CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 14

Garessio, la Torre dei Saraceni narra antiche leggende

Dall’alto osserva la devastazione di Garessio e di Ormea, il fango che ai primi di ottobre ha invaso i centri storici lasciando garessini e ormeaschi senza luce, acqua e gas, i ponti travolti dalla furia del fiume, i cimiteri spazzati via dall’esondazione del Tanaro, le bare aperte tra alberi sradicati e detriti, dolori e lamenti in valle.
Qualcuno guarda lassù, in cima al monte, e la vede forte e intatta come quando resistette alle violente scorrerie dei Mori giunti sulle nostre montagne a portare sofferenze e disgrazie. È la Torre dei Saraceni che illumina il paesaggio autunnale, oggi devastato dall’alluvione, nella piccola frazione Barchi tra Garessio e Ormea. Su uno sperone pietroso, a 900 metri di altezza, come uno sparviero pronto a lanciarsi sulla preda, resiste da mille anni a invasioni e intemperie e continua a raccontare leggende di un tempo assai lontano. Oggi è uno dei simboli del territorio della Valle Tanaro e testimonia una storia molto antica. Quando i Saraceni invasero l’entroterra ligure e piemontese giungendo da Frassineto, l’attuale Saint Tropez, per saccheggiare il territorio, per fare bottino, uccidere gli infedeli e rapire ragazzi e giovani fanciulle gli abitanti del luogo innalzarono una torre cilindrica, appunto la torre di Barchi o torre dei Saraceni, nel territorio di Garessio a breve distanza da Barchi, frazione di Ormea in Alta Val Tanaro. In realtà la torre sarebbe stata eretta lungo il Tanaro già dai Bizantini nel secolo VIII come torre di avvistamento per controllare le mosse dei Longobardi in valle mentre per altri studiosi fu costruita dai garessini intorno al Mille per scorgere in tempo le bande saracene. Queste ultime, tra il IX e il X secolo, la utilizzarono cone torre di vedetta e ne fecero una base per le incursioni nella zona. Anche il grano saraceno, prodotto tipico della Val Tanaro, sembra che sia stato portato in zona proprio dai saraceni.
Filippo Re

Di corsa (o anche solo, camminando) “per” Gaza

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“Run To Gaza” e “Voice of Gaza”: due eventi in una giornata per esprimere solidarietà e raccogliere fondi in aiuto al popolo di Gaza

Domenica 6 settembre

“Il 6 settembre Torino correrà e camminerà per Gaza. Lo farà per raccogliere fondi, sostenere chi cura, tenere viva la voce dei diritti e riaffermare che la solidarietà non è neutralità. E’ partecipazione. E’ responsabilità. E’ lotta. Torino corre verso Gaza. Torino corre per la libertà e l’autodeterminazione del popolo palestinese.
Torino corre perché non c’è pace senza giustizia
”.

Questo il messaggio, etico e politico, che sta alla base di “Run To Gaza” (“Corri a – per Gaza”), l’iniziativa di solidarietà – in cui il gioco di parole unisce il verbo “correre” al “codice” della Città di Torino – promossa da “Uisp Torino”“Arci Torino”“Torino per Gaza”“Global Sumud Italia”“Freedom Flottilia”“Emergency”  e dal Collettivo torinese “Azeytouna – L’Olivo”, con il patrocinio della stessa “Città di Torino”. Tutto il ricavato sarà destinato a “Emergency” e a “Medici Senza Frontiere”, a sostegno dei loro interventi da tempo attivati e mai cessati in Palestina, in quella sottile, oggi pressoché annullata, “Striscia di Gaza” affacciata sul Mediterraneo e ormai da anni afflitta da una gravissima crisi umanitaria e da un’insanabile emergenza sanitaria (circa 75mila morti, di cui 21mila minori e il più alto tasso di “amputazioni” infantili al mondo) causata dal conflitto iniziato dopo l’attacco a sorpresa di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023.

L’appuntamento è per la prossima domenica 6 settembre e, come da titolo, si tratta di un invito a “correre” o anche solo a “camminare” (pure in situazioni di mobilità ridotta o con carrozzine, passeggini e cani al guinzaglio) come segno di una vera e propria “mobilitazione cittadina” che per gli organizzatori intende unire “sostegno umanitario, consapevolezza, denuncia e impegno politico”. Una corsa non competitiva, aperta a tutti, che vedrà come punto di ritrovo il “Parco del Valentino” (ore 9) e si snoderà, per quattro chilometri, toccando prima i “Murazzi”, per poi dirigersi lungo corso San Maurizio e arrivo in piazza della Repubblica.

Oltre 50 sono già le “realtà” che hanno aderito, tra associazioni, gruppi e partiti politici, tra i quali “Acli”, “Cgil”, “Anpi”, “Amnesty International”, “Fridays For Future”, “Libera”, “Pd”, “Movimento 5 Stelle”, “Avs”. E la lista è in continuo aggiornamento.

