Martedì 14 e mercoledì 15 aprile andrà in scena, al teatro Colosseo, alle ore 20.30, Drusilla Foer, icona irriverente di teatro, televisione e musica che aveva conquistato il pubblico torinese già con “Eleganzissima” nel 2017 e nel 2021. Il suo ritorno avviene con “Venere Nemica”, pièce teatrale che rilegge il mito di Amore e Psiche in chiave feroce e dolcissima. Il teatro Colosseo è pronto ad accogliere il regista, conduttore televisivo al travestì Gianluca Gori, fiorentino, classe 1967. “Venere Nemica” è scritta dalla stessa Foer, con Giancarlo Marinelli, e diretta da Dimitri Milopulos. La produzione artistica è di Franco Godi, per Best Sound vede in scena Drusilla come Venere e Elena Calenti come la misteriosa cameriera, in un duello che mescola ironia tagliente, lucida malinconia, musica crudele e, a tratti, musical.
Venere, dea della bellezza e dell’amore, è una bella donna francese comparsa fra i mortali, che vive a Parigi, lontano dall’Olimpo e dai parenti capricciosi, invidiosa della mortalità umana che impone urgenza a emozioni e imperfezioni. Grazie al rapporto con la sua insuperabile cameriera, Venere piomba nella favola di Apuleio, contro Psiche, creduta Venere in Terra, e scatena una vendetta da suocera nemica, ma scopre un amore infinito per il figlio Amore, ferito, che torna da lei. Lo spettacolo declina temi classici, come la competizione suocera-nuora, la bellezza che sfiorisce e la possessività materna nella contemporaneità, chiedendosi se un dio detesti di più non essere creduto o essere dimenticato. Foer incarna una Venere lieve, ironica e spietata che gode di una messa in piega e lusso umani. La musica supporta il tutto con un repertorio variegato e intenso, tra momenti teatrali e colpi di scena che giocano al confine tra commedia e tragedia, mito e modernità, splendore divino e fragilità umana. Dopo il nastro d’argento per “Sempre più bello”, Netflix in “Tutto chiede salvezza”( stagione 2 nastro 2025) e in “Frida Opera Musical” del 2025, Drusilla Foer conferma il suo talento ibrido che libera energie e ridefinisce confini. “Venere Nemica” è un’ opera che gioca sul confine tra commedia e tragedia, mito e modernità, tra lo splendore eterno degli dei e la struggente bellezza del vivere umano. A portare in giro questa Venere fuori dal tempo è proprio un’attrice capace di incarnare la leggerezza, l’ironia e la profondità del sentimento.
“Venere Nemica” – martedì 14 e mercoledì 15 aprile, ore 20.30, al teatro Colosseo
Mara Martellotta



Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale degli italiani a Gardone, si sta dedicando al rilancio della Fondazione Collodi con lo stesso entusiasmo che da molti anni pone nella Fondazione del Vittoriale. Collodi e “Pinocchio” sono espressione importante di quella che Asor Rosa definì l’ “Italia bambina”del post – Risorgimento. Già Benedetto Croce colse la grandezza del libro che non era una semplice fiaba per l’infanzia. Collodi ha contribuito a fare gli Italiani, a dare loro una coscienza civile che mancava perché il decennio cavouriano aveva troppo in fretta creato, quasi miracolosamente, lo Stato italiano ma non poté pensare al dopo Unità. La morte di Cavour impedì di proseguire nel disegno originario. La nuova Italia nacque senz’anima o con poche e contrastanti anime. Il tuttologo B a r b e r o che parla, scrive e motteggia dalla preistoria ai nostri giorni, si è permesso di demolire in poche frasi, senza alcun senso storico, Collodi. In questo disgraziato Paese ci sono i Guerri che costruiscono e i B a r b e r o che distruggono. I primi però sono destinati a prevalere sui secondi. Chi è nato nelle terre delle risaie vercellesi resta prigioniero di un inverosimile successo che solo un errore di Piero Angela gli ha consentito di conseguire.

