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Se il Brachetto ti sorprende ai Murazzi

L’Assessore al Commercio, Agricoltura, Cibo e Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni ha tenuto a battesimo oggi al Capodoglio dei Murazzi di Torino BrachetTo live, la manifestazione che fino a domenica 21 luglio 2024 propone un intero fine settimana di degustazioni nel nome del Brachetto, designato “Vitigno dell’anno 2024”.
Dal 18 al 21 luglio il vitigno Brachetto è protagonista negli otto locali dei Murazzi del Po a Torino: Capodoglio, Vermoutheria Peliti’s, Gianca, Bomaki Murazzi, Porto Urbano, Magazzino sul Po, The Beach e Contrada Murazzi prepareranno tre innovativi cocktail a base di Brachetto e offriranno il Brachetto d’Acqui docg per accompagnare i dessert, mentre spettacoli dal vivo, musica e intrattenimento animeranno la sponda sinistra del Po.
Il Brachetto infatti è stato designato dalla Regione Piemonte per il 2024 “Vitigno dell’anno”, un’iniziativa che da alcuni anni punta a valorizzare e raccontare al grande pubblico i vitigni autoctoni del Piemonte e i loro territori e che per il 2024 punta l’attenzione su questo grande vino aromatizzato piemontese, coinvolgendo sia l’Assessorato al Commercio, Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte che il Consorzio Tutela Vini d’Acqui in tutti i propri eventi al grande pubblico.
Durante BrachetTo live, organizzato da Regione Piemonte, Visit Piemonte, Consorzio Tutela Vini d’Acqui e Associazione Murazzi del Po, il vino sarà proposto nelle sue diverse tipologie: la versione spumante, frizzante, passita ma anche Rosé, assieme ad eccellenze della cucina piemontese. Protagonisti nei locali sono i cocktail a base Brachetto, che rimarranno nella drink list per tutto il fine settimana.
L’iniziativa BrachetTo live è accompagnata dall’opera artistica di Ambra Viviani, giovane artista selezionata con il concorso “L’arte contemporanea per il Piemonte del vino” di Regione Piemonte, Piemonte Land of wine e Artissima Art fair, e che sarà protagonista anche di uno spettacolare videomapping proiettato sulla parete dei Murazzi dalle ore 22 di giovedì 18 luglio.

“Con BrachetTo live – ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni nel corso della presentazione dell’iniziativa – iniziamo un percorso che proseguirà a settembre al Salone del Gusto e che punta alla creazione della filiera corta dell’agricoltura piemontese. Ne ho discusso proprio oggi con le associazioni datoriali agricole. Vogliamo mettere in collegamento le nostre grandi produzioni tipiche attivando una filiera che parta dal produttore e arrivi al consumatore valorizzando anche il commercio di vicinato, che sta passando un momento molto difficile. Dal vino al riso alla carne bovina, coinvolgendo il territorio a 360 gradi grazie al lavoro di Visit Piemonte. La miglior forma di comunicazione è però senza dubbio la degustazione, che ci permette di portare a casa quella cosa straordinaria che è la memoria del gusto. È un percorso virtuoso per il quale ringrazio il mio predecessore Marco Protopapa. A lui va anche il merito di aver firmato nel 2020 il Protocollo di Saluzzo per il contrasto al caporalato che già nei prossimi giorni lavoriamo per estendere a tutto il Piemonte. E annuncio che il 26 29 settembre contemporaneamente al Salone del Gusto saremo a Siracusa per il G7 Agricoltura, dove il Piemonte sarà presente con le proprie produzioni”.

