CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 225

Rock Jazz e dintorni a Torino: Mahmood e Chiello

/

Lunedì. Al teatro Concordia di Venaria si esibisce Chiello.

Mercoledì. All’Osteria Rabezzana suona Lil Darling Quartet. Al Jazz Club: The Chicago Blues Jam!

Giovedì. Al Blah Blah sono di scena i Weird Bloom. Allo Spazio 211 si esibisce Diego Random. Al Jazz Club suonano i Train Power Blues. All’Hiroshima Mon Amour è di scena Cajo Redivivo. Al Cafè Neruda suona l’Oiseaux Trio.

Venerdì. Al Blah Blah si esibisce la cantautrice Claudia Buzzetti. Allo Spazio 211 sono di scena i Fasti + Le Schiene di Shiele+ Calantha. Al Jazz Club suonano i Sp4rkles. Alla Divina Commedia si esibisce la Marconi Blues Band. All’Hiroshima è di scena Comete + Lato B. Al Circolino suona Valentina Nicolotti 4 tet.

Sabato. All’Inalpi Arena arriva Mahmood Allo Ziggy si esibiscono i Necrodeath + Nerocapra. Al Blah Blah suonano i Madbeat + Bad Frog. Al Jazz Club Growing The Blues. Alla Divina Commedia si esibisce la Lucky Phoenix Band.

Domenica. Al Jazz Club sono di scena Terry e Lucia.

Pier Luigi Fuggetta

Pannunzio e il suo “Mondo” raccontati da Quaglieni al Salone del Libro

La presentazione lunedì alle 17,15 al Lingotto

Nel libro di Quaglieni, oltre ad alcuni testi “canonici” per conoscere Mario Pannunzio giornalista e scrittore (Lucca 1910 – Roma 1968), ci sono oltre 60 testimonianze e ricordi che costituiscono una preziosa novità. A volte anche solo in una battuta fulminante, quasi un tweet ante litteram, viene condensato un ricordo su Pannunzio e “Il Mondo” del tutto inedito.

Il prof. Quaglieni

In appendice il libro pubblica per la prima volta il carteggio intercorso tra Benedetto Croce e Mario Pannunzio, rivelatore del rapporto strettissimo tra i due. Uno strumento utile per capire il crocianesimo di Pannunzio. Particolare interesse ha lo scambio di idee sui temi della Resistenza che potrebbe stupire e merita da solo la lettura del libro.

Inaugurate le nuove sale  della Pinacoteca “Raissa Maksimovna Gorbaciova” a Torre Canavese

Bartoli: “Torre è un paese d’arte, ogni strada racconta la sua bellezza”

Torre Canavese (TO), 17 maggio 2025
Si è tenuta a Torre Canavese l’inaugurazione ufficiale delle nuove sale espositive della Pinacoteca “Raissa Maksimovna Gorbaciova”, in un evento molto partecipato che ha visto la presenza di numerose autorità civili e militari, rappresentanti istituzionali e cittadini.
A rappresentare il Consiglio Regionale del Piemonte è intervenuto il Consigliere Sergio Bartoli, Presidente della V Commissione (Ambiente), che ha voluto sottolineare l’importanza dell’iniziativa per la valorizzazione culturale del territorio:
“Torre è un paese d’arte. Basta camminare tra le sue strade per rendersi conto del patrimonio che custodisce: ogni muro, ogni angolo, ogni quadro esposto lungo le vie racconta una storia. Questa inaugurazione è un segnale forte di attenzione verso l’identità, la memoria e la bellezza del nostro territorio.”
Nel suo intervento, Bartoli ha portato anche i saluti ufficiali del Consiglio Regionale del Piemonte e del Presidente Alberto Cirio, sottolineando il sostegno della Regione a iniziative che rafforzano la coesione culturale e la promozione delle eccellenze locali.
Durante la cerimonia, le nuove sale sono state intitolate alla famiglia Datrino, con un omaggio speciale a Marco Datrino, figura storica del mondo artistico e antiquario, che con passione e visione ha contribuito a trasformare Torre Canavese in un riferimento per l’arte e la creatività a livello locale e nazionale.
Presenti anche l’Onorevole Daniela Ruffino, che ha portato i saluti del Parlamento Italiano, la Consigliera Regionale Paola Antonetto, il Sindaco di Torre Canavese Giampiero Cavallo, i Sindaci di Bairo e Agliè, e il Comandante della caserma dei Carabinieri di Agliè Angelo Pilia.
L’inaugurazione si inserisce in un progetto più ampio di rilancio culturale e turistico del Canavese, che trova nella sinergia tra istituzioni e comunità locali un modello virtuoso per la valorizzazione del territorio.

