CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 237

“Manuale operativo per Nave Spaziale Terra”: la 32esima edizione di Artissima

Artissima annuncia le Gallerie e i premi della sua trentaduesima edizione, che si terrà  da venerdì  31 ottobre a domenica 2 novembre prossimi all’Oval Lingotto di Torino.
L’edizione 2025 è  intitolata “Manuale operativo per Nave Spaziale Terra”, ispirato all’eclettica figura di Richard Buckminster Fuller e al suo omonimo libro del 1969 delle edizioni del Saggiatore. Per il quarto anno consecutivo Artissima trae ispirazione dal pensiero di una figura visionaria  per proporre una riflessione collettiva che, attraverso l’arte, la sua comunità e pluralità di linguaggi, intende offrire strumenti per interpretare e attraversare la complessità del presente.

“Il concetto di Manuale operativo – spiega il direttore di Artissima Luigi Fassi – invita a riflettere sulla nostra presenza sul pianeta Terra, “una nave spaziale” affidata alla responsabilità collettiva di chi la abita e che ci rende tutti suoi piloti. Come possiamo prendercene cura bilanciandone risorse e sostenibilità  per tutti i viventi?  Il destino non ci ha lasciato istruzioni, ma Fuller esorta il lettore a superare le barriere  tra discipline e cooperare con uno sguardo più  ampio e consapevole. Sono i grandi visionari come gli artisti a tracciare nuove rotte per comprendere il nostro ruolo di timonieri della nave spaziale terrà. Gli artisti pensano in modo olistico e indipendente, intuitivo e creativo. Sanno trascendere gli specialismi e il valore d’uso immediato, immaginando soluzioni oltre i confini disciplinari.
Proprio loro potranno ispirare la stesura di un Manuale operativo. Artissima, crocevia di mondi e personalità che ruotano intorno al sistema dell’arte contemporanea, invita la sua comunità di visitatori e partecipanti a riflettere su questo tema, per guidare il pianeta nel viaggio attraverso le sfide del tempo presente”.

L’edizione 2025 di Artissima vedrà accolte negli spazi della fiera le  quattro sezioni principali, Main Section, New Entries, Monologue/Dialogue e Art Spaces & Editions, e le tre sezioni curate, Present Future, Back to the future e Disegni.
Saranno 176 le Gallerie italiane e internazionali a partecipare, di cui 62 presenteranno progetti monografici.
Tra le caratteristiche della 32esima edizione spicca la capacità consolidata da parte delle gallerie di presentare progetti inediti, capaci di aderire al tema cardine di Artissima, coinvolgendo sia giovani artisti sia altri già affermati.
Oltre al calendario di talk, presentazione di progetti, libri, incontri con artisti e curatori, Artissima presenta e organizza progetti speciali all’Oval e diffusi in città, realizzati in sinergia con importanti partner e istituzioni. Si tratta di una fiera di ricerca, a partire dall’individuazione di quelli che saranno gli artisti di domani alla rilettura dei grandi maestri del passato recente, dall’esplorazione di formati nuovi e piattaforme digitali, alla sua capacità di essere un appuntamento di mercato e, al tempo stesso, curatoriale.

Le Gallerie partecipanti ad Artissima 2025 provengono da 33 Paesi e cinque continenti. Significativa è la presenza di gallerie provenienti dall’Europa dell’Est, tra cui Vilnius, Kaunas, Riga, Praga, Varsavia, Lubiana e Bucarest, e dall’America del Sud e centrale come Città del Messico, San Paolo e Buenos Aires. Sul fronte  europeo si conferma una viva partecipazione  di gallerie provenienti da Austria, Francia, Germania, Regno Unito,  Croazia, Grecia e Slovenia.

Nella sezione New Entries, dedicata alla gallerie aperte da meno di cinque anni e presenti per la prima volta in fiera, partecipano 12 gallerie provenienti da tre continenti, a partire da una galleria di Pescara, che esplora tematiche interdisciplinari contemporanee con opere di Adriano Costa, Gaëlle  Choisne, Berenice Olmedo; ArtNoble di Milano che presenta sculture di Jermay Micheal Gabriel sulla natura delle relazioni coloniali; ASNI di Riga, che promuove artisti baltici emergenti; Bliss di Varsavia, che propone l’arte spirituale di Urszula Broli; Bremond Capela di Parigi che ospita una mostra  bipersonale di Corinna Gosmaro e Madeline Peckenpaugh tra astrazione, paesaggio e memoria; Matteo Cantarella di Copenaghen che presenta un’installazione site specific di Therese Bülow e Vibe Overgaard sulle ambiguità  tra natura e industria; la brasiliana Galatea di San Paolo Salvador trasforma lo stand in un’installazione sensoriale di Carolina Cordeiro; Pipeline di Londra esplora la scultura e la fotografia di Giorgio van Meerwijk; Soup di Londra propone nuove pitture di Nina Silverberg su di uno sfondo murale dipinto a mano. Seguono le gallerie nella sezione New Entries Trotoar di Zagabria, che dedica uno stand monografico a Marko Tadić; la galleria Vohm di Seul, che cura una selezione di opere di Hana Kim e Eun Yeoung Lee su spontaneità e nostalgia. La galleria milanese Zazà presenterà l’installazione di Shaan Bevan, reinterpretazione contemporanea della pittura murale antica.

In occasione del suo venticinquesimo anniversario,  la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT incrementa per il terzo anno consecutivo, per un totale  di 300 mila euro, lo storico fondo acquisizioni a beneficio delle collezioni della Gam Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino e del Castello di Rivoli Museo di Arte contemporanea, stanziando il budget più elevato degli ultimi dodici anni. La Fondazione, nel corso degli anni, grazie anche alle acquisizioni effettuate ad Artissima, ha costituito una collezione di oltre 930 opere di arte contemporanea, tra le più prestigiose a livello nazionalé e internazionale,  con un investimento complessivo superiore a 41 milioni di euro.

Anche quest’anno Artissima presenta un articolato programma di Premi, tra cui il Premio Illy  Present Future , promosso da Illycaffé dal 2001, giunto al suo 25esimo anniversario, assegnato al progetto più interessante della sezione Present Future, dedicata alla scoperta di nuovi talenti; il Premio Diana Bracco , imprenditrici ad Arte, nato nel 2023 e promosso dalla Fondazione Bracco, dedicato a valorizzare una gallerista donna emergente quale imprenditrice attenta alla ricerca e alla qualità artistica. Seguono i premi Orlane per l’Arte, che premia lo stand con la migliore proposta espositiva  per la cura e valorizzazione degli artisti presentati, il Premio Tosetti Value per la Fotografia, che seleziona un artista che, oltre a ricevere un riconoscimento in denaro, svilupperà un progetto in dialogo con “Prospettive, l’economia delle immagini” dedicato alla fotografia contemporanea; il Premio Vanni #artistroom, promosso da Vanni Occhiali, che selezionerà un artista in fiera che disegnare una capsule collection di occhiali d’artista in edizione limitata. Infine il Premio Oelle Mediterraneo Antico, promosso dall’omonima fondazione di Catania, giunto alla sua quarta edizione, che premia un artista con la partecipazione ad una residenza artistica in Sicilia; il Premio Pista 500, nato nel 2023 in collaborazione con la Pinacoteca Agnelli, che offre all’artista selezionato l’opportunità di creare un’opera per il billboard sulla Pista 500, ex circuito del Lingotto; il Matteo Viglietta Award, riconoscimento promosso per ricordare il  grande vignettista; il Premio Ettore e Ines Fico, promosso dal Museo Ettore Fico, per premiare , attraverso un’acquisizione, il lavoro di giovani artisti a livello internazionale.
Ultimo ma non meno importante è il Premio “ad occhi chiusi”, nato nel 2021 dalla collaborazione con la Fondazione Merz, che seleziona un artista che parteciperà ad una residenza in Sicilia, i cui risultati saranno visibili presso la Fondazione Merz.