Beppe Carlevaris, presidente del cda di Visit Piemonte, ha dichiarato che “ormai da anni il binomio enogastronomia-turismo in Piemonte è una realtà inscindibile. Parliamo di 19 docg e 41 doc. Nei soli territori Unesco registriamo 1 milione e 400 mila presenze turistiche. Visit Piemonte ha l’obiettivo di promuovere e fare marketing e comunicazione. In questi 3 anni abbiamo tracciato percorsi prima non consacrati. La nostra peculiarità resta non la quantità ma la qualità”.
Paolo Ricagno, presidente del Consorzio di Tutela Brachetto d’Acqui, ha affermato che “con 850 ettari in 26 comuni e 1000 agricoltori che lo lavorano, il Brachetto è una solida realtà economica nelle province di Asti e Alessandria. Il Brachetto ha conosciuto crisi e successo ciclico ma ha qualità e versatilità uniche: un rosato naturale che produciamo anche in dry e fermo. La produzione ora è di 3 milioni di bottiglie con una capacità produttiva di 8-9. Ne arriverà dopo le vacanze una nuova versione pensata apposta per la fascia dei giovani dello spritz. La lanceremo dopo la vendemmia”.
Caratteristiche del vitigno Brachetto
In Piemonte la zona di produzione del vitigno Brachetto comprende il territorio dell’Alto Monferrato, con 26 comuni coinvolti, appartenenti alle province di Alessandria e Asti. Il Brachetto è un vitigno a bacca nera tra i più antichi del Piemonte: quasi estinto nel XIX secolo, viene rilanciato nella seconda metà del XX secolo, fino ad ottenere la prima Doc nel 1969 e poi la Docg nel 1996 come Brachetto d’Acqui Docg o Acqui Docg e Piemonte Doc Brachetto.
Dal 2014 il paesaggio vitivinicolo del Piemonte Langhe, Roero e Monferrato è sito Patrimonio dell’Umanità Unesco. Da allora, il Brachetto ha continuato il suo percorso di protagonista tra i grandi vini aromatici, tra i quali si distingue per le proprie particolarità e apprezzamento degli intenditori più raffinati. Sono infatti molte le caratteristiche organolettiche esclusive del vitigno: colori porpora, rubino con riflessi violacei o rosati, profumo unico di rosa e frutta matura con un gusto delicato ed inebriante. L’abbinamento più tradizionale, è con i dolci o a metà pomeriggio con la pasticceria secca o per un aperitivo leggero con salumi e formaggi. Ottimo con i sapori piccanti e della cucina fusion.

La notte dei vini rosati al castello di Moncalieri

 SABATO 20 LUGLIO dalle ore 19 alle 24

 

Giardino delle Rose, Castello Reale di Moncalieri

piazza Baden Baden 4, Moncalieri

 

 

Dal Piemonte alle cantine di tutta Italia, una serata sotto le stelle di Moncalieri per raccontare la grande varietà e le eccellenze dei vini rosati. 

 

Più di  50 cantine oltre alla esclusiva partecipazione del Consorzio Vini Bardolino. 

 

Moncalieri, 16 luglio 2024 – Al via la terza edizione della “Notte dei Vini Rosati”, la più grande manifestazione dedicata al patrimonio dei vini rosati in  Piemonte, sabato 20 luglio dalle ore 19 alle 24, al Giardino delle Rose nel Castello Reale di Moncalieri.

 

L’Italia, dopo la Francia e la Spagna, è diventata il maggiore produttore di vini rosati in Europa, con una grandissima varietà di declinazioni, attraverso la vinificazione in rosa dei grandi vitigni autoctoni del nostro territorio.

 

I vini rosati hanno trovato un’ampia diffusione e un forte interesse nel pubblico grazie alla loro versatilità e freschezza, diventando il wine trend dell’estate 2024.

 

“La Notte dei Vini Rosati” sarà l’occasione per conoscere questo grande patrimonio, da nord a sud, attraverso oltre 50 cantine: dal mare Adriatico con la Cantina De Antonis, all’oristanese, sulla penisola del Sinis, con Franco Ledda, dalla riviera di Levante di Ca Ferrua, al Parco nazionale del Vesuvio con Casa Setaro e poi l’appennino umbro con la Tenuta Baroni Campanino, l’agro pontino con Casale del Giglio, il Molise con  Di Majo Norante, la viticoltura eroica imperiese di Fontanacota e il Parco nazionale dei monti Sibillini con Coppacchioli Tattini. Il viaggio continua, infine, con Masciarelli da San Marino, Russo & Longo da Crotone, attraversa il Trentino con Tenuta San Leonardo, le terre del Chianti classico con Vignamaggio e la Puglia con la cantina San Marzano.

