CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 3

Cinque secoli di voci nella chiesa di San Dalmazzo, con Novi Cantores Torino

Nella chiesa di San Dalmazzo, a Torino, domenica 19 aprile prossimo, si terrà il concerto “Voci nel tempo”, la voce come spazio di attraversamento, spiritualità, racconto, poesia, materia sonora che cambia nei secoli, pur restando umana.

È da questa idea che prende forma “Voci nel tempo”, concerto della stagione 2026 dell’ Accademia “Stefano Tempia” affidato al giovane Ensemble vocale Novi Cantores Torino, guidato da Matteo Gentile e dalla direttrice polacca Marta Dziubińska, protagonista di un programma che attraversa cinque secoli di musica corale, da Palestrina al Novecento.

Il percorso costruisce un ampio affresco della coralità europea, mettendo in relazione stili e linguaggi lontani nel tempo, ma uniti dalla centralità della voce come strumento di espressione spirituale e poetica.

Dalla polifonia rinascimentale emergono l’equilibrio di Palestrina, l’energia descrittiva di Janequin e l’intensa spiritualità dell’Europa centro orientale con Waclaw di Szamotuly.

Il programma prosegue nella modernità, dal lirismo di Cajkovskij e Saint Saëns alla rarefazione poetica di Barber, fino alle visioni più aspre e simboliche dei compositori nordici  Raberg e Rautavaara. Uno sguardo è poi rivolto al Novecento italiano, con pagine di Giorgio Ghedini e Luciano Berio, accanto alle elaborazioni di Holst e ai brani di Stopford e Chilcott, che restituiscono alla coralità una dimensione di luce e condivisione.

Accanto al concerto, la presenza della musica di Luciano Berio si approfondisce nel seminario “Oltre il canto. Estetica e ricerca nella produzione corale di Luciano Berio” pensato come uno spazio di ascolto e riflessione aperto a musicisti, cantori, studenti, compositori e appassionati.

Il seminario attraversa il pensiero e la pratica corale del compositore mettendo al centro alcuni nuclei fondamentali della sua ricerca, il rapporto tra la voce e la parola, la dimensione teatrale del canto, l’uso del gesto vocale e dei suoni non convenzionali, il dialogo tra tradizione e sperimentazione, il coro come organismo dinamico e laboratorio di ricerca. Più che una lezione, si tratta di un’occasione di confronto su cosa significhi oggi fare musica corale e su quali possibilità espressive si aprano oltre a una concezione puramente esecutiva del canto, il seminario è gratuito ed è in programma il 19 aprile, prima del concerto, dalle ore 17.30 alle 19.30, nella chiesa di San Dalmazzo, in via Garibaldi, angolo via delle Orfane.

Fondato nel 2020, nel pieno dell’emergenza sanitaria, l’Ensemble vocale Novi Cantores Torino, riunisce giovani coristi con una solida esperienza corale, ed è diretto fin dalla Fondazione da Marta Dziubińska e Matteo Gentile. L’Ensemble ha debuttato nel 2021, esibendosi in diversi luoghi della cultura legati al territorio piemontese, tra cui Villa della Regina, Palazzo Carignano, l’Abbazia di Vezzolano, la Real Chiesa di San Lorenzo e il Tempio Valdese di Torino, partecipando inoltre a rassegne e festival come “Qui giunti d’ognidove”, a Carignano, “Adventum in cantum” a Chieri, il “Torino Chamber Music Festival” e “Alt(r)i ascolti”, a Chamois.

Domenica 19 aprile – ore 21 – chiesa di San Dalmazzo – via Garibaldi, angolo via delle Orfane, Torino.

Biglietti: intero 10 euro – ridotto 5 euro – www.stefanotempia.it

Mara Martellotta

A Casale le opere di Paolo Novelli

Sabato 11 aprile nelle Sale al Secondo Piano del Castello del Monferrato, è  stata inaugurata la mostra “Paolo Novelli. Opere 2020 – 2026”.

Il percorso espositivo presenta una selezione delle opere realizzate dall’artista negli ultimi sei anni, offrendo al pubblico un excursus attraverso il peculiare stile e le sperimentazioni pittoriche che testimoniano l’evoluzione e la ricerca creativa di Novelli, con opere che suscitano l’attenzione dei fruitori grazie alla cura compositiva grafica e all’intervento sulla sensibilità visiva, che invita a riscoprire i colori.

La mostra sarà visitabile gratuitamente fino a domenica 3 maggio 2026, nelle giornate di sabato e domenica dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00.