Per info e iscrizioni “pagina Instagram”:

https://www.instagram.com/run.to.gaza?igsi=bnlmMThyNnNxNWpl

Ma non solo. Dopo l’evento mattutino, la giornata proseguirà al “Bunker” di via Niccolò Paganini 0/200, dove, dalle 18, la “Corsa mattutina” si trasformerà in una “Serata di musica, spettacolo e condivisione, dal titolo “Voice of Gaza. Hanno già confermato la loro presenza sul palco Luca Morino (voce e anima dei “Mau Mau”, che al “Bunker” si esibirà con la “VoodooFolk Orchestra” in un “live” capace di unire il “sound” globale con l’“elettronica” e le “percussioni africane”), insieme ai torinesi “Afrodream” e a Max Casacci (produttore, chitarrista e fondatore dei “Subsonica”) che con la sua “Earthphonia Live porterà sul palco “paesaggi sonori” in sostituzione dei classici strumenti musicali. Con loro, anche Cheb Bachir (tra i più autentici rappresentanti della scena tunisina attuale), i “Kalergi Kids” con il Collettivo torinese dei “Marmellata Set” e di “Sinapsi”, per chiudere (ma la scaletta è in continuo aggiornamento) con i “dj” e “producer”, l’uno torinese e l’altro eporediese, Emiliano Comollo e Enea Pascal (al secolo, Michele Pascarella).

Una vera e propria “maratona musicale”, con la Palestina sempre e in ogni istante come “comune denominatore”.

La serata ospiterà anche un estratto da “Questa terra è la tua terra”, lo spettacolo-canzone del torinese Carsico (nome d’arte del cantautore Francesco Cavecchi), con Roberta Lanave e Simone Pozzi, introdotto dalle “Veiled Spies” (quattro ragazze musulmane di Torino cui si deve una “pagina social” seguitissima su “Instagram” e “TikTok”) e incentrato sulla storia della “canzone politica e di protesta americana”, nonché ispirato al celebre brano “This Land Is Your Land” di Woody Guthrie.

Attenzione! Durante l’appuntamento al “Bunker” sarà possibile acquistare un “biglietto sospeso”: un gesto semplice che permette anche a qualcun altro di prendere parte a questo progetto. Si può raddoppiare o triplicare la donazione e, insieme, allargare il pubblico di questo concerto.

Per comunicare i “biglietti sospesi” scrivere a: vanchiglietta.bocciofila@gmail.com

g.m.

Nelle foto: Manifesto “Run To Gaza”; Luca Morino e i “VoodooFolk Orkestra”; Max Casacci (Ph. Paolo Ranzani): “Afrodream”

SUSART, il 5 e 6 settembre un evento spin-off di Torino Comics

 

Al Castello di Adelaide, al Parco di Augusto e all’Anfiteatro Romano

La città di Susa si prepara ad accogliere la prima edizione di SUSART, nuova manifestazione spin-off di Torino Comics in programma sabato 5 settembre dalle 11 alle 23, e domenica 6 settembre dalle 11 alle 22. L’evento, a ingresso gratuito, è organizzato da Torino Comics in collaborazione con la Pro Loco Susa e Susa Eventi, con il patrocinio del Comune di Susa.
Il castello di Adelaide, Museo Civico della Città di Susa, ospiterà due percorsi espositivi. Il primo riguarda “L’arte nel piatto”, mostra di oltre cinquanta piatti di ceramica originali firmati da importanti autori del fumetto, realizzati nel corso di diversi anni e raccolti da Massimo Pasquali e Vittorio Pavesio.
Sempre negli spazi del castello verrà allestita la mostra intitolata “Il soffio del drago”, dedicata alle opere di Emanuele Manfredi, illustratore italiano legato al fantasy e all’immaginario tolkeriano. L’esposizione accompagna il pubblico in un viaggio tra creature leggendarie, tavole originali, quadri realizzati con tecniche tradizionali e opere digitali, esplorando la figura del drago come simbolo di forza, mistero, conoscenza e immaginazione.
Nello spazio esterno al castello trova la sua localizzazione l’area autori e lo spazio di Poste Italiane. Sono presenti ospiti del mondo del fumetto e dell’illustrazione pronti a incontrare il pubblico, tra cui Vittorio Pavesio, Emanuele Manfredi, Maurizio Manzieri, Sergio Giardo, Andrea Siliano, Nashmin Valadi, Federico Butticé.

Domenica 6 settembre, alle 16, Claudio Chiaverotti e Davide Furnò, moderati da Giancarlo Vidotto, saranno i protagonisti di un incontro dedicato ai quaranta anni di Dylan Dog. All’interno del castello è  anche presente un’area videogames con quindici postazioni tra Xbox One , Playstation 5 e Nintendo Switch, dedicate a free play e tornei.

