato da Michele Barovero nel 1960: una soluzione innovativa basata su supporti metallici e scaffalature in legno che anticipò di decenni il concetto di arredamento componibile, destinato a entrare stabilmente nell’immaginario domestico degli anni sessanta e a influenzare il design contemporaneo.

Attraverso circa cinquanta unità archivistiche tra fotografie, brevetti, cataloghi, bozzetti, documenti aziendali e oggetti originali, il pubblico potrà ripercorrere non soltanto l’evoluzione dell’azienda, ma anche la storia personale di un imprenditore capace di coniugare competenza artigianale, visione industriale e innovazione progettuale. Tra i protagonisti della crescita del settore dell’arredamento italiano, Barovero fu inoltre tra i fondatori del Salone del Mobile di Milano, del quale divenne membro onorario nel 1970.

La mostra rappresenta anche un’importante occasione per conoscere il lavoro svolto da ISMEL nella tutela e valorizzazione del patrimonio archivistico piemontese. Il fondo Barovero, donato nel 2013 dalla famiglia dell’imprenditore, è stato oggetto di un lungo intervento di riordino, inventariazione e conservazione che ne ha permesso la trasformazione in un archivio d’impresa capace di restituire uno spaccato significativo della storia del lavoro, dell’industria e della società torinese del Novecento.

«L’archivio Barovero è uno degli esempi più significativi del lavoro che ISMEL svolge per conservare e valorizzare la memoria del mondo del lavoro e dell’impresa radicata nel territorio piemontese», sottolinea Diego Robotti, direttore di ISMEL. «Questa mostra racconta una storia imprenditoriale di successo, ma rappresenta anche il valore degli archivi come strumenti per comprendere il presente attraverso la conoscenza del passato. È inoltre un riconoscimento al lavoro di tutte le persone che negli anni hanno contribuito a preservare un patrimonio prezioso della storia industriale torinese».

Con la partecipazione ad Archivissima, ISMEL conferma il proprio ruolo di riferimento nella conservazione e nella divulgazione della memoria storica del lavoro, delle imprese e dei diritti sociali, promuovendo una lettura del passato capace di dialogare con le sfide del presente e del futuro.

Informazioni utili
4 al 14 giugno 2026 – Palazzo San Celso, Polo del ‘900, Torino – martedì/ venerdì, dalle 10.00 alle 18.00

Inaugurazione: 4 giugno 2026, ore 16.30
Ingresso: gratuito

Comicità estiva, torna Parco Dora Live 

Chiuso il Cab41 per i lavori di messa a norma del locale di via Fratelli Carle, la comicità torinese si sposta al Parco Dora Live, la rassegna all’interno dell’omonimo centro commerciale che avrà luogo dal 12 giugno al 29 luglio. Saranno 17 gli appuntamenti in cartellone, che prevede anche musica e cabaret, quest’ultimo realizzato grazie al supporto del Cab41. I volti nuovi della rassegna comica sono Roberto Lipari, gli Autogol e Andrea Perroni, mentre l’evento dedicato ai più piccoli si intitola “L’ape Maia. Il musical”; l’appuntamento con la comicità più classica da One Man Show è in compagnia di Max Pisu. A calcare per la prima volta il palcoscenico di Parco Dora Live saranno due fenomeni del web come Casa Abis e Daniele Condotta, e a impreziosire l’ultima settima a due spettacoli teatrali che, ormai da anni, fanno registrare il soldato in tutta Italia: Oblivion e Uccio De Santis. Il Parco Dora Live presenta grande attenzione al territorio con quattro appuntamenti imperdibili: Marco e Mauro, Davide D’Urso, Cab41 Show (con Beppe Braida), Gianpiero Perone, Mauro Villata, Diego Casale, diario D’Angiolillo e i Senso d’Oppio, e Standup Comedi, con Federica Ferrero, Cristiana Maffucci ed Elena Ascione.

Un evento speciale, con ingresso gratuito su prenotazione, sarà quello con l’Orchestra Filarmonica di Bosconero diretta da Giorgio Bolognese, con special guest Luca Bono. Un ospite d’eccezione sarà Vincenzo Schettini. In un mondo che vede ancora poche quote rosa, la rassegna ha voluto confermare e premiare due donne: Chiara Anicito, alias Cammela, e Barbara Foria.

Parco Dora – via Livorno, Torino – telefono: 011 4372757 – parcocommercialedora.it

Mara Martellotta

Nasce in Barriera di Milano il Torino Podcast Festival

Presso la Fondazione Giorgio Amendola. La prima edizione si terrà dal 5 al 7 giugno

La Fondazione Giorgio Amendola ospiterà a giugno la prima edizione del Torino Podcast Festival, primo evento torinese dedicato al podcasting. Su tratta di tre giornate dedicate all’audio come linguaggio di prossimità tra storie, persone e territori. Esplorare il podcast come linguaggio come cultura tra informazione, narrazione, intrattenimento e cultura. Questo è l’obiettivo del festival, la cui prima edizione si terrà da venerdì 5 giugno a domenica 7 giugno presso la Fondazione Giorgio Amendola, in via Tollegno 52, a Torino, nel quartiere di Barriera di Milano.