 

Il Piemonte sarà al centro, con le sue declinazioni, dalle Langhe al Monferrato, dall’astigiano all’alessandrino,  attraverso la partecipazione di Castelvej, Rigo, Cantina sociale Barbera dei sei castelli, Cascina Gilli, Cordara, Cournaja, Diego Pressenda, Franco Ivaldi, Cantina Maranzana, Marco Bonfante, Cantina Mascarello Michele e Figli, Paschetta, Pietro Rinaldi, Tenuta Genevrina, Tre Secoli, Vaudano Enrico e Figli, Venturello Ezio.

 

Protagonista della “Notte dei Vini Rosati” sarà il Chiaretto di Bardolino, il rosato più venduto d’Italia e autentica espressione del territorio del Lago di Garda, grazie alla collaborazione con il Consorzio Vini Bardolino che ci racconterà i vini di più di 25 cantine.

Celebre per il suo colore rosa chiaro con sfumature arancio, ottenuto con la vinificazione in rosa delle uve di Corvina, con fragranze che spaziano dai fiori alle erbe aromatiche, dagli agrumi alle albicocche e ai frutti di bosco, il Chiaretto di Bardolino, al palato, risulta fresco e con caratteristiche note minerali “saline”, tipiche dei vini che provengono da vigne allevate su suoli di origine morenica, che lo rendono leggero e versatile.

 

Durante la Notte dei Vini Rosati si potrà ascoltare il dj set di FORMINA e visitare il Castello Reale di Moncalieri, gli appartamenti reali oltre a degustare le eccellenze culinarie di Egregio.

 

 

INFO

 

Accesso / Piazza Baden Baden 4

Ingresso 19:0023:30

Accesso alla visita guidata del Castello : +5 €

 

MENÙ DEGUSTAZIONE

Ingresso fino alle 20: 5 calici a 20€

Ingresso + 3 Calici: 20€

Ingresso + 5 Calici: 25€

Ingresso + 10 calici: 40€

Ingresso + 15 calici : 50€

 

Due anni di collaborazione tra Politecnico di Torino ed Exclusive Brands

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Grand Orange de Turin, gusto sabaudo

Si è svolta ieri sera mercoledì 17 luglio 2024 presso EDIT Porto Urbano ai Murazzi, la presentazione del liquore di pregio GRAND ORANGE DE TURIN di Decker & Emprin.

 

Per puntare sul triple sec, liquore dal fascino vintage, ci vuole un po’ incoscienza,
tanta passione ed un po’ romanticismo.
Tutte doti che non mancano a Decker e Emprin, una storia lavorativa in altri mondi, il primo industriale nel settore delle vernici, il secondo direttore finanziario dell’azienda navale piemontese Azimut-Benetti – che hanno deciso di riannodare i fili di una storia antica.

Grand Orange de Turin nasce da una ricetta esclusiva della storica distilleria Fratelli Ferrero di Riccardo, fondata nel 1861, con sedi a Moncalieri (Torino) ed a Marsala (Trapani).
La distilleria, titolare della terza licenza italiana rilasciata dal Regno d’Italia per la produzione dei vermouth, diventò ben presto nota per i suoi prodotti di grande qualità, vincendo numerosi riconoscimenti internazionali tra il XIX ed il XX secolo e diventando fornitrice della Real Casa Savoia.