Tra i contenuti principali del parco di Augusto, che ospita artisti performanti, oggettistica, gadget e attività pensate per accompagnare il pubblico lungo il percorso della manifestazione, è  presente il Quartiere Giapponese, curato da Okugi, con attività dedicate alla cultura nipponica, dal torii caratteristico agli origami, dagli oggetti per cosplay ai giochi a tema, dal mercatino vintage ai ritratti d’autore. Nell’area è anche allestito un piccolo palco per momenti di animazione a cura delle associazioni cosplay presenti. Nel Parco di Augusto inizia la Passeggiata dell’Eroe, un cammino guidato in cui cosplayer vestiti da supereroi accompagnano il pubblico tra le aree di SUSART, il cui cuore della manifestazione è rappresentato dall’Anfiteatro Romano.
Nell’area viene allestita una tensostruttura dedicata all’aspetto commerciale, con stand, associazioni cosplay e attività per il pubblico.
L’associazione La Fortezza propone attività di gaming, giochi di ruolo, iniziative a tema fantasy, con un focus dedicato al mondo di Harry Potter. Qui viene allestito il palco principale, con un fitto programma di musica live, cosplay e spettacoli per tutta la durata dell’evento.

Sabato 5 settembre sono previsti i concerti dei Gremlins Soundtracks, una band torinese che si dedica alle colonne sonore di film e telefilm degli anni Ottanta e Novanta; di Denny Angileri, con il suo progetto dedicato alle canzoni dei videogiochi, e The Surf Riders, band torinese che rilegge brani surf, brani vintage e hit internazionali in chiave strumentale.
Domenica 6 settembre saliranno sul palco i vincitori della Battle of the Bands di Torino Comics 2026, i Sides, e gli Hellfire, tributo band dei Metallica.
Sempre domenica sono previsti il Cosplay contest classico e uno spettacolo K- pop a tema Demon Hunters. Sabato sarà dato spazio allo showcase cosplay, sfilata non competitiva  dedicata ai costumi e alla creatività  dei partecipanti.
L’area ospita inoltre una proposta food & beverage , con possibilità di cenare durante i concerti e un’offerta legata allo street food.

Mara Martellotta

Paolo Conte tra musica, immagini e parole: Ovada, arriva “Sono venuto a suonare”  

 

Martedì 1 settembre, alle 21, il Teatro Dino Crocco di Ovada ospita Federico Sacchi ed Enrico Giaretta per un viaggio nell’universo poetico e musicale di Paolo Conte.

Settembre si apre  con un appuntamento del “Attraverso Festival” dedicato a uno degli artisti più originali e riconoscibili della musica italiana: Paolo Conte. Martedì 1 settembre, alle 21, il Teatro Dino Crocco di Ovada, in provincia di Alessandria, accoglierà Sono venuto a suonare, spettacolo-concerto dedicato a Paolo Conte, ideato e interpretato dal musicteller e divulgatore musicale Federico Sacchi, insieme al pianista e cantautore Enrico Giaretta.

Non sarà un semplice concerto, né una tradizionale conferenza musicale. Lo spettacolo nasce dall’incontro tra storytelling, musica, teatro, immagini e nuove tecnologie e accompagna il pubblico alla scoperta della prima parte della parabola artistica di Conte, ricostruendone il percorso umano e professionale attraverso le canzoni, le collaborazioni e le figure che hanno contribuito a costruirne il mito.

La vicenda artistica di Paolo Conte attraversa infatti alcune delle pagine più significative della musica italiana del secondo Novecento. Dopo gli esordi come autore per altri interpreti negli anni Sessanta, Conte diventa negli anni Settanta un cantautore di culto, fino alla consacrazione internazionale arrivata nel decennio successivo. La sua musica, sospesa tra jazz, chanson, swing e suggestioni cinematografiche, trova soprattutto in Francia un pubblico particolarmente attento, per poi conquistare progressivamente l’intero continente europeo.

Sono venuto a suonare si concentra proprio su questa fase della carriera dell’artista astigiano, mettendo in luce anche il ruolo delle persone che ne hanno accompagnato il percorso. Tra queste, il manager Renzo Fantini e i numerosi musicisti che hanno lavorato con Conte in studio e dal vivo, contribuendo a definire quel particolare universo sonoro diventato nel tempo immediatamente riconoscibile.

A condurre il pubblico attraverso questo racconto sarà Federico Sacchi, da oltre quindici anni impegnato nella divulgazione musicale in diverse forme, dalla critica all’organizzazione di eventi, dalla produzione alla conduzione. Sacchi è autore, regista e interprete del format L’esperienza d’ascolto, una serie di documentari dal vivo che unisce racconto, musica, teatro e video per restituire nuova attenzione ad artisti e fenomeni musicali spesso dimenticati o raccontati in maniera parziale. Accanto a Sacchi ci sarà Enrico Giaretta, pianista e cantautore che vanta un legame particolarmente significativo con la tradizione musicale italiana e, soprattutto, con Paolo Conte. Nato a Latina nel 1970, Giaretta ha iniziato la propria carriera concertistica al fianco del violinista Olen Cesari e ha collaborato per circa tredici anni con Franco Califano, del quale è stato pianista, allievo e coautore.

