CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 3

Città in Danza Piemonte 2026, quando l’arte incontra la solidarietà

L’edizione 2026 di Città in Danza Piemonte si preannuncia come un appuntamento di straordinaria intensità artistica e umana, capace di coniugare il linguaggio universale della danza con un profondo messaggio di impegno sociale.
Sabato 18 aprile prossimo, dalle ore 11 alle ore 20, il palcoscenico del teatro Superga di Nichelino ospiterà la 18esima edizione della tappa piemontese del celebre concorso nazionale targato UISP, patrocinata dalla Regione Piemonte. Quest’anno la manifestazione si arricchisce di un significato ancora più speciale: la presenza di rappresentati della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, che offrirà al pubblico di celebrare un’occasione importante, ossia i quarant’anni di attività della Fondazione. Un anniversario che racconta quattro decenni di dedizione, eccellenza scientifica e sostegno concreto a migliaia di persone, e che verrà omaggiato attraverso la forza espressiva della danza.

“Città in Danza” non è soltanto un evento, ma un progetto culturale che rappresenta profondamente i valori UISP: accessibilità, inclusione, partecipazione e valorizzazione della persona. Se un tempo la danza era considerata un ambito riservato a pochi, oggi si afferma come spazio aperto, in cui ciascuno può trovare il proprio modo di esprimersi, il talento, secondo questa visione che non è prerogativa di pochi ma una qualità diffusa che ha bisogno di contesti qualificati e accoglienti per emergere. I numeri della tappa piemontese raccontano la vitalità di questo movimento: 39 associazioni sportive partecipanti, 139 coreografie in gara e ben 640 tra candidate e candidati, tra i più piccoli, a partire dai 4 anni, fino agli over 60. Un mosaico di esperienze, età e linguaggi che attraversa tutte le discipline, dalla danza classica alla contemporanea, dall’hip-hop al modern, fino alla danza jazz. A valutare le esibizioni, sarà una giunta di alto profilo, chiamata ad assegnare punteggi validi per la classifica finale, che prevede premi e borse di studio di categoria tecnica e scuola. In palio anche l’accesso alle finali nazionali, culmine di un percorso che attraversa 15 tappe in tutta Italia.
Città in Danza Piemonte 2026 si conferma così un’evento capace di andare oltre la competizione autentica, in cui arte, sport e comunità si intrecciano. Un palcoscenico dove ogni gesto racconta una storia e dove la danza diventa veicolo di valori, emozioni e speranza.
Un appuntamento aperto a tutti, in cui il movimento del corpo si fa linguaggio universale, e la bellezza dell’arte incontra la forza della solidarietà.

Mara Martellotta

All’Orto Botanico Salucci presenta “Riflessi d’acqua tra arte e natura”

Per la prima volta all’ Orto Botanico dell’Università di Torino si tiene una mostra che pone in dialogo la fotografia contemporanea e l’ambiente, immersi, attraverso la postproduzione, in una dimensione acquatica e straniante. Architetture familiari si trasformano, cosi,  in visioni poetiche e in riflessioni sull’innalzamento delle acque e sul fragile equilibrio presente tra uomo e ambiente.
La mostra è  anche l’occasione per rendere omaggio alla città di Torino con tre opere inedite di Aldo Salucci, dedicate allo skyline cittadino, a piazza San Carlo e allo stesso Orto Botanico.
All’interno della mostra sarà inoltre esposto un kakemono giapponese, un dipinto a inchiostro su seta realizzato a Kyoto intorno alla metà dell’Ottocento  da un artista della scuola Maruyama Shijō, raffigurante una carpa che risale una cascata. L’opera è simbolo di crescita continua attraverso lo studio e la ricerca, e sarà  posta in dialogo con le fotografie di Salucci e potrà essere ammirata nel corso delle visite guidate.
L’intero percorso invita alla quiete e alla riflessione, al rallentare lo sguardo, ascoltare il silenzio dell’acqua e percepire il mutare delle stagioni, che permette di riscoprire l’Orto Botanico come luogo di conoscenza, di dialogo e consapevolezza ambientale, in cui fotografia, natura e ricerca scientifica si incontrano.

La mostra è  realizzata dall’Università di Torino, Orto Botanico, Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi e Associazione Amici Orto Botanico, con il patrocinio della Regione Piemonte, del Comune di Torino e Consolato del Giappone. Main sponsor Smat Società Metropolitana Acque Torino. La mostra fa parte del circuito Extra di Exposed Torino Photo Festival.

Mara Martellotta

“Sentinelle di Torino. Dove la memoria incontra la città”

Evento/Incontro tra “Veterani della Difesa”, Scuole e Artisti, presso il “Monumento Nazionale dell’Arma di Artiglieria” o “Arco del Valentino”

Martedì 21 aprile, dalle 9,30 alle 12,30

La realizzazione per immagini di un vero e proprio “Carnet de Voyage” attraverso il quale “valorizzare i Monumenti Militari di Torino, il loro significato ed il ricordo dei Caduti”: è questo l’obiettivo principe del Progetto realizzato dalla Sezione Provinciale di Torino dell’“Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia (A.N.Art.I.)” in sinergia con la sezione torinese dell’“Associazione Nazionale Ufficiali” provenienti dal “Servizio attivo” (“ANUPSA”) e quella, sempre subalpina, dell’“Associazione Marinai d’Italia (A.N.M.I.)”, che prevede l’organizzazione di un “Laboratorio” tra “Veterani della Difesa”esperti militari e studenti delle Scuole torinesi, volto, per l’appunto a favorire il dialogo intergenerazionale sulla “memoria storica dei monumenti militari”. L’iniziativa nasce, in origine, da un “Bando” della “Regione Piemonte” e dal “Comune di Torino”, concordato in occasione del “Centenario” del “Parco della Rimembranza” al “Bric della Maddalena” (inaugurato nel 1925 da re Vittorio Emanuele III) e rivolto alle “Associazioni d’Arma Nazionali (ASSOARMA)” – su proposta del Consiglio Periferico di “ASSOARMA Torino” – teso a valorizzare l’area dedicata ai “Caduti della Città”.