 


Oggi, il Grand Orange de Turin riunisce tutte le qualità di un grande liquore di pregio.
Ottimo come digestivo, liscio o con ghiaccio, è anche l’ingrediente ideale peri i cocktails più sofisticati.
Il risultato è un liquore dal colore ambrato intenso con un aroma ricco di agrumi e spezie. Al palato, è morbido e vellutato, con note di arance, mandarini, limoni e un tocco di vaniglia e spezie.
Intenso ed elegante, suadente come dopo pasto, dagli spunti interessanti in miscelazione.

IL COCKTAIL – ORANGE MOON – IL ‘LEGGERO’
una parte di Vermuth rosso una parte di Bitter Campari
mezza parte di Grand Orange de Turin
mezza parte di spremuta di arancia
Mescolare e agitare in shaker.
Filtrare il cocktail sul ghiaccio nel bicchiere.
Guarnire con una fettina di arancia.

Luca Gandin

“Eclectic Festival” a Villa Chiuminatto

Presentata  la terza edizione del Festival promosso dalla “Fondazione BuonoLopera”

Dal 13 al 15 settembre

Sul piatto concerti di musica jazz, gospel e classica. Fin dal nome, trattasi di “Festival eclettico e anticonvenzionale”. Proprio come la location che lo ospiterà per la sua terza edizione, da venerdì 13 a domenica 15 settembre, negli spazi della centenaria “Villa Chiuminatto”, dimora storica costruita, nel cuore della Crocetta a Torino, nel 1923 dall’architetto piemontese Gottardo Gussoni (pupillo del grande architetto liberty Pietro Fenoglio) che scelse di realizzarla insolitamente in “travertino” e con uno stile, per l’appunto, “eclettico” – proseguito e rafforzato negli anni – in netto contrasto con quello degli altri villini del “meglio” (ancora oggi) quartiere cittadino. Promosso dalla “Fondazione BuonoLopera”(costituita nel 2021, con sede in Villa Chiuminatto, da Stefano Buono e Maribel Lopera Sierra), con la direzione artistica affidata al musicista e compositore umbro Federico Bonifazi, “Eclectic Festival” si inserisce nel programma di eventi benefici che hanno tutti un comune denominatore: “offrire momenti artistici di alto livello capaci di emozionare ma soprattutto di catturare l’attenzione su temi di impatto sociale raccogliendo fondi per realtà ‘no profit’ del territorio”. In quest’ottica, il Festival sostiene quest’anno i giovani talenti in campo musicale e artistico delle rassegne “Too Young To Jazz”di “AICS Torino APS” e “Paratissima Talents 2024” di “Paratissima”, devolvendo il ricavato dalle donazioni del pubblico delle tre serate a questi due charity partner.

Il via venerdì 13 settembre, ore 17,30, con l’appuntamento-novità di quest’anno: “Venerdìgiovani”. Ovvero con l’esibizione delle tre band finaliste selezionate durante “Too Young To Jazz”, in programma dal 10 maggio al 25 luglio. Durante “Eclectic Estival” una giuria composta da Dado Moroni, Giampaolo Casati, Federico Bonifazi, Maribel Lopera Sierra, Marisa Rivera e il pubblico partecipante indicherà il vincitore che si aggiudicherà un riconoscimento al talento del valore di 1.500 Euro.

Nei due giorni successivi, 14 e 15 settembre, la proposta è di quattro concerti, “eterogenei e trasversali” per stili.

Sabato 14, alle 18, a salire sul palco sarà il “Trio Euterpe – Salvatore Passalacqua al clarinetto, Francesca Fiore al Violencello e Salvatore Gitto al pianoforte – per un autentico “concentrato di musica, energia, passione e genuinità, la cui storia è legata alle isole Eolie che accendono l’anima dei componenti del Trio”. Un’ora dopo, alle 19, toccherà agli “Itamela”. Il loro sarà un “viaggio” che racconta suoni e melodie caratteristiche dei paesi di origine dei componenti del gruppo, con brani della tradizione dalla Liguria del genovese Dado Moroni al pianoforte, dalla Sicilia del vulcanico Enzo Zirilli, batteria e percussioni, e poi l’America con il jazz, il blues, il rhythm & blues e il blues latino di Cuba, terra d’origine di Yanara Reyes McDonald, voce e contrabbasso.

