CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 3

Curata dal MIIT a Villa Faravelli di Imperia la mostra di Franz Pelizza

Franz Pelizza sarà l’artista al centro della nuova mostra, dal titolo “Ali nel vento”, che inaugurerà presso Villa Faravelli di Imperia da giovedì 23 luglio all’11 settembre prossimi. L’esposizione, curata da Museo MIIT Italia Arte e Associazione Culturale Galleria Folco di Torino, con il patrocinio della Città di Imperia e della Regione Liguria, è dedicata ad alcune delle eccellenze culturali del territorio ligure e della città di Imperia, in particolare alla famosissima Regata Storica delle Vele d’epoca di Imperia, programmata come da tradizione nel mese di settembre, e ai fiori che, da sempre, rappresentano un simbolo della Riviera ligure.

La mostra, infatti, è interamente incentrata sulle opere facenti parte della raccolta del Maestro sull’elaborazione fotografica, grafica e artistica dei soggetti prescelti, ovvero le Vele d’Epoca, la Regata Storica della Città di Imperia e i tesori botanici del territorio. Soggetti che, naturalmente, nella creatività del maestro Franz Pelizza, diventano presenze visionarie, ali di farfalle in volo, petali di vibrante bellezza ed eleganza, un universo tra il reale e il surreale tutto da scoprire.
Solo l’approccio eclettico e visionario di Franz Pelizza poteva infondere una nuova linfa allo strumento fotografico. Esiste un parallelismo evidente tra la rivoluzione dei pittori del secondo Ottocento e l’attuale impatto delle tecnologie digitali sulla creatività odierna. In questo solco, Pelizza compie il difficile azzardo di coniugare tradizione e avanguardia, facendo confluire la fotografia nella videoarte.
Emergono così dimensioni oniriche, a volte venate di sottile ironia o dotate di una forza monumentale, ma sempre sostenute da una raffinata progettualità e da una magistrale perizia tecnica. Un mondo in cui il maestro sovverte i canoni visivi per generare pura emozione. Sposando appieno la massima di René Magritte, secondo cui l’arte surrealista risiede nel bandire il già visto per ricercare l’inedito, Pelizza rivela la natura più segreta e sorprendente del reale, traducendola in pensiero, bellezza, illusione, gioco, speranza.
L’opera del maestro si distingue per una magistrale sintesi tra figurazione e astrazione, dove la realtà si sublima in suggestione e sensazione. Si instaura così un dialogo costante con l’osservatore, chiamato a rintracciare la totalità nel frammento e la verità nel riflesso, in un gioco visivo guidato da luce e colore. Pelizza interpreta questi linguaggi con un fare elegante e a tratti ludico; le linee sinuose e i simboli che animano le sue composizioni configurano una sorta di neo-Futurismo. È un’arte scattante, dinamica e passionale, tesa in un perfetto equilibrio tra memoria e futuro, tra immagine e sogno.

“Ali nel vento” – Villa Faravelli – viale Giacomo Matteotti 51, Imperia

Dal 23 luglio all’11 settembre 2026

Mara Martellotta

Quando in Piemonte c’erano i Templari

Dal cuneese a Tenda, da Acqui ad Alessandria, da Asti a Casale, da Chieri a Ivrea, da Novara a Moncalieri, dalla Val Susa a Torino e a Vercelli, i Templari hanno cavalcato pianure e montagne piemontesi attraversando da nord a sud anche le strade della nostra regione.

Avevano precettorie e magioni, ospizi e domus, al servizio di pellegrini e forestieri, e piazzavano i loro insediamenti vicino ai fiumi, in campagna, nei pressi dei valichi alpini, in paesi e città, in zone frequentate da viaggiatori e mercanti vicine alle arterie principali del Piemonte che i Cavalieri del Tempio potevano controllare agevolmente. Difendevano abbazie, conventi e monasteri dall’assalto di briganti e banditi, raccoglievano fondi, alimenti e armi da inviare ai Cavalieri che combattevano in Terra Santa al tempo delle Crociate.

Sono numerosi i luoghi dove vissero i Templari in Piemonte, come si vede nella mappa a fianco. Il più antico insediamento templare in Piemonte, ai piedi del sistema viario alpino, era quello di Susa, datato 1170, con un ospedale per i pellegrini dedicato a Santa Maria a cui ne seguirono tanti altri, San Giorgio Canavese, Biandrate, Mondovì, Fossano, Alba, Vercelli, Ivrea, Savigliano, Testona, Casale e Tortona, solo per citarne alcuni. Una domus templare che offriva assistenza ai pellegrini si trovava al Colle di Tenda mentre a Cavallermaggiore sorgeva un grande centro templare, la commenda di San Giovanni della Motta, oltre al cascinale di San Bartolomeo, detto “castello dei Templari”. Ad Alessandria, in posizione strategica tra il Bormida e il Tanaro, la chiesa di Santa Margherita nel rione Bergoglio era una mansione templare passata dopo il 1312 all’Ordine giovannita, i futuri cavalieri di Malta.