Il Progetto di “A.N.Art.I.”, unico nel suo genere in Italia, mira a porre e a riportare (se mai ce ne fosse bisogno) nella giusta considerazione la memoria storica delle “Armi militari”, in una prospettiva di doverosa valorizzazione del servizio e del sacrificio dei “Caduti”, nonché delle risorse umane e tecnologiche del territorio nella prospettiva di “offrire un racconto originale della genesi architettonica e politica dei ‘Monumenti’, arricchito da dettagli sulla vita materiale del passato”.

Primo evento in avvio del “Progetto”: l’incontro, martedì 21 aprile ( ore 9,30 – 12,30), presso l’“Arco monumentale all’Arma di Artiglieria” (noto anche come “Arco del Valentino” o “Arco di Trionfo”, realizzato su progetto di Pietro Canonica ed inaugurato il 15 giugno 1930, in occasione dell’anniversario della Battaglia del Piave, 1918), situato all’ingresso Nord del “Parco del Valentino”, dove si terrà un workshop di “disegno dal vivo”Oltre cinquanta partecipanti – tra “Veterani della Difesa”, studenti, artisti e disegnatori professionisti – collaboreranno alla realizzazione di un ‘Carnet de Voyage’, coordinati dall’“Artigliere Cartoliniere” Antonio Mascia, per quarant’anni docente di “materie artistiche” nelle Scuole cittadine, nonché “socio volontario” dell’Associazione “Amici del Museo Pietro Micca e dell’Assedio di Torino del 1706”. Agli studenti verranno distribuiti appositi taccuini e l’opera ritenuta migliore sarà stampata in forma di “Manifesto”. La documentazione foto-video, realizzata da “SHOWBYTE” sarà pubblicata sul sito https://www.patres.eu/ e integrata nell’applicazione di un “Progetto”, in cui “ in un clima di libertà e responsabilità – sottolinea il Generale Luigi Cinaglia, Consigliere ‘A.N.Art.I.” e responsabile dello stesso ‘Progetto’ – i monumenti militari diventano protagonisti, poiché, sebbene siano sotto gli occhi di tutti, è necessario conoscerne a fondo la genesi storica e i valori che rappresentano, i quali non celebrano tanto la guerra quanto il sacrificio degli uomini per la propria Patria, grazie al quale è stata possibile la crescita economica e lo sviluppo tecnologico dell’Italia in un clima di Pace e di Democrazia”. Parole cui fanno eco le riflessioni del “Cartoliniere” Antonio Mascia“In quest’ era tecnologica, dove l’IA spesso sostituisce la mano ‘pensante e creativa’ dell’uomo, è fondamentale che questo ‘Progetto’ dedichi uno spazio adeguato al disegno. E disegnare, in questo caso, non è un’operazione nostalgica, ma significa proiettare sul foglio le proprie osservazioni ed emozioni nate dall’incontro con i ‘Veterani della Difesa’ e dal confronto con artisti professionisti e giovani della ‘Generazione Z’, che con la loro spontaneità ci aiutano a vedere il mondo con occhi diversi”.

Le Attività Future

Le Associazioni realizzeranno una “app” collegata con il sito internet già “on line” https://www.patres.eu/ per raccontare e valorizzare tre “Monumenti” ed un “Parco”. Dopo l’“Arco Trionfale del Valentino”, sarà la volta del “Monumento al Duca d’Aosta” di piazza Castello, di quello all’“Artigliere da Montagna” (nel Giardino tra i corsi Ferrucci e Vittorio Emanuele, a fianco dei campi sportivi di “Cit Turin”) e il “Parco della Rimembranza” in occasione del suo Centenario. Le attività consisteranno nella raccolta di testimonianze da parte di esperti, “Veterani della Difesa”, architetti e testimonial della materia e nella conseguente realizzazione di decine di video-contributi, podcast, materiali iconografici anche d’epoca rigenerati e canali social per la massima fruizione del “Progetto”. Il prodotto multimediale, che sarà realizzato entro dicembre 2026, sarà aperto a tutti e potrà accogliere in futuro anche altri contributi su ulteriori “Monumenti” della città.

Gianni Milani

Nelle foto: “Arco Monumentale all’Arma di Artiglieria”, Gen. Luigi Cinaglia e il “Cartoliniere” Antonio Mascia

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

SABATO 18 APRILE

 

Sabato 18 aprile ore 15

CON LA MATITA BLU

Palazzo Madama – Attività per famiglie in occasione di “Disegniamo l’arte”

Quali colori servono per raccontare un’emozione? Quali per creare la luce?

I blu, le ocre e le terre verdi e brune sono i colori che il pittore ha usato per raccontare la quotidianità della

sua epoca.

Prendendo spunto da “Donna in blu che legge una lettera”, e sperimentando accostamenti cromatici, i bambini rielaboreranno un ambiente a loro familiare dove invitare la Donna in blu.