Il festival mette al centro l’audio come strumento accessibile, inclusivo e capace di creare connessioni tra persone, idee e comunità. La sede dell’evento rappresenta uno spazio attivo e radicato sul territorio. All’interno di questo spazio, in contemporanea alle giornate del festival, nascerà il primo hub multimediale di comunità dedicato alla produzione di podcast, vodcast e contenuti audio, con l’obiettivo di attivare i processi culturali locali con una prospettiva aperta e contemporanea . Si tratta di una vera e propria “sala prova” di podcast dotata di tutta la tecnologia necessaria a registrare il proprio progetto.

“La voce e il suono – ha dichiarato Domenico Cerabona direttore della Fondazione Amendola – sono tra i più potenti strumenti di inclusione e cittadinanza attiva. Attraverso laboratori di storytelling, podcast, videomaking, fotografia e musica urban, i partecipanti potranno raccontare storie di riscatto, creatività e impegno civile, contribuendo alla nuova narrazione collettiva del quartiere”.

Il Torino Podcast Festival è promosso dalla Fondazione Amendola in qualità di capofila, a partire da un’idea di Sound Design Italia, e sarà realizzato in partenariato con la cooperativa Le Soleil, la Fondazione Relife ETS, Panacea Social Farm e con la collaborazione di Panafricando. L’iniziativa nasce dal progetto “Sulle Vie del Futuro. Giovani che non si arrendono” (ambito 1 dell’avviso pubblico “Bella storia. Racconti del territorio ed animazione socioculturale di prossimità), un percorso di narrazione partecipata che coinvolgerà i quartieri di Barriera di Milano e Aurora con l’obiettivo di dare voce ai giovani che ogni giorno costruiscono bellezza e futuro nonostante le difficoltà.

Il progetto è patrocinato, tra gli altri, da Regione Piemonte, Città di Torino e Camera di Commercio di Torino.

Mara Martellotta

L’ANPI di Cuorgnè promuove un progetto sulla Festa della Repubblica

L’ANPI sezione di Cuorgnè, in collaborazione con l’Associazione Smart Opera, promuove un progetto capace di unire cultura, teatro, musica e impegno civile in una giornata dal forte valore simbolico, in occasione dell’ennesimo anniversario della Repubblica Italiana e del suffragio universale femminile. Giovedì 4 giugno l’Auditorium Orpheus della Fondazione Educatorio della Provvidenza, ospiterà un concerto-tributo ad una figura simbolica per l’Italia e per i diritti civili, Tullia De Mayo, poetessa, partigiana e testimone civile, a 25 anni dalla scomparsa. La serata sarà arricchita dal coro femminile della sezione ANPI del Teatro Regio di Torino, formazione composta da soprani, mezzosoprani e contralti del prestigioso teatro torinese, accompagnate al pianoforte dalla maestra Jeong Un Kim. Si tratta di una presenza atta a dare ancora più forza emotiva a un evento costruito attorno ai temi della libertà, della partecipazione e della memoria collettiva.

GIOVEDì 4 GIUGNO Auditorium Orpheus- corso Gen. Govone 16/A, Torino – ore 20.30

Mara Martellotta

CinemAmbiente, il programma di oggi, venerdì 5 giugno

Per il festival CinemAmbiente, giunto alla sua 29esima edizione, il programma di venerdì 5 giugno prevede nella sala 1, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, la prosecuzione del concorso Cortometraggi, dalle 15.30, con cinque film in programma: il francese “Équarisseurs” di Hippolite Burchart-Uhlen, “Passé disparu” diretto da Anna Maria Du Toit, il tailandese “Tripalium” di Chayin Rujiratana, “No als poalets” della spagnola Laura Garcia Andreu e “Your city”, opera sperimentale della cinese Ting Su a chiudere il programma. Tra i titoli proposti per la sezione Documentari, si inizia alle ore 17 con la proiezione di “Social landscapes” di Jonas Meier, seguito da un incontro con il regista. Alle ore 19 sarà proiettato “Arctic link” dello svizzero Ian Purnel, al termine del quale il regista incontrerà il pubblico in sala. Il programma si concluderà alle ore 21 con il film “Desert passages” diretto da Kevin Brennan e Laurence Durkin, cui seguirà incontro con I registi. Nella sala 2 si terrà il primo dei focus della sezione Panorama “Scienza e (in)coscienza”, in cui si esplora il senso di impotenza e frustrazione di una parte sempre più consistente della comunità scientifica internazionale davanti all’aggravarsi della crisi climatica è alla persistente inazione politica. Interverranno il climatologo Luca Mercalli, i registi Michael Strasburger e Florian Heinzen-Ziob, e la linguista ricercatrice Maria Cristina Caimotto. A moderare, Silvana Dalmazzone, docente di Economia dell’Ambiente e dei Cambiamenti climatici. Nella sala saranno molteplici le proiezioni della sezione Made in Italy, che proseguono fino a sera inoltrata: si parte alle ore 16.15 con tre cortometraggi concepiti in ambito universitario, ovvero “PLA Storia di una relazione” di Vincenzo Guarnieri e Umberto Costamagna, seguito da un incontro con il regista Guarnieri e Marco Zanetti, coordinatore di susplas@unito, “Ghiaccio vivo” di Federica Nova e Michele Oggioni, “Deserti abitati. Viaggio fra i granelli di sabbia” di Claudio Valerio e Davide De Benedictis, seguito da un incontro con Carlo Cerrano, zoologo del dipartimento di scienze della vita e dell’ambiente e consulente scientifico del film. A partire dalle ore 18, verranno proiettato opere incentrate sul ciclo naturale e sulla possibilità della trasformazione: “Aspis”, cortometraggio di Antonio Romagnoli, e “Torneranno i lupi”, mediometraggio di Bianca Vallino, seguito da un incontro con la regista. Alle ore 22 sarà presentato in anteprima nazionale “I nemici del popolo” di Andrea Marinelli.