“Certe fantasie finiscono Come stelle della radio addormentate in un jukebox”

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Music Tales, la rubrica musicale 

“Certe fantasie finiscono
Come stelle della radio addormentate in un jukebox
Dimmi: “Sei bellissima”
Io così, tristissima
Sognando Las Vegas in una sala slot””
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C’è chi torna da Sanremo con una hit in tasca e si affretta a replicare la formula. Margherita Carducci, in arte Ditonellapiaga, fa l’opposto.
Chi l’ha ritrovata e apprezzata all’Ariston 2026 con “Che fastidio!” (oltre 16 milioni di stream su Spotify) la ascolterà oggi con un brano decisamente sorprendente, che cambia passo e tono e lascerà a bocca aperta.  Perché “Hollywood” non ha niente della ragazza frenetica e ironica di prima.
C’è qualcosa di più fermo, più maturo, a mio avviso, più coraggioso.
Il brano è una ballad dolce e amara sospesa tra introspezione e il disincanto che nasce dalla realtà che ci circonda, con un ritmo lento armonizzato da un perfetto incastro di archi e pianoforte.  In superficie racconta una storia d’amore che non funziona. Sotto, però, per chi sa ascoltare, racconta qualcosa di molto più universale: l’amarezza di chi si accorge di essersi trasformato inseguendo un ideale di successo, fino a non riconoscersi più.
Lo dice lei stessa senza giri di parole: «Ho volutamente scelto di parlare di una relazione con un uomo, ma il soggetto cui faccio riferimento è una personificazione della celebrità. L’ho scritto in modo che avesse una doppia interpretazione.»
Il titolo, allora, non è un omaggio. È una trappola consapevole. Hollywood come promessa di perfezione, di grandi finali, di identità costruite per piacere. E poi quel verso che smonta tutto: “Ma baby non è Hollywood.” Non siamo dentro un film. Non ci sarà nessun grande finale che sistema tutto.
A metà brano arriva persino una svolta rap che rende il tutto più ruvido e affascinante; il momento in cui la scenografia cade e resta solo la voce che dice la verità.
In un pop italiano che spesso premia il rumore e l’immediato, “Hollywood” ha il coraggio della lentezza. È un brano che non si offre tutto al primo ascolto. Si apre, pian piano, come una confessione. A me è piaciuto parecchio, spero di avervi regalato qualcosa di bello in questo lunedì.
Buon ascolto
“Un giorno incontrai un bambino cieco… mi chiese di descrivergli il mare, io osservandolo glielo descrissi, poi mi chiese di descrivergli il mondo… io piangendo glielo inventai…”
JIM MORRISON
Chiara De Carlo
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“La Cina ha vinto” il libro di Aresu alla Fondazione Amendola

Martedì 14 aprile, alle ore 18, la Fondazione Giorgio Amendola di Torino (via Tollegno 52) ospiterà la presentazione del libro “La Cina ha vinto”, pubblicato da Feltrinelli e firmato dall’analista geopolitico Alessandro Aresu, esperto di strategie di politica pubblica.

L’incontro sarà introdotto da Adele Caprioli, in rappresentanza della Fondazione, e vedrà l’autore confrontarsi con Nicolò Carboni, responsabile dei rapporti con il PSE per il Partito Democratico. Interverrà anche Enrico Laerte Corona, presidente dell’Associazione sarda “Antonio Gramsci” di Torino.

Il volume si propone di offrire una chiave di lettura sulle trasformazioni degli equilibri globali, interrogandosi sul significato della crescita della Cina in un contesto in cui l’Occidente appare spesso disorientato tra previsioni errate e illusioni strategiche. Aresu interpreta la sfida cinese non come un semplice confronto ideologico tra democrazia e autoritarismo, ma come uno scontro più profondo tra modelli di potenza.

“La Cina ha vinto” si presenta così non tanto come una tesi definitiva, quanto come una provocazione analitica: comprendere la direzione del mondo contemporaneo richiede infatti di decifrare il pensiero strategico cinese, le sue radici storiche, le dinamiche industriali, gli strumenti di influenza globale e le sue stesse contraddizioni.

L’iniziativa rientra nel programma culturale della Fondazione ed è aperta al pubblico fino a esaurimento dei posti disponibili.

Mara Martellotta

Orchestra Filarmonica di Torino e Trio Concept: “Il metronomo in salotto”

Martedì 14 aprile, al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino

Martedì 14 aprile, alle ore 21, l’Orchestra Filarmonica di Torino, sotto la direzione di Giampaolo Pretto, propone, presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino il concerto “Il metronomo in salotto”, un nuovo appuntamento della stagione “One way memories”, costruito attorno al dialogo tra il grande repertorio sinfonico e la dimensione cameristica. Si tratta di un concerto che mette in relazione l’Orchestra con un delle formazioni più brillanti emerse negli ultimi anni sulla scena internazionale, il Trio Concept.