Serata clou quella di domenica 15 settembre. Alle 18, sarà il leggendario “Sunshine Gospel Choir” ad aprire la festa. Fondato e diretto da Alex Negro, il Gruppo è da più di vent’anni il più rappresentativo e uno dei migliori cori di musica gospel in Italia, vincitore del “Gospel Jubilee Award” come “miglior coro ‘gospel’ italiano distintosi per professionalità ed impegno”.

Alle 19, chiusura della tre giorni, con il Trio “Accordi e Disaccordi”, nato nel 2012 e  composto da Alessandro Di Virgilio e Dario Berlucchi alle chitarre e Dario Scopesi al contrabbasso. Il loro repertorio è un “crossover” capace di miscelare influenze gipsy jazz, melodie mediterranee e ritmi latini con l’energia del rock. Lo spettacolo alternerà originali sonorità acustiche dal gusto cinematografico, storytelling e attitudini virtuosistiche, creando uno show interattivo con il pubblico.

Da segnalare ancora che, per la prima volta, a “Villa Chiuminatto”, durante il “Festival”, saranno esposte le opere dei tre vincitori del“Premio Fondazione BuonoLopera” selezionati tra i partecipanti a “Paratissima Talents 2024”, il progetto espositivo dedicato agli artisti più talentuosi che hanno partecipato all’ultima edizione della manifestazione d’arte: Daniele Accossato, Crissi Campanale e Silvia Loi, premiati sabato 14 settembre dalla Giuria composta da Giulio Buono, Eleonora Innocenti Sedili e Laura Tota.

Per info: “Fondazione BuonoLopera”, Villa Chiuminatto, via Galliano 27, Torino; tel. 011/5139700 o www.buonolopera.foundation

g.m.

Nelle foto: “Villa Chiuminatto”, “Itamela” Yanara Reyes McDonald, “Sunshine Gospel Choir”, “Accordi Disaccordi” (Credit: Gabriella di Muro)

Nella sede torinese CNA la premiazione della Torino Fashion Week

Si è conclusa l’edizione 2024 della Torino Fashion Week, la settimana torinese dedicata alla moda vissuta anche come eccellenza artigiana, con la premiazione di quanti, tra studenti degli Istituti di Moda torinesi e stilisti emergenti, si sono particolarmente distinti per estro, creatività e talento dando vita ad un evento che parla di moda emergente a Torino, città essa stessa simbolo della moda. Si è svolta presso la sede CNA di Via Millio nel cuore del torinese Borgo S. Paolo, alla presenza delle autorità e di quanti, nel vasto mondo della moda, hanno creduto e supportato questa manifestazione tutta subalpina, giunta quest’anno ormai alla nona edizione.

 

Il CNA a Torino, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, è la più importante associazione di rappresentanza delle micro e piccole imprese dell’artigianato, del commercio-servizi  e dell’industria nel capoluogo piemontese a tutela degli interessi degli iscritti ormai dal 1946, anno della fondazione e, da quel momento, sempre a fianco del settore dell’artigianato locale in tutti i suoi aspetti. Ha aperto e presentato la serata conclusiva Alessio Stefanoni, responsabile CNA Federmoda Piemonte, con l’intervento dell’Assessore al Commercio Torino, Paolo Chiavarino, con la presenza del Presidente CNA Torino, Nicola Scarlatelli, con Mioara Verman, Presidentessa Moda Tessile Abbigliamento CNA Federmoda Torino e Rossella Calabrò, Presidentessa CNA Federmoda Piemonte.

Dallo spettacolare scenario della sede prescelta in zona Lingotto per l’edizione 2024, il modernissimo ed avveniristico complesso Green Pea, tempio della sostenibilità, del rispetto ambientale e sociale in armonia con la natura, dove dal 29 Giugno si è svolta la tre giorni di sfilate, incontri, workshop e quanto attiene al mondo del designer, alla sede del CNA per una conclusione ricca di entusiasmo, di soddisfazioni e di nuovi coinvolgenti progetti e prospettive.

