Approda al teatro Carignano martedì 28 aprile
Ritorna in scena Silvio Orlando al teatro Carignano di Torino debuttando con la pièce teatrale di Luigi Pirandello “Il berretto a sonagli” martedì 28 aprile prossimo, alle 19.30, per la regia di Andrea Baracco. Lo spettacolo, prodotto da Cardellino Srl in coproduzione con il Teatro Stabile dell’Umbria e il Teatro Stabile di Bolzano, resterà in scena per la stagione in abbonamento dello Stabile di Torino fino a domenica 10 maggio.
Mercoledì 29 aprile, al Circolo dei Lettori, Silvio Orlando e gli attori della compagnia dialogheranno con Leonardo Mancini nell’ambito di Retroscena.
Silvio Orlando porta in scena il personaggio di Ciampa, protagonista de ‘Il berretto a sonagli’, figura tragica e grottesca al tempo stesso nata da una novella e trasformata poi da Pirandello in commedia nel 1917. Non è il dramma ad interessare l’autore, ma lo scandalo , la verità che si nasconde e la follia come rifugio. Ciampa è un uomo umile, che cerca quiete e dignità, ma viene spinto allo scontro. Il salotto borghese diventa palcoscenico di un ring, le parole fendenti , le risate trovano sfumatura di angoscia. Pirandello stesso lo definiva “strapieno di tragica umanità, non vivo ma arcivivo”, un personaggio che vive nelle mosse d’anima più che nei discorsi.
“Pirandello non è autore per tempi di pace – spiega il regista Andrea Baracco – ma di guerra. È il tempo di guerra a creare le condizioni effettuali per comprendere l’autore siciliano; il dissolversi del principio di identità, la tragica disintegrazione dell’Io, il gioco di specchi intorno alle molteplici individualità dell’essere umano. In tempi di guerra, se la realtà chiama, Pirandello sa cosa rispondere, intravede la feroce e grottesca maschera di un mondo convulso e impazzito. I tempi di pace sono i tempi degli ‘ismi’, della ricerca affannosa di una filosofia, e allora emergono i pirandelliani “essere è apparire”, “conflitto tra vita e forma”, quell’insopportabile ‘pozzo’ del pensiero che sembra mettere in pausa il teatro, la concretezza degli accadimenti per passare altrove, in un luogo generico e astratto.
Inchiodare in una formula un autore è sempre pericoloso, con Pirandello è quasi mortale. Sentire il bisogno di chiarire più che di capire ha chiuso l’autore dentro una formula lucida e perentoria, non permettendo ai suoi personaggi di far esplodere quello che hanno di più potente, le passioni. Solo liberandolo dalle preoccupazioni metafisiche, Pirandello mostra il suo volto autentico. Si coglie allora come i grandi protagonisti della drammaturgia pirandelliana siano uomini costretti a frugarsi dentro e non lucidi pensatori al dettaglio.
Proprio per questo credo sia necessario lasciarsi guidare dalle parole di Leonardo Sciascia: “Bisogna liberare Pirandello da tutte le incrostazioni filosofiche e pseudofilosofiche, da tutte le etichette concettuali, in una parola dal pirandellismo. Restituire all’opera pirandelliana quella verità e libertà, quella effervescenza fantastica che oggettivamente possiede”.
Cinque anni dopo aver scritto la novella ‘La Verità’, Pirandello la trasforma nei due atti de ‘Il berretto a sonagli’, la cui versione siciliana confezionata per Angelo Musco debutta nel 1917 al Teatro Nazionale di Roma. In una delle lettere indirizzate a Musco, che metteva in dubbio le qualità della commedia e del suo protagonista, Ciampa, Pirandello ammette come questo “ sia un personaggio molto ricco di umanità, non vivo ma arcivivo” e parla del testo in questione come di un’opera “nata e non fatta”, sottolineando con forza come qualora negli interpreti mancasse l’anima si ritroverebbero in bocca “l’imbroglio di discorsi lunghi, incisi, da portare alla fine senza sapere come! Bisogna leggere non le parole, ma l’azione parlata , perché è sempre tale il mio dialogo, non fatto mai di parole, ma di mosse di anima”.
Teatro Carignano. Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, regia di Andrea Baracco, con Silvio Orlando,
Revisione linguistica di Letizia Russo e Andrea Baracco, scena di Roberto Crea
Info Teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino.
Orario degli spettacoli: martedì, giovedì e sabato ore 19.30, mercoledì e venerdì ore 20.45, domenica ore 16. Sabato 2 maggio è Carignanouna replica aggiuntiva alle ore 16.
Biglietteria Teatro Carignano, piazza Carignano 6.
Telm0115169555
Biglietteria@teatrostabiletorino.it
Orario: da martedì a sabato dalle 13 alle 19, domenica dalle 14 alle 19. Lunedì riposo.
La Biglietteria sarà sempre attiva un’ora prima dell’inizio di ogni spettacolo, esclusivamente per l’acquisto dei biglietti per la recita del giorno stesso.
Mara Martellotta



Spostandoci verso la collina di Piossasco, “Casa Lajolo” è una dimora di campagna di metà Settecento con un giardino all’italiana articolato su tre livelli e proprio domenica 26, alle 16,30, si potrà scoprire questo patrimonio verde attraverso “una visita poetica”, un modo nuovo di fruire della bellezza del giardino che coniuga letture di brani e poesie con la scoperta del patrimonio botanico (iscrizioni su https://www.casalajolo.it/prenota/). A pochi chilometri, a Volvera, invece, sempre domenica 26 si potrà visitare “Palazzotto Juva”, una dimora la cui storia risale al Seicento e il cui nome è legato alla figura di Giacomo Pio Juva che, nel 1797 acquistò la cascina e i terreni. II nuovo proprietario fece costruire e restaurare la villa padronale dotandola di una “torre merlata” di ispirazione medioevale, del “campanile” con tanto di campane, ampliando il grande giardino, per destinarlo a “residenza estiva”. Ultime due tappe domenicali: Pancalieri, dove domenica 26 riapre la settecentesca “Villa Giacosa Valfré di Bronzo”, e Virle Piemonte, con il suo settecentesco “Castello Marchesi Romagnano” che domina l’abitato con la sua mole storica e le sue sale affrescate, custodi di secoli di eventi politici e mondani.
Geometrie e prospettive: la firma torinese