Ensemble interamente torinese, il Trio Concept è composto da Edoardo Grieco al violino, Francesco Massimino al violoncello e Lorenzo Nguyen al pianoforte. Si è affermato in debutto all’interno di sale iconiche della musica europea, come Musik Verein di Vienna, Concert Gebow di Amsterdam e Elbphilharmonie di Amburgo. Vincitori del Prix Paternot al Festival di Verbier e selezionati come Echo Rising Stars 2025-2026, tornano a Torino, città in cui sono nati artisticamente con il nome di Trio Chagall, con una nuova identità, ma con lo stesso entusiasmo per una musica da camera intensa, comunicativa e profondamente condivisa. Al centro del programma, il Triplo Concerto op.56 di Beethoven, pagina unica nel suo genere, in cui pianoforte, violino e violoncello dialogano tra loro e con l’orchestra in un equilibrio raffinato tra dimensione cameristica e respiro sinfonico. Si tratta di un’opera che incarna perfettamente l’idea di salotto evocata dal titolo del concerto, uno spazio di ascolto, confronto e intimità animato da un’energia collettiva e da una scrittura di grande vitalità.

“Torino ci è mancata tantissimo. Ritornarvi, per suonare con gli amici di sempre dell’Orchestra Filarmonica di Torino, rappresenta un’emozione speciale, e farlo nella sala in cui abbiamo tenuto i nostri primi concerti come ensemble, e dove abbiamo incontrato insegnanti che ci hanno cambiato la vita, ci riempie il cuore di entusiasmo, gratitudine e affetto. In fondo è lo stesso mix di emozioni che rende il Triplo Concerto di Beethoven un’opera unica e straordinaria, pura energia e vitalità – affermano Grieco, Massimino e Nguyen”.

A fare da ideale contrappunto al carattere cameristico del triplo concerto, è la Sinfonia 8 op.93 di Beethoven, che ne mostra il volto più giocoso. Composta tra il 1811 e il 1812, l’Ottava rilegge le forme classiche con spirito libero e ironico, trasformando il rigore in energia e sorpresa. Emblematico l’Allegretto “Scherzando”, che allude al ticchettio del metronomo inventato da Johann Nepomuc Mälzel: un gesto musicale che fa del tempo stesso un gioco sonoro. Tra brillantezza ritmica e leggerezza inventiva, la Sinfonia completa il programma come naturale sviluppo dell’idea di “Il metronomo in salotto”, in cui intimità e slancio collettivo convivono in equilibrio. Come da tradizione, ogni concerto al Conservatorio si aprirà con una storia, un brevissimo racconto ispirato al programma musicale, scritto appositamente per OFT dal giornalista e musicista Lorenzo Montanaro. La lettura del testo che accompagna in modo coinvolgente dentro la musica, è affidata all’associazione liberi pensatori “Paul Valery” e all’Accademia di formazione teatrale “Mario Brusa” di Torino.

Il concerto di martedì 14 aprile, alle ore 21, al Conservatorio Verdi, è preceduto da due momenti di prova aperti al pubblico. L’Orchestra Filarmonica di Torino offre da sempre la possibilità al pubblico di vedere i musicisti al lavoro. La prova di lavoro sarà domenica 12 aprile, dalle10 alle 13, in via Baltea 3, a Torino. La prova generale è in calendario lunedì 13 aprile alle ore 18.30, al teatro Vittoria , in via Gramsci 4, a Torino.

Mara Martellotta

Rock Jazz e dintorni a Torino: Gianni Morandi e Moni Ovadia

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Lunedì. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce EroCaddeo.

Martedì. Al Blah Blah suonano i Dust e i My Supremacy.

Mercoledì. All’Hiroshima si esibiscono i Ketama 126. Al Blah Blah suonano gli All You Can Hate + Neyja. 

Giovedì. Al teatro Colosseo va in scena “Da quarant’anni… Fra la Via Emilia e il West”, riproposizione  del concerto del 21 luglio 1984 in piazza Maggiore a Bologna davanti a 150000 persone. Verrà eseguito dai Musici di Guccini. Al Vinile si esibisce Sergio Moses & Tony Gruttola. All’Hiroshima è di scena Matteo Mancuso. Alla Divina Commedia suonano gli Acusticomanie. Al Blah Blah si esibiscono i Ulan Bator. Allo Ziggy sono di scena Le Capre a Sonagli + Kairoskiller. Al teatro Garibaldi di Settimo, debutta come cantante Moni Ovadia con il disco”Yiddish Blues” affiancato sul palco da Gazich e Famulari. Al Magazzino sul Po suona Larsen + Lori Goldston.

