CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 3

Interplay alla Casa del Teatro

Balletto Tanz Tango. Danza d’autore e tango argentino si incontrano a Torino

Mirada Groove What are you looking at?

 Mercoledì 3 giugno 2026 ore 20.00  Teatro Astra – Torino

“Mirada Groove” nasce dall’incontro tra i linguaggi della danza contemporanea e del tango argentino, in un dialogo sul piano artistico, sociale ed emotivo.

Una milonga in cui si colgono, o si immaginano, stati e pulsioni tra assenza, presenza, aspettative. Lo spettacolo indaga la natura delle relazioni umane nei contesti collettivi, dove lo sguardo gioca, cerca, promette. Come sarebbero le nostre vite, le comunità, i contesti che costruiamo se godessero vitale scintilla del sentirsi amati, riconosciuti e valorizzati o godessero di uno stato quasi erotico, inteso come qualità essenziale dell’amore per la vita?

Un incontro inedito tra la danza d’autore contemporanea e il tango argentino animerà il palcoscenico del Teatro Astra, nel cuore di Torino, mercoledì 3 giugno 2026 alle ore 20.00.

Monica Secco, coreografa e danzatrice torinese, porta in scena lo spettacolo Mirada Groove, what are you looking at?, parte della sua ultima ricerca performativa Tanz Tango. Avviato tre anni fa in collaborazione con il performer e maestro di tango argentino Ruggero Meirone, il progetto ha già ottenuto riconoscimenti dal Comune di Bra, nel corso della presentazione pubblica presso lo storico Palazzo Traversa, e dal prestigioso International Dance Council, durante il Congresso di Danza e Ricerca tenutosi ad Atene.

La ricerca artistica di Tanz Tango esplora l’incontro tra il tango argentino, concepito come abbraccio per una comunità in ascolto, e la danza contemporanea: due linguaggi complementari capaci di dialogare sul piano artistico, sociale ed emotivo.

La performance Mirada Groove, strutturata in atti, approfondisce il rapporto tra la relazione, l’ascolto e la collettività. Monica Secco, direttrice artistica dell’evento e autrice delle coreografie, mette in scena la natura delle relazioni umane e l’influenza dei contesti sociali e culturali sulle forme dell’incontro, dell’amore e della prossimità. Il mistero che nasce da un passo condiviso, la vertigine dell’affidarsi, il dialogo tra cedere e resistere diventano elementi centrali di una scrittura coreografica in cui due corpi, soli e insieme, tracciano mappe effimere destinate a esistere solo nell’istante della loro creazione.

Figura di riferimento nel panorama della danza contemporanea italiana, Monica Secco esplora l’invisibile e ridefinisce i confini tra le arti performative. Fondatrice del Centro di ricerca coreografica Artemovimento a Torino, ha curato progetti innovativi come Insoliti – Festival internazionale di danza contemporanea e vinto nel 2017 il Progetto Europeo Performaction.

Il programma della serata

Mirada Groove, what are you looking at? avrà inizio alle ore 20.00 presso il Teatro Astra di Torino, in via Rosolino Pilo, 6. Sul palco si esibiranno i danzatori della compagnia stabile insieme ai ballerini di tango Silvia Brusco e Paolo Fiorito, Marzia Bumbaca e Miguel Gallego, in uno spettacolo che fonde danza contemporanea e tango argentino.

La serata vedrà anche l’intervento della violinista Yulia Verbizkaya e l’esibizione del noto cantante milonguero Federico Pierro.

A seguire si svolgerà un public talk sull’incontro tra i linguaggi della danza contemporanea e del tango argentino e sugli aspetti sociologici che emergono e accompagnano la danza e il ballo sociale. Interverranno Monica SeccoElisa Guzzo Vaccarino, filosofa e voce fra le più autorevoli della critica di danza in Italia, Chiara Castellazzi e Claudia Allasia, note giornaliste e critiche di danza internazionale, e la psicologa Serena Kaneklin. Modera il critico e drammaturgo teatrale Alan Mauro Vai.

