In programma alla Mole Antonelliana dal 16 settembre 2026 al 5 aprile 2027
Il Museo Nazionale del Cinema di Torino, a vent’anni dalla scomparsa di Gillo Pontecorvo e a sessanta anni dal Leone d’oro assegnato alla sua “Battaglia di Algeri”, dedica al noto regista una mostra esclusiva che mette in risalto l’archivio Gillo Pontecorvo, donato dalla famiglia al Museo e che oggi risulta essere uno dei più importanti fondi documentari dedicati a un autore del cinema italiano.
L’esposizione si intitola “Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo l’altra” ed è in programma al piano di accoglienza della Mole Antonelliana dal 16 settembre 2026 al 5 aprile 2027, curata da Mauro Genovese e Caterina Massignani. La mostra rappresenta un’immersione nel laboratorio creativo, intellettuale e civile del regista, resa possibile grazie a un Archivio di grande completezza che documenta ogni tappa della sua molteplice attività, dagli anni della Resistenza all’esperienza giornalistica, dalla genesi dei capolavori cinematografici ai progetti culturali dell’ultima parte della sua vita.
L’esposizione si sviluppa intorno alle grandi battaglie che hanno segnato la vita e il cinema di Gillo Pontecorvo, dalla lotta partigiana vissuta in prima persona alla memoria della Shoah, dal diritto all’autodeterminazione del popolo algerino alla denuncia del colonialismo, dalle istanze di emancipazione femminile a quelle giovanili.
Sono tutti temi che attraversano l’intera filmografia dell’autore e che trovano il loro punto di massima espressione nel film “La battaglia di Algeri” del 1966, citato nel film di P. T. Anderson “Una battaglia dopo l’altra” e che trovano spazio in altri film come “ Giovanna” del 1955, Kapò del 1960, “Queimada” del 1969 e “Il sole sorge ancora” del 1946 di Aldo Vergano cui Gillo Pontecorvo aveva partecipato come attore.
Nel corso della sua carriera Gillo Pontecorvo è stato capace di costruire una rete di collaborazioni artistiche che hanno contribuito in modo decisivo a rendere il suo cinema così originale, primo fra tutti il sodalizio con Ennio Morricone, autore di colonne sonore capaci di amplificare la tensione drammatica e il realismo delle immagini, dando vita ad una delle collaborazioni più emblematiche della storia del cinema italiano.
Altrettanto significativo fu l’incontro con lo sceneggiatore Franco Solinas, con il quale condivise una visione politica e civile del cinema. Insieme firmarono opere come “La battaglia di Algeri” e “Queimada”, in cui la riflessione sul colonialismo, la lotta per la libertà e i meccanismi di potere si intrecciano a una straordinaria forza narrativa. Nel film “Queimada” Pontecorvo riuscì a coinvolgere Marlon Brando, che offrì una delle interpretazioni più intense della sua carriera nel ruolo dell’ambiguo agente britannico Sir William Walker. A questi si aggiungono Giuliano Montaldo e Pablo Neruda, il primo figura importante nel corso umano e professionale, il secondo figura di riferimento culturale e ideale, e l’ex comandante del Fronte di Liberazione Nazionale Algerino, Yacef Saadi, che fu produttore del film ed interpretò se stesso ne “ La battaglia di Algeri”, rendendo con la sua partecipazione ancora più autentica storicamente l’opera.
“Con Gillo Potecorvo siamo di fronte ad una figura eccezionale che ha attraversato il Novecento con raro rigore morale e con la forza delle idee, anche per questo il suo cinema si propone ancora oggi come uno strumento privilegiato di comprensione della Storia e, di conseguenza, dell’epoca in cui viviamo – sottolinea Mauro Genovese co- curatore dell’esposizione – si tratta di una mostra, quella dedicata a Pontecorvo, che non può non rivolgersi alle nuove generazioni. Lo stesso regista ha sempre dimostrato un’attenzione particolare per i giovani. Ad esempio durante la sua direzione della Mostra del Cinema di Venezia, oltre a portare in concorso numerose opere prime, ha riportato al Lido una folla di giovani appassionati grazie ai concorsi per le scuole, concerti e incontri con gli autori”.
L’eccezionalità della mostra risulta ulteriormente arricchita da un prestito di straordinario valore. Grazie alla collaborazione della famiglia Pontecorvo sarà presentato per la prima volta al pubblico il Leone d’Oro originale assegnato nel 1966 alla Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia, un documento simbolico che testimonia il riconoscimento internazionale di un’opera destinata a cambiare la storia del cinema.
L’esposizione è stata pensata con una particolare attenzione rivolta ai giovani e al pubblico scolastico, proponendo un percorso capace di intrecciare storia, cinema e cittadinanza, invitando i visitatori a riflettere sul valore delle fonti, sulla memoria e attualità dei temi affrontati da Gillo Pontecorvo. Al contempo offre ai visitatori un’occasione imperdibile per entrare nel cuore dell’archivio di uno dei più grandi registi del Novecento, scoprendo, attraverso materiali originali e in larga parte inediti, la genesi di un cinema che continua a interrogare i temi presenti.
Sempre nell’ambito della mostra, si terrà una rassegna al cinema Massimo , un dossier didattico a cura di Paola Bertolaso e cinelezioni per le scuole.
Mara Martellotta







