CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 3

“Sunny side up” di Gianluca Capozzi

Nuova personale, “bella” e piacevolmente “rompicapo”,  alla torinese “Galleria metroquadro”

Fino al 23 maggio

Ormai ci siamo abituati. E ogni volta ne usciamo stregati e un po’ malconci, fra l’intontito e l’incognita di un piacere che ti segue e non ti molla per ore. Fra interrogativi, dubbi, certezze e ripensamenti, meraviglie che ti traballano negli occhi e bizzarrie figurali che un po’ ti fanno anche inc …… (pardon!) incavolare per la difficoltà del loro aprirsi a più semplici soluzioni.  Eccolo, di nuovo, in bella mostra, fino a sabato 23 maggio prossimo, alla “metroquadro” di corso San Maurizio, a Torino, l’avellinese (studi all’“Accademia di Belle Arti” di Firenze e di “Granada” in Spagna) Gianluca Capozzi, che alla “Galleria” di Marco Sassone può dirsi ormai di casa, con quelle sue inconfondibili pagine pittoriche che ti “assalgono” come fossero un travolgente fiume in piena. Attenzione! Una selezione di opere dell’artista sono anche visibili presso “Ocularium” (via Mazzini 52, a Torino; lun. 15,30/19,30 e da mart. a sab. 10/19,30) e, fino a venerdì 22 maggio, presso la “Galleria CCAAndraxt” di Maiorca, in Spagna, all’interno del Progetto “TAG – Torino Art Galleries meets ART PALMA CONTEMPORANI”.

Artista di grande mestiere, iper-iper-realista alle origini, autentico genio nel gioco di segni, luce e colori (“anima dell’arte e della vita”), Capozzi è oggi artista di singolarissima definizione estetica, in quel suo solitario rincorrere esaltanti voci di puro espressionismo cromatico, intrecciato a meccanismi mentali che ne fanno un magico affabulatore dai ritmi a tratti informali, pur se mai del tutto avulsi da figurazioni di “spaesante surrealismo” ed “onirica visionarietà”. Dice lo stesso Capozzi: “Compito dell’arte è rendere visibile agli occhi tutto quello che non è visibile”. E ancora: “La mia è una pittura non di rappresentazione, ma parte della realtà”. E su ciò, siamo perfettamente d’accordo. Anche perché il Capozzi mantiene pienamente fede, sempre, ai suoi suddetti principi. E lo fa davvero alla grande.

Però che “botta”, ragazzi!, metter piede in quei suoi “interni”, in quelle sue “stanze” – quasi tutte “Untitled”, acrilici su lino o tela – appena attraversate (così pare!) dalla violenza di inauditi uragani di cui restano, segni palesi, le scomposte allocazioni fuori sede di quadri, libri, divani acchiappa tutto, cuscini, vasi, fiori, lampade e appese al soffitto o ad immaginari lampadari , a testa in giù e gambe in alto curiose e ginniche sagome figurali (prevalentemente femminili) affiancate a volte da personaggi dei fumetti – da “Alice nel paese delle meraviglie” a “Topolino” o a “Biancaneve”, nota ironica che spezza l’immagine principale – per nulla inquietate da vere e proprie tempeste di girandole cromatiche (gialli, verdi, bianchi o turchesi o grigi) simili ad inarrestabili frammenti meteoritici colti a pennellate di supersonica velocità nel loro confuso orbitare. Paranoie, inquietanti allucinazioni, grovigli di incubi notturni (e diurni!), su cui lavorare, da parte di Capozzi (e anche da parte nostra) per provare a ricomporre puzzle di una quotidianità sfuggita di mano? Forse sì. Difficile darne una risposta certa. Vero è che il tutto non disturba, anzi ringalluzzisce il “gioco” pittorico dell’artista. Questi “strani” mondi girati al contrario e stravolti da tremende bufere, crediamo diano infatti profonda “gioia” e tanto “divertissement” a Capozzi, a giudicare almeno dal titolo che in inglese (sempre con ‘sti titoli in inglese!) suona “Sunny side up” come dire alla lettera “uova fritte all’occhio di bue” (con il tuorlo intero e giallo  rivolto in alto) e metaforicamente descrizione di un “atteggiamento estremamente positivo, solare ed ottimista”. Che ne dice, Capozzi? Io personalmente penso d’averci azzeccato! Lui si diverte. Anche se resta comunque la difficoltà di ricomporre quel puzzle, di cui sopra, che se a noi mette ansia, a Capozzi dà spazio e materia (fin troppa!) per intavolare e metterci a totale disposizione “pagine-gioco” aperte alla più totale libertà nell’interpretazione di una realtà spesso sconnessa e deturpata, ma fortemente gradevole nell’atto della sua ricomposizione. Se mai riesce!