Il progetto ha ricevuto l’appoggio di Faitango e di Airdanza, importanti realtà che si occupano di approfondire la ricerca nel settore della danza.

Si svolge con il patrocinio della Circoscrizione IV della Città di Torino.

 

Scrittura coreografica e direzione

Monica Secco

Progetto di ricerca artistica

Monica Secco

con Artemovimento – centro di ricerca coreografica

e la collaborazione al progetto di Ruggero Meirone

Per le coreografie di tango argentino in collaborazione con:

Ruggero Meirone, Paolo Fiorito e Silvia Brusco, Miguel Gallego e Marzia Bumbaca

 In scena

Balletto Tanz Tango contemporary dance company

Monica Secco, Chiara D’Ingeo, Martina D’Oro, Ilenia Pantè, Veronica Danielli, Ruggero Meirone,

Nina Feller, Camilla Rizzo, Luca Marchese

Con la partecipazione dei ballerini: Marzia Bumbaca, Miguel Gallego, Silvia Brusco, Paolo Fiorito

Violino: Yulia Verbizkaya

Canta: Federico Pierro

Public Talk

Chiara Castellazzi, Claudia Allasia, Elisa Guzzo Vaccarino, Monica Secco, Serena Kaneklin

Modera Alan Mauro Vai

Con l’appoggio di

FaiTango

AirDanza

Patrocinio

Circoscrizione 4 della città di Torino

Organizzazione e produzione

Artemovimento-centro di ricerca coreografica

Via E. Bava, 18 Torino

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Posti limitati – È richiesta la prenotazione
📧 info@artemovimento.org
📞 334 9138721 / 011 837451

Ritorna al Cinema Massimo il Festival CinemAmbiente

 

La più importante manifestazione dedicata ai film a tema ambientale, dal 3 al 7 giugno prossimo

Dal 3 al 7 giugno prossimo si svolgerà  a Torino la più importante manifestazione dedicata ai film a tema ambientale, il Festival CinemAmbiente, promosso dal Museo Nazionale del Cinema e diretto da Lia Furxhi; online sulla piattaforma Open DDB la selezione dei titoli in cartellone sarà  visibile tramite il sito www.festivalcinemambiente.it fino al 14 giugno.

La serata inaugurale del Festival sarà dedicata alla Groenlandia e alla sua storia, presentando la versione restaurata  di “Den store Grønlandsfilm”, “Il grande film della Groenlandia” del 1922, sonorizzazione dal vivo dalla band inuit Inuk, un omaggio al territorio simbolo del cambiamento climatico, oggi al centro di tensioni geopolitiche internazionali, e un prologo a uno degli argomenti centrali della ventinovesima edizione, lo scioglimento dei ghiacciai, che ispira anche l’immagine guida firmata dal regista e disegnatore Roberto Catani. Il festival si chiuderà domenica 7 giugno con l’anteprima italiana di “Groundswell”, ultimo capitolo della trilogia dedicata all’agricoltura rigenerativa dai registi statunitensi  Josh e Rebecca Tickell.
Questa edizione presenta 69 film, provenienti da trenta nazioni, suddivisi competitive e proiezioni speciali.
Il Concorso documentari presenta 8 lungometraggi con stili, ambientazioni e temi molto diversi tra loro. “Rua do pescador n. 6” è il film con cui l’attrice e regista brasiliana Bárbara Paz racconta il day after di una delle più devastanti alluvioni del suo Paese; “ Time and Water” della candidata al Premio Oscar Sara Dosa è tratto dall’opera omonima, dello scrittore islandese Andri Snaer Magnason, protagonista del film, che intreccia memorie personali alle storie dei ghiacciai in via di estinzione. “Social Landscapes” di Jonas Meier si interroga su quanto e come la percezione dei luoghi meta dei nostri viaggi sia condizionata dagli algoritmi di un mondo sempre più interconnesso.
“Arctic Link” di Jan Purnell esplora gli ultimi luoghi ancora non cablati nell’epoca della globalizzazione delle rotte digitali sottomarine. Gli altri lungometraggi sono “Desert Passages” di Kevin Brennan e Laurence Durkin, “In Excess” di Melissa Langer,  “Nuisance Bear”  di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden e “Underland”,  diretto dal regista Robert Petit.