Età: 5-11 anni

Costo €4 a bambino. Biglietto di ingresso ridotto al museo per adulti accompagnatori (gratuito con Abbonamento Musei)

Prenotazione obbligatoria: t. 011.4429629 (lun.-ven. 09.30 – 13; 14 – 16); madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

 

Sabato 18 aprile ore 15:30

IL MAO IN UNA MATITA

MAO – Attività per famiglie in occasione di “Disegniamo l’arte”

Nelle sale delle collezioni permanenti, spaziando tra opere di diverse epoche, origini e materiali e alcuni lavori dell’artista Chiharu Shiota, i partecipanti muniti di fogli e matite potranno scegliere un soggetto con cui ‘fare amicizia’ disegnandolo dal vero, per poi conoscerne, con una breve visita, contesto, contenuti e significati.

Prenotazione obbligatoria maodidattica@fondazionetorinomusei.it

Costo: € 4 a bambino; adulto accompagnatore ingresso ridotto alle collezioni € 10 (gratuito con Abbonamento musei)

DOMENICA 19 APRILE

 

Domenica 19 aprile ore 15:30

QUANDO IL SEGNO DIVENTA SPAZIO.

GAM – Attività per famiglie in occasione di “Disegniamo l’arte”

In occasione dell’evento organizzato dall’Associazione Abbonamento Musei “Disegniamo l’arte 2026” la GAM propone un’attività in cui protagoniste saranno le sculture della collezione del museo.

I bambini saranno coinvolti in un gioco di scoperta delle opere plastiche partendo dagli spazi del giardino fino alle sale del museo, ragionando sul concetto di spazio che da chiuso e limitato si apre all’esplorazione e di come il disegno sia una parte fondamentale nella creazione di una scultura, sia essa figurativa o astratta. Momenti di disegno dal vero di fronte alle opere permetteranno di analizzare e rielaborare le forme fino a sintetizzarle in un segno personale. In laboratorio una tela bianca diventerà un nuovo luogo di accoglienza sul quale far rivivere le sensazioni ispirate dalle opere che, rielaborate attraverso il lavoro grafico, diventeranno originali composizioni da esporre.

Grazie alla collaborazione tra FTM e Biraghi, al termine dell’attività sarà offerta la merenda a tutti i partecipanti. I materiali per le attività del Dipartimento Educazione GAM sono forniti da Fibracolor.

Costo: € 10 a partecipante

Costo aggiuntivo: adulti biglietto di ingresso ridotto; gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta

Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it

Prenotazione e pagamento online

LUNEDI 20 APRILE

 

Lunedì 20 aprile ore 17

MONUMENTA ITALIA. UN PROGETTO DI ARTE PUBBLICA ITINERANTE

PALAZZO MADAMA – conferenza sulla mostra MonumenTO e presentazione dell’esposizione Monumenta Italia / Cantiere Madama

Con Irene Pittatore, Tea Taramino e Lisa Parola

Il progetto artistico di Irene Pittatore, a cura di Lisa Parola e Tea Taramino, propone attraverso l’arte una riflessione sull’assenza di monumenti dedicati alle donne e alla loro storia nello spazio pubblico. Un vuoto che diventa occasione per un processo civico e culturale sul significato contemporaneo di memoria collettiva, patrimonio urbano e monumentalità in prospettiva di genere. Manifesti e opere compongono un percorso che supera i confini degli spazi espositivi per estendersi a laboratori, lezioni e azioni d’arte pubblica, configurandosi come un cantiere aperto.

Irene Pittatore (Torino, 1979). Artista e performer adotta strumenti visivi, narrativi e partecipativi per creare opere che riflettono su emarginazione, discriminazione e i loro sintomi. I suoi progetti, dedicati alla violenza di genere (Monumenta ItaliaL’amavo troppo e le ho sparato), alla diversità e all’inclusione (You as me / Nei panni degli altri), all’emergenza abitativa (Homeless heroines) si sviluppano in dialogo con musei, festival, gallerie, università.

Tea Taramino (Torino, 1952). Artista e curatrice, ideatrice del PARI – Polo delle Arti Relazionali e Irregolari spazio di dialogo tra arte ufficiale e outsider art, con sede presso Flashback Habitat. Dal 1982 cura la collezione civica di arte irregolare che valorizza in coprogettazione con la Città di Torino attraverso eventi con istituzioni pubbliche e private in collaborazione con i Dipartimenti educazione dei Musei di Arte Contemporanea, Università, Accademie e altri enti italiani ed esteri.

Lisa Parola (Torino,1964). Storica dell’arte, autrice e curatrice. Per Einaudi ha pubblicato Giù i monumenti? Una questione aperta (2022). Nel 2024 ha aggiornato la voce ‘Monumento’ in occasione del Centenario dell’Enciclopedia Treccani; nel 2025 ha pubblicato con Lenz New Monumentalities in You don’t make a masterpiece, you survive one, nell’ambito della personale di Maurizio Cattelan curata da Lorenzo Giusti alla GAMeC di Bergamo. È socia fondatrice di a.titolo.

Conferenza a ingresso libero fino a esaurimento posti. Non è richiesta prenotazione.

 

 

MARTEDI 21 APRILE

 

Martedì 21 aprile ore 17:30

COSA RESTA DI UNA CITTÀ QUANDO SMETTE DI RICORDARE?