Scrive Sabino Maria Frassà, curatore della mostra: “La ‘stanza rossa’ è un campo di battaglia: Capozzi non ‘ricorda’ Matisse, lo assume e lo interiorizza, finché il colore smette di decorare e comincia a produrre realtà. L’interno ritorna come matrice — non come serie — ma come campo di prova: una costellazione di variazioni incise da scarti, dissonanze e decisioni del fare pittura. Qui il segno, ormai ‘scrittura-luce’, non accende la scena: ne cambia lo statuto e trasforma l’immagine in soglia. È in questo attrito che la visione collassa: dalla finestra al campo, dal vedere al ‘vedersi vedere’”. Poiché, continua: “Non siamo di fronte a una pittura che si limita a rappresentare; piuttosto, a un dispositivo che mette in tensione la rappresentazione, la attraversa, la sospende”. E dà artistica vitalità al lavoro di un pittore “unico”, nella gioiosa fanciullesca genialità di fantastici, aggrovigliati “teatrini”. Piacevoli e attrattivi “rompicapo”.

Gianni Milani

“Sunny side up” – Galleria “metroquadro”, corso San Maurizio 73/F, Torino; tel. 328/4820897 o www.metroquadroarte.com

Fino al 23 maggio – Orari: giov. ven. sab. 16/19

 

Nelle foto: Gianluigi Capozzi: “Untitled”, acrilici su lino o tela (2021 – 2025) e “Red Interior”, acrilico su lino, 2024

Ritorna BTT Moves, danza contemporanea del Balletto Teatro di Torino

Ritorna la stagione di danza contemporanea del Balletto Teatro di Torino  BTT Moves. Dal 7 maggio al 22 dicembre prossimo un programma diffuso attraverserà teatri, spazi di creazione e luoghi della cultura della Città  Metropolitana di Torino, trasformandoli in un ecosistema vivo di pratiche, visioni e incontri. Si tratta di un itinerario tra corpi e luoghi dove la danza attiva relazioni, genera prossimità e costruisce senso.
L’edizione 2026 pone in dialogo figure affermate della scena nazionale e internazionale  con le produzioni del BTT. Sei gli appuntamenti, undici i titoli di cui sei firmati da artisti e compagnie ospiti.
Le compagnie presenti sono Alessandro Sciarroni, Corpo Celeste, Compagnia Zappalà danza, TIR Danza , MP Ideograms, Balletto teatro di Torino, Compagnia Arearea, Rebecca Moriondo. Si tratta di un programma che restituisce una visione plurale della scena contemporanea, un disegno curatoriale che accosta poetiche, linguaggi e formati  eterogenei, attivando cortocircuiti sensibili tra estetiche e generazioni.
A inaugurare la stagione il 7 maggio prossimo, negli spazi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo- Museo di Arte Contemporanea,  alle 19 e alle 21, sarà  Alessandro Sciarroni, Leone d’Oro alla Carriera per la Danza, con due repliche Op. 22 n. 2 assolo creato per e con Marta Ciappina, Premio Danza & Danza 2022 e Premio Ubu 2023 come miglior Performer.
Un appuntamento che intreccia Danza e arti visive, mettendo in dialogo il gesto performativo con un contesto museale, dove la prossimità con lo spettatore amplifica la dimensione percettiva. Le due repliche previste si svolgono all’interno della mostra dal titolo “Theatre of the mind” di Lenz Geerk, allestita in Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, e aderiscono al programma diffuso del Festival Prima Persona Plurale 2026, primo festival in Italia dedicato alla vita indipendente per persone con disabilità,  promosso dalla Fondazione Time 2.
Si inserisce e completa questa prima parte della stagione l’appuntamento con il N.O.I, un progetto di ricerca e incontro aperto alla comunità Danzante.
Il BTT invita interpreti, autori e autrici con pratiche e sguardi differenti, creando una spazio di confronto tra visioni anche distanti tra loro.  Al centro rimane il processo creativo, si esplora, si sperimenta, si rischia, in un campo di possibilità in cui la ricerca prende forma nella relazione, in un contesto volutamente svincolato da traguardi produttivi e esiti performativi.
Quello dell’11 e 12 maggio con Marta Ciappina inaugura un percorso che proseguirà a novembre e dicembre con due altri appuntamenti, con Francesca Pennini e il CollettivO CineticO il 21 e 22 novembre e Daniele Ninariello / Codeduomo il 12 e 13 dicembre prossimi.