Il Concorso  cortometraggi comprende diciassette titoli provenienti da quindici Paesi, tutti presentati in anteprima nazionale che, nella consueta varietà di temi, stili e tecniche di realizzazione, mostrano in questa edizione un denominatore comune nel superamento della rigidità del genere tradizionalmente ambientale, con l’abbandono degli allarmismi e degli aspetti più  militanti a favore di storie più personali. La crisi climatica è ormai data per scontata e diventa un dato di partenza, non un oggetto specifico di indagine, sempre in anticipo sui tempi, il “cinema breve” come la realtà, la integra in molteplici aspetti di una quotidianità condivisa da tutto il pianeta.

La sezione dedicata alla  più recente produzione documentaria nazionale, Made in Italy, presenta 23 opere, tra lungometraggi e cortometraggi, che attraversano territori fragili, ecosistemi minacciati, memorie sommerse e comunità in trasformazione, raccontando un tempo storico in cui la crisi ambientale ha modificato i paesaggi interiori ed esteriori, ridefinendo il modo stesso in cui immaginiamo il futuro. Quattro i lungometraggi presentati in anteprima nazionale: “I nemici del popolo” di Andrea Marinelli, “Anguane, le voci dell’acqua” di Giovanni Pellegrini “ Ma Prière à la mer, La mia preghiera al mare” di Davide Marino e “Ci sarà  l’acqua” di Elena Valsania.

La sezione “Panorama” si articola quest’anno in due focus, ciascuno dei quali presenta tre film convergenti su un tema specifico, accompagnati da panel di approfondimento.  Il primo si intitola “Senza limiti? Come ripensare il Pianeta” e affronta il tema cruciale dell’ipersfruttamento delle risorse e del modello economico di crescita infinita che oggi trova la sua opposizione nel pensiero  del filosofo Kohei Saito, ospite del Festival.  Al suo intervento faranno da corollario  i film “Silver” di Natalia  Koniarz, “Yanuni” di Richard Ladkani e “Hungry”  di Susanne Brandstaetter.
Il secondo focus , dal titolo “Scienza e (in) coscienza” esplora la discrasia tra la consapevolezza della gravità  della crisi ambientale che pesa sulle spalle degli scienziati e l’indifferenza frustrante  irresponsabile con cui i dati delle loro ricerche vengono raccolti dalle istituzioni.

Quest’anno è  presente una sezione dedicata alla realtà virtuale, che vede protagonista la fotografa, regista e artista multimediale Lena Herzog, ospite del Festival con il dittico formato dai suoi lavori più recenti “Last Whispers” , opera dedicata alle lingue estinte o in via di estinzione e “Any War Any Enemy”, un poema contro la guerra.
Il 5 giugno, la Giornata Mondiale dell’Ambiente, verrà celebrato con un’iniziativa speciale in cui studenti del Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Torino presenteranno I loro progetti e trasformeranno un angolo di città in un laboratorio diffuso con giochi divulgativi , talk, quiz e dimostrazioni pensati per avvicinare pubblici diversi e di tutte le età ai temi della sostenibilità ambientale.
Un altro evento open air coinvolgerà tutti i Parchi naturali del Piemonte , che incontreranno il pubblico del Festival in un villaggio appositamente allestito dove, in una successione di stand, verranno proposte attività di educazione ambientale, giochi, intrattenimento e materiali divulgativi.
Negli eventi speciali rientrano il consueto appuntamento con il metereologo Luca Mercalli,  che farà il punto sullo stato attuale del clima e introdurrà il film “Lessons in Fire” di John Webster. Saranno poi organizzati i festeggiamenti per il sessantennale del WWF, con la proiezione in sala del documentario dal titolo “Fulco Pratesi. Nel nome della natura” e con un panel che ripercorrerà la storia del pioniere nazionale dell’ambientalismo e le battaglie, le conquiste di un movimento  che ha contribuito a cambiare il rapporto degli italiani con la natura.
La sede principale delle proiezioni sarà il cinema Massimo Museo Nazionale del Cinema a Torino, in via Giuseppe Verdi 18. (Tel 0118138574). L’ingresso a tutte le proiezioni e a tutti gli eventi del Festival è  gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

Mara Martellotta

Che meraviglioso “macello”… in quel di Macello!