Ad Asti gli studiosi concordano sul fatto che Santa Maria del Tempio, che sorgeva lungo l’attuale corso Alfieri, era l’insediamento più importante della città mentre a Casale Monferrato i Templari, che facevano riferimento alla precettoria di Santa Maria del Tempio alla periferia della città, si erano stanziati lungo il Po per proteggere i pellegrini che andavano a pregare sulla tomba di Sant’Evasio. Cavalieri rossocrociati presenti anche a Chieri dove si insediarono verso la fine del 1100 nella chiesa di San Leonardo la cui domus templare conserva tuttora la facciata in cotto con un grande rosone e il portone decorato con formelle che riproducono croci latine alternate a croci di Malta.

A Ivrea esisteva un convento di Templari presso San Nazario che passò poi ai Cavalieri di Malta e secondo gli storici potrebbe trattarsi del più antico insedimento templare in Italia. Alle porte di Torino i Cavalieri del Tempio si stanziarono nella grande mansione di Sant’Egidio di Testona, vicino al Po, nel 1196. Oggi resta la chiesa, più volte ristrutturata, e una lapide ricorda l’origine templare. Cavalieri del Tempio presenti anche a Nizza Monferrato nel Duecento e a Novara con le domus di Santa Maria e di San Guglielmo che nel secolo successivo passarono all’Ordine degli Ospedalieri di San Giovanni.

A Vercelli invece i Templari possedevano la chiesa di San Giovanni d’Albareto nell’attuale piazza Camana che fu abbattuta nell’Ottocento. Mentre a Savigliano il documento più antico che certifica la presenza dei Templari in città risale al 1181, in Val Susa l’Ordine del Tempio arrivò verso la fine del XIII secolo. Oltre a Susa, nella vicina San Giorio si trovano alcune croci templari murate nella facciata della canonica e sopra il portone di un’altra cappella di fronte alla chiesa parrocchiale. A Torino i cavalieri rossocrociati si erano stabiliti nella magione di Santa Margherita e possedevano case e beni nei sobborghi di Vanchiglia, di San Solutore e in Val San Martino.

A Moncalieri, dai documenti disponibili, emerge una presenza templare molto attiva nel Duecento mentre a Villastellone i Templari possedevano la magione di San Martino della Gorra. “I Templari in Piemonte” dell’antropologo Massimo Centini e “Quando in Italia c’erano i Templari” della studiosa Bianca Capone Ferrari sono due eccellenti libri, ricchissimi di informazioni e note storiche su luoghi, personaggi e vicende dei Templari in terra subalpina. Il volume di Bianca Capone, in particolare, è dedicato “alla memoria della Cavalleria templare, immolatasi eroicamente per la difesa di San Giovanni d’Acri nel 1291, ultimo baluardo cristiano in terra d’Oltremare”.

Filippo Re

Paesaggi da sogno, il Giappone di Utagawa Hiroshige al Mao

Dal 24 luglio al 29 novembre 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la mostra Paesaggi da sogno / Dreamscapes, dedicata alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit.Il percorso espositivo riunisce una selezione di 36 stampe con l’intento di restituire al pubblico la dimensione immersiva e “cinematografica” di quel mondo fluttuante, ampliando lo sguardo anche ad alcuni oggetti e alle forme della cultura materiale che hanno accompagnato e reso possibile l’esperienza del viaggio nel Giappone tra XVIII e XIX secolo.

La Tōkaidō era una delle cinque grandi arterie del Giappone Tokugawa, istituita nel 1601 e percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, da mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offriva alloggi, cibo, servizi di tutti i generi e prodotti tipici. Hiroshige ed il suo team seppe restituire tutto questo, trasmettendo il senso del movimento, la vivacità e la varietà degli incontri e il fascino di un paese in movimento e in trasformazione. Le sue stampe trasformarono l’ordinario in straordinario, aprendo al pubblico giapponese – e in seguito anche a quello occidentale – un mondo sospeso tra realtà e sogno.

Ingresso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti.

Il Giappone tra immaginazione e realtà
Visite per singolisabato 1, 15 e 29 agosto, 12 settembre ore 11:30

In occasione del progetto allestitivo che presenta la celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, il percorso guidato propone un approfondimento sulla collezione di arte giapponese del MAO.

L’esperienza trasporta il pubblico attraverso luoghi celebri e memorie storiche del Giappone, radicati nell’immaginario collettivo, grazie al linguaggio visivo e all’interpretazione narrativa che ne diedero abili artisti, a favore da un lato di una ristretta élite e, dall’altro, della vivace nuova cultura urbana di Edo, l’odierna Tōkyō.