Mara Martellotta

“Breviario di situazioni in cui occorrerebbe avere qualche fondamento di Tao”

Per la stagione “Aurea Familia” del teatro Baretti, in prima nazionale assoluta andrà in scena la pièce teatrale “Breviario di situazioni in cui occorrerebbe avere qualche fondamento di Tao”

La stagione teatrale Aurea Familia, diretta da Sax Nicosia, si avvia alla conclusione con tre spettacoli ancora in programma e un appuntamento, il 29 e 30 aprile prossimi, imperdibile e che promette ironia, ritmo e uno sguardo dissacrante sul presente. In scena, in prima nazionale assoluta, uno spettacolo dal titolo volutamente esagerato “Breviario di situazioni in cui occorrerebbe avere qualche fondamento di Tao”, firmato da Matteo Gatta e prodotto da Tristezza Ensemble. Si tratta di uno spettacolo che, già dal titolo, gioca con l’eccesso e l’assurdo per aprire uno spazio di leggerezza intelligente, capace di restituire al pubblico il piacere della risata come strumento di lettura del mondo contemporaneo. Sul palco Matteo Gatta, Joshua Isaiah Maduro, Viola Marietti, Alexandro Xin Zheng, diretti da Viola Marietti e Matteo Gatta, daranno vita a una commedia generazionale surreale e tagliente. Al centro della scena, i Tristezza Ensemble: Viola e Matteo, una compagnia teatrale sull’orlo del fallimento, si aggrappano a un’improbabile occasione di riscatto. Il ritrovamento casuale di un misterioso manoscritto taoista diventa il pretesto per tentare il tutto per tutto, creare lo spettacolo che li porterà, forse, alla conquista del mitico Premio Ubu. Tra casting improbabili, prove improvvisate in un ristorante e un gruppo di interpreti bizzarri, quanto irresistibili, un rider italo-filippino con aspirazioni artistiche e uno zombie digitale della generazione Z, prende forma una macchina comica spiazzante. Lo spettacolo è un produzione del Tristezza Ensemble, compagnia nata nel 2018, formata da Matteo Gatta e Viola Marietti, compagni di accademia nel triennio 2014-2017 del Piccolo Teatro di Milano.

Biglietteria online: Anyticket.it – in cassa, se disponibili, nei giorni di apertura o un’ora prima dello spettacolo. No prenotazioni via email

Mara Martellotta

Il Club Fruttero. La mostra 

24 aprile – 31 maggio 2026

Torino, Circolo dei lettori e delle lettrici

L’esposizione apre il Club Fruttero a Torino: per i 100 anni di Carlo Fruttero, tutti i mondi dello scrittore tra il Salone del Libro, la maratona letteraria al Circolo, il cinema ai Musei Reali

 

Carlo Fruttero è stato uno scrittore, traduttore e consulente editoriale tra i più acuti, divertenti e originali del Novecento italiano. Ma prima di tutto è stato un grande lettore. Ha letto senza gerarchie, per lavoro e per passione: grandi classici, fantascienza e gialli, storie di fantasmi e di guerra, casi di cronaca nera, drammi e fumetti. Ha scritto, annotato e riletto centinaia di pagine di appunti, da cui nasce tutto: i libri con Franco Lucentini, gli articoli per i giornali, gli ultimi libri a sua firma. Nel 2026 Carlo Fruttero avrebbe compiuto cent’anni. Per l’occasione, la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, che conserva il suo archivio personale, non celebra una ricorrenza. La trasforma in un progetto: il Club Fruttero. Ideato e prodotto da FAAM, con il coinvolgimento diretto delle eredi Maria Carla e Federica Fruttero, e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e Università IULM, il Club Fruttero è un programma culturale diffuso che attraversa luoghi, linguaggi e pubblici diversi.

 

Il Club Fruttero. La mostra, dal 24 aprile al 31 maggio 2026 a Torino, al Circolo dei lettori e delle lettrici, entra in questo processo. Non racconta una vita, ma rende visibile un modo di lavorare. Il percorso non è cronologico ma tematico. Ogni sala affronta un aspetto del suo lavoro coinvolgendo il visitatore più che guidarlo. L’ingresso è segnato da un portale che introduce al percorso. Lungo le sale, le teche dedicate affiancano ai nuclei principali una serie di aneddoti e materiali che aprono scorci sul suo lavoro. Da “Il libro dei nomi di battesimo”, alle veline delle scatole di scarpe per una campagna promozionale, alle scatolette: ogni oggetto può diventare materia editoriale. Al centro si impone il lavoro a quattro mani con Franco Lucentini. Le bozze e le pagine annotate del dattiloscritto “A che punto è la notte” sono affiancate da taccuini preparatori, appunti e materiali della campagna promozionale che ha accompagnato l’uscita del libro, con le vetrine dedicate a Milano, Torino e Roma: un processo lungo sette anni, visibile nelle sue stratificazioni. Accanto, carte manoscritte e strumenti raccontano la costruzione condivisa dei testi. Due sezioni sono dedicate al lavoro editoriale: dalla collana Presa diretta, con le sue scelte controcorrente tra gli anni Sessanta e Settanta, all’esperienza di Urania. Pubblicare significa scegliere ed esporsi: non selezionare per confermare, ma per discutere e mettere in discussione.