Se Odifreddi imita Scalfari

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni
.
Eugenio Scalfari intrattenne un fitto dialogo iniziale con Papa Francesco. Ne uscì anche un libro che oggi, dopo il pontificato di Francesco, si rivela poco più che aria fritta.  Facemmo anche discussione su Papa Francesco da poco eletto e il clericalismo e il  conseguente anticlericalismo. Approdammo alla conclusione che con Francesco non aveva senso un anticlericalismo astioso ed obsoleto come quello del venerato Bruno Segre, violentemente contrario ad ogni religione. Infatti Segre, annebbiato dal suo settarismo, fu l’unico che non colse la novità rappresentata da Francesco. Sembra che Odifreddi, che non ha neppure frequentato un liceo, ma un istituto per geometri in cui è assente lo studio della filosofia, voglia imitare Scalfari, tentando il colpaccio, lui ateo dichiarato e irridente in modo volgare  nei confronti di ogni religione come lo fu Segre,  di entrare in rapporti diretti con Leone XIV. Papa Bergoglio, pur apertissimo verso i non credenti, non volle avere rapporti con Odifreddi che alla morte del Papa, scrisse un necrologio offensivo  e volgarissimo anche  nel linguaggio  che rivelò come il geometra-matematico non abbia avuto rispetto neppure per la morte. Apparirebbe davvero una follia demagogica assurda che il nuovo Papa intrattenesse un rapporto   con Odifreddi che pontifica su Agostino e Pascal, forse per rendersi simpatico al Papa. Il Cardinale di Torino dovrebbe informare il Papa su chi è davvero Odifreddi che non è neppure una pecorella smarrita, ma un lupo superbo che, se dipendesse da lui, forse azzannerebbe tutti i credenti come privi di ragione.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

/

SOMMARIO: Ricordi di un ex allievo del “ San Gip” – Antisemitismo e  violenza al Salone  e al Campus Einaudi – Lettere