Mara Martellotta

Fiore mio: Cinema nel Parco del Castello di Miradolo 

Giovedì 10 luglio, ore 21.30

 

 

Dopo il successo internazionale de Le otto montagne il primo film scritto, diretto e interpretato dallo scrittore Paolo Cognetti

 

 

 

Dopo il successo internazionale de Le otto montagne, Premio della Giuria di Cannes 2022, esce al cinema nel 2024 Fiore mio (Nexo Studios, 2024), il primo film scritto, diretto e interpretato dallo scrittore Paolo Cognetti.

Protagonista è il tema più viscerale della poetica di Cognetti: quella montagna che l’autore ha esplorato anche nel documentario Sogni di Grande Nord diretto da Dario Acocella, dove ha seguito le tracce del Christopher McCandless’ di Into the Wild negli incredibili e remoti scenari dell’Alaska. Questa volta il viaggio di Paolo Cognetti si fa più vicino allo spettatore e racconta, in modo intimo, introspettivo e mai scontato, la sua montagna: il Monte Rosa, un luogo geografico ma soprattutto un luogo del sentire e un luogo della comprensione di quanto abbiamo intorno. Quando nell’estate del 2022 l’Italia viene prosciugata dalla siccità, Paolo Cognetti assiste per la prima volta all’esaurimento della sorgente della sua casa a Estoul, piccolo borgo a 1700 metri di quota che sovrasta la vallata di Brusson. Questo avvenimento lo sconvolge profondamente, tanto da far nascere in lui l’idea di voler raccontare la bellezza delle sue montagne, dei paesaggi e dei ghiacciai ormai destinati a sparire o cambiare per sempre a causa del cambiamento climatico. Cognetti racconta così la sua montagna sulla falsariga de Le 36 vedute del monte Fuji di Hokusai, un’opera in cui l’artista giapponese ritrasse il Fuji cambiando continuamente i punti di vista e raccontando la vita che scorre a vari livelli: sui suoi fianchi, nelle valli sottostanti, sulla vetta ma anche nelle città più vicine da dove ancora è visibile, lontano, oltre la nebbia dell’inquinamento, il profilo maestoso della montagna.

Nel suo viaggio sul Monte Rosa Cognetti non è solo. Con lui ci sono il direttore della fotografia Ruben Impens, conosciuto sul set delle Le otto montagne e che firma anche la fotografia di Fiore Mio, e le persone incontrate durante questo viaggio. Come l’amico di una vita Remigio, nato e cresciuto in val d’Ayas, di cui conosce ogni luogo e custodisce la memoria. Ci sono Arturo Squinobal, una vita dedicata alle montagne e un volto che ne ricorda le tracce, e sua figlia Marta, che Paolo conosce sin dall’infanzia e che ha trasformato l’Orestes Huette nel primo e unico rifugio vegano delle Alpi. E ancora ci sono Corinne e Mia, donne dei rifugi che accolgono i viandanti con il sorriso caloroso e rilassato di chi ama ciò che fa. C’è il silenzioso eppure tagliente Sete, sherpa d’alta quota che ha scalato tre Ottomila, Everest, Manaslu e Daulaghiri, e si divide tra Italia e Nepal: lavora qui d’estate e d’inverno, mentre in autunno e in primavera fa la guida per i trekking in Himalaya, dove ha moglie e figli. E poi c’è il cane Laki, inseparabile compagno di camminate. A chiudere il viaggio la presenza preziosa del cantautore Vasco Brondi, amico fraterno di Cognetti e in questa occasione, per la prima volta, al lavoro su un’intera colonna sonora. Per il film, oltre alle musiche originali, Brondi ha scritto e interpretato una nuova canzone Ascoltare gli alberi, che chiuderà il documentario. Fiore mio, la traccia presente nel finale del film e che ne ha ispirato il titolo, è invece da tempo una delle canzoni più popolari di Andrea Laszlo De Simone, cantautore e musicista torinese che ha vinto il Premio César 2024 per la Migliore Musica Originale di Animal Kingdom (Le Règne Animal), divenendo il primo italiano ad aggiudicarsi questo prestigioso premio.

 

CINEMA NEL PARCO

Cinema nel Parco è un’immersione totale nella natura, al centro di un’arena di oltre 2mila metri quadrati disegnata da sette maxi-schermi, nel prato centrale del Castello di Miradolo (TO). Per non disturbare l’equilibrio del parco, l’audio è udibile solo attraverso cuffie silent system luminose.

In programma 8 appuntamenti, dal 26 giugno al 14 agosto, tutti i giovedì alle ore 21.30. I film si possono ascoltare anche in lingua originale, multilingua e/o sottotitolati in italiano per ampliare le possibilità di fruizione. Non ci sono sedie, né posti assegnati: ogni spettatore dovrà portare da casa un plaid per sedersi sul prato e assistere alla proiezione dal proprio angolo preferito. In programma film d’animazione per famiglie (Cattivissimo Me 4, Prendi il volo, Flow. Un mondo da salvare, Inside Out 2, Oceania 2) film drammatici (Trifole. Le radici dimenticate) e documentari (Fiore mio, Il tempo dei giganti). Dalle ore 19.30 pic-nic sul prato.  

INFO

Castello di Miradolo, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (TO)

Giovedì 10 luglio, ore 21.30

Fiore mio (Nexo Studios, 2024)

Biglietti: 8,50 euro a persona; ridotto 0-5 anni 3 euro; gratuito per i bambini che non vogliono la cuffia

Prenotazione obbligatoria al n. 0121 502761 e-mail prenotazioni@fondazionecosso.it

www.fondazionecosso.com

 

Dalle 19.30 è possibile fare un pic-nic nel Parco con i cesti di Antica Pasticceria Castino. È possibile ritirare i cesti direttamente nella Caffetteria del Castello, previa prenotazione. Menù differenziato per adulti e per bambini.

Cesto bimbi: rosetta con prosciutto cotto e mozzarella – 2 quadrotti di pizza – Dolce dell’Antica Pasticceria Castino – bibita o acqua

Cesto adulti: guacamole e chips di mais – sandwich del castello prosciutto cotto, formaggio, uovo, insalata dell’orto e senape al miele – Dolce dell’Antica Pasticceria Castino – birra o bicchiere di vino o succo bio

Cesto adulti veg: guacamole e chips di mais – sandwich dell’orto con hummus di ceci, verdure grigliate, insalata dell’orto e brie – Dolce dell’Antica Pasticceria Castino – birra o bicchiere di vino o succo bio

Costo: 10 euro cesto bimbi, 16 euro cesto adulti.