Tra i materiali emergono anche documenti meno noti. La sua prima traduzione pubblicata: una pièce di Cocteau “Les Mariés de la Tour Eiffel” per la rivista teatrale Il Dramma nel 1946. Una lettera inedita della fotografa, scrittrice e attivista Carla Cerati che racconta di aver rinunciato a una manifestazione pro-Vietnam per continuare a leggere “La donna della domenica”: un gesto indicativo della forza che un libro può esercitare. Nella stessa direzione si collocano le lettere di Samuel Beckett a Fruttero, il suo traduttore italiano, che introducono il tema del lavoro invisibile di traduzione, fatto di scelte continue e negoziazioni. Tra taccuini, appunti e manoscritti, il suo lavoro restituisce un rapporto diretto con la scrittura a mano, composto di segni e correzioni, sempre con un Tratto PEN tra le mani: la penna-pennarello che ha accompagnato il suo lavoro quotidiano e ne ha segnato il ritmo.

La mostra non si limita a esporre: invita a intervenire e giocare, votando il proprio incipit preferito e portandolo allo stand della Fondazione Mondadori al Salone Internazionale del Libro di Torino (14-18 maggio). In cambio, proprio un Tratto PEN. La lettura torna ad essere un atto attivo, non un consumo. Anche la sala dedicata all’esperienza televisiva de “L’arte di non leggere” insiste su questo aspetto: parlare di libri come esercizio pubblico di selezione, non come elenco. Il percorso si chiude in una sala che tiene insieme gli estremi. “All’inizio, alla fine” accosta uno scritto giovanile e il taccuino di La linea di minor resistenza, tra le ultime opere pubblicate: materiali lontani nel tempo che mostrano la stessa pratica, lo stesso modo di lavorare.

 

Sottolinea Paolo Verri, direttore di Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori«La Fondazione Mondadori, depositaria dell’archivio Fruttero, è davvero entusiasta della collaborazione che si è attivata tra la famiglia Fruttero e tutte le istituzioni pubbliche e private, locali e nazionali. È la dimostrazione che Carlo Fruttero ha lasciato davvero il segno, nel mondo dell’editoria e della cultura. Gli siamo tutti debitori».

«Celebrare i cento anni di Carlo Fruttero significa rendere omaggio a uno scrittore dal talento straordinario e dai molteplici interessi, capace di lasciare un segno indelebile del suo passaggio tra noi mortali e di regalarci pagine preziose e indimenticabili» è il commento di Giuseppe Culicchia, direttore Fondazione Circolo dei lettori.

 

La mostra è affiancata da una serie di appuntamenti fino a novembre 2026, che ne ampliano il racconto e ne attivano i contenuti in forma partecipata. il Club è aperto. Si entra, si partecipa, si prende posizione. Ogni evento lascia un segno, un timbro sulla tessera del Club, una traccia di un percorso personale.

 

IL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO

Dal 14 al 18 maggio 2026 il Club Fruttero si allarga, dialoga con editori, scuole, lettori con uno stand dedicato al Salone Internazionale del Libro di Torino ispirato al salotto de L’arte di non leggere, che riprende l’atmosfera del salotto torinese di Fruttero come spazio di confronto e discussione sui libri. L’appuntamento è dedicato al Cretino, figura centrale dell’immaginario di Fruttero & Lucentini, chiave ironica e critica per interrogare il conformismo e la responsabilità del lettore. L’incontro dal titolo “Fruttero100. Cretini, nottambuli e altre storie” è in programma il 14 maggio alle ore 18. Partecipano Carlotta Fruttero, Michele Serra e Alessandro Piperno, letture di Angela Finocchiaro e moderazione di Giacomo Papi. Il 18 maggio alle ore 14 premiazione delle scuole partecipanti al concorso “Riscrivi il tuo Fruttero”.

Agli incipit di Carlo Fruttero sono dedicate le semifinali e la finale di Incipit Offresi, il primo talent letterario itinerante per aspiranti scrittori (semifinali: 16 maggio ore 19 Salone del Libro e 23 maggio ore 18 Circolo dei lettori e delle lettrici; finale: 10 giugno ore 21 Parco della Tesoriera) oltre alla proiezione il 28 maggio del film A che punto è la notte alla Biblioteca Archimede di Settimo Torinese (TO).

 

FRULLATO FRUTTERO

Venerdì 29 maggio è in programma al Circolo dei lettori e delle lettrici il finissage della mostra con Frullato Fruttero, maratona collettiva di lettura dalle 10 alle 18: una staffetta di voci per attraversare testi, generi e stagioni della sua attività e la proiezione dell’intervista di Fabio Fazio a Carlo Fruttero.

La giornata di libri e parole si conclude al Teatro Romano, grazie alla collaborazione con Musei Reali Torino e Aiace Torino, con le immagini e le atmosfere del film La donna della domenica del 1975, diretto da Luigi Comencini, la sceneggiatura di Age e Scarpelli e Marcello Mastroianni nei panni del Commissario Santamaria. L’appuntamento è dalle 19.45 ai Musei Reali con l’apertura straordinaria di alcuni percorsi della Galleria Sabauda e del Museo di Antichità, seguita alle 20.45 dalla proiezione. In caso di pioggia la proiezione si terrà nel Salone delle Guardie Svizzere. Ingresso compreso nel biglietto dei Musei Reali: 5 euro, fino ad esaurimento posti, su museireali.beniculturali.it.