Ricordi di un ex allievo del “ San Gip”
Il Collegio “San Giuseppe” di Torino, il “ San Gip”, festeggia  150 anni di vita. I Fratelli delle Scuole Cristiane, ordine fondato in Francia da San Giovanni Battista de la Salle, furono chiamati in Piemonte da re  Carlo Felice che fece anche cose buone, come si dice oggi. Papa Leone  ha ricevuto i Fratelli solennemente in udienza e l’anniversario è stato festeggiato a Torino in Duomo e al Collegio, oggi diretto in maniera incomparabile da Fr. Alfredo Centra , uomo coltissimo, preside  e capace manager .Il direttore ha fatto del Collegio una libera Agorà  aperta al confronto con tutti coloro che privilegiano la cultura senza settarismi.
Fra gli ex allievi illustri pubblicati sul sito del Collegio c’è la “crema” di Torino in tutti i settori . Essere passati attraverso l’educazione dei fratelli è un viatico che non si dimentica. Ne ho scritto sul “Corriere”, ricordando anche quando mi accompagnarono in gita scolastica in Egitto e andai ad El Alamein in anni in cui quei Caduti erano da ignorare. Un’esperienza indimenticabile  che raccontai anche al presidente Ciampi quando andammo insieme al Sacrario in Egitto per ricordare i caduti di una battaglia importante, totalmente ostracizzata in cui agli italiani mancò  la fortuna, ma non difettò certo  l’onore, come dimostrò Paolo Caccia Dominioni che costruì il Sacrario, raccogliendo le salme dei soldati caduti in battaglia.
.
Antisemitismo e  violenza al Salone  e al Campus Einaudi
Giovedì ci sono stati minuti  di violenza agli ingressi del Salone del libro per colpa  di estremisti invasati che volevano impedire un incontro al Salone con la presenza del presidente della Comunità ebraica di Torino. La Polizia ha scongiurato il peggio. La Stampa ha scritto incredibilmente   soprattutto delle manganellate della Polizia. Ma andrebbe segnalato anche quanto accaduto al Campus Einaudi in cui gli estremisti pro Palestina hanno ancora una volta dimostrato di essere una minaccia alla democrazia e al confronto civile di opinioni.
Il rettore Geuna ancora una volta si è rivelato inadeguato e alcuni professori indegni del ruolo da essi ricoperto. Va ribadito ancora una volta che gli Atenei esistono per studiare e non per fare politica settaria che inquina la serenità degli studi, degenerando in brutale  violenza.  Questi signori sono l’esempio nostrano del fanatismo palestinese a Gaza che ha mietuto tante vittime innocenti. Il presidente israeliano può essere discutibile, ma non c’è confronto con i capi di Hamas assetati di sangue e solo desiderosi di vendetta. L’antisemitismo peggiore ormai da troppo tempo imperversa un po’ dappertutto.
.
LETTERE scrivere a quaglieni@gmail.com
.
Brigitte Bardot
Cosa pensa di Brigitte Bardot che a 91 anni  prende posizione contro il femminismo francese?  A me sembra come sempre molto coraggiosa. Non è un peccato dire che a lei piacciono gli uomini. Questo è un piacere naturale di cui secondo alcuni bisognerebbe  oggi perfino giustificarsi. Giulia Ferro
.
Concordo con lei. Pannunzio con Flaiano l’aveva incontrata a Roma e ne rimase colpito per la sua capacità di andare controcorrente in anni di bigottismo provinciale, quello  che “Il mondo” aveva combattuto con ironia raffinata. Ancor più  della “Dolce vita” di Fellini B.B . aveva rivelato un volto e un corpo  capace di capovolgere il perbenismo senza noiosi  discorsi sociali , ma con il fascino della bellezza femminile. I suoi nudi, i suoi topless entrarono nei sogni di tutti. Il far l’amore senza inibizioni e senza freni è un qualcosa  di unico che molte donne ancora oggi riescono a raggiungere con fatica, magari  impasticcandosi.  Fu una vera femminista che seppe anticipare i tempi senza mai ricorrere agli slogan delle femministe rancorose e spesso oggettivamente sgradevoli come quelle italiane e francesi in particolare.
Non attese il movimento di liberazione della donna e i suoi cortei.  Andò in pantaloni attillati a visitare all’Eliseo il Presidente De  Gaulle che viveva nel culto di Santa Giovanna d’Arco. L’amico Mughini ha scritto : “Lo scandalo e il fascino della Bardot non derivano  tanto dall’ aver vinto  consapevolmente dei tabù, quanto dalla naturalezza con cui li infrangeva”. Ogni  volta  che si pensa a Bb, l’adolescente che sonnecchia in noi, si risveglia. Me lo diceva Soldati che la incontrava al Festival di Cannes, ma avrebbe desiderato incontrarla da vicino tra le lenzuola, come mi disse senza giri di parole  una volta. Volli passare una settimana a Saint – Tropez (oggi totalmente decaduta)  ed ebbi modo con i buoni uffici di un  autorevole amico francese di parlare mezz’ora con B. B. che mi intrattenne sulle sue belle battaglie per gli animali. Pur anziana, aveva sempre lo sguardo e la vivacità dei vecchi tempi.
.
Da Alassio
Ho appreso che l’ex sindaco Avogadro, prima leghista e attuale renziano, a suo tempo sfiduciato dalla sua stessa maggioranza, stia cercando di rientrare in gioco alla scadenza del secondo decennio di sindaco di Marco Melgrati. Cosa ne pensa?      Vittorio de Angeli
Tutto il male possibile. Avogadro  nel suo mandato portò  al governo della Città degli improvvisatori  incapaci e lui stesso si rivelò poco avveduto. Sarebbe una gravissima jattura per Alassio ritrovarsi di nuovo alle prese con questo personaggio e soprattutto con alcuni dei suoi sostenitori. Il successore di Melgrati dovrà indicarlo lo stesso sindaco quando non potrà più essere candidato.
.
Il cardinale Zuppi
Non ho mai avuto simpatia per i vescovi cardinali di Bologna a partire dal filocomunista  Lercaro, salvo che per il cardinale Biffi che ebbe parole illuminate sui pericoli dell’immigrazione extracomunitaria. Ma adesso Zuppi  al Salone del libro supera se’ stesso, dicendo che, se eletto, avrebbe fatto come nel film di Nanni Moretti. Intendeva scherzare sul papato, una cosa molto seria per un cardinale papa mancato, per grazia dello Spirito Santo.   Giovanni Ramelli
Ha detto che, affacciatosi davanti a tanta gente come nuovo Papa, avrebbe rinchiuso  la finestra perché consapevole di “non farcela”. Può essere singolare la citazione di Moretti, ma in fondo ha detto la verità: Zuppi sarebbe stato inadeguato. Sempre alla ricerca di una battuta come Papa Francesco, dell’ultimo Papa ha solo la propensione alla battuta.