Non è consentito il pic-nic libero. La prenotazione è obbligatoria: 0121 502761 prenotazioni@fondazionecosso.it

www.fondazionecosso.com

“Quadila Festival” ritorna ad Albugnano e dintorni

Il Festival che porta nel Monferrato teatro, musica e “scambio di saperi”

Dal 10 al 27 luglio

Albugnano (Asti)

Vista mozzafiato. Il “Balcone del Monferrato”, l’astigiana Albugnano (con i suoi siti di storica bellezza, dal “Belvedere Motta” alla “Corte del Gelso Antico” fino al “Cortile dell’antica Canonica” e all’“Abbazia di Vezzolano”) ritorna ad accogliere, da giovedì 10 a domenica 27 luglio, con alcuni Comuni limitrofi e per il quinto anno consecutivo, il “Quadila Festival”, come sempre ideato e realizzato dalla locale Compagnia Teatrale “Lo Stagno di Goethe” – ex “Compagnia Marco Gobetti” – con il patrocinio e il sostegno del “Comune di Albugnano” e della “Fondazione Enrico Eandi”. Definito dagli stessi organizzatori “un crocevia di teatro, musica e ‘scambio di saperi’”, il Festival ruoterà quest’anno intorno al tema “Tragedia e Libertà”, invitando il pubblico partecipante ad una riflessione sul “rapporto tra conoscenza, destino e autodeterminazione”. Le domande che attraversano ed ispirano l’intera proposta sono, a detta sempre degli organizzatori: “Quando la libertà può tramutarsi in tragedia? E viceversa? E’ possibile raggiungere la libertà attraverso la conoscenza?”. Domande da un milione di dollari (o, meglio, se più v’aggrada, di Euro … visto come al momento vanno le cose), sicuramente in attesa di risposte per cui impegnarci di buzzo buono e, nel contesto specifico, attraverso l’accettazione di un palinsesto che propone, in primis, tanto “teatro” con, al centro, tematiche spesso urgenti, come, ad esempio (tanto per citarne alcune), il “caporalato”: è il caso di “Pomodoro” di e con Pasquale Buonarota e Alessandro Pisci, in programma domenica 13 luglioalle 21,30, nel cortile dell’“Antica Canonica” di Albugnano.

Mafia, omertà e giustizia saranno invece i cardini su cui riflettere, venerdì 11 luglioalle 21, nell’“Area Panoramica Don Pino Puglisi” di Aramengo, con lo spettacolo teatrale “Il mare a Cavallo”, interprete Antonella Delli Gatti, dedicato a Felicia Bartolotta, madre di Peppino Impastato, giornalista siciliano ucciso a Cinisi da “Cosa Nostra” il 9 maggio del ’78.

A seguire “Pompei. Persone di gesso” è, invece, una “lezione recitata” (sabato 19 luglioore 9, al “Giardino don Luigi Bruno” di Pino d’Asti) per ragionare sul rapporto con le paure e i sentimenti altrui, mentre la giornata di sabato 26 luglio sarà interamente dedicata alla scrittrice Gina Lagorio, nel ventesimo anniversario della morte, tramite una maratona letteraria nel chiostro dell’“Abbazia di Vezzolano” e uno scambio di “saperi” con le figlie Silvia e Simonetta.

Uno sguardo all’“attualità” si aprirà con l’appuntamento “Leggenda e popolo ai tempi della Palestina sterminata”, alla presenza di Viviana Codemo, ricercatrice e attivista, che si occupa della Palestina da oltre trent’anni (venerdì 25 luglioalle 21, Albugnano “Cortile dell’Antica Canonica”).

E ancora. Per una nota di internazionalità, ecco “Batallando: la vida es sueño”, uno spettacolo interattivo in collaborazione con “AstiTeatro”, in calendario sabato 19 luglioalle 21,15, sempre nel “Cortile dell’Antica Canonica” di Albugnano.

Le due settimane di appuntamenti – tutti gratuiti – daranno ampio spazio anche alla musica con, tra gli altri, il concerto della “band indie rock” torinese “Perturbazione”, che onorerà l’eredità musicale di De André (venerdì 18 luglioalle 21,30) con il concerto “La buona novella”; mentre, a chiudere il “Festival” saranno i “Lou Dalfin” con “Bistrò Dalfin”domenica 27 luglioalle 21,30. Entrambe le serate sono in programma al “Belvedere” di Albugnano.

Chicca sicuramente gradita e affollata di quest’anno sarà il “Quadila bar”, a cura di “Spiriti in Cantina, nel “Cortile dell’Antica Canonica” di Albugnano.

Per info sul programma nel dettaglio: www.quadila.com

g.m.

Nelle foto: Scene da “Il mare a cavallo” (Ph. Emanuele Basile) e “Pomodoro”; I “Perturbazione”

Quando VideoGruppo era la finestra televisiva su Torino

TORINO CITTA’ DEL CINEMA, DELLA RADIO E DELLA TELEVISIONE

 

VIDEO PIEMONTE  – Intervista a Paola Zeni

Quando VideoGruppo Piemonte era la finestra televisiva su Torino (e non solo)

In un mondo televisivo dominato da produzioni internazionali, parlare di riscoperta degli archivi delle televisioni locali italiane può sembrare un discorso molto lontano dalla nostra contemporaneità. Al contrario, la prima vera televisione, quella fatta dalle emittenti locali, custodisce un tesoro inestimabile della cultura e della società della seconda metà del ‘900.

La Professoressa Paola Zeni dell’Università di Torino è una delle collaboratrici di ricerca del progetto ATLAS – Atlante delle televisioni locali, nato dall’Università di Bologna, e volto a indagare le pratiche delle emittenti private in Italia dal 1976 al 1990.

Di seguito, la Professoressa Zeni racconta lo sviluppo e i risultati della unità di ricerca incentrata sull’emittente piemontese VideoGruppo.

Nella sezione PERCORSI del sito ATLAS si trovano 15 percorsi tematici: 5 dedicati alle emittenti e gli altri dedicati a delle tematiche ricorrenti – come l’uso del telefono, la cronaca bianca o lo sport – che si evincono dai palinsesti delle televisioni locali.

Dal sito ATLAS è possibile entrare gratuitamente e senza registrazione su AMSHistorica, il database digitale che contiene molti dei filmati originali di VideoGruppo ritrovati e resi disponibili proprio grazie al lavoro di ricerca.

B: Come è nato il progetto?

P. Z.: Il progetto nasce da un’intuizione del Professor Luca Barra dell’Università di Bologna, che da sempre si occupa di televisione a 360°. L’interesse e la passione accademici continui e decennali di Barra lo hanno spinto a dedicare un approfondimento alle televisioni private in Italia. Se la televisione nazionale è un tema su cui ormai ci sono numerosissimi studi ed approfondimenti, la televisione locale è ancora poco affrontata, se non da un punto di vista memorialistico. Un esempio è Giuseppe Sacchi, fondatore di Telebiella nel 1971, ha lasciato delle memorie da cui si è costruita la vita dell’emittente.

Luca Barra voleva studiare queste televisioni in maniera più sistematica, dedicare all’emittenza privata in Italia un’attenzione più specifica e che vada ad indagare come complessivamente si è sviluppata un’idea di televisione che è un’alternativa alla televisione nazionale.

L’intento ultimo, quindi, è quello di studiarla a fini estetici, culturali e sociali; per fare ciò è necessario studiare la teoria ma soprattutto le pratiche, che spesso nascono in contesti piccoli. Video Piemonte è infatti un’iniziativa famigliare nata da un ingegnere che si occupa di mineralogia, Sergio Rogna Manassero, che acquista apparecchi di trasmissione e inizia a fare la televisione.

Dopo aver avuto l’intuizione della ricerca, lo step successivo è stato capire come muoversi.

L’idea vincente è stata quella di selezionare delle 5 emittenti campione in giro per l’Italia (Video Gruppo Piemonte, Telesanterno, AntennaTre, Sardegna 1 e TeleRoma56) ed affidare lo studio delle singole a un’unità di ricerca.