Il festival quest’anno festeggia la Giornata dell’Ambiente con “CinemAmbiente Campus” di cui sono protagonisti gli studenti e le studentesse del Politecnico e d3ll’Università di Torino, che trasformeranno le vie Verdi e Montebello in un laboratorio diffuso di sperimentazione e di dialogo interdisciplinare e intergenerazionale sui temi della transizione ecologica. Alle ore 19, al Castelletto di San Mauro Torinese, verrà inaugurata la mostra fotografica “Blue Thread” di An de Carbuccia, visitabile fino al 26 luglio alla presenza dell’artista che, alle 21, presenterà il suo ultimo film “Children of the Anthropocene” al Cineteatro Gobetti di San Mauro. Il film è parte della sezione Made in Italy del festival.

Alle 19.45, al Cinema Massimo, in sala 3, verrà illustrato il tradizionale punto sullo stato attuale del clima dal climatologia Luca Mercalli, abbinato alla proiezione speciale di “Lessons in Fire” diretto da John Webster, e seguita da un incontro con il regista. Alle ore 11, al Cinema Massimo, si terrà l’incontro di restituzione del progetto “Info SCC”, innovazione  e formazione  per una transizione green nel settore culturale e cinematografico, finanziato dal Ministero della Cultura e guidato dal Green Team del Politecnico di Torino.

Mara Martellotta

La grande invasione: chiuso il viaggio condiviso tra Ivrea, Aosta e Chieri

Si conclude il festival della lettura La grande invasione, anche quest’anno un viaggio condiviso da tre città: Ivrea, Aosta e Chieri. Dal 29 maggio al 2 giugno, un’intera comunità di lettori, lettrici e appassionati di storie di ogni età si è riunita negli oltre 250 appuntamenti in programma con più di 170 ospiti, esplorando il verbo leggere in tutte le sue diverse accezioni.

 

“Creare comunità intorno ai libri — si tratti di un bestseller, di un esordio o di un classico senza tempo come la nostra Costituzione — è ciò che ci rende orgogliosi della bellezza e della varietà di contenuti che proponiamo con il programma del festival: una bellezza e una varietà che ci vengono restituite dall’abbraccio del pubblico, che ci dimostra ogni anno (e quest’anno più che mai) di essere felice di partecipare a questa gioiosa festa collettiva.”, commentano i curatori della Grande invasione Marco Cassini e Gianmario Pilo.

 

A chiudere le quattro giornate di festival, la lectio di Benedetta Tobagi Da suddite a cittadine su come si arrivò al voto delle donne 80 anni fa, il 2 giugno del 1946. Accolta in ogni città con la stessa emozione, Tobagi ha raccontato come anche grazie alle donne la nascita della Repubblica fu una grande, pacifica festa di partecipazione democratica.

Le celebrazioni per la Festa della Repubblica sono iniziate già al mattino in Piazza di Città a Ivrea, nell’ambito delle quali il sindaco Matteo Chiantore ha dichiarato: “La sinergia di oggi è preziosa, ci ricorda che la democrazia non abita soltanto nelle istituzioni, ma fiorisce nella cultura, nella curiosità e nel confronto. In fondo la nostra Costituzione è un grande testo collettivo: non è un semplice elenco di norme, ma è stata frutto di una discussione coraggiosa, nata dalle macerie della guerra e della dittatura”.

 

Tra gli ospiti internazionali di questa edizione, l’autrice indonesiana Intan Paramaditha con un racconto che intreccia mito, femminilità, atmosfere gotiche e critica sociale, e l’olandese Tommy Wieringa, i cui incontri si sono svolti con il sostegno del Netherlands Letterenfonds e dell’Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi. Presentando il suo ultimo romanzo Nirvana, l’autore ha riflettuto sulle sfide di raccontare la crisi climatica in forma narrativa. Coinvolti in un mini-tour letterario, sono stati nelle tre città anche Mauro Pescio con il racconto di Rodolfo Walsh e il suo capolavoro Operazione Massacro; Elena Varvello con il romanzo La vita sempre e Marco Rossari con il reading tratto dal suo canzoniere L’amore in bocca. Partecipazione e interesse anche quest’anno per la sezione Esordi, format attraverso cui scoprire nuovi talenti del panorama italiano, con Ilaria Camiletti, Alessandra Leva, Sonia Lisco, Michela Panichi e Leonardo San Pietro. Gli incontri si sono svolti nell’ambito del progetto SIAE – Per chi crea.