“La Bianca Signora”, una commedia degli equivoci

Al Museo MIIT di corso Cairoli a Torino la giornalista Mara Martellotta ha presentato il libro di Paolo Catalano nell’ambito di Salone OFF

La Bianca Signora: Una brillante commedia in cui a fare da vero protagonista è l’equivoco e ciò che innesca. Tutto accade in un solo giorno: uno scrivano inizia a lavorare per un nuovo padrone e così incontra, tra i clienti, un uomo geloso e insospettito che vuole mettere alla prova la virtù della sua fidanzata, facendole recapitare una lettera d’amore da un finto spasimante che chiede d’incontrarla. Se la donna accetterà l’appuntamento, l’uomo capirà di essere un cornuto, altrimenti tutto filerà liscio.

Il piano sembra semplice e fattibile, ma troppi equivoci e malintesi si metteranno in mezzo a complicare le cose. L’azione teatrale domina le scene, in un gioco di equilibri i personaggi acquistano corpo e profondità, così che il lettore può immaginare ogni scena della commedia ed entrare nel vivo della storia, in cui l’apparenza dei fatti e la realtà si scontrano in un conflitto senza soluzione.

Autore:  Paolo Catalano

Editore: Gruppo Albatros Il Filo

Collana: Nuove voci

Data di Pubblicazione: 2010

Genere: letteratura italiana: testi

Pagine: 101

ISBN-10: 8856731924

ISBN-13:  9788856731927

 Giulia Lombezzi al Salone del Libro: “Prendersi cura prosciuga, altro che gesto d’amore”

Alle 16,  nella Sala Indaco del Salone del Libro, l’autrice torinese Enrica Tesio ha presentato L’estate che ho ucciso mio nonno, romanzo di Giulia Lombezzi, pubblicato da Bollati Boringhieri. Un titolo provocatorio per un libro che affronta con profondità e ironia uno dei grandi temi sommersi della nostra società: il carico di cura che grava quasi sempre sulle donne.
“Alle donne viene affidata la cura dei bambini e quella degli anziani,” ha sottolineato Tesio, “ma è un tema di cui si parla poco, forse perché non considerato abbastanza cool.” Lombezzi concorda: “Ci si aspetta che le donne si facciano carico dei fragili, sempre e comunque. Anche gli uomini sono capaci di prendersi cura, ma devono essere messi nelle condizioni di farlo. Prendersi cura non è zuccheroso, è una cosa che ti prosciuga.”
Nel dialogo, Tesio evidenzia come questa dinamica sia una forma sottile di patriarcato: “Le donne si ritrovano con una responsabilità enorme sulle spalle, spesso in silenzio.”
Nel romanzo, il personaggio di Federica incarna questo paradosso: vicina alla moda e al pensiero dominante, si presenta come una “bella anima”, ma a parole. “È una bella anima col culo degli altri,” dice Lombezzi, citando una frase ironica che la stessa autrice ha dichiarato di voler riciclare. Federica, infatti, affida alla madre e ad Alice, la protagonista adolescente, l’intero carico della cura del nonno. “Federica non riesce a gestire la complessità. Vede il nonno solo come un fragile, non come una persona. E non se ne rende nemmeno conto.”
Alice, invece, è un personaggio complesso, brillante, lontana dallo stereotipo dell’adolescente appassionata e idealista. “Mi piace il fatto che non abbia passioni,” racconta Lombezzi. “È intelligente, ma pur sempre un’adolescente. È come se vedesse troppo della realtà e si prendesse delle cantonate da tutti.”
Il dialogo tra le due autrici ha portato alla luce temi cruciali come la responsabilità, il femminile, la complessità emotiva e l’ideologia, con uno sguardo critico e contemporaneo sul ruolo che le donne si trovano spesso a ricoprire nella società di oggi.
Valeria Rombolà