PALAZZO MADAMA – conferenza sulla mostra MonumenTO

Biblioteca Francesco Cognasso, corso Cincinnato 115

Con Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama e curatore della mostra.

La conferenza intende portare il museo fuori dalle sue mura per promuovere la conoscenza di un patrimonio significativo e sostanzialmente ignoto, non solo al pubblico di Palazzo Madama, ma anche ai cittadini torinesi che frequentano più abitualmente le biblioteche. Gli appuntamenti sono un invito a conoscere la città.

Torino è una città che non grida: ammonisce. Lo fa con il bronzo, con il marmo, con statue che sembrano ferme e invece lavorano nel tempo. Qui il monumento non è ornamento: è progetto. È un’idea di città che educa senza alzare la voce, che distribuisce la memoria lungo le strade, che trasforma l’arrivo in una lezione e la piazza in una coscienza civile.

Torino non ha solo fatto l’Italia: l’ha messa in scena, ogni giorno, davanti ai suoi cittadini. Questa è la storia di una capitale che ha scelto di scolpire non il potere, ma la responsabilità.

E di affidarci una domanda che brucia ancora: cosa resta di una città quando smette di ricordare?

Ingresso libero.

MERCOLEDI 22 APRILE

 

Mercoledì 22 aprile

Irene Pittatore | Monumenta Italia / Cantiere Madama

PALAZZO MADAMA – apre l’esposizione

A cura di Tea Taramino

@Piccola Guardaroba e Gabinetto Cinese

Quanti sono i monumenti dedicati a una donna, a Torino e nelle altre città italiane? Quanti quelli realizzati da una donna? Da questi e altri interrogativi prende le mosse Monumenta Italia, un progetto d’arte pubblica che ha l’obiettivo di creare consapevolezza rispetto all’esiguità dei monumenti dedicati alle donne: un’occasione per una riflessione civica sul patrimonio artistico urbano, su cosa oggi significhi parlare di monumentalità, memoria e patrimonio rispetto alla storia delle donne.

Monumenta Italia riunisce manifesti, video e un gonfalone utilizzati come strumenti di riflessione in mostre, laboratori, lezioni e azioni nello spazio pubblico. Il cantiere, che opera a livello nazionale, ha la sua base a Torino, dove, dal 2024, sono stati diffusi i manifesti (Biblioteche Civiche, fermata Bengasi della metropolitana, URP del Consiglio regionale del Piemonte, rassegna Opera Viva – Il Manifesto in piazza Bottesini), organizzate mostre e laboratori (Recontemporary, Assessorato alla Cultura della Città di Torino, Gliacrobati). Il progetto è in corso di svolgimento a Novara con una campagna di 71 affissioni urbane e si è concluso a Savona con azioni performative e cantieri fotografici diffusi. Cantieri di ricerca sono attivi a Bologna e a Roma.

Ingresso incluso nel biglietto delle collezioni.

 

 

   
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO

a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/

“Cantate e serenate d’amore” del Seicento italiano a San Raffaele Cimena

Nell’ambito della 31esima edizione di Antiqua, la rassegna musicale proposta dall’Accademia del Ricercare, il 18 aprile alle 21.15 a San Raffaele Cimena, in provincia di Torino, presso la chiesa di San Raffaele Arcangelo, in via Maestra, a San Raffaele Alto, l’Ensemble Orfeo Futuro proporrà il concerto “Cantate e serenate d’amore” del Seicento italiano. Verranno proposti brani di Benedetto Ferrari (1597 – 1681), di Giovanni Battista Buonamente (1595 – 1642), Andrea Falconiero (1585 – 1657), di un anonimo popolare e di Simone Coya, del XVII secolo. Il concerto prevede una selezione di brani vocali e strumentali italiani del XVII secolo , dedicati al tema amoroso, tra passione, ironia e malinconia. Il programma valorizza repertori rari, come le serenate di Simone Coya o il canto popolare “Ti belle ca lu tieni”. Si tratta di un viaggio musicale tra affetti e follia amorosa, sospeso tra colto e popolare, tra parole e danza.

Orfeo Futuro è un ensemble a geometria variabile, dal quartetto all’orchestra, che riunisce dal 2010, musicisti italiani e non, specialisti nelle prassi esecutive e su strumenti storici. Lavora su progetti inediti di largo respiro, a volte anche incrociando repertori antichi e musica nuova. Ha realizzato centinaia di concerti e numerosi CD, anche in collaborazione con altri artisti e gruppi. Tra le produzioni più recenti, l’eredità di Arcangelo, diretta da Enrico Gatti, Amada Esquina, che incrocia le musiche del “siglo de oro” spagnolo con la canzone latino amercana del primo Novecento.

Ingresso gratuito

Info e prenotazioni: scrivere a segreteria@accadedemiadelricercare.com

Mara Martellotta

Il forte di Ceva riapre al pubblico da domenica 19 aprile

Il Forte di Ceva riapre al pubblico domenica 19 aprile, inaugurando una stagione 2026 che promette di coniugare il fascino dell’architettura militare a momenti di svago e cultura per tutte le età.  Aperture e visite guidate saranno garantite da Itur, società monregalese che gestirà il servizio per il quarto anno consecutivo.
La stagione si aprirà con un appuntamento dedicato ai più piccoli, domenica 19 aprile dalle 15 alle 17, dal titolo “Disegniamo l’arte”, un laboratorio creativo organizzato in collaborazione con l’Associazione Abbonamento Musei, per scoprire i segreti del Forte attraverso il disegno. Al termine dell’attività è prevista una gustosa merenda per tutti i bambini ( costo di 3 euro per i bambini dai 5 ai 12 anni, 3 euro per gli accompagnatori, 3 euro se possessori Abbonamento Musei e 5 euro se non abbonati).