Da Cavallermaggiore (Cuneo) alla pinerolese Macello è in arrivo il meglio del Circo Contemporaneo con “Istantanea Festival 2026”

Dal 27 maggio al 7 giugno

Macello (Torino)

Riecco “Istantanea”, il Festival di “circo contemporaneo” che torna a farsi, è il suo primo obiettivo, “comunità”. Organizzato, come sempre, da “Cordata F.O.R.” (importante network di Compagnie, nata dall’unione tra “Fabbrica C” e “OnArts”, con la ben chiara intenzione di far riconoscere e valorizzare l’arte circense moderna in Italia ed all’estero), novità di quest’anno è il cambiamento di sede. Dopo cinque edizioni tenutesi a Cavallermaggiore, nel Cuneese, “Istantanea” ha scelto, infatti, quest’anno, il territorio di Macello, nel Pinerolese, come sua nuova casa. In collaborazione con la Scuola di “Circo Pirilampo” (dallo spagnolo “pirilampos” o “lucciole”, impegnata quindi a “portare luce , magia e stupore”), la rassegna trasformerà questo comune in un “palcoscenico a cielo aperto”, offrendo un programma diffuso che intreccia “‘performance’ internazionali, formazione e momenti di incontro conviviale”. Il Festival ha il sostegno di “Ministero della Cultura”, “Regione Piemonte”, “Fondazione Cassa di Risparmio di Torino”, e il patrocinio del “Comune di Macello”.

Sottolinea Giuseppina Francia di “Cordata F.O.R.”“Siamo felici di accogliere questa nuova avventura portando il nostro Festival in uno spazio nuovo. Un contesto accogliente e adatto non solo alla programmazione degli spettacoli, ma anche alla costruzione di momenti informali, conviviali e partecipativi che sono parte dell’anima del nostro Festival”. Uno spazio, soprattutto, immerso nel verde, ideale ad ospitare l’“Arena Antilia” (struttura itinerante allestita nei siti di “Circo Pirilampo”, in Regione Faule 7, a Macello) pensata per accogliere le “grandi produzioni”, mentre il giardino di “Pirilampo” diventerà un’ “area relax” aperta a tutti, con proposte gastronomiche “vegane” a cura della cuoca itinerante Valeria Persico, musica, dj set e laboratori gratuiti.

“Ospitare ‘Istantanea’ – sottolinea soddisfatto il sindaco di Macello, Enrico Scalerandi – rappresenta un’importante opportunità di crescita per Macello. Il circo contemporaneo è un linguaggio capace di unire generazioni diverse, rendendo il nostro comune un luogo vivo, inclusivo e aperto alle nuove espressioni artistiche”. Quanto mai vario e articolato, il programma. Che spazierà dalle Scuole all’“Arena”, proprio per coinvolgere fasce di pubblico diverse e “costruire un dialogo duraturo con la comunità”. A dare il via, le anteprime di mercoledì 27 e giovedì 28 maggio, dedicate alle nuove generazioni: le matinée di “Yes Land”, lo spettacolo di Giulio Lanzafame“viaggiatore eterno capace di trasformare il caos in poesia”, che porteranno la magia del circo contemporaneo direttamente negli “Istituti Scolastici” di Pinerolo e Luserna. Ai bambini verrà anche consegnato il “Buono Scuola”, un invito concreto a tornare al “Festival” come “ospiti omaggio”, trasformando così l’esperienza scolastica in un ponte verso l’evento principale. Il cuore pulsante della manifestazione esploderà, infatti, nel weekend da venerdì 5 a domenica 7 giugno. Tre giorni di programmazione intensiva dove l’ “Arena Antilia” diventerà il centro di un multiforme universo di linguaggi artistici. Si passerà dalla “poesia sospesa” di Simona Mezzapesa, che in “Cuore Matto” vola ad esplorare le acrobazie dell’anima, alla “giocoleria esuberante e imprevedibile” di “ChienBarbu Mal Rasé” con “Il Circo Palacinca”. Il clown Giulio Lanzafame tornerà in scena con il caotico “Tra le scatole”, mentre la chiusura sarà affidata alla “sperimentazione sonora” di “What to do now?”, un’opera dove musica e circo si fondono in una conversazione scenica sospesa tra sogno e realtà.