Costo: 7€
Le visite sono acquistabili solo online
Per info e prenotazioni: t. 011.19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it

Estate al Forte di Bard 2026

Ai 381 metri d’altitudine dell’ottocentesca “Fortezza” sabauda, sarà un fine settimana di “Incontri d’autore” e di grande “Musica”

Da giovedì 23 a sabato 25 luglio

Bard (Aosta)

Dopo l’incontro di domenica 19 luglio scorso con lo psicanalista e saggista Massimo Recalcati, che ha presentato il suo ultimo libro “La luce e l’onda.Cosa significa insegnare?” (Ed. Einaudi), giovedì 23 luglio (ore 21), sempre nella “Piazza d’Armi” del “Forte” valdostano, oggi principale “polo culturale” delle Alpi occidentali, sarà Stefano Mancuso, noto scienziato e divulgatore, tra le massime autorità mondiali impegnate a studiare e a divulgare una “nuova verità sulle piante” a intrattenere, al chiaro di luna, il folto pubblico che solitamente presenzia alle serate estive organizzate con saggio intuito e rigore al “Forte” per eccellenza della Vallée.  Tema della serata: “La rivoluzione delle Piante”. Mancuso (docente di “Arboricoltura Generale ed “Etologia Vegetale” all’Università di Firenze) accompagnerà il pubblico in un affascinante viaggio nel mondo delle piante, “organismi intelligenti e sensibili, capaci di produrre e gestire la propria energia, comunicare tra loro, cooperare per la sopravvivenza e costruire complesse reti di scambio e sostegno reciproco”. Un modo tutto nuovo, un’autentica rivoluzione sul come considerare il mondo vegetale e le piante: non più come “elementi passivi o semplici sfondi, ma come esseri intelligenti, sensibili e capaci di comunicare, scegliere e ricordare”. Concetti affascinanti, sostenuti da attente basi scientifiche, già espresse, per altro, da Mancuso in alcuni suoi libri (tradotti in tutto il mondo), tra cui “Verde Brillante” – scritto a quattro mani con Alessandra Viola e edito da “Giunti” – “La Nazione delle Piante” e “Fitopolis. La città vivente”, entrambi pubblicati da “Laterza”.  L’appuntamento con Stefano Mancuso é ad ingresso gratuito (prenotazione obbligatoria compilando il “form” sul sito www.fortedibard.it) ed é promosso in collaborazione con la “Libreria Mondadori” di Ivrea.

E ancora, venerdì 24 e sabato 25 luglio (ore 21,30), la “Scienza” cede il passo alla “Musica” (musica d’alto livello, in ogni senso) con il “live” acustico di Daniele Silvestri e l’omaggio, in voce e note sonore, a San Francesco d’Assisi di Angelo Branduardi. Eventi inseriti, entrambi, nella Rassegna “Aosta Classica al Forte di Bard”, permetteranno di avvicinarci a due tra i massimi esponenti del nostro migliore “cantautorato” d’impegno civile e sociale.  La cifra stilistica del romano (classe ’68) Silvestri riesce a coniugare perfettamente (esercizio di grande professionalità e acuta intelligenza!) la ricerca di una nuova canzone d’autore con il riscontro del grande pubblico, “mescolando talento e tradizione, leggerezza espressiva e impegno civile”, come testimoniano canzoni quali “Cohiba”“Il mio nemico”“L’appello”“Quali alibi”“A bocca chiusa” e “Argentovivo”, al fianco di evergreen come “Le cose in comune”“Occhi da Orientale”“Testardo”“Salirò” e “La Paranza”, solo per citarne alcune. Impegno civile e politico, si diceva: schieratosi contro il “referendum costituzionale” sulla “Riforma della Magistratura”, il 18 marzo scorso, Silvestri si è esibito durante la manifestazione organizzata dai Comitati della Società Civile “per il NO”, presentando il suo ultimo brano, sicuramente originale e apertamente manifesto, “Un Paese di sana e robusta Costituzione”.

Da non perdere (o almeno fare il possibile per non perderlo) l’omaggio a San Francesco d’Assisi di Angelo Branduardi (il “Menestrello” di Cuggiono milanese, cresciuto a Genova, classe ’50) che porterà sul palco della “Piazza d’Armi” sabato 25 luglioalle 21,30, lo spettacolo “Il Cantico”, tratto dal francescano “Il Cantico delle Creature”, interpretato dal cantautore nell’album “L’infinitamente piccolo” con testi curati insieme alla moglie Luisa Zappa e pubblicato in occasione del “Giubileo” del 2000. L’evento coprodotto da “Aosta Classica” e dall’“Associazione Forte di Bard” celebra la ricorrenza degli 800 anni dalla morte di San Francesco, Patrono d’Italia. “Il Cantico” sarà un’occasione per rivivere la profondità degli scritti francescani e lasciarsi ispirare dai temi contemporanei che San Francesco –considerato “primo poeta della Letteratura Italiana, artista di profonda umanità e uomo di pace” – già nel suo tempo, sapeva incarnare con straordinaria modernità: povertà, ecologia, amore per la vita e accoglienza (biglietti concerti su “Ticketone.it”).

Per gli eventi serali è possibile prenotare la cena al ristorante interno “La Polveriera”prenotazioni@fortedibard.it  – Tel. 0125/833811. Attiva area ristoro in Piazza di Gola.

Gianni Milani

Nelle foto: Stefano Mancuso (Ph. Anna Fantuzzi); Daniele Silvestri e Angelo Branduardi

Bilancio positivo per “Sistema cinema”

Si è conclusa la terza edizione di SISTEMA CINEMA. Il cinema come linguaggio, strumento, professione progetto di AGIS che utilizza il mezzo audiovisivo quale strumento didattico. Da novembre 2025 a maggio 2026 sono state realizzate le attività di progetto, tutte a titolo gratuito, che hanno coinvolto complessivamente oltre 7.000 studenti di 118 plessi dislocati in 47 comuni del Piemonte. In continuità con le precedenti edizioni sono stati proposti specifici percorsi in base all’ordine scolastico, dalle scuole dell’infanzia alle scuole secondarie di secondo grado, per affrontare temi quali i diritti civili, sociali e la tutela dell’ambiente.