Venerdì. Al teatro Colosseo va in scena “Break Free -Long Live The Queen” con la miglior tribute band europea. Al Magazzino sul Po si esibisce Marxos + Melee X Cardine. Al Folk Club suona Sarah Lee Guthrie & Radoslav Lorkovic. Al Peocio di Trofarello è di scena John Macaluso And Friends. Al Circolo Sud si esibisce Giustino. Al Circolino suonano Only Pleasure Swing & Roll.

Sabato. Allo Ziggy sono di scena Deathless Legacy + Stave The Grave. Al Blah Blah suonano gli Infall + Noise Trail Immersion.

Domenica.  All’Inalpi Arena arriva Gianni Morandi. Al Magazzino sul Po suonano i Mombao. Alla Divina Commedia si esibisce La Bbbanda.

Pier Luigi Fuggetta

Atelier ArtDabò: Ivrea città d’arte, sulle orme di Olivetti

 

 

Nel cuore del centro storico di Ivrea prende forma un nuovo progetto culturale che punta a trasformare le vie cittadine in un itinerario artistico diffuso. L’Atelier ArtDabò di via Arduino 37, guidato da Luca Stratta e dall’artista Daniela Borla Dabò, promuove infatti l’iniziativa “Ivrea Città d’Arte”, realizzata con il patrocinio della Città di Ivrea e pensata per rafforzare l’identità culturale della città, rendendola sempre più attrattiva per residenti e visitatori.

L’idea nasce da una visione semplice ma ambiziosa: “trasformare il tessuto urbano in una sorta di museo a cielo aperto”. Il progetto si sviluppa lungo l’asse commerciale e storico di via Palestro e via Arduino, coinvolgendo anche le strade limitrofe e soprattutto le attività del territorio. Le vetrine dei negozi diventano così spazi espositivi diffusi, punti di incontro tra arte contemporanea e vita quotidiana. Finora sono circa settanta gli esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa, contribuendo a creare un circuito virtuoso tra cultura ed economia locale. L’arte entra nei percorsi dello shopping e allo stesso tempo invita a riscoprire il centro cittadino con uno sguardo nuovo.

Il primo appuntamento pubblico è in programma sabato 9 e domenica 10 maggio, quando prenderà il via la prima “passeggiata artistica” all’aperto: un evento che unirà negozi aperti, esposizioni e momenti di incontro tra artisti e pubblico, nel segno di un dialogo diretto tra creatività e commercio.

L’iniziativa si inserisce in un contesto cittadino sempre più orientato alla valorizzazione culturale. Negli ultimi anni Ivrea ha rafforzato il proprio ruolo nel panorama artistico e turistico, anche grazie al riconoscimento UNESCO come “Ivrea città industriale del XX secolo”, patrimonio che racconta la visione sociale e urbanistica legata alla storia di Adriano Olivetti. “Oggi quel patrimonio dialoga con nuove forme di espressione contemporanea, dalla street art ai progetti di rigenerazione urbana, che trasformano progressivamente la città in un laboratorio creativo diffuso”.

Recentemente sono nate anche nuove realtà culturali, come lo spazio creativo Pirarts in piazza Gioberti, concepito come laboratorio aperto alla comunità con mostre, eventi e jam session dedicati all’arte partecipata. Segnali che confermano una tendenza: Ivrea continua a investire nella cultura come strumento di vitalità urbana e coesione sociale.

In questo scenario si inserisce il lavoro di Daniela Borla Dabò, pittrice, scrittrice e ceramista con numerose esperienze espositive in Italia e all’estero. Negli ultimi anni l’artista ha portato il proprio lavoro anche in televisione e in radio insieme al compagno Luca Stratta, manager e grafico digitale che segue la promozione e la comunicazione dei progetti artistici. Tra le tappe recenti figurano la partecipazione a programmi televisivi e radiofonici dedicati all’arte, la mostra “Donne in Luce” a Roma e il riconoscimento ottenuto con il Premio Brera 26 per l’opera “Città della Luce”.

Accanto alle mostre e alle collaborazioni culturali, il percorso artistico della coppia si è intrecciato con numerosi incontri e iniziative: dalla partecipazione a eventi come Paratissima alle esposizioni internazionali, fino a progetti sociali e attività dedicate ai più giovani. Un lavoro che negli anni ha costruito una rete di relazioni tra arte, territorio e comunità.