Programma sicuramente all’altezza di ogni più pretenziosa attesa da parte dei tanti appassionati all’“arte circense” contemporanea. E non finisce qui. Perché “Istantanea” non sarà solo “performance”: in programma infatti ci saranno anche eventi di cinemamusica e formazione.

 Sabato 6 giugnoalle 21, lo “sguardo si farà documentaristico” con la proiezione di “Sospesi – Un viaggio nel cuore del circo contemporaneo italiano”. La visione sarà arricchita da un talk con il regista e direttore artistico Francesco Sgrò, offrendo al pubblico una chiave di lettura privilegiata sul dietro le quinte di questo mondo. Infine, l’attenzione ai più piccoli resterà centrale grazie alla “Festa Bambin3” e ai “laboratori gratuiti” curati dalla “Scuola di Circo Pirilampo”, dove “il gioco diventa il primo passo verso l’apprendimento della cultura circense”.

Per ulteriori info, programma e prenotazioni: https://cordatafor.com/istantanea-2/

  1. m.

Nelle foto: Giulio Lanzafame “Yes Land”; Simona Mezzapesa “Cuore Matto”; Circo Palacinca “ChienBarbu Mal Rasé”; “What to do now?” (Ph. Manuela Giusto)

Regie Armonie lungo la via Francigena a Chiusa di San Michele

La stagione Regie Armonie lungo la via Francigena proseguirà il 6 giugno, alle ore 21, nella chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo di via alla Sacra di San Michele 2. L’iniziativa si avvale della partecipazione della Parrocchia di San Michele, della Corale Aurelio Sestero, del patrocinio e del sostegno del Comune di Chiusa San Michele. Il progetto è curato dall’Associazione Itinerari in Musica, in collaborazione con i Comuni di volta in volta interessati, e si avvale del patrocinio e del contributo del Consiglio Regionale della Regione Piemonte, del patrocinio dell’Unione Montana Valle di Susa, del patrocinio e del contributo dell’Amministrazione Comunale di Avigliana, Buttigliera Alta, Sant’Ambrogio, Chiusa di San Michele, Villardora e Susa. Partner dell’iniziativa sarà inoltre l’Associazione culturale Organaglia, e media partner la web TV Solo Classica Channel. Il progetto è in collaborazione con la Fondazione Ordine Mauriziano e i Rotary Club “Rivoli” e “Susa e Valle di Susa”.

Chiusa di San Michele, da sempre, viene associata alle fortificazioni che servivano a difendere il Regno Lombardo dal Regno dei Franchi. Sabato 6 giugno il concerto dell’organista Milena Mansanti sarà introdotto dalla Corale Aurelio Sestero, diretta dal maestro Antonio Cuatto. Nel corso del concerto verranno eseguiti brani di Bach, Boelmann, l’Intermezzo dalla “Cavalleria rusticana” di Mascagni, il “Bolero” del concerto op.106 di Lefebure Wely e, di Fumagalli, i due versetti per il “Gloria” dell’opera La Traviata, e la “Marcia solenne” dall’Aida.

I concerti sono a ingresso gratuito.