Il progetto ha avuto un’ampia diffusione sul territorio piemontese. Sono state coinvolte 17 sale cinematografiche in cui sono state realizzate 38 proiezioni. Di queste, 27 sono state arricchite dall’intervento di esperti. Attraverso la loro mediazione le tematiche trattate nei film e il linguaggio cinematografico sono stati proposti in modo adeguato all’età dei partecipanti, rendendo i contenuti accessibili e coinvolgenti per tutti. Per le restanti 11 la sala cinematografica si è trasformata in aula didattica per affrontare in maniera ludica alcuni elementi specifici del cinema.

L’offerta formativa si è completata con diversi momenti esperienziali. Sono stati realizzati 5 laboratori di produzione che hanno permesso agli studenti della fascia 5/6 anni di costruire macchine ottiche e agli allievi delle secondarie di I grado di sperimentare la produzione di un mockumentary.

Sono state inoltre proposte 12 visite guidate presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino e nella sede di O.D.S. per un’esperienza diretta sul doppiaggio. Infine il progetto ha coinvolto il corpo docente proponendo 4 corsi di formazione per docenti.

“L’ampia adesione e l’entusiasmo registrati per questa terza annualità – riferisce Gimmi Basilotta, Presidente AGIS Piemonte Valle d’Aostatestimoniano l’efficacia del cinema come strumento pedagogico d’eccellenza. Proprio per la sua capacità di rendere intuitivi concetti complessi e stimolare il pensiero critico, è essenziale che progetti come questo non rimangano esperienze isolate, ma diventino un appuntamento continuativo e consolidato nell’offerta formativa, a beneficio di tutta la comunità scolastica.” 

“I bandi Cinema per la Scuola – riferisce Marta Valsania, Direttrice Generale AGIS Piemonte Valle d’Aosta – sono stati recentemente pubblicati e anche quest’anno siamo al lavoro per partecipare. Oggi stiamo raccogliendo le adesioni degli Istituti Scolastici di ogni ordine e grado sempre con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero di plessi. Nell’ottica di un riequilibrio territoriale dell’offerta formativa e culturale diamo particolare attenzione a quei territori decentrati e che con difficoltà possono avere accesso a questo tipo di progettualità. Invitiamo quindi tutti i dirigenti scolastici e i docenti interessati a contattarci.”

SALE COINVOLTE Multisala Vittoria, Bra| Ariston, Acqui Terme| Margherita, Cuorgnè | Italia, Vercelli | Movie Planet, Borgovercelli | Ritz, Pinerolo | Verdi, Candelo | Massaua, Torino | Ideal Cityplex, Torino | Elios, Carmagnola | Nuovo Lux, Centallo | Comunale, Barge | Delle Valli, Villar Perosa | Sabrina, Bardonecchia | Don Bosco Digital, Rivoli | Moderno, Novi Ligure | Supercinema, Venaria

SISTEMA CINEMA è stato realizzato da AGIS Piemonte Valle d’Aosta nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola promosso da Ministero dell’Istruzione (MIM) e Ministero della Cultura (MIC), Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici – Sezione Interregionale Piemonte Valle d’Aosta; Dipartimento di Studi Umanistici – Università degli Studi di Torino; USR – Ufficio Scolastico Regionale Piemonte; AMIAT Torino; Film Commission Torino Piemonte; Coop. O.D.S. – Operatori Doppiaggio e Spettacolo; Prodea Group; Fondazione Fitzcarraldo.

“Attraverso Festival #pop” Tre serate per un weekend

Tra “stand-up” e “musica” di qualità nelle terre “UNESCO” del Piemonte meridionale

Da venerdì 24 a domenica 26 luglio

Gavi (Alessandria) / Cherasco e Bra (Cuneo)

La seconda settimana di “Attraverso Festival”, XI edizione della Rassegna che, dal 13 luglio al 19 settembre, “abita” borghi e piazze di Langhe, Roero, Monferrato e Appennino piemontese, nel prossimo fine settimana, da venerdì 24 a domenica 26 luglio, riunisce alcuni dei nomi più significativi del teatro di narrazione, della “stand-up comedy” e della musica d’autore, nel segno sempre di “#pop”, termine scelto per sottolineare “il legame con il pubblico e con i temi del presente”. Maurizio Lastrico e Stefano Massini. Saranno loro, i protagonisti della “doppia” serata di venerdì 24 luglio. Appuntamenti giocati su un’intelligente ironia che non fa sconti al pensiero, quelli proposti dai due attori in quel di Gavi(Alessandria) e di Cherasco (Cuneo).