Patrizia Foresto

Glasstress, quando il vetro non è puramente decorativo o funzionale

Negli ambienti della Reggia di Venaria e al Castello della Mandria, sino al 10 novembre

Era il 2009 quando “Glasstress” comparve sulla scena dell’arte contemporanea, evento collaterale alla Biennale veneziana. L’intuizione artistica la si doveva all’imprenditore Adriano Berengo, con la immediatezza di un successo che guadagnò riconoscimenti a Riga e Stoccolma, a New York e a Beirut, alla Wallace Collection di Londra e al Boca Raton Museum of Art in Florida. Una realtà di alto prestigio responsabile anche di molte delle principali mostre di arte del vetro in Italia negli ultimi anni, tra cui la personale dell’artista belga Koen Vanmechelen agli Uffizi fiorentini nel ’22, la prima personale di Tony Cragg a Murano (2021-’22) e l’ultima mostra di Ai Weiwei a Venezia, presso la Basilica di San Giorgio Maggiore, ancora nel 2022. Un successo continuo che ha portato negli anni alla collaborazione di oltre 400 artisti contemporanei e che annovera “Glasstress” tra gli eventi di livello internazionale. Un lavoro di un incessante e sempre più raffinato progredire, “per fornire una piattaforma per rivitalizzare le tradizioni secolari del vetro veneziano all’interno del mondo dell’arte contemporanea, lavorando anche per promuovere una vibrante comunità culturale attraverso collaborazioni e partnership innovative”. Ebbe tra l’altro a sottolineare Philippe de Montebello, ex direttore del Metropolitan Museum di New York: “Per centinaia di anni il vetro è stato considerato da alcuni semplicemente come un medium decorativo o funzionale, ‘Grasstress’ infrange questi costrutti”.

Sino al 10 novembre un doppio appuntamento, alla Reggia di Venaria e al Castello della Mandria, arriva da Venezia “The best of Glasstress”, un’operazione di bellezza portata per la prima volta in Italia al di fuori della laguna veneta, grazie alla ideazione e alla produzione della Fondazione Berengo: nonché ultimo prestigioso appuntamento della direzione di Guido Curto che, con Adriano Berengo, cura la mostra e si congeda dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude dopo la lunga e fruttuosa guida. Una trentina di opere allineate nei vari ambienti dei luoghi scelti e accomunate dalla presenza del vetro come medium espressivo, realizzate dal 2013 ad oggi da grandi artisti contemporanei nel laboratorio e nella fornace di Adriano Berengo sull’isola di Murano.

Nel percorso della mostra trovano spazio il belga Hans Op de Beeck con una natura morta di oggetti fusi, le gigantesche coppe colorate del brasiliano Vik Muniz, gli esperimenti di vetro soffiato a mano dell’inglese Tony Cragg (“Spine Green”, 2021) e del tedesco Thomas Schütte, le teste di vetro fuse all’italiana di Vanessa Beecroft (“Angel”, 2022), l’irlandese Sean Scully con i suoi blocchi totemici e la coreana Koo Jeong A con le eleganti sfere sospese, quest’anno presente alla Biennale veneziana. A fonti storiche reinterpretate in chiave contemporanea appartengono varie opere dell’artista e attivista cinese Ai Weiwei (“Artist As Invidia”, 2022) mentre Koen Vanmechelen utilizza statue marmoree come base per esplorazioni nel vetro (l’eccezionale “Cosmopolitan Fossil I”, 2021, un suggestivo incontro tra marmo di Carrara e vetro); e ancora lo spagnolo Jaume Plensa, la francese Laure Prouvost con la sua teiera dal beccuccio esteso come un naso curioso nelle sue curve (“Forward Looking Teapot by Grandma”, 2017) e l’austriaco Erwin Wurm che si/ci diverte con la borsa dell’acqua calda da cui spuntano un paio di scarpe: pronto il visitatore a chiedersi per dove si muoveranno.

e. rb.