B: Come mai solo cinque mittenti e perché proprio queste?

P. Z.: Ogni triennio il Ministero della ricerca finanzia dei progetti di rilevante interesse nazionale che si strutturano con un’unità capofila – in questo caso l’Università di Bologna con Luca Barra come Principal Investigator – affiancata da altre legate a sedi universitarie che contribuiscono alla ricerca. A Torino il Professor Fassone è il Responsabile dell’Unità e io, Professoressa Zeni, sono collaboratrice di ricerca.

Sono state selezionate, quindi, le emittenti che meglio hanno rappresentato la regione di nascita e i cui palinsesti hanno avuto maggiore risonanza anche a livello nazionale.

B: Cosa differenzia VideoGruppo Piemonte delle altre emittenti locali?

P.Z.: Grazie alla direzione di Sergio Rogna Manassero, VideoGruppo si propone come televisione con intenti sia culturali che politici, molto interessata a trasmettere sia le iniziative culturali della città, sia a portare personalità politiche regionali in studio. Non mancano anche i programmi ludici e i quiz, ma si tratta sempre di un intrattenimento orientato a una postura particolare, molto diversa da quella milanese o di AntennaTre. Rispetto a queste emittenti, che hanno aspirato a fare il salto a televisione nazionale, Sergio Rogna ha sempre seguito la vocazione della località. Non a caso, lo slogan di Sergio Rogna era “Il nostro studio è la città”.

B: Dove e come sono stati reperiti i materiali audiovisivi studiati dalla ricerca?

P. Z.: Ogni unità ha avuto un’esperienza diversa: chi si è occupato di AntennaTre ha potuto contare su un patrimonio già digitalizzato, dovuto a un’efficiente archiviazione interna; in altri casi il materiale è stato poco e difficile da reperire. Per quanto riguarda VideoGruppo, bisogna partire dal presupposto che non esisteva un vero e proprio archivio, ma, come spesso accade, era frammentato, disperso.

Io, dovendo pur partire da qualche parte, sono andata alla Camera di Commercio di Torino, ho chiesto l’apertura del fascicolo VideoGruppo, mi hanno dato qualche scatolone che ho meticolosamente consultato: ho trovato principalmente materiale che descrive l’emittente da un punto di vista burocratico. Un’altra gran parte di materiale cartaceo ci è stato dato da Sergio Rogna Manassero.

Con VideoGruppo bisogna ammettere di aver avuto una grande fortuna: l’emittente ha tenuto traccia in maniera rigorosa, anno per anno, di tutti i programmi andati in onda, di tutti gli ospiti intervistati, di tutto ciò che succedesse in studio, grazie anche a Federico Peiretti (fondatore dell’AIACE).

Per quanto riguarda i materiali video, è stato necessario chiedere il permesso a Sandro Parenzo, il presidente di Mediapason, per prendere gli umatic ancora presenti nella vecchia sede di VideoGruppo. Una volta reperite decine di cassette e un lettore idoneo, è partita l’analisi e la digitalizzazione di tutto questo materiale.

B: Dove è possibile consultare i risultati della ricerca?

P. Z.: Abbiamo implementato il sito ATLAS con i risultati della ricerca. L’output principale della ricerca è stato il caricamento del materiale audiovisivo e scritto su AMSHisitorica, una sorta di galleria digitale dell’Università di Bologna che contiene una selezione ampia di materiali che sono stati raccolti durante la ricerca di VideoGruppo Piemonte. Ci sono degli estratti video e interviste con professionisti che sono stati digitalizzati e sono visibili da tutti. Ad esempio, è possibile vedere il servizio fatto da VideoGruppo sul Papa Giovanni Paolo II in visita a Torino nel 1980.

B: Cosa differenzia un filmato realizzato dalla televisione nazionale da uno realizzato da una tv locale, come ad esempio questo del Papa a Torino?

P. Z.: Nel filmato dell’emittente locale c’è una certa specificità, ha un gusto e un orientamento spiccatamente locale. È più attento al tessuto cittadino: anche durante un evento così grande, l’interesse di VideoGruppo è quello di sentire la parola dei passanti, dei cittadini. Dagli anziani ai bambini, si trasmette un contenuto libero, genuino, che rispecchia la cittadinanza. È anche per questo che VideoGruppo ha avuto così tanto successo.

B: Se dovesse nominare un programma di VideoGruppo che più rappresenta Torino, quale sarebbe?

P. Z.: Viene alla mente “La città chiama, risponde il sindaco”. Durante la trasmissione l’allora Sindaco di Torino, Diego Novelli, ingaggiato da Sergio Rogna Manassero, accetta in diretta ogni venerdì sera alle 19 negli studi televisivi (ai tempi nei sotterranei della galleria Cinema Romano) le chiamate dirette dei cittadini. Un piccolo estratto si trova proprio nel sito. Questo programma, unico nel suo genere, ha un successo enorme, tanto da occupare l’intero traffico telefonico della città. Con questo programma si rivaluta la comunicazione televisiva, che diventa ora bidirezionale, uno scambio tra spettatore/cittadino e conduttore.

B: Sono da poco terminati i tre anni di questa ricerca che ha riscoperto e riportato alla luce il valore culturale e sociale delle emittenti locali. Cosa rimane?

P.Z: Più che pensare a cosa è rimasto, mi piace pensare a cosa è stato avviato.

Sicuramente rimane un nuovo deposito digitale consultabile da tutti e ricco di materiale che fino a poco tempo fa era inaccessibile.
Quello che speriamo di aver avviato è, innanzitutto, un interesse per l’emittenza privata e la volontà di ricostruire questi archivi. In generale, speriamo di aver dato il via a una modalità di studio diversa, che non sia solo quella storica e sommaria, ma che sia fatta di casi studio particolari.

Grazie all’intuizione del Professore Luca Barra, questa ricerca ci ha permesso di mettere 5 puntatori dell’emittenza privata in una cartina dell’Italia che fino a tre anni fa era muta. La speranza è che questi puntatori diventino sempre più e sempre più consistenti.

BEATRICE PEZZELLA

Ghëddo, il progetto innovativo che promuove l’arte a Torino

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Ghëddo, associazione culturale no profit guidata da Olga Cantini, Barbara Ruperti, Marta Saccani, Rachele Fassari e Davide Nicastro, nata nel 2021 insieme a TO.BE, l’open call arrivata oggi alla sua quarta edizione, è un progetto finalizzato all’organizzazione di progetti culturali che valorizzino e promuovano la giovane arte emergente, creando una rete dinamica tra artistə e spazi artistici del territorio torinese, come gallerie, spazi indipendenti, fondazioni e istituzioni.

“Come gruppo, al biennio di Comunicazione, temevamo di non avere tutti gli strumenti necessari per il nostro futuro lavorativo nel mondo dell’arte, sia noi come curatorə e comunicatorə, sia per lə giovani artistə – racconta il team di Ghëddo – É dalla necessità di colmare il vuoto che percepivamo, quello tra la formazione e l’effettivo lavoro nel mondo dell’arte che nasce Ghëddo, ma soprattutto il suo progetto di lancio TO.BE che permette allə artistə di esporre in gallerie e spazi del territorio di Torino. Concepiamo l’arte come strumento comunicativo, e al contempo come messaggio in grado di mettere in moto azioni e di generare valori nuovi all’interno di una comunità. Il nostro progetto mira a creare una rete dinamica con artistə e spazi indipendenti del territorio, favorendo esperienze di cooperazione e di scambio tra artistə e realtà cittadine al fine di costruire un legame solidale e generare delle dinamiche di scambio umano, etico, artistico coerenti con il tema dell’accessibilità, attraverso eventi gratuiti ed equi (parità di genere)”.