 

LA PASSEGGIATA LETTERARIA

Siena e la Toscana hanno un legame storico con Fruttero e Lucentini. Il 18 settembre è in programma una passeggiata letteraria nella pineta di Roccamare (GR), nei luoghi vissuti da Fruttero. Il percorso, affidato alla compagnia teatrale Confine Zero, intreccia brani tratti dai suoi testi con il paesaggio, mettendo in dialogo parola, memoria e territorio. Il 19 settembre appuntamento serale al Castello di Castiglione della Pescaia (GR), riservato a sostenitori, partner e ospiti, dove il contesto storico diventa spazio di racconto e ascolto in dialogo con l’opera e la figura di Carlo Fruttero.

 

IL LIBRO

Nel mese di novembre uscirà 365 Notes, a cura di Domenico Scarpa: il libro strenna della Fondazione Mondadori declinato per il centenario sui taccuini di Fruttero. Appunti, note, tracce di lavoro restituiscono una dimensione quotidiana e materiale del pensiero dello scrittore. Il libro sarà presentato in anteprima al Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino a ottobre e successivamente a novembre a BookCity Milano 2026.

 

Il Club Fruttero è ideato e prodotto da FAAM, con il coinvolgimento diretto delle eredi Carlotta e Federica Fruttero, e sviluppato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori e progetto Urania del Dipartimento di Comunicazione, arti e media Giampaolo Fabris Università IULM. Partner: Tratto PEN. Media Partner: La Stampa.

 

Info

Il Club Fruttero. La mostra

Circolo dei lettori e delle lettrici

Palazzo Graneri della Roccia, via Bogino 9, Torino

Orari di apertura: da lunedì a sabato 9.30-21

Ingresso libero

Club Fruttero www.ilclubfruttero.it

www.circololettori.it – info@circololettori.it

www.fondazionemondadori.it – info@fondazionemondadori.it

Facebook @circololettori| Instagram @circololettori

Facebook @fondazionemondadori| Instagram @fondmondadori

Hiroshima Mon Amour: jazz ribelle, nostalgia anni ’80 e live da sold out

C’è un luogo a Torino dove le settimane non scorrono: esplodono. Hiroshima Mon Amour inaugura il mese di maggio con una programmazione che attraversa generi, generazioni e linguaggi, trasformando il palco di via Bossoli in una bussola emotiva per chi cerca musica, comicità e serate da ricordare. Dal free jazz militante alle notti glitter anni ’80, passando per la stand-up più coraggiosa e i concerti già sold out, il calendario si presenta come un piccolo festival permanente.  In una Torino che cambia pelle di continuo, Hiroshima Mon Amour continua a fare ciò che gli riesce meglio: intercettare energie diverse e metterle nella stessa stanza. Una sera puoi trovarti dentro un rito jazz radicale, quella dopo in mezzo a un coro su Madonna, poi davanti a un monologo comico che nasce lì, sotto i tuoi occhi.

Il 1° maggio arriva il jazz che brucia: Irreversible Entanglements

Ad aprire il mese, venerdì 1 maggio, sarà una data da cerchiare in rosso per gli amanti della sperimentazione sonora. Nell’ambito del Torino Jazz Festival in collaborazione con Flowers Festival, salgono sul palco gli Irreversible Entanglements. Si definiscono una band free jazz dalla mentalità punk, ma l’etichetta sta stretta. Il collettivo nato a Brooklyn nel 2015 porta in scena improvvisazione feroce, tensione poetica e impegno civile, intrecciando hip hop, jazz visionario e le parole incandescenti di Moor Mother. Un concerto che promette di scuotere più che intrattenere. (Inizio ore 22, ingresso 10 euro).

Sabato 2 maggio: Torino torna negli anni del walkman

Il giorno dopo si cambia pianeta. Sabato 2 maggio arriva Let’s Dance – Party anni ’80, una festa-pop catapultata nell’epoca di Like a Virgin, Bad, paninari, Moncler lucidi e pubblicità rimaste nella memoria collettiva. Una notte da cantare, ballare e rivivere con leggerezza. (Dalle 22, ingresso 10 euro).

Harakiri: la comicità senza rete di sicurezza

Lunedì 4 maggio spazio alle risate ad alto rischio con Harakiri, laboratorio di stand-up comedy dove i comici salgono sul palco senza paracadute. Tra i protagonisti Angelo Amaro, Carmine Del Grosso, Antonio Piazza, Pippo Ricciardi, Marco Los ed Emanuele Tumolo. Materiale nuovo, battute ancora incandescenti, idee da testare davanti al pubblico vero. È la comicità quando smette di proteggersi e torna viva. Ore 21, posto unico a sedere 18 euro.