L’appuntamento di Ovada inaugura il mese di settembre di Attraverso Festival, progetto dell’Associazione Culturale Hiroshima Mon Amour ETS e Produzioni Fuorivia, realizzato con la collaborazione dell’Ente Aree Protette Appennino Piemontese e il patrocinio di UNESCO World Heritage List – Paesaggi Vitivinicoli di Langhe Roero e Monferrato.

Valeria Rombolà

Foto: Ufficio Stampa Attraverso Festival

Il Requiem di guerra di Britten con l’Orchestra Sinfonica della RAI inaugura MITO

 Il 6 settembre al teatro alla Scala di Milano e il 7 settembre all’Auditorium RAI di Torino

Domenica 6 settembre alle 20 alla Scala di Milano (con collegamento in diretta su Radio 3)  e lunedì 7 settembre alle ore 21 all’Auditorium RAI Arturo Toscanini di Torino  inaugurerà il Festival MITO SettembreMusica, con il War Requiem op. 66 di Benjamin Britten.
Verrà così anche celebrato il grande cinquantenario della scomparsa del noto compositore inglese. Protagonista l’orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, diretta da Simone Young e affiancata dal Coro e dal Coro di Voci  Bianche del Teatro Regio di Torino, diretti rispettivamente da Gea Garatti Ansini e da Claudio Fenoglio, con la partecipazione del baritono Bo Skovhus e del tenore Allan  Clyton e del soprano Elena Guseva.

Il War Requiem rappresenta  un’opera di proporzioni mastodontiche, radicalmente antibellica, organizzata su tre piani distinti, capaci talvolta si intersecarsi. Una grande orchestra con coro e voce di soprano che intonano il testo latino liturgico della Missa pro defunctis e rappresentano la tradizione religiosa.
Due voci maschili di tenore e baritono, accompagnate da un’orchestra da camera, che cantano i testi del poeta Wilfren Owen, morto sul campo di battaglia della prima guerra mondiale, che rappresentano due soldati e la cruda realtà della guerra. Un coro di bambini , accompagnato dall’organo, a simboleggiare la purezza e l’innocenza.
Il capolavoro di Britten si presenta musicalmente come un flusso continuo di emotività, che passa dal sacro al profano, creando forti contrasti tra la dimensione remota e atemporale della liturgia e il presente crudo e violento dei testi poetici di Owen. Il poeta inglese morì nel 1918 a soli venticinque anni, a una settimana dall’armistizio che pose fine alla prima guerra mondiale. Le sue poesie furono pubblicate postume  nel 1920. Vent’anni dopo,  nel novembre del 1940, quando Britten aveva ventisette anni e si trovava  negli Stati Uniti, la città inglese di Coventry, nei pressi di Birmingham, fu quasi interamente distrutta da un bombardamento tedesco. L’episodio divenne talmente emblematico della violenza rovinosa della seconda guerra mondiale che nacque un neologismo “coventrizzare” per indicare  la distruzione totale di un luogo.

Solo ventidue anni dopo, nel maggio 1962, la città potè celebrare la sua definitiva rinascita,  con la cerimonia di consacrazione della ricostruita cattedrale di St. Michele e per l’occasione venne commissionata proprio a Britten, il più grande compositore dell’epoca, un’opera sinfonico corale,  il War Requiem , che godette di fama e fortuna rare. La partitura fu dedicata alla memoria di quattro militari di marina deceduti, tra cui tre uccisi durante la seconda guerra mondiale e un tenente della Royal New Zeland NaVal Volunteer Reserve, morto suicida diversi anni dopo.

La personalità teatrale di Britten , che proprio con opere come ‘Peter Grimes’, ‘Billy Budd’ e ‘The Turn of the Screw’ aveva ottenuto i suoi più grandi successi, traspare nettamente nel War Requiem, tanto che il paragone più frequentemente utilizzato è  quello con la Messa da Requiem di  Verdi, opera sacra e teatrale al tempo stesso. Ma la sostanza drammatica della pagina non è un aspetto superficiale, ma risponde piuttosto a un’esigenza profonda del suo autore, che è quella di conciliare la spettacolarità di un organico orchestrale e corale grandioso, con il bisogno di riflettere la dimensione più raccolta della musica da camera. E si tratta di un’integrazione perfettamente riuscita, grazie anche alla scelta di giustapporre testi liturgici a poesie novecentesche, in una perfetta simbiosi, nella quale le due fonti traggono forza le une dalle altre.