Ghëddo è guidato da cinque persone che operano in maniera orizzontale, condividendo responsabilità e decisioni. Olga Cantini si occupa di una parte della comunicazione, in particolar modo dei social media, dei rapporti con i partner e i media partner e dell’ideazione dei progetti e la loro messa in pratica. Rachele Fassari, tesoriera dell’associazione, si occupa della gestione economica e dei rapporti con lə collaboratorə esternə, si impegna a gestire i fondi. Barbara Ruperti cura la linea artistica e curatoriale, si occupa dell’ideazione dei progetti, della scrittura dei contenuti critici e delle relazioni con i partner culturali. Marta Saccani si occupa dell’ideazione, coordinamento e gestione dei progetti, gestisce i rapporti con lə artistə, collaboratorə e amicə di Ghëddo. Davide Nicastro è una figura jolly e trasversale, dall’ideazione dei progetti al reperimento di materiali utili.

“Oggi in Italia assistiamo a un panorama artistico estremamente frammentato, ma anche fertile, dove convivono pratiche tradizionali e sperimentazioni ibride – spiega il team di Ghëddo – Il panorama degli spazi indipendenti, dei collettivi e artist-run space è vitale e in fermento, ma spesso manca un riconoscimento istituzionale o una vera continuità progettuale. In questo contesto, molte realtà faticano a creare progettualità sostenibili e accessibili, non solo per lə artistə, ma anche per la sperimentazione artistica e curatoriale tout court. Spesso mancano gli spazi, le risorse economiche, ma anche i contesti relazionali in cui pratiche artistiche, riflessioni critiche e coinvolgimento attivo possano coesistere fuori dalle logiche di sistema. Ghëddo e le altre realtà come la nostra nascono in risposta a questo vuoto. La nostra proposta si colloca in una zona di confine tra spazio espositivo, laboratorio di pensiero e piattaforma di cura delle relazioni. Intendiamo l’arte non solo come produzione di oggetti o di mostre, ma come occasione di incontro, di interrogazione, di ricerca aperta e condivisa. Più che mancare in senso assoluto, realtà come la nostra rispondono a un bisogno diffuso ma ancora inascoltato. Quello di spazi che non siano solo contenitori, ma contesti dove attivare e riflettere su diverse qualità del fare. In un ecosistema artistico frequentemente orientato alla produzione, alla competizione e alla visibilità, riteniamo essenziale preservare luoghi di sperimentazione viva, in cui l’arte possa entrare in dialogo con la città, con le istituzioni e con le gallerie, mantenendo intatta la propria radicalità e accogliendo la complessità che caratterizza il panorama”.

“Per quanto riguarda la nostra open call TO.BE – continua il team di Ghëddo – selezioniamo lə artistə sulla base dei criteri del nostro bando: originalità dell’opera, efficacia espressiva, capacità innovativa nel campo delle arti visive. Lavoriamo con qualsiasi disciplina: scultura, installazione, sound art, performance, video, fotografia, pittura, grafica, arte multimediale o testuale. Quando collaboriamo con lə artistə nel progetto TO.BE, il nostro impegno non si esaurisce con la fine del programma: cerchiamo di dare continuità al dialogo e al supporto, creando occasioni future di collaborazione e valorizzazione delle loro ricerche. Per portare qualche esempio: l’artista torinese Silvia Basano, che negli ultimi due anni ha preso parte a due mostre collettive all’interno del progetto TO.BE (nel 2023 con Kissinkemmer e nel 2024 in Questo il mondo non lo saprà), a gennaio è stata coinvolta per partecipare alla prima edizione del nostro programma di residenza. In occasione della restituzione del progetto che Silvia Basano ha realizzato durante la residenza, in collaborazione con l’antropologo Mirko Vercelli, è stata coinvolta anche lə performer e artista Lux Aeterna, con cui avevamo già collaborato in occasione della mostra collettiva Il futuro è una schiuma cosmica. L’artista Rac Montoro, già presente nella mostra collettiva Kissinkemmer nel 2023, è statə nuovamente coinvoltə nel febbraio 2025 con la performance Broken Violet Dream, da noi curata, insieme ad altrə artistə con cui collabora abitualmente: Sirius Alexander Venus Rose, Erauqave e H’im. Nel luglio 2024, abbiamo portato un lavoro dellə artistə Lorenzo Peluffo e Enrico Turletti, che hanno partecipato alla mostra collettiva Il futuro è una schiuma cosmica, nella mostra curata da Osservatorio Futura al Forte di Exilles, intitolata Materie: sulla linea temporale del progresso la vita danza in cerchio. Nella stessa mostra, era presente anche un lavoro di Volga Sisa, artista che aveva esposto alla mostra personale Flor Inmortal da A PICK Gallery nel 2024. Entrambe le ricerche sono state oggetto di una riflessione critica a firma di Ghëddo, pubblicata all’interno del catalogo della mostra a cura di Osservatorio Futura. Al di fuori del bando TO.BE abbiamo avuto la possibilità di conoscere, interessarci e lavorare con altrə artistə torinesə e non solo. Nel novembre 2023, in occasione di Artissima, abbiamo curato la perfomance Sintetico di Plurale, collettivo di Verona insieme al quale abbiamo realizzato la fanzine Body of evidence: power, desire, desolation. Nel 2024 abbiamo esposto due lavori di Emma Scarafiotti e Virginia Argentero, artiste selezionate nella prima edizione del Premio promosso dalla Fondazione Recontemporary, a cui Ghëddo ha partecipato come partner in qualità di partner per una menzione speciale”.

“Nell’ambito del progetto TO.BE – conclude il team – abbiamo una novità per l’edizione 2025: oltre alle gallerie, fondazioni, e spazi indipendenti che collaborano e ospitano le mostre dellə giovani artistə, ci saranno anche alcune istituzioni torinesi. Questo ci rende molto felici perché significa ampliare le possibilità di crescita per lə artistə oltre ad essere una manifestazione di crescita di Ghëddo stesso. Per il nostro futuro ci auguriamo di raggiungere maggiori finanziamenti, in modo da poter dare ulteriori opportunità allə artistə e avere uno spazio in città tutto nostro. Ci piacerebbe sostenere le spese di produzione delle opere, offrire più budget per i trasporti delle opere e per tutte quelle spese di realizzazione di una mostra, ci stiamo lavorando. Se si scava bene e nel modo giusto, la città di Torino offre buone possibilità a realtà come la nostra”.

Gian Giacomo Della Porta

CAMERA a Les Rencontres d’Arles con la mostra su Letizia Battaglia

 

Arles, dal 7 luglio al 5 ottobre 2025

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia è lieta di annunciare la sua partecipazione al prestigioso Les Rencontres d’Arles 2025, il più importante festival di fotografia in Europa, in programma dal 7 luglio al 5 ottobre 2025 nella famosa cittadina francese, con la mostra Letizia Battaglia. Always in search of life curata da Walter Guadagnini, direttore artistico di CAMERA.

