Open day il 31gennaio con Carly Anderson
Torino, crocevia di stelle hollywoodiane, è pronta ad ospitare dall’11 gennaio per il sesto anno i più importanti nomi del musical internazionale provenienti da Broadway e dal West End di Londra grazie al ‘Broadway & West End Gypsy Project’ della Gypsy Musical Academy, la grande e storica accademia di musical e spettacolo di Torino. Si tratta dell’unica sul territorio piemontese in grado di preparare i ragazzi per i più prestigiosi palchi internazionali, come quello inglese e americano.
Quattro incontri si terranno per altrettanti sabati e domeniche tra gennaio e maggio presso la sede di via Pagliani 25. Il primo sarà con Millie O’ Connell, protagonista nel musical Six ( Anna Bolena) l’11 e il 12 gennaio; il secondo con Vinny Coyle, che veste i panni di Raul in “The Phantom of the Opera” il 22 e 23 febbraio. Terzo appuntamento con Carly Anderson, protagonista del musical ‘Wicked’ (Glinda) il primo e 2 marzo. Il quarto stage sarà con Karis Anderson, protagonista del musical “Tina” il 3 e 4 marzo.
Per chi lo desiderasse la Gypsy dà la possibilità a chi lo desideri di organizzare un viaggio a Londra per assistere ai musical più famosi, vivendo l’esperienza del backstage con la possibilità di un incontro didattico presso la scuola partner della capitale inglese.
Da non perdere il 31 gennaio l’open day della Gypsy Musical Academy, con la partecipazione eccezionale di Carly Anderson.
Importante la prenotazione.
Info e prenotazioni 011/0968343.
Mara Martellotta





RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA
Dopo generazioni che hanno sudato fatica e duro lavoro, la famiglia Cook è riuscita nell’ardua impresa di trasformare una terra inospitale in una delle tenute più floride della contea di Zebulon, nell’Iowa.
Siamo padroni del nostro destino? Quello che siamo, pensiamo, scegliamo, il nostro carattere, affondano radici profonde nella famiglia e alla latitudine del globo in cui nasciamo?
A 13 anni dalla scomparsa (nel 2012) della brillante scrittrice e sceneggiatrice newyorkese Nora Ephron, stroncata da leucemia fulminante, questo libro è la prima biografia italiana che ne ripercorre la vita in modo anomalo, ovvero attraverso un ricettario. Scritta dalla responsabile editoriale di Cook, Angela Frenda, ci racconta l’esistenza, i tormenti e le delusioni, ma anche i piatti tanto apprezzati dalla scrittrice.
Non avremmo mai pensato che un testo come questo fosse nelle corde della scrittrice da 12 milioni di copie vendute, Sveva Casati Modignani; nom de plume di Bice Cairati, classe 1938 e da sempre in vetta alle classifiche con la sua narrativa spesso snobbata dalla critica.






Codice risente di un protagonismo legislativo fuori luogo, ad esempio, in materia di etilometro. E’ giusto combattere gli abusi, appare sacrosanto garantire al massimo una guida sicura a tutela di sé stessi e degli altri utenti della strada, ma il controllo dei cellulari come lei indica mi sembra una violazione della privacy evidente. Il testo di un messaggio è ad ogni effetto una forma di comunicazione epistolare tutelata dall’ articolo 15 della Costituzione che parla di inviolabilità che può essere limitata solo da un provvedimento motivato dell’ Autorità giudiziaria. Ancora una volta l’abc del liberalismo appare del tutto sconosciuto. I messaggi non servono solo a scambiarsi auguri ed amenità varie. Sono un mezzo di comunicazione che a volte sostituisce il telefono.
Credo che si possa e si debba ricordare la prof. Maria Grazia Sestero che ha saputo mantenere una coerenza assoluta fino alla fine. Comunista era e comunista è rimasta. L’ho conosciuta in più occasioni e quasi mai ho potuto consentire con lei. A chi muore va sempre portato il massimo rispetto, anche se sinceramente non credo molto alla statura politica di chi non ha voluto comprendere che il comunismo è stato una delle più grandi tragedie dell’umanità. Posso giustificare un operaio poco scolarizzato, ma non chi ha diretto anche un liceo. Maurizio Ferrara, direttore de “L’ Unità” vissuto anche a Mosca disse che non leggeva certi libri perché altrimenti avrebbe dovuto cambiare la sua vita. L’assessore e anche parlamentare Sestero non credo che si sia posta questi problemi perché le sue convinzioni erano talmente radicate da non avere mai un dubbio ideologico. Tanti che oggi dimenticano il loro granitico passato comunista dovrebbero imparare dalla sua onestà.