© Marco Borrelli
phborrelli@gmail.com

Il primo, Maurizio Lastrico arriva alla cinquecentesca Tenuta “La Centuriona” di Gavi(dopo il successo dello scorso anno a Saluzzo), con il suo – titolo a doppio senso – “Sul Lastrico”(ore 21), spettacolo che ha già registrato il “sold out” in prevendita. In scena, nella storica Tenuta gaviese “dove il sole danza sulle vigne dando vita a un nettare che incarna l’eccellenza enologica”, l’attore (diplomato alla Scuola del “Teatro Stabile” di Genova, sua città natale, numerose partecipazioni cinematografiche e famoso “PM” Marco Nardi in Tv, dall’11^ alla 13^ stagione del super noto “Don  Matteo”) parla della sua vita e della sua carriera, giocando sempre sulle rime e coinvolgendo il pubblico ad interagire durante lo spettacolo. A “colpi di metrica”, Lastrico – già conosciuto come comico per gli endecasillabi danteschi – porta in scena uno spettacolo “sapientemente equilibrato, che guarda al presente, ma con la capacità di rinnovarsi continuamente senza mai perdersi nella nostalgia”.

Fiorentino, classe 1975, “compositore e ‘scompositore’ di parole e di storie quotidiane”, Stefano Massini sarà invece ospite, in Piazza Arco del Belvedere (ore 21) a Cherasco (Cuneo), con “La ricerca della felicità”, accompagnato dalle musiche dal vivo di Luca Roccia Baldini. Unico autore italiano ad aver finora ricevuto un “Tony Award”, l’“Oscar del Teatro” americano (oltre ad essersi aggiudicato sia il “Drama League Award 2022” sia l’“Outer Critics Circle Award 2022”), Massini – scoperto in Tv dal grande pubblico per la sua “Piazzapulita” e in altri programmi come “Ricomincio da Rai3” o per le sue “lezioni-racconti” sui libri nel talent di “Amici” – porta “in piazza” un tema quanto mai caro a tutti, com’ è per l’appunto la “ricerca della felicità”. E lo fa con assoluto garbo e scenica ironia, passando da storie intime a vicende collettive. In cui ognuno di noi può ritrovare sé stesso o la parte più debole, più forte o più grintosa del nostro io, “fino all’incredibile constatazione che oggi siamo tutti ostaggi di un dovere categorico: essere per forza, a tutti gli effetti sempre felici”. E se non lo siamo? “Ci tocca simularlo”, dice Massini. E allora, continua, “benvenuti tutti nel grande teatro della finzione, quello in cui ognuno di noi si impone il sorriso per non finire tra i ‘perdenti’”. Alla fine si ride. Ma d’un sorriso amaro! Con addosso tanti “perché”.

Sabato 25 luglio (ore 21), l’appuntamento a Bra(Cuneo), al “Parco della Zizzola”, è con la “Musica”. Quella raffinata, sensibile e poetica del cantautore romano Niccolò Fabi, ormai considerato (dopo trent’anni di attività, più di cento canzoni a sua firma, dieci dischi di inediti, due raccolte ufficiali, tre “Targhe Tenco” e tant’altro ancora) come uno dei più importanti in assoluto cantautori italiani. A Bra, Fabi farà tappa con il suo tour estivo “Estate 2026”, un concerto che mette insieme brani del suo repertorio con nuove composizioni, mantenendo vivo quel rapporto diretto con chi ascolta, che caratterizza da sempre i suoi live e che ben si adatta al contesto del Parco, dove la dimensione acustica e la cura degli arrangiamenti dialogano con l’atmosfera del luogo. In apertura, la cantautrice salernitana Chiaré, vincitrice del “Premio Gianmaria Testa 2026”, porta sul palco una scrittura fresca e consapevole, confermando il ruolo del Festival nel sostenere nuove proposte della canzone d’autore.

La settimana si chiude domenica 26 luglio (ore 21), di nuovo a Cherasco (Cuneo), in Piazza Arco del Belvedere, con la satira e la comicità irriverente del romagnolo di Forlimpopoli, Eleazaro Rossi (“stand – up comedian” oggi tra i più “in tiro”) che torna al “Festival” con due repliche del suo nuovo monologo, “Kamikaze”. Dal 2022, co-conduttore del noto programma tv “Le Iene”, il nostro pone la più spietata autocritica al centro del suo nuovo spettacolo (molto appropriato il titolo), chiedendo al pubblico (sadico!) di riconoscersi nelle situazioni narrate e venendone signorilmente fuori con l’inevitabile strappo di una sonora risata che non tarda mai a stemperare gli animi. Si è scritto: “‘Kamikaze’ non è solo uno spettacolo … E’ una catastrofe annunciata. Ma molto, molto divertente”. Siamo d’accordo. Per info e programma completo: www.attraversofestival.it

g.m.