Il festival, nato nel 1970 nella città provenzale, si tiene ogni estate e rappresenta un punto di riferimento fondamentale per fotografi, curatori, critici e appassionati che raggiungono la Francia da ogni parte del mondo. Con numerose esposizioni diffuse in luoghi storici e spazi culturali della città, Les Rencontres d’Arles offre uno sguardo sul panorama internazionale attraverso progetti fotografici innovativi e approfondimenti su tematiche sociali, artistiche e culturali.

La mostra, coprodotta da CAMERA con Jeu de Paume, dopo una prima tappa a Tours trova una nuova casa nell’affascinante Chapelle Saint-Martin du Méjan di Arles con 160 immagini, tra stampe originali e moderne, e 20 documenti tra riviste e giornali per raccontare il lavoro della fotografa palermitana.

Grazie alla collaborazione con l’Archivio Letizia Battaglia, il progetto vuole mostrare le tante sfaccettature dell’attività della fotografa e il suo costante impegno sociale dagli esordi a Milano negli anni Settanta fino alla morte, avvenuta nel 2022. L’esposizione restituisce la potenza narrativa delle sue immagini, capaci di documentare senza filtri la violenza mafiosa, la dignità dei più fragili, ma anche la bellezza e le contraddizioni di Palermo e della Sicilia.

“CAMERA è tra i protagonisti al festival di Arles con una mostra dedicata a Letizia Battaglia, una delle più importanti fotografe italiane e un personaggio dalla dimensione internazionale. Siamo felici di trovarci in questo luogo che, nel corso dell’estate, diventa il centro nevralgico della fotografia mondiale – commenta Walter Guadagnini, direttore di CAMERA – un festival che da sempre scrive la storia della fotografia, trampolino per i talenti di domani e piattaforma dove si costruiscono nuove visioni. A rendere ancora più bello questo momento è la collaborazione con il Jeu de Paume, tempio della fotografia francese, che riconferma la reputazione anche internazionale che CAMERA ha conquistato nei suoi primi dieci anni di vita”.

 

“Una grande estate per CAMERA – commenta Emanuele Chieli, il presidente di CAMERA – che ha ricevuto, lo scorso 21 giugno ad Ostuni, uno dei più importanti riconoscimenti internazionali per la fotografia: il Lucie Award, nella categoria Spotlight. E ora CAMERA approda ad Arles e lo fa con una mostra di grande rilievo scientifico e sociale, realizzata insieme a prestigiose istituzioni. Nuove collaborazioni che ci rendono molto fieri e che confermano una crescita nazionale e internazionale, particolarmente significativa nell’anno che coincide con il nostro decimo anniversari. Dopo Arles l’esposizione proseguirà il suo tour in Italia e, nel 2026, approderà infine a Torino, negli spazi di CAMERA.”

Riparte Movie Tellers: la carovana del cinema

Riparte Movie Tellers – La carovana del cinema, rassegna di cinema & food che mette al centro le sale cinematografiche regionali e il loro pubblico, promuovendo la circuitazione di opere filmiche legate al territorio.

La 5a edizione, in programma dal 2 al 31 luglio, porterà in 25 città delle 8 province regionali, 25 film frutto della fervida produzione piemontese indipendente  4 lungometraggi, 4 documentari, 17 cortometraggi -, dando vita a una ricca rassegna composta da 27 appuntamenti con 123 proiezioni totali, grazie al sostegno del bando per la valorizzazione delle sale cinematografiche della Regione Piemonte e all’instancabile lavoro sul territorio di partner come Film Commission Torino Piemonte, Museo Nazionale del Cinema, TorinoFilmLab, Torino Film Festival, Agis-Anec Piemonte e Valle d’Aosta e Distretto Cinema.

Tra gli ospiti di questo mese all’insegna del cinema local, i registi Gianluca e Massimiliano De Serio, Davide Ferrario, Matteo Tortone, Alessandro Negrini, Andrea Icardi, le registe Beatrice Surano e Miriam Muraca, i produttori Enrico Cerasuolo e Fabrizio Nucci, l’attore Emilio Scarpa, il musicista e compositore Cristiano Lo Mele.

Organizzata dall’Associazione Piemonte Movie, che festeggia così i propri 25 anni di vitaMovie Tellers fa tappa anche a Torino l’8, 9 e 10 luglio, intrecciandosi con ’Cinema sulla Pista 500’ per le proiezioni di tre documentari: Canone effimero di Gianluca e Massimiliano De Serio, The Lost Legacy of Tony Gaudio di Alessandro Nucci, Italo Calvino nelle città di Davide Ferrario.

Nel corso di Movie Tellers, saranno proiettati anche i lunghi di fiction Onde di terra di Andrea Icardi, Sulla terra leggeri di Sara Fgaier, L’ultimo viaggio di Lorenzo Ceva Valla e Mario Garofalo e Zamora di Neri Marcorè; il doc La luna sott’acqua di Alessandro Negrini; e i film brevi Al termine della notte di Stefano Moscone, Choices&Changes di Miriam Muraca, Domenica sera di Matteo Tortone e Mefite di Beatrice Surano. 

Accompagnati dalle sonorizzazioni dal vivo di film muti dalla Cineteca del Museo del Cinema e un cortometraggio contemporaneo realizzato dall’archivio di Alfieri Canavero; i 9 corti del progetto TFF Sguardi Puri ad opera di giovani filmmaker local; e la nuova esibizione della mostra fotografica Ritratti Di Cinema a Verbania.

                     

A Torino si uniscono Asti, Cuneo, Novara, Verbania, Vercelli e 19 comuni sparsi per il Piemonte.

Qui, Movie Tellers porterà il classico format che unisce film e degustazioni, per valorizzare condivisione e convivialità: dalle 18 si susseguono le proiezioni di corti, doc, lunghi e sonorizzazioni, inframezzati da un aperitivo a base di prodotti enogastronomici locali, il tutto a un costo d’ingresso volutamente accessibile di 7€ (ridotto 5€).

Rock Jazz e dintorni: Lucio Corsi-Baustelle e i Thirty Seconds to Mars

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Lunedì. Per Flowers Festival a Collegno, si esibisce il cantautore Alfa.

Martedì. Per il Festival “Collisioni” ad Alba in piazza Medford, suoneranno i Thyrty Seconds to Mars, preceduti dai Les Votives. Per Flowers è di scena Lucio Corsi e i Baustelle.

Mercoledì. Allo stadio Olimpico Grande Torino arriva Marco Mengoni. All’Osteria Rabezzana si esibiscono i Ritmo Diferente. Al Flowers Festival sono di scena gli Offlaga Disco Pax + Murubutu , preceduti dal rapper Dutch Nazari. Per Evergreen Fest alla Tesoriera si esibisce Ron.

Giovedì. Al Flowers Festival arriva Tananai. Per Evergreen Fest musica dal vivo e visual performance con Giorgio Li Calzi, Valerio Corzani e Andrea Daddi.

Venerdì. Per Evergreen Fest si esibisce Andrea Cerrato. Al Circolino, jazz con gli Hibaku Jumoku.

Sabato. Per il Flowers Fest a Collegno sono di scena i Pop X e Dov’è Liana. Allo stadio Olimpico Grande Torino arriva Cesare Cremonini. Per “Collisioni” ad Alba è di scena Irama preceduto da Sayf. Per Evergreen Fest suona il Duo Dans Le Vent, a seguire Il Muro del Canto presenta :La mejo medicina.

Domenica. Al Flowers Festival si esibisce Marco Castello. A chiudere il Festival “Collisioni” arriva Sfera Ebbasta, preceduto da Promessa, Nabi e Kid Yugi. Per Evergreen Fest suona il Mythos Random Quartet.