 

Chieri la seconda edizione del festival ha visto il debutto della Piccola invasione con un programma di incontri e attività dedicate alle scuole, ai bambini e ai giovani lettori. Tra gli appuntamenti d’eccezione che hanno aperto la rassegna intrecciando letteratura, racconto e performance, la lezione di Alessandro Perissinotto sui molteplici volti di Maigret e Georges Simenon e l’intenso racconto di Mauro Pescio attorno a Operazione Massacro di Rodolfo Walsh, tra dittature, memoria e impegno civile. Il Cortile del Municipio ha ospitato uno degli incontri più partecipati della manifestazione, quello con Matteo Saudino, dedicato alla Costituzione. In chiusura Valeria Parrella ha presentato il suo ultimo romanzo La ragazzina, salutando il pubblico di questa seconda edizione chierese che, dopo il successo dello scorso anno, continua a crescere e a generare nuove progettualità culturali sul territorio.

 

Ad Aosta l’apertura è stata affidata ad Antonio Manzini, che a proposito dell’accoglienza che la città ha riservato al suo personaggio più noto, il vicequestore Rocco Schiavone, ha voluto sottolineare l’importanza di questo concetto anche nel suo senso più ampio e globale. Nell’ultima giornata di festival, la casa editrice palermitana è stata ancora protagonista, con Antonio Sellerio che ha parlato di come si costruisce e cosa rende longevo un progetto di successo. Molto partecipati anche gli incontri con Nicola Lagioia, che ha tenuto una lectio sulla guerra e la letteratura,  partendo da Omero fino ad arrivare a Italo Svevo, e quello con Stefania Andreoli, che in un teatro gremito ha parlato delle criticità che si nascondono dietro la cosiddetta “famiglia perfetta”.

 

A Ivrea il fitto programma di incontri, anche sovrapposti, è stato premiato da un pubblico partecipe e caloroso, attento a ogni proposta, che ha riempito ogni sede del festival: Tiziano Scarpa ha inaugurato la quattordicesima edizione della Grande invasione con il reading tratto dalla raccolta di poesie di Charles Bukowski Tutto il giorno alle corse dei cavalli e tutta la notte alla macchina da scrivere. Con Francesca Mannocchi, l’attenzione si è concentrata su cosa significhi, nel quotidiano, vivere la guerra nell’epoca dei droni, mentre Antonella Lattanzi ha affrontato il tema del valore salvifico dell’amicizia. Dal dialogo tra Chiara Tagliaferri e Valeria Parrella è scaturita una riflessione profonda sui temi della maternità e del corpo femminile come strumento di libertà.  La maggior parte delle 48 lezioni ha registrato il tutto esaurito, così come i format diventati ormai un classico della Grande invasione – come Mio cugino, con Mauro Pescio e il B.B. Show di Matteo B. Bianchi – e i reading di Gianni Montieri e Marco Rossari. Ottima affluenza anche per le mostre di John Blond, Francesco Chiacchio, Joey Guidone, Marco Cazzato, Majid Bita, che sono rimaste aperte per tutte le giornate del festival. Al Museo Civico Garda la personale di Fausto Gilberti, Disegni del terzo tipo, dedicata alla produzione più recente dell’artista bresciano, sarà visitabile fino al 27 settembre 2026.

Il tema della Piccola invasione, curata da Marianna Doria e Ludovica Giovine, è stato Altalene: un invito per grandi e piccoli a provare la leggerezza di un volo in altalena, la cui forza risiede nella definizione di editoria bambina che Pietro Corraini ha proposto: non un’editoria per bambini, ma una visione condivisa di libertà, autonomia e gioco. Un momento speciale è stato quello della presentazione del catalogo vecchio e nuovo della casa editrice, in un incontro che ha visto in dialogo lo stesso Corraini, Fausto Gilberti e Noemi Vola in uno scambio spontaneo e intergenerazionale di storie e aneddoti.  Oltre a questo spazio di approfondimento su Corraini edizioni, casa editrice ospite di quest’anno, sono stati tenuti laboratori e letture a cura dei suoi autori e autrici, quali Andrea Antinori, Daniela Berti, Fausto Gilberti, Giulia Pastorino, Giuseppe Sofo e Noemi Vola.