Sold out generazionale con Mario Sturniolo

Martedì 5 maggio il cartello “biglietti esauriti” racconta già una storia. Mario Sturniolo porta a Torino Ho fatto teatro, progetto condiviso con Marco Merrino e Francesco Merrino. Uno spettacolo che mette in dialogo web e palcoscenico, ironia e racconto generazionale, dimostrando che il pubblico under 30 non ha smesso di amare il teatro: forse aspettava solo una lingua nuova.

Leo Gassmann e il pop dell’autenticità

Mercoledì 6 maggio tocca a Leo Gassmann, reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2026. Porta a Hiroshima il Vita Vera Paradiso Club Tour 2026, nato dall’omonimo album appena pubblicato. Un live che promette intimità, racconto personale e quella formula pop capace di parlare alle nuove fragilità senza artifici. (Ore 22, ingresso 25 euro)

Duo Bucolico e Mondo Marcio: finale tra surreale e culto rap

Giovedì 7 maggio arrivano i vent’anni di carriera del Duo Bucolico, maestri di un “cantautorato illogico d’avanguardia” dove ironia e nonsense diventano cifra poetica. Ore 22, ingresso 15 euro. Venerdì 8 maggio chiusura potente con Mondo Marcio e il tour celebrativo di Solo un uomo, album culto che compie vent’anni. Non nostalgia da museo, ma rap ancora pulsante, pronto a reclamare il palco. (Ore 22, ingresso 25 euro)

Valeria Rombolà

Tutti gli appuntamenti di Exposed

Venerdì 24 aprile ore 18:30 | CAMERA
TORINO 4X4. INCONTRO CON I PROTAGONISTI
 
Per entrare nel cuore della mostra collettiva Torino 4×4. Fotografie di una nuova era, a cura della Fondazione Boscolo e CAMERA Torino, in collaborazione con la factory PiazzaSanMarco, EXPOSED invita il pubblico a un incontro speciale con i protagonisti del progetto. Una conversazione a più voci che vedrà sul palco i quattro fotografi e le quattro realtà sociali coinvolte, per svelare le storie dietro agli scatti e il percorso creativo che li ha generati. Un’occasione per approfondire il dialogo tra arte e impegno sociale e riflettere sul ruolo della fotografia come strumento di narrazione, inclusione e partecipazione attiva nella comunità, capace di dare voce e visibilità a esperienze e persone spesso invisibili.
 
Intervengono:
Fulvio Boscolo, Fondazione Boscolo
François Hébel, curatore della mostra e direttore artistico CAMERA
Marco Rubiola, curatore della mostra e fotografo
Fabio Bucciarelli, fotografo
Enrico Gili, fotografo
Deka Mohamed, fotografa
Carlo Boccazzi, Hackability
Marco Fanton, Nove 3/4
Carlo Morizio, Insuperabili
Marco Pastori, Progetto Tenda
*******
Sabato 25 aprile dalle 16:00 alle 19:00 | CAMERA
LAVORI IN CORSO #1
Con:
Sophie-Anne Herin | 16:00 –16:30
Giacomo Bianco | 16:45 –17:15
Sofia Masini | 17:30 –18:00
Dionigi Mattia Gagliardi | 18:15 –18:45
Moderano: Giulia Ninotta e Iacopo Prinetti
Il primo appuntamento di Lavori in corso riunisce quattro autrici e autori che condivideranno i loro progetti più recenti o a cui stanno lavorando, pubblicazioni fresche di stampa o che stanno per vedere la luce. Sophie-Anne Herin presenterà una ricerca che si sviluppa intorno al tema della soglia e lavora sulla percezione e sull’ambiguità delle immagini, creando situazioni in cui ciò che vediamo non è mai del tutto definito, come nel progetto En creuxGiacomo Bianco racconterà alcune tappe significative del suo lavoro fotografico, riflettendo sui confini tra ricerca artistica e ambito commerciale e sul ruolo dell’autorialità̀ del fotografo, capace di attraversare contesti diversi. Sofia Masini condividerà This shouldn’t discourage you, un progetto sul fallimento e sul rifiuto nel sistema dell’arte, trasformati in occasione per ritrovare il piacere della pratica artistica e darle un nuovo significato. Infine, Dionigi Mattia Gagliardi presenterà una selezione di libri fotografici di Numero Cromatico dedicati ai cinque sensi, in cui l’immaginazione diventa uno strumento critico, in grado di stimolare nuove forme di percezione.
L’incontro è moderato da Giulia Ninotta e Iacopo Prinetti.
*******
Domenica 26 aprile ore 11:00 | CAMERA
IL CORPO MESSO A NUDO. RAPPRESENTAZIONI, CORPI, ARCHIVI FOTOGRAFICI
Nell’ambito dell’esposizione Messi a nudo. Auguste Belloc, Carlo Mollino, Wilhelm von Gloeden, è in programma un incontro di approfondimento dedicato al tema del nudo in fotografia. Guidato da Barbara Bergaglio, curatrice della mostra, docente e responsabile del progetto Archivi di CAMERA, il dialogo coinvolgerà Emanuele Carlenzi, scuola IMT Alti Studi Lucca, Rebecca Cenci, specializzanda in beni storici artistici all’Università di Bologna, Manuela Iannetti, direttrice di Archivissima ed Emanuela Truffo, avvocata e socia dello studio Jacobacci Avvocati. Il confronto si articolerà attorno alla complessa tematica del nudo, tracciando un percorso critico che, a partire dalle origini storiche del mezzo fotografico, giunge fino alle più attuali riflessioni nell’ambito dei gender studies. Un’occasione per analizzare le diverse sensibilità estetiche e formali, intrecciando le visioni dei tre autori in mostra con le esperienze e i contributi degli ospiti coinvolti nel dibattito.
Intervengono:
Barbara Bergaglio, curatrice della mostra Messi a nudo. Auguste Belloc, Carlo Mollino, Wilhelm von Gloeden
Emanuele Carlenzi, Scuola IMT Alti Studi Lucca
Rebecca Cenci, specializzanda in Beni storici artistici all’Università di Bologna
Manuella Iannetti, direttrice Archivissima
Emanuela Truffo, avvocata e socia dello studio Jacobacci Avvocati