Info: soloclassica@gmail.com

Mara Martellotta

Auditorium Rai, “Cratere”, una prima assoluta di Leonardo Marino

Con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il suo direttore principale Orozco-Estrada, il 28 maggio

Il poema sinfonico “Also sprach Zarathustra”(Così parlò Zarathustra), op.30 di Richard Strauss, viene proposto per la chiusura del concerto di giovedì 28 maggio, alle 20.30, presso l’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino, con trasmissione in live streaming sul portale di Rai Cultura e in replica venerdì 29 maggio alle ore 20. Protagonista l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il direttore principale Andrés Orozco-Estrada. La serata si aprirà con la prima esecuzione assoluta di “Cratere” per Grand’Orchestra di Leonardo Marino, classe 1992, formatosi al Conservatorio di Milano e Ginevra con maestri del calibro di Alessandro Solbiati e Michael Jarrel.

“Sono cresciuto alle pendici di un vulcano – afferma il compositore – e fin da piccolo, come tutti gli abitanti dell’etneo ho convissuto con lo stupore per la bellezza della montagna e con il timore della sua forza distruttrice, con lo spettacolo delle eruzioni che illuminano il cielo notturno, togliendo il fiato, anche quando se ne conoscono le possibili conseguenze; con la consapevolezza della fertilità della terra vulcanica e della inesorabili della lava; con le immagini del cratere come entità apparentemente immobile e silenziosa, ma anche come bocca dell’inferno, come concavità e al tempo stesso convessità. In ‘Cratere’ risuonano queste contraddizioni: il brano non parla dell’Etna come fenomeno naturale, bensì della sua carica simbolica e paradossale, e della reazione, altrettanto paradossale, che gli spettatori provano di fronte ad essa. ‘Cratere’ è un brano sonoro, a tratti inquietante e rassicurante, statico ed esplosivo”.

Segue poi il concerto n.22 in mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra K 482 di Mozart, scritto nel 1785 ed eseguito per la prima volta a Vienna il 23 dicembre del medesimo anno. Il brano si distingue per l’uso pionieristico dei clarinetti, capaci di conferire all’orchestra una profondità timbrica dal respiro squisitamente operistico. L’opera è stata resa celebre per il suo tragico andante in do minore, un’architettura monumentale che bilancia la grandiosità solare e la malinconia profonda, una sintesi del Mozart della maturità.

A interpretare il concerto sarà Emanuel Ax, polacco di origine, nato in Ucraina, a Leopoli, ma cresciuto in Canada e formatosi negli Stati Uniti e in Francia, vincitore del concorso pianistico internazionale “Arthur Rubinstein” di Tel Aviv nel 1974, a 25 anni.

Auditorium Rai Arturo Toscanini – piazza Rossaro – tel: 011 8104996 – biglietti in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium – 011 8104653 – biglietteria.osn@rai.it

Mara Martellotta

Cosa vedremo ad Artissima: le novità della XXXIII edizione

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Tornerà da venerdì 30 ottobre a domenica 1⁰ novembre  sotto la guida dello storico direttore Luigi Fassi

Artissima presenta la sua trentatreesima edizione della fiera, che si svolgerà da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre prossimi per il quinto anno sotto la direzione di Luigi Fassi nel Padiglione OVAL di Lingotto Fiere.
Il tema di Artissima 2026 è  “Fancy: a Flexible Acrobatic Body”. Un titolo che nasce da un’ immagine della filosofa Martha C.Nussbaum per affermare che il linguaggio dell’arte, guidato dalla fancy, la proiezione in avanti della fantasia, possiede un corpo flessibile e acrobatico, capace di attraversare poeticamente complessità  e differenze e di avvicinarci alla pluralità di chi è altro da noi.
L’arte non si limita a dare forma a ciò che esiste, ma apre il campo a ciò che potrebbe esistere, diventando un’intelligenza pubblica cruciale, capace di  nutrire e arricchire le istituzioni democratiche di una comunità. Artissima incarna perfettamente questo esercizio dell’immaginazione e diventa incontro fisico, intenso, accelerato con le opere d’arte.