Nelle foto: Maurizio Lastrico, Stefano Massini (Ph. Marco Borrelli), Niccolò Fabi (Ph. Arash Radpour), Eleazaro Rossi

“Monfortinjazz 2026”. Tocca alla grandi voci internazionali

Fine settimana imperdibile per il 50° anniversario della Rassegna. Sul palco Suzanne Vega e i norvegesi “Kings of Convenience”

Venerdì 24 e domenica 26 luglio

Monforte d’Alba (Cuneo)

Superato il giro di boa della metà del suo programma (dal 26 giugno al 2 agosto) e dopo aver presentato serate emozionanti di grande musica – dall’esuberanza pop-rock di Tony Hadley al raffinato dialogo pianistico tra Stefano Bollani ed Enrico Rava, dall’omaggio jazz di Paolo Fresu a David Bowie fino al viaggio sonoro internazionale de “L’Antidote” – l’edizione del 50° anniversario della “Rassegna” (nata nel 1976, su un prato incolto in cima al paese di Monforte, grazie all’iniziativa di un gruppo di giovani guidati dal dentista e appassionato di musica Renato Moscone, tuttora direttore artistico) prosegue il suo viaggio estivo con due appuntamenti internazionali “che condensano – dicono gli organizzatori, in primis, di “MonforteArte ODV” e “Ponderosa Music & Arts” – la cifra emozionale di questa edizione”.

Primo evento in programma, davvero “da incorniciare”, quello ospitato, venerdì 24 luglio (ore 21,30), nella storica location dell’“Auditorium Horszowski” (spettacolare anfiteatro naturale all’aperto, di forma “a cavea”, in cima al borgo medievale di Monforte d’Alba, intitolato al celebre pianista polacco – statunitense, quando nel 1986, a 94 anni, il Maestro tenne qui un suo concerto memorabile) e dedicato alla cantautrice statunitense, Suzanne Vega (Santa Monica, 1959) con il suo “Flying with Angels Tour 2026”. Considerata un’icona del “revival folk contemporaneo”, il suo successo mondiale è principalmente legato alla “capacità narrativa” di trasformare frammenti di vita quotidiana in canzoni di pregnante forza emotiva, che restano dentro, nel cuore e nell’anima, di chi le ascolta.

Sul prato naturale della “cavea”, la sua interpretazione dei classici, da “Tom’s Diner” a “Luka” e a “Marlene on the Wall”, si alternerà ai brani del più recente “Flying with Angels”, offrendo una serata in cui “parole, timbri e silenzi costruiranno vere e proprie istantanee sonore”. Accompagnata dal chitarrista Gerry Leonard e dalla violoncellista Stephanie WintersSuzanne Vega proporrà un concerto “intimo e avvolgente” che ben si inserisce nella tradizione di “Monfortinjazz” fra “ascolto concentrato e magica qualità interpretativa”. Al centro dell’attenzione, vogliamo credere resti sempre, a quasi quarant’anni di vita, la sua canzone forse più celebre, “Luka” (1987), dove Suzanne affronta il tema drammatico degli “abusi sui minori” e della “violenza domestica”. Protagonista del brano, un adolescente che – con tono solo apparentemente sereno e, di certo, rassegnato – racconta le dolorose (fisiche, ma soprattutto intime) percosse subite in famiglia. Narrazione musicale di profonda dolente introspezione: l’autrice ebbe in seguito a rivelare che il testo fosse parzialmente autobiografico, protetto all’epoca dalla metafora del personaggio di Luka.

Due giorni dopo, domenica 26 luglio(ore 19), il “Festival” accoglierà il ritorno a Monforte dei “Kings of Convenience – Re della comodità” o “della Convenienza”, concerto già “sold out” a poche settimane dall’annuncio. Il duo norvegese, formatosi a Bergen nel 1999, da Erlend Øye ed Eirik Glambek Bø, noto “per le armonie sospese e la scrittura minimale”, porterà a Monforte d’Alba un “set” impreziosito da un “Trio d’archi”“sarà un indimenticabile tramonto di delicatezza estrema – annotano gli organizzatori – in cui le trame vocali e gli arpeggi acustici si dispiegheranno nello spazio fino a trasformare l’ascolto in un’intimità condivisa, un momento di sospensione che dialoga perfettamente con l’anima storica e paesaggistica del Festival”“Kings of Convenience” è anche il titolo del loro primo album pubblicato nel 2000 e destinato al solo mercato statunitense e canadese. Il loro debutto su scala mondiale avviene l’anno successivo, con “Quiet Is the New Loud”, album di grande successo, tanto da dare il via alla nascita di un piccolo “movimento” di gruppi musicali, denominato “new acoustic movement” (in cui su tutti primeggiano i “Turin Brakes”), ispirato allo stile soft e “sofisticato” dei celebri “Simon & Garfunkel”. Dopo una serie di “pause” e di inattività (soprattutto dal 2005 al 2007), in cui i due lavorano in altri gruppi paralleli, portando avanti anche importanti esperienze di vita personali, tornano a calcare il palco insieme nel 2007, grazie a due concerti tenutisi a Città del Messico, in cui annunciano la registrazione di un nuovo album, completata nel 2008 in Italia (dove il loro primo singolo “Misread” era già diventato una delle canzoni più popolari dell’estate 2004) all’“Esagono Studio” di Rubiera, in provincia di Reggio Emilia, città del loro produttore artistico Davide Bertolini. Notevole successo ottengono anche le successive produzioni, dagli album “Declaration of Dependence” (2009) – con il singolo “Boat Behind” scritto durante il concerto di Bari nel 2004 – a “Kings of Convenience’s Live Acoustic Sessions – Milan 2009” – uscito nel 2010 e registrato, l’anno prima, alla “Fnac” di Milano – fino al singolo “Rocky Trail”, pubblicato nel 2021 e primo brano estratto dal nuovo album “Peace or Love”.

