A cura di Piemonteitalia.eu
Il Piemonte vanta un ricco patrimonio artistico e culturale, riconosciuto tale anche dall’UNESCO, molto apprezzato nel panorama artistico internazionale. Oltre alle memorie barocche tipiche delle residenze sabaude, nella regione vi sono numerose testimonianze del “romanico”, l’arte di età medievale – X secolo. È possibile infatti percorrere un itinerario in grado di proiettare il visitatore nel medioevo dei pellegrini e della Via Francigena, dei percorsi devozionali e della complessa simbologia del mondo romanico, attraverso abbazie, monasteri e “luoghi di strada” che hanno ospitato schiere di viaggiatori lungo le strade medievali.
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E non poteva che essere così, con un’interprete, autrice e attrice protagonista sul palco, come Sara Lisanti, formatasi quale trapezista alla “Scuola di Circo Flic” e che, in scena, porta un’“estetica materico-concettuale” che le è già valsa prestigiosi riconoscimenti internazionali come l’“Azores Fringe Award” e il “Gothenburg Fringe Award” nel 2023. In “Calvarium”, a mettersi totalmente in gioco, quale “unico e polivalente strumento espressivo” è dunque, e proprio, il “corpo”, “forma muta ma potentissima” nella sua intrigante e fantasiosa capacità di evocare simboli universali come la “stola di porpora”, la “Sindone” e l’“incenso”. L’opera guarda a Gesù innanzitutto come “uomo”, “indagando – sottolinea Sara – la tenacia di un individuo che resta fedele al proprio credo fino a lasciarsi fare a brandelli, trasformando la sofferenza in una critica allegorica e in una riflessione sulla coerenza personale che supera i confini del dogma”.