Per  chi, invece, è  alla ricerca di un’atmosfera più sofisticata,  dopo l’enorme successo del 2025, tornano gli attesi “Aperitivi al tramonto”, previsti nelle serate del 28 giugno, 26 luglio  e 27 settembre, a partire dalle ore 18, su prenotazione. Il Forte, in queste occasioni, si trasformerà nella cornice ideale per ammirare il panorama delle Alpi e vivere la magia del tramonto della rocca che domina la città.

“Riaprire le porte del Forte è ogni anno un’emozione che si rinnova – ha dichiarato l’assessore Luca Prato –  Quest’anno abbiamo voluto puntare su di un’offerta che non fosse solo culturale, ma anche esperienziale. Vogliamo che il Forte sia un luogo dove le famiglie possano divertirsi e dove i turisti possano godersi la bellezza del nostro paesaggio in momenti di convivialità.  Vedere questo monumento animarsi con laboratori per bambini e visite al tramonto rappresenta la prova di quanto questa struttura sia una risorsa preziosa e dinamica per Ceva e l’intero territorio.
A partire dal 19 aprile, il Forte sarà  visitabile ogni domenica e festività con orario dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Le visite guidate partiranno regolarmente ogni ora e l’ultima partenza sarà alle ore 17.

Valore aggiunto per i visitatori sarà l’adesione al circuito Abbonamento Musei. I possessori della tessera potranno accedere gratuitamente  per la visita libera o usufruire della visita guidata con un’integrazione di soli 3 euro. Per tutti gli altri il costo è di 8 euro per la visita guidata e 5 per quella in autonomia.
Mara Martellotta

Torna “Città in note. La musica dei luoghi”

A Cuneo, dal 20 al 25 maggio, si terrà la sesta edizione di “Città in note. La musica dei luoghi”, da Carmen Consoli a Raphael Gualazzi, dai virtuosi del Teatro alla Scala a Elliott Sharp. Saranno oltre venti appuntamenti in sei giorni di programmazione, che racconteranno la musica come esperienza condivisa e diffusa, in dialogo con i luoghi e la comunità.

Musica diffusa, giovani talenti e grandi protagonisti della scena internazionale. A Cuneo torna “Città in note. La musica dei luoghi”, il festival che trasforma la città in un palcoscenico aperto, capace di intrecciare tradizione e contemporaneità, ricerca e spettacolo, formazione e divulgazione. Nel periodo che va dal 20 al 25 maggio prossimo, teatri, chiese, spazi, monumenti e luoghi naturali accoglieranno un ricco programma di concerti, incontri e performance che coinvolgeranno artisti affermati, ensemble, orchestre e giovani musicisti, in un dialogo continuo tra generi, epoche e linguaggi. Come nelle passate edizioni, il palcoscenico su cui si esibiranno gli ospiti più attesi sarà il teatro Toselli. Ad aprire il festival, mercoledì 20 maggio, sarà l’ensemble de “I virtuosi del Teatro alla Scala”, formato da dieci strumentisti in una combinazione originale di cinque archi e cinque fiati. Giovedì 21 maggio sarà il musicista acclamato a livello internazionale, Raphael Gualazzi, a calcare le scene del Toselli. Accompagnato da Anders Ulrich al contrabbasso e Gianluca Nanni alla batteria, l’artista marchigiano regalerà un raffinato omaggio alla musica acustica, spaziando da ispirazioni del repertorio africano, americano e a divertissements su celebri temi della canzone italiana e tradizione operistica, cosiccome alcune sue composizioni personali. Sabato 23 maggio, la cantautrice e polistrumentista Carmen Consoli, tra le artiste più influenti e premiate della musica italiana, porterà sul palco del Toselli “Territori d’arte”, un concerto che attraversa con naturalezza sonorità acustiche ed elettroniche, dalla musica popolare al rock anni Settanta, alla indie anni Novanta, fino alla canzone d’autore e al blues, sperimentando e mantenendo un legame costante con la Sicilia, la sua terra, le sue tradizioni.

Uno degli elementi distintivi del festival è l’apertura verso linguaggi ibridi e pratiche musicali contemporanee. Alcuni dei progetti selezionati esplorano i confini tra generi, culture e tecnologie, dando spazio a nuove forme espressive e a modalità d’ascolto non convenzionali. La musica diventa terreno di ricerca a e innovazione: la fusione tra lo spirito del jazz e l’abilità compositiva della musica classica rappresenta la cifra dell’appuntamento di giovedì 21 maggio, che vedrà come protagonista Daniele Erskedal, jazzista norvegese, con “Call for winter”. L’artista si esibisce alla tuba e alla tromba bassa, dando vita a una musica di assoluta grazia e compostezza, con un virtuosismo splendente che spinge al limite i confini del suo strumento. Venerdì 22 maggio sarà la volta di “Flashback”, incontro potente e poetico tra Jennifer Cabrera Fernandez e il vibrafonista e percussionista italiano Pasquale Mirra. Questo progetto musicale fonde elettronica e percussioni rituali, danze e canto in una trama sonora che attraverso epoche, culture e confini. Sabato 23 maggio, il gruppo Afrodream proporrà un concerto capace di fondere jazz, sonorità africane e musiche contemporanee in un’esperienza musicale coinvolgente e vibrante, mentre Pietro Perelli, batterista e percussionista, sound explorer presenterà il suo progetto dal titolo “Notte”, un lavoro di ricerca sonora ispirato all’ambiente che ci circonda.