A interpretare il War Requiem, in occasione dei due concerti inaugurali del Festival MITO, arrivato alla su ventesima edizione, la prima firmata da Speranza Scappucci, è la direttrice d’orchestra australiana Simona Young, che dal 2022 ricopre il ruolo di Direttrice Principale della Sydney Symphony Orchestra, dopo essere stata direttrice artistica della Staatsoper di Amburgo e direttrice musicale generale della Philharmonisches Stawtsorchester della stessa città tedesca.

Auditorium RAI Arturo Toscanini

Piazza Rossaro

Tel 0118104996

Biglietteria www.mitosettembremusica.it

Mara Martellotta

L’antico patrimonio tipografico strizza l’occhio alla contemporaneità

Capita a Mondovì (Cuneo) con “Officina del Libro”, primo Progetto Residenziale presso il “Polo Culturale Liber – Museo Civico della Stampa”

Da lunedì 7 a venerdì 11 settembre

Mondovì (Cuneo)

Una “Summer School Residenziale di Formazione, Ricerca e Produzione” pensata in ambito tipografico: questo é l’“Officina del Libro”, il primo (decisamente innovativo e coraggioso) “Progetto Residenziale” sviluppato nell’ambito del percorso di gestione pluriennale del “Polo Culturale Liber – Museo Civico della Stampa” di Mondovì (Cuneo). Detto in soldoni: una settimana circa di “formazione, ricerca e produzione” (da lunedì 7 a venerdì 11 settembre prossimi) che riporterà i laboratori del “Museo” di piazza d’Armi al centro di un percorso di valorizzazione del patrimonio tipografico, mettendolo in dialogo con la “creatività contemporanea”.

Protagonisti saranno 10 giovani under 35 provenienti da tutta Italia, ospitati per dare vita ad una “Summer School Intensiva e Residenziale” dedicata al “libro d’artista” e a tutte le pratiche editoriali contemporanee. Il Progetto, promosso da “Archivio Tipografico”“Noau Officina Culturale” e “Polo Culturale Liber – Museo Civico della Stampa” di Mondovì, è realizzato grazie al contributo di “Fondazione CRC”, nell’ambito del “Bando Primavera 2026” e rappresenta uno dei primi risultati concreti del nuovo percorso di gestione e sviluppo del “Polo Culturale Liber”.

“La ‘Summer School’ è il risultato – spiega Manuele Berardo, presidente di ‘Noau Officina Culturale’ – di una ‘call’ di livello nazionale che ha raccolto oltre 50 candidature di giovani artisti e creativi under 35 provenienti da diverse città d’Italia, da Roma a Torino, da Udine a Pesaro, da Urbino a Bolzano. Durante la settimana, i partecipanti selezionati saranno accompagnati in un percorso di formazione, sperimentazione e produzione, lavorando sul tema del ‘libro d’artista’ e sulle possibilità offerte dall’incontro tra tecniche artigianali e strumenti contemporanei. Il patrimonio del ‘Museo’ diverrà così non soltanto oggetto di conservazione e visita, ma ‘strumento attivo’ di ricerca e produzione, a disposizione di una nuova generazione di progettisti e artisti”.

Anche per questo, e in quest’ottica, l’iniziativa prevede pure momenti aperti al pubblico. Due nello specifico: lunedì 7 settembre (ore 18) è in programma il talk con Luca Lattuga, progettista grafico ed appassionato tipografo, da anni impegnato nella ricerca e nella catalogazione dei “caratteri mobili in metallo e legno” prodotti in Italia tra gli anni Venti e Quaranta del secolo scorso. Durante l’incontro, sarà presentato il volume “Alfabeti Modernisti Italiani”, edito da “Lazy Dog” e frutto del suo lavoro di ricerca.

Venerdì 11 settembre (dalle ore 17) sarà invece possibile, dopo un momento di restituzione del percorso con i saluti istituzionali, assistere ad una “dimostrazione di stampa” dal vivo, con l’attivazione di una delle macchine più interessanti e  preziose della Collezione del ‘Museo’, una “macchina di stampa piano-cilindrica”, sistema che sostituì i vecchi torchi manuali a pressione piana e la cui prima versione motorizzata fu inventata nel remoto 1814 dall’inventore tedesco Friedrich Koenig, permettendo di stampare un numero altissimo di copie all’ora e rivoluzionando la produzione dei giornali, tra i primi il “Times” di Londra. La serata si concluderà con un momento conviviale accompagnato da un rinfresco.

Importante è ancora ricordare che “Officina del Libro” ha, tra i suoi principali obiettivi, anche quello di costruire nuove alleanze attorno al patrimonio del ‘Museo’. Di qui, l’importante collaborazione nata, ad esempio, con “Archivio Tipografico”, realtà torinese che, da anni, lavora sulla ricerca, conservazione e pratica della tipografia artigianale a livello nazionale, intrecciando patrimonio storico, produzione contemporanea, formazione e sperimentazione.

