Music Tales, la rubrica musicale
“E ti chiedo scusa
Se mi aggrappo alle tue dita
E divento una matita
E continuo a scrivere
Ti chiedo scusa
Se poi sono partita
Per prendermi la vita
Che scappava via da me”
C’è un momento, in ogni storia d’amore che finisce, in cui le parole non servono più. Non perché non ci sia più niente da dire, ma perché tutto ciò che si potrebbe dire è già stato detto, sbagliato, buttato e rimpianto. È in quel silenzio che abita “mani vuote”, il brano che Angelina Mango ha presentato durante il serale di Amici 22, che io ho scoperto purtroppo solo pochi giorni fa e che oggi vale un disco d’oro .
Pubblicato il 13 marzo 2023 come secondo estratto dall’EP “Voglia di vivere”, il brano è prodotto da Michele Canova Iorfida ed è scritto dalla stessa Angelina.
Ma i numeri, qui, contano fino a un certo punto. Quello che colpisce è la materia di cui è fatta questa canzone: una ballade senza tempo, il racconto di un amore che si sgretola tra le dita mentre si cerca disperatamente di trattenerlo
Il titolo è già una dichiarazione. Mani vuote non è solo la constatazione di un vuoto, ma l’immagine di chi ha provato ad afferrare qualcosa e si ritrova con il palmo aperto. Angelina lo sa, e lo trasforma in un’immagine che resta: “E non so più dove cercarti … se dentro i tuoi sbagli o nelle mie mani vuote”.
Ma c’è un’immagine, in questa canzone, che vale più di tutte. Angelina chiede scusa “se mi aggrappo alle tue dita, e divento una matita e continuo a scrivere” . È bellissima, perché trasforma l’amore in un atto creativo. Le dita dell’altro diventano lo strumento con cui si continua a scrivere la propria storia, anche quando quella storia sta finendo. È la disperazione di chi non sa fermarsi, di chi continua a cercare parole anche quando non ce ne sono più.
Angelina Mango è figlia di Pino Mango e Laura Valente . Un cognome che, per chi nasce nell’ambiente, può essere un vantaggio o un peso. Lei ha scelto di non farsi schiacciare dall’eredità, ma di costruire un percorso tutto suo. Mani vuote, con la sua essenzialità, è la prova che la sua strada è già tracciata. Non c’è bisogno di effetti speciali o di sperimentalismi: basta una voce, un pianoforte, e la verità di un testo che sa raccontare il dolore senza urlarlo.
Il disco d’oro ottenuto con questo brano è la conferma che quella strada è quella giusta. Ma più dei numeri, conta l’effetto che questa canzone ha su chi l’ascolta. Perché Mani vuote è di quelle canzoni che ti si appiccano addosso. Che risuonano anche quando il brano è finito. Che ti lasciano con una domanda sospesa: “E io, nelle mie mani, cosa ho davvero?
Buon ascolto, io la adoro
“L’amore non muore mai di morte naturale. Muore perché noi non sappiamo come rifornire la sua sorgente. Muore di cecità e di errori e tradimenti. Muore di stanchezza e di senescenza, muore di appannamenti, di sbiadimenti.”
TUTTI I LUNEDI MERCOLEDI E VENERDI ALLE 9.00 DEL MATTINO
“DIRETTAMENTE CHIARA” IL GOSSIP SENZA FILTRI
SINTONIZZATI SU https://www.radiotorinocity.com/ LA RADIO CHE NON TI ABBANDONA MAI IN QUALUNQUE POSTO TU SIA!
SE SEI DI TORINO E VUOI UN LUOGO MERAVIGLIOSO DOVE CONDIVIDERE LEGGI . . . https://www.modernews.online/59229_il-salotto-delle-emozioni-quando-lincontro-torna-a-essere-autentico/