Il programma più sperimentale del festival si concluderà domenica 24 maggio con la prima assoluta di “ProjE#ctions – ELLIOTT SHARP & METS”, un live set sulle geometrie sonore e visuali di Cuneo e New York City. Attivo dagli anni Settanta, Elliott Sharp esplora i confini tra jazz sperimentale, rock innovativo, musica contemporanea ed elettronica, integrando algoritmi, improvvisazione radicale e strumenti autocostruiti. Ha pubblicato oltre 100 album, e la sua ricerca sonora, sempre in evoluzione, lo rende una delle voci più originali della musica contemporanea.

Anche in questa edizione, il festival valorizza la tradizione musicale europea, offrendo al pubblico percorsi che attraversano epoche e stili. La proposta unisce qualità esecutiva e accessibilità, programmi capaci di parlare agli appassionati e agli ascoltatori. Protagoniste attive nelle esecuzioni e interpretazioni saranno le realtà formative del territorio, in un dialogo continuo tra didattica e produzione artistica. Il festival si conferma anche nella sua sesta edizione come una piattaforma di crescita e valorizzazione per nuove generazioni di musicisti. Accanto alla dimensione performativa, il festival propone momenti di riflessione e approfondimento, incontri, dibattiti e guide all’ascolto che offrono strumenti per comprendere meglio la musica e i suoi cambiamenti, rendendo il pubblico parte attiva della sua esperienza culturale. Primi fra tutti saranno i ‘Talk about Music’ di The Youth Factor, progetto di audience, engagement, audience development rivolto alle scuole superiori di Cuneo. Sabato 23 maggio, il cantautore e drammaturgo Giampiero Alloisio, l’editore Claudio Buia e il produttore discografico Stefano Senardi racconteranno il presente della canzone italiana tra il glorioso passato di mitici cantautori e un futuro dominato dalle nuove tecnologie. Seguirà il talk dal titolo “Territori d’arte”, che vedrà protagonisti Carmen Consoli e Stefano Senardi, un dialogo sul rapporto profondo, in continua evoluzione, tra la creatività e i luoghi che la accolgono, per riflettere su come i territori non siano semplici scenari passivi, ma veri e propri spazi vivi che influenzano l’arte, la nutrono e ne vengono trasformati. Domenica 24 maggio, Elliott Sharp si racconterà al pubblico nel talk “Irrational Music”, dialogano con l’amico e collega Gianluca Berlingeri, con il quale introdurrà il concerto serale che li vedrà impegnati insieme. Infine, lunedì 25 maggio, la musicista, musicologa e divulgatrice Valentina Lo Surdo guiderà il pubblico alla “Patetica” di Cajkovskij, una delle più importanti opere del compositore per quanto riguarda pathos e maturità compositiva.

Gian Giacomo Della Porta

Indimenticabile Cary Grant

L’uomo dal fascino senza tempo

Di Debora Bocchiardo

Archibald Alexander Leach, in arte Cary Grant, nasce a Bristol, in Inghilterra, il 18 gennaio 1904.

La sua infanzia non è dorata. Ad appena nove anni, sua madre viene ricoverata in una clinica per malattie mentali, anche se al piccolo la verità verrà rivelata soltanto molto più tardi.

Ribelle e deciso a vivere la propria vita secondo le proprie regole, a quindici anni lascia la scuola e si unisce alla compagnia di saltimbanchi di Bob Pender, falsificando la firma del padre per l’autorizzazione.

Qui Archie inizia ad apprendere alcune basi della recitazione e a familiarizzare con il pubblico. Fa il funambolo e l’acrobata, abilità che utilizzerà anche per alcune pellicole cinematografiche, tra cui “Caccia al ladro”. Con il gruppo di Pender, nel 1920, parte per Broadway con lo spettacolo “Good Times”.

Giovane, raffinato, educato, il giovane capisce che l’America ha molto da offrire e lui può tentare la carriera di attore. Facendo molti lavori per mantenersi, Archie si esibisce in teatro, balla, canta, e recita. Crede nel suo sogno… e fa bene! Nei primi anni ’30 la Paramount lo scrittura come caratterista e factotum.

È a questo punto che la sua vita cambia … e Archie diventa Cary Grant!

Nel suo primo film, nel 1932, “This is the night”, ha solo una particina. Comincia però a farsi notare subito dopo, nello stesso anno, in “Venere bionda” (1932) di Josef von Sternberg, nel ruolo di un raffinato e brillante milionario che fa la corte a Marlene Dietrich.

L’anno seguente, Mae West lo vuole accanto in due film di grande successo, “Lady Lou – La donna fatale” di Lowell Sherman e “Non sono un angelo” di Wesley Ruggles.

Sempre raffinato ed elegante, verrà valorizzato al massimo dal regista George Cukor, nell’eccentrico e truffaldino Jimmy “Monk” Monkley nel film “Il diavolo è femmina” (1935), accanto ad un’altrettanto vivace e spigliata Katharine Hepburn.

Grazie a Cukor, Cary Grant porta sul grande schermo la sua verve e il un fascino, su cui lui stesso sarà sempre il primo a scherzare.

Nasce così anche l’amicizia con l’immensa Katharine Hepburn, sua compagna in diversi film.