Per info e programma completo: Tel. 333/8349690 o www.monfortinjazz.it

g.m.

Nelle foto: Suzanne Vega; “Kings of Convenience”

San Leonardo, templari a Chieri

L’epoca è quella delle Crociate. Gerusalemme è tornata cristiana già da alcuni decenni e tante altre crociate verranno dopo la riconquista araba della città santa verso la fine del dodicesimo secolo. Crociati e pellegrini sono in marcia da tutta l’Europa verso Roma, verso l’Oriente e la lontana Terra Santa.

Passano anche a Chieri, alcuni solo il tempo necessario per rifocillarsi e riprendere il cammino da poveri crociati, altri invece si fermano molto più a lungo e costruiscono, nell’attuale via Roma, una “domus” templare, la chiesa di San Leonardo, l’unico tempio in provincia di Torino posseduto dal potente Ordine medievale di monaci-cavalieri. Un tempo fu precettoria templare e poi divenne un ospedale dei cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, i futuri cavalieri di Malta le cui croci ottagone si stagliano sulla facciata dell’edificio. Non tutto però fila liscia, templari e chieresi non sempre vanno d’accordo. Deve intervenire addirittura Federico II, l’imperatore svevo nato a Jesi, che tanto amava la nostra penisola. Cerca di fare da paciere tra il neonato comune di Chieri e i Templari per contrasti riguardanti la vendita di case e terreni. Risolve tutto e il documento firmato a Torino tra le parti nel 1245 pone fine alla disputa.
Ma oggi di tutto ciò si sa poco e soprattutto si vede pochissimo. I chieresi sfiorano San Leonardo camminando sul marciapiede e quasi toccano quella meraviglia di portale decorato con formelle in cotto a croce greca alternate a formelle con la croce di Malta. Passano di fronte a secoli di storia e magari non ci fanno neanche caso. Resta ben poco oggi della “domus” dei cavalieri templari e della chiesa citata per la prima volta in una bolla papale del 1141. Dell’antico complesso rimane solo la sala della precettoria che si affaccia su via Roma all’angolo con via Vittorio Emanuele, non lontano dalla chiesa di San Domenico, con un portale gotico sormontato da un grande rosone. Nel 1285 l’intero edificio fu distrutto da un incendio e dopo la soppressione dell’Ordine del Tempio nel 1312 la chiesa passò ai cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme. La storia mutava anche nel Vicino Oriente.
Con la caduta di Acri (oggi Akko in Israele) nel 1291, conquistata dai Mamelucchi, i cavalieri di San Giovanni furono costretti a fuggire dalla Terrasanta per riparare prima a Cipro e poi nell’isola di Rodi diventando i Cavalieri di Rodi. Obbligati a lasciare l’isola all’arrivo della flotta ottomana nel 1522 ottennero dall’imperatore Carlo V l’isola di Malta e dal 1530 sono conosciuti come Cavalieri di Malta. Il cavaliere di Rodi Tommaso Ulitoto nei primi anni del Quattrocento fece ricostruire l’ospedale e la chiesa di San Leonardo che però cadde in uno stato di totale abbandono. Nell’Ottocento diventò perfino un’officina e il campanile fu abbattuto. Nei primi anni Trenta chiesa e domus templare furono acquistate dai salesiani e divennero parte integrante dell’attuale Oratorio di San Luigi. Della chiesa di San Leonardo è ancora visibile la piccola navata centrale ma non resta nulla dell’ospedale di Santa Croce dei Cavalieri di San Giovanni. All’interno della precettoria sono tornati alla luce, dopo lunghi restauri, preziosi affreschi del Quattrocento che illustrano la Passione di Cristo.
Filippo Re

Tre concerti in quota a Sportinia: la grande musica a 2.000 metri di Sauze d’Oulx

SAUZE D’OULX – L’estate 2026 segna un’importante novità nel calendario degli eventi di Sauze d’Oulx.

La novità è il calendario ampliato: oltre al tradizionale Concerto di Ferragosto, due prestigiosi appuntamenti gratuiti con Erocaddeo e Chiamamifaro.

Per la prima volta la musica in alta quota non sarà protagonista soltanto nel giorno di Ferragosto, ma accompagnerà residenti e turisti con tre grandi concerti gratuiti nella splendida cornice naturale di Sportinia, trasformando i 2.000 metri di quota in un autentico palcoscenico a cielo aperto.

Una scelta che conferma la volontà dell’Amministrazione Comunale di investire nella qualità dell’offerta turistica estiva, valorizzando il patrimonio naturalistico attraverso appuntamenti culturali di alto livello, aperti a tutti e ad ingresso completamente gratuito.

Il programma prenderà il via domenica 26 luglio alle ore 12 con Erocaddeo, cantautore pop dall’anima delicata, capace di trasformare esperienze personali in racconti universali grazie ad una scrittura autentica ed emozionante.

Il secondo appuntamento sarà domenica 2 agosto, sempre alle ore 12, con Chiamamifaro, una delle giovani artiste italiane più interessanti del panorama musicale contemporaneo. La sua voce intensa e le sue canzoni, capaci di raccontare emozioni profonde con grande naturalezza, accompagneranno il pubblico in un viaggio musicale immerso nella natura.