La novità di introdurre alcuni laboratori a pagamento, così da rendere la manifestazione più sostenibile, non ha influito sul numero di partecipanti, a conferma del valore riconosciuto della Piccola invasione. In tanti si sono accomodati sui cuscinoni colorati per ascoltare le lettura animate di Francesca Leoni ed Elena Mez, mentre molti genitori ed educatori hanno partecipato agli incontri di formazione, come quelli con protagoniste le autrici di Uppa Annalisa Perino, Silvana Quadrino e Claudia Ravaldi, la cui esperienza ha offerto una cornice pedagogica al programma. Fondamentale anche quest’anno il coinvolgimento delle realtà del territorio, con un solido supporto da parte loro nell’ideazione degli appuntamenti e attraverso la messa a disposizione dei loro spazi, in particolare la Biblioteca civica di Ivrea. La piccola invasione ha coinvolto tutto il Canavese, con circa 750 studenti di ogni ordine e grado, che hanno partecipato a incontri e laboratori nella giornata di venerdì.

 

La grande invasione è curata da Marco Cassini e Gianmario Pilo, con Marianna Doria e Ludovica Giovine per la Piccola invasione a Ivrea, con Romaine Pernettaz e Corrado Ferrarese ad Aosta e con Eleonora Pepe e Mariangela Crupi per la Piccola invasione a Chieri.

A Ivrea il festival è stato realizzato con il patrocinio e sostegno del Comune di Ivrea e di Regione Piemonte, con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Guelpa Ivrea, Siae, Camera di Commercio di Torino e Fondazione Cesare Pavese e con il sostegno MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”. A Chieri l’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Chieri e la Biblioteca Civica Nicolò e Paola Francone, con il patrocinio di Città Metropolitana di Torino. Il festival ad Aosta si è svolto in collaborazione con il Comune di Aosta e con il sostegno di Siae, Banca di Credito Cooperativo Valdostana, Ideal Car Valle d’Aosta, Erba Voglio, Teatro Plus, Brivio Due, Tipografia Duc e Alpissima Hotels.

 

L’appuntamento per il 2027 è fissato dal 28 al 30 maggio

La Notte bianca di San Filippo

VENERDÌ 5 E SABATO 6 GIUGNO 

Mancano solo due giorni alla Lunga Notte delle Chiese a San Filippo Neri, con la sua immensa navata di settanta metri, il più grande luogo di culto di Torino. Due grandi striscioni, sul lato di via Accademia delle Scienze e sulla cancellata d’ingresso in via Maria Vittoria, hanno già attirato molta attenzione su questa proposta inedita, lanciata nel 2016 a Belluno e presto allargatasi a molte altre città.

Nelle notti di venerdì 5 e sabato 6 giugno, San Filippo sarà aperto a visite guidate, mostre, teatro, letture e molto altro, sempre in chiave di riflessione e di spiritualità. Un evento ecumenico, aperto a credenti e non credenti, che consentirà di visitare liberamente luoghi sacri delle nostre città, spesso poco conosciuti. L’ingresso è libero e la partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria delle visite guidate sulla piattaforma EventBrite: in calce il programma completo. Per evitare affollamenti, sono ammesse al massimo una ventina di persone a turno. La sera di venerdì rimane libero solo il turno delle 23. Maggiore disponibilità per sabato, ma occorre affrettarsi visto il grande interesse che l’iniziativa ha già suscitato.

Il tema dell’edizione 2026 è “Francesco va’ e ripara la mia casa” e richiama direttamente l’esperienza di San Francesco d’Assisi, con il celebre invito da lui ricevuto nel 1205, davanti al crocifisso della chiesetta di San Damiano. Il messaggio si inserisce nelle celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte del santo patrono d’Italia, ed è un invito a riflettere sul significato della parola “casa”, non solo edificio, ma anche luogo di comunità, relazione, accoglienza. L’appello assume oggi dunque un valore sociale e culturale: prendersi cura della comunità, contrastare la solitudine, ricostruire legami e il senso di appartenenza. Ma si presta anche a essere interpretato come stimolo alla conservazione, alla tutela e al restauro del patrimonio artistico ecclesiastico.

“Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Ap 21,5) è infatti il titolo scelto dalla chiesa torinese di San Filippo Neri per l’iniziativa. Costruita per volere dell’omonima Congregazione a partire dal 1675, ma aperta al culto solo nel 1771, San Filippo è stata progettata da Filippo Juvarra attorno agli anni Trenta del Settecento, su un precedente disegno di Guarino Guarini, mentre il bellissimo altare a colonne tortili è opera di Michelangelo Garove. La facciata neoclassica è invece opera dell’architetto Talucchi, 1823-24. San Filippo è stato oggetto negli ultimi anni di importanti interventi di restauro, che hanno riguardato sia la struttura interna, sia il patrimonio artistico custodito in questo grandioso monumento barocco. Oltre al recupero nelle volte degli stucchi e dei decori con le cromie originali di Juvarra, i restauri hanno interessato anche il celebre paliotto (rivestimento artistico mobile dell’altare) di Pietro Piffetti, massimo esponente dell’ebanisteria settecentesca, e la grande pala “San Filippo Neri che raccomanda la città di Torino al Bambin Gesù” di Francesco Solimena (1657-1747). La Lunga Notte delle Chiese 2026 potrebbe anche diventare la prima iniziativa pubblica di sensibilizzazione per il restauro dello storico Presepe di San Filippo Neri, composto da trenta figure di grandi dimensioni, attribuite per tradizione alla scuola del celebre scultore barocco genovese Anton Maria Maragliano e risalenti almeno in parte a fine Settecento. Molte delle figure realizzate in cartapesta policroma e in tessuti antichi necessitano oggi di interventi conservativi per garantirne la salvaguardia futura. La Lunga Notte delle Chiese significa dunque non soltanto aprire le porte a uno dei luoghi-simbolo del barocco torinese, ma anche trasformare la partecipazione pubblica in uno strumento di tutela e di recupero di beni artistici di rara bellezza.