Torino come Bridgerton: Living History il nuovo trend torinese del turismo culturale

La Magia del Living History

Torino, già nota per serie come “La legge di Lidia Poët“, abbraccia il Living History, una nuova tendenza nel turismo culturale. Questo approccio offre ai visitatori esperienze immersive ispirate a serie storiche come Bridgerton.

Laura Audi di Somewhere Tour Operator spiega che i turisti cercano esperienze che vanno oltre le classiche visite ai musei, preferendo percorsi a lume di candela e ambientazioni filologicamente accurate che permettono di vivere il passato in prima persona.

Il Fascino del Gran Ballo a Palazzo Barolo

Il 19 luglio 2024, Palazzo Falletti di Barolo ospiterà un sontuoso ballo in stile napoleonico, frutto della collaborazione con rievocatori storici internazionali.

Gli ospiti verranno trasportati nella Torino del 1806, in una serata dedicata ai Marchesi di Barolo, tra dame eleganti e cavalieri in uniforme. Questo evento esclusivo sarà arricchito da costumi storici, cimeli napoleonici e un’ambientazione fedele all’epoca, offrendo un modo unico di vivere la storia e apprezzare la bellezza italiana, lontano dai problemi dell’overtourism.

Oltre il Turismo Tradizionale

Il Living History rappresenta una soluzione innovativa al problema del turismo di massa, fornendo esperienze personalizzate e di qualità superiore.

Attraverso queste rievocazioni, i turisti possono non solo osservare, ma anche partecipare attivamente alla storia, creando ricordi indimenticabili e un forte legame emotivo con i luoghi visitati.

Torino, con il suo ricco patrimonio culturale e storico, è il luogo ideale per sperimentare questa nuova forma di turismo, che unisce l’educazione storica al divertimento.

Esperienze Immersive in Aumento

Le esperienze di Living History stanno crescendo in popolarità non solo a Torino, ma in tutta Italia e oltre. Questi eventi offrono un’opportunità unica per i turisti di immergersi completamente nel passato, vivendo momenti storici come se fossero realmente presenti. Questo tipo di turismo promuove anche la conservazione del patrimonio culturale, poiché incentiva la cura e la valorizzazione di siti storici e culturali.

Living History a Torino è un fenomeno che promette di arricchire il panorama turistico, offrendo esperienze autentiche e coinvolgenti che rimarranno impresse nella memoria dei visitatori. Per maggiori informazioni e prenotazioni, visita Somewhere Tour Operator.

CRISTINA TAVERNITI

Laboratori didattici con merenda al Museo del Risorgimento

Durante il periodo estivo il Museo, in collaborazione con l’azienda lattiero-casearia piemontese Biraghi, offrirà la merenda in occasione dei laboratori didattici per bambine e bambini all’interno dell’iniziativa “Sotto i portici del Risorgimento”, programma di giochi, animazione, laboratori e attività culturali ad ingresso libero rivolto a cittadini e turisti.

Torino, luglio 2024 – Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e Biraghi, azienda leader del settore lattiero-caseario e con un negozio in Piazza San Carlo a Torino in cui promuove le eccellenze enogastronomiche del territorio, hanno avviato una prima partnership; l’occasione è data dall’iniziativa Sotto i portici del Risorgimento: programma di giochi, animazione, didattica, relax e attività culturali organizzate nel portico e nell’atrio del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, all’interno della quale il Museo propone, ogni martedì e sabato alle ore 16, laboratori didattici gratuiti per bambine e bambini.