Voci velate: visioni contemporanee dall’Iran

“Voci Velate. Visioni contemporanee dall’Iran” è un viaggio in ottanta immagini scattate da cinquantotto fotografi iraniani, a cura di Alireza Naseri, presidente del Freelance Photographers Group di Teheran, e Ivana Mulatero, direttrice del Museo Mallé.

Leggi l’articolo su Piemonteitalia.eu:

https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/voci-velate-visioni-contemporanee-dall%E2%80%99iran

Particolare di fotografia di Farshid Ashgar, dal sito https://www.grandarte.it

“Stand Up & Down”, “Vinciamo insieme” a Le Gru

Per ogni serata, tre comici in nove “mini-show” gratuiti: “comicità su e giù” 

Da venerdì 24 a domenica 26 aprile

Grugliasco (Torino)

Si accendono a “Le Gru” (il più grande Centro Commerciale in Piemonte) le serate di primavera ed estate con “Stand Up & Down”, il nuovissimo format che cavalca l’onda dell’irresistibile comicità della “stand – up comedy” italiana, esplosa alla grande negli ultimi anni in una piacevolissima rivisitazione della “comicità anglosassone” mirabilmente arricchita da accenti nostrani.

L’appuntamento, a partire da venerdì prossimo 24 aprile, è per il quarto venerdì di aprile (appunto), maggio e giugno dalle ore 18 alle 21,30, allorché tra aperitivo e cena, tre artisti per serata con un “head-liner” e due emergenti si alterneranno in performance diffuse in tre diverse location. Accanto ai dehors di locali iconici come “Dezzutto” in “Piazza Sud” piano terra, “Caffè del Centro” in “Piazza Sud” primo piano e “Chiosco Coffe & Friends” in “Piazza Nord” primo piano. Gli artisti si esibiranno in minishow a rotazione offrendo risate spontanee in un contesto che mescola relax, comicità viva e menu a tema. A rendere il tutto ancor più appetibile, non mancherà un carretto brandizzato “Spillo”, creato in collaborazione con “One More Drink”, che servirà divertenti “drinketti da passeggio” in bicchieri dedicati al format ed accompagnati da popcorn croccanti. E ancora, promozioni esclusive e sorprese per rendere ogni serata unica.

Ad aprire le danze, venerdì 24 aprile, sarà Pippo Ricciardi. Pugliese d’origine e torinese d’adozione, con oltre 130k follower su “Instagram” e 95k su “tik tok”, Ricciardi irromperà in scena con il suo stile “elettrico e surreale” capace di intrecciare “stand up”, “storytelling” e “crowdwork”, trasformando (e non è da tutti) il pubblico in “co-protagonista”; accanto a lui Yassin Kefi da Carpi, ritmo serrato e origini tunisine per “osservazioni imprevedibili sul quotidiano”, e Wendy LaFortu da Milano con quella sua comicità “intima e improvvisata” che crea comunione immediata. Per ognuno tre show a rotazione nei “palchi” naturali di “Le GruVenerdì 22 maggio, secondo appuntamento con Pietro Sparacino, il primo “stand up comedian” siciliano, di stanza a Roma, affiancato da  Mattia Alfieri che sorprenderà con i suoi sketch sui “vizi urbani” in un mix assolutamente eclettico, mentre il catanese Nanni Mascena darà sfogo a tutta la sua “vena surrealista” e alle sue improvvisazioni “nu-comedy”. L’ultimo appuntamento, venerdì 26 giugno, vedrà in scena Tiberio Cosmin, di origini rumene e con uno stile originale fuori dagli schemi che fonde teatro e “stand up” (reduce da poco dal successo a “Italias Got Talent”), Roberto Anelli e la sua ironia tagliente sui più esilaranti momenti di vita quotidiana e Stephany Aiello, comica umbra dal piglio tagliente, irriverente e autentico. A condurre le serate, sarà il presentatore Antonio Piazza, ex ingegnere siciliano, oggi colonna portante della “stand up comedy torinese”, in grado di trasformare ogni difficoltà della vita con l’arma della sua irresistibile ironia.