Con “Ivrea Città d’Arte” questa esperienza si traduce ora in un progetto collettivo che coinvolge negozianti, cittadini e visitatori. “L’obiettivo è semplice ma significativo”, spiegano gli organizzatori: “rendere l’arte parte della vita quotidiana e trasformare una passeggiata in centro in un percorso di scoperta”. In una città che da sempre unisce innovazione, cultura e partecipazione civile, l’arte torna così a essere uno dei linguaggi più naturali per raccontarne l’identità.

Maria La Barbera

Cinque workshop “subsonici” gratuiti a Le Gru

WORKSHOP SUBSONICI

Cieli su Torino 1996 – 2026

Cinque workshop gratuiti a Le Gru 

con Max, Vicio, Ninja, Boosta e Samuel 

per festeggiare i 30 anni di carriera

 

18 APRILE Suoni della natura, ritmi urbani con Max

19 APRILE Il silenzio tra le note, suono e meditazione con Vicio

3 MAGGIO Batteria acustica e matematica del ritmo con Ninja

30 MAGGIO A cosa serve suonare le canzoni con Boosta

7 GIUGNO Mixing class con Samuel

Trent’anni di musica, di palchi, di canzoni che hanno attraversato generazioni e trasformato una città. Per celebrare questo traguardo, i Subsonica hanno scelto di non fermarsi ai quattro concerti sold out alle OGR Torino, ma di prolungare lo spirito di apertura e condivisione che ha caratterizzato l’intero anno del trentennale con qualcosa di più intimo e inedito: cinque workshop gratuiti a Le Gru, uno per ciascuno dei componenti della band, aperti al pubblico su prenotazione.

Si chiamano Workshop Subsonici, si svolgeranno tra il 18 aprile e il 7 giugno e portano la firma dell’intera formazione: Samuel, Max Casacci, Boosta, Ninja e Vicio. Ogni appuntamento si trasformerà in un vero e proprio viaggio alla scoperta dei temi che da sempre alimentano la ricerca artistica della band, dalla materia sonora degli ecosistemi alla pedagogia della musica, dal ritmo come architettura matematica fino all’arte del mixaggio. Non semplici incontri con dei musicisti famosi, ma laboratori di pensiero ed esperienza, capaci di trasformare uno spazio commerciale in un luogo di ascolto profondo.

Si comincia il 18 aprile con Max Casacci, che guiderà i partecipanti alla scoperta della musica nascosta nel mondo naturale e urbano. L’idea di fondo è che l’ambiente non sia uno sfondo neutro, ma un’orchestra invisibile: dal canto delle foglie al rumore di un treno, ogni elemento del paesaggio sonoro può diventare musicale, materiale vivo da cui costruire ritmi e melodie.

Il giorno successivo, il 19 aprile, sarà Vicio a portare il suo sguardo interiore: bassista dalla tecnica rigorosa e praticante di meditazione, esplorerà il silenzio che abita le pause tra le note e quello che si incontra stando fermi, in ascolto del proprio respiro, anche solo per cinque minuti al giorno.

Il 3 maggio tocca a Ninja, batterista dei Subsonica, che aprirà i suoi metodi di studio e il suo approccio logico alla costruzione del ritmo, partendo dai beat più iconici della band per raccontare come la batteria acustica sia, prima di tutto, un esercizio di matematica applicata al tempo.

Il 30 maggio sarà la volta di Boosta, che affronterà una domanda tutt’altro che scontata: a cosa serve, davvero, suonare le canzoni? L’incontro esplorerà la musica come strumento pedagogico capace di allenare l’ascolto e l’empatia nelle nuove generazioni, una bussola per restare umani in un presente sempre più rumoroso.

Il ciclo si chiude il 7 giugno con Samuel, voce dei Subsonica, che porterà a Le Gru una vera e propria mixing class: una dimostrazione tecnica di post-produzione live in cui, attraverso filtri ed effettistica, mostrerà come costruire un tappeto sonoro dinamico e coerente capace di isolare l’ascoltatore dal caos circostante e trasportarlo in un’architettura sonora in continua evoluzione.

Gli incontri saranno introdotti da Federico Sacchi, musicteller che ha già firmato lo spettacolo antologico “Rimango Subsonico” nell’ambito delle celebrazioni del trentennale.

Tutti gli appuntamenti si terranno alle ore 17.00, avranno una durata di circa sessanta minuti e sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.

I Workshop Subsonici a Le Gru sono realizzati grazie al sostegno del mall di Grugliasco nell’ambito delle celebrazioni di Cieli su Torino 96-26, il grande progetto che ha accompagnato l’uscita di “Terre Rare”, undicesimo album della band, e che ha già visto Torino trasformarsi in un museo a cielo aperto dedicato alla storia dei Subsonica.