Cukor lo dirigerà ancora in “Incantesimo” (1938) e “Scandalo a Filadelfia” (1940),  ma altri due grandi registi senza tempo stanno per entrare nella vita di Cary Grant: Howard Hawks e Alfred Hitchcock.

Hawks mette ancor più in risalto la sua straordinaria vena comica in esilaranti commedie come “Susanna” (1938), in cui interpreta un timido e impacciato paleontologo e “La signora del venerdì” (1940), in cui recita la parte del sarcastico e dispotico direttore di un grande quotidiano.

Nel 1939, sempre con Hawks, Grant accetta e supera brillantemente anche una sfida: il film drammatico “Avventurieri dell’aria” (1939).

Una vena drammatica di spessore che emergerà anche con “Gunga Din” (1939), di George Stevens.

Nuove entusiasmanti avventure cinematografiche arriveranno invece con Alfred Hitchcock. Il Maestro lo catapulta in un genere del tutto nuovo per lui: il thriller. Ambiguo e tenebroso, ma tuttavia affascinante, Grant è semplicemente indimenticabile in pellicole come “Il sospetto” (1941), “Notorious – L’amante perduta” (1946), con una straordinaria Ingrid Bergman, “Caccia al ladro” (1955), e “Intrigo internazionale” (1959).

Nel 1944 Grant accetta di variare un po’ la sua attività e con successo, diretto da Frank Capra, interpreta “Arsenico e vecchi merletti”, un’esilarante commedia nera tratta dall’omonima opera di Joseph Kesselring.

Grant entra nell’immaginario del suo pubblico anche con il romanticissimo “Un amore splendido”(1957), diretto da Leo McCarey, con la stupenda Deborah Kerr.

Howard Hawks recupera la loro collaborazione nel 1952 e lo affianca alla magnifica Marilyn Monroe in “Il magnifico scherzo”.

Seguono “Operazione sottoveste” (1959) di Blake Edwards,  e poi le pellicole con la regia di Stanley Donen: “L’erba del vicino è sempre più verde” (1960), ancora con la Kerr, e “Sciarada” (1963), stavolta al fianco della magica Audrey Hepburn.

Nel 1966, dopo il successo di “Cammina, non correre”, di Charles Walters, Cary Grant decide improvvisamente di ritirarsi, convinto, ormai da tempo, di non essere mai stato veramente apprezzato! In realtà nella sua vita era appena entrata l’unica donna che gli avrebbe davvero cambiato la vita: la sua unica figlia, Jennifer, e il sogno di Cary era essere suo padre, starle vicino e dedicarle tutto il suo tempo.

Cary Grant ebbe una vita privata molto vivace: con ben cinque matrimoni!  La prima moglie fu l’attrice Virginia Cherrill, con la quale restò sposato solo un anno, nel 1934. La seconda fu la miliardaria Barbara Hutton, che sposò nel 1942 e dalla quale divorziò nel 1945.  Nel 1949 sposò l’attrice Betsy Drake dalla quale divorziò nel 1962. Nel 1965 si unì in matrimonio con l’attrice Dyan Cannon, dalla quale ebbe Jennifer. Il matrimonio con la Cannon durò fino al 1968. La quinta e ultima moglie fu Barbara Harris, che sposò nel 1981. Da ricordare anche la lunga relazione con Maureen Donaldson dal 1973 al 1977.

Nel 1970 gli viene assegnato il premio Oscar alla carriera.

La fine della carriera cinematografica vede Cary cimentarsi anche come uomo d’affari con la ditta di cosmetici Fabergé. La recitazione è rimasta tuttavia nella sua anima e nel suo cuore, tanto da spingerlo a lavorare in teatro. Sarà proprio sul palcoscenico che dirà addio alla sua splendida vita.

All’Adler Theater di Davenport, nell’Iowa, durante la preparazione di una rappresentazione di “An evening with Cary Grant”, un attacco di cuore lo stroncherà improvvisamente. È il 29 novembre 1986.  Ci piace salutare questo grande attore con una su celeberrima frase: “L’alcool è un liquido prezioso: conserva tutto, tranne i segreti”.

Il Club Fruttero. La mostra

23 aprile – 29 maggio 2026

Torino, Circolo dei lettori e delle lettrici

 

 

 

Un percorso tra materiali inediti, lettere e manoscritti originali per entrare nel mondo di Carlo Fruttero nel centenario

 

Non una biografia, ma un metodo. Il Club Fruttero. La mostra parte dai materiali – taccuini, lettere, manoscritti – per mostrare come Carlo Fruttero leggeva, scriveva, sceglieva. Dal 23 aprile al 29 maggio 2026 a Torino, al Circolo dei lettori e delle lettrici, prende forma il percorso espositivo centrale del centenario. Una mostra costruita sul lavoro, più che sul racconto: carte, appunti, strumenti che restituiscono un modo di stare nei libri e farli.

In esposizione materiali originali dell’Archivio Fruttero conservato dalla Fondazione Mondadori e documenti dalle collezioni custodite dalle eredi. Il percorso si sviluppa per ambienti che corrispondono a pratiche: entrare, leggere, scrivere, condividere, scegliere, giocare. Ogni sala attiva una funzione e coinvolge il visitatore più che guidarlo.

Al centro si impone il lavoro a quattro mani con Franco Lucentini. Le bozze e le pagine annotate del dattiloscritto “A che punto è la notte” sono affiancate da taccuini preparatori, appunti e materiali della campagna promozionale che accompagnò l’uscita del libro, con le vetrine dedicate a Milano, Torino e Roma: un processo lungo sette anni, visibile nelle sue stratificazioni. Accanto, carte manoscritte e strumenti raccontano la costruzione condivisa dei testi.