“Nostro principale intento – conclude in proposito Manuele Berardo – è fare del ‘Museo Civico della Stampa’ non soltanto un luogo di conservazione della memoria tipografica, ma un ‘laboratorio contemporaneo’ capace di mettere in relazione storia ed innovazione, antiche competenze artigianali e nuove tecnologie e, di conseguenza, professionisti affermati e giovani creativi”.

g.m.

Nelle foto: Un Laboratorio e Pubblico in visita al “Museo Civico della Stampa” di Mondovì

La decima edizione di NID Platform per la prima volta in Piemonte

Inaugura oggi, martedì 1° settembre, per la prima volta in Piemonte, la decima edizione di NID Platform, la Piattaforma della Danza Italiana che quest’anno annuncia dati da record per presenze ed espansione internazionale. Gli operatori partecipanti contano fino a 520 unità (45% in più rispetto allo scorso anno), e tra coloro che provengono dall’estero il numero risulta pressoché raddoppiato (83 contro i 47 del 2025), a conferma di un interesse crescente da parte di programmatori, direttori artistici e critici internazionali verso la produzione coreografica italiana. La delegazione più numerosa presente quest’anno è quella francese (22 operatori), a seguire si collocano quelle di Spagna, Germania e Paesi Bassi.

Saranno Collegno, Moncalieri, Torino e Venaria Reale a ospitare fino al 4 settembre prossimo gli eventi che caratterizzano NID Platform, la cui programmazione si raccoglie nel titolo “Coreografie del possibile”, un tema che richiama i principi essenziali della danza tra corpo, gesto, composizione, relazione spazio/tempo e la capacità di immaginare nuove connessioni tra artisti, luoghi, pubblici, operatori italiani e stranieri, istituzioni e territori, favorendo opportunità di crescita, collaborazione e circuitazione oltre confine. Tramite spettacoli, Open Studios, performance, incontri e panel di approfondimento, NID Platform si propone da sempre come un osservatorio privilegiato capace di valorizzare tanto il talento emergente quanto quello riconosciuto.

“Ospitare per la prima volta NID Platform nella nostra regione significa portare qui artisti, operatori e professionisti da tutto il mondo e, insieme, offrire alla danza italiana una vetrina capace di generare nuove opportunità – ha dichiarato Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte – i numeri ci dicono che parliamo di un settore culturale importante: secondo l’ultimo Rapporto SIAE, nel 2025 il balletto ha contato circa 12.300 spettacoli, quasi l’8% dell’intera offerta teatrale italiana. La Regione Piemonte ha creduto fin dall’inizio in questo progetto, lavorando per mettere in rete istituzioni, territori e realtà culturali. Collegno, Moncalieri, Torino e Venaria Reale diventano un unico grande palcoscenico: la dimostrazione concreta che investire in cultura significa anche attrarre competenze, creare relazioni internazionali e offrire nuove opportunità ai nostri artisti e ai giovani talenti”.

Il titolo di questa decima edizione, “Coreografie del possibile”, intreccia realtà, sogno e visione progettuale, facendo della danza, dei luoghi e delle comunità un “unicum”, una dimensione di rigenerazione urbana e culturale che pone al centro l’arte, le istituzioni, i territori, gli operatori e le reti internazionali. Le location protagoniste saranno la Lavanderia a Vapore di Collegno, le Fonderie Limone di Moncalieri, il Teatro Astra, le OGR e la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, a Torino, e la Reggia di Venaria Reale, ex spazi produttivi, architetture rifunzionalizzate, centri di residenza, teatri della contemporaneità e patrimonio storico-architettonico che compongono una geografia diffusa, nella quale la danza abita spazi già attraversati da processi di trasformazione e li mette nuovamente in relazione con artisti, professionisti e comunità.

“Il trend positivo che emerge già dai primi dati sulle presenze – ha commentato Manuela Lamberti, Presidente di Piemonte dal Vivo – conferma l’efficacia della NID Platform come strumento di sistema per la danza italiana. L’aumento degli operatori e la crescita della partecipazione internazionale dimostrano la capacità del progetto di generare opportunità concrete di incontro, distribuzione e networking per artisti e compagnie. Per Piemonte dal Vivo è motivo di responsabilità e orgoglio coordinare un’edizione che rafforza il posizionamento del Piemonte e contribuisce alla proiezione della danza italiana nel panorama europeo e internazionale”.

Saranno 20 le proposte di NID Platform 2026, di cui 14 spettacoli nella sezione “Programmazione”, quattro lavori in fase di sviluppo nella sezione “Open Studios” e due produzioni ospiti scelte per le caratteristiche che le definiscono come un  completamento del panorama artistico della programmazione, con un affondo su incursioni site-specific e operazioni fuori formato.