“Diamo il benvenuto – dichiara Alessia Zuccolo, ‘Shopping Center Manager’ di ‘Le Gru’ –  a ‘Stand Up & Down’ come evoluzione naturale del nostro impegno per un intrattenimento quotidiano e inclusivo, che anima gli spazi rinnovati e rafforza il legame con la comunità locale”.

Calendario completoorari e dettagli su: www.legru.it

VINCIAMO INSIEME

In questo fine settimana, “Le Gru” annuncia anche il suo partenariato al Progetto “Vinciamo insieme”, promosso dalla “FICG – Lega Nazionale Dilettanti”, a favore di “UGI ODV”“Vinciamo Insieme” porta il calcio virtuale nelle comunità terapeutiche, case-famiglia, ospedali, spazi dedicati a minorenni che sono lontani dallo sport quotidiano: è un importante progetto di inclusione sociale per contrastare l’isolamento, rafforzare l’autostima, stimolare il senso di appartenenza, e aiutare bambini e ragazzi. Da poco sbarcato in Piemonte, il “Progetto” è sostenuto con entusiasmo da “Le Gru”, che porterà a “UGI” un “HUB eSport LND”.

Per questa ragione, nel fine settimana di sabato 25 e domenica 26 apriledalle 9 alle 22, al primo piano di “Piazza Sud” Le Gru, ospiterà un evento con postazioni “eSport”, “calcio balilla” e “subbuteo”: un’occasione per tutti di giocare, divertirsi e condividere gli intenti di “UGI” in modo interattivo e leggero. “Un modo per far vivere a famiglie e visitatori – ancora Alessia Zuccolo – l’emozione del calcio, sensibilizzando sul potere dello sport come ponte verso il benessere condiviso”.

Sarà anche presente “TORadio” con una postazione per interviste e dirette per rendere il weekend ancora più indimenticabile.

Per info: “ Shopville Le Gru”, via Crea 10, Grugliasco (Torino); tel. 011/7709657 o www.legru.it

g.m.

Nelle foto: Pippo Ricciardi, “Le Gru – Piazza Sud”, Alessia Zuccolo

“Aria, acqua, terra, fuoco” Il MIIT  celebra la Giornata della Terra

Il Museo MIIT di Torino, Italia Arte e Galleria Folco curano e organizzano la mostra “Aria, acqua, terra, fuoco”, dedicata ai quattro elementi e alla Giornata  Internazionale della Terra, indetta ogni anno dalle Nazioni Unite, che celebra questa ricorrenza un mese e un giorno dopo l’equinozio di primavera, il 22 aprile. L’esposizione sarà aperta fino al 13 maggio prossimo. La celebrazione delle Nazioni Unite vuole coinvolgere più Nazioni possibili, e oggi ne prendono parte 193 Paesi. La Giornata della Terra nacque dalla pubblicazione, nel 1962, del libro “Manifesto ambientalista. Primavera silenziosa” della biologa statunitense Rachel Carson. In seguito, nel 1969, in una conferenza dell’UNESCO, a San Francisco, l’attivista per la pace John McConnell propose una giornata per onorare la Terra e il concetto di pace, che venne inizialmente celebrata il primo giorno di primavera, nell’emisfero settentrionale. Questa giornata di equilibrio della natura è stata sancita in una proclamazione sancita da McConnell e firmata dal Segretario Generale delle Nazioni Unite. Nata il 4 ottobre 1969 come movimento universitario, per sottolineare la conservazione delle risorse naturali nel tempo, la Giormata della Terra è divenuto un avvenimento informativo e educativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta, l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, delle migliaia di piante e specie animali, l’esaurimento delle risorse non rinnovabili: carbone, petrolio e gas naturali. Si insiste in soluzioni che permettono di eliminare gli effetti negativi dell’attività dell’uomo. Queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come petrolio e gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come boschi umidi e la protezione di specie minacciate.

“Aria, acqua, terra, fuoco” è quindi un’esposizione internazionale dedicata all’eccellenza dell’arte, ai sentimenti e alle condizioni umane di cui l’arte da sempre si fa portavoce, alla sensibilità e all’amore, alla violenza e all’emancipazione, all’educazione, al rispetto, al vero e al sogno, alla fantasia, alla realtà e alla società contemporanea.

“Aria, acqua, terra, fuoco” – Museo MIIT – corso Cairoli 4, Torino – date: dal 22 aprile al 13 maggio 2026 – orari: dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 19.30 – info: 011 8129776

Mara Martellotta