Due sezioni sono dedicate al lavoro editoriale: dalla collana Presa diretta, con le sue scelte controcorrente tra gli anni Sessanta e Settanta, all’esperienza di Urania. Pubblicare significa scegliere ed esporsi: non selezionare per confermare, ma per discutere e mettere in discussione.

Tra i materiali emergono anche documenti meno noti. Una lettera inedita della fotografa, scrittrice e attivista Carla Cerati racconta di aver rinunciato a una manifestazione pro-Vietnam per continuare a leggere “La donna della domenica”: un gesto indicativo della forza che un libro può esercitare. Nella stessa direzione si collocano le lettere di Samuel Beckett a Fruttero, il suo traduttore italiano, che introducono il tema del lavoro invisibile di traduzione, fatto di scelte continue e negoziazioni.

La mostra non si limita a esporre: chiede di intervenire, votando il proprio incipit preferito e portandolo allo stand della Fondazione Mondadori al Salone Internazionale del Libro di Torino (14-18 maggio). In cambio, un Tratto Pen verde, come quello usato da Fruttero. La lettura torna ad essere un atto attivo, non un consumo. Anche la sala dedicata all’esperienza televisiva de “L’arte di non leggere” insiste su questo aspetto: parlare di libri come esercizio pubblico di selezione, non come elenco.

Il percorso si chiude in una sala che tiene insieme gli estremi. “All’inizio, alla fine” accosta uno scritto giovanile e il taccuino di La linea di minor resistenza, tra le ultime opere pubblicate: materiali lontani nel tempo che mostrano la stessa pratica, lo stesso modo di lavorare.

 

La mostra è affiancata da una serie di eventi speciali, ospitati nelle sale del Circolo, che ne ampliano il racconto e ne attivano i contenuti in forma partecipata. Il 23 aprile il vernissage con “A cena con Fruttero”: sette tavoli, sette libri, sette voci. Intervengono Carlotta Fruttero con “Donne informate sui fatti”, Federica Fruttero per “Mutandine di chiffon”, Annalena Benini in “La donna della domenica”, Francesca Sforza per Fruttero giornalista, Franco Forte con Urania, Giuseppe Culicchia “Da una notte all’altra”, Paolo Verri “A che punto è la notte”. Il 29 maggio il finissage con Frullato Fruttero, maratona di lettura.

 

La mostra fa parte del progetto culturale diffuso per il centenario, ideato e prodotto da FAAM, con il coinvolgimento diretto delle eredi Carlotta e Federica Fruttero, e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e progetto Urania del Dipartimento di Comunicazione, arti e media Giampaolo Fabris Università IULM. Il Club Fruttero attraversa luoghi, linguaggi e pubblici diversi. Fruttero era uno scrittore, un traduttore, un curatore, un editore: scriveva, traduceva, curava, sceglieva. Il centenario ne restituisce il metodo: leggere per capire, scegliere per escludere, discutere per divertirsi e non essere neutrali.

Giovedì 23 aprile alle ore 11 è in programma l’anteprima stampa della mostra al Circolo dei lettori e delle lettrici in via Bogino 9, Torino

Carlo Fruttero in una fotografia di Carla Cerati/ Courtesy Elena Ceratti

Info

Club Fruttero sito ufficiale www.ilclubfruttero.it

info@fondazionemondadori.it – www.fondazionemondadori.it

Facebook @fondazionemondadori.| Instagram @fondmondadori

 

l’Anteprima Giovani de I Puritani, in programma al Regio

Al via da giovedì 16 aprile la vendita dei biglietti per l’Anteprima Giovani de I Puritani di Vincenzo Bellini, in programma al Teatro Regio giovedì 30 aprile alle ore 20.

L’appuntamento, riservato al pubblico under 30, offre la possibilità di assistere all’ultimo e romantico capolavoro belliniano a un prezzo speciale: i biglietti, disponibili online e in biglietteria fino a esaurimento, sono in vendita a 10 euro.

La nuova produzione è diretta da Francesco Lanzillotta, già apprezzato interprete del repertorio belliniano, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Regio, preparato da Gea Garatti Ansini. La regia, le scene e i costumi portano la firma di Pierre Emmanuel Rousseau, che torna a Torino dopo i successi recenti al Regio.

In scena un cast di alto livello: il celebre tenore statunitense John Osborn, Gilda Fiume, Nicola Ulivieri e Simone Del Savio, insieme ad Andrea Pellegrini, Chiara Tirotta e Saverio Fiore.

I Puritani mette al centro il tema della follia, non come semplice stato d’animo ma come motore dell’azione drammatica. Elvira, credendosi tradita da Arturo alla vigilia delle nozze, sprofonda in una pazzia intensa e struggente, dando vita a una delle scene di follia più celebri della storia dell’opera, prima di approdare a un inatteso lieto fine.

Ad anticipare lo spettacolo, mercoledì 22 aprile alle ore 18, nel Foyer del Toro del Teatro Regio, si terrà una conferenza-concerto di presentazione a cura di Susanna Franchi, con esecuzioni dal vivo degli artisti del Regio Ensemble Albina Tonkikh, Eduardo Martínez e Tyler Zimmerman, accompagnati al pianoforte da Luca Brancaleon. L’ingresso è libero.

Mara Martellotta