La collaborazione con Biraghi prevede la distribuzione ai piccoli partecipanti dei laboratori e ai ragazzi in visita al Museo nell’ambito di Estate Ragazzi, della merenda: un Biraghino Snack e un buono sconto per il famoso Gelato di Latte che si trova nel negozio Biraghi di Piazza San Carlo, il quale si sviluppa anche all’interno dove raccoglieoltre 1.200 eccellenze enogastronomiche piemontesi

Parallelamente, una delle vetrine del negozio Biraghi di Piazza San Carlo verrà dedicata al progetto “Sotto i portici del Risorgimento”.

“Siamo lieti di avviare questo percorso di collaborazione, che speriamo prosegua nei prossimi mesi, all’insegna dell’educazione civica e alimentare delle nuove generazioni”, afferma Alessandro Bollo, Direttore del Museo Nazionale del Risorgimento.

“Siamo felici di iniziare questa collaborazione con il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano. – commenta Daniele Di Palma, Direttore Marketing BiraghiDa sempre la nostra azienda è molto attenta ai temi della sana alimentazione, in particolare per i più piccoli, e tutti i nostri prodotti, incluso l’ormai celebre Gelato di Latte, vanno in questa direzione. Poter promuovere questi valori insieme ad una delle più importanti istituzioni culturali di Torino è per noi motivo di grande soddisfazione, perché siamo convinti che per i nostri ragazzi la cultura e la conoscenza della propria storia e delle proprie radici sia importante per la loro crescita almeno tanto quanto una nutrizione sana e bilanciata”.

Ultima settimana a Torino per la mostra di Toulouse -Lautrec

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 Oltre 27 mila visitatori hanno visitato l’esposizione in corso al Mastio della Cittadella dedicato all’artista più iconico della Belle Époque. Da settembre la mostra sarà a Parma.

 

       Torino – Un successo notevole quello registrato al Museo Storico Nazionale D’Artiglieria – Mastio della Cittadella a Torino, per la mostra dal titolo: Henri de Toulouse Lautrec – Il mondo del circo e di Montmartre. L’esposizione, prodotta da Navigare srl e patrocinata da Regione Piemonte e da Città di Torino, sarà ancora visitabile sino a domenica 21 luglio. Il gradimento del pubblico, non solo piemontese, ha indotto gli organizzatori a prevedere la realizzazione della rassegna a Parma a partire dal 7 settembre.

Il curatore della mostra, lo spagnolo Joan Abelló, che ha immaginato un percorso espositivo suddiviso in 5 sezioni: I manifesti e le illustrazioniLe Donne ed EllesIl circoI ritrattiL’esperienza multimediale, ha consentito ai visitatori di ripercorrere la breve vita e l’attività artistica del giovane aristocratico Henri de Toulouse-Lautrec, riconosciuto come uno degli artisti bohémien più rappresentativi dell’epoca.

Oltre 100 le opere, tra manifesti, illustrazioni e litografie, provenienti da collezioni private spagnole, dedicate al pittore della Ville Lumière di tardo Ottocento. Per favorire l’avvicinamento dei visitatori al contesto storico in cui visse Lautrec, realizzata anche una suggestiva sala ispirata ai camerini dei locali notturni della Belle Époque, realizzata dalla società specializzata Blurred, con una parte multimediale, e con arredi ispirati agli ambienti dipinti nell’opera Al Salon di rue des Moulin.

Dunque, ultimi sette giorni per ammirare, di particolare interesse, le 12 stampe della serie Elles, datate 1952, con ritratti di prostitute del quartiere Montmartre con le quali Toulouse-Lautrec condivideva una particolare quotidianità, avendo scelto di abitare nelle maisons closes parigine per diverso tempo.

 

Domenica 21 luglio calerà il sipario su questa rassegna che ha registrato un grande interesse per gli amanti della Belle Époque, ma l’esposizione riprenderà vita, a partire dal 7 settembre, a Palazzo Dalla Rosa Prati di Parma. A Torino la mostra sarà aperta tutti i giorni, con orario continuato (lun-ven 9:30-19:30; sabato, domenica e festivi 9:30-20:30). Prevendita on-line: www.ticketone.it. Info: www.navigaresrl.com.