Pier Luigi Fuggetta

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

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SOMMARIO: Pier Giorgio Frassati, un santo borghese – Premi e “amichettismo”- Giovanna Cattaneo Incisa della Rocchetta – Lettere

Pier Giorgio Frassati, un santo borghese
Cent’anni fa moriva Pier Giorgio Frassati (nella foto di copertina) che verrà proclamato santo in settembre dal Papa. Una figura straordinaria che, appartenendo ad una ricca ed importante famiglia piemontese, seppe farsi carico di una testimonianza cristiana autentica, fondata sull’altruismo e la  dedizione ai disagiati. Ho conosciuto la sorella Luciana Gavronska  che dedicò anni della sua vita per far conoscere il fratello morto. Spesso mi parlò di lui. Mario Soldati diede un contributo non indifferente alla causa della sua beatificazione durata troppo a lungo: i tempi del santo subito verranno tanti decenni dopo. Per Frassati fu applicata la regola dei piccoli passi. A sbloccare lo stallo fu il Papa polacco.
Jas Gavronski che  ha scritto mirabilmente dello zio, mi parlò di questo credente con i fatti e non con le parole, nato in una famiglia  in cui la religione cattolica non era certo così sentita. Il senatore Frassati, padrone de “La stampa” che  era  considerato un  miscredente se non un  framassone, fu molto impressionato dalla lezione umana e religiosa  del figlio.  Pier Giorgio fu confuso erroneamente da tanti   con i “santi sociali”  torinesi come don Bosco e il Cottolengo. La sua storia fu totalmente diversa come è facile da cogliere pensando alle opere dei due santi torinesi considerati sociali.
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Premi e “amichettismo”
Mario Pannunzio fu un critico severo dei premi letterari, compreso lo “Strega” che venne attribuito al suo amico Ennio Flaiano. Per dirla con una parola attuale molto in voga i premi si reggono sull’amichettismo e sui baratti tra case editrici . Anche sui legami politici perché certi partiti si sono infilati anche nei premi letterari. Ho assistito alla parte finale del premio 2025 naturalmente  su Rai 3 e più volte sono stato tentato di spegnere il televisore.
Più che un premio letterario sembrava quasi un comizio a molte voci, ma con temi sempre uguali, come un ossessionato antisemitismo filo palestinese. Mi era capitato in altri tempi di seguire più da vicino il premio che porta il nome del  liquore Strega, oggi quasi dimenticato. Io ho una bottiglia in casa di “Strega” e ogni volta che cerco di rifilarlo ai miei ospiti ne ottengo un rifiuto. Forse è il premio a danneggiare il buon nome del liquore. Avevo avuto anche modo di poter avere un assaggio del premio in un bellissimo paese del ponente ligure. Peccato che anche lì l’incaricata della piccola kermesse non fosse all’altezza, anche se possiede un altissimo tasso di faziosità.  Era facile con Franceschini , oggi con Giuli (che non è certo una cima) è meno facile il trionfalismo nei confronti di un premio nato da una mediocre scrittrice e dai suoi amici della domenica. Se la Bellonci si fosse dedicata alle scampagnate, forse sarebbe stato meglio.
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Giovanna Cattaneo Incisa della Rocchetta
La Marchesa – per matrimonio – Incisa della Rocchetta – che nascose il titolo nobiliare da quando entrò in politica con il PRI ,ha avuto il riconoscimento di un ricordo cittadino. Se non fosse stato per il caldo, sarei anche intervenuto: era un’amica. Il lavoro fatto per la Gam e per palazzo Madama è stato egregio, anche se non era laureata in storia dell’arte ed era una semplice appassionata.
Torino le deve essere grata. Ma come sindaco non è stata certo significativa. Venne eletta dopo la precipitosa fuga di Zanone che così diede il via al suicidio del PLI  e dovette lasciare il posto dopo pochi mesi al commissario Malpica, uomo di Scalfaro, considerato in tempi successivi responsabile di malefatte  certo non a lui attribuibili. Nei pochi mesi di governo si limitò a galleggiare. Le ambizioni dei vari Marzano e altri consiglieri e assessori non le consentirono di toccare palla.
La maggioranza si sfaldò e si tornò a nuove elezioni con un nuovo sistema elettorale che prevedeva l’elezione diretta dei sindaci. Venne eletto per dieci anni Valentino Castellani, il migliore sindaco dopo Peyron. Incisa fu rieletta  consigliera insieme a Marino e Lodi, per Marzano fu una debacle che decretò la sua fine politica, anche se poi, passando al pds, tornò  in Sala Rossa. Anche Dondona, liberale, non venne rieletto, ma tornò in Comune con Forza Italia. Forse sarebbe stata anche una brava sindaca, sia pure senza esperienza. A sostenerla fu Giorgio La Malfa paracadutato a Torino da suo padre Ugo: Donat Cattin lo definì Gesù Bambino. Anche lui come Zanone distrusse un partito, il PRI che Silvano Alessio aveva costruito. L’unica donna politica del PRI in Piemonte e non solo è stata Bianca Vetrino, sindaco di Pino torinese, consigliere regionale di tre legislature, assessore alla Sanità e Vice Presidente della Giunta Regionale. Un partito serio avrebbe dovuto portarla in Parlamento. Susanna Agnelli non aveva nulla di repubblicano se non un certo snobismo . Ma Bianca come Viglione ha sempre preferito impegnarsi in Piemonte anche come presidente del Traforo del Monte Bianco.
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LETTERE
scrivere a quaglieni @gmail.com
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Il capitano Medaglia d’oro Franco Balbis
Ho molto apprezzato a suo tempo che Lei e il gen.  Franco Odello abbiate ricordato ad Alassio con la presenza del sindaco Melgrati il capitano Medaglia d’oro Franco Balbis caduto al Martinetto sotto il fuoco dei fascisti nel 1944. Partecipai alla cerimonia più di dieci anni fa quando si scoprì la lapide per Balbis voluta da Lei e da Lelio Speranza nell’istituto salesiano dove Balbis era stato allievo. Sono passato ieri a lasciare un fiore in ricordo di un vero patriota dimenticato forse anche perché valoroso combattente ad El Alamein. Assistei però anche  ad un episodio indegno che guastò in modo irrimediabile la bella  cerimonia perché l’alfiere  della FIVL, presente alla manifestazione,  aggredi’ con male parole e con  il ricorso alla violenza fisica il comandante partigiano Lelio Speranza vice presidente nazionale della FIVL , vicino ai 90 anni. Uno dei presenti in modo incredibile disse che tra gentiluomini queste cose non si fanno ,ma l’unico gentiluomo era Speranza. Fu un episodio vergognoso a cui assistette il direttore dell’istituto salesiano e credo anche Lei ed altri. Lei si ricorda del fatto ?  G. B. Sbarbaro
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Mi ricordo del fatto increscioso a cui credo abbia anche assistito il sindaco di Alassio Canepa e altri invitati.  So anche i motivi dell’aggressione, ma evito di ricordarli. Non erano certo nobili.  L’alfiere  era un contadino un po’ troppo rustico e ruspante che non fece mai la Resistenza. Alla sua morte venne esaltato per cose che non ha mai fatto e forse non sarebbe mai stato in grado di fare. Pace all’anima sua. Certo rovinò con la sua irruenza la manifestazione per Balbis che lui sì, diede la vita per un’Italia libera. Un episodio triste  da dimenticare. L’alfiere in questione in effetti era di fatto un simpatizzante dell’ ANPI, come mi capitò di constatare nel corso di  una penosa riunione anch’essa da rimuovere a cui partecipai e in cui Speranza venne attaccato violentemente dall’ alfiere.
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L’equilibrio dei poteri
La frequenza con cui  i TAR, la Cassazione e la Consulta intervengono sull’operato del governo e delle Regioni fa pensare che i diversi  poteri dello Stato non rispettino gli equilibri stabiliti dalla Costituzione. Forse è solo un’impressione o il legislatore odierno non riesce più  a legiferare con la dovuta chiarezza e correttezza costituzionale. Lei cosa ne pensa?    Gina Resto
In poche righe è impossibile rispondere. E’ difficile non pensare che in alcuni casi ci siano pregiudizi politici piuttosto evidenti. Va altrettanto riconosciuto che non sempre il legislatore si rivela all’altezza  del suo compito. Manca in molti ministri, sottosegretari e parlamentari una cultura giuridica e questo appare altrettanto evidente. C’è gente neppure laureata al governo. Il tema nel suo insieme è  un argomento troppo incandescente per… affrontarlo con questo caldo. Rinviamo il discorso a settembre, così  avremo modo di riflettere su un punto molto delicato della nostra vita democratica.

“Collisioni” inizia col botto

 Una inaugurazione col botto quella di ieri sera a Collisioni festival in una Piazza Medford gremita insieme alle lunghe code, di quasi due chilometri, che hanno riempito la Città di Alba e l’hanno trasformata nel cuore pulsante della scena musicale italiana con il concerto di Gigi D’Agostino preceduto da Roberto Molinaro, producer italiano attivo dagli anni ‘90, noto per il suo stile techno ed eurodance, che ha collaborato con gli Eiffel 65 e Gabry Ponte.

Gigi D’Agostino è stata affidata la grande apertura della 17a edizione del festival, protagonista di un lungo show durato oltre 3 ore, in una grande festa dell’estate piemontese strabordante di pubblico di ogni età: da “Lento Violento” ai suoi tanti grandi successi, Gigi D’Agostino ha fatto ballare l’intera Piazza Medford al ritmo della sua musica.

 

Prossimo appuntamento atteso con la data internazionale di martedì 8 luglio, aperta da Les Votives, band milanese dal sound “chic rock” ispirata agli anni ‘60/’70, con un tocco contemporaneo, che ha conquistato il secondo posto a X Factor nel 2024, per continuare con l’attesissimo live dei Thirty Seconds to Mars, la band di fama mondiale e multi-platino composta dai fratelli Jared e Shannon Leto.

Il concerto ad Alba sarà una grandissima occasione da non perdere, per ascoltare le loro canzoni più iconiche, oltre ai nuovi brani pubblicati nell’ultimo disco It’s The End Of The World But It’s A Beautiful Day” uscito il 15 settembre 2023 da Virgin Records.

 

Si prosegue con la line up di Collisioni sabato 12 luglio con Shablo + Joshua + Mimì + Tormento. Proseguirà la serata Sayf, giovane rapper italo-tunisino di Genova che mescola con stile proprio e grande originalità lo street rap e il cantautorato in un mix unico, capace di renderlo oggi una delle voci più promettenti della scena rap italiana.

 

Ad accendere la notte di Collisioni sarà poi Irama, artista amato da un pubblico trasversale, capace di emozionare giovani e non, che incanterà Alba con un live memorabile e con tutte le sue hit che, ad oggi, gli hanno fatto collezionare 53 dischi di Platino e 4 oro e oltre 2,5 miliardi di streaming, consacrandolo come uno degli artisti di maggior successo nell’attuale panorama musicale italiano. Il suo sarà uno show coinvolgente che trasformerà il palco di Collisioni in un luogo di condivisione e intensa emozione per tutti i fan.

 

Non mancherà anche quest’anno l’appuntamento con la ‘Giornata Giovani’ di Collisioni, che negli ultimi anni ha caratterizzato il programma del festival, capace di renderlo una manifestazione in grado di sintonizzarsi con il pubblico dei giovani e dei giovanissimi, mettendosi in ascolto dei nuovi linguaggi, abbattendo le barriere intergenerazionali. Quattro gli artisti protagonisti della Giornata Giovani in collaborazione con Banca D’Alba che, domenica 13 luglio, infiammerà il pubblico con una line-up d’eccezione e con una maratona di oltre 5 ore di musica no-stop: il primo a calcare il palco del Festival sarà Promessa, il giovane rapper milanese la cui particolarità è saper rappare molto bene, senza doversi per forza piegare alle mode musicali del momento con una tendenza old school in chiave innovativa. Il suo EP ‘Vite Sgrammate’, ha totalizzato più di 1 milione di streams in meno di un mese dalla sua uscita.

 

A seguire sul palco salirà Nabi, artista classe 2004, madrelingua francese, originario della Guinea Conackry. Prima di trasferirsi stabilmente a Milano, ha vissuto a Parigi, città che gli ha trasmesso numerose influenze. I singoli “Felicità” in collaborazione con Néza, “Guérrila” e “Plaquette” gli hanno permesso di posizionarsi tra i volti emergenti più interessanti del panorama.

 

La Giornata Giovani proseguirà poi con il live dell’attesissimo Kid Yugi, artista di riferimento dei giovanissimi che fonde musica rap e urban a citazioni letterarie e di spessore, creando un mix unico e innovativo. Il suo album del 2024 ‘I nomi del Diavolo’ è stato il disco più ascoltato al mondo nei primi tre giorni dall’uscita su Spotify (Top Albums Debut Global Chart) oltre a essere stato certificato 4 Platino e aver superato le 200.000 copie.

 

Infine sarà Sfera Ebbasta, il Trap King con 230 Dischi di Platino e 32 d’oro, oltre a una solida fanbase multigenerazionale che sfiora i 5 milioni di follower su Instagram, a chiudere con un grande live la diciassettesima edizione di Collisioni. Indiscusso recordman di vendite e di sold out, torna sul palco di Collisioni per portare ad Alba la sua storia in musica, dalle origini alla fama globale passando per il ritorno al blocco con l’ultimo album ‘X2VR’, già quintuplo Disco di Platino.

 

COLLISIONI INCONTRA LoST-EU

Prosegue anche quest’anno la collaborazione col progetto LoST-EU, dedicato alla promozione in Italia e in Europa delle eccellenze casearie italiane. Nell’area hospitality di Collisioni saranno raccontate agli ospiti della manifestazione le storie e le qualità uniche del suo paniere di formaggi DOP: il Murazzano, il Roccaverano, l’Ossolano dal Piemonte, il Puzzone di Moena dal Trentino, lo Strachitunt della Lombardia, la Vastedda della Valle del Belice e il Pecorino Siciliano dalla Sicilia, e in ultimo ma non certo per importanza il Provolone del Monaco dalla Campania. Una nuova grande occasione per sensibilizzare anche il grande pubblico, specie quello dei giovani, al tema della sostenibilità, al rispetto per le tradizioni e per l’ambiente, temi chiave del progetto LoST-EU, che accomunano tutte le otto DOP di eccellenza del paniere. Il pubblico potrà così apprezzare la filosofia di LoST, che ha come scopo soprattutto quello di stimolare le persone a riflettere sugli attuali sistemi di distribuzione dei beni alimentari e conoscere le buone pratiche da adottare ogni giorno, in qualità di consumatori, scegliendo prodotti equi e sostenibili.

Gigi D’Agostino – PH Credit © Vincenzo Nicolello