Nella giornata di martedì 1° settembre, presso il TPE Teatro Astra di Torino, alle 19, andrà in scena “Humanos”, una composizione di Vito Leone Cassano giocata tra i linguaggi della danza, dell’acrobatica aerea e del teatro fisico, mentre mercoledì 2 settembre, alle 16.30, sarà messo in scena il progetto della talentuosa interprete Alessandra Cristiani, dal titolo “Caduta la neve – da Sarah Moon”. Giovedì 3 settembre, alle 21, sarà la volta di “Abracadabra”, creazione dell’affermata performer e coreografa Francesca Pennini. Lo spettacolo verrà replicato venerdì 4 settembre alle 12.30. Alle OGR Torino, martedì 1° settembre alle 17 e mercoledì 2 alle 15, andrà in scena “Manifestus”, del coreografo, performer e film-maker Jacopo Jenna, mentre il 3 e il 4 settembre, rispettivamente alle 21 e alle 12, la compagnia Nexus proporrà il lavoro “Le Palestriti”. Venerdì 4 settembre, alle ore 10, il panel internazionale “Rigenerazione umana” amplierà lo sguardo sui processi di trasformazione che la danza può generare nei luoghi, nelle comunità e nelle forme dell’abitare. Presso le Fonderie Limone di Moncalieri, martedì 1°  settembre, andranno in scena “Pas de cheval”, alle ore 20, e alle ore 22 “Le Fenicie”, un lavoro ispirato all’omonima tragedia euripidea. Mercoledì 2 settembre, alle ore 21.30, sarà di scena “Weirdo”, ideato da Enrico Morelli per la MM Contemporary Dance Company, e il 4 settembre, alle ore 17, “Panoramic banana. Album degli abitanti del nuovo mondo”, firmato da Michele Di Stefano, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2014. Tornano inoltre le “Italian Windows”, curate da Carmelo A. Zapparrata, in programma mercoledì 2 settembre alle ore 18. Alla Lavanderia a Vapore di Collegno si colloca la programmazione “Open Studios”, e mercoledì 2 settembre, alle ore 12, andranno in scena “NU” di Virginia Spallarossa; “Déjà Donné; Sognare – Fase Ram” di Damiano Scavo / Scenario Pubblico; “Special K” di Davide Tagliavini / Compagnia Artemis Danza; “Thanks, Ilaria” di Filippo Buonamassa / ResExtensa Dance Company. Francesco Marilungo, Premio Ubu 2024, si esibirà in “Cani lunari”, mentre Salvo Lombardo, nella giornata di giovedì 3 settembre, alle 15.30, sarà l’interprete di “Breathing Room – atlante dei respiri ricevuti”. Mercoledì 2 e giovedì 3 settembre, rispettivamente alle ore 10 e alle ore 11, le OGR ospiteranno due panel dal titolo “Ecosistemi della creazione” e “#DanceMatters”. Un’ indagine sul femminile, tra eredità culturale, corpo e identità, a cura della Compagnia Abbondanza Bertoni, aprirà mercoledì 2 settembre, alle ore 10 e alle ore 14.30, il programma di NID Platform presso la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani con “Epiphania. Mi rendo”. Seguirà “Piano-Forte” di Roberto Todesco nella giornata di Giovedì 3 settembre alle 12.30 e alle 14.30. Venerdì 4 settembre, alle ore 15, andrà in scena “Good vibes only (the great effort)” di Francesca Santamaria. A chiusura della programmazione 2026, il Parco della Tesoriera ospiterà venerdì 4 settembre, alle ore 19, “Il secondo paradosso di Zenone”, a cura di Elisabetta Consonni e interpretato da Sara Catellani. Nei magnifici spazi del complesso di Venaria, alle 19.30, si svolgerà lo spettacolo “Cosmorama”, creazione per TIR Danza del coreografo Nicola Galli, ex ginnasta formatosi tra teatro fisico, hip hop, danza contemporanea e danza rinascimentale.

Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo e Regione Piemonte, con il coordinamento di Fondazione Piemonte dal Vivo e il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo. La dimensione internazionale è sostenuta da collaborazioni con reti europee e programmi di residenza internazionale in dialogo con Ministero degli Affari Esteri – MAECI, Istituti Italiani di Cultura e partner esteri.

L’immagine guida della decima edizione è stata realizzata dall’artista Cristian Chironi in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino.

Gian Giacomo Della Porta

Al MAU il Moica Piemonte incontra il giornalista e autore crime Gioele Urso

Un pomeriggio dedicato alla scrittura, al territorio e alla capacità della narrativa di raccontare la società contemporanea. Giovedì 10 settembre, alle ore 15.30, al MAU di via Rocciamelone 7c a Torino, il Moica Piemonte Aps propone un incontro con il giornalista e autore crime Gioele Urso.