Il gran finale arriverà sabato 15 agosto, quando Sportinia ospiterà la 16ª edizione del Grande Concerto di Ferragosto dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, quest’anno intitolato “Un Ferragosto da Oscar”. Sul palco salirà la prestigiosa ESO – Ensemble Symphony Orchestra, una delle orchestre sinfoniche più apprezzate del panorama nazionale, che proporrà un coinvolgente viaggio attraverso le più celebri colonne sonore della storia del cinema.

L’evento è organizzato dal Comune di Sauze d’Oulx, dall’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea e dal Consorzio Fortur.

Il Sindaco Mauro Meneguzzi presenta la novità: “Abbiamo voluto fare un importante passo avanti nella proposta estiva di Sauze d’Oulx. Il Concerto di Ferragosto rappresenta ormai un appuntamento storico, capace negli anni di richiamare migliaia di persone e di ospitare artisti e orchestre di assoluto prestigio. Quest’anno, però, abbiamo deciso di alzare ulteriormente l’asticella proponendo ben tre concerti in quota, tutti gratuiti, offrendo così ai nostri ospiti e ai residenti ancora più occasioni per vivere la montagna in maniera diversa, attraverso la musica e la bellezza del paesaggio”.

Sulla stessa linea l’Assessore al Turismo Davide Allemand, che evidenzia il valore strategico dell’iniziativa: “La grande novità del 2026 è proprio quella di aver trasformato il tradizionale appuntamento di Ferragosto in una vera e propria rassegna musicale in alta quota. Sportinia è uno dei luoghi simbolo di Sauze d’Oulx e vogliamo renderlo sempre più protagonista della nostra estate. Portare artisti emergenti di qualità come Erocaddeo e Chiamamifaro, insieme ad una formazione prestigiosa come la Ensemble Symphony Orchestra, significa offrire un programma capace di parlare a pubblici diversi, valorizzando al tempo stesso uno degli scenari naturali più spettacolari delle Alpi. La scelta dell’ingresso gratuito per tutti e tre gli eventi conferma la volontà di rendere la cultura e la musica accessibili a chiunque desideri vivere un’esperienza unica”.

Il successo del Concerto di Ferragosto, che da sedici edizioni porta la grande musica ai 2.000 metri di Sportinia, ha reso Sauze d’Oulx uno dei punti di riferimento nazionali per gli eventi musicali in montagna. Nel corso degli anni sul palco naturale di Sportinia si sono alternati protagonisti assoluti della musica italiana, da Antonella Ruggiero a Nicola Piovani, da Enrico Ruggeri a Malika Ayane, passando per Roberto Vecchioni, Eugenio Finardi, Noemi e Morgan, fino allo scorso anno quando ospite è stata Clara.

Per tutti e tre gli appuntamenti il pubblico potrà raggiungere Sportinia comodamente utilizzando la seggiovia Prariond-Sportinia, mentre la strada sarà chiusa ai mezzi motorizzati a partire dal parcheggio di Pian della Rocca, favorendo così una fruizione sostenibile dell’evento e garantendo la massima sicurezza.

Tre concerti, tre occasioni per vivere la montagna in modo autentico, dove il palcoscenico è un prato alpino, il sipario è il profilo delle montagne e la musica si fonde con il silenzio e la bellezza della natura. È questa la filosofia dell’estate 2026 di Sauze d’Oulx: offrire esperienze che uniscano cultura, paesaggio ed emozioni, rendendo Sportinia uno dei luoghi simbolo della musica in quota sulle Alpi.

A Cuneo il Museo Diocesano diventa palcoscenico con “Meravigliosi sintomi”

Sabato 25 luglio dalle ore 18 alle 21, presso il Museo Diocesano di Cuneo, in Contrada Mondovì 15, è  in programma una performance teatrale  inedita dal titolo “Meravigliosi sintomi. Una storia di cura al Museo Diocesano di Cuneo”, che reinterpreta in chiave contemporanea la storia raccontata dal patrimonio del Museo Diocesano.
La pièce teatrale  è  un progetto di Fondazione Opere Diocesane  Cuneesi e Museo Diocesano di Cuneo con il coordinamento di Noau officina culturale e il finanziamento del Ministero della Cultura e del Fondo per i Piccoli Musei.
“Lo spettacolo rappresenta una performance site-specific itinerante che, attraverso un approccio contemporaneo, dà nuova voce alle storie  e alle testimonianze custodite nel patrimonio del Museo Diocesano – spiegano i coordinatori di Noau – I partecipanti al doppio spettacolo saranno accompagnati da un “morbo”, impersonificazione di una malattia che affligge la nostra società e, di sala in sala, grazie ai personaggi tratti dalla storia, potranno fare la loro scelta, in un percorso di guarigione che li condurrà fino all’uscita, nel mondo, dopo un viaggio di cura”.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite, con venti posti disponibili per ogni spettacolo.
Per maggiori informazioni  visitare il sito www.museodiocesano.it o contattare il numero 3534261755 o scrivere a museocuneo@operecuneofossano.it

Mara Martellotta