                                          PROGRAMMA

Le visite guidate, della durata di circa 40 minuti, saranno introdotte da un momento musicale e da una lettura, per vivere un’esperienza tra cultura, spiritualità e bellezza.

Prenotazioni visite guidate gratuite:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-lunga-notte-delle-chiese-1990160839645

PROGRAMMA venerdì 5 giugno (dalle ore 20:00 alle ore 24:00)

ore 20:00

Dio affida all’uomo un luogo, una responsabilità e un bene da custodire

Letture: Genesi 2, 1-17; Proverbi 27, 11-27; Prima lettera ai Corinzi 4, 1-12

Meditazioni musicali:

Dietrich Buxtehude (1637-1707) Nun komm, der Heiden Heiland BuxWV 211

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Nun komm’ der Heiden Heiland BWV 659

Segue: Visita guidata

ore 20:30

Ogni casa e ogni comunità hanno bisogno di fondamenta solide

Letture: Salmo 127, 1-5; Proverbi 24, 1-34; Vangelo secondo Matteo 7, 24-39

Meditazioni musicali:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Wenn wir in höchsten Nöten BWV 641

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Liebster Jesu, wir sind hier BWV 731

ore 21:00

La casa vive grazie alla cura quotidiana, all’ospitalità e al servizio

Letture: Secondo libro di Samuele 6, 1-11; Prima lettera a Timoteo 5, 3-10; Vangelo secondo Luca 10, 38-42; Lettera ai Romani 12, 9-21

Meditazioni musicali:

Dietrich Buxtehude (1637-1707) Ach Herr, mich armen Sünder BuxWV 178

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Herzlich tut mich verlangen BWV 727

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Von Himmel hoch, da komm’ ich her BWV 700

Segue: Visita guidata

ore 21:30

La Chiesa è una costruzione spirituale fatta di persone

Letture: Vangelo secondo Matteo 16, 13-20; Prima lettera ai Corinzi 3, 5-17; Lettera agli Efesini 2, 11-22; Prima lettera di Pietro 2, 4-10

Meditazioni musicali:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Erbarm’ dich mein, o Herre Gott BWV 721

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Wer nur den lieben Gott läß walten BWV 691

ore 22:00

Ciò che riceviamo deve essere custodito e fatto fruttare

Letture: Proverbi 4, 20-27; Seconda lettera a Timoteo 1, 3-14; Vangelo secondo Giovanni 6, 1-15; Vangelo secondo Matteo 25, 14-30

Meditazioni musicali:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Adagio dal Concerto n° 3 in re minore BWV 974 (trascrizione da Alessandro Marcello)

Dietrich Buxtehude (1637-1707) Passacaglia in re minore BuxWV 161

Segue: Visita guidata

ore 22:30

Dio chiama a ricostruire ciò che è ferito o distrutto

Letture: Isaia 6, 1-4; Neemia 3, 1-12; Lettera ai Galati 6, 1-10;

Meditazioni musicali:

Nicholas De Grigny (1672-1703) Récit de tierce en taille “Domini Fili Unigenite”

ore 23:00

La fede e la memoria devono essere trasmesse alle generazioni future

Letture: Salmo 78, 1-8; Deuteronomio 6, 1-9; Giosuè 4, 1-7; Seconda lettera a Timoteo 2, 1-8

Meditazioni musicali:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Jesus Christus, unser Heiland BWV 666a

Georg Böhm (1661-1733) Vater unser im Himmelreich IGB 24

Segue: Visita guidata

ore 23:30

Il compimento finale è una creazione rinnovata e riconciliata

Letture: Apocalisse 21, 1-7; Lettera ai Romani 14, 14-23; Isaia 43, 14-19; Aggeo 2, 3-9

Meditazioni musicali:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Preludio e fuga in do minore BWV 549

ore 24:00

L’Alfa e l’Omega

Letture: Credo Niceno-Costantinopolitano

Meditazioni musicali:

Improvvisazione musicale su tema dato

***

Lettori: Elvis Uva, Fulvio Crivello, Michele Paglialarmi, Roberto Briatta, Irene Rista, Rossella Tamagnone

Organista: Tommaso Maria Aloi

Si ringrazia per le visite guidate Luca Piovano, CoopCulture – Società Cooperativa Culturale

***

PROGRAMMA sabato 6 giugno (dalle ore 10:00 alle ore 19:00)

ore 10:00

Visita guidata

Meditazione musicale:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Wenn wir in höchsten Nöten BWV 641