“Il tema di quest’anno – spiega il direttore di Artissima Luigi Fassi – racconta la qualità acrobatica della fancy, la forza proiettiva dell’immaginazione resa possibile dall’arte. Secondo Martha C. Nussbaum, la fancy è un linguaggio che va continuamente allenato, una facoltà capace di spingersi oltre l’evidenza, di trascendere l’oggetto e aprire uno sguardo più benevolo verso l’altro nelle nostre relazioni civiche, morali e politiche.
In questa capacità trasformativa risiede una delle funzioni più profonde dell’arte, modificare chi guarda, affinando la possibilità di riconoscersi nell’esperienza altrui. È  la forma stessa dell’arte, corporea, complessa, mobile, a guidarci verso questa apertura, in un esercizio democratico dello sguardo, che si oppone alla rigidità e alle chiusure, attraverso il movimento libero della fantasia.
Artissima è, da sempre, il luogo in cui il pensiero prende forma attraverso incontri inattesi, tra opere, corpi, idee e sensibilità differenti. Fancy pare allora una parola  capace di raccontare non solo l’energie dell’arte contemporanea, ma il movimento continuo della fiera stessa, il suo essere uno spazio vivo di sperimentazione, intuizione e scoperta”.
Artissima conferma il comitato di selezione 2026 delle gallerie partecipanti alle sezioni storiche, Main Section, Monologue/ Dialogue, New Entries e Art Editions, composto da galleristi internazionali.

Main Secton risulta la sezione dedicata alle gallerie più affermate sulla scena internazionale per offrire a collezionisti e pubblico una rassegna di altissima qualità. New Entries accoglie le gallerie internazionali emergenti più interessanti con meno di cinque anni di attività, alla loro prima partecipazione alla fiera. Monologue/ Dialogue è riservata alle gallerie emergenti che mostrino un approccio sperimentale e che intendano presentare uno stand monografico o il dialogo tra i lavori di due artisti. Art Editions rappresenta la sezione speciale dedicata alle gallerie e agli spazi non profit che presentano edizioni, stampe, multipli di artisti internazionali.

Per il terzo anno consecutivo Léon Kruijswijk, performance curator al Mudam di Lussemburgo , e Joel Valabrega, curatrice indipendente di Porto e Milano, saranno i curatori della sezione Present Future, quella dedicata ai talenti emergenti, che ospita progetti monografici con l’obiettivo di porre in risalto le nuove tendenze  che caratterizzano il panorama artistico internazionale. Jacopo Crivelli Visconti,  direttore della Albuquerque Foundation di Sintra e Heike Munder, curatrice indipendente e scrittrice di Zurigo, sono stati riconfermati per il terzo anno quali curatori di Back to the future, la sezione di Artissima che presenta progetti monografici di pionieri dell’arte contemporanea che, in momenti e luoghi diversi, tra gli anni 1930- 1990, hanno avuto il coraggio di opporsi a ciò che ritenevano sbagliato.
Per Disegni è  confermata la curatela per il quinto anno di Irina Zucca Alessandrelli , curatrice della collezione Romo di Milano e della Milano Drawing Week. La sezione, unica nelle fiere italiane dedicate al mezzo espressivo del disegno, presenta progetti concepiti come mostre personali capaci di valorizzare l’autenticità e l’autonomia dell’opera su carta.

Mara Martellotta

Maratona Fruttero

Tosca, eroina tragica, in scena al Teatro Regio di Torino

In scena al Teatro Regio di Torino il nuovo allestimento del capolavoro di Giacomo Puccini, “Tosca”, per la regia di Stefano Poda, con il direttore musicale Andrea Battistoni sul podio per l’ultima produzione della stagione

Al Teatro Regio, da venerdì 12 a domenica 21 giugno, sarà in scena Tosca, con la visione totale di Stefano Poda per il nuovo allestimento del capolavoro di Giacomo Puccini. Stefano Poda firmerà regia scene, luci, costumi e coreografia. Sul podio dell’Orchestra, del Coro e del Coro di Voci Bianche del Regio sarà il Direttore Andrea Battistoni. Protagonisti saranno tre solisti di fama internazionale: Chiara Isotton, Martin Muehle e Roberto Frontali. I cori saranno istruiti da Gea Geratti Ansini e da Claudio Fenoglio. Collaboratore alla regia sarà Paolo Giani Cei.