L’appuntamento fa parte del progetto “L’integrazione, la partecipazione e l’invecchiamento attivo nella realtà del territorio”, finanziato dalla Circoscrizione 4, e sarà incentrato sul tema “Scrivere del territorio per…”.

Nel corso dell’incontro Urso approfondirà il rapporto tra creatività, scrittura e realtà, mostrando come la narrativa possa diventare uno strumento per osservare e testimoniare il mondo nel quale viviamo. Al centro della riflessione ci sarà anche quella Torino meno visibile che si nasconde tra le pieghe della vita quotidiana, trasformata attraverso la scrittura in materia narrativa.

Inventare e raccontare storie per imprimere la realtà è il senso che lo scrittore dà alla scrittura creativa: da questa considerazione prenderà spunto il confronto con il pubblico, nel quale esperienza giornalistica e narrativa crime si intrecceranno con il racconto della città e del territorio.

A coordinare l’appuntamento sarà Lucia Rapisarda, presidente regionale del Moica Piemonte. All’iniziativa sono stati invitati rappresentanti delle istituzioni e degli enti locali.

L’evento, realizzato con il contributo della Circoscrizione 4 e del Comune di Torino, è a ingresso libero.

Per informazioni è possibile contattare il numero 339 7952400.

“Ti chiedo scusa Se poi sono partita…”

SE SEI DI TORINO E VUOI UN LUOGO MERAVIGLIOSO DOVE CONDIVIDERE LEGGI . . . https://www.modernews.online/59229_il-salotto-delle-emozioni-quando-lincontro-torna-a-essere-autentico/

Dalla Regione un aiuto al comparto cinema

Si è aperta lunedì 31 agosto la seconda sessione 2026 del Piemonte Film TV Fund, il bando della Regione Piemonte finanziato attraverso fondi FESR 2021-2027 per sostenere le imprese cinematografiche e audiovisive che scelgono il Piemonte per la realizzazione delle proprie produzioni. La nuova finestra parte con una dotazione di 3 milioni di euro e resterà aperta fino alle ore 12 di venerdì 2 ottobre 2026 e verrà inoltre rafforzata attraverso il recupero di risorse residue pari a circa 920 mila euro, derivanti da rinunce, revoche e riduzioni relative a contributi precedentemente concessi. La Regione è al lavoro sulla relativa determinazione, con l’obiettivo di rendere nuovamente disponibili queste risorse a sostegno del comparto cinematografico e audiovisivo.

Il Piemonte Film TV Fund è uno dei principali strumenti della strategia regionale per rafforzare la filiera cinematografica e audiovisiva e aumentare la capacità del territorio di attrarre nuove produzioni. La misura sostiene gli investimenti delle imprese e punta a generare ricadute sull’intero sistema economico piemontese, coinvolgendo professionisti, maestranze, imprese tecniche e creative, strutture ricettive e servizi.  Per il 2026 il bando dispone di una dotazione complessiva iniziale di 7 milioni di euro, suddivisa in due sessioni: 4 milioni per la prima e 3 milioni per la seconda. La prima sessione si è conclusa con 28 domande presentate, 24 progetti ammessi e 13 finanziati, per un totale di 4 milioni di euro. Tra i progetti sostenuti figurano lungometraggi e serie televisive destinati a portare ancora una volta il Piemonte e le sue professionalità sui grandi schermi e sulle piattaforme nazionali e internazionali.

«La scelta è quella di non lasciare inutilizzata neppure una parte delle risorse disponibili e di riportarle sul territorio, dove possono trasformarsi in nuove produzioni e nuove opportunità – dichiarano gli assessori regionali Marina Chiarelli e Andrea Tronzano –. Per questo ai 3 milioni della seconda sessione del Piemonte Film TV Fund puntiamo ad aggiungere altre 920 mila euro recuperati dalle precedenti programmazioni. È un segnale concreto a un settore che in questi anni ha trovato in Piemonte condizioni sempre più favorevoli per produrre e investire. Ogni nuova produzione attiva professionalità, imprese e servizi, porta lavoro sui territori e contribuisce a far conoscere il Piemonte ben oltre i suoi confini. La sfida ora è consolidare questa crescita e rendere la nostra regione sempre più competitiva e attrattiva nel panorama cinematografico e audiovisivo».

La misura è rivolta alle micro, piccole e medie imprese del settore della produzione audiovisiva, cinematografica e televisiva in possesso dei requisiti previsti dal bando. Tra le spese ammissibili rientrano i costi sostenuti in Piemonte per il personale, i professionisti del settore cinematografico e i fornitori di beni e servizi. L’obiettivo è favorire l’attrazione e l’incremento degli investimenti sul territorio, sviluppare l’indotto e l’occupazione e consolidare la presenza in Piemonte delle imprese e delle produzioni audiovisive.

 

Le domande per la seconda sessione potranno essere presentate fino alle ore 12 di venerdì 2 ottobre 2026