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Liebster Jesu, wir sind hier BWV 731

ore 10:30

Meditazione musicale:

Dietrich Buxtehude (1637-1707) Ach Herr, mich armen Sünder BuxWV 178

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Herzlich tut mich verlangen BWV 727

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Von Himmel hoch, da komm’ ich her BWV 700

ore 11:00

Visita guidata

Meditazione musicale:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Erbarm’ dich mein, o Herre Gott BWV 721

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Wer nur den lieben Gott läß walten BWV 691

ore 11:30

Meditazione musicale:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Adagio dal Concerto n° 3 in re minore BWV 974 (trascrizione da Alessandro Marcello)

ore 12:00

Meditazione musicale:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Jesus Christus, unser Heiland BWV 666a

Georg Böhm (1661-1733) Vater unser im Himmelreich IGB 24

(pausa)

ore 14:00

Visita guidata

Meditazione musicale:

Dietrich Buxtehude (1637-1707) Nun komm, der Heiden Heiland BuxWV 211

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Nun komm’ der Heiden Heiland BWV 659

ore 14:30

Meditazione musicale:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Wenn wir in höchsten Nöten BWV 641

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Liebster Jesu, wir sind hier BWV 731

ore 15:00

Visita guidata

Meditazione musicale:

Dietrich Buxtehude (1637-1707) Ach Herr, mich armen Sünder BuxWV 178

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Herzlich tut mich verlangen BWV 727

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Von Himmel hoch, da komm’ ich her BWV 700

ore 15:30

Meditazione musicale:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Erbarm’ dich mein, o Herre Gott BWV 721

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Wer nur den lieben Gott läß walten BWV 691

ore 16:00

Visita guidata

Meditazione musicale:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Adagio dal Concerto n° 3 in re minore BWV 974 (trascrizione da Alessandro Marcello)

Dietrich Buxtehude (1637-1707) Passacaglia in re minore BuxWV 161

ore 16:30

Meditazione musicale:

Nicholas De Grigny (1672-1703) Récit de tierce en taille “Domini Fili Unigenite”

ore 17:00

Visita guidata

Meditazione musicale:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Jesus Christus, unser Heiland BWV 666a

Georg Böhm (1661-1733) Vater unser im Himmelreich IGB 24

ore 17:30

Meditazione musicale:

Dietrich Buxtehude (1637-1707) Passacaglia in re minore BuxWV 161

ore 18:00

Visita guidata

Meditazione musicale:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Preludio e fuga in do minore BWV 549

ore 18:30

Meditazione musicale:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Wenn wir in höchsten Nöten BWV 641

Johann Sebastian Bach (1685-1750) Liebster Jesu, wir sind hier BWV 731

ore 19:00

Meditazione musicale:

Improvvisazione musicale su tema dato

***

Organista: Tommaso Maria Aloi

Si ringrazia per le visite guidate Luca Piovano, CoopCulture – Società Cooperativa Culturale

***

“Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Apocalisse 21, 5)

In collaborazione con:

La Lunga Notte delle Chiese 2026

“Francesco va’, e ripara la mia casa”

www.lunganottedellechiese.com

Venerdì 5 giugno: dalle ore 20:00 alle ore 24:00

Sabato 6 giugno: dalle ore 10:00 alle ore 12:00 / dalle ore 14:00 alle ore 19:00

Arte, musica, spiritualità e visite guidate alla scoperta dei restauri.

Chiesa di San Filippo Neri

Via Maria Vittoria n. 5, Torino

https://www.sanfilippotorino.it/

Per informazioni: eventisanfilippo@gmail.com

IG: @sanfilipponeritorino

FB: @sanfilipponeritorino

Collegno Fol Fest: “PerdutaMente. Dimenticare per ricordare, perdersi per ritrovarsi”

Dal 4 all’8 giugno, al Parco della Certosa

Nel 1926 a Collegno un uomo approda senza nome,  senza passato, senza memoria. Cent’anni dopo negli stessi spazi che furono manicomio, una città intera decide di ricordare con il Fol Fest, giunto alla sua quinta edizione, che si svolgerà dal 4 all’8 giugno prossimo e che trasformerà la Certosa Reale e l’ex ospedale psichiatrico in una festa diffusa dedicata a salute mentale, inclusione e cultura.  Saranno cinque giorni contraddistinti da cinquanta appuntamenti, che seguiranno il fil rouge dal titolo “PerdutaMente. Dimenticare per ricordare, perdere per ritrovarsi”.

Cuore pulsante del festival sarà l’Orto che Cura, giardino rigenerato e centro diurno per persone fragili, che diventa libreria all’aperto, agorà di incontri, palco per concerti Rock’n Fol e Bistrorto gestito dalla cooperativa Margine.