Dopo il recente successo de “La Juive”, che ha ottenuto il Premio Abbiati 2023, Stefano Poda ritorna il palcoscenico del Regio, sugellando un legame artistico profpmdomche ha dato vita a produzioni oniriche memorabili come il Thaïs del 2008, Leggenda del 2011, Fausto del 2015 e Turandot del 2018. In questa nuova coproduzione con l’Abay, Kazach, National Opera, il,regista firma uno spettacolare allestimento capace di meravigliare per la forza simbolica e l’inconfondibile estetica visionaria, compiendo un’opera radicale spogliando il capolavoro di Puccini dai clichè storici per restituirlo alla sua dimensione di dramma universale e rito collettivo.

Tosca viene concepita come una grande installazione contemporanea dedicata alla romanità; la scena è dominata da una materia imponente di marmo e simboli, arricchita da reperti trasformati in ologrammi, in un dialogo costante tra archeologia e contemporaneità.

“Il mondo visivo dello spettacolo si fonda su un forte dualismo storico e simbolico – dichiara il regista Stefano Poda – da un lato il Settecento, l’universo dell’Ancien Regime, con le sue gerarchie e il suo splendore ormai corroso, rappresentato da Scarpia, figura di potere decadente, di in mondo destinato a dissolversi. Dall’altro lato c’è l’Ottocento nascente, portatore di nuove idee politiche, modernità e cambiamento, incarnato simbolicamente da Cavaradossi”.

Floria Tosca compie la sua parabola di eroina tragica, e la sua vicenda privata viene stimolata da un meccanismo di potere che Puccini traduce in una partitura di spietata modernità. Si tratta dello scontro tra la brama del vecchio mondo e l’anelito di una modernità nascente, che si risolve in un finale dirompente.

“Per restituire Tosca alla sua vera universalità – spiega Stefano Poda -il regista dal palcoscenico deve imparare a disimparare, cosiccome lo spettatore non deve solo vedere, ma ascoltarsi e vedersi”.

Per il direttore musicale Andrea Battistoni, Tosca costituisce un vertice musicale italiano, capace di anticipare logiche narrative moderne attraverso una perfetta fusione tra musica, parola e ritmo teatrale.

“Si tratta di un’opera che sento visceralmente – dichiara Andrea Battistoni, sottolineando come la capacità di Puccini di reinventare il genere per il nuovo secolo provochi una tensione emotiva inesorabile”.

Chiara Isotton, che interpreta il personaggio di Tosca, è un soprano di autentica scuola italiana che padroneggia il ruolo con vocalità morbida e presenza scenica magnetica, fondendo temperamento e raffinata sensibilità. Martin Muehle, nel ruolo di Cavaradossi, è interprete di riferimento per il repertorio drammatico spinto. Presta la sua voce brunita a un pittore rivoluzionario di nobile intensità. Il vertice del ruolo baritonale è rappresentato da Roberto Frontali, nel ruolo di Scarpia, che domina la scena con autorevolezza, rendendo il personaggio impeccabile e dalla gelida eleganza . L’opera sarà presentata mercoledì 3 giugno, alle ore 18, presso il Piccolo Regio Puccini nel corso della conferenza-concerto condotta dalla giornalista Susanna Franchi, a cui interverranno il direttore musicale Andrea Battistoni e il regista Stefano Poda. In questa occasione, il Polo Culturale di Marengo, insieme all’Unione Giornalisti e Comunicatori Europei, consegnerà ai due artisti la medaglia di Marengo, che celebra la loro interpretazione del capolavoro pucciniano evidenziando il legame profondo tra la vittoria di Napoleone del 14 giugno 1800 e il libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa.

Ingresso libero

Info: www.teatroregio.torino.it – biglietteria@teatroregio.torino.it – info@teatroregio.torino.it – 011 8815241

Orari da lunedì a sabato ore 11-19 / domenica ore 10.30-15.30 e un’ora prima degli spettacoli.

Mara Martellotta