L’uragano Portnoy

Per celebrare la nuova edizione di Adelphi del Lamento di Portnoy, uscito con il titolo abbreviato Portnoy, è statoorganizzato un evento speciale, presso l’Auditorium del Centro Congressi Lingotto. L’appuntamento, intitolato “L’uragano Portnoy”, ha visto la partecipazione di Roberto Colajanni, direttore editoriale di Adelphi, di Matteo Codignola, della giornalista e scrittrice Livia Manera Sambuy e, in qualità di ospite d’eccezione, dello scrittore francese Emmanuel Carrère.

È stata un’occasione non solo per presentare una nuova veste editoriale, ma anche per riflettere sull’eredità di Roth, sulla potenza dirompente della sua scrittura e sull’impatto culturale di un autore che ha saputo raccontare, come pochi, le ossessioni, i desideri e le contraddizioni della società contemporanea.

GIULIANA PRESTIPINO

Atomi e rock

/

CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI 60

In questo lungo viaggio tra le etichette discografiche rock degli anni ‘60 ci imbattiamo (e ci imbatteremo) regolarmente in “labels” eterogenei che coprivano tranquillamente i più diversi generi e stili, secondo una precisa volontà di rendersi operative quasi a 360 gradi nel mercato dei potenziali fruitori; facile comprendere come il garage rock fosse (e restasse) un prodotto relativamente di nicchia e come tale rivestisse un ruolo minoritario (se non talvolta laterale) nel quadro della produzione variegata di una singola casa discografica. E’ qui il caso di trattare l’etichetta “Era Records” (nota anche come “Era” o “Era Records, Inc.”), fondata a Los Angeles [Hollywood] nel marzo 1955 da Herbert (Herb) Newman e Lew (Lou) Bedell [Lewis Joseph Bedinsky]; da notare che nel 1958 sorgerà anche l’etichetta sorella “Doré Records”, che dal 1959 verrà gestita personalmente proprio da Bedell. Il gruppo “Era” operava anche come distributore di Monogram, Eden e Gregmark e tra 1969 e 1971 fu associato a Happy Tiger. A metà anni Settanta l’etichetta, il catalogo ed il logo [l’originario simbolo atomico] “Era” furono ceduti in blocco alla compagnia canadese K-tel.

Interessante rilevare che i generi predominanti nella discografia di “Era Records” furono alle origini rhythm and blues, dopo il 1959 jazz e country, ma qui senz’altro selezioniamo ed elenchiamo le sole incisioni di rock strumentale, surf, garage e psychedelic rock legate al tema centrale della nostra rubrica:

– THE SENTINALS “Latin’ia (Lateenya) / Tor-Chula” (3082) [1962];

– THE ARPEGGIOS “The Hot Canary / Like Old Times” (3085) [1962];

– THE SENTINALS “Christmas Eve / Latin Soul” (3097) [1962];

– THE SOUND OFFS “The Angry Desert / Working Up A Steam” (3100) [1963];