Il programma serale al Chiostro rappresenta una vera e propria piazza delle idee. Giovedì 4 giugno il filosofo Umberto Galimberti aprirà la rassegna con “Il bene e il male. Educare le nuove generazioni”, un’urgente riflessione su etica ed educazione nell’epoca della risonanza emotiva smarrita. Venerdì 5 giugno parlerà  della Fisica delle emozioni il professore del web Vincenzo Schettini. Si tratta di uno spettacolo che usa leggi delle fisica ed esperimenti dal vivo per raccontare ciò che proviamo nella nostra interiorità.  Sabato 6 giugno vi sarà  l’anteprima nazionale di ‘IO sono un errore’, che unisce la voce e le canzoni di Mauro Ermanno Giovanardi alle parole di Andrea Scanzi in un teatro canzone postmoderno su follia, diversità, identità e memoria. Domenica 7 giugno, già sold out, Carlo Lucarelli riapre il caso con la vicenda dello smemorato di Collegno, a metà tra noir, storia e nuove ricerche sul territorio. Lunedì 8 giugno, Matteo Saudino, Barbasophia, e Giua, chiuderanno il festival con Anime Fragili, un viaggio filosofico-musicale che condurrà Platone e Aristotele nel cuore delle fragilità contemporanee.

La psichiatria tornerà nei suoi luoghi attraverso tavole rotonde su esordi psicotici, etnopsichiatria, adolescenza “onlife”, giustizia riparativa e diritto alla salute mentale, accanto a esperienze immersive di realtà virtuale dedicate a memoria, fobie e stress grazie al lavoro dell’ASL TO 3. La libreria Fol Fest porterà giovani narratori a dialogare don voci come Silvia Jop, Marco Buonacossa, Violetta Bellocchio, Piero Cipriani, Alessandro Perissinotto, ospitando la prima edizione del premio letterario “Collegno Fol Fest”, in collaborazione con la Scuola Holden, con racconti inediti su memoria e identità smarrite.

Collegno Fol Fest è ideato e promosso da Città di Collegno, ASL TO 3, ARCI Valle Susa Pinerolo APS, Cooperativa Il Margine – Orto che Cura e Lavanderia a Vapore, con il sostegno della Città di Collegno e il patrocinio di UniVerso, programma culturale dell’Università degli Studi di Torino.

Collegno Fol Fest 2026 – 4-8 giugno “PerdutaMente. Dimenticare per ricordare, perdersi per ritrovarsi”.

Info: www.collegnofolfest.it

Mara Martellotta

 

 

 

Lukas Sternath l’ultimo concerto della stagione dell’Orchestra Rai

Giovedì 4 e venerdì 5 giugno, vede protagonista il giovane talento del pianismo internazionale come solista

L’ultimo concerto della stagione 2025-2026 dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma giovedì 4 giugno alle 20.30, presso l’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino, in diretta su Radio 3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura, è completamente dedicato all’arte di Johannes Brahms. Il concerto sarà replicato venerdì 5 giugno alle ore 20. Protagonisti il direttore d’orchestra Karl-Heinz Steffens e il pianista Lukas Sternath, che sostituiscono rispettivamente Fabio Luisi e Beatrice Rana, impossibilitati a partecipare. In programma il Concerto n.2 in si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra op.83 e la Sinfonia n.2 in re maggiore op.73

“Sto terminando – affermava lo stesso Brahms – un piccolo concerto per pianoforte con un piccolo Scherzo assai grazioso. Il si bemolle è un’ottima tonalità che però temo ti aver utilizzato troppo spesso”.

È lo stesso compositore a scherzare sulle proporzioni dilatate del Concerto n.2 in si bemolle maggiore per pianoforte e orchestra, composto ed eseguito dallo stesso autore a Budapest nel 1881. Riconosciuto per la complessità della scrittura pianistica e l’assenza di ogni tratto virtuosistico fine a se stesso, si distingue da giovanile Concerto n.1 in re minore op.15 per i toni più dolci e meno conflittuali. Ad affrontarlo con l’Orchestra Rai è il giovane pianista Lukas Sternath. Classe 2001 e cresciuto tra le file dei leggendari Piccoli Cantori di Vienna, si è poi formato con maestri del calibro di Igor Levit, Paul Lewis e Sir András Schiff. La sua ascesa nazionale è culminata nel 2022 con la vittoria nel 71esimo concorso ARD di Monaco, dove ha ottenuto il primo premio e sette premi speciali.

Nella seconda parte della serata è in programma la Sinfonia n.2 in re maggiore op.73, sempre di Brahms. Scritta quasi di getto nell’estate del 1887 tra le montagne della Carinzia, la pagina si distingue per il suo carattere intimo, sereno e bucolico. L’opera fu eseguita per la prima volta a Vienna nello stesso anno dei Wiener Philharmoniker, diretti da Hans Richter, ottenendo immediato successo. Nonostante un iniziale insuccesso, la Sinfonia si impose subito per la sua trasparenza orchestrale e la sua luminosità. Sul podio è protagonista Karl-Heinz Steffens, arrivato alla sua stessa stagione come direttore principale e consulente artistico della Nrrköping Symphony Orchestra, riconosciuto sia nel repertorio sinfonico sia in quello operistico.

Biglietti da 9 a 30 euro, il vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino  – biglietteria.osn@rai.it – 011 8104653

Mara Martellotta