– THE VINE STREET BOYS “Come On Over / That Certain Someone” (3105) [1963];

– THE TOWERS “Alone In A Big Town / Friday Night Date” (3106) [1963];

– SANDY AND THE SANDSTORMS “Sandstorm / Flutterbug” (3112) [1963];

– THE MOMENTS “Surfin Train / Mamu Zey” (3114) [1963];

– THE CRESCENTS “Pink Dominos / Breakout” (3116) [1963];

– THE SENTINALS SIX “Infinity / Encinada” (3117) [1963];

– THE PAGENTS “Enchanted / Big Daddy” (3119) [1963];

– CONRAD AND THE HURRICANES “Hurricane / Sweet Love” (3130) [1964];

– THE PAGENTS “Sad And Lonely / Pa-Cha” (3134) [1964];

– THE FABULOUS DESIRES “Dance With Me / Ouch” (3138) [1964];

– THE HUNTERS “Tiger Shake / The Angry Desert” (3140) [1964];

– THE HUNGRY IV “The Hustler / Young Girl” (3152) [1965];

– THE LYRICS “So What!! / The Can’t Hurt Me” (3153) [1965];

– THE AMBERTONES “Clap Your Hands / Cruise” (5027) [1965];

– MARTY AND THE MONKS “Mrs. Schwartz, You’ve Got An Ugly Daughter / Psychedelic City” (5037) [1965];

– THE WIZARD’S “I’m A Blind / I Want To Live” (3161) [1966];

– THE NO-NA-MEE’S “Gotta Hold On / Just Wanna Be Myself” (3165) [1966];

– TY WAGNER “Slander / I Think I Found Love” (3168) [1966];

– THE OUTLAW BLUES “Mustafa / Non-Stop Blues” (3171) [1967];

– HARLAN MICHAEL “Day Sleeper / Tell Me” (3173) [1967];

– THE DECADES “I’m Gonna Dance / On Sunset” (3174) [1967];

– THE SEARCH “Everybody’s Searchin’ / Too Young” (3181) [1967];

– THE CHOCOLATE TUNNEL “Ostrich People / The Highly Successful Young Rupert White” (3185) [1967];

– TOMORROW’S WORLD “Tinkling Glasses / When It’s All Over” (3188) [1967];

– THE LOLLIPOP FANTASY “It’s A Groovy World / Waiting For A Dream” (3193) [1967];

– US “Delicious / Love Is Not As Grand” (3201) [1968].

Gian Marchisio

 

 

Torino Graphic Days compie dieci anni

/

Numerosi gli eventi in programma fino al 18 maggio

 

E’ in corso di svolgimento a Torino il Graphic Days®, il primo festival dedicato al visual e al social design italiano e internazionale che quest’anno festeggia i suoi dieci anni.

Aperto fino al 18 maggio, il festival è articolato attraverso un percorso espositivo e un fitto calendario di eventi, talk, workshop, progetti partecipati e performance, dj set, attività per le scuole e le famiglie, mostra mercato dedicati al tema “Love, Now!”, che vuole trasmettere un messaggio di apertura, accoglienza e positività, affrontando il tema delle diverse forme di violenza e dell’esclusione della diversità.

Nuova la location per l’edizione 2025 di Graphic Days®, che viene ospitato negli spazi comunali del Vitali Park in via Orvieto 19, nel cuore della Spina 3, che la prima volta sono stati assegnati a un uso temporaneo all’associazione Print Club Torino e al Festival dedicato alla promozione del valore culturale della comunicazione visiva.

All’interno del Vitali Park ci sono soprattutto le mostre, suddivise in 14 nuclei espositivi. Le attività del festival si estendono anche in città in oltre 30 diverse sedi, con un ricco calendario diffuso di eventi, realizzato con il coinvolgimento delle agenzie di comunicazione, degli studi di design e di diverse realtà operanti nell’ambito del visual e social design nel territorio.

Graphic Days è promosso dal 2016 dall’associazione Print Club Torino, dall’associazione plug e dall’agenzia quattrolinee.

Il programma completo è disponibile su www.graphicdays.it/2